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	<title>FUTUROSCUOLA &#187; SCUOLE</title>
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		<title>ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA Sintesi assemblea del 17 aprile.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 18:12:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
Sintesi assemblea del 17 aprile.

ORGANICI

Da molte scuole abbiamo avuto notizie del taglio di organico operato sulla scuola elementare: la situazione è pesante, la media è un taglio di circa 2 insegnanti per Istitito Comprensivo o Circolo (tranne i pochissimi con solo tempo pieno e non modulo).
Nei prossimi giorni tutte le scuole avranno dati ufficiali.
Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2529" title="bologna_torri-garisenda-asinelli1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/bologna_torri-garisenda-asinelli1-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli1" width="100" height="100" />ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</strong></p>
<p style="text-align: center;">Sintesi assemblea del 17 aprile.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>ORGANICI</strong></li>
</ul>
<p>Da molte scuole abbiamo avuto notizie del taglio di organico operato sulla scuola elementare: la situazione è pesante, la media è un taglio di circa 2 insegnanti per Istitito Comprensivo o Circolo (tranne i pochissimi con solo tempo pieno e non modulo).</p>
<p><strong>Nei prossimi giorni tutte le scuole avranno dati ufficiali.</strong></p>
<p>Ci è sembrato che le assegnazioni, secondo le indicazioni della circolare sugli organici, abbiano avuto più o meno questi criteri</p>
<p>2 insegnanti per classe sui tempi pieni storici-già esistenti (dalla prima alla quinta) &#8211; con l&#8217;incognita dell&#8217;utilizzo delle compresenze,</p>
<p>insegnanti per circa 30 ore ai moduli dalla seconda alla quinta (contro le richieste di 33 ore),</p>
<p>e insegnanti per circa 27 ore a tutte le prime, sia se richieste a modulo, che a tempo pieno se di nuova formazione (contro le richieste a 30 ore del modulo e le richieste di tempo pieno nuove).</p>
<p>Le assegnazioni di organico NON hanno garantito il tempo scuola richiesto dai genitori.</p>
<p><span id="more-2530"></span></p>
<p>In alcune scuole i Dirigenti già cercano collaborazione per trovare soluzioni orarie e organizzative, in quella situazione di organico insufficiente.</p>
<p>La posizione condivisa dall&#8217;assemblea può essere così sintetizzata:</p>
<p>dove è stato assegnato un organico tagliato, rispetto alle richieste dei genitori e delle scuole, <span style="text-decoration: underline;">qualsiasi aggiustamento porterà un grosso danno</span>, nel modulo per la forzata riduzione del tempo scuola, e nel tempo pieno per la eventuale sparizione delle compresenze;</p>
<p>è necessario continuare a difendere le compresenze del tempo pieno contro le ipotesi di utilizzarle per garantire il tempo scuola richiesto nei tempi pieni nuovi o nei moduli, perchè questo porterebbe immediatamente alla <span style="text-decoration: underline;">scomparsa del modello di scuola a tempo pieno:</span></p>
<p>le scuole si trovano in una situazione comunque insostenibile: <span style="text-decoration: underline;">non può essere accettabile nessuna soluzione di aggiustamento e accettazione del taglio</span> ed è quindi indispensabile che alle scuole venga restituito l&#8217;organico tagliato.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">E&#8217; necessario che nelle scuole si organizzino iniziative finalizzate alla richiesta di ritiro del taglio:</span></p>
<p><strong>a partire da</strong></p>
<p>- assemblee o altre iniziative per informare genitori ed insegnanti del taglio e delle sue conseguenze distruttive,</p>
<p>- discussioni nelle riunioni degli organi collegiali (collegi docenti, consigli di istituto/circolo, altre&#8230;), fino a produrre mozioni/delibere per NON adottare nessuna delle soluzioni orarie e organizzative possibili, perchè comunque distruttive e di divisione, MA per organizzare azioni volte alla richiesta dell&#8217;organico mancante,</p>
<p><strong>per arrivare a</strong></p>
<p>- scrivere lettere all&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale, come genitori, insegnanti e genitori, Consigli di Istituti/Circolo, Collegi Docenti</p>
<p>- organizzare delegazioni di genitori/insegnanti/consigli di Istituto-Circolo &#8230; presso l&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale scuola per scuola, in modo da mettere in atto nel mese di maggio una vera a propria staffetta di scuole, che non accettando il taglio pretendono l&#8217;organico mancante</p>
<p>- rivendicare con tutte le modalità possibili la volontà delle famiglie, ribadita anche con la campagna dei modelli integrativi</p>
<p>- mantenere l&#8217;unità fra genitori ed insegnanti delle classi avviate e di quelle di nuova formazione (che per funzionare con l&#8217;orario richiesto dalle famiglie dovrebbero drenare risorse dalle altre classi), rifiutandosi di fare ricadere all&#8217;interno delle singole istituzioni scolastiche le contraddizioni generate dai tagli agli organici, accettando e subendo soluzioni distruttive per gli uni o per gli altri</p>
<p><strong>e infine</strong></p>
<p>in una prossima assemblea delle scuole di tutta la provincia (ipoteticamente ven. 8 maggio??) si dovrà pensare coMe unificare le lotte delle singole scuole in una iniziativa comune che dia forza a tutte.</p>
<p>In questa fase è importante sapere ed informare soprattutto i Dirigenti Scolastici</p>
<p>- che la Conferenza Metropolitana dei Sindaci del territorio bolognese volta a chiedere al Ministero tutti gli insegnanti mancanti nel nostro territorio (vedi allegata piattaforma);</p>
<p>- che  sono stati depositati ricorsi legali, sia da parte di genitori ed insegnanti, sia di sindacati, sia di Regioni, contro la circolare sulle iscrizioni, volti ad ottenere presso i Tar la sospensiva dei provvedimenti illeggittimamente attuati</p>
<p>- esiste ancora, pur se ampiamente decurtato, un &#8220;organico di fatto&#8221; al quale attingere per ottenere integrazioni ed occorre che tutte le realtà che hanno subito tagli insistano per avere l&#8217;integrazione di quanto non ottenuto, proprio per tentare di ottenere in organico di fatto quanto mancante in organico di diritto (occorre che  le richieste siano &#8220;a tappeto&#8221;) per costringere il Ministero ad annullare nella pratica i tagli.</p>
<p>Ancora, come Assemblea della Scuole, abbiamo scritto una lettera alla ASABO, l&#8217;associazione dei Dirigenti Scolastici Bolognesi, per chiedere loro un incontro, finalizzato ad unire le forze nella richieste di ritiro dei tagli, nel tentativo di dissuaderli dall&#8217;adottare rapidamente soluzioni di aggiustamento (allegata).</p>
<p>NOTA. Possiamo mettere a disposizione di chi organizza assemblee informative, alcune copie del video &#8220;La scuola coi fiocchi&#8221;: contattare Stefano Mazza  <a href="mailto:12stefano@gmail.com">12stefano@gmail.com</a>.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>A LIVELLO NAZIONALE</strong></li>
</ul>
<p>In tante altre città italiane, genitori ed insegnanti si trovano confrontati con lo stesso colpo del taglio di organico, non in tutte le zone è stato tagliato in ugual misura, comunque ovunque si ragiona sulle iniziative da mettere in campo ora, circa allo stesso modo che da noi.</p>
<p>Le pressioni che si faranno prima scuola per scuola, poi insieme come scuole della stessa provincia, dovrebbero infine confluire in una grossa iniziativa nazionale a Roma.</p>
<p>I comitati della capitale stanno ragionando sulla possibilità di organizzare un evento spettacolare in una piazza romana, chiamando poi tutte le scuole delle altre città ad unirvisi. Siamo in attesa di una conferma della possibilità e della data, per organizzare la partecipazione delle scuole bolognesi.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>ADOZIONE LIBRI DI TESTO</strong></li>
</ul>
<p>E&#8217; ormai urgente confrontarsi con questo passaggio.</p>
<p>La Circolare &#8230; impone che l&#8217;adozione del libro di testo resti immutata per quella stessa classe per 5 anni alla scuola elementare, per 6 anni alla scuola media (dove però le adozioni sono già state fatte, poichè scadevano nei giorni scorsi) indipendentemente dal fatto che sarà utilizzato di anno in anno da insegnanti diversi. Questo è un evidente attacco alla libertà di insegnamento, pertanto in molte scuole si ragiona sulle varie possibilità di opposizione (vedi mozione IC 7 allegata).</p>
<p>Ne abbiamo parlato un poco all&#8217;ultima assemblea, e sono emerse queste proposte concrete di opposizione.</p>
<p>L&#8217;ADOZIONE ALTERNATIVA offre la possibilità di adottare testi solo per un anno, perchè fa capo ad altra normativa che la regola. Già alcuni collegi (primo quello IC &#8230; all&#8217;unanimità, l&#8217;IC Croce di Casalecchio) si sono espressi per questa soluzione.</p>
<p>L&#8217;adozione alternativa &#8220;classica&#8221; prevede che si scelga di acquistare diversi testi di narrativa per l&#8217;infanzia, al posto del libro di lettura uguale per tutti, o monografie tematiche su argomenti vari di varie discipline, anziche adottare un sussidiario uguale per tutti.</p>
<p>Ma oltre questa possibilità, accordandosi con i rappresentanti delle case editrici, è possibile acquistare da loro un libro di lettura e un sussidiario uguale per tutti gli alunni, ma presentando al collegio la proposta come adozione alternativa.</p>
<p>Chiedo agli insegnanti che hanno a disposizione già &#8220;delibere tipo&#8221; da utilizzare per le adozioni alternative di inviarmele, in modo che io possa farle girare come esempi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Attenzione: nota di carattere normativo.</span></strong></p>
<p>Quasi sempre gli esempi di adozione alternativa che si trovano &#8220;in archivio&#8221; sono sorretti da poderosi &#8220;progetti&#8221;: questo perché fino al 1999 l&#8217;adozione alternativa era sì possibile (ai sensi dell&#8217;art. 7 del Dl 297/94, &#8220;Testo unico&#8221;), ma  solo sotto forma di &#8220;sperimentazione&#8221; e dunque solo dopo aver seguito una complessa procedura preventiva e autorizzativa ed anche, a posteriori, &#8220;rendicontiva&#8221; (articoli  276-277-278 dello stesso Dl 297/94).</p>
<p>Il Dpr 275 dell&#8217;8 marzo 1999 (cioè il &#8220;Regolamento sull&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche&#8221;, che dà attuazione a quanto già di principio stabilito dal Dl 297/94, cioè l&#8217;autonomia didattica ed organizzativa degli istituti scolastici) da un lato conferma la possibilità dell&#8217;adozione alternativa (art. 4 comma 5), dall&#8217;altro la libera di quelle complesse procedure (abrogandole seccamente con l&#8217;art.17).</p>
<p>Riassumendo: l&#8217;adozione alternativa da parte del &#8220;team&#8221;, se non contrasta con il Pof, è possibile e va motivata semplicemente ed il Collegio Docenti è sovrano nell&#8217;approvarla o meno, sulla base dell&#8217;art 4 comma 5 del DL 275 del 99, &#8220;Regolamento sull&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche&#8221;.</p>
<p>Elena.</p>
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		<title>L’insostenibile leggerezza della Gelmini</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 18:02:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo seguito con interesse l’ultima puntata televisiva di Report, la trasmissione condotta dalla Gabanelli, dedicata alla scuola.
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..Quello che però ci ha nuovamente sorpreso è l’ineffabile leggerezza e l’evidente impreparazione e ignoranza del ministro Gelmini. Un solo esempio, che però la dice lunga. Nel corso di un’intervista, si pone al ministro il problema rilevante delle &#8220;compresenze&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2527" title="gelmini-pinocchio-2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/gelmini-pinocchio-2-100x100.jpg" alt="gelmini-pinocchio-2" width="100" height="100" />Abbiamo seguito con interesse l’ultima puntata televisiva di Report, la trasmissione condotta dalla Gabanelli, dedicata alla scuola.<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..Quello che però ci ha nuovamente sorpreso è <strong>l’ineffabile leggerezza e l’evidente impreparazione e ignoranza del ministro Gelmini</strong>. Un solo esempio, che però la dice lunga. Nel corso di un’intervista, si pone al ministro il problema rilevante delle &#8220;compresenze&#8221; del docenti nella scuola primaria, compresenze che non ci saranno più (a differenza di quanto accade in alcune scuole paritarie di eccellenza!) con conseguente ricaduta negativa sulle attività didattiche. Bene, il ministro risponde testualmente che “le compresenze rimarranno nel momento della mensa” (sic!). Ora, è noto a tutto il mondo della scuola che se c’è un momento in cui le contemporaneità non ci sono mai state, nella storia del tempo pieno e anche dei moduli, quello è proprio il tempo della mensa, quando è presente un solo insegnante, in rapporto secco: un docente/una classe. Anzi, in alcune esperienze di tempo pieno del passato (pensiamo ad esempio a Rho II di Silvano Federici negli anni ’70) al momento della mensa un docente gestiva spesso due classi, allo scopo di recuperare ore di compresenza per altre attività!<br />
Perché la Gelmini è uscita con una simile, assurda, affermazione? Probabilmente perché nelle discussioni all’interno dello staff ministeriale, con i vari dirigenti alla Cosentino e c., si è avanzata la previsione che le ore di compresenza dei docenti del tempo pieno possono essere utilizzate per assicurare le ore di mensa alle classi che effettueranno le 27 o 30 ore di lezione, per garantire appunto i relativi rientri pomeridiani. La Gelmini cosa ha capito? Ha inteso che nelle ore di mensa</p>
<p><span id="more-2526"></span>ci saranno le compresenze….!</p>
<p>Ora, ha pienamente ragione la Gabanelli, quando nelle conclusioni ha sostenuto con forza che per cambiare le cose in meglio nella scuola italiana bisogna cominciare dalla testa e non dai piedi. Ci vuole innanzi tutto, ha detto la Gabanelli, un ministro competente, che nomini dirigenti ministeriali competenti, che diano incarichi a dirigenti scolastici competenti, per arrivare infine a insegnanti competenti… Appunto, bisogna cominciare dalla testa.</p>
<p>Dedalus</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4327" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il giallo dei regolamenti di un ministro pasticcione</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 06:52:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2514" title="hp1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/hp1-100x100.jpg" alt="hp1" width="100" height="100" />Maria Coscia e Manuela Ghizzoni del gruppo PD della VII Commissione della Camera per contestare i tagli in atto nella scuola italiana. &#8220;Il 27 febbraio 2009 &#8211; sottolinenano le parlamentari &#8211; il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva &#8221; due Regolamenti riguardanti rispettivamente la Revisione della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione e le Norme per la riorganizzazione della rete scolastica. Entrambi i regolamenti sono attuativi dell’articolo 64 del decreto legge 112, la cosiddetta manovra d’estate di Tremonti, che ha previsto ben 7,8 miliardi di tagli in tre anni per il sistema d’istruzione pubblica.<br />
A tutto oggi, quindi a più di un mese di distanza, i due decreti non sono ancora apparsi sulla Gazzetta Ufficiale. Ne consegue che risultano privi di qualsiasi legittimità giuridica, poiché si riferiscono ad atti normativi non ancora ufficialmente entrati in vigore, sia il recente decreto di Gelmini e Tremonti per la</p>
<p><span id="more-2513"></span>determinazione degli organici, inviato alle scuole con la Circolare n. 38 del 2 aprile, sia le successive disposizioni inviate dagli Uffici scolastici regionali a quelli provinciali e da questi alle scuole.<br />
Del resto, la predisposizione dell’attuale governo di combinare “pasticci normativi” in questo ambito è conclamata. Infatti, ancora non è stato spiegato che fine abbia fatto la versione definitiva del famigerato Piano programmatico, già previsto dal decreto legge 112 che indica – attraverso uno o più regolamenti – come e dove risparmiare i 7,8 miliardi decisi da Tremonti nel luglio scorso. Ora, sarebbe utile alla certezza del diritto che tanto il Piano Programmatico quanto i due regolamenti fossero pubblicati urgentemente. Perché questa lunga attesa? Forse il Governo vuole procrastinare il più a lungo possibile la pubblicazione dei documenti che ufficializzano nero su bianco i numeri dei docenti e ATA che dal prossimo anno non lavoreranno più e che ingrosseranno le fila dei disoccupati? Comunque sia, il Governo deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte e trovare il coraggio per informare l’opinione pubblica di quanto sta accadendo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4318" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ASSEMBLEA delle SCUOLE di BOLOGNA e PROVINCIA VENERDI&#8217; 17 APRILE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 17:18:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ASSEMBLEA delle SCUOLE di BOLOGNA e PROVINCIA
SI RIUNISCE 
VENERDI&#8217; 17 APRILE alle ore 17
presso le scuole Guido Reni, in Vicolo Bolognetti, 10 (come di consueto)
Temi da discutere:
ORGANICI (il numero degli insegnanti assegnato alla scuola). E&#8217; stato assegnato in questi giorni l&#8217;ORGANICO DI DIRITTO  per le scuole PRIMARIE e
dell&#8217;INFANZIA di Bologna e provincia Invito ancora, chi riesce, ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2510" title="bologna_torri-garisenda-asinelli" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/bologna_torri-garisenda-asinelli-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli" width="100" height="100" />L&#8217;ASSEMBLEA delle SCUOLE di BOLOGNA e PROVINCIA</strong></p>
<p align="center"><strong>SI RIUNISCE </strong></p>
<p align="center"><strong>VENERDI&#8217; 17 APRILE alle ore 17</strong></p>
<p align="center">presso le scuole Guido Reni, in Vicolo Bolognetti, 10 (come di consueto)</p>
<p><strong>Temi da discutere:</strong></p>
<p><strong>ORGANICI</strong> (il numero degli insegnanti assegnato alla scuola). E&#8217; stato assegnato in questi giorni l&#8217;ORGANICO DI DIRITTO  per le scuole PRIMARIE e</p>
<p><span id="more-2511"></span>dell&#8217;INFANZIA di Bologna e provincia Invito ancora, chi riesce, ad informarsi e a comunicarlo (o a me per email, o all&#8217;assemblea stessa) in modo da ritrovarsi il 17 con un quadro abbastanza completo delle scuole che hanno subuito tagli, e della loro entità. <strong>All&#8217;assemblea si deciderà che tipo di iniziative di mobilitazione organizzare,</strong> con l&#8217;obiettivo di ottenere, invece, tutti gli insegnanti che servono alle scuole.</p>
<p><strong>ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE SCUOLE</strong> (Firenze, sabato 18 aprile). Venerdì 17 all&#8217;assemblea bolognese si discuterà quali proposte fare per dare respiro nazionale alla lotta contro i tagli (chi vuole fare parte della delgazione, lo segnali).</p>
<p><strong>PARTECIPAZIONE ad iniziative</strong>:</p>
<p>- Convegno Scienze della Formazione, ven. 17 e sab. 18 aprile</p>
<p>- 25 aprile, R&#8217;Esistenze al Pratello</p>
<p>Segnalo</p>
<p>giornata nazionale di proteste sotto gli USR, il 29 aprile (CUB scuola)</p>
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		<title>Ennesimo dietrofront della Gelmini, Ammissione maturità, basta media del 6.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 16:39:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Maturità, verso uno slittamento della norma Gelmini su ammissioni
QUEST&#8217;ANNO si potrà sostenere la maturità anche con qualche 5. Ma dal 2010 occorrerà avere tutti 6, condotta compresa. E&#8217; ormai questo l&#8217;orientamento dei tecnici ministeriali sulle regole relative all&#8217;ammissione agli esami di stato 2009. Sulla vicenda che tiene col fiato sospeso 300 mila studenti dell&#8217;ultimo anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2499" title="untitled2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/untitled2.bmp" alt="untitled2" />Maturità, verso uno slittamento della norma Gelmini su ammissioni<br />
QUEST&#8217;ANNO si potrà sostenere la maturità anche con qualche 5. Ma dal 2010 occorrerà avere tutti 6, condotta compresa. E&#8217; ormai questo l&#8217;orientamento dei tecnici ministeriali sulle regole relative all&#8217;ammissione agli esami di stato 2009. Sulla vicenda che tiene col fiato sospeso 300 mila studenti dell&#8217;ultimo anno si aspetta soltanto l&#8217;ufficializzazione da parte del ministero dell&#8217;Istruzione che dovrebbe arrivare a breve.</p>
<p><span id="more-2498"></span><br />
Qualche giorno fa, Repubblica ha denunciato la confusione che regna in questo momento sull&#8217;accesso agli esami di stato. Ammissione secondo le regole stabilite nel 2007 dall&#8217;allora ministro dell&#8217;Istruzione, Giuseppe Fioroni, che dovrebbero entrare in vigore proprio quest&#8217;anno, o in base al Regolamento-Gelmini in via di approvazione? La confusione è generata dal fatto che, a meno di due mesi dalla conclusione dell&#8217;anno scolastico, il ministro Mariastella Gelmini ha dato per certo che &#8220;con un solo 5 non sarebbe stato impossibile sostenere gli esami&#8221; ma il provvedimento non è pronto e rischia di arrivare a pochi giorni dagli esami.</p>
<p>La norma sta ancora effettuando l&#8217;iter formale: in questo momento è al consiglio di Stato per il prescritto parere, poi dovrà passare nuovamente dal consiglio dei Ministri ed essere infine firmato dal presidente della Repubblica.</p>
<p>I tecnici del ministero dell&#8217;Istruzione sanno che un provvedimento in extremis determinerebbe da parte di coloro che verrebbero eventualmente esclusi dalla maturità per via delle regole nuove, una valanga di ricorsi. Per questa ragione viale Trastevere sarebbe disposto ad un piccolo passo indietro. Con le nuove regole, introdotte dal ministro Gelmini ma non ancora vigenti, potranno accedere alla maturità soltanto coloro che hanno almeno 6 decimi in tutte le discipline. La legge introdotta dal ministro Fioroni due anni fa e in vigore da quest&#8217;anno prevede invece che l&#8217;ammissione scatta con la media del sei. E siccome alla media concorrono anche il voto di condotta e quello di Educazione fisica si potrà essere ammessi agli esami anche con diversi 5 e qualche 4.</p>
<p>&#8220;Il rinvio al prossimo anno delle nuove regole &#8211; spiega Francesco Scrima della Cisl scuola &#8211; mi sembra, se confermata, una decisione di buon senso. Al contrario si metterebbe in moto un enorme contenzioso&#8221;. Su 434 mila ragazzi che frequentano l&#8217;ultimo anno delle scuole superiori, 300 mila hanno riportato a fine gennaio almeno una insufficienza. Parecchi nel secondo quadrimestre recupereranno ma si stima che almeno in 100 mila potrebbero arrivare allo scrutinio finale con ancora qualche insufficienza. La formula pensata dal ministro Gelmini impedirebbe a parecchi di loro di arrivare agli esami, con la formula Fioroni il via libera scatterebbe per la maggior parte di loro.</p>
<p>I tecnici del ministero pronti a rinviare al prossimo anno scolastico<br />
la decisione di ammettere all&#8217;esame solo coloro che hanno 6 in tutte le materie<br />
Maturità, verso uno slittamento<br />
della norma Gelmini su ammissioni<br />
di SALVO INTRAVAIA</p>
<p>(7 aprile 2009)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/scuola_e_universita/servizi/esami-maturita/esami-maturita/esami-maturita.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sciopero 23 aprile 2009 rinviato al 15 maggio 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 16:09:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come forse già tutti/e saprete, in considerazione dell&#8217;emergenza in abruzzo e su richiesta della commissione di garanzia, lo sciopero generale indetto dal Patto di Base (Cobas &#8211; Cub &#8211; SdL) è stato rinviato.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2495" title="oggi-sciopero" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/oggi-sciopero-100x100.gif" alt="oggi-sciopero" width="100" height="100" />Come forse già tutti/e saprete, in considerazione dell&#8217;emergenza in abruzzo e su richiesta della commissione di garanzia, lo sciopero generale indetto dal Patto di Base (Cobas &#8211; Cub &#8211; SdL) è stato rinviato.<br />
Confermiamo il rinvio in quanto ci sono giunte notizie contraddittorie da diverse scuole, le comunicazioni ufficiali sono già state fatte e se non sono ancora giunte ciò è divuto a ritardi ed inefficienze delle amministrazioni, di seguito il comunicato stampa già uscito il 7 aprile.</p>
<p><span id="more-2494"></span></p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong><br />
A fronte dei tragici eventi causati dal terremoto in Abruzzo, le organizzazioni sindacali del Patto di Base &#8211; Confederazione Cobas, Cub e SdL Intercategoriale &#8211; hanno unanimemente deciso di sospendere lo sciopero generale già indetto per il 23 aprile e di rinviarlo a data da destinarsi.</p>
<p><strong>Lo sciopero scuola si terrà il giorno 15 maggio, con Manifestazione Nazionale a Roma.</strong></p>
<p>Docenti ed Ata sciopereranno e manifesteranno a Roma (ore 10) anche per dire NO alla maestra unica, all&#8217;abolizione del modulo e delle compresenze, alle riduzioni di orario in tutti gli ordini di scuola; per massicci investimenti per la messa in sicurezza delle scuole; affinchè non ci siano aumenti del numero degli alunni/e per classe, in spregio anche delle norme di sicurezza che impediscono il sovraffollamento delle aule; per il riconoscimento dei diritti degli ATA ex-EELL; per il diritto di assemblea per tutti/e.</p>
<p>Piero Bernocchi     portavoce nazionale COBAS
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 15:10:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3
di Claudio Cereda
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire
Il regolamento, come già fu per la riforma Moratti si concreta in tre allegati che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2507" title="gelmini-forbice" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/gelmini-forbice-100x100.jpg" alt="gelmini-forbice" width="100" height="100" />Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3<br />
di Claudio Cereda<br />
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.<br />
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire<br />
Il regolamento, come già fu per la riforma Moratti si concreta in tre allegati che si conoscono solo in parte.</p>
<p><strong>L’allegato A corrisponde al Profilo Educativo Culturale e Professionale (PECUP)</strong>. Si tratta di cose importanti per costruire l’identità della scuola ma che corrispondono bene o male a principi su cui c’è poco da discutere e si tratta di appropriarsene sul piano culturale.<br />
Segnalo in particolare il paragrafo dedicato agli strumenti organizzativi e metodologici: in una cartella vengono condensati principi, metodi ed obiettivi.</p>
<p><span id="more-2506"></span><br />
Tutto l’allegato A dovrà essere assimilato nella cultura di sfondo degli Istituti Tecnici e diventare il retropensiero dei POF. E’ importante sottolinearlo perché decenni di mancate riforme hanno permeato le scuole superiori di una cultura che tende a ignorare questi aspetti: che cittadino vogliamo? Che perito vogliamo? Attraverso quali metodologie operiamo?</p>
<p><strong>Gli allegati B e C definiscono finalità e quadri orari dei diversi indirizzi.</strong> Ci sono le materie, le ore distinte tra i due settori (economico e tecnologico) e, per ciascuno di essi, una ulteriore suddivisione tra le ore degli insegnamenti generali (comuni a tutti) e gli insegnamenti obbligatori dei diversi indirizzi e sub indirizzi.<br />
Esemplifico con un ITIS informatico (Informatica e Telecomunicazioni) per dare un’idea della struttura.</p>
<p><strong>Area comune a tutti i tecnologici in ore settimanali per anno</strong><br />
Italiano 4&#215;5anni; Inglese 3&#215;5anni, Storia 2&#215;5 anni, Matematica 4&#215;2 + 3&#215;3, Diritto ed Economia 2&#215;2; Scienze integrate (della terra e biologia) 2&#215;2; Scienze Motorie e Sportive 2&#215;5; Religione o attività alternative 1&#215;5<br />
Il totale fa 660 ore nel biennio e 495 nel triennio delle 1056 complessive (32 ore per 33 settimane).</p>
<p><strong>Area di indirizzo per tutti i tecnologici (tra parentesi le ore di laboratorio)</strong><br />
Scienze integrate (fisica) 3(2)x2; scienze integrate (chimica) 3(2)x2; tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica 3(2)x2; tecnologie informatiche 3(2)x1; scienze e tecnologie applicate 3&#215;1 (si tratta di una materia dal nome comune ma che cambierà a seconda delle materie di indirizzo del triennio; una sorta di orientamento alla specializzazione da svolgere in seconda e che potrà determinare una precanalizzazione e una diversificazione della offerta per gli ITIS con indirizzi diversi).</p>
<p><strong>Discipline comuni nel triennio di informatica e telecomunicazioni</strong><br />
Complementi di matematica 1&#215;2; Sistemi e reti 4&#215;3; Tecnologie e progettazione di sistemi informatici e di telecomunicazione 2&#215;2+4&#215;1; Gestione progetto e organizzazione di impresa 3&#215;1(in quinta)</p>
<p><strong>Articolazione di subindirizzo</strong><br />
Le materie sono due: informatica e telecomunicazioni<br />
Gli informatici fanno Informatica 6&#215;3 e telecomunicazioni 3&#215;2<br />
In telecomunicazioni si fanno Informatica 6&#215;2 e telecomunicazioni 3&#215;2 + 6&#215;1<br />
Segnalo che le tabelle con la indicazione delle ore di laboratorio del triennio sono spesso errate e pertanto non le riporto.</p>
<p><strong>Riassumendo:</strong><br />
1) In tutti gli Itis sparisce il laboratorio di matematica; compare una materia nuova (scienze integrate) articolabile in tre e qui sarà interessante vedere il margine di autonomia; ci sono le due nuove materie annuali in prima e seconda orientate alla informatica (patente europea!) e agli indirizzi successivi.<br />
2) Nel triennio c’è un rinforzo di matematica, sparisce come nome elettronica e si osserva la presenza di quattro discipline il cui peso cambia nei due sub indirizzi: due materie a base teorica (informatica e telecomunicazioni), una materia orientata al ferro (tecnologie progettazione) e una materia ponte (sistemi).<br />
Il totale fa le 32 ore settimanali e si precisa (con riferimento alla riforma Moratti che prevede insegnamenti facoltativi) un 2&#215;5 di seconda lingua.</p>
<p><strong>Confluenze</strong></p>
<p>L’allegato D contiene le tabelle di confluenza dai vecchi ai nuovi ordinamenti e con riferimento agli informatici gli indirizzi che confluiscono sono 3: elettronica e telecomunicazioni, informatica, ragioniere programmatore.<br />
Su questo punto si apre un bel problema perché far confluire i ragionieri programmatori nel tecnologico, se stiamo alle discipline previste, dovrebbe significare trasferirne i corsi presso un ITIS, oppure dire, ma non fare perché il perito informatico che viene disegnato nulla ha da spartire con il ragioniere programmatore orientato ad una cultura gestionale amministrativa.<br />
Vedremo cosa accadrà; se si punterà cioè a definire delle mission ben orientate (gli ITIS facciano il tecnologico, gli ITC di vario genere (compreso il turismo) facciano amministrazione, turismo e costruzioni) oppure se si opterà per non cambiare nulla e si confermerà la coesistenza sotto uno stesso tetto di cose che non hanno una mission comune (penso ad alcune sperimentazioni biologico ambientali di alcuni ex magistrali che dovrebbero confluire con i periti chimici, le biotecnologie e le scienze dei materiali).<br />
Questa delle confluenze è un’altra questione cruciale che sarebbe opportuno non venisse lasciata nelle mani della “concorrenza tra scuole”: per salvare le classi e le cattedre mi trasformo da un giorno all’altro in ciò che non sono mai stato (con quali laboratori? con quale cultura professionale?).</p>
<p><strong>Le cose di cui non si sa …</strong></p>
<p>Sono quelle di cui tratta l’articolo 8 del regolamento e che è opportuno che il governo emani con un buon anticipo; se possibile insieme alla versione definitiva del regolamento. Ricordo che sino a dicembre 2008 si ipotizzava di partire nel 2009/2010: missione impossibile dati i tempi ma ora bisognerebbe evitare di trovarci a dicembre 2009 nello stesso stato rispetto al 2010/2011.</p>
<p><strong>Comma 2a:</strong> il Ministero è delegato ad emanare un regolamento con gli OSA, materia per materia, declinati in termini di conoscenze, competenze e abilità.<br />
Nel regolamento per i Licei queste cose esistono già perché furono previste nel DLGS 226/05 applicativo della riforma Moratti. Per i tecnici la legge 40 di Fioroni che ha ripristinato l’istruzione tecnica richiede una nuova elaborazione che, tra l’altro (per quanto riguarda il biennio), andrà coordinata con OSA e assi culturali già emanati ma ben poco utilizzati con riferimento al regolamento per l’obbligo a 16 anni.<br />
Bisognerà riempire di contenuto dei nomi, precisare le ore di laboratorio, sciogliere alcuni nodi come quello delle Scienze Integrate (materia unica affidata ad uno stesso docente di diverse classi di concorso o materia unica insegnata da più docenti per le diverse parti) e per questo prima si arriva e meglio è per la discussione nelle scuole.</p>
<p><strong>Comma 2b:</strong> nello stesso regolamento ministeriale si dovrebbero precisare ambiti e aree in cui le scuole possano esercitare i loro spazi di flessibilità con insegnamenti opzionali obbligatori sulla base di un elenco nazionale. Qui devo dire che sono preoccupato più del come che del cosa. Le Istituzioni saranno libere e messe in grado in termini di risorse di progettare offerte diversificate o finirà come con la scelta del Capo Ufficio Tecnico e cioè ci diranno che possiamo fare solo alcune cose e se siamo in grado di autofinanziarle?</p>
<p><strong>Comma 3: </strong>dovranno essere organizzate misure di accompagnamento per l’intero corpo della scuola e varrebbe la pena di incominciare a praticare dal prossimo anno scolastico alcune delle novità a costo zero (i dipartimenti, il comitato tecnico scientifico).</p>
<p><strong>Comma 4: </strong>decreto ministeriale con le dotazioni organiche e le classi di concorso per le diverse discipline di cui agli allegati B e C e per il capo ufficio tecnico. Decreto ministeriale per la gestione della fase di andata a regime. Se si parte solo in prima cosa fa uno studente di II bocciato nell’anno successivo? Il che conferma la opportunità di compattare la fase di andata a regime. Decreto ministeriale per l’insegnamento in Inglese di una disciplina di quinta (altro terreno su cui varrebbe la pena di iniziare a sperimentare eventualmente incentivando i docenti di discipline tecnico scientifiche disponibili). Decreto ministeriale con gli indicatori per la valutazione e l’autovalutazione degli istituti riformati.</p>
<p><strong>E così abbiamo finito</strong></p>
<p>Ma rimane un auspicio: che al Ministero prevalga il coraggio sulla titubanza; che la riforma non sia gestita dalla burocrazia ministeriale che tutto digerisce e tutto omologa; che se ci si rende conto della necessità di qualche correzione legislativa la si faccia rapidamente (per esempio sulla governance) senza attendere il fallimento della riforma per mancanza di coraggio; che il Ministro Gelmini punti i piedi, quello destro verso Tremonti (per spuntare il principio che una quota del risparmio va reinvestito) e quello sinistro verso le organizzazioni sindacali (che tenderanno ad allearsi con la burocrazia e a trasformare tutto in una faccenda di posti e graduatorie); che si abbia un po’ di coraggio nel razionalizzare la baracca con la formazione di profili identitari definiti da parte delle diverse istituzioni scolastiche.<br />
Infine l’auspicio degli auspici: che si faccia davvero nel 2010 e non si ricominci con il balletto dei rinvii: Berlinguer, Moratti, Fioroni, Gelmini, Aprea, Bastico, …I miei prossimi sono 63; sono entrato a scuola (dopo il militare) che ne avevo 25: riuscirò a vedere qualche innovazione profonda?</p>
<p>Claudio Cereda</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4316" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 20:33:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti
Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2480" title="y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw-100x100.gif" alt="y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw" width="100" height="100" />Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti</strong></span></p>
<p>Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i due Regolamenti potranno entrare immediatamente in vigore e, tra l&#8217;altro, consentire il varo del decreto interministeriale sugli organici atteso, con la relativa circolare, nei prossimi giorni. Vediamo, a questo punto, di riepilogare in sintesi quali sono gli effetti sulla scuola pubblica.</p>
<p><strong>La riduzione del tempo scuola e dell’offerta formativa</strong><br />
Innanzi tutto con i nuovi regolamenti per la prima volta nella scuola dell’obbligo il tempo scuola arretra e si riduce anche l’offerta formativa rivolta agli adulti . Già dal prossimo anno scolastico la riduzione degli organici e delle compresenze impedirà a molte classi della scuola primaria di mantenere l’offerta formativa di trenta ore settimanali e/o di confermare i rientri pomeridiani perché non ci saranno le disponibilità di personale docente e ausiliario per coprire la mensa scolastica.<br />
Anche <strong>nella scuola secondaria di primo grado il tempo scuola arretra</strong>, tutti i modelli di tempo normale con orari superiori alle 30 ore settimanali non</p>
<p><span id="more-2479"></span>saranno più possibili e il tempo prolungato sarà pesantemente ridotto a causa dei nuovi vincoli da rispettare per autorizzarlo (garantire il funzionamento di un corso intero ed esistenza di strutture e servizi per almeno due o tre rientri pomeridiani).<br />
Nell’istruzione degli adulti per il prossimo anno scolastico si prevede un taglio di 1500 insegnanti ed una conseguente riduzione dei moduli e dei corsi la cui attivazione dovrà far riferimento non più agli iscritti ma alla serie storica degli studenti scrutinati e che hanno conseguito una certificazione relativa ai saperi previsti per l’obbligo di istruzione.<br />
<strong>Nella scuola primaria il disegno del governo di riduzione del tempo scuola è assai più radicale</strong> e punta a far diventare “tempo normale” l’articolazione oraria di 24 ore settimanali (la più coerente con il modello del maestro unico), ma dopo gli scioperi e le manifestazioni dello scorso autunno ha dovuto limitarsi a proporla e a sponsorizzarla. Con scarso successo visto che solo il 3% dei genitori ha scelto questo modello nelle iscrizioni.<br />
La riduzione del tempo scuola nella scuola di base non risponde alle esigenze di offrire a tutti maggiori opportunità di successo scolastico né alle esigenze familiari e sociali.<br />
In questi anni la diffusione del tempo pieno e prolungato e in generali di modelli scolastici con tempi lunghi e distesi ha ridotto la dispersione nella scuola di base e ha potenziato le capacità di decondizionamento sociale della scuola.</p>
<p><strong>L’imposizione del modello del maestro unico nella scuola primaria</strong><br />
Il regolamento del primo ciclo impone alla scuola primaria il modello maestro unico o prevalente a partire dalle prime classi del prossimo anno scolastico, mentre il tempo pieno (25% delle attuali classi) continuerà ad avere due docenti per classe e si potrà attivare nei limiti dell’organico assegnato (rimane confermato il numero dei posti attivati complessivamente per l’a.s. 2008/09).<br />
Le compresenze sono cancellate in tutte le classi della scuola primaria che, in questo modo, perde la principale risorsa per realizzare attività essenziali: recupero, percorsi individualizzati, attività di arricchimento, laboratori, uscite didattiche.<br />
Inoltre, la decisione di imporre il modello del maestro unico attraverso una norma generale rappresenta una palese invasione di campo dell’autonomia scolastica sulla base della quale (vedi Dpr 275/99) le decisioni circa le modalità di organizzazione didattica sono di competenza delle scuole.<br />
Vengono in questo modo eliminati tutti gli aspetti qualitativi che hanno fino ad oggi permesso alla scuola primaria italiana di conseguire risultati positivi riconosciuti in tutte le indagini internazionali: gruppo docente corresponsabile, specializzazione degli insegnanti per ambiti disciplinari, programmazione unitaria, tempi distesi, compresenze per individualizzare i percorsi e arricchire i curricoli.</p>
<p><strong>L’insegnamento solo frontale</strong><br />
Con l’eliminazione di tutte le compresenze dei docenti nella scuola primaria e la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore settimanali nella scuola secondaria di primo grado, nel primo ciclo dell’istruzione saranno possibili solo modalità di insegnamento di tipo frontale.<br />
In questo modo sparisce ogni traccia di funzionalità dell’organico dei docenti all’autonomia scolastica. L’autonomia didattica e organizzativa attribuita alle istituzioni scolastiche è una prerogativa esercitabile in presenza di una quota di risorse sufficiente a rendere più flessibile l’offerta formativa. Un monte orario delle risorse professionali assegnate in modo corrispondente al monte orario delle lezioni da impartire agli alunni riduce praticamente a zero le opportunità di flessibilità di organizzazione didattica (gruppi di recupero, classi aperte, laboratori, …) e con esse la principale potenzialità dell’autonomia scolastica per garantire il successo formativo a tutti gli studenti.<br />
L’azzeramento della contemporaneità docente e di ogni altra disponibilità oraria dei docenti comporta anche difficoltà nell’organizzazione del servizio mensa, nella realizzazione delle uscite didattiche, nella copertura delle supplenze brevi, nell’alfabetizzazione linguistica e nell’integrazione degli alunni stranieri, nelle attività alternative per chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica.</p>
<p><strong>L’indebolimento dell’insegnamento della lingua straniera</strong><br />
L’insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare sarà affidato solo agli insegnanti di classe specializzati, attualmente questo insegnamento è assicurato a tutte le classi grazie a 11.200 specialisti di lingua straniera. Gli insegnanti specialisti saranno eliminati in tre anni, 2000 dal prossimo anno scolastico, mentre gli insegnanti di classe necessari a sostituirli dovrebbero essere formati con non meglio precisati corsi triennali di formazione linguistica, di cui fino a d oggi non si sa nulla. Il regolamento per la razionalizzazione prevede però che in caso di necessita gli insegnanti di classe possano anche essere utilizzati anche solo dopo un anno di formazione. Non ci si può attendere nulla di buono per la qualità dell’insegnamento della lingua straniera da questa fretta e improvvisazione, già dal prossimo settembre gli insegnanti di classe che sostituiranno gli specialisti tagliati difficilmente avranno acquisto la competenza linguistica necessaria.<br />
Nella scuola secondaria di primo grado si prevede la possibilità che le famiglie optino per l’inglese potenziato di 5 ore settimanali a scapito della seconda lingua straniera. Una decisione non in linea con quanto accade nel resto d’Europa dove invece si punta al plurilinguismo, destinata a rendere i nostri giovani più deboli culturalmente rispetto ai loro coetanei europei e che condanna il nostro Paese ad una subalternità linguistica che non ha eguali in Europa.</p>
<p><strong>L’aumento del numero di alunni per classe</strong><br />
Aumenta il numero massimo e minimo di alunni per classe e quindi ci saranno meno classi e più affollate. Nella scuola dell’infanzia il minimo diventa di 18 e il massimo 26 elevabile a 29 in caso di iscrizioni in eccedenza, nella scuola primaria minimo 15 e massimo 26 elevabile a 27 in caso di resti, nella scuola secondaria di primo grado minimo 18 e massimo 27 elevabile a 28 in caso di resti, nella scuola secondaria superiore 27 è il numero minimo per la costituzione delle prime classi elevabile a 30 in caso di resti nella secondaria.<br />
In presenza di alunni disabili secondo il regolamento le classi non possono avere, di norma, più di 20 alunni, affermazione che, a parte l’ambiguità burocratica del “di norma”, viene ancora più affievolita dal comma successivo che sostiene che le stesse classi possono essere costituite anche in deroga al limite previsto dei 20 alunni per classe.<br />
Non è difficile immaginare le conseguenze dell’aumento del numero di alunni in classi sempre più eterogenee e multiculturali: crescita dell’insuccesso scolastico e della selezione, accentuazione dei problemi comportamentali e disciplinari. Meno insegnanti in classi più problematiche senza strumenti quali le compresenze per interventi individualizzati creano il terreno favorevole per il ritorno a forme di segregazione scolastica, le classi ponte della Lega o il ritorno delle classi differenziali.<br />
La situazione può diventare preoccupante anche sotto il profilo della sicurezza a causa delle pessime condizioni della nostra edilizia scolastica, tanto che lo stesso regolamento prevede il rinvio di un anno dell’applicazione dei nuovi parametri nelle scuole che saranno comprese in un piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica definito dal Ministero.</p>
<p><strong>La riorganizzazione della rete scolastica e la programmazione territoriale</strong><br />
Regioni ed Enti locali, intanto, hanno imposto al Governo un netto arretramento sul terreno delle competenze in merito alla rete scolastica ed alla programmazione dell’offerta formativa. Il Governo dopo aver fatto marcia indietro sul commissariamento per decreto delle Regioni, ora, nell’ultima versione del decreto, rinuncia definitivamente ad imporre loro criteri e parametri. Ogni decisione in materia è rinviata ad una intesa in Conferenza Stato Regioni da raggiungere entro il prossimo 15 giugno. Il Governo conferma l’obiettivo di conseguire dalla riorganizzazione della rete scolastica risparmi pari a 85 milioni di euro, ma l’ultima parola spetterà inevitabilmente alle Regioni, cui l’art. 117 della Costituzione attribuisce le competenze a decidere su questa materia. L’ultimo colpo ai tentativi del Governo di ingerire nelle prerogative delle Regioni è stato inferto dal pur cauto Consiglio di Stato, che ha sì dato parere favorevole, ma ha anche costretto il Governo a cambiare il testo, rilevando l’impossibilità di affidare ai dirigenti regionali dell’amministrazione statale la ripartizione degli organici (sulla materia si è espressa la Corte costituzionale con la sentenza n. 13/2004). Si tratta di cambiamenti importanti, soprattutto perché evidenziano la possibilità di una via alla razionalizzazione alternativa ai tagli imposti dall’alto. Regioni ed Enti Locali, una volta in possesso delle leve della programmazione dell’offerta formativa, sono infatti i soggetti più idonei e motivati a mettere in atto interventi per riorganizzare rete e risorse e per reinvestire nel sistema scolastico. Se, invece, le Regioni nell’intesa con il Governo accettassero criteri e parametri che il Governo ha tentato di imporre loro nelle precedenti versioni del regolamento verrebbero chiuse oltre 1000 piccole scuole in particolare nei comuni minori.</p>
<p><strong>Dall’approvazione all’attuazione</strong></p>
<p>L’attuazione di questi due regolamenti disastrosi per la scuola pubblica sarà tutt’altro che semplice. Già in passato (vedi ad es. riforma Moratti) si è verificato uno scarto tra l&#8217;approvazione delle norme e la loro concreta attuazione. Occorre tener presente che i provvedimenti Gelmini incontrano notevoli resistenze nel mondo della scuola, tra i genitori e gli insegnanti, e in buona parte dell&#8217;opposizione politica e delle organizzazioni sindacali. Come non ricordare inoltre che il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione si è espresso negativamente o che i genitori hanno scelto compattamente nelle iscrizioni i modelli scolastici che il Ministro intende eliminare?<br />
Non solo, ma Regioni ed Enti Locali hanno espresso parere sfavorevole sul regolamento sulla scuola dell’infanzia e il primo ciclo ed hanno difeso le loro prerogative sulla rete scolastica. Per questo diciamo che non sarà facile, né indolore sul piano del consenso politico, portare a termine un&#8217;operazione di attacco alla scuola pubblica e di riduzione della sua offerta formativa così pesante.</p>
<p>Come se niente fosse intanto la Gelmini continua imperterrita a sostenere che le richieste delle famiglie sono state accolte e che il tempo pieno avrà un’espansione (addirittura!) del 30% rispetto alle classi esistenti (vedi le recenti dichiarazioni a Porta a porta). I tagli previsti smentiscono clamorosamente queste affermazioni. Non solo non si verifica alcuna espansione del tempo pieno nel Meridione, ove pure ce ne sarebbe bisogno, ma perfino in Lombardia si prospetta una riduzione delle classi a TP. Ad ogni modo, come abbiamo sempre sostenuto, la questione si chiarirà definitivamente e senza ombra di dubbio allorché saranno assegnati gli organici docenti alle scuole. Questa continua a rimanere la vera cartina di tornasole della “riforma” (o controriforma) in atto.<br />
La difesa delle risorse professionali necessarie a garantire una scuola di qualità continua a rimanere la linea del Piave sulla quale attestarsi, per il movimento dei genitori e insegnanti e le forze politiche e sociali di opposizione.</p>
<p>Fabrizio Dacrema e Gianni Gandola</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4285" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Formazione docenti neoassunti 2008-9 Incontro presentazione corsi neoassunti  USP Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 15:37:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Formazione docenti neoassunti 2008-9
IMPORTANTE
Incontro di presentazione dei corsi neoassunti  USP Bologna
Il corsista docente neoassunto parteciperà ad un solo incontro di 3 ore (obbligatorio per la formazione).
La scelta di una delle tre sedi è autonoma e senza iscrizione:
* GIOVEDI&#8217;  2 aprile, 15-18,  ITI Belluzzi Bologna, via G. D. Cassini, 3  mappa
* VENERDI&#8217; 3 aprile, 15-18,   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2457" title="logofuturoscuola-l9" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l9-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l9" width="100" height="100" />Formazione docenti neoassunti 2008-9</p>
<p><strong>IMPORTANTE</strong><br />
Incontro di presentazione dei corsi neoassunti <a href="http://csa.scuole.bo.it/si_pub/inc_all_doc.php?record_ID=4205" target="_blank"> </a>USP Bologna</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Il corsista docente neoassunto parteciperà ad un solo incontro di 3 ore (obbligatorio per la formazione</span>).</strong><br />
La scelta di una delle tre sedi è autonoma e senza iscrizione:<br />
* <strong>GIOVEDI&#8217;  2 aprile</strong>, 15-18,  ITI Belluzzi Bologna, via G. D. Cassini, 3 <a href="http://www.belluzzi.scuole.bo.it/content/Ubicazione.asp" target="_blank"> mappa</a><br />
* <strong>VENERDI&#8217; 3 aprile,</strong> 15-18,   IIS Alberghetti Imola, via Pio IX, 3 <a href="http://www.tuttocitta.it/tcolnew/index_tcol.html#sez=1015&amp;com=Imola%20%28BO%29&amp;ind=Via%20Pio%20Nono&amp;nc=3&amp;qs=&amp;vcc=&amp;dts=&amp;dte=&amp;tms=&amp;tme=&amp;hm=&amp;sdv=Imola&amp;scl=44140&amp;std=C&amp;scm=Imola&amp;ssg=BO&amp;srg=Emilia%20Romagna&amp;z=1.2&amp;x=11.69467&amp;y=44.35276&amp;cv=1&amp;pv=0&amp;noc=2&amp;be=0&amp;ft=0&amp;mmve=0" target="_blank">mappa</a><br />
* <strong>LUNEDI&#8217; 6 aprile, </strong>15-18,  ITI Belluzzi Bologna, via G. D. Cassini, 3 <a href="http://www.belluzzi.scuole.bo.it/content/Ubicazione.asp" target="_blank"> mappa</a></p>
<p><strong><a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/MIURNeoassuntiprot2360_09.pdf" target="_blank">Circolare ministeriale </a> e <a href="http://www.istruzioneer.it/page.asp?IDCategoria=430&amp;IDSezione=1771&amp;ID=310175" target="_blank">Nota USR ER </a>che attivano la formazione </strong></p>
<p><strong><span id="more-2455"></span></strong></p>
<p><strong>PER LE SEGRETERIE:</strong><br />
Gli Istituti Scolastici statali di ogni ordine e grado, utilizzando il codice meccanografico e la password utilizzata per le iscrizioni alle iniziative di <a href="http://puntoedu.indire.it/corsi/docenti/index.php?tabDx=iscrizione&amp;" target="_blank">Puntoedu</a>, possono:</p>
<p>- iscrivere i propri docenti come corsisti ad uno degli itinerari formativi dell&#8217;ambiente di apprendimento predisposto dall&#8217;Agenzia ex INDIRE:</p>
<p>- Puntoedu docenti neoassunti- <a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/presentazione-M@t.doc" target="_blank">Matabel</a><br />
- Puntoedu docenti neoassunti-<a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/Piattaforma%20Poseidon%20Di%20Pascale%20Toni.doc" target="_blank">Poseidon</a><br />
- Puntoedu docenti neoassunti &#8211; <a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/sitoPiano%20ISS%20Baracchi.doc" target="_blank">ISS </a><br />
- Puntoedu docenti neoassunti &#8211; <a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/PuntoEduLingue_area%20metodologico%20didattica%20Severi%20Toni.doc" target="_blank">Lingua inglese area metodologica </a><br />
- Puntoedu docenti neoassunti generale</p>
<p><a href="http://usp.scuole.bo.it/si_pub/inc_all_doc.php?record_ID=5362"><strong>CHIARIMENTI</strong></a> USP Bologna.  Piano Nazionale di formazione in <strong><em>lingua inglese scuola PRIMARIA:</em></strong> effetti sull&#8217;anno di formazione per i neo-assunti (principianti, A1, A1 plus).</p>
<p><strong><em>SOLO per contatti urgentissimi (in questa fase tutte le informazioni saranno SOLO su questo sito):</em></strong><br />
Referente provinciale formazione docenti neoassunti <strong>Prof.ssa Nicoletta Marotti</strong>,<br />
ufficio USP 051 6437717 o cell. 368 252923 o 347 6606486 e-mail: <a href="mailto:marotti@csa.scuole.bo.it%20" target="_blank">marotti@usp.scuole.bo.it<br />
</a>Responsabile di Rete a livello provinciale: Walter Casamenti (progetto Marconi USP Bo)
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Accorpamento delle scuole, un altro fallimento della Gelmini</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/accorpamento-delle-scuole-un-altro-fallimento-della-gelmini/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 18:06:18 +0000</pubDate>
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L&#8217;assessore del Piemonte: &#8220;Non prevediamo gli effetti delle riforme. Meglio attendere&#8221;
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Così è fallita l&#8217;operazione-tagli
Scuole con meno di 500 studenti Così è fallita l&#8217;operazione-tagli
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2368" title="gelmini-cogestione" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini-cogestione-100x100.jpg" alt="gelmini-cogestione" width="100" height="100" />Dal ministero previsti 2.500 accorpamenti, ma le Regioni ne fanno meno del 10%<br />
L&#8217;assessore del Piemonte: &#8220;Non prevediamo gli effetti delle riforme. Meglio attendere&#8221;<br />
Scuole con meno di 500 studenti<br />
Così è fallita l&#8217;operazione-tagli<br />
Scuole con meno di 500 studenti Così è fallita l&#8217;operazione-tagli<br />
ROMA &#8211; Respinti, almeno per il momento, i diktat del governo sulla razionalizzazione della rete scolastica. A fronte di oltre 2.500 istituzioni scolastiche con meno di 500 alunni (considerate sottodimensionate) le regioni ne hanno tagliate soltanto 240: 14 su cento, considerate le scuole che possono sfruttare la deroga fino a 300 alunni. Le 240 scuole in meno scaturiscono dalla differenza fra 320 istituzioni soppresse e 80 centri per l&#8217;educazione degli adulti di nuova istituzione. La situazione, regione per regione, è trapelata dalle stanze del ministero alcuni giorni fa e ridimensiona i propositi dell&#8217;esecutivo di tagliare più scuole e plessi possibile.</p>
<p><span id="more-2367"></span>In Piemonte, per esempio, sono otto le istituzioni scolastiche accorpate anche se quelle sottodimensionate sono molte di più. Ma perché le regioni continuano a tenere in vita istituzioni che secondo la norma dovrebbero perdere l&#8217;autonomia scolastica? &#8220;Abbiamo preferito attendere&#8221;, spiega l&#8217;assessore alla Pubblica istruzione, Giovanna Pentenero. &#8220;Ancora &#8211; aggiunge &#8211; la riforma della scuola secondaria di secondo grado deve partire e non sappiamo neppure quale sarà l&#8217;impatto della riforma sulla scuola primaria e sulla secondaria di primo grado&#8221;. In base a un decreto del 1998 le scuole dovrebbero mantenere un numero di alunni compreso fra 500 e 900 alunni. Con deroga fino a 300 alunni per gli istituti comprensivi (di materna, elementare e media) nei comuni di montagna e nelle piccole isole.</p>
<p>Lo scorso ottobre, un decreto legge imponeva alle regioni di effettuare in tutta fretta il dimensionamento della rete scolastica: l&#8217;insieme degli smembramenti e dei successivi accorpamenti di plessi che consentono di riportare il numero degli alunni all&#8217;interno del range prescritto. Le regioni &#8220;inadempienti&#8221; sarebbero state esautorate da commissari ad acta governativi, ma secondo la Costituzione la competenza è dei governi regionali. Il blitz creò un tale terremoto politico, con le regioni che minacciavano il ricorso alla Corte costituzionale, che il governo fu costretto a fare marcia indietro attenuando, in fase di conversione del decreto, la formula perentoria del provvedimento.</p>
<p>L&#8217;operazione serve a tagliare posti: accorpando due scuole saltano un dirigente scolastico e un segretario. Il 27 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che prevede la revoca dell&#8217;autonomia scolastica nei confronti di 700 istituti con meno di 300 alunni. Ma, secondo i dati forniti dalla Flc Cgil, in diverse regioni italiane (Sardegna, Puglia, Marche, Emilia Romagna, Lombardia e Friuli) il dimensionamento non ha prodotto effetti tangibili. In altre regioni, come la Sicilia, il numero delle scuole soppresse è irrisorio: appena 27. Per rastrellare posti di bidello e assistente amministrativo l&#8217;esecutivo ha intenzione di sopprimere parte dei plessi con meno di 50 alunni. &#8220;Su questo punto &#8211; dice la Pentenero &#8211; siamo davvero critici: sopprimere la scuola nei piccoli centri può determinare il loro spopolamento&#8221;.</p>
<p>di SALVO INTRAVAIA</p>
<p>(23 marzo 2009)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-10/scuole-piccole/scuole-piccole.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Valanghe di ricorsi al TAR contro la riforma Gelmini</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 17:51:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.
clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
DEL LAZIO
RICORSO
 
omissis -dati sensibili-
tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.</p>
<p>clicca su link per conoscerne alcune: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/indice.htm" target="_blank">RICORSI GELMINI</a></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2361" title="giustizia_e_questione_morale" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/giustizia_e_questione_morale-100x100.jpg" alt="giustizia_e_questione_morale" width="100" height="100" />TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DEL LAZIO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">RICORSO</span></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>omissis -dati sensibili-</em></p>
<p>tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest&#8217;ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Contro</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA </span></strong>(da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong><strong>, </strong>nella persona del Presidente pro-tempore in carica</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">per l&#8217;annullamento</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">previa sospensione</span></strong></p>
<p>della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto &#8220;<em>Iscrizioni alle scuole dell&#8217;infanzia e alle scuole di ogni</em></p>
<p><em> <span id="more-2356"></span>ordine e grado, riguardanti l&#8217;anno scolastico 2009/2010</em>&#8220;, nella parte relativa alle iscrizioni nella scuola dell&#8217;infanzia e del I ciclo, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ivi compresi tutti gli atti attuativi, non conosciuti</p>
<p align="center"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">e per quanto occorrer possa</span></em></strong></p>
<p>dello schema di Piano Programmatico predisposto dal Ministero dell&#8217;Istruzione Università e Ricerca (da ora MIUR) di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ed a tutt&#8217;oggi formalmente non adottato.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">FATTO</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 64 del DL 112/08 convertito con modifiche nella L. 133/08 stabilisce: 1. <em>Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall&#8217;anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l&#8217;anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.</em></p>
<p><em>2. Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione </em>delle dotazioni organiche del personale <em>amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l&#8217;anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall&#8217;articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.</em></p>
<p><em>3. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all&#8217;articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.</em></p>
<p><em>4. Per l&#8217;attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o più regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi previsti, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell&#8217;attuale assetto</em> <em>ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:</em></p>
<p><em>a. razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell&#8217;impiego dei docenti;</em></p>
<p><em>b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso  la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari,  con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;</em></p>
<p><em>c. revisione  dei  criteri  vigenti  in  materia di formazione delle classi; </em></p>
<p><em>d. rimodulazione dell&#8217;attuale organizzazione didattica della scuola primaria ivi compresa la formazione professionale per il personale docente interessato ai processi di innovazione ordinamentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica;</em></p>
<p><em>e. revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;</em></p>
<p><em>f. ridefinizione dell&#8217;assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa;</em></p>
<p><em>f-bis. definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l&#8217;articolazione dell&#8217;azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell&#8217;ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l&#8217;attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell&#8217;offerta formativa;</em></p>
<p><em>f-ter. nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti.</em></p>
<p><em>4-bis. Ai fini di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale di cui al comma 4, nell&#8217;ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con l&#8217;obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili, all&#8217;articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da: «Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici» sino a: «Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «L&#8217;obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui al comma 624 del presente articolo» (omissis).</em></p>
<p>La normativa di legge sopra riportata prevede la predisposizione da parte del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze di un &#8220;Piano programmatico&#8221; di interventi e misure finalizzati ad un più razionale utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili e ad una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico; il comma 4, in attuazione di detto piano ed in relazione agli interventi ed alle misure annuali ivi individuati, prevede l&#8217;adozione di uno o più regolamenti ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2 della legge 23 agosto 1988 n. 400, con i quali si dovrebbe provvedere, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, ad una revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale organizzativo e didattico del sistema scolastico.</p>
<p>Con D.L. n. 137 del 1 settembre 2008, convertito con modificazioni in L. n. 169 del 30/10/2008 all&#8217;art. 4 è stato previsto: <em>&#8220;Nell&#8217;ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all&#8217;articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 e&#8217; ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;</em>.</p>
<p>In data 3.09.2008, il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha predisposto <strong><span style="text-decoration: underline;">lo schema di piano programmatico di interventi</span></strong> &#8220;<em>volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico</em>&#8220;; detto schema è stato inoltrato per i prescritti pareri sia alle competenti Commissioni Parlamentari sia alla Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97. In data 27/11/2008 la VII Commissione della Camera dei Deputati ed in data 03/12/2008 la VII Commissione del Senato hanno espresso i previsti pareri, che, peraltro, contengono numerose condizioni alle quali il MIUR si sarebbe dovuto attenere nell&#8217;adozione formale di detto Piano.</p>
<p>A seguito di detti pareri con osservazioni il MIUR di concerto con il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze avrebbe dovuto valutare le osservazioni contenute nei pareri e provvedere successivamente alla formale adozione del  Piano.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">A  tutt&#8217;oggi, però, detto Piano non è stato formalmente adottato.</span></strong></p>
<p>Sulla base del &#8220;Piano programmatico&#8221;, regolarmente adottato dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, il Governo avrebbe dovuto emanare i regolamenti di cui all&#8217;art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, osservando il seguente percorso:</p>
<p>a) proposta del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e Finanze.</p>
<p>b) Acquisizione del parere della Conferenza Unificata ex D.Lvo n. 281/97.</p>
<p>c) Parere del Consiglio di Stato.</p>
<p>d) Deliberazione del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Nelle more di tale procedimento il MIUR, <strong><span style="text-decoration: underline;">sulla base di uno schema di regolamento</span></strong>, con l&#8217;impugnata C.M. ha impartito le istruzioni per le iscrizioni degli alunni per l&#8217;a.s. 2009/2010; tali istruzioni però anticipano una normativa ancora in fieri e sono in contrasto con la normativa attualmente vigente e con tutta l&#8217;organizzazione didattica adottata nelle istituzioni scolastiche ed in particolare con il POF di ciascuna scuola che, come è noto, si deve adottare prima dell&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico.</p>
<p>Si deve peraltro rilevare che, in data 28.01.2009 la Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97 ha formulato il prescritto parere sullo schema di regolamento; da detto parere si evince in modo inequivocabile che la maggioranza delle Regioni e l&#8217;ANCI hanno espresso parere negativo sia con riferimento allo schema di piano programmatico, sia per i tagli degli organici e delle compresenze, sia per l&#8217;integrazione scolastica.</p>
<p>Inoltre, in data del 12/02/2009 il Consiglio Nazionale della P.I. ha espresso <strong><span style="text-decoration: underline;">all&#8217;unanimità</span></strong> un parere negativo sullo schema di regolamento, affermando nelle conclusioni: <em>&#8220;che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:</em></p>
<ul class="unIndentedList">
<li> <em>Compromette l&#8217;efficacia dell&#8217;offerta formativa nelle scuole dell&#8217;infanzia e nel primo ciclo di istruzione;</em></li>
<li> <em>Lede la dignità dell&#8217;istruzione pubblica;</em></li>
<li> <em>Non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta nell&#8217;intero territorio nazionale&#8221;.</em></li>
</ul>
<p>Il MIUR, nonostante tali pareri negativi ha mantenuto l&#8217;impugnata CM che, in palese violazione della normativa vigente, impartisce disposizioni vincolanti come se il regolamento, ancora in fieri, fosse già in vigore; peraltro, così come lo schema di regolamento, anche la CM contrasta anche con lo schema di Piano Programmatico.</p>
<p>In particolare per quanto riguarda la <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> la CM de qua prevede l&#8217;apertura delle iscrizioni, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell&#8217;avvenuto esaurimento di eventuali liste d&#8217;attesa), anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore. Prosegue inoltre l&#8217;esperienza delle &#8216;<em>sezioni primavera&#8217;</em> per i bambini dai 2 ai 3 anni.</p>
<p>Con riferimento alla <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola primaria</span></strong> i genitori sono obbligati ad iscrivere le bambine ed i bambini che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l&#8217;insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell&#8217;alunno. La CM impugnata prevede che al momento delle iscrizioni i genitori o coloro che esercitano la potestà genitoriale esprimano, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all&#8217;articolazione dell&#8217;orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base; le famiglie potranno scegliere anche il modello classi a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). La medesima CM prevede però anche l&#8217;abolizione delle compresenze. Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari in atto.</p>
<p>Per la scuola <strong><span style="text-decoration: underline;">secondaria di primo grado</span></strong>, la CM prevede che i genitori all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione esprimano la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e di potenziamento della lingua italiana. Con riferimento all&#8217;insegnamento della lingua straniera, nella CM si legge che le famiglie da quest&#8217;anno possono, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l&#8217;intero corso della secondaria di primo grado, possono chiedere l&#8217;inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese.</p>
<p>Alla luce di quanto sopra sommariamente esposto è evidente che il Ministero con la C.M. impugnata non si sia limitato ad informare le famiglie dei provvedimenti in corso di approvazione che potrebbero modificare l&#8217;assetto del sistema scolastico, ma ha dato indicazioni operative come se detti provvedimenti fossero stati già adottati e fossero già vincolanti; difatti ha allegato i modelli delle domande di iscrizione redatti in base alla normativa  ancora in corso di adozione.</p>
<p>I ricorrenti sono genitori di bambini che nell&#8217;a.s. 2009/2010 dovranno frequentare la scuola dell&#8217;infanzia e/o scuola primaria e docenti della scuola dell&#8217;infanzia e primaria, tutti interessati al mantenimento dell&#8217;attuale assetto organizzativo della scuola dell&#8217;infanzia e primaria sia per quanto concerne l&#8217;efficacia didattica, sia anche per le concrete esigenze familiari e lavorative.</p>
<p>La contrazione del tempo scuola, l&#8217;abolizione delle compresenze, l&#8217;introduzione dell&#8217;insegnante prevalente sono alcuni degli interventi previsti che incidono in modo fortemente negativo sull&#8217;efficacia didattica e sull&#8217;organizzazione scolastica con conseguente contrazione anche degli organici del personale della scuola.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DIRITTO</span></strong></p>
<p>Gli impugnati atti sono illegittimi per i seguenti</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MOTIVI</span></strong></p>
<p><strong>1) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI E SEGNATAMENTE DEGLI ARTT. 3, 33 E 34 COST.</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 3, 2 comma della Costituzione afferma un principio cardine della democrazia del nostro ordinamento costituzionale: il principio di uguaglianza sostanziale: <em>&#8220;E&#8217; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l&#8217;uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;illustre giurista ed anche membro dell&#8217;Assemblea Costituente, Piero Calamandrei, scriveva nel 1946 (&#8220;Il Ponte&#8221; n. 1, gennaio 1946 p. 3 &#8211; 14): <em>&#8220;Il problema della democrazia si pone dunque, prima di tutto come un problema di istruzione&#8221;</em> e precisava: <em>&#8220;E&#8217; perciò evidente che non si ha vera democrazia la dove l&#8217;accesso all&#8217;istruzione non è  garantita in misura pari a tutti i cittadini: perchè, importando necessariamente la diversa cultura una diversa possibilità di partecipazione alla vita politica, il privilegio dell&#8217;istruzione si risolve necessariamente in privilegio politico&#8221;</em>.</p>
<p>In considerazione di tale funzione &#8220;costituzionale&#8221; della scuola (come affermava Calamandrei) la Costituzione agli artt. 33 e 34 afferma  che <em>&#8220;la Repubblica &#8230; &#8220;istituisce scuole per tutti gli ordini e gradi&#8221;</em> e che <em>&#8220;la scuola è aperta a tutti&#8221;</em> ed infine che &#8220;<em>l&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto  anni,  è  obbligatoria  e  gratuita&#8221;</em>.</p>
<p>La Costituzione prevede quindi in materia di istruzione scolastica un  nucleo di norme precettive che impongono allo Stato l&#8217;obbligo di organizzare l&#8217;offerta di istruzione pubblica non solo in modo corrispondente alla domanda sociale, ma tale da poter effettivamente eliminare tutti quegli ostacoli di ordine economico e sociale che possono precludere il diritto di tutti ed un&#8217;istruzione uguale e qualificata.</p>
<p>L&#8217;istruzione scolastica non è quindi nel nostro ordinamento costituzionale un servizio pubblico a disposizione dell&#8217;utenza, ma è una funzione istituzionale volta a realizzare quell&#8217;uguaglianza sostanziale che è la precondizione  della  democrazia  di  un  Paese.</p>
<p>La spesa statale per l&#8217;istruzione scolastica ha quindi un carattere assolutamente prioritario e non può condizionare l&#8217;offerta formativa statale; la spesa per la scuola statale deve essere, certamente razionale ed efficace, evitando ogni eventuale spreco, ma deve essere comunque adeguata all&#8217;effettiva domanda sociale al fine di consentire a tutti l&#8217;acquisizione di un&#8217;istruzione qualificata. Razionalizzazione della spesa per la scuola significa quindi realizzare una scuola statale e qualificata per tutti.</p>
<p>L&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 e l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 prevedono invece una riduzione della spesa per la scuola statale pari a circa otto miliardi nel triennio 2009/2011 senza alcuna giustificazione logica; si riduce il tempo scuola, si riducono drasticamente gli organici e si modifica l&#8217;organizzazione didattica al solo scopo di ridurre la spesa senza alcuna considerazione degli effetti negativi che ne possono derivare; si sono cioè adeguate l&#8217;offerta formativa e l&#8217;organizzazione didattica all&#8217;esigenza, decisa aprioristicamente, di ridurre di circa 8 miliardi  la spesa per la scuola; difatti l&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 quantifica l&#8217;importo della riduzione della spesa nel triennio, limitandosi ad indicare soltanto alcuni settori di intervento: aumento del rapporto docenti/studenti ed all&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 l&#8217;introduzione del cd maestro unico demandando l&#8217;individuazione di tutti gli altri settori di intervento ai successivi provvedimenti regolamentari.</p>
<p>Il legislatore quindi non ha previsto una riduzione della spesa per eliminare determinate spese superflue, ma ha deciso a priori la riduzione nel triennio della spesa di circa 8 miliardi per esigenze di contenimento della spesa pubblica a prescindere dell&#8217;effettivo fabbisogno della scuola e quindi anche con una possibile contrazione dell&#8217;offerta formativa e soprattutto con un sacrificio della qualità di tale offerta.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che il settore del sistema scolastico individuato con l&#8217;impugnata CM (la scuola primaria) è quello più qualificato e più importante per la funzione determinante che la formazione primaria ha nel processo formativo.</p>
<p>Con l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 si prevede una trasformazione del modello didattico in vigore nella scuola primaria (il cd modulo di cui all&#8217;art. 121 del D.Lgs. n. 297/94) con il modello del cd insegnante unico; anche tale ripristino di un modello didattico, ormai superato, è stato disposto non sulla base di una valutazione adeguata degli aspetti didattici e pedagogici ritenuti più idonei, ma soltanto sulla base dell&#8217;esigenza di ridurre la spesa, senza alcuna considerazione sulla conseguente dequalificazione dell&#8217;attività didattica.</p>
<p>Come si è già prima rilevato, <strong><span style="text-decoration: underline;">il CNPI</span></strong> che è l&#8217;organo che ha una specifica competenza di consulenza tecnica e professionale per il Ministro (art. 23 Dlvo n. 297/94) <strong><span style="text-decoration: underline;">con un voto unanime ha giudicato tali innovazioni lesive dell&#8217;efficacia didattica e della dignità formativa</span></strong>.</p>
<p>La normativa di legge su cui si fonda l&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima perchè, comportando pesanti ed ingiustificati tagli alla spesa per la scuola statale, comprome la funzione istituzionale dell&#8217;istruzione pubblica, così come strutturata dal combinato disposto degli artt. 3, 33 e 34; tale funzione per la sua rilevanza costituzionale non può difatti essere compressa con logiche finanziarie, ma deve essere garantita nel massimo delle potenzialità.</p>
<p><strong>2)</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 64 DEL 25.6.2008 N. 112 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST.</span></strong></p>
<p>Come si è prima rilevato l&#8217;art. 64 ha previsto un procedimento complesso che presuppone anzitutto l&#8217;adozione di un Piano Programmatico di interventi; a tale fine il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia predispone detto Piano, <strong><span style="text-decoration: underline;">sentita</span></strong> la Conferenza Unificata di cui all&#8217;art. 8 del D.Lgs. n. 281/97 <strong><span style="text-decoration: underline;">e previo parere</span></strong> della Commissione Parlamentare; quindi l&#8217;iter previsto dal legislatore era il seguente:</p>
<p>a) Definizione di uno schema di piano da sottoporre all&#8217;esame della Conferenza Unificata ed alle Commissioni parlamentari;</p>
<p>b) parere della Conferenza Unificata ex art. 8 DL.gs n. 281/97;</p>
<p>c) parere delle Commissioni parlamentari;</p>
<p>d) adozione formale del piano programmatico.</p>
<p>Difatti, dopo avere <strong><span style="text-decoration: underline;">sentito</span></strong> la Conferenza Unificata e dopo avere acquisito il <strong><span style="text-decoration: underline;">previo parere</span></strong> delle Commissioni Parlamentari il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia avrebbe dovuto predisporre il piano.</p>
<p>Quindi è chiaro che il Piano Programmatico si sarebbe dovuto adottare <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo</span></strong> l&#8217;acquisizione dei pareri; del resto se il legislatore ha richiesto l&#8217;acquisizione di detti pareri, è logico che il Piano avrebbe dovuto anzitutto considerare detti pareri e che quindi doveva essere adottato successivamente a tali pareri.</p>
<p>E&#8217; pure evidente che per acquisire i pareri il MIUR avrebbe dovuto predisporre uno schema o  una bozza di piano; e difatti ciò è stato fatto; sia la Conferenza Unificata che le Commissioni parlamentari hanno esaminato lo schema di piano ed hanno formulato il prescritto parere con numerose osservazioni.</p>
<p>I pareri erano senza dubbio consultivi e non vincolanti; quindi il MIUR non era tenuto ad uniformarsi a tali pareri, ma era tenuto ad esaminarli e ad emanare il Piano dopo averli esaminati.</p>
<p>Dagli atti che si conoscono allo stato attuale non risulta però che dopo l&#8217;acquisizione dei pareri sia stato adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico; di conseguenza l&#8217;impugnata CM che anticipa i regolamenti è illegittima anche perchè <strong><span style="text-decoration: underline;">il MIUR non ha mai adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico degli interventi</span></strong> che è il necessario presupposto dei regolamenti.</p>
<p>Nè lo schema presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata può essere considerato il piano previsto dell&#8217;art. 64 citato, anche perchè il piano programmatico doveva essere adottato ovviamente <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo l&#8217;acquisizione dei pareri</span></strong>; peraltro detti pareri sono stati formulati con molte osservazioni; quindi il MIUR, pur non essendo vincolato ad uniformarsi, avrebbe dovuto prendere in esame anche tali osservazioni.</p>
<p>Per compiutezza di difesa si deve ipotizzare che per il MIUR lo schema di Piano presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata sia da considerarsi il Piano Programmatico previsto dall&#8217;art. 64 citato; in tale caso però è evidente che tale Piano è stato predisposto prima dell&#8217;acquisizione dei prescritti pareri e quindi senza  tenerne conto; di conseguenza è palesemente illegittimo.</p>
<p>Si deve infine ipotizzare che il MIUR abbia ritenuto di adottare, dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, lo schema già predisposto, senza fare alcuna modificazione; in tale caso però il Piano Programmatico, eventualmente adottato in tale modo, si deve ritenere pur sempre illegittimo perchè manca il concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e comunque non è stato in alcun modo formalmente adottato; essendo un atto presupposto rispetto ai regolamenti era ovviamente necessaria la formale adozione del Piano con l&#8217;espresso riferimento ai pareri acquisiti.</p>
<p><strong>3) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST. ED ECCESSO DI POTERE PER MANIFESTA ILLOGICITA&#8217; ED INGIUSTIZIA.</span></strong></p>
<p>La stessa normativa è palesemente illegittima per manifesta irragionevolezza; difatti detta normativa si propone la razionalizzazione della spesa per l&#8217;istruzione e nello stesso tempo prevede interventi che, come ha affermato il CNPI (che è l&#8217;organo tecnico che meglio di ogni altro organo può valutare la coerenza e l&#8217;incidenza positiva o negativa degli interventi), inficiano l&#8217;efficacia didattica del sistema scolastico ed in particolare delle scuola primaria riconosciuta anche a  livello internazionale il settore dell&#8217;istruzione più efficace; non realizza quindi il fine dichiarato, ma il risultato opposto: la dequalificazione della scuola pubblica.</p>
<p>Detta normativa, come si è prima rilevato, è stata introdotta per effetto di due Decreti Legge, convertiti in legge con voto di fiducia e quindi senza un&#8217;adeguata discussione in Parlamento, ma soprattutto senza un&#8217;adeguata indagine da parte del Governo, Ministero e Parlamento sulla validità, sotto il profilo dell&#8217;efficacia didattica, delle innovazioni previste.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale P.I., sentito con riferimento allo schema di regolamento applicativo per la scuola dell&#8217;infanzia e per il I ciclo, come si è  prima rilevato, ha espresso un parere fortemente e totalmente negativo non solo sullo schema di regolamento, ma anche sulla normativa di legge che ne è il presupposto.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che la normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 137/08 e dell&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 sia censurabile anche per manifesta illogicità e contraddittorietà tra le finalità che il legislatore si propone (la razionalizzazione della spesa dell&#8217;istruzione) e l&#8217;efficacia concreta di tali interventi che invece dequalificano il sistema scolastico e quindi per violazione dell&#8217;art. 97 Cost. con conseguente illegittimità dell&#8217;impugnata CM.</p>
<p><strong>4) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL 01/09/2008 N. 137, C.TO IN L. 30/10/2008, N. 169 PER VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 77 E 97 DELLA COSTITUZIONE</span>.</strong></p>
<p>Il secondo comma dell&#8217;art. 77 della Costituzione testualmente recita &#8220;<em>Quando, in casi straordinari di necessità e d&#8217;urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni&#8221;</em>.</p>
<p>Presupposto dell&#8217;esercizio del potere legislativo da parte del Governo a mezzo della decretazione d&#8217;urgenza è la sussistenza di una situazione oggettiva e straordinaria che renda necessaria ed urgente l&#8217;adozione di un decreto avente forza di legge; per la decretazione di urgenza da parte del Governo occorre quindi il concorso di tre necessarie condizioni:</p>
<p>a)      la straordinarietà della circostanza e cioè la non prevedibilità di essa;</p>
<p>b)      la necessarietà dell&#8217;intervento;</p>
<p>c)      l&#8217;urgenza.</p>
<p>Nel caso in esame l&#8217;art. 64 ha previsto una riduzione della spesa per la scuola per complessivi 8 miliardi nel triennio; tale intervento prevede un percorso articolato prima con un piano programmatico e dopo con l&#8217;adozione di uno o più regolamenti nell&#8217;arco di dodici mesi con un&#8217;indicazione generica dei relativi settori di intervento.</p>
<p>A parte le considerazioni, prima svolte sull&#8217;inopportunità di tale intervento, è fuor di dubbio che nel caso in esame le tre necessarie condizioni per la decretazione di urgenza non sussistevano. E&#8217; sufficiente rilevare che si tratta di interventi previsti nel giugno 2008, che ancora a tutt&#8217;oggi sono in corso di perfezionamento; quindi il ricorso alla decretazione di urgenza era privo di alcun fondamento ed è palesemente irragionevole, oltre che lesivo delle prerogative del Parlamento.</p>
<p>E&#8217; vero che entrambi i Decreti legge n.112/08 e 137/08 sono stati convertiti in legge, ma la conversione in legge per le sue stesse modalità procedimentali, non può sanare l&#8217;uso arbitrario da parte del Governo di un potere che non aveva.</p>
<p>Sotto tale profilo la Corte Costituzionale con sentenza n. 128/2008 ha chiaramente evidenziato che &#8220;<em>Questa Corte, con recente pronuncia (sentenza n. 171 del 2007), nel dichiarare l&#8217;illegittimità costituzionale di un decreto-legge, convertito in legge con modificazioni, per difetto dei requisiti di cui </em><a href="http://bd05.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;KEY=05AC00009859&amp;">all&#8217;art. 77, comma secondo, della Costituzione</a><em>, ha affermato, richiamando una precedente decisione (sentenza n. 29 del 1995), che la preesistenza di una situazione di fatto comportante la necessità e l&#8217;urgenza di provvedere tramite l&#8217;utilizzazione di uno strumento eccezionale, quale il decreto-legge, costituisce un requisito di validità costituzionale dell&#8217;adozione del predetto atto, di modo che l&#8217;eventuale evidente mancanza di quel presupposto configura in primo luogo un vizio di illegittimità costituzionale del decreto-legge che risulti adottato al di fuori dell&#8217;ambito applicativo costituzionalmente previsto&#8221;. </em>La sentenza prosegue nell&#8217;affermare che &#8220;<em>tale difetto di presupposti, «una volta intervenuta la conversione, si traduce in un vizio in procedendo della relativa legge» ed ha escluso, con ciò, l&#8217;eventuale efficacia sanante di quest&#8217;ultima, dal momento che «affermare che tale legge di conversione sana in ogni caso i vizi del decreto, significherebbe attribuire in concreto al legislatore ordinario il potere di alterare il riparto costituzionale delle competenze del Parlamento e del Governo quanto alla produzione delle fonti primarie&#8221;.</em></p>
<p>Alla luce anche dell&#8217;orientamento ormai pacifico della giurisprudenza i due decreti legge sui quali si fondano gli impugnati atti sono illegittimi per violazione dell&#8217;art. 77 Cost. con conseguente illegittimità di tutti gli atti conseguenti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">5) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 3, 33 E 34 COST. CONCERNENTE IL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTOSUFFICIENZA DEL SISTEMA SCOLASTICO STATALE.</span></strong></p>
<p>La CM n. 4/09 <strong><span style="text-decoration: underline;">per la scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> prevede tra l&#8217;altro: <em>&#8220;l&#8217;offerta formativa per la scuola dell&#8217;infanzia è assicurata da Stato, Comuni e scuole paritarie&#8221;</em>; la CM muove dal presupposto che anche le scuole private paritarie concorrono all&#8217;offerta formativa statale e che quindi sia previsto, almeno per le scuole dell&#8217;infanzia, un sistema integrato tra scuole statali e scuole private paritarie; di conseguenza esclude a priori l&#8217;adeguamento dell&#8217;offerta della scuola dell&#8217;infanzia statale alla complessiva domanda sociale; la scuola dell&#8217;infanzia privata non sarà liberamente scelta, ma in talune realtà sarà l&#8217;unica offerta perchè non ci sarà una scuola statale per tutti.</p>
<p>Una tale ipotesi contrasta però in modo palese con l&#8217;art. 33 Cost. sotto tre profili:</p>
<p>1) il secondo comma dell&#8217;art. 33 impone alla Repubblica l&#8217;obbligo di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi e quindi anche le scuole dell&#8217;infanzia; afferma cioè il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale;</p>
<p>2) l&#8217;art. 34 afferma il principio secondo cui la scuola statale deve essere aperta a tutti e quindi l&#8217;offerta della scuola statale deve essere corrispondente alla domanda sociale.</p>
<p>3) Lo Stato deve garantire a tutti l&#8217;accesso alla scuola dell&#8217;infanzia statale al fine di garantire a tutti il diritto di accedere ad un insegnamento pluralista e non confessionale, e quindi alternativo all&#8217;insegnamento della scuola privata paritaria che può essere confessionale.</p>
<p>Si deve difatti rilevare che l&#8217;art. 33 Cost. al 4 comma, laddove prevede la parità scolastica stabilisce che <em>&#8220;la legge nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse <span style="text-decoration: underline;">piena libertà </span> &#8230;&#8221;</em>, cioè deve garantire alle scuole private la libertà di scegliere di essere scuole cd di tendenza e quindi anche di orientamento confessionale.</p>
<p>Di conseguenza le scuole dell&#8217;infanzia private paritarie, potendo legittimamente prevedere un progetto educativo orientato in senso confessionale (di qualsiasi confessione), non sono tenute a garantire la libertà di insegnamento ed il pluralismo culturale; gli insegnanti difatti per contratto collettivo devono impegnarsi a realizzare <em>&#8220;l&#8217;indirizzo educativo in coerenza con i principi cui si ispira l&#8217;istituzione&#8221;</em> e la Corte Costituzionale in una nota sentenza (n. 195/1972) ha affermato che la libertà di istituire scuole di tendenza prevale sulla libertà di insegnamento, nel senso che gli insegnanti di una scuola privata devono concorrere alla realizzazione del progetto educativo della scuola, anche se di orientamento confessionale.</p>
<p>Scuole statali e scuole private paritarie non possono quindi garantire lo stesso insegnamento; la frequenza di una scuola statale o di una scuola privata non può essere determinata dalla carenza di scuole statali; la scelta di una scuola privata che può essere di tendenza, deve essere assolutamente libera.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che la frequenza della scuola dell&#8217;infanzia privata comporta l&#8217;onere di una retta e quindi comporta un&#8217;ulteriore discriminazione; non tutti difatti possono accedere anche per motivi economici alle scuole dell&#8217;infanzia private; di conseguenza, in mancanza di un&#8217;offerta pubblica corrispondente alla domanda sociale, molti bambini sarebbero ingiustamente esclusi.</p>
<p>Le scuole private non possono quindi concorrere a formare l&#8217;offerta scolastica complessiva; tale offerta deve essere garantita, come afferma la Costituzione, dallo Stato e deve essere garantita a tutti al fine di evitare ogni possibile discriminazione tra gli alunni; tutti i bambini hanno difatti diritto di potere frequentare la scuola dell&#8217;infanzia statale che garantisce una formazione pluralista e non confessionale.</p>
<p>Il sistema integrato tra pubblico e privato, previsto dalla CM n. 4/09 oltre a contrastare con il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale (art. 33 e 34 Cost.) comporterebbe una palese ed inammissibile discriminazione in quanto alcuni alunni, in violazione anche dell&#8217;art. 3 Cost., sarebbero ingiustamente esclusi dalle scuole statali e costretti a frequentare le scuole private che possono essere di orientamento confessionale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">6) VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTONOMIA SCOLASTICA DI CUI AGLI ARTT. 33, 1 COMMA E 117, 2 COMMA COST. E DELL&#8217;ART. 3 DPR N. 275/1999.</span></strong></p>
<p>Come si è già rilevato, l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio della libertà di insegnamento che comporta l&#8217;autonomia del sistema scolastico statale; l&#8217;art. 33 della Costituzione coniuga quindi il principio generale della libertà di insegnamento (<em>&#8220;la scienza e l&#8217;arte sono libere e libero ne è l&#8217;insegnamento&#8221;</em>) con l&#8217;esigenza delle norme generali dell&#8217;istruzione (<em>&#8220;la Repubblica detta la norme generali dell&#8217;istruzione&#8221;</em>).</p>
<p>La giusta esigenza di un progetto culturale e didattico nazionale deve quindi nel nostro ordinamento conciliarsi con il principio democratico del pluralismo culturale e quindi della libertà di insegnamento (cioè didattica e metodologica).</p>
<p>La giusta istituzionalizzazione dell&#8217;istruzione scolastica non deve però comportare la statalizzazione della didattica e della cultura; è quindi necessario un giusto equilibrio tra le finalità generali dell&#8217;istruzione scolastica che lo Stato deve definire con le norme generali sull&#8217;istruzione ed i contenuti e metodi specifici che devono essere demandati al mondo della scuola.</p>
<p>La libertà di insegnamento esclude quindi la cd didattica e/o pedagogia di Stato che è la caratteristica dei regimi totalitari e che caratterizzava il regime fascista che con il Ministero della Cultura Popolare stabiliva gli indirizzi culturali e didattici della scuola del regime.</p>
<p>La libertà di insegnamento di ciascun insegnante nel nostro ordinamento costituzionale è vista quindi nell&#8217;ambito di un sistema nazionale in cui ciascun insegnante concorre con il proprio contributo a formare il progetto culturale nazionale; non quindi una libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">da</span></strong> un progetto nazionale, ma libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">in</span></strong> un progetto condiviso e partecipato.</p>
<p>Deve esserci una sintesi tra libertà di insegnamento e le norme generali sull&#8217;istruzione; a tale fine è però necessario che le norme nazionali che attengono alle scelte culturali, metodologiche, didattiche e pedagogiche non siano etereimposte, ma siano partecipate e condivise e soprattutto rispettose degli ambiti che, nel progetto unitario a livello nazionale, devono essere demandate all&#8217;autonomia scolastica.</p>
<p>A tale fine l&#8217;art. 117, 2 comma della Costituzione prevede  espressamente che la legislazione statale e regionale in materia di istruzione devono salvaguardare l&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche; la Corte Costituzionale nella sentenza n. 13/2004 ha a tale proposito precisato &#8220;<em>è assorbente il rilievo che tale autonomia non può risolversi nella incondizionata libertà di autodeterminazione, ma esige soltanto che a tali istituzioni siano lasciati adeguati spazi di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell&#8217;esercizio della potestà legislativa concorrente, non possono pregiudicare&#8221;.</em></p>
<p>Sulla base dei suesposti principi è evidente che il legislatore nella definizione delle norme generali sull&#8217;istruzione e di un progetto culturale nazionale non può nè imporre modelli didattici rigidi nè, tanto meno, intervenire con provvedimenti restrittivi che vanificano i progetti definiti dalle istituzioni scolastiche.</p>
<p>A tale proposito si deve rilevare che l&#8217;art. 3 del DPR n. 275/99 (Regolamento sull&#8217;autonomia scolastica) stabilisce: &#8220;<em>(Piano dell&#8217;offerta formativa) 1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell&#8217;offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell&#8217;identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell&#8217;ambito della loro autonomia. 2. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale a norma dell&#8217;articolo 8 e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell&#8217;offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità. 3. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di circolo o di istituto 4. Ai fini di cui al comma 2 il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio. 5. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione.</em>&#8221;</p>
<p>La CM impugnata prevedendo i moduli orari, l&#8217;esclusione delle compresenze e l&#8217;organizzazione didattica ha, però, illegittimamente invaso la sfera riservata all&#8217;autonomia scolastica proponendo addirittura una pedagogia governativa che mal si addice ad una società democratica.</p>
<p>Peraltro, l&#8217;art. 3 del DPR 275/99 citato, prevede, all&#8217;ultimo comma che <em>&#8220;il POF (Piano dell&#8217;offerta formativa) è consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione&#8221;</em>.</p>
<p>E&#8217; di tutta evidenza, quindi, che le iscrizioni debbano essere fatte sulla base dei modelli didattici adottati nel POF di ciascuna scuola sulla base della normativa vigente e non sulla base di una CM adottata, peraltro, sulla base di regolamenti ancora inesistenti.</p>
<p>Nè si può sostenere che l&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. n. 169/08 ha introdotto per la scuola primaria un modello didattico nuovo rispetto a quello previsto in precedenza e che pertanto detta CM trova fondamento nella normativa di legge, pur in assenza del regolamento applicativo.</p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 4 della citata legge per la sua genericità non è immediatamente applicativa senza un puntuale regolamento, che difatti lo stesso art. 4 prevede espressamente.</p>
<p>La CM si fonda su una normativa di legge generica e di dubbia legittimità costituzionale e di per sè inidonea ad abrogare la normativa precedente e pertanto allo stato è inapplicabile.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che tale circolare sia illegittima per violazione del principio dell&#8217;autonomia scolastica e per violazione dell&#8217;art. 3 DPR n. 275/99.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">7) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 4 D.L. N. 133/08, C.TO IN L. 169/08 E DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DI CUI ALL&#8217;ART. 3 COST. E DEL DIRITTO ALL&#8217;ISTRUZIONE DI CUI AGLI ARTT. 33 E 34.</span></strong></p>
<p>Con la CM n. 04/2009 il Ministro per la scuola primaria propone ai genitori quattro modelli didattici, stabilendo che successivamente i modelli didattici di ciascuna istituzione scolastica saranno definiti sulla base delle dotazioni organiche che saranno assegnate.</p>
<p>L&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. 169/08 stabilisce però: <em>&#8220;Nei regolamenti si tiene <strong><span style="text-decoration: underline;">comunque</span></strong> conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;.</em></p>
<p>Di conseguenza la scelta del tempo scuola da parte delle famiglie non può essere subordinata alla dotazione degli organici; al contrario le dotazioni degli organici devono essere correlate alle scelte della famiglia.</p>
<p>Peraltro la prospettata subordinazione delle scelte delle famiglie alla consistenza degli organici comporterebbe che in talune scuole le esigenze possono essere soddisfatte ed in altre invece possono non essere soddisfatte per effetto degli organici inadeguati con conseguente ingiusta discriminazione.</p>
<p>La CM è pertanto illegittima perchè stravolge la stessa norma dell&#8217;art. 4 e comunque viola il principio della parità di trattamento per quanto attiene il diritto all&#8217;istruzione.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> <img src='http://www.futuroscuola.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL N. 137/08 C.TO IN L. 169/08 PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 3, 70 97 E 117 DELLA COSTITUZIONE. ILLEGITTIMITA&#8217; DERIVATA.</span></strong></p>
<p>Il comma 4 dell&#8217;art. 64 del DL. 112/08 convertito nella legge 133/08, per l&#8217;attuazione del Piano programmatico e dell&#8217;art. 4 del DL n. 133/08 c.to in L. n. 169/08 saranno emanati regolamenti ex art. 17 comma 2 della L. 400/88 che possono avere contenuto modificativo delle disposizioni legislative vigenti (cd &#8220;delegificazione&#8221;).</p>
<p>Tale previsione, tuttavia, viola i principi dell&#8217;ordinamento in materia di gerarchia delle fonti, nonché la stessa norma richiamata con l&#8217;art. 17, comma 2 della legge 23.8.1988 n. 400, sotto due profili:</p>
<p>a) violazione del principio della riserva di legge;</p>
<p>b) violazione del principio della predeterminazione per legge dei criteri generali.</p>
<p>a) Per quanto attiene alla violazione del principio della riserva di legge, lo stesso art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, esclude la potestà regolamentare delegata per le materie per le quali è prevista una riserva di legge assoluta; tali potestà regolamentare sarebbe  invece  possibile  per  materie  coperte  da  riserva relativa.</p>
<p>La Costituzione invero non prevede tale distinzione anche perchè per la verità non prevede nemmeno l&#8217;ipotesi di una delega del legislatore al potere regolamentare e cioè della cd &#8220;delegificazione&#8221;; la Costituzione difatti afferma il rigoroso principio della gerarchia delle fonti secondo cui gli atti del Governo che hanno forza di legge e che quindi possono modificare e/o abrogare una precedente legge sono: i decreti legge ed i decreti legislativi.</p>
<p>Ciò premesso, e dando ormai per acquisito nel nostro ordinamento, il regolamento delegato con efficacia abrogativa delle disposizioni di legge, tale principio deve essere osservato in modo scrupoloso in modo da evitare un pericoloso svuotamento del ruolo del Parlamento.</p>
<p>Si è già rilevato che l&#8217;istruzione scolastica nel nostro ordinamento costituzionale per il ruolo che deve svolgere (creare condizioni di uguaglianza e garantire a tutti una piena cittadinanza) è una funzione essenziale dello Stato e non uno dei tanti servizi pubblici.</p>
<p>Nello stesso tempo l&#8217;istruzione statale in uno Stato democratico non può essere, a differenza dell&#8217;istruzione degli Stati totalitari, espressione della maggioranza al potere; difatti l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio fondamentale della libertà di insegnamento e quindi del pluralismo culturale.</p>
<p>Come si è già prima precisato, la libertà di insegnamento deve coniugarsi con un progetto culturale, didattico e pedagogico nazionale; in questo senso la Costituzione all&#8217;art. 33, 2 comma ha affermato &#8220;la Repubblica detta le norme generali sull&#8217;istruzione&#8221; nel senso che le norme generali sull&#8217;istruzione non possono essere espressione di una maggioranza governativa, ma devono essere espressione di un percorso condiviso e partecipato che deve avere la sua più alta ed ampia sintesi  nel Parlamento e quindi nella legge.</p>
<p>L&#8217;attribuzione delle norme generali sull&#8217;istruzione alla potestà legislativa del Parlamento è peraltro confermata nell&#8217;art. 117 lett. 2 della Costituzione che riserva espressamente allo Stato tale potestà legislativa.</p>
<p>Si deve infine rilevare che la necessità che le norme generali sull&#8217;istruzione siano espressione di una larga maggioranza parlamentare trova anche il suo fondamento nell&#8217;esigenza di dare una stabilità alle linee fondamentali dell&#8217;ordinamento scolastico.</p>
<p>Tale esigenza per la verità richiederebbe addirittura un procedimento legislativo aggravato o comunque una maggioranza qualificata per impedire o comunque limitare che ogni maggioranza parlamentare possa imporre un proprio progetto culturale con grave disagio per il  mondo della scuola e soprattutto per l&#8217;efficacia del sistema scolastico.</p>
<p>Da quanto sommariamente esposto non può esserci dubbio che le norme generali sull&#8217;istruzione scolastica rientrino nella riserva assoluta di legge.</p>
<p>Nel caso in questione invece non solo con gli art. 64 D.L. n. 112/06 c.to in L. n. 133/08 e con l&#8217;art. 4 DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 si è delegato al potere regolamentare del Governo &#8220;la revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221;, ma tale delega è stata addirittura disposta con decreto legge (sia pure convertito successivamente in legge, ma con voto di fiducia); <strong><span style="text-decoration: underline;">il Governo cioè ha delegato se stesso ad emanare regolamenti con efficacia modificatrice delle norme di legge vigenti.</span></strong></p>
<p>E&#8217; evidente pertanto che le citate norme di legge che hanno conferito al potere regolamentare del Governo tale delega siano lesive dei principi costituzionali concernenti la funzione legislativa e segnatamente dell&#8217;art. 33, 70, 97 e 117, 2 comma della Costituzione.</p>
<p>Le citate disposizioni del DL n. 112/08 c.to in L. 133/08 e DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 sono pure censurabili per violazione delle suindicate norme costituzionali sotto altri profili perchè il legislatore delegante non solo è lo stesso delegato (!), ma soprattutto perchè ha conferito una delega in bianco.</p>
<p>La norma dell&#8217;art. 17, comma 2 della L. 23/08/1988 n. 400 difatti prevede che nel conferimento della delega il legislatore debba determinare &#8220;le norme generali regolatrici della materia&#8221;; l&#8217;art. 64 del DL n. 112/08, c.to in L. 133/08 ha conferito invece una delega ampia per la &#8220;revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221; limitandosi ad indicare soltanto alcuni &#8220;titoli&#8221;; <strong><span style="text-decoration: underline;">non esiste quindi la necessaria determinazione delle norme generali.</span></strong></p>
<p>La delega è stata conferita pertanto, con evidente illogicità, in palese violazione della stessa norma invocata.</p>
<p>Le stesse considerazioni valgono anche per l&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 c.to in L. N. 169/08 che, dopo avere reintrodotto il cd &#8220;insegnante unico&#8221; rinvia ai regolamenti per la definizione del tempo scuola senza alcun criterio generale.</p>
<p>L&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima per illegittimità derivata.</p>
<p><strong>9) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. N. 133/08,</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>IN RELAZIONE ALL&#8217;ART. 117, 3° E 6° COMMA, COST.</strong></span></p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 112/08, c.to in L. n. 133/08 è anche censurabile per violazione dell&#8217;art. 117, 6° comma, della Costituzione.</p>
<p>La norma costituzionale citata, prevede che la potestà regolamentare spetta allo Stato solo ed esclusivamente nelle materie di legislazione esclusiva e che in materia di legislazione concorrente tale potestà spetta esclusi­vamente alla Regione.</p>
<p>Orbene, come si è già rilevato il Piano programmatico non è stato adottato, ma lo schema adottato in funzione del successivo regolamento si deve ritenere illegittimo dal momento che la norma costituzionale di cui all&#8217;art. 117, 6° comma, esclude che nelle materie di legislazione concorrente lo Stato abbia potere regolamentare.</p>
<p>Come è noto, infatti, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione la materia dell&#8217;istruzione forma oggetto di potestà concorrente (art. 117, terzo comma Cost.) ed allo Stato è rimessa la sola competenza esclusiva in materia di <em>&#8220;norme generali sull&#8217;istruzione&#8221;</em> (art. 117, secondo comma, lettera <em>n</em>).</p>
<p>Conseguentemente, in materia di organizzazione scolastica, lo Stato, ai sensi dell&#8217;art. 117, III co. ultimo periodo, può limitarsi a dettare i principi fondamentali, ma non può adottare norme di dettaglio sulla organizzazione scolastica e sulla distribuzione interna del personale scolastico, la cui disciplina è di competenza esclusiva delle Regioni.</p>
<p>La Corte Costituzionale, infatti, ha recentemente affermato che: <em>&#8220;una volta attribuita l&#8217;istruzione alla competenza concorrente, il riparto imposto dall&#8217;art. 117 postula che, in tema di programmazione scolastica e di gestione amministrativa del relativo servizio, <span style="text-decoration: underline;">compito dello Stato sia solo quello di fissare principi. E la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche, certamente non è materia di norme generali sulla istruzione, riservate alla com­petenza esclusiva dello Stato, in quanto strettamente connessa alla programmazione della rete scolastica</span>, tuttora di com­pe­tenza regionale&#8221; </em>(tra le altre: Corte Cost. 13.1.2004 n. 13).</p>
<p>Lo schema del piano programmatico e l&#8217;impugnata CM che anticipa il regolamento attuativo il Ministro hanno però dettato disposizioni dettagliate sull&#8217;organizzazione didattica invadendo oltre che l&#8217;autonomia scolastica, le potestà legislative e regolamentai delle Regioni.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Domanda di sospensione</span></strong></p>
<p>Il fumus boni juris è di tutta evidenza; la CM è priva di ogni fondamento giuridico.</p>
<p>Il periculum in mora è pure evidente; difatti come risulta dalle notizie di stampa la maggior parte delle famiglie ha richiesto il tempo pieno che in base all&#8217;impugnata CM non solo non è garantito, ma viene proposto senza  compresenze  e  quindi  fortemente  ridimensionato.</p>
<p>Infine si deve rilevare che l&#8217;impugnata CM richiede  alle famiglie una scelta senza alcuna proposta certa.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">P.Q.M.</span></strong></p>
<p>Si chiede, previa, ove occorra, rimessione alla Corte Costituzionale della questione di illegittimità costituzionale degli art. 64 del DL n. 112 del 2008, c.to in L. n. 133 del 06/10/1908 e dell&#8217;art. 4 del DL n. 137/08 c.to in L. 30/10/2008 n. 169 per violazione degli art. 3, 33, 34, 70, 77, 97, 117 comma 2, 3 e 6, l&#8217;accoglimento del ricorso  con conseguente annullamento degli atti impugnati con ogni conseguenziale effetto di legge e vittoria di spese di giudizio.</p>
<p><strong><em>Ai fini del contributo unificato di cui agli artt. </em></strong><strong><em>9 e</em></strong><em> <strong>segg. del DPR n. 115/2002 si dichiara che il valore della controversia è INDETERMINATO.</strong></em></p>
<p><strong><em>Ai fini e per gli effetti degli articoli 133, comma 3, e 134, comma 3, c.p.c., il sottoscritto difensore dichiara di voler ricevere eventuali comunicazioni al seguente indirizzo di posta elettronica: </em></strong><a href="mailto:lucamarchi@inwind.it">lucamarchi@inwind.it</a></p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p align="right">Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Fausto Buccellato</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MANDATO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p>Deleghiamo a rappresentarci e difenderci nel presente giudizio anche disgiuntamente in primo e secondo grado ed in fase esecutiva gli Avv.ti Corrado Mauceri, Cavini Sofia, Gorpia Marianna, Luca Marchi, Francesca Scatolini, Angela Nozzi Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli e Fausto Buccellato conferendo loro tutte le facoltà di legge ivi compresa quella di firmare il ricorso, presentare istanze, memorie, motivi aggiunti, conciliare e transigere e rinunciare agli atti ed eleggiamo domicilio presso lo studio dell&#8217;Avv. Fausto Buccellato in Roma, V.le Angelico n. 45.</p>
<p>Dichiariamo  altresì  di essere stati informati in conformità al disposto del D.L.vo n. 196/2003 (Codice Privacy) e successive modiche e integrazioni ed autorizzo pertanto il trattamento dei dati personali per  le  finalità  connesse  all&#8217;espletamento  del  presente  mandato.</p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p>F.to:</p>
<p>Cognome e nome                                                     Firma</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELLA ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZIE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong>, nella persona del Presidente pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/testo_ricorso_colettivo_CM4.htm" target="_blank">IPERBOLE</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brunetta minaccia: gli studenti dell&#8217;Onda &#8220;sono guerriglieri, li tratteremo come tali&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 18:18:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Brunetta minaccia: gli studenti dell&#8217;Onda &#8220;sono guerriglieri, li tratteremo come tali&#8221;
Bersani: parole incommentabili. Donadi: frasi da piccolo duce
Gli studenti: «Non ci fa paura. Noi pacifici, polizia e Stato no»
ROMA (19 marzo) - Gli studenti dell&#8217;Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l&#8217;Innovazione Renato Brunetta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2325" title="20090319_sapienza" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/20090319_sapienza-100x100.jpg" alt="20090319_sapienza" width="100" height="100" />Brunetta minaccia</strong>: gli studenti dell&#8217;Onda &#8220;sono guerriglieri, li tratteremo come tali&#8221;<br />
<strong>Bersani</strong>: parole incommentabili. Donadi: frasi da piccolo duce<br />
<strong>Gli studenti:</strong> «Non ci fa paura. Noi pacifici, polizia e Stato no»</p>
<p>ROMA (19 marzo) -<strong> Gli studenti dell&#8217;Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l&#8217;Innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.</strong><br />
«Non vedo molta protesta». A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l&#8217;Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia. L&#8217;Onda non l&#8217;ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».<br />
«Sono quattro ragazzotti». Poi, in una successiva intervista, Brunetta ha rincarato la dose: «Anzi, questi non hanno la dignità dei guerriglieri che sono una cosa seria, sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente».</p>
<p><span id="more-2324"></span>Rete studenti: noi pacifisti, polizia e Stato no. «Il nostro è un movimento pacifico &#8211; replica della Rete degli Studenti &#8211; sono il Governo e la Polizia che stanno cercando di creare uno stato di guerriglia». «Già Cossiga lo aveva proposto lo scorso autunno, ma non ci era riuscito, forse lo vogliono fare ora» spiega la Rete. E si chiedono:«Sono guerrigliere le mamme che per i loro figli hanno chiesto più ore e bocciato clamorosamente il maestro unico? Buttarla in caciara (o in guerriglia) è il sogno di un governo immobile e incapace. Un sogno che non gli concederemo di realizzare», conclude la rete.<br />
Chiede invece le dimissioni &#8220;immediate&#8221; e le scuse del ministro Brunetta l&#8217;Unione degli studenti secondo cui un ministro della Repubblica «non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei &#8220;guerriglieri&#8221; da trattare come tali». «Ieri &#8211; afferma l&#8217;Uds &#8211; c&#8217;è stata un&#8217;aggressione di cui gli studenti sono state vittime. Quella di Brunetta è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi. Già il presidente del Consiglio in autunno aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la protesta, ma aveva incontrato la netta ostilità della società tutta. Chiediamo le immediate scuse e le dimissioni del ministro Brunetta. Non ci lasceremo intimidire».<br />
Azione studentesca: Brunetta troppo generoso. Di tutt&#8217;altro segno il commento di Azione studentesca secondo la quale «Brunetta è stato troppo generoso. I guerriglieri di solito hanno l&#8217;appoggio della popolazione che li sostiene contro l&#8217;esercito invasore. I collettivi nelle università vorrebbero giocare ai guerriglieri, ma sono solo dei teppistelli ignorati dalla maggioranza della popolazione studentesca».<br />
Gelmini: a volte usa toni provocatori.  Il ministro Brunetta «come tutti sanno, a volte usa toni forti e provocatori» dice il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, stemperando le dichiarazioni di Brunetta. «Mi auguro vivamente &#8211; ha affermato il ministro Gelmini &#8211; che gli episodi di ieri della Sapienza non si ripetano più. Il diritto di manifestare va sempre rispettato, ma la democratica dimostrazione del dissenso non può mai trascendere nella violenza, che non può mai essere accettata. In questo senso credo &#8211; ha spiegato &#8211; vadano interpretate anche le dichiarazioni del ministro Brunetta».<br />
Bersani: da Brunetta parole sconsiderate. Capanna: neanche i ministri Dc come Brunetta. «Quelle del ministro Renato Brunetta sono parole totalmente sconsiderate, incommentabili» dice il responsabile economico del Pd, Pier Luigi Bersani. Dura anche Mario Capanna, uno leader storici della contestazione del Sessantotto: «Devo dire per verità storica che nemmeno 40 anni fa i ministri democristiani dell&#8217;epoca si permettevano di emettere giudizi così sommari, miopi e pericolosi. Di nuovo Brunetta viene tradito dal suo irrefrenabile esibizionismo. Si definisce democratico e, dunque, dovrebbe sapere che la democrazia non è solo quella rappresentativa, ma anche quella partecipata. Ed è davvero deplorevole che ad un ministro della Repubblica sfugga questa parte della democrazia che ne è l&#8217;anima».<br />
Donadi (Idv): parole da piccolo duce. «Deve esserci stato un corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta &#8211; attacca il capogruppo dell&#8217;Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi &#8211; Non c&#8217;è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell&#8217;Onda. Parole incendiarie da piccolo duce. Il governo chieda scusa immediatamente». Donadi considera le aprole del ministro «inqualificabili e pericolose, aumentano senza motivo la tensione ed il conflitto. Brunetta non si illuda di infuocare gli animi, gli studenti sono molto più maturi di lui e non cadranno in provocazioni».<br />
Fioroni: Brunetta irresponsabile. Il ministro Gelmini «chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta». L&#8217;invito arriva dal responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni. «Il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene &#8211; aggiunge l&#8217;ex titolare di viale Trastevere &#8211; che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere. Ma additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva».<br />
Zingaretti: parole irresponsabili. Le dichiarazioni del ministro Brunetta «sono irresponsabili e improprie proprio perché &#8211; spiega il presidente della Provincia Nicola Zingaretti &#8211; fatte da un ministro della Repubblica e sembrano avere come unico obiettivo quello di voler fare alzare la tensione in città».<br />
Ferrero: è un provocatore. «Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell&#8217;Onda caricati dalla Polizia ieri a Roma e che lui ritiene &#8220;dei guerriglieri che come tali vanno trattati&#8221;, la dice lunga sull&#8217;idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc, che aggiunge: «La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo».<br />
Buontempo: Brunetta ha sbagliato. Anche la Destra è contro il ministro Brunetta. Il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo, nell&#8217;esprimere «piena solidarietà alle forze dell&#8217;ordine, costrette a obbedire a un ordine scellerato. Non c&#8217;era un pericolo evidente: i manifestanti non indossavano l&#8217;armamentario tipico dell&#8217;estrema<br />
Sinistra, come caschi, bastoni e fazzoletti per coprire il volto. Le parole del ministro sono irresponsabili e rischiano di alimentare la tensione tra i giovani».<br />
Funzionari di polizia: moderare i termini. Un invito ad abbassare i toni è arrivato dall&#8217;Associazione nazionale dei funzionari di polizia: «Tutti i politici, sia quelli al governo che quelli all&#8217;opposizione, moderino i termini, poiché le loro parole sopra le righe corrono il serio rischio di tradursi inevitabilmente in pietre e molotov contro poliziotti e carabinieri, costretti a gestire situazioni sempre più difficili».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=51234&amp;sez=HOME_SCUOLA&amp;ssez=UNIVERSITA" target="_blank">ilmessaggero</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>MANIFESTAZIONE REGIONALE “LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO” Bologna 20/03/09</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 18:01:36 +0000</pubDate>
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20 marzo 2009
MANIFESTAZIONE REGIONALE
“LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO”
Venerdì 20 marzo ore 17,30
Bellissima manifestazione, con tanti bimbi a disegnare e scrivere i loro messaggi per la ministra. Ci ascolterà? Ascolterà chi la scuola la vive con serietà, dedizione, passione, entusiasmo e con la stessa serietà, dedizione, passione, entusiasmo la difende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.scuolalonghena.org/semplicemente/la-scuola-pubblica-appesa-a-un-filo-2/#more-627" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2317" title="bologna-striscione-la-scuola-appesa-filo-manif-scuola-01" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/bologna-striscione-la-scuola-appesa-filo-manif-scuola-01-100x100.jpg" alt="bologna-striscione-la-scuola-appesa-filo-manif-scuola-01" width="100" height="100" /></a><span style="font-size: medium;"><strong>La scuola pubblica ha stoffa!<br />
20 marzo 2009</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MANIFESTAZIONE REGIONALE<br />
“LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO”<br />
Venerdì 20 marzo ore 17,30</strong></p>
<p style="text-align: left;">Bellissima manifestazione, con tanti bimbi a disegnare e scrivere i loro messaggi per la ministra. Ci ascolterà? Ascolterà chi la scuola la vive con serietà, dedizione, passione, entusiasmo e con la stessa serietà, dedizione, passione, entusiasmo la difende dagli scellerati che la vorrebbero ridurre ad involucro vuoto, spento, triste ? Leggerà le oltre 23.000 firme che testimoniano, nella sola Bologna e Provincia, la volontà delle famiglie di continuare ad avere il Tempo Pieno di opportunità e di crescita per i propri figli?          <a href="http://www.scuolalonghena.org/semplicemente/la-scuola-pubblica-appesa-a-un-filo-2/#more-627"><span style="font-size: x-small;"><strong>GALLERIA FOTOGRAFICA</strong></span></a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolalonghena.org/semplicemente/la-scuola-pubblica-appesa-a-un-filo-2/#more-627" target="_blank">semplicementeLonghena</a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>Gli anti-Gelmini tornano in piazza cinquemila invadono via Rizzoli Migliaia di mani srotolano uno striscione di 200 metri</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Arriva la solidarietà della Bastico. Ma Garagnani parla di “manifestazioni vergognose”</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-2316"></span><br />
DUECENTO metri di tela bianca, con la scritta in arancione e blu: «No ai tagli, difendiamo la scuola pubblica». Sono da poco passate le cinque del pomeriggio quando lo striscione viene srotolato dalle Due Torri al Nettuno: i bambini lo colorano, Cuoghi e Corsello disegnano le loro «oche» simbolo, i writers usano la bomboletta anti-Gelmini, sfilano illustratori e gli artisti del teatro Testoni. Il centro è bloccato. La scuola torna in piazza.<br />
Oltre cinquemila genitori, bambini e maestri contro il taglio dei docenti e delle risorse che «porterà alla cancellazione del tempo pieno e di una scuola pubblica di qualità». Le mani si alzano dopo poco, saltano per aria i pennarelli, lo striscione comincia ad avanzare tenuto da centinaia di mamme, insegnanti, qualche preside. Con i bambini che corrono sotto il telo, la musica della banda Roncati, gli slogan: la scuola è più bella senza Mariastella, la scuola costa, l´ignoranza è gratis, Gelmini taglia i capelli. I ministri contestati diventano tre: «Brunetta-Tremonti &#8211; Gelmini, giù le mani dai nostri bambini». I papà intonano, come allo stadio: «Gelmini bocciaci tutti». E poi i messaggi dei bambini sullo striscione. La piccola Caterina scrive: «La Gelmini mi fa arrabbiare», un bimbo rappresenta il ministro mentre si mangia un´insalata di maestri. Ci sono gli striscioni di Medicina, Pianoro, Rastignano. Per due ore non si passa da via Rizzoli e via Ugo Bassi. Passano loro, quelli dei cortei e della scritta luminosa in piazza Maggiore «Fermatevi» quando la riforma Gelmini è diventata legge. Quelli che ieri hanno annunciato di aver raccolto solo a Bologna e provincia 23mila moduli di iscrizione «alternativi», dove le famiglie hanno chiesto il tempo pieno con due insegnanti compresenti in classe per quattro ore a settimana.<br />
Quello che il ministero non concederà, visto le ultime direttive che costruiscono l´organico, nelle prime elementari, su 27 ore settimanali. Per questo oggi il maestro Mirco Pieralisi e Marina D´Altri, mamma del movimento, saranno a Roma. A consegnare al capo di dipartimento Giuseppe Cosentino gli scatoloni con i moduli &#8211; ribelli (oltre tremila quelli raccolti a Cesena e Parma, 1.500 a Reggio) che arriveranno da tutta Italia. «Dietro ogni modulo c´è l´impegno di tanti genitori. Mostreremo il modello di scuola che le famiglie chiedono. E che non è quello del maestro unico». Ci sono i politici del Pd alla partenza del corteo: il segretario De Maria, la deputata Sandra Zampa. C´è Silvana Mura (Idv), sfila accanto al popolo della scuola l´assessore provinciale Paolo Rebaudengo, che ha appena aperto la vertenza sui tagli. E poi Sandra Soster, segretaria Cgil-Flc, i candidati sindaco Tedde e Monteventi. Flavio Delbono è nelle adesioni alla manifestazione, una lista per la prima volta lunga: dal governatore Errani al neo assessore Sedioli, Milli Virgilio, i presidenti dei quartieri e tanti sindaci e assessori della Provincia. Arriva la solidarietà di Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola del Pd: «Il governo colpisce la qualità delle scuole». Garagnani, deputato Pdl, parla immediatamente di «vergognose manifestazioni». Ma gli insegnanti non replicano. Questo non è &#8211; dicono &#8211; che l´inizio, in un venerdì di gelo, di una calda primavera». Oggi lo striscione bolognese sarà srotolato in viale Trastevere.</p>
<p style="text-align: left;">di ILARIA VENTURI</p>
<p style="text-align: left;">Fonte: <a href="http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2009/marzo/repubblica_bologna_gli_anti_gelmini_tornano_in_piazza_cinquemila_invadono_via_rizzoli" target="_blank">http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2009/marzo/repubblica_bologna_gli_anti_gelmini_tornano_in_piazza_cinquemila_invadono_via_rizzoli</a></p>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Alta l’adesione allo sciopero del 18-03-2009</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 17:22:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alta l’adesione allo sciopero indetto dalla FLC CGIL, dalle 100 piazze una richiesta su tutte: “si esce dalla crisi investendo nella conoscenza!”.
18-03-2009
L’ “Onda” è tornata, ha riempito le 100 piazze dell’Italia che non si rassegna, dell’Italia che vuole contare. Alta l’adesione allo sciopero, molte scuole e sedi universitarie chiuse.
Nelle cento piazze c’erano migliaia di lavoratori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2314" title="logoflc_350x02" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logoflc_350x02-100x100.gif" alt="logoflc_350x02" width="100" height="100" />Alta l’adesione allo sciopero indetto dalla FLC CGIL, dalle 100 piazze una richiesta su tutte: “si esce dalla crisi investendo nella conoscenza!”.<br />
18-03-2009</p>
<p>L’ “Onda” è tornata, ha riempito le 100 piazze dell’Italia che non si rassegna, dell’Italia che vuole contare. Alta l’adesione allo sciopero, molte scuole e sedi universitarie chiuse.<br />
Nelle cento piazze c’erano migliaia di lavoratori della conoscenza, insieme agli studenti, alle famiglie, ai lavoratori precari e degli altri settori produttivi, alla società civile, a parlamentari e amministratori per opporsi ad un governo che scommette sull’ignoranza, evita il confronto, teme il dissenso.<br />
Nella scuola l’adesione è stata mediamente del 45%, alta soprattutto nella scuola di base, con punte del 60-70%. Molte scuole chiuse anche per la massiccia adesione del personale ATA, fascia di lavoratori più debole e per questo più colpita dai tagli indiscriminati.</p>
<p><span id="more-2313"></span>Alcuni dati sulle adesioni:<br />
a Torino 40%, a Novara 72% &#8211; in Emilia il personale ATA aderisce per il 50%, a Forlì-Cesena per l’80% &#8211; a Pescara, punte del 60-70% &#8211; a Brescia il 72%, a Cremona il 66% &#8211; in Toscana ha scioperato in media il 35%, alta la partecipazione del personale ATA (Grosseto 89%) &#8211; chiuso l’Istituto musicale Pergolesi di Ancona e l’accademia delle belle arti di Urbino – chiusa la facoltà di scienze della formazione di Bologna, 41% all’università di Genova e 60% all’università di Firenze, all’università Statale e al Politecnico di Torino oltre il 50% .</p>
<p>Cresce il dissenso dei lavoratori verso politiche miopi e distruttive nei settori della conoscenza, respingono i contratti beffa, chiedono al governo di fermarsi e di essere ascoltati.</p>
<p>Roma, 18 marzo 2009</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.flcgil.it/notizie/comunicati_stampa/2009/marzo/alta_l_adesione_allo_sciopero_indetto_dalla_flc_cgil_dalle_100_piazze_una_richiesta_su_tutte_si_esce_dalla_crisi_investendo_nella_conoscenza" target="_blank">CGIL</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Scuole rischiano il crack finanziario, tra supplenze e visite fiscali</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 21:52:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Supplenti, presidi in rivolta &#8220;Niente soldi per le sostituzioni&#8221;
Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di &#8220;dissesto finanziario&#8221;. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2279" title="conventosanfrancesco" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/conventosanfrancesco-100x100.jpg" alt="conventosanfrancesco" width="100" height="100" />Supplenti, presidi in rivolta &#8220;Niente soldi per le sostituzioni&#8221;</p>
<p><strong>Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di &#8220;dissesto finanziario&#8221;. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da Marche, Sardegna e Sicilia. </strong></p>
<p><strong>Ma per il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, chiamato in causa da una recente interrogazione parlamentare, non c&#8217;è stata &#8220;una diminuzione delle risorse, al contrario queste sono state accresciute&#8221;. Ma di cosa si lamentano, allora, segretari e capi d&#8217;istituto?</strong><br />
In una lettera indirizzata una settimana fa al ministero, 70 tra capi d&#8217;istituto e direttori dei servizi amministrativi (gli ex segretari) della provincia di Ancona &#8220;segnalano la gravissima situazione di disagio di tutti gli istituti del territorio&#8221;. Le scuole vantano un credito enorme da viale Trastevere e sono state costrette a confezionare bilanci su somme virtuali. L&#8217;Associazione delle scuole autonome della Sicilia (Asas) stima in 1,6 miliardi di euro il corrispettivo che il ministero deve ancora alle scuole. Mentre pochi giorni fa il direttore dell&#8217;Ufficio scolastico regionale della Sardegna, Armando Pietrella, ha scritto al ministero di continue &#8220;segnalazioni provenienti dalle istituzioni scolastiche che evidenziano la grave situazione per la mancanza di fondi destinati alle supplenze&#8221;. Ma di non poterci fare nulla, invitando i capi d&#8217;istituto sardi a nominare lo stesso i supplenti.</p>
<p><span id="more-2277"></span>Il ministero quest&#8217;anno assegnerà agli istituti un budget fisso in relazione alle unità del personale in servizio incrementato al massimo del 50 per cento. Ma le scuole hanno ricevuto soltanto anticipi. Per dare un&#8217;idea del taglio operato negli ultimi 5 anni basta guardare alcune cifre. Per le sole supplenze nel 2004 vennero stanziati 899 milioni, nel 2008 siamo attorno a 323. Maria Rita insegna in una scuola elementare della provincia di Roma. &#8220;Nella mia scuola &#8211; spiega &#8211; non si nominano più supplenti da 15 giorni e siamo nel caos più totale: le classi vengono divise e a farne le spese sono i piccoli scolari, traslocati da una classe all&#8217;altra come pacchi postali&#8221;. Oltre ai tagli le scuole devono fronteggiare gli effetti del decreto-Brunetta contro i fannulloni, che prevede visite fiscali anche per un solo giorno di malattia. Chi le paga? Il servizio sanitario nazionale presenta il conto alle scuole che, però, non ce la fanno più. &#8220;Aiutateci a gestire la scuola nella legalità&#8221; scrivono 17 dirigenti scolastici di Bergamo. I capi d&#8217;istituto sono di fronte ad un bivio: &#8220;destinare pressoché tutti i fondi disponibili al pagamento delle visite fiscali e paralizzare la vita degli istituti, oppure infrangere la legge e disporre solo in minima parte le visite o non pagare le Asl&#8221;. Lo scorso dicembre l&#8217;onorevole di centro destra Daniela Melchiorre chiese al ministro Brunetta chi dovesse pagare le visite fiscali. &#8220;La questione è in via di approfondimento&#8221;, ha risposto il fustigatore di fannulloni.</p>
<p>di SALVO INTRAVAIA<br />
(13 marzo 2009)<br />
Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/supplenti-niente-soldi/supplenti-niente-soldi.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>&#8220;Abctribe&#8221; nuovo portale mondiale degli studenti</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 19:16:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arriva &#8220;Abctribe&#8221; nuovo portale mondiale degli studenti
Arriva Abctribe.com, il nuovo portale mondiale degli studenti e della formazione. Abctribe.com, nato da un progetto italiano, evoluzione del portale Studiando.it., è una grande piazza al centro del mondo dove si incontrano gli studenti di tutte le nazioni per aiutarsi reciprocamente, scambiandosi materiali, consigli, informazioni, contenuti attinenti lo studio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it-it.abctribe.com/usweb/Homepage.asp" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2267" title="abctribe" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/abctribe-100x100.jpg" alt="abctribe" width="100" height="100" /></a>Arriva &#8220;<a href="http://it-it.abctribe.com/usweb/Homepage.asp" target="_blank">Abctribe</a>&#8221; nuovo portale mondiale degli studenti</p>
<p>Arriva Abctribe.com, il nuovo portale mondiale degli studenti e della formazione. Abctribe.com, nato da un progetto italiano, evoluzione del portale Studiando.it., è una grande piazza al centro del mondo dove si incontrano gli studenti di tutte le nazioni per aiutarsi reciprocamente, scambiandosi materiali, consigli, informazioni, contenuti attinenti lo studio, avvalendosi dell’espansione del portale ad ogni lingua e nazione del mondo.</p>
<p>La community di Abctribe è la piattaforma su cui gli studenti hanno la possibilità di confrontarsi, di arricchire il proprio bagaglio culturale e di crescere non solo dal punto di vista scolastico, ma anche da quello personale. Ben 8.500 università di tutto il mondo sono catalogate in Abctribe.com: in questo modo è più facile scegliere un istituto e vengono incentivati gli scambi interculturali tra Paesi di tutto il pianeta.</p>
<p><span id="more-2266"></span>Inoltre, il portale, in versione beta, è disponibile in diverse lingue: Italiano, Inglese, Spagnolo, Portoghese, Tedesco, Francese, Cinese e progressivamente in altre lingue tra cui Russo e Polacco. Un motore di ricerca interno permette di cercare nel contenuto testuale, completo di migliaia di appunti e tesine universitarie e delle scuole superiori, e decine di migliaia di contenuti, sotto forma di guide-articoli di alta qualità, sono fruibili in multilingua.</p>
<p><a href="http://it-it.abctribe.com/usweb/Homepage.asp" target="_blank"><span style="font-size: large;"><strong>Abctribe</strong></span></a></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&amp;ID_articolo=956&amp;ID_sezione=255&amp;sezione=" target="_blank">lastampa</a><br />
</strong></span>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 18:05:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A pochi giorni dall&#8217;assegnazione degli organici alle scuole, per dire ancora 


NO ai tagli annunciati,          NO alla riduzione del tempo scuola,          NO alla scomparsa del tempo pieno e del modulo,         NO alla liquidazione della scuola pubblica,
L&#8217; ASSEMBLEA GENITORI E INSEGNANTI DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA
invita tutti, genitori, bambini, insegnanti, cittadini, ad una straordinaria MANIFESTAZIONE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2257" title="bologna_torri-garisenda-asinelli5" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/bologna_torri-garisenda-asinelli5-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli5" width="100" height="100" />A pochi giorni dall&#8217;assegnazione degli organici alle scuole, per dire ancora </strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>NO </strong><strong></strong>ai tagli annunciati,          <strong>NO </strong><strong></strong>alla riduzione del tempo scuola,          <strong>NO</strong> alla scomparsa del tempo pieno e del modulo,         <strong>NO </strong><strong></strong>alla liquidazione della scuola pubblica,</p>
<p style="text-align: center;" align="center">L&#8217; ASSEMBLEA GENITORI E INSEGNANTI DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA<br />
invita tutti, genitori, bambini, insegnanti, cittadini, ad una straordinaria MANIFESTAZIONE REGIONALE</p>
<p style="text-align: center;" align="center">
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>venerdì 20 marzo ore 17,30 (ritrovo sotto le due torri)</strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;">RACCOGLIAMO E CONSEGNIAMO IN MASSA I MODELLI INTEGRATIVI ALL&#8217;UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE</p>
<p>TANTE MANI<br />
per colorare e sorreggere un eccezionale striscione che srotoleremo lungo tutta via Rizzoli, a partire dalle Due Torri, e che faremo camminare fino a piazza Malpighi.<br />
Sullo striscione sarà scritto NO AI TAGLI &#8211; DIFENDIAMO LA SCUOLA PUBBLICA.</p>
<p style="text-align: left;">E poi sarà possibile aggiungere disegni, slogan, messaggi &#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-2253"></span></p>
<p>Lo striscione è costituito da pezzi di circa 20 metri.<br />
Le scuole, dove gruppi di genitori e insegnanti lo desiderino, possono prenderne uno spezzone (con già la scritta) per decorarlo PRIMA del 20 (potrebbero essere già pronti da lunedì 16 &#8211; contattare me, via mail o 333 42 69 308).<br />
Potremo lasciare le nostre tracce sullo striscione anche durante la manifestazione stessa, venendo attrezzati con pennarelli, tempere, bombolette&#8230;</p>
<p><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=49" target="_blank">In allegato il volantino da stampare per promuoverne nelle scuole la partecipazione.</a></p>
<p>Si stanno organizzando per venire a Bologna da tante città dell&#8217;Emilia Romagna: CESENA, PARMA, PIACENZA, FERRARA, MODENA, REGGIO EMILIA, &#8230; portando gli scatoloni con i modelli integrativi raccolti.
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PORTIAMO A ROMA I RISULTATI DELLA COMPAGNA ISCRIZIONI</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 17:41:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SABATO 21 MARZO 
PORTIAMO AL MINISTERO, A ROMA, I RISULTATI DELLA COMPAGNA ISCRIZIONI ALLA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITA&#8217; 
Chiediamo a tutte e tutti coloro che in tante città e paesi stanno difendendo la scuola pubblica di portare con noi al Ministero della Pubblica Istruzione la voce, le firme, i desideri dei genitori che non hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2260" title="logofuturoscuola-l6" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l6-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l6" width="100" height="100" />SABATO 21 MARZO </strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>PORTIAMO AL MINISTERO, A ROMA, I RISULTATI DELLA COMPAGNA ISCRIZIONI ALLA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITA&#8217; </strong></p>
<p>Chiediamo a tutte e tutti coloro che in tante città e paesi stanno difendendo la scuola pubblica di portare con noi al Ministero della Pubblica Istruzione la voce, le firme, i desideri dei genitori che non hanno accettano il maestro unico prevalente, che non accettano la riduzione del tempo scuola, non accettano la fine delle compresenze e la conseguente chiusura delle esperienze migliori di integrazione e di recupero degli svantaggi, non accettano la fine delle uscite didattiche e dei laboratori.</p>
<p>Le delegazioni di genitori ed insegnanti che verranno a Roma, chiederanno, dati alla mano, la conferma dei modelli orari e didattici che la legge 169 e la legge finanziaria vogliono distruggere con i loro tagli.</p>
<p><span id="more-2247"></span></p>
<p>Invitiamo tutte e tutti a mandare delegazioni a Roma sabato 21 marzo in modo da rappresentare la grande battaglia per la scuola di tutti e di ciascuno.<br />
Ci attiveremo immediatamente per portare alla ministra i frutti della campagna iscrizione e chiederemo un incontro per quella data. Invitiamo le altre delegazioni a fare altrettanto, in modo che sabato 21 marzo, anche dentro il ministero, si possano sentire le voci e vedere le carte che vengono dalle scuole italiane e si conoscano i dati reali della bocciatura della riforma.<br />
Contemporaneamente, in alcune città italiane, come a Bologna il giorno prima, altre manifestazioni si incontreranno idealmente con le delegazioni che si troveranno in Viale Trastevere. Saremo ancora una volta insieme, per difendere la scuola pubblica di qualità, la scuola della Repubblica nata dalla resistenza.<br />
L&#8217;assemblea genitori insegnanti delle scuole di Bologna e provincia</p>
<p>(Per comunicazioni immediate scrivere a 62elena@tiscali.it o comunicate direttamente nella <a href="http://www.retescuole.net/" target="_blank">home page di retescuole</a> per annunciare la vostra partecipazione.</p>
<p>Seguiranno a breve comunicazioni per dettagli tecnici ed orari )
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Bologna modelli raccolti 17.700</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 00:58:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
Terminato il periodo della iscrizioni risulta evidente come i genitori italiani, praticamente all&#8217;unanimità hanno rifiutato la scuola del tempo breve della Gelmini. Nonostante il grande sforzo mediatico, l’operazione “nostalgia” del maestro unico e dei grembiulini è fallita: tutti hanno capito che si tratta solo di tagli, senza nessun progetto se non quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2220" title="bologna_torri-garisenda-asinelli2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/bologna_torri-garisenda-asinelli2-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli2" width="100" height="100" />ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Terminato il periodo della iscrizioni</strong> risulta evidente come <strong>i genitori italiani, praticamente all&#8217;unanimità hanno rifiutato la scuola del tempo breve della Gelmini.</strong> Nonostante il grande sforzo mediatico, l’operazione “nostalgia” del maestro unico e dei grembiulini è fallita: tutti hanno capito che si tratta solo di tagli, senza nessun progetto se non quello di smantellare la scuola pubblica della Costituzione.<br />
Inoltre in tutta Italia decine di migliaia di genitori hanno anche compilato e fatto protocollare alle scuole un modello integrativo di iscrizione e riconferma, esprimendo la forte volontà di mantenere una scuola di qualità: tempo, compresenze, competenze, corresponsabilità degli insegnanti, uscite didattiche, strumenti per affrontare difficoltà e disagi.<br />
A Bologna i modelli raccolti sono ormai 17.700.
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>&#8220;Scuole in bancarotta&#8221; non ci sono nemmeno i soldi per gli insegnanti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 18:07:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2217" title="logofuturoscuola-l3" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l3-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l3" width="100" height="100" />Riffe per lo stipendio ai supplenti I presidi: &#8220;Scuole in bancarotta&#8221;</p>
<p>aiuto In principio era il sapone per il bagno, i fazzoletti di carta per il raffreddore, i bicchierini di plastica per bere, le risme di fogli (anche usati) per disegnare. Poi si è allargato il tiro alle fotocopie, si sono cercati «genitori volontari» per rimediare tovaglie nuove per la mensa, mamme di buoncuore per i lavaggi settimanali e mensili dell&#8217;arredo scolastico. Adesso alle famiglie tocca pagare pure i supplenti. Le scuole sono al collasso. Soldi in arrivo non se ne vedono e i dirigenti scolastici per pagare i precari sono costretti a utilizzare il fondo cassa del proprio istituto. Soldi destinati ad altre attività, come quelli per le gite, per bandi e progetti per migliorare la didattica, ma anche soldi raccolti attraverso lotterie scolastiche, mercatini di Natale, vendita di uova di Pasqua. Tutto per far fronte a quella voragine, creata dai crediti mai saldati dal ministero dal 2006 e che va sotto la voce di «supplenze», appunto. L&#8217;appello per le scuole in bancarotta è stato lanciato anche dalla Cisl lombardia che qualche giorno fa ha chiesto al direttore regionale Anna Maria Dominici un incontro per cercare una soluzione.</p>
<p><span id="more-2216"></span><br />
Ammanchi fino a 500mila euro<br />
«A cinque mesi dalla chiusura delle scuole mancano i finanziamenti necessari per pagare i supplenti e ora sono a rischio anche i pagamenti dei commissari per gli esami di Stato &#8211; spiega il coordinatore regionale dei dirigenti scolastici, Giuseppe Biati -. Le scuole sono al tracollo e molti istituti bancari con i quali avevano stipulato accordi, non rinnovano le convenzioni. Chi ha pochi crediti arriva fino a 90mila euro. Così i soldi del fondo d&#8217;Istituto, quelli destinati alle attività extrascolastiche e quelli che i genitori versano per le gite, per il diritto allo studio o che raccolgono attraverso lotterie e mercatini finiscono nel calderone delle supplenze. Le scuole sono costrette a tassare le famiglie per andare avanti, a esigere contributi volontari per pagare l&#8217;Enel o la carta igienica. Ma la coperta è sempre troppo corta».<br />
Non si parla di bruscolini, ma di medie che si aggirano attorno ai centomila euro per scuola con punte di 500mila.<br />
«Il problema è drammatico &#8211; conferma Anna Sandi, dirigente dell&#8217;Istituto comprensivo di via Vespri Siciliani, 800 alunni distribuiti su due elementari e una materna -. Ho un cumulo di crediti che supera i 130mila euro. Sto dando fondo alla cassa per pagare i supplenti, ma così non riusciamo ad andare avanti. Cosa faccio? Non uso più le compresenze per fini didattici, ma solo per supplire agli assenti e quando manca un insegnante sono costretta a dividere i bambini su varie classi, anche se questo non si potrebbe fare. Una volta ho riunito tre classi in palestra, tutti a vedere un film». Il problema è sentito di più per le materne e elementari perché con i bambini piccoli la necessità di controllo è maggiore. «Non posso lasciare bambini di 5 anni incustoditi &#8211; continua la preside -. Ma non posso neppure chiamare un supplente e dirgli che lo pagherò fra tre anni. Esiste anche il sacrosanto diritto alla retribuzione. Se non verremo aiutati saremo costretti a prendere misure estreme, anche sospendere il servizio».<br />
Pagano i genitori<br />
Altra scuola, altra voragine: al comprensivo di via Scialoia 700 studenti per due materne, una scuola primaria e una media il «buco» ha raggiunto i 180mila euro. Racconta la dirigente Ida Morello: «Per la scuola primaria chiamo il supplente solo se l&#8217;assenza è superiore ai cinque giorni, per le medie solo se è oltre ai 15. Prima di acquistare qualcosa ci pensiamo dieci volte. Il tutto a scapito dell&#8217;offerta formativa, è ovvio. I pc sono vecchissimi, ma non possiamo cambiarli, per il laboratorio di musica si sono fatti avanti i genitori, che raccogliendo contributi volontari sono riusciti ad acquistare qualche strumento musicale. Ma noi siamo in una zona ad alto processo migratorio, dove le famiglie fanno fatica anche a sborsare contributi minimi. E poi questa è la scuola dell&#8217;obbligo non si può farla pagare alle famiglie». I genitori, per fortuna. «Perché spesso è grazie a loro &#8211; continua la preside &#8211; che si racimola qualche soldo: lotterie, vendita di libri usati, mercatini, i comitati di madri e padri si ingegnano per aiutare le casse desolatamente vuote». «Noi vantiamo un credito di 200mila euro &#8211; racconta Lorena Peccolo, dirigente all&#8217;istituto comprensivo di Vimodrone -. È una situazione imbarazzante e tragica: ogni anno dirotto tutto il fondo di istituto per pagare i supplenti. Quando i soldi non ci sono taglio. Un esempio? Non pago la mensa per i docenti dal 2002. Così a mia volta ho accumulato un debito nei confronti del Comune di oltre 30mila euro. Noi siamo fortunati: l&#8217;amministrazione comunale è molto attenta alla politica scolastica e ci sovvenziona tutti i progetti di qualità e le attività extrascolastiche». E c&#8217;è chi con poche decine di migliaia di euro a credito può dirsi fortunato. È il caso di Aldo Acquati, dirigente del comprensivo Italo Calvino e presidente dell&#8217;Asam, un&#8217;associazione di categoria. «Siamo aiutati dai genitori, che racimolano sempre piccoli tesoretti». Cosa succederà ora? «Noi denunciamo da anni una situazione critica nelle scuole. Il problema è che il ministero ha azzerato i trasferimenti dei fondi negli istituti, e questi non sono più in grado di fare bilanci. Dal prossimo anno saremo al paradosso. Perché con i tagli di organici i primi a essere fatti fuori saranno i precari, quelli che fanno le supplenze annuali. Si dovrà ricorrere a quelle brevi, ma per queste non ci sono soldi. Un circolo vizioso, senza uscite».<br />
di Alessandra Pasotti</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=333226" target="_blank">ilgiornale.it</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
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