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	<title>FUTUROSCUOLA &#187; scolastico</title>
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		<title>ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA Sintesi assemblea del 17 aprile.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 18:12:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
Sintesi assemblea del 17 aprile.

ORGANICI

Da molte scuole abbiamo avuto notizie del taglio di organico operato sulla scuola elementare: la situazione è pesante, la media è un taglio di circa 2 insegnanti per Istitito Comprensivo o Circolo (tranne i pochissimi con solo tempo pieno e non modulo).
Nei prossimi giorni tutte le scuole avranno dati ufficiali.
Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2529" title="bologna_torri-garisenda-asinelli1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/bologna_torri-garisenda-asinelli1-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli1" width="100" height="100" />ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</strong></p>
<p style="text-align: center;">Sintesi assemblea del 17 aprile.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>ORGANICI</strong></li>
</ul>
<p>Da molte scuole abbiamo avuto notizie del taglio di organico operato sulla scuola elementare: la situazione è pesante, la media è un taglio di circa 2 insegnanti per Istitito Comprensivo o Circolo (tranne i pochissimi con solo tempo pieno e non modulo).</p>
<p><strong>Nei prossimi giorni tutte le scuole avranno dati ufficiali.</strong></p>
<p>Ci è sembrato che le assegnazioni, secondo le indicazioni della circolare sugli organici, abbiano avuto più o meno questi criteri</p>
<p>2 insegnanti per classe sui tempi pieni storici-già esistenti (dalla prima alla quinta) &#8211; con l&#8217;incognita dell&#8217;utilizzo delle compresenze,</p>
<p>insegnanti per circa 30 ore ai moduli dalla seconda alla quinta (contro le richieste di 33 ore),</p>
<p>e insegnanti per circa 27 ore a tutte le prime, sia se richieste a modulo, che a tempo pieno se di nuova formazione (contro le richieste a 30 ore del modulo e le richieste di tempo pieno nuove).</p>
<p>Le assegnazioni di organico NON hanno garantito il tempo scuola richiesto dai genitori.</p>
<p><span id="more-2530"></span></p>
<p>In alcune scuole i Dirigenti già cercano collaborazione per trovare soluzioni orarie e organizzative, in quella situazione di organico insufficiente.</p>
<p>La posizione condivisa dall&#8217;assemblea può essere così sintetizzata:</p>
<p>dove è stato assegnato un organico tagliato, rispetto alle richieste dei genitori e delle scuole, <span style="text-decoration: underline;">qualsiasi aggiustamento porterà un grosso danno</span>, nel modulo per la forzata riduzione del tempo scuola, e nel tempo pieno per la eventuale sparizione delle compresenze;</p>
<p>è necessario continuare a difendere le compresenze del tempo pieno contro le ipotesi di utilizzarle per garantire il tempo scuola richiesto nei tempi pieni nuovi o nei moduli, perchè questo porterebbe immediatamente alla <span style="text-decoration: underline;">scomparsa del modello di scuola a tempo pieno:</span></p>
<p>le scuole si trovano in una situazione comunque insostenibile: <span style="text-decoration: underline;">non può essere accettabile nessuna soluzione di aggiustamento e accettazione del taglio</span> ed è quindi indispensabile che alle scuole venga restituito l&#8217;organico tagliato.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">E&#8217; necessario che nelle scuole si organizzino iniziative finalizzate alla richiesta di ritiro del taglio:</span></p>
<p><strong>a partire da</strong></p>
<p>- assemblee o altre iniziative per informare genitori ed insegnanti del taglio e delle sue conseguenze distruttive,</p>
<p>- discussioni nelle riunioni degli organi collegiali (collegi docenti, consigli di istituto/circolo, altre&#8230;), fino a produrre mozioni/delibere per NON adottare nessuna delle soluzioni orarie e organizzative possibili, perchè comunque distruttive e di divisione, MA per organizzare azioni volte alla richiesta dell&#8217;organico mancante,</p>
<p><strong>per arrivare a</strong></p>
<p>- scrivere lettere all&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale, come genitori, insegnanti e genitori, Consigli di Istituti/Circolo, Collegi Docenti</p>
<p>- organizzare delegazioni di genitori/insegnanti/consigli di Istituto-Circolo &#8230; presso l&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale scuola per scuola, in modo da mettere in atto nel mese di maggio una vera a propria staffetta di scuole, che non accettando il taglio pretendono l&#8217;organico mancante</p>
<p>- rivendicare con tutte le modalità possibili la volontà delle famiglie, ribadita anche con la campagna dei modelli integrativi</p>
<p>- mantenere l&#8217;unità fra genitori ed insegnanti delle classi avviate e di quelle di nuova formazione (che per funzionare con l&#8217;orario richiesto dalle famiglie dovrebbero drenare risorse dalle altre classi), rifiutandosi di fare ricadere all&#8217;interno delle singole istituzioni scolastiche le contraddizioni generate dai tagli agli organici, accettando e subendo soluzioni distruttive per gli uni o per gli altri</p>
<p><strong>e infine</strong></p>
<p>in una prossima assemblea delle scuole di tutta la provincia (ipoteticamente ven. 8 maggio??) si dovrà pensare coMe unificare le lotte delle singole scuole in una iniziativa comune che dia forza a tutte.</p>
<p>In questa fase è importante sapere ed informare soprattutto i Dirigenti Scolastici</p>
<p>- che la Conferenza Metropolitana dei Sindaci del territorio bolognese volta a chiedere al Ministero tutti gli insegnanti mancanti nel nostro territorio (vedi allegata piattaforma);</p>
<p>- che  sono stati depositati ricorsi legali, sia da parte di genitori ed insegnanti, sia di sindacati, sia di Regioni, contro la circolare sulle iscrizioni, volti ad ottenere presso i Tar la sospensiva dei provvedimenti illeggittimamente attuati</p>
<p>- esiste ancora, pur se ampiamente decurtato, un &#8220;organico di fatto&#8221; al quale attingere per ottenere integrazioni ed occorre che tutte le realtà che hanno subito tagli insistano per avere l&#8217;integrazione di quanto non ottenuto, proprio per tentare di ottenere in organico di fatto quanto mancante in organico di diritto (occorre che  le richieste siano &#8220;a tappeto&#8221;) per costringere il Ministero ad annullare nella pratica i tagli.</p>
<p>Ancora, come Assemblea della Scuole, abbiamo scritto una lettera alla ASABO, l&#8217;associazione dei Dirigenti Scolastici Bolognesi, per chiedere loro un incontro, finalizzato ad unire le forze nella richieste di ritiro dei tagli, nel tentativo di dissuaderli dall&#8217;adottare rapidamente soluzioni di aggiustamento (allegata).</p>
<p>NOTA. Possiamo mettere a disposizione di chi organizza assemblee informative, alcune copie del video &#8220;La scuola coi fiocchi&#8221;: contattare Stefano Mazza  <a href="mailto:12stefano@gmail.com">12stefano@gmail.com</a>.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>A LIVELLO NAZIONALE</strong></li>
</ul>
<p>In tante altre città italiane, genitori ed insegnanti si trovano confrontati con lo stesso colpo del taglio di organico, non in tutte le zone è stato tagliato in ugual misura, comunque ovunque si ragiona sulle iniziative da mettere in campo ora, circa allo stesso modo che da noi.</p>
<p>Le pressioni che si faranno prima scuola per scuola, poi insieme come scuole della stessa provincia, dovrebbero infine confluire in una grossa iniziativa nazionale a Roma.</p>
<p>I comitati della capitale stanno ragionando sulla possibilità di organizzare un evento spettacolare in una piazza romana, chiamando poi tutte le scuole delle altre città ad unirvisi. Siamo in attesa di una conferma della possibilità e della data, per organizzare la partecipazione delle scuole bolognesi.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>ADOZIONE LIBRI DI TESTO</strong></li>
</ul>
<p>E&#8217; ormai urgente confrontarsi con questo passaggio.</p>
<p>La Circolare &#8230; impone che l&#8217;adozione del libro di testo resti immutata per quella stessa classe per 5 anni alla scuola elementare, per 6 anni alla scuola media (dove però le adozioni sono già state fatte, poichè scadevano nei giorni scorsi) indipendentemente dal fatto che sarà utilizzato di anno in anno da insegnanti diversi. Questo è un evidente attacco alla libertà di insegnamento, pertanto in molte scuole si ragiona sulle varie possibilità di opposizione (vedi mozione IC 7 allegata).</p>
<p>Ne abbiamo parlato un poco all&#8217;ultima assemblea, e sono emerse queste proposte concrete di opposizione.</p>
<p>L&#8217;ADOZIONE ALTERNATIVA offre la possibilità di adottare testi solo per un anno, perchè fa capo ad altra normativa che la regola. Già alcuni collegi (primo quello IC &#8230; all&#8217;unanimità, l&#8217;IC Croce di Casalecchio) si sono espressi per questa soluzione.</p>
<p>L&#8217;adozione alternativa &#8220;classica&#8221; prevede che si scelga di acquistare diversi testi di narrativa per l&#8217;infanzia, al posto del libro di lettura uguale per tutti, o monografie tematiche su argomenti vari di varie discipline, anziche adottare un sussidiario uguale per tutti.</p>
<p>Ma oltre questa possibilità, accordandosi con i rappresentanti delle case editrici, è possibile acquistare da loro un libro di lettura e un sussidiario uguale per tutti gli alunni, ma presentando al collegio la proposta come adozione alternativa.</p>
<p>Chiedo agli insegnanti che hanno a disposizione già &#8220;delibere tipo&#8221; da utilizzare per le adozioni alternative di inviarmele, in modo che io possa farle girare come esempi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Attenzione: nota di carattere normativo.</span></strong></p>
<p>Quasi sempre gli esempi di adozione alternativa che si trovano &#8220;in archivio&#8221; sono sorretti da poderosi &#8220;progetti&#8221;: questo perché fino al 1999 l&#8217;adozione alternativa era sì possibile (ai sensi dell&#8217;art. 7 del Dl 297/94, &#8220;Testo unico&#8221;), ma  solo sotto forma di &#8220;sperimentazione&#8221; e dunque solo dopo aver seguito una complessa procedura preventiva e autorizzativa ed anche, a posteriori, &#8220;rendicontiva&#8221; (articoli  276-277-278 dello stesso Dl 297/94).</p>
<p>Il Dpr 275 dell&#8217;8 marzo 1999 (cioè il &#8220;Regolamento sull&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche&#8221;, che dà attuazione a quanto già di principio stabilito dal Dl 297/94, cioè l&#8217;autonomia didattica ed organizzativa degli istituti scolastici) da un lato conferma la possibilità dell&#8217;adozione alternativa (art. 4 comma 5), dall&#8217;altro la libera di quelle complesse procedure (abrogandole seccamente con l&#8217;art.17).</p>
<p>Riassumendo: l&#8217;adozione alternativa da parte del &#8220;team&#8221;, se non contrasta con il Pof, è possibile e va motivata semplicemente ed il Collegio Docenti è sovrano nell&#8217;approvarla o meno, sulla base dell&#8217;art 4 comma 5 del DL 275 del 99, &#8220;Regolamento sull&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche&#8221;.</p>
<p>Elena.</p>
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		<title>Ennesimo dietrofront della Gelmini, Ammissione maturità, basta media del 6.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 16:39:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Maturità, verso uno slittamento della norma Gelmini su ammissioni
QUEST&#8217;ANNO si potrà sostenere la maturità anche con qualche 5. Ma dal 2010 occorrerà avere tutti 6, condotta compresa. E&#8217; ormai questo l&#8217;orientamento dei tecnici ministeriali sulle regole relative all&#8217;ammissione agli esami di stato 2009. Sulla vicenda che tiene col fiato sospeso 300 mila studenti dell&#8217;ultimo anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2499" title="untitled2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/untitled2.bmp" alt="untitled2" />Maturità, verso uno slittamento della norma Gelmini su ammissioni<br />
QUEST&#8217;ANNO si potrà sostenere la maturità anche con qualche 5. Ma dal 2010 occorrerà avere tutti 6, condotta compresa. E&#8217; ormai questo l&#8217;orientamento dei tecnici ministeriali sulle regole relative all&#8217;ammissione agli esami di stato 2009. Sulla vicenda che tiene col fiato sospeso 300 mila studenti dell&#8217;ultimo anno si aspetta soltanto l&#8217;ufficializzazione da parte del ministero dell&#8217;Istruzione che dovrebbe arrivare a breve.</p>
<p><span id="more-2498"></span><br />
Qualche giorno fa, Repubblica ha denunciato la confusione che regna in questo momento sull&#8217;accesso agli esami di stato. Ammissione secondo le regole stabilite nel 2007 dall&#8217;allora ministro dell&#8217;Istruzione, Giuseppe Fioroni, che dovrebbero entrare in vigore proprio quest&#8217;anno, o in base al Regolamento-Gelmini in via di approvazione? La confusione è generata dal fatto che, a meno di due mesi dalla conclusione dell&#8217;anno scolastico, il ministro Mariastella Gelmini ha dato per certo che &#8220;con un solo 5 non sarebbe stato impossibile sostenere gli esami&#8221; ma il provvedimento non è pronto e rischia di arrivare a pochi giorni dagli esami.</p>
<p>La norma sta ancora effettuando l&#8217;iter formale: in questo momento è al consiglio di Stato per il prescritto parere, poi dovrà passare nuovamente dal consiglio dei Ministri ed essere infine firmato dal presidente della Repubblica.</p>
<p>I tecnici del ministero dell&#8217;Istruzione sanno che un provvedimento in extremis determinerebbe da parte di coloro che verrebbero eventualmente esclusi dalla maturità per via delle regole nuove, una valanga di ricorsi. Per questa ragione viale Trastevere sarebbe disposto ad un piccolo passo indietro. Con le nuove regole, introdotte dal ministro Gelmini ma non ancora vigenti, potranno accedere alla maturità soltanto coloro che hanno almeno 6 decimi in tutte le discipline. La legge introdotta dal ministro Fioroni due anni fa e in vigore da quest&#8217;anno prevede invece che l&#8217;ammissione scatta con la media del sei. E siccome alla media concorrono anche il voto di condotta e quello di Educazione fisica si potrà essere ammessi agli esami anche con diversi 5 e qualche 4.</p>
<p>&#8220;Il rinvio al prossimo anno delle nuove regole &#8211; spiega Francesco Scrima della Cisl scuola &#8211; mi sembra, se confermata, una decisione di buon senso. Al contrario si metterebbe in moto un enorme contenzioso&#8221;. Su 434 mila ragazzi che frequentano l&#8217;ultimo anno delle scuole superiori, 300 mila hanno riportato a fine gennaio almeno una insufficienza. Parecchi nel secondo quadrimestre recupereranno ma si stima che almeno in 100 mila potrebbero arrivare allo scrutinio finale con ancora qualche insufficienza. La formula pensata dal ministro Gelmini impedirebbe a parecchi di loro di arrivare agli esami, con la formula Fioroni il via libera scatterebbe per la maggior parte di loro.</p>
<p>I tecnici del ministero pronti a rinviare al prossimo anno scolastico<br />
la decisione di ammettere all&#8217;esame solo coloro che hanno 6 in tutte le materie<br />
Maturità, verso uno slittamento<br />
della norma Gelmini su ammissioni<br />
di SALVO INTRAVAIA</p>
<p>(7 aprile 2009)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/scuola_e_universita/servizi/esami-maturita/esami-maturita/esami-maturita.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 15:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3
di Claudio Cereda
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire
Il regolamento, come già fu per la riforma Moratti si concreta in tre allegati che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2507" title="gelmini-forbice" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/gelmini-forbice-100x100.jpg" alt="gelmini-forbice" width="100" height="100" />Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3<br />
di Claudio Cereda<br />
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.<br />
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire<br />
Il regolamento, come già fu per la riforma Moratti si concreta in tre allegati che si conoscono solo in parte.</p>
<p><strong>L’allegato A corrisponde al Profilo Educativo Culturale e Professionale (PECUP)</strong>. Si tratta di cose importanti per costruire l’identità della scuola ma che corrispondono bene o male a principi su cui c’è poco da discutere e si tratta di appropriarsene sul piano culturale.<br />
Segnalo in particolare il paragrafo dedicato agli strumenti organizzativi e metodologici: in una cartella vengono condensati principi, metodi ed obiettivi.</p>
<p><span id="more-2506"></span><br />
Tutto l’allegato A dovrà essere assimilato nella cultura di sfondo degli Istituti Tecnici e diventare il retropensiero dei POF. E’ importante sottolinearlo perché decenni di mancate riforme hanno permeato le scuole superiori di una cultura che tende a ignorare questi aspetti: che cittadino vogliamo? Che perito vogliamo? Attraverso quali metodologie operiamo?</p>
<p><strong>Gli allegati B e C definiscono finalità e quadri orari dei diversi indirizzi.</strong> Ci sono le materie, le ore distinte tra i due settori (economico e tecnologico) e, per ciascuno di essi, una ulteriore suddivisione tra le ore degli insegnamenti generali (comuni a tutti) e gli insegnamenti obbligatori dei diversi indirizzi e sub indirizzi.<br />
Esemplifico con un ITIS informatico (Informatica e Telecomunicazioni) per dare un’idea della struttura.</p>
<p><strong>Area comune a tutti i tecnologici in ore settimanali per anno</strong><br />
Italiano 4&#215;5anni; Inglese 3&#215;5anni, Storia 2&#215;5 anni, Matematica 4&#215;2 + 3&#215;3, Diritto ed Economia 2&#215;2; Scienze integrate (della terra e biologia) 2&#215;2; Scienze Motorie e Sportive 2&#215;5; Religione o attività alternative 1&#215;5<br />
Il totale fa 660 ore nel biennio e 495 nel triennio delle 1056 complessive (32 ore per 33 settimane).</p>
<p><strong>Area di indirizzo per tutti i tecnologici (tra parentesi le ore di laboratorio)</strong><br />
Scienze integrate (fisica) 3(2)x2; scienze integrate (chimica) 3(2)x2; tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica 3(2)x2; tecnologie informatiche 3(2)x1; scienze e tecnologie applicate 3&#215;1 (si tratta di una materia dal nome comune ma che cambierà a seconda delle materie di indirizzo del triennio; una sorta di orientamento alla specializzazione da svolgere in seconda e che potrà determinare una precanalizzazione e una diversificazione della offerta per gli ITIS con indirizzi diversi).</p>
<p><strong>Discipline comuni nel triennio di informatica e telecomunicazioni</strong><br />
Complementi di matematica 1&#215;2; Sistemi e reti 4&#215;3; Tecnologie e progettazione di sistemi informatici e di telecomunicazione 2&#215;2+4&#215;1; Gestione progetto e organizzazione di impresa 3&#215;1(in quinta)</p>
<p><strong>Articolazione di subindirizzo</strong><br />
Le materie sono due: informatica e telecomunicazioni<br />
Gli informatici fanno Informatica 6&#215;3 e telecomunicazioni 3&#215;2<br />
In telecomunicazioni si fanno Informatica 6&#215;2 e telecomunicazioni 3&#215;2 + 6&#215;1<br />
Segnalo che le tabelle con la indicazione delle ore di laboratorio del triennio sono spesso errate e pertanto non le riporto.</p>
<p><strong>Riassumendo:</strong><br />
1) In tutti gli Itis sparisce il laboratorio di matematica; compare una materia nuova (scienze integrate) articolabile in tre e qui sarà interessante vedere il margine di autonomia; ci sono le due nuove materie annuali in prima e seconda orientate alla informatica (patente europea!) e agli indirizzi successivi.<br />
2) Nel triennio c’è un rinforzo di matematica, sparisce come nome elettronica e si osserva la presenza di quattro discipline il cui peso cambia nei due sub indirizzi: due materie a base teorica (informatica e telecomunicazioni), una materia orientata al ferro (tecnologie progettazione) e una materia ponte (sistemi).<br />
Il totale fa le 32 ore settimanali e si precisa (con riferimento alla riforma Moratti che prevede insegnamenti facoltativi) un 2&#215;5 di seconda lingua.</p>
<p><strong>Confluenze</strong></p>
<p>L’allegato D contiene le tabelle di confluenza dai vecchi ai nuovi ordinamenti e con riferimento agli informatici gli indirizzi che confluiscono sono 3: elettronica e telecomunicazioni, informatica, ragioniere programmatore.<br />
Su questo punto si apre un bel problema perché far confluire i ragionieri programmatori nel tecnologico, se stiamo alle discipline previste, dovrebbe significare trasferirne i corsi presso un ITIS, oppure dire, ma non fare perché il perito informatico che viene disegnato nulla ha da spartire con il ragioniere programmatore orientato ad una cultura gestionale amministrativa.<br />
Vedremo cosa accadrà; se si punterà cioè a definire delle mission ben orientate (gli ITIS facciano il tecnologico, gli ITC di vario genere (compreso il turismo) facciano amministrazione, turismo e costruzioni) oppure se si opterà per non cambiare nulla e si confermerà la coesistenza sotto uno stesso tetto di cose che non hanno una mission comune (penso ad alcune sperimentazioni biologico ambientali di alcuni ex magistrali che dovrebbero confluire con i periti chimici, le biotecnologie e le scienze dei materiali).<br />
Questa delle confluenze è un’altra questione cruciale che sarebbe opportuno non venisse lasciata nelle mani della “concorrenza tra scuole”: per salvare le classi e le cattedre mi trasformo da un giorno all’altro in ciò che non sono mai stato (con quali laboratori? con quale cultura professionale?).</p>
<p><strong>Le cose di cui non si sa …</strong></p>
<p>Sono quelle di cui tratta l’articolo 8 del regolamento e che è opportuno che il governo emani con un buon anticipo; se possibile insieme alla versione definitiva del regolamento. Ricordo che sino a dicembre 2008 si ipotizzava di partire nel 2009/2010: missione impossibile dati i tempi ma ora bisognerebbe evitare di trovarci a dicembre 2009 nello stesso stato rispetto al 2010/2011.</p>
<p><strong>Comma 2a:</strong> il Ministero è delegato ad emanare un regolamento con gli OSA, materia per materia, declinati in termini di conoscenze, competenze e abilità.<br />
Nel regolamento per i Licei queste cose esistono già perché furono previste nel DLGS 226/05 applicativo della riforma Moratti. Per i tecnici la legge 40 di Fioroni che ha ripristinato l’istruzione tecnica richiede una nuova elaborazione che, tra l’altro (per quanto riguarda il biennio), andrà coordinata con OSA e assi culturali già emanati ma ben poco utilizzati con riferimento al regolamento per l’obbligo a 16 anni.<br />
Bisognerà riempire di contenuto dei nomi, precisare le ore di laboratorio, sciogliere alcuni nodi come quello delle Scienze Integrate (materia unica affidata ad uno stesso docente di diverse classi di concorso o materia unica insegnata da più docenti per le diverse parti) e per questo prima si arriva e meglio è per la discussione nelle scuole.</p>
<p><strong>Comma 2b:</strong> nello stesso regolamento ministeriale si dovrebbero precisare ambiti e aree in cui le scuole possano esercitare i loro spazi di flessibilità con insegnamenti opzionali obbligatori sulla base di un elenco nazionale. Qui devo dire che sono preoccupato più del come che del cosa. Le Istituzioni saranno libere e messe in grado in termini di risorse di progettare offerte diversificate o finirà come con la scelta del Capo Ufficio Tecnico e cioè ci diranno che possiamo fare solo alcune cose e se siamo in grado di autofinanziarle?</p>
<p><strong>Comma 3: </strong>dovranno essere organizzate misure di accompagnamento per l’intero corpo della scuola e varrebbe la pena di incominciare a praticare dal prossimo anno scolastico alcune delle novità a costo zero (i dipartimenti, il comitato tecnico scientifico).</p>
<p><strong>Comma 4: </strong>decreto ministeriale con le dotazioni organiche e le classi di concorso per le diverse discipline di cui agli allegati B e C e per il capo ufficio tecnico. Decreto ministeriale per la gestione della fase di andata a regime. Se si parte solo in prima cosa fa uno studente di II bocciato nell’anno successivo? Il che conferma la opportunità di compattare la fase di andata a regime. Decreto ministeriale per l’insegnamento in Inglese di una disciplina di quinta (altro terreno su cui varrebbe la pena di iniziare a sperimentare eventualmente incentivando i docenti di discipline tecnico scientifiche disponibili). Decreto ministeriale con gli indicatori per la valutazione e l’autovalutazione degli istituti riformati.</p>
<p><strong>E così abbiamo finito</strong></p>
<p>Ma rimane un auspicio: che al Ministero prevalga il coraggio sulla titubanza; che la riforma non sia gestita dalla burocrazia ministeriale che tutto digerisce e tutto omologa; che se ci si rende conto della necessità di qualche correzione legislativa la si faccia rapidamente (per esempio sulla governance) senza attendere il fallimento della riforma per mancanza di coraggio; che il Ministro Gelmini punti i piedi, quello destro verso Tremonti (per spuntare il principio che una quota del risparmio va reinvestito) e quello sinistro verso le organizzazioni sindacali (che tenderanno ad allearsi con la burocrazia e a trasformare tutto in una faccenda di posti e graduatorie); che si abbia un po’ di coraggio nel razionalizzare la baracca con la formazione di profili identitari definiti da parte delle diverse istituzioni scolastiche.<br />
Infine l’auspicio degli auspici: che si faccia davvero nel 2010 e non si ricominci con il balletto dei rinvii: Berlinguer, Moratti, Fioroni, Gelmini, Aprea, Bastico, …I miei prossimi sono 63; sono entrato a scuola (dopo il militare) che ne avevo 25: riuscirò a vedere qualche innovazione profonda?</p>
<p>Claudio Cereda</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4316" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 20:33:29 +0000</pubDate>
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Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2480" title="y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw-100x100.gif" alt="y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw" width="100" height="100" />Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti</strong></span></p>
<p>Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i due Regolamenti potranno entrare immediatamente in vigore e, tra l&#8217;altro, consentire il varo del decreto interministeriale sugli organici atteso, con la relativa circolare, nei prossimi giorni. Vediamo, a questo punto, di riepilogare in sintesi quali sono gli effetti sulla scuola pubblica.</p>
<p><strong>La riduzione del tempo scuola e dell’offerta formativa</strong><br />
Innanzi tutto con i nuovi regolamenti per la prima volta nella scuola dell’obbligo il tempo scuola arretra e si riduce anche l’offerta formativa rivolta agli adulti . Già dal prossimo anno scolastico la riduzione degli organici e delle compresenze impedirà a molte classi della scuola primaria di mantenere l’offerta formativa di trenta ore settimanali e/o di confermare i rientri pomeridiani perché non ci saranno le disponibilità di personale docente e ausiliario per coprire la mensa scolastica.<br />
Anche <strong>nella scuola secondaria di primo grado il tempo scuola arretra</strong>, tutti i modelli di tempo normale con orari superiori alle 30 ore settimanali non</p>
<p><span id="more-2479"></span>saranno più possibili e il tempo prolungato sarà pesantemente ridotto a causa dei nuovi vincoli da rispettare per autorizzarlo (garantire il funzionamento di un corso intero ed esistenza di strutture e servizi per almeno due o tre rientri pomeridiani).<br />
Nell’istruzione degli adulti per il prossimo anno scolastico si prevede un taglio di 1500 insegnanti ed una conseguente riduzione dei moduli e dei corsi la cui attivazione dovrà far riferimento non più agli iscritti ma alla serie storica degli studenti scrutinati e che hanno conseguito una certificazione relativa ai saperi previsti per l’obbligo di istruzione.<br />
<strong>Nella scuola primaria il disegno del governo di riduzione del tempo scuola è assai più radicale</strong> e punta a far diventare “tempo normale” l’articolazione oraria di 24 ore settimanali (la più coerente con il modello del maestro unico), ma dopo gli scioperi e le manifestazioni dello scorso autunno ha dovuto limitarsi a proporla e a sponsorizzarla. Con scarso successo visto che solo il 3% dei genitori ha scelto questo modello nelle iscrizioni.<br />
La riduzione del tempo scuola nella scuola di base non risponde alle esigenze di offrire a tutti maggiori opportunità di successo scolastico né alle esigenze familiari e sociali.<br />
In questi anni la diffusione del tempo pieno e prolungato e in generali di modelli scolastici con tempi lunghi e distesi ha ridotto la dispersione nella scuola di base e ha potenziato le capacità di decondizionamento sociale della scuola.</p>
<p><strong>L’imposizione del modello del maestro unico nella scuola primaria</strong><br />
Il regolamento del primo ciclo impone alla scuola primaria il modello maestro unico o prevalente a partire dalle prime classi del prossimo anno scolastico, mentre il tempo pieno (25% delle attuali classi) continuerà ad avere due docenti per classe e si potrà attivare nei limiti dell’organico assegnato (rimane confermato il numero dei posti attivati complessivamente per l’a.s. 2008/09).<br />
Le compresenze sono cancellate in tutte le classi della scuola primaria che, in questo modo, perde la principale risorsa per realizzare attività essenziali: recupero, percorsi individualizzati, attività di arricchimento, laboratori, uscite didattiche.<br />
Inoltre, la decisione di imporre il modello del maestro unico attraverso una norma generale rappresenta una palese invasione di campo dell’autonomia scolastica sulla base della quale (vedi Dpr 275/99) le decisioni circa le modalità di organizzazione didattica sono di competenza delle scuole.<br />
Vengono in questo modo eliminati tutti gli aspetti qualitativi che hanno fino ad oggi permesso alla scuola primaria italiana di conseguire risultati positivi riconosciuti in tutte le indagini internazionali: gruppo docente corresponsabile, specializzazione degli insegnanti per ambiti disciplinari, programmazione unitaria, tempi distesi, compresenze per individualizzare i percorsi e arricchire i curricoli.</p>
<p><strong>L’insegnamento solo frontale</strong><br />
Con l’eliminazione di tutte le compresenze dei docenti nella scuola primaria e la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore settimanali nella scuola secondaria di primo grado, nel primo ciclo dell’istruzione saranno possibili solo modalità di insegnamento di tipo frontale.<br />
In questo modo sparisce ogni traccia di funzionalità dell’organico dei docenti all’autonomia scolastica. L’autonomia didattica e organizzativa attribuita alle istituzioni scolastiche è una prerogativa esercitabile in presenza di una quota di risorse sufficiente a rendere più flessibile l’offerta formativa. Un monte orario delle risorse professionali assegnate in modo corrispondente al monte orario delle lezioni da impartire agli alunni riduce praticamente a zero le opportunità di flessibilità di organizzazione didattica (gruppi di recupero, classi aperte, laboratori, …) e con esse la principale potenzialità dell’autonomia scolastica per garantire il successo formativo a tutti gli studenti.<br />
L’azzeramento della contemporaneità docente e di ogni altra disponibilità oraria dei docenti comporta anche difficoltà nell’organizzazione del servizio mensa, nella realizzazione delle uscite didattiche, nella copertura delle supplenze brevi, nell’alfabetizzazione linguistica e nell’integrazione degli alunni stranieri, nelle attività alternative per chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica.</p>
<p><strong>L’indebolimento dell’insegnamento della lingua straniera</strong><br />
L’insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare sarà affidato solo agli insegnanti di classe specializzati, attualmente questo insegnamento è assicurato a tutte le classi grazie a 11.200 specialisti di lingua straniera. Gli insegnanti specialisti saranno eliminati in tre anni, 2000 dal prossimo anno scolastico, mentre gli insegnanti di classe necessari a sostituirli dovrebbero essere formati con non meglio precisati corsi triennali di formazione linguistica, di cui fino a d oggi non si sa nulla. Il regolamento per la razionalizzazione prevede però che in caso di necessita gli insegnanti di classe possano anche essere utilizzati anche solo dopo un anno di formazione. Non ci si può attendere nulla di buono per la qualità dell’insegnamento della lingua straniera da questa fretta e improvvisazione, già dal prossimo settembre gli insegnanti di classe che sostituiranno gli specialisti tagliati difficilmente avranno acquisto la competenza linguistica necessaria.<br />
Nella scuola secondaria di primo grado si prevede la possibilità che le famiglie optino per l’inglese potenziato di 5 ore settimanali a scapito della seconda lingua straniera. Una decisione non in linea con quanto accade nel resto d’Europa dove invece si punta al plurilinguismo, destinata a rendere i nostri giovani più deboli culturalmente rispetto ai loro coetanei europei e che condanna il nostro Paese ad una subalternità linguistica che non ha eguali in Europa.</p>
<p><strong>L’aumento del numero di alunni per classe</strong><br />
Aumenta il numero massimo e minimo di alunni per classe e quindi ci saranno meno classi e più affollate. Nella scuola dell’infanzia il minimo diventa di 18 e il massimo 26 elevabile a 29 in caso di iscrizioni in eccedenza, nella scuola primaria minimo 15 e massimo 26 elevabile a 27 in caso di resti, nella scuola secondaria di primo grado minimo 18 e massimo 27 elevabile a 28 in caso di resti, nella scuola secondaria superiore 27 è il numero minimo per la costituzione delle prime classi elevabile a 30 in caso di resti nella secondaria.<br />
In presenza di alunni disabili secondo il regolamento le classi non possono avere, di norma, più di 20 alunni, affermazione che, a parte l’ambiguità burocratica del “di norma”, viene ancora più affievolita dal comma successivo che sostiene che le stesse classi possono essere costituite anche in deroga al limite previsto dei 20 alunni per classe.<br />
Non è difficile immaginare le conseguenze dell’aumento del numero di alunni in classi sempre più eterogenee e multiculturali: crescita dell’insuccesso scolastico e della selezione, accentuazione dei problemi comportamentali e disciplinari. Meno insegnanti in classi più problematiche senza strumenti quali le compresenze per interventi individualizzati creano il terreno favorevole per il ritorno a forme di segregazione scolastica, le classi ponte della Lega o il ritorno delle classi differenziali.<br />
La situazione può diventare preoccupante anche sotto il profilo della sicurezza a causa delle pessime condizioni della nostra edilizia scolastica, tanto che lo stesso regolamento prevede il rinvio di un anno dell’applicazione dei nuovi parametri nelle scuole che saranno comprese in un piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica definito dal Ministero.</p>
<p><strong>La riorganizzazione della rete scolastica e la programmazione territoriale</strong><br />
Regioni ed Enti locali, intanto, hanno imposto al Governo un netto arretramento sul terreno delle competenze in merito alla rete scolastica ed alla programmazione dell’offerta formativa. Il Governo dopo aver fatto marcia indietro sul commissariamento per decreto delle Regioni, ora, nell’ultima versione del decreto, rinuncia definitivamente ad imporre loro criteri e parametri. Ogni decisione in materia è rinviata ad una intesa in Conferenza Stato Regioni da raggiungere entro il prossimo 15 giugno. Il Governo conferma l’obiettivo di conseguire dalla riorganizzazione della rete scolastica risparmi pari a 85 milioni di euro, ma l’ultima parola spetterà inevitabilmente alle Regioni, cui l’art. 117 della Costituzione attribuisce le competenze a decidere su questa materia. L’ultimo colpo ai tentativi del Governo di ingerire nelle prerogative delle Regioni è stato inferto dal pur cauto Consiglio di Stato, che ha sì dato parere favorevole, ma ha anche costretto il Governo a cambiare il testo, rilevando l’impossibilità di affidare ai dirigenti regionali dell’amministrazione statale la ripartizione degli organici (sulla materia si è espressa la Corte costituzionale con la sentenza n. 13/2004). Si tratta di cambiamenti importanti, soprattutto perché evidenziano la possibilità di una via alla razionalizzazione alternativa ai tagli imposti dall’alto. Regioni ed Enti Locali, una volta in possesso delle leve della programmazione dell’offerta formativa, sono infatti i soggetti più idonei e motivati a mettere in atto interventi per riorganizzare rete e risorse e per reinvestire nel sistema scolastico. Se, invece, le Regioni nell’intesa con il Governo accettassero criteri e parametri che il Governo ha tentato di imporre loro nelle precedenti versioni del regolamento verrebbero chiuse oltre 1000 piccole scuole in particolare nei comuni minori.</p>
<p><strong>Dall’approvazione all’attuazione</strong></p>
<p>L’attuazione di questi due regolamenti disastrosi per la scuola pubblica sarà tutt’altro che semplice. Già in passato (vedi ad es. riforma Moratti) si è verificato uno scarto tra l&#8217;approvazione delle norme e la loro concreta attuazione. Occorre tener presente che i provvedimenti Gelmini incontrano notevoli resistenze nel mondo della scuola, tra i genitori e gli insegnanti, e in buona parte dell&#8217;opposizione politica e delle organizzazioni sindacali. Come non ricordare inoltre che il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione si è espresso negativamente o che i genitori hanno scelto compattamente nelle iscrizioni i modelli scolastici che il Ministro intende eliminare?<br />
Non solo, ma Regioni ed Enti Locali hanno espresso parere sfavorevole sul regolamento sulla scuola dell’infanzia e il primo ciclo ed hanno difeso le loro prerogative sulla rete scolastica. Per questo diciamo che non sarà facile, né indolore sul piano del consenso politico, portare a termine un&#8217;operazione di attacco alla scuola pubblica e di riduzione della sua offerta formativa così pesante.</p>
<p>Come se niente fosse intanto la Gelmini continua imperterrita a sostenere che le richieste delle famiglie sono state accolte e che il tempo pieno avrà un’espansione (addirittura!) del 30% rispetto alle classi esistenti (vedi le recenti dichiarazioni a Porta a porta). I tagli previsti smentiscono clamorosamente queste affermazioni. Non solo non si verifica alcuna espansione del tempo pieno nel Meridione, ove pure ce ne sarebbe bisogno, ma perfino in Lombardia si prospetta una riduzione delle classi a TP. Ad ogni modo, come abbiamo sempre sostenuto, la questione si chiarirà definitivamente e senza ombra di dubbio allorché saranno assegnati gli organici docenti alle scuole. Questa continua a rimanere la vera cartina di tornasole della “riforma” (o controriforma) in atto.<br />
La difesa delle risorse professionali necessarie a garantire una scuola di qualità continua a rimanere la linea del Piave sulla quale attestarsi, per il movimento dei genitori e insegnanti e le forze politiche e sociali di opposizione.</p>
<p>Fabrizio Dacrema e Gianni Gandola</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4285" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Longhena: ufficiale la contestazione dell&#8217;USP nei confronti dei docenti</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 17:10:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riflessioni: ancora sull’ispezione
In data 28 marzo 2009, i 27 insegnanti di Longhena che sono stati sottoposti ad ispezione da parte del MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca), diretta dal Dott. Lelli, hanno ricevuto una lettera riguardante le contestazioni che l’USP (Ufficio Scolastico Provinciale) muove agli insegnanti, riguardo i criteri di valutazione utilizzati nelle pagelle del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2446" title="semplicemente-longhena" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/semplicemente-longhena.bmp" alt="semplicemente-longhena" width="209" height="38" />Riflessioni: ancora sull’ispezione</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>In data 28 marzo 2009, i 27 insegnanti di Longhena</strong></span> che sono stati sottoposti ad ispezione da parte del MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca), diretta dal Dott. Lelli, <span style="font-size: medium;"><strong>hanno ricevuto una lettera riguardante le contestazioni che l’USP</strong></span> (Ufficio Scolastico Provinciale) muove agli insegnanti, <span style="font-size: medium;"><strong>riguardo i criteri di valutazione utilizzati nelle pagelle del primo quadrimestre.</strong></span><br />
Di seguito alcune riflessioni, che sottopongo al CGSL, pur sottolineando il carattere puramente informale delle mie considerazioni, non avendo alcuna competenza giuridica per valutare lo stato dei fatti, anzi rimandando a chi di dovere aspetti tecnici e valutazioni competenti.<br />
Ritengo ancora una volta necessario evidenziare due questioni fondamentali.<br />
Una, riguardante la solidarietà, in altre occasioni espressa, verso il corpo docente tutto della scuola, in special modo verso gli insegnanti che non si sono sentiti in scienza e coscienza di applicare il criterio della valutazione numerica, in virtù dell’assenza di specifiche competenze verso tale criterio. E questo, ovvio, non per incapacità, bensì per mancanza di informazioni e tempi per operare una valutazione così delicata e importante, che, quella sì, avrebbe creato confusione e disagio,</p>
<p><span id="more-2445"></span> sia nei bambini, che nelle famiglie. Ritengo, ancora una volta, che la procedura utilizzata nella valutazione degli alunni per il primo quadrimestre sia coerente con le modalità di insegnamento, sia stata chiaramente esplicitata alle famiglie, le quali hanno pienamente compreso le motivazioni ed accettato, firmandole, le pagelle consegnate dagli insegnanti. Proprio basandomi sulla conoscenza degli insegnanti, conoscenza diretta delle maestre di mia figlia, conoscenza indiretta degli insegnanti durante le riunioni di interclasse degli ultimi quattro anni, in occasione dell’organizzazione della festa di fine a.s. dello scorso anno, in occasione della serata del 15 ottobre 2008 (una notte per la scuola). Posso, in tutta sincerità, affermare che sono validissimi insegnanti, che si prendono estrema cura dei lori piccoli alunni, dando loro tempo e spazio per esprimere emozioni, oltre che insegnare con gioia e serenità ambiti disciplinari di cui sono estremamente competenti. Vorrei solo fare un piccolo esempio di una recente verifica che mia figlia mi ha raccontato. La verifica riguardava le scienze, in specifico gli anfibi. Mia figlia ha costruito una storia tra la mamma rana e il suo piccolo. Nei dialoghi tra i due ha spiegato le caratteristiche fisiche e biologiche, l’ambiente in cui vivono, come si riproducono gli infibi. Insomma, con l’utilizzo di strumenti letterali ha esposto le sue competenze scientifiche. E, ne sono certa, mia figlia non è un’eccezione. Questo esempio, ma potremmo tutti farne mille altri, per sottolineare che si può (si dovrebbe) imparare divertendosi, sviluppando tecniche diverse dalle “ministeriali”. E’ un po’ il contrario di quello che accadeva ai miei tempi, quando mi sentivo dire che ero “andata fuori tema”, magari semplicemente perché avevo affrontato l’argomento in modo insolito. Penso che questo sia accaduto a tanti di noi, quarantenni (e anche un po’ oltre), che hanno avuto il “piacere” di conoscere il maestro unico, con tempi e qualità di scuola estremamante ridotti.<br />
L’altra questione è duplice, legata alla figura del Dirigente Scolastico. Ritengo, anche per esperienza professionale, che un buon dirigente debba sempre sostenere i suoli collaboratori verso l’esterno. Se non altro per coerenza professionale. Attribuire alla scuola Longhena appellativi di “anarchia”, “carnevalismo”, solo per citarne alcuni, mi sembra sostenere l’incompleta capacità dirigenziale.<br />
Per quanto riguarda il rapporto dirigenza-genitori, sono ancora una volta a sottolineare l’aticipità della situazione. Come genitori siamo impossibilitati a stabilire un confronto con la dirigente, che ha fin’ora respinto ogni richiesta d’incontro da parte nostra, volta a consentire un corretto rapporto tra dirigente e genitori. Questo è estremamente grave, in quanto lesivo della democrazia e del rapporto di partecipazione scuola-famiglia, oltre ad andare in direzione opposta con quanto asserito sia nel regolamento d’istituto che nella proposta formativa della scuola. Dal punto di vista puramente formale anche questo è segno di aberrazione e di discutibile conduzione dirigenziale.<br />
Dal punto di vista sostanziale la dirigente, oltre a negarsi nelle richieste d’incontro avanzate dai genitori, ha offeso pubblicamente i genitori, con le dichiarazione rilasciate a vari quotidiani.<br />
Per questo motivo ritengo necessario, da parte dei genitori tutti, esprimere il pieno dissenso verso la gestione fin qui condotta da parte della dirigente, la quale ha creato un clima di incertezza e ansia nei genitori, oltre che negli insegnanti, in contrasto con il clima di partecipazione e sintonia generale che ha sempre caratterizzato la vita della scuola. In ultimo, ritengo necessario, da parte dei genitori tutti, la richiesta di scuse formali che la dirigente deve ai genitori, per averli apostrofati come anarchici, carnevaleschi, incompetenti, irresponsabili, che affidano i propri figli ad insegnanti non qualificati. Io non mi sento nulla di tutto questo. Al contrario, sono estremamente orgogliosa, come persona e come genitore, di far parte della scuola Longhena, di avere l’onore di poter affidare i miei figli agli insegnanti della scuola Longhena, certa che, con il loro aiuto, diventeranno cittadini consapevoli di un paese che forse non li meriterà.</p>
<p>Anna Maria Angradi</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolalonghena.org/semplicemente/">SemplicementeLonghena</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Accorpamento delle scuole, un altro fallimento della Gelmini</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/accorpamento-delle-scuole-un-altro-fallimento-della-gelmini/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 18:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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L&#8217;assessore del Piemonte: &#8220;Non prevediamo gli effetti delle riforme. Meglio attendere&#8221;
Scuole con meno di 500 studenti
Così è fallita l&#8217;operazione-tagli
Scuole con meno di 500 studenti Così è fallita l&#8217;operazione-tagli
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2368" title="gelmini-cogestione" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini-cogestione-100x100.jpg" alt="gelmini-cogestione" width="100" height="100" />Dal ministero previsti 2.500 accorpamenti, ma le Regioni ne fanno meno del 10%<br />
L&#8217;assessore del Piemonte: &#8220;Non prevediamo gli effetti delle riforme. Meglio attendere&#8221;<br />
Scuole con meno di 500 studenti<br />
Così è fallita l&#8217;operazione-tagli<br />
Scuole con meno di 500 studenti Così è fallita l&#8217;operazione-tagli<br />
ROMA &#8211; Respinti, almeno per il momento, i diktat del governo sulla razionalizzazione della rete scolastica. A fronte di oltre 2.500 istituzioni scolastiche con meno di 500 alunni (considerate sottodimensionate) le regioni ne hanno tagliate soltanto 240: 14 su cento, considerate le scuole che possono sfruttare la deroga fino a 300 alunni. Le 240 scuole in meno scaturiscono dalla differenza fra 320 istituzioni soppresse e 80 centri per l&#8217;educazione degli adulti di nuova istituzione. La situazione, regione per regione, è trapelata dalle stanze del ministero alcuni giorni fa e ridimensiona i propositi dell&#8217;esecutivo di tagliare più scuole e plessi possibile.</p>
<p><span id="more-2367"></span>In Piemonte, per esempio, sono otto le istituzioni scolastiche accorpate anche se quelle sottodimensionate sono molte di più. Ma perché le regioni continuano a tenere in vita istituzioni che secondo la norma dovrebbero perdere l&#8217;autonomia scolastica? &#8220;Abbiamo preferito attendere&#8221;, spiega l&#8217;assessore alla Pubblica istruzione, Giovanna Pentenero. &#8220;Ancora &#8211; aggiunge &#8211; la riforma della scuola secondaria di secondo grado deve partire e non sappiamo neppure quale sarà l&#8217;impatto della riforma sulla scuola primaria e sulla secondaria di primo grado&#8221;. In base a un decreto del 1998 le scuole dovrebbero mantenere un numero di alunni compreso fra 500 e 900 alunni. Con deroga fino a 300 alunni per gli istituti comprensivi (di materna, elementare e media) nei comuni di montagna e nelle piccole isole.</p>
<p>Lo scorso ottobre, un decreto legge imponeva alle regioni di effettuare in tutta fretta il dimensionamento della rete scolastica: l&#8217;insieme degli smembramenti e dei successivi accorpamenti di plessi che consentono di riportare il numero degli alunni all&#8217;interno del range prescritto. Le regioni &#8220;inadempienti&#8221; sarebbero state esautorate da commissari ad acta governativi, ma secondo la Costituzione la competenza è dei governi regionali. Il blitz creò un tale terremoto politico, con le regioni che minacciavano il ricorso alla Corte costituzionale, che il governo fu costretto a fare marcia indietro attenuando, in fase di conversione del decreto, la formula perentoria del provvedimento.</p>
<p>L&#8217;operazione serve a tagliare posti: accorpando due scuole saltano un dirigente scolastico e un segretario. Il 27 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che prevede la revoca dell&#8217;autonomia scolastica nei confronti di 700 istituti con meno di 300 alunni. Ma, secondo i dati forniti dalla Flc Cgil, in diverse regioni italiane (Sardegna, Puglia, Marche, Emilia Romagna, Lombardia e Friuli) il dimensionamento non ha prodotto effetti tangibili. In altre regioni, come la Sicilia, il numero delle scuole soppresse è irrisorio: appena 27. Per rastrellare posti di bidello e assistente amministrativo l&#8217;esecutivo ha intenzione di sopprimere parte dei plessi con meno di 50 alunni. &#8220;Su questo punto &#8211; dice la Pentenero &#8211; siamo davvero critici: sopprimere la scuola nei piccoli centri può determinare il loro spopolamento&#8221;.</p>
<p>di SALVO INTRAVAIA</p>
<p>(23 marzo 2009)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-10/scuole-piccole/scuole-piccole.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Valanghe di ricorsi al TAR contro la riforma Gelmini</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/valanghe-di-ricorsi-al-tar-contro-la-riforma-gelmini/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 17:51:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.
clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
DEL LAZIO
RICORSO
 
omissis -dati sensibili-
tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.</p>
<p>clicca su link per conoscerne alcune: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/indice.htm" target="_blank">RICORSI GELMINI</a></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2361" title="giustizia_e_questione_morale" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/giustizia_e_questione_morale-100x100.jpg" alt="giustizia_e_questione_morale" width="100" height="100" />TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DEL LAZIO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">RICORSO</span></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>omissis -dati sensibili-</em></p>
<p>tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest&#8217;ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Contro</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA </span></strong>(da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong><strong>, </strong>nella persona del Presidente pro-tempore in carica</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">per l&#8217;annullamento</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">previa sospensione</span></strong></p>
<p>della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto &#8220;<em>Iscrizioni alle scuole dell&#8217;infanzia e alle scuole di ogni</em></p>
<p><em> <span id="more-2356"></span>ordine e grado, riguardanti l&#8217;anno scolastico 2009/2010</em>&#8220;, nella parte relativa alle iscrizioni nella scuola dell&#8217;infanzia e del I ciclo, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ivi compresi tutti gli atti attuativi, non conosciuti</p>
<p align="center"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">e per quanto occorrer possa</span></em></strong></p>
<p>dello schema di Piano Programmatico predisposto dal Ministero dell&#8217;Istruzione Università e Ricerca (da ora MIUR) di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ed a tutt&#8217;oggi formalmente non adottato.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">FATTO</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 64 del DL 112/08 convertito con modifiche nella L. 133/08 stabilisce: 1. <em>Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall&#8217;anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l&#8217;anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.</em></p>
<p><em>2. Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione </em>delle dotazioni organiche del personale <em>amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l&#8217;anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall&#8217;articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.</em></p>
<p><em>3. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all&#8217;articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.</em></p>
<p><em>4. Per l&#8217;attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o più regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi previsti, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell&#8217;attuale assetto</em> <em>ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:</em></p>
<p><em>a. razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell&#8217;impiego dei docenti;</em></p>
<p><em>b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso  la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari,  con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;</em></p>
<p><em>c. revisione  dei  criteri  vigenti  in  materia di formazione delle classi; </em></p>
<p><em>d. rimodulazione dell&#8217;attuale organizzazione didattica della scuola primaria ivi compresa la formazione professionale per il personale docente interessato ai processi di innovazione ordinamentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica;</em></p>
<p><em>e. revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;</em></p>
<p><em>f. ridefinizione dell&#8217;assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa;</em></p>
<p><em>f-bis. definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l&#8217;articolazione dell&#8217;azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell&#8217;ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l&#8217;attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell&#8217;offerta formativa;</em></p>
<p><em>f-ter. nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti.</em></p>
<p><em>4-bis. Ai fini di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale di cui al comma 4, nell&#8217;ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con l&#8217;obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili, all&#8217;articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da: «Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici» sino a: «Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «L&#8217;obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui al comma 624 del presente articolo» (omissis).</em></p>
<p>La normativa di legge sopra riportata prevede la predisposizione da parte del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze di un &#8220;Piano programmatico&#8221; di interventi e misure finalizzati ad un più razionale utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili e ad una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico; il comma 4, in attuazione di detto piano ed in relazione agli interventi ed alle misure annuali ivi individuati, prevede l&#8217;adozione di uno o più regolamenti ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2 della legge 23 agosto 1988 n. 400, con i quali si dovrebbe provvedere, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, ad una revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale organizzativo e didattico del sistema scolastico.</p>
<p>Con D.L. n. 137 del 1 settembre 2008, convertito con modificazioni in L. n. 169 del 30/10/2008 all&#8217;art. 4 è stato previsto: <em>&#8220;Nell&#8217;ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all&#8217;articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 e&#8217; ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;</em>.</p>
<p>In data 3.09.2008, il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha predisposto <strong><span style="text-decoration: underline;">lo schema di piano programmatico di interventi</span></strong> &#8220;<em>volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico</em>&#8220;; detto schema è stato inoltrato per i prescritti pareri sia alle competenti Commissioni Parlamentari sia alla Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97. In data 27/11/2008 la VII Commissione della Camera dei Deputati ed in data 03/12/2008 la VII Commissione del Senato hanno espresso i previsti pareri, che, peraltro, contengono numerose condizioni alle quali il MIUR si sarebbe dovuto attenere nell&#8217;adozione formale di detto Piano.</p>
<p>A seguito di detti pareri con osservazioni il MIUR di concerto con il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze avrebbe dovuto valutare le osservazioni contenute nei pareri e provvedere successivamente alla formale adozione del  Piano.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">A  tutt&#8217;oggi, però, detto Piano non è stato formalmente adottato.</span></strong></p>
<p>Sulla base del &#8220;Piano programmatico&#8221;, regolarmente adottato dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, il Governo avrebbe dovuto emanare i regolamenti di cui all&#8217;art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, osservando il seguente percorso:</p>
<p>a) proposta del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e Finanze.</p>
<p>b) Acquisizione del parere della Conferenza Unificata ex D.Lvo n. 281/97.</p>
<p>c) Parere del Consiglio di Stato.</p>
<p>d) Deliberazione del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Nelle more di tale procedimento il MIUR, <strong><span style="text-decoration: underline;">sulla base di uno schema di regolamento</span></strong>, con l&#8217;impugnata C.M. ha impartito le istruzioni per le iscrizioni degli alunni per l&#8217;a.s. 2009/2010; tali istruzioni però anticipano una normativa ancora in fieri e sono in contrasto con la normativa attualmente vigente e con tutta l&#8217;organizzazione didattica adottata nelle istituzioni scolastiche ed in particolare con il POF di ciascuna scuola che, come è noto, si deve adottare prima dell&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico.</p>
<p>Si deve peraltro rilevare che, in data 28.01.2009 la Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97 ha formulato il prescritto parere sullo schema di regolamento; da detto parere si evince in modo inequivocabile che la maggioranza delle Regioni e l&#8217;ANCI hanno espresso parere negativo sia con riferimento allo schema di piano programmatico, sia per i tagli degli organici e delle compresenze, sia per l&#8217;integrazione scolastica.</p>
<p>Inoltre, in data del 12/02/2009 il Consiglio Nazionale della P.I. ha espresso <strong><span style="text-decoration: underline;">all&#8217;unanimità</span></strong> un parere negativo sullo schema di regolamento, affermando nelle conclusioni: <em>&#8220;che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:</em></p>
<ul class="unIndentedList">
<li> <em>Compromette l&#8217;efficacia dell&#8217;offerta formativa nelle scuole dell&#8217;infanzia e nel primo ciclo di istruzione;</em></li>
<li> <em>Lede la dignità dell&#8217;istruzione pubblica;</em></li>
<li> <em>Non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta nell&#8217;intero territorio nazionale&#8221;.</em></li>
</ul>
<p>Il MIUR, nonostante tali pareri negativi ha mantenuto l&#8217;impugnata CM che, in palese violazione della normativa vigente, impartisce disposizioni vincolanti come se il regolamento, ancora in fieri, fosse già in vigore; peraltro, così come lo schema di regolamento, anche la CM contrasta anche con lo schema di Piano Programmatico.</p>
<p>In particolare per quanto riguarda la <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> la CM de qua prevede l&#8217;apertura delle iscrizioni, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell&#8217;avvenuto esaurimento di eventuali liste d&#8217;attesa), anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore. Prosegue inoltre l&#8217;esperienza delle &#8216;<em>sezioni primavera&#8217;</em> per i bambini dai 2 ai 3 anni.</p>
<p>Con riferimento alla <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola primaria</span></strong> i genitori sono obbligati ad iscrivere le bambine ed i bambini che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l&#8217;insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell&#8217;alunno. La CM impugnata prevede che al momento delle iscrizioni i genitori o coloro che esercitano la potestà genitoriale esprimano, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all&#8217;articolazione dell&#8217;orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base; le famiglie potranno scegliere anche il modello classi a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). La medesima CM prevede però anche l&#8217;abolizione delle compresenze. Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari in atto.</p>
<p>Per la scuola <strong><span style="text-decoration: underline;">secondaria di primo grado</span></strong>, la CM prevede che i genitori all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione esprimano la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e di potenziamento della lingua italiana. Con riferimento all&#8217;insegnamento della lingua straniera, nella CM si legge che le famiglie da quest&#8217;anno possono, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l&#8217;intero corso della secondaria di primo grado, possono chiedere l&#8217;inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese.</p>
<p>Alla luce di quanto sopra sommariamente esposto è evidente che il Ministero con la C.M. impugnata non si sia limitato ad informare le famiglie dei provvedimenti in corso di approvazione che potrebbero modificare l&#8217;assetto del sistema scolastico, ma ha dato indicazioni operative come se detti provvedimenti fossero stati già adottati e fossero già vincolanti; difatti ha allegato i modelli delle domande di iscrizione redatti in base alla normativa  ancora in corso di adozione.</p>
<p>I ricorrenti sono genitori di bambini che nell&#8217;a.s. 2009/2010 dovranno frequentare la scuola dell&#8217;infanzia e/o scuola primaria e docenti della scuola dell&#8217;infanzia e primaria, tutti interessati al mantenimento dell&#8217;attuale assetto organizzativo della scuola dell&#8217;infanzia e primaria sia per quanto concerne l&#8217;efficacia didattica, sia anche per le concrete esigenze familiari e lavorative.</p>
<p>La contrazione del tempo scuola, l&#8217;abolizione delle compresenze, l&#8217;introduzione dell&#8217;insegnante prevalente sono alcuni degli interventi previsti che incidono in modo fortemente negativo sull&#8217;efficacia didattica e sull&#8217;organizzazione scolastica con conseguente contrazione anche degli organici del personale della scuola.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DIRITTO</span></strong></p>
<p>Gli impugnati atti sono illegittimi per i seguenti</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MOTIVI</span></strong></p>
<p><strong>1) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI E SEGNATAMENTE DEGLI ARTT. 3, 33 E 34 COST.</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 3, 2 comma della Costituzione afferma un principio cardine della democrazia del nostro ordinamento costituzionale: il principio di uguaglianza sostanziale: <em>&#8220;E&#8217; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l&#8217;uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;illustre giurista ed anche membro dell&#8217;Assemblea Costituente, Piero Calamandrei, scriveva nel 1946 (&#8220;Il Ponte&#8221; n. 1, gennaio 1946 p. 3 &#8211; 14): <em>&#8220;Il problema della democrazia si pone dunque, prima di tutto come un problema di istruzione&#8221;</em> e precisava: <em>&#8220;E&#8217; perciò evidente che non si ha vera democrazia la dove l&#8217;accesso all&#8217;istruzione non è  garantita in misura pari a tutti i cittadini: perchè, importando necessariamente la diversa cultura una diversa possibilità di partecipazione alla vita politica, il privilegio dell&#8217;istruzione si risolve necessariamente in privilegio politico&#8221;</em>.</p>
<p>In considerazione di tale funzione &#8220;costituzionale&#8221; della scuola (come affermava Calamandrei) la Costituzione agli artt. 33 e 34 afferma  che <em>&#8220;la Repubblica &#8230; &#8220;istituisce scuole per tutti gli ordini e gradi&#8221;</em> e che <em>&#8220;la scuola è aperta a tutti&#8221;</em> ed infine che &#8220;<em>l&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto  anni,  è  obbligatoria  e  gratuita&#8221;</em>.</p>
<p>La Costituzione prevede quindi in materia di istruzione scolastica un  nucleo di norme precettive che impongono allo Stato l&#8217;obbligo di organizzare l&#8217;offerta di istruzione pubblica non solo in modo corrispondente alla domanda sociale, ma tale da poter effettivamente eliminare tutti quegli ostacoli di ordine economico e sociale che possono precludere il diritto di tutti ed un&#8217;istruzione uguale e qualificata.</p>
<p>L&#8217;istruzione scolastica non è quindi nel nostro ordinamento costituzionale un servizio pubblico a disposizione dell&#8217;utenza, ma è una funzione istituzionale volta a realizzare quell&#8217;uguaglianza sostanziale che è la precondizione  della  democrazia  di  un  Paese.</p>
<p>La spesa statale per l&#8217;istruzione scolastica ha quindi un carattere assolutamente prioritario e non può condizionare l&#8217;offerta formativa statale; la spesa per la scuola statale deve essere, certamente razionale ed efficace, evitando ogni eventuale spreco, ma deve essere comunque adeguata all&#8217;effettiva domanda sociale al fine di consentire a tutti l&#8217;acquisizione di un&#8217;istruzione qualificata. Razionalizzazione della spesa per la scuola significa quindi realizzare una scuola statale e qualificata per tutti.</p>
<p>L&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 e l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 prevedono invece una riduzione della spesa per la scuola statale pari a circa otto miliardi nel triennio 2009/2011 senza alcuna giustificazione logica; si riduce il tempo scuola, si riducono drasticamente gli organici e si modifica l&#8217;organizzazione didattica al solo scopo di ridurre la spesa senza alcuna considerazione degli effetti negativi che ne possono derivare; si sono cioè adeguate l&#8217;offerta formativa e l&#8217;organizzazione didattica all&#8217;esigenza, decisa aprioristicamente, di ridurre di circa 8 miliardi  la spesa per la scuola; difatti l&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 quantifica l&#8217;importo della riduzione della spesa nel triennio, limitandosi ad indicare soltanto alcuni settori di intervento: aumento del rapporto docenti/studenti ed all&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 l&#8217;introduzione del cd maestro unico demandando l&#8217;individuazione di tutti gli altri settori di intervento ai successivi provvedimenti regolamentari.</p>
<p>Il legislatore quindi non ha previsto una riduzione della spesa per eliminare determinate spese superflue, ma ha deciso a priori la riduzione nel triennio della spesa di circa 8 miliardi per esigenze di contenimento della spesa pubblica a prescindere dell&#8217;effettivo fabbisogno della scuola e quindi anche con una possibile contrazione dell&#8217;offerta formativa e soprattutto con un sacrificio della qualità di tale offerta.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che il settore del sistema scolastico individuato con l&#8217;impugnata CM (la scuola primaria) è quello più qualificato e più importante per la funzione determinante che la formazione primaria ha nel processo formativo.</p>
<p>Con l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 si prevede una trasformazione del modello didattico in vigore nella scuola primaria (il cd modulo di cui all&#8217;art. 121 del D.Lgs. n. 297/94) con il modello del cd insegnante unico; anche tale ripristino di un modello didattico, ormai superato, è stato disposto non sulla base di una valutazione adeguata degli aspetti didattici e pedagogici ritenuti più idonei, ma soltanto sulla base dell&#8217;esigenza di ridurre la spesa, senza alcuna considerazione sulla conseguente dequalificazione dell&#8217;attività didattica.</p>
<p>Come si è già prima rilevato, <strong><span style="text-decoration: underline;">il CNPI</span></strong> che è l&#8217;organo che ha una specifica competenza di consulenza tecnica e professionale per il Ministro (art. 23 Dlvo n. 297/94) <strong><span style="text-decoration: underline;">con un voto unanime ha giudicato tali innovazioni lesive dell&#8217;efficacia didattica e della dignità formativa</span></strong>.</p>
<p>La normativa di legge su cui si fonda l&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima perchè, comportando pesanti ed ingiustificati tagli alla spesa per la scuola statale, comprome la funzione istituzionale dell&#8217;istruzione pubblica, così come strutturata dal combinato disposto degli artt. 3, 33 e 34; tale funzione per la sua rilevanza costituzionale non può difatti essere compressa con logiche finanziarie, ma deve essere garantita nel massimo delle potenzialità.</p>
<p><strong>2)</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 64 DEL 25.6.2008 N. 112 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST.</span></strong></p>
<p>Come si è prima rilevato l&#8217;art. 64 ha previsto un procedimento complesso che presuppone anzitutto l&#8217;adozione di un Piano Programmatico di interventi; a tale fine il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia predispone detto Piano, <strong><span style="text-decoration: underline;">sentita</span></strong> la Conferenza Unificata di cui all&#8217;art. 8 del D.Lgs. n. 281/97 <strong><span style="text-decoration: underline;">e previo parere</span></strong> della Commissione Parlamentare; quindi l&#8217;iter previsto dal legislatore era il seguente:</p>
<p>a) Definizione di uno schema di piano da sottoporre all&#8217;esame della Conferenza Unificata ed alle Commissioni parlamentari;</p>
<p>b) parere della Conferenza Unificata ex art. 8 DL.gs n. 281/97;</p>
<p>c) parere delle Commissioni parlamentari;</p>
<p>d) adozione formale del piano programmatico.</p>
<p>Difatti, dopo avere <strong><span style="text-decoration: underline;">sentito</span></strong> la Conferenza Unificata e dopo avere acquisito il <strong><span style="text-decoration: underline;">previo parere</span></strong> delle Commissioni Parlamentari il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia avrebbe dovuto predisporre il piano.</p>
<p>Quindi è chiaro che il Piano Programmatico si sarebbe dovuto adottare <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo</span></strong> l&#8217;acquisizione dei pareri; del resto se il legislatore ha richiesto l&#8217;acquisizione di detti pareri, è logico che il Piano avrebbe dovuto anzitutto considerare detti pareri e che quindi doveva essere adottato successivamente a tali pareri.</p>
<p>E&#8217; pure evidente che per acquisire i pareri il MIUR avrebbe dovuto predisporre uno schema o  una bozza di piano; e difatti ciò è stato fatto; sia la Conferenza Unificata che le Commissioni parlamentari hanno esaminato lo schema di piano ed hanno formulato il prescritto parere con numerose osservazioni.</p>
<p>I pareri erano senza dubbio consultivi e non vincolanti; quindi il MIUR non era tenuto ad uniformarsi a tali pareri, ma era tenuto ad esaminarli e ad emanare il Piano dopo averli esaminati.</p>
<p>Dagli atti che si conoscono allo stato attuale non risulta però che dopo l&#8217;acquisizione dei pareri sia stato adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico; di conseguenza l&#8217;impugnata CM che anticipa i regolamenti è illegittima anche perchè <strong><span style="text-decoration: underline;">il MIUR non ha mai adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico degli interventi</span></strong> che è il necessario presupposto dei regolamenti.</p>
<p>Nè lo schema presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata può essere considerato il piano previsto dell&#8217;art. 64 citato, anche perchè il piano programmatico doveva essere adottato ovviamente <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo l&#8217;acquisizione dei pareri</span></strong>; peraltro detti pareri sono stati formulati con molte osservazioni; quindi il MIUR, pur non essendo vincolato ad uniformarsi, avrebbe dovuto prendere in esame anche tali osservazioni.</p>
<p>Per compiutezza di difesa si deve ipotizzare che per il MIUR lo schema di Piano presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata sia da considerarsi il Piano Programmatico previsto dall&#8217;art. 64 citato; in tale caso però è evidente che tale Piano è stato predisposto prima dell&#8217;acquisizione dei prescritti pareri e quindi senza  tenerne conto; di conseguenza è palesemente illegittimo.</p>
<p>Si deve infine ipotizzare che il MIUR abbia ritenuto di adottare, dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, lo schema già predisposto, senza fare alcuna modificazione; in tale caso però il Piano Programmatico, eventualmente adottato in tale modo, si deve ritenere pur sempre illegittimo perchè manca il concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e comunque non è stato in alcun modo formalmente adottato; essendo un atto presupposto rispetto ai regolamenti era ovviamente necessaria la formale adozione del Piano con l&#8217;espresso riferimento ai pareri acquisiti.</p>
<p><strong>3) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST. ED ECCESSO DI POTERE PER MANIFESTA ILLOGICITA&#8217; ED INGIUSTIZIA.</span></strong></p>
<p>La stessa normativa è palesemente illegittima per manifesta irragionevolezza; difatti detta normativa si propone la razionalizzazione della spesa per l&#8217;istruzione e nello stesso tempo prevede interventi che, come ha affermato il CNPI (che è l&#8217;organo tecnico che meglio di ogni altro organo può valutare la coerenza e l&#8217;incidenza positiva o negativa degli interventi), inficiano l&#8217;efficacia didattica del sistema scolastico ed in particolare delle scuola primaria riconosciuta anche a  livello internazionale il settore dell&#8217;istruzione più efficace; non realizza quindi il fine dichiarato, ma il risultato opposto: la dequalificazione della scuola pubblica.</p>
<p>Detta normativa, come si è prima rilevato, è stata introdotta per effetto di due Decreti Legge, convertiti in legge con voto di fiducia e quindi senza un&#8217;adeguata discussione in Parlamento, ma soprattutto senza un&#8217;adeguata indagine da parte del Governo, Ministero e Parlamento sulla validità, sotto il profilo dell&#8217;efficacia didattica, delle innovazioni previste.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale P.I., sentito con riferimento allo schema di regolamento applicativo per la scuola dell&#8217;infanzia e per il I ciclo, come si è  prima rilevato, ha espresso un parere fortemente e totalmente negativo non solo sullo schema di regolamento, ma anche sulla normativa di legge che ne è il presupposto.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che la normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 137/08 e dell&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 sia censurabile anche per manifesta illogicità e contraddittorietà tra le finalità che il legislatore si propone (la razionalizzazione della spesa dell&#8217;istruzione) e l&#8217;efficacia concreta di tali interventi che invece dequalificano il sistema scolastico e quindi per violazione dell&#8217;art. 97 Cost. con conseguente illegittimità dell&#8217;impugnata CM.</p>
<p><strong>4) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL 01/09/2008 N. 137, C.TO IN L. 30/10/2008, N. 169 PER VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 77 E 97 DELLA COSTITUZIONE</span>.</strong></p>
<p>Il secondo comma dell&#8217;art. 77 della Costituzione testualmente recita &#8220;<em>Quando, in casi straordinari di necessità e d&#8217;urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni&#8221;</em>.</p>
<p>Presupposto dell&#8217;esercizio del potere legislativo da parte del Governo a mezzo della decretazione d&#8217;urgenza è la sussistenza di una situazione oggettiva e straordinaria che renda necessaria ed urgente l&#8217;adozione di un decreto avente forza di legge; per la decretazione di urgenza da parte del Governo occorre quindi il concorso di tre necessarie condizioni:</p>
<p>a)      la straordinarietà della circostanza e cioè la non prevedibilità di essa;</p>
<p>b)      la necessarietà dell&#8217;intervento;</p>
<p>c)      l&#8217;urgenza.</p>
<p>Nel caso in esame l&#8217;art. 64 ha previsto una riduzione della spesa per la scuola per complessivi 8 miliardi nel triennio; tale intervento prevede un percorso articolato prima con un piano programmatico e dopo con l&#8217;adozione di uno o più regolamenti nell&#8217;arco di dodici mesi con un&#8217;indicazione generica dei relativi settori di intervento.</p>
<p>A parte le considerazioni, prima svolte sull&#8217;inopportunità di tale intervento, è fuor di dubbio che nel caso in esame le tre necessarie condizioni per la decretazione di urgenza non sussistevano. E&#8217; sufficiente rilevare che si tratta di interventi previsti nel giugno 2008, che ancora a tutt&#8217;oggi sono in corso di perfezionamento; quindi il ricorso alla decretazione di urgenza era privo di alcun fondamento ed è palesemente irragionevole, oltre che lesivo delle prerogative del Parlamento.</p>
<p>E&#8217; vero che entrambi i Decreti legge n.112/08 e 137/08 sono stati convertiti in legge, ma la conversione in legge per le sue stesse modalità procedimentali, non può sanare l&#8217;uso arbitrario da parte del Governo di un potere che non aveva.</p>
<p>Sotto tale profilo la Corte Costituzionale con sentenza n. 128/2008 ha chiaramente evidenziato che &#8220;<em>Questa Corte, con recente pronuncia (sentenza n. 171 del 2007), nel dichiarare l&#8217;illegittimità costituzionale di un decreto-legge, convertito in legge con modificazioni, per difetto dei requisiti di cui </em><a href="http://bd05.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;KEY=05AC00009859&amp;">all&#8217;art. 77, comma secondo, della Costituzione</a><em>, ha affermato, richiamando una precedente decisione (sentenza n. 29 del 1995), che la preesistenza di una situazione di fatto comportante la necessità e l&#8217;urgenza di provvedere tramite l&#8217;utilizzazione di uno strumento eccezionale, quale il decreto-legge, costituisce un requisito di validità costituzionale dell&#8217;adozione del predetto atto, di modo che l&#8217;eventuale evidente mancanza di quel presupposto configura in primo luogo un vizio di illegittimità costituzionale del decreto-legge che risulti adottato al di fuori dell&#8217;ambito applicativo costituzionalmente previsto&#8221;. </em>La sentenza prosegue nell&#8217;affermare che &#8220;<em>tale difetto di presupposti, «una volta intervenuta la conversione, si traduce in un vizio in procedendo della relativa legge» ed ha escluso, con ciò, l&#8217;eventuale efficacia sanante di quest&#8217;ultima, dal momento che «affermare che tale legge di conversione sana in ogni caso i vizi del decreto, significherebbe attribuire in concreto al legislatore ordinario il potere di alterare il riparto costituzionale delle competenze del Parlamento e del Governo quanto alla produzione delle fonti primarie&#8221;.</em></p>
<p>Alla luce anche dell&#8217;orientamento ormai pacifico della giurisprudenza i due decreti legge sui quali si fondano gli impugnati atti sono illegittimi per violazione dell&#8217;art. 77 Cost. con conseguente illegittimità di tutti gli atti conseguenti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">5) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 3, 33 E 34 COST. CONCERNENTE IL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTOSUFFICIENZA DEL SISTEMA SCOLASTICO STATALE.</span></strong></p>
<p>La CM n. 4/09 <strong><span style="text-decoration: underline;">per la scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> prevede tra l&#8217;altro: <em>&#8220;l&#8217;offerta formativa per la scuola dell&#8217;infanzia è assicurata da Stato, Comuni e scuole paritarie&#8221;</em>; la CM muove dal presupposto che anche le scuole private paritarie concorrono all&#8217;offerta formativa statale e che quindi sia previsto, almeno per le scuole dell&#8217;infanzia, un sistema integrato tra scuole statali e scuole private paritarie; di conseguenza esclude a priori l&#8217;adeguamento dell&#8217;offerta della scuola dell&#8217;infanzia statale alla complessiva domanda sociale; la scuola dell&#8217;infanzia privata non sarà liberamente scelta, ma in talune realtà sarà l&#8217;unica offerta perchè non ci sarà una scuola statale per tutti.</p>
<p>Una tale ipotesi contrasta però in modo palese con l&#8217;art. 33 Cost. sotto tre profili:</p>
<p>1) il secondo comma dell&#8217;art. 33 impone alla Repubblica l&#8217;obbligo di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi e quindi anche le scuole dell&#8217;infanzia; afferma cioè il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale;</p>
<p>2) l&#8217;art. 34 afferma il principio secondo cui la scuola statale deve essere aperta a tutti e quindi l&#8217;offerta della scuola statale deve essere corrispondente alla domanda sociale.</p>
<p>3) Lo Stato deve garantire a tutti l&#8217;accesso alla scuola dell&#8217;infanzia statale al fine di garantire a tutti il diritto di accedere ad un insegnamento pluralista e non confessionale, e quindi alternativo all&#8217;insegnamento della scuola privata paritaria che può essere confessionale.</p>
<p>Si deve difatti rilevare che l&#8217;art. 33 Cost. al 4 comma, laddove prevede la parità scolastica stabilisce che <em>&#8220;la legge nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse <span style="text-decoration: underline;">piena libertà </span> &#8230;&#8221;</em>, cioè deve garantire alle scuole private la libertà di scegliere di essere scuole cd di tendenza e quindi anche di orientamento confessionale.</p>
<p>Di conseguenza le scuole dell&#8217;infanzia private paritarie, potendo legittimamente prevedere un progetto educativo orientato in senso confessionale (di qualsiasi confessione), non sono tenute a garantire la libertà di insegnamento ed il pluralismo culturale; gli insegnanti difatti per contratto collettivo devono impegnarsi a realizzare <em>&#8220;l&#8217;indirizzo educativo in coerenza con i principi cui si ispira l&#8217;istituzione&#8221;</em> e la Corte Costituzionale in una nota sentenza (n. 195/1972) ha affermato che la libertà di istituire scuole di tendenza prevale sulla libertà di insegnamento, nel senso che gli insegnanti di una scuola privata devono concorrere alla realizzazione del progetto educativo della scuola, anche se di orientamento confessionale.</p>
<p>Scuole statali e scuole private paritarie non possono quindi garantire lo stesso insegnamento; la frequenza di una scuola statale o di una scuola privata non può essere determinata dalla carenza di scuole statali; la scelta di una scuola privata che può essere di tendenza, deve essere assolutamente libera.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che la frequenza della scuola dell&#8217;infanzia privata comporta l&#8217;onere di una retta e quindi comporta un&#8217;ulteriore discriminazione; non tutti difatti possono accedere anche per motivi economici alle scuole dell&#8217;infanzia private; di conseguenza, in mancanza di un&#8217;offerta pubblica corrispondente alla domanda sociale, molti bambini sarebbero ingiustamente esclusi.</p>
<p>Le scuole private non possono quindi concorrere a formare l&#8217;offerta scolastica complessiva; tale offerta deve essere garantita, come afferma la Costituzione, dallo Stato e deve essere garantita a tutti al fine di evitare ogni possibile discriminazione tra gli alunni; tutti i bambini hanno difatti diritto di potere frequentare la scuola dell&#8217;infanzia statale che garantisce una formazione pluralista e non confessionale.</p>
<p>Il sistema integrato tra pubblico e privato, previsto dalla CM n. 4/09 oltre a contrastare con il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale (art. 33 e 34 Cost.) comporterebbe una palese ed inammissibile discriminazione in quanto alcuni alunni, in violazione anche dell&#8217;art. 3 Cost., sarebbero ingiustamente esclusi dalle scuole statali e costretti a frequentare le scuole private che possono essere di orientamento confessionale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">6) VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTONOMIA SCOLASTICA DI CUI AGLI ARTT. 33, 1 COMMA E 117, 2 COMMA COST. E DELL&#8217;ART. 3 DPR N. 275/1999.</span></strong></p>
<p>Come si è già rilevato, l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio della libertà di insegnamento che comporta l&#8217;autonomia del sistema scolastico statale; l&#8217;art. 33 della Costituzione coniuga quindi il principio generale della libertà di insegnamento (<em>&#8220;la scienza e l&#8217;arte sono libere e libero ne è l&#8217;insegnamento&#8221;</em>) con l&#8217;esigenza delle norme generali dell&#8217;istruzione (<em>&#8220;la Repubblica detta la norme generali dell&#8217;istruzione&#8221;</em>).</p>
<p>La giusta esigenza di un progetto culturale e didattico nazionale deve quindi nel nostro ordinamento conciliarsi con il principio democratico del pluralismo culturale e quindi della libertà di insegnamento (cioè didattica e metodologica).</p>
<p>La giusta istituzionalizzazione dell&#8217;istruzione scolastica non deve però comportare la statalizzazione della didattica e della cultura; è quindi necessario un giusto equilibrio tra le finalità generali dell&#8217;istruzione scolastica che lo Stato deve definire con le norme generali sull&#8217;istruzione ed i contenuti e metodi specifici che devono essere demandati al mondo della scuola.</p>
<p>La libertà di insegnamento esclude quindi la cd didattica e/o pedagogia di Stato che è la caratteristica dei regimi totalitari e che caratterizzava il regime fascista che con il Ministero della Cultura Popolare stabiliva gli indirizzi culturali e didattici della scuola del regime.</p>
<p>La libertà di insegnamento di ciascun insegnante nel nostro ordinamento costituzionale è vista quindi nell&#8217;ambito di un sistema nazionale in cui ciascun insegnante concorre con il proprio contributo a formare il progetto culturale nazionale; non quindi una libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">da</span></strong> un progetto nazionale, ma libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">in</span></strong> un progetto condiviso e partecipato.</p>
<p>Deve esserci una sintesi tra libertà di insegnamento e le norme generali sull&#8217;istruzione; a tale fine è però necessario che le norme nazionali che attengono alle scelte culturali, metodologiche, didattiche e pedagogiche non siano etereimposte, ma siano partecipate e condivise e soprattutto rispettose degli ambiti che, nel progetto unitario a livello nazionale, devono essere demandate all&#8217;autonomia scolastica.</p>
<p>A tale fine l&#8217;art. 117, 2 comma della Costituzione prevede  espressamente che la legislazione statale e regionale in materia di istruzione devono salvaguardare l&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche; la Corte Costituzionale nella sentenza n. 13/2004 ha a tale proposito precisato &#8220;<em>è assorbente il rilievo che tale autonomia non può risolversi nella incondizionata libertà di autodeterminazione, ma esige soltanto che a tali istituzioni siano lasciati adeguati spazi di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell&#8217;esercizio della potestà legislativa concorrente, non possono pregiudicare&#8221;.</em></p>
<p>Sulla base dei suesposti principi è evidente che il legislatore nella definizione delle norme generali sull&#8217;istruzione e di un progetto culturale nazionale non può nè imporre modelli didattici rigidi nè, tanto meno, intervenire con provvedimenti restrittivi che vanificano i progetti definiti dalle istituzioni scolastiche.</p>
<p>A tale proposito si deve rilevare che l&#8217;art. 3 del DPR n. 275/99 (Regolamento sull&#8217;autonomia scolastica) stabilisce: &#8220;<em>(Piano dell&#8217;offerta formativa) 1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell&#8217;offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell&#8217;identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell&#8217;ambito della loro autonomia. 2. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale a norma dell&#8217;articolo 8 e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell&#8217;offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità. 3. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di circolo o di istituto 4. Ai fini di cui al comma 2 il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio. 5. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione.</em>&#8221;</p>
<p>La CM impugnata prevedendo i moduli orari, l&#8217;esclusione delle compresenze e l&#8217;organizzazione didattica ha, però, illegittimamente invaso la sfera riservata all&#8217;autonomia scolastica proponendo addirittura una pedagogia governativa che mal si addice ad una società democratica.</p>
<p>Peraltro, l&#8217;art. 3 del DPR 275/99 citato, prevede, all&#8217;ultimo comma che <em>&#8220;il POF (Piano dell&#8217;offerta formativa) è consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione&#8221;</em>.</p>
<p>E&#8217; di tutta evidenza, quindi, che le iscrizioni debbano essere fatte sulla base dei modelli didattici adottati nel POF di ciascuna scuola sulla base della normativa vigente e non sulla base di una CM adottata, peraltro, sulla base di regolamenti ancora inesistenti.</p>
<p>Nè si può sostenere che l&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. n. 169/08 ha introdotto per la scuola primaria un modello didattico nuovo rispetto a quello previsto in precedenza e che pertanto detta CM trova fondamento nella normativa di legge, pur in assenza del regolamento applicativo.</p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 4 della citata legge per la sua genericità non è immediatamente applicativa senza un puntuale regolamento, che difatti lo stesso art. 4 prevede espressamente.</p>
<p>La CM si fonda su una normativa di legge generica e di dubbia legittimità costituzionale e di per sè inidonea ad abrogare la normativa precedente e pertanto allo stato è inapplicabile.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che tale circolare sia illegittima per violazione del principio dell&#8217;autonomia scolastica e per violazione dell&#8217;art. 3 DPR n. 275/99.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">7) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 4 D.L. N. 133/08, C.TO IN L. 169/08 E DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DI CUI ALL&#8217;ART. 3 COST. E DEL DIRITTO ALL&#8217;ISTRUZIONE DI CUI AGLI ARTT. 33 E 34.</span></strong></p>
<p>Con la CM n. 04/2009 il Ministro per la scuola primaria propone ai genitori quattro modelli didattici, stabilendo che successivamente i modelli didattici di ciascuna istituzione scolastica saranno definiti sulla base delle dotazioni organiche che saranno assegnate.</p>
<p>L&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. 169/08 stabilisce però: <em>&#8220;Nei regolamenti si tiene <strong><span style="text-decoration: underline;">comunque</span></strong> conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;.</em></p>
<p>Di conseguenza la scelta del tempo scuola da parte delle famiglie non può essere subordinata alla dotazione degli organici; al contrario le dotazioni degli organici devono essere correlate alle scelte della famiglia.</p>
<p>Peraltro la prospettata subordinazione delle scelte delle famiglie alla consistenza degli organici comporterebbe che in talune scuole le esigenze possono essere soddisfatte ed in altre invece possono non essere soddisfatte per effetto degli organici inadeguati con conseguente ingiusta discriminazione.</p>
<p>La CM è pertanto illegittima perchè stravolge la stessa norma dell&#8217;art. 4 e comunque viola il principio della parità di trattamento per quanto attiene il diritto all&#8217;istruzione.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> <img src='http://www.futuroscuola.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL N. 137/08 C.TO IN L. 169/08 PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 3, 70 97 E 117 DELLA COSTITUZIONE. ILLEGITTIMITA&#8217; DERIVATA.</span></strong></p>
<p>Il comma 4 dell&#8217;art. 64 del DL. 112/08 convertito nella legge 133/08, per l&#8217;attuazione del Piano programmatico e dell&#8217;art. 4 del DL n. 133/08 c.to in L. n. 169/08 saranno emanati regolamenti ex art. 17 comma 2 della L. 400/88 che possono avere contenuto modificativo delle disposizioni legislative vigenti (cd &#8220;delegificazione&#8221;).</p>
<p>Tale previsione, tuttavia, viola i principi dell&#8217;ordinamento in materia di gerarchia delle fonti, nonché la stessa norma richiamata con l&#8217;art. 17, comma 2 della legge 23.8.1988 n. 400, sotto due profili:</p>
<p>a) violazione del principio della riserva di legge;</p>
<p>b) violazione del principio della predeterminazione per legge dei criteri generali.</p>
<p>a) Per quanto attiene alla violazione del principio della riserva di legge, lo stesso art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, esclude la potestà regolamentare delegata per le materie per le quali è prevista una riserva di legge assoluta; tali potestà regolamentare sarebbe  invece  possibile  per  materie  coperte  da  riserva relativa.</p>
<p>La Costituzione invero non prevede tale distinzione anche perchè per la verità non prevede nemmeno l&#8217;ipotesi di una delega del legislatore al potere regolamentare e cioè della cd &#8220;delegificazione&#8221;; la Costituzione difatti afferma il rigoroso principio della gerarchia delle fonti secondo cui gli atti del Governo che hanno forza di legge e che quindi possono modificare e/o abrogare una precedente legge sono: i decreti legge ed i decreti legislativi.</p>
<p>Ciò premesso, e dando ormai per acquisito nel nostro ordinamento, il regolamento delegato con efficacia abrogativa delle disposizioni di legge, tale principio deve essere osservato in modo scrupoloso in modo da evitare un pericoloso svuotamento del ruolo del Parlamento.</p>
<p>Si è già rilevato che l&#8217;istruzione scolastica nel nostro ordinamento costituzionale per il ruolo che deve svolgere (creare condizioni di uguaglianza e garantire a tutti una piena cittadinanza) è una funzione essenziale dello Stato e non uno dei tanti servizi pubblici.</p>
<p>Nello stesso tempo l&#8217;istruzione statale in uno Stato democratico non può essere, a differenza dell&#8217;istruzione degli Stati totalitari, espressione della maggioranza al potere; difatti l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio fondamentale della libertà di insegnamento e quindi del pluralismo culturale.</p>
<p>Come si è già prima precisato, la libertà di insegnamento deve coniugarsi con un progetto culturale, didattico e pedagogico nazionale; in questo senso la Costituzione all&#8217;art. 33, 2 comma ha affermato &#8220;la Repubblica detta le norme generali sull&#8217;istruzione&#8221; nel senso che le norme generali sull&#8217;istruzione non possono essere espressione di una maggioranza governativa, ma devono essere espressione di un percorso condiviso e partecipato che deve avere la sua più alta ed ampia sintesi  nel Parlamento e quindi nella legge.</p>
<p>L&#8217;attribuzione delle norme generali sull&#8217;istruzione alla potestà legislativa del Parlamento è peraltro confermata nell&#8217;art. 117 lett. 2 della Costituzione che riserva espressamente allo Stato tale potestà legislativa.</p>
<p>Si deve infine rilevare che la necessità che le norme generali sull&#8217;istruzione siano espressione di una larga maggioranza parlamentare trova anche il suo fondamento nell&#8217;esigenza di dare una stabilità alle linee fondamentali dell&#8217;ordinamento scolastico.</p>
<p>Tale esigenza per la verità richiederebbe addirittura un procedimento legislativo aggravato o comunque una maggioranza qualificata per impedire o comunque limitare che ogni maggioranza parlamentare possa imporre un proprio progetto culturale con grave disagio per il  mondo della scuola e soprattutto per l&#8217;efficacia del sistema scolastico.</p>
<p>Da quanto sommariamente esposto non può esserci dubbio che le norme generali sull&#8217;istruzione scolastica rientrino nella riserva assoluta di legge.</p>
<p>Nel caso in questione invece non solo con gli art. 64 D.L. n. 112/06 c.to in L. n. 133/08 e con l&#8217;art. 4 DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 si è delegato al potere regolamentare del Governo &#8220;la revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221;, ma tale delega è stata addirittura disposta con decreto legge (sia pure convertito successivamente in legge, ma con voto di fiducia); <strong><span style="text-decoration: underline;">il Governo cioè ha delegato se stesso ad emanare regolamenti con efficacia modificatrice delle norme di legge vigenti.</span></strong></p>
<p>E&#8217; evidente pertanto che le citate norme di legge che hanno conferito al potere regolamentare del Governo tale delega siano lesive dei principi costituzionali concernenti la funzione legislativa e segnatamente dell&#8217;art. 33, 70, 97 e 117, 2 comma della Costituzione.</p>
<p>Le citate disposizioni del DL n. 112/08 c.to in L. 133/08 e DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 sono pure censurabili per violazione delle suindicate norme costituzionali sotto altri profili perchè il legislatore delegante non solo è lo stesso delegato (!), ma soprattutto perchè ha conferito una delega in bianco.</p>
<p>La norma dell&#8217;art. 17, comma 2 della L. 23/08/1988 n. 400 difatti prevede che nel conferimento della delega il legislatore debba determinare &#8220;le norme generali regolatrici della materia&#8221;; l&#8217;art. 64 del DL n. 112/08, c.to in L. 133/08 ha conferito invece una delega ampia per la &#8220;revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221; limitandosi ad indicare soltanto alcuni &#8220;titoli&#8221;; <strong><span style="text-decoration: underline;">non esiste quindi la necessaria determinazione delle norme generali.</span></strong></p>
<p>La delega è stata conferita pertanto, con evidente illogicità, in palese violazione della stessa norma invocata.</p>
<p>Le stesse considerazioni valgono anche per l&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 c.to in L. N. 169/08 che, dopo avere reintrodotto il cd &#8220;insegnante unico&#8221; rinvia ai regolamenti per la definizione del tempo scuola senza alcun criterio generale.</p>
<p>L&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima per illegittimità derivata.</p>
<p><strong>9) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. N. 133/08,</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>IN RELAZIONE ALL&#8217;ART. 117, 3° E 6° COMMA, COST.</strong></span></p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 112/08, c.to in L. n. 133/08 è anche censurabile per violazione dell&#8217;art. 117, 6° comma, della Costituzione.</p>
<p>La norma costituzionale citata, prevede che la potestà regolamentare spetta allo Stato solo ed esclusivamente nelle materie di legislazione esclusiva e che in materia di legislazione concorrente tale potestà spetta esclusi­vamente alla Regione.</p>
<p>Orbene, come si è già rilevato il Piano programmatico non è stato adottato, ma lo schema adottato in funzione del successivo regolamento si deve ritenere illegittimo dal momento che la norma costituzionale di cui all&#8217;art. 117, 6° comma, esclude che nelle materie di legislazione concorrente lo Stato abbia potere regolamentare.</p>
<p>Come è noto, infatti, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione la materia dell&#8217;istruzione forma oggetto di potestà concorrente (art. 117, terzo comma Cost.) ed allo Stato è rimessa la sola competenza esclusiva in materia di <em>&#8220;norme generali sull&#8217;istruzione&#8221;</em> (art. 117, secondo comma, lettera <em>n</em>).</p>
<p>Conseguentemente, in materia di organizzazione scolastica, lo Stato, ai sensi dell&#8217;art. 117, III co. ultimo periodo, può limitarsi a dettare i principi fondamentali, ma non può adottare norme di dettaglio sulla organizzazione scolastica e sulla distribuzione interna del personale scolastico, la cui disciplina è di competenza esclusiva delle Regioni.</p>
<p>La Corte Costituzionale, infatti, ha recentemente affermato che: <em>&#8220;una volta attribuita l&#8217;istruzione alla competenza concorrente, il riparto imposto dall&#8217;art. 117 postula che, in tema di programmazione scolastica e di gestione amministrativa del relativo servizio, <span style="text-decoration: underline;">compito dello Stato sia solo quello di fissare principi. E la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche, certamente non è materia di norme generali sulla istruzione, riservate alla com­petenza esclusiva dello Stato, in quanto strettamente connessa alla programmazione della rete scolastica</span>, tuttora di com­pe­tenza regionale&#8221; </em>(tra le altre: Corte Cost. 13.1.2004 n. 13).</p>
<p>Lo schema del piano programmatico e l&#8217;impugnata CM che anticipa il regolamento attuativo il Ministro hanno però dettato disposizioni dettagliate sull&#8217;organizzazione didattica invadendo oltre che l&#8217;autonomia scolastica, le potestà legislative e regolamentai delle Regioni.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Domanda di sospensione</span></strong></p>
<p>Il fumus boni juris è di tutta evidenza; la CM è priva di ogni fondamento giuridico.</p>
<p>Il periculum in mora è pure evidente; difatti come risulta dalle notizie di stampa la maggior parte delle famiglie ha richiesto il tempo pieno che in base all&#8217;impugnata CM non solo non è garantito, ma viene proposto senza  compresenze  e  quindi  fortemente  ridimensionato.</p>
<p>Infine si deve rilevare che l&#8217;impugnata CM richiede  alle famiglie una scelta senza alcuna proposta certa.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">P.Q.M.</span></strong></p>
<p>Si chiede, previa, ove occorra, rimessione alla Corte Costituzionale della questione di illegittimità costituzionale degli art. 64 del DL n. 112 del 2008, c.to in L. n. 133 del 06/10/1908 e dell&#8217;art. 4 del DL n. 137/08 c.to in L. 30/10/2008 n. 169 per violazione degli art. 3, 33, 34, 70, 77, 97, 117 comma 2, 3 e 6, l&#8217;accoglimento del ricorso  con conseguente annullamento degli atti impugnati con ogni conseguenziale effetto di legge e vittoria di spese di giudizio.</p>
<p><strong><em>Ai fini del contributo unificato di cui agli artt. </em></strong><strong><em>9 e</em></strong><em> <strong>segg. del DPR n. 115/2002 si dichiara che il valore della controversia è INDETERMINATO.</strong></em></p>
<p><strong><em>Ai fini e per gli effetti degli articoli 133, comma 3, e 134, comma 3, c.p.c., il sottoscritto difensore dichiara di voler ricevere eventuali comunicazioni al seguente indirizzo di posta elettronica: </em></strong><a href="mailto:lucamarchi@inwind.it">lucamarchi@inwind.it</a></p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p align="right">Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Fausto Buccellato</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MANDATO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p>Deleghiamo a rappresentarci e difenderci nel presente giudizio anche disgiuntamente in primo e secondo grado ed in fase esecutiva gli Avv.ti Corrado Mauceri, Cavini Sofia, Gorpia Marianna, Luca Marchi, Francesca Scatolini, Angela Nozzi Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli e Fausto Buccellato conferendo loro tutte le facoltà di legge ivi compresa quella di firmare il ricorso, presentare istanze, memorie, motivi aggiunti, conciliare e transigere e rinunciare agli atti ed eleggiamo domicilio presso lo studio dell&#8217;Avv. Fausto Buccellato in Roma, V.le Angelico n. 45.</p>
<p>Dichiariamo  altresì  di essere stati informati in conformità al disposto del D.L.vo n. 196/2003 (Codice Privacy) e successive modiche e integrazioni ed autorizzo pertanto il trattamento dei dati personali per  le  finalità  connesse  all&#8217;espletamento  del  presente  mandato.</p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p>F.to:</p>
<p>Cognome e nome                                                     Firma</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELLA ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZIE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong>, nella persona del Presidente pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/testo_ricorso_colettivo_CM4.htm" target="_blank">IPERBOLE</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PENSIONI 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 22:26:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PENSIONI 2009
Temine per la presentazione delle domande: 26 gennaio
Fissato dal DM 2/2009 al 26 gennaio il termine ultimo per la presentazione o la revoca delle domande di:
-       dimissioni volontarie
-       collocamento a riposo per compimento del 40° anno di servizio utile a pensione
-       trattenimento in servizio oltre il 65°  anno di età finalizzata alla maturazione dell&#8217;anzianità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="font-size: medium;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2286" title="logofuturoscuola-l7" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l7-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l7" width="100" height="100" />PENSIONI 2009</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Temine per la presentazione delle domande: 26 gennaio</strong></p>
<p>Fissato dal DM 2/2009 al 26 gennaio il termine ultimo per la presentazione o la revoca delle domande di:</p>
<p>-       dimissioni volontarie</p>
<p>-       collocamento a riposo per compimento del 40° anno di servizio utile a pensione</p>
<p>-       trattenimento in servizio oltre il 65°  anno di età finalizzata alla maturazione dell&#8217;anzianità minima o massima per il conseguimento della pensione</p>
<p>-       trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale riconoscimento del trattamento pensionistico.</p>
<p>E&#8217; stata inoltre pubblicata anche la circolare (CM n. 3/2009) contenente le relative indicazioni operative.</p>
<p><span id="more-2282"></span></p>
<p>Dall&#8217;analisi dei due documenti non si rilevano modifiche sostanziali rispetto alla normativa in vigore in materia di cessazione dal servizio e di diritto alla pensione e alle indicazioni operative fornite con la circolare n. 98 del 15 novembre 2007.</p>
<p>L&#8217;odierna circolare ricorda, in via preliminare, che per il 2009 per il personale della scuola, i requisiti per l&#8217;accesso al trattamento pensionistico anticipato di anzianità restano almeno 58 anni di età e 35 di contribuzione, ancorché tali requisiti vengano maturati alla data del 31 dicembre 2009.</p>
<p>Viene inoltre confermato che l&#8217;accertamento del possesso dei requisiti per accedere alla pensione resta di competenza degli uffici scolastici provinciali.</p>
<p>Relativamente alla cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici, viene sottolineata l&#8217;opportunità che la domanda di cessazione venga presentata, per i soli motivi organizzativi e ai fini di una tempestiva individuazione dei posti vacanti per le assunzioni, entro il 26 gennaio.</p>
<p>Opportunità, si sottolinea, e non obbligo in quanto restano in vigore le norme contenute negli articoli 27 e ss. del CCNL 11 aprile 2006 che stabiliscono i termini di preavviso entro i quali tale domanda deve essere presentata.</p>
<p>La preannunciata direttiva che deve disciplinare le modalità di attuazione introdotte dell&#8217;articolo 72, commi 7 e 11 della legge 6 agosto 2008, n. 133 dovrebbe prevedere la non possibilità della permanenza in servizio oltre 65 anni, a meno che non si debba raggiungere l&#8217;anzianità retributiva minima o massima. Per la permanenza in servizio oltre il 40° anno di anzianità entro il 65° anno di età, si prevede la non permanenza in servizio solo se si appartiene a situazioni di esubero.</p>
<p>Si riassumono di seguito le principali sintetiche norme che consentono l&#8217;accesso ai diversi tipi di pensione</p>
<p>CESSAZIONI DAL SERVIZIO &#8211; DM n. 2 del 9.1.2009 &#8211; CM n. 3 del 9.1.2009 ~</p>
<p>Per l&#8217;anno 2009 il termine ultimo per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio dal 1° settembre 2009 è stato fissato al 26 gennaio 2009. Le istanze, che dovranno essere presentate perentoriamente entro il suddetto termine sono le seguenti:</p>
<p align="left">-  cessazione dal servizio per accedere al trattamento pensionistico;</p>
<p align="left">-  trattenimento in servizio oltre il limite di età;</p>
<p>-  trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento di pensione;</p>
<p align="left">-  revoca delle suddette domande, se già presentate.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PENSIONE DI VECCHIAIA</strong></p>
<p>Per il personale della scuola il collocamento a riposo per limiti di età viene disposto d&#8217;ufficio a decorrere dal 1° settembre 2009, quando il compimento dell&#8217;età anagrafica di 65 anni avviene entro il 31 agosto 2009.</p>
<p>Se invece il requisito anagrafico di 65 anni si perfeziona tra il 1° settembre eil 31 dicembre 2009, i dipendenti che intendono andare in pensione il 1° settembre sono tenuti a presentare domanda entro il 26 gennaio 2009, altrimenti saranno collocati in pensione d&#8217;ufficio a decorrere dall&#8217;inizio del successivo anno scolastico (1° settembre 2010). Per le lavoratrici che compiono 60 anni di età nel 2009 (sia entro che dopo il 31 agosto) il collocamento in quiescenza avviene a domanda da presentarsi entro il 26 gennaio.</p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>REQUISITI</strong></p>
<p>Età anagrafica                                    Anzianità contributiva minima<br />
Uomini                      65                                                                         20</p>
<p>Donne                       60-65                                                                   20</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PENSIONE DI ANZIANITA&#8217;</strong></p>
<p>La pensione di anzianità si consegue solo a domanda da presentare entro la data del 26 gennaio 2009.</p>
<p>I requisiti di accesso alla pensione di anzianità dal 1° settembre 2009 sono i seguenti:</p>
<ul>
<li> età anagrafica di almeno 58 anni ed anzianità contributiva di almeno 35 anni al 31/12/2009;</li>
<li> in alternativa almeno 39 anni, 11 mesi e 16 gorni di anzianità contributiva alla stessa data, indipendentemente dall&#8217;età anagrafica;</li>
<li> il personale femminile può accedere al trattamento pensionistico di anzianità anche se ha solo 57 anni e 35 di contribuzione, ma a condizione che opti preventivamente per il sistema di calcolo contributivo.</li>
</ul>
<p><strong>I </strong><br />
dipendenti della scuola che intendono proseguire il rapporto di lavoro oltre l&#8217;età pensionabile devono presentare domanda entro il 26 gennaio.</p>
<p align="left"><strong>II </strong>trattenimento in servizio, non oltre il 70/mo anno di età, può essere richiesto per:</p>
<ul>
<li> raggiungimento dell&#8217;anzianità massima di servizio (40 anni), oppure anche al solo fine di incrementare l&#8217;importo della pensione, a condizione di essere stato in servizio all&#8217;1/10/1974;</li>
<li> raggiungimento del requisito contributivo minimo per la pensione.</li>
</ul>
<p>Resta in ogni caso ferma la facoltà di chiedere il trattenimento in servizio fino al compimento del 67/mo anno di età. L&#8217;accoglimento della domanda è a discrezione dell&#8217;Amministrazione.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>TEMPO PARZIALE E PENSIONE</strong></p>
<p>Il 26 gennaio è il termine entro il quale deve essere presentata l&#8217;eventuale domanda di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale richiesta della pensione di anzianità.</p>
<p>Nella domanda va anche dichiarato, nell&#8217;ipotesi che non sia possibile la concessione del tempo parziale, se si vuole cessare dal servizio o permanere in servizio a tempo pieno.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>REVOCHE</strong></p>
<p>Il 26 gennaio, infine, è il termine per le eventuali revoche delle domande sopra richiamate, se già presentate.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.uil.it/uilscuola/web/notizie/notizie_2009/pensioni_2009.pdf" target="_blank">UIL</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Scuole rischiano il crack finanziario, tra supplenze e visite fiscali</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 21:52:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Supplenti, presidi in rivolta &#8220;Niente soldi per le sostituzioni&#8221;
Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di &#8220;dissesto finanziario&#8221;. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2279" title="conventosanfrancesco" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/conventosanfrancesco-100x100.jpg" alt="conventosanfrancesco" width="100" height="100" />Supplenti, presidi in rivolta &#8220;Niente soldi per le sostituzioni&#8221;</p>
<p><strong>Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di &#8220;dissesto finanziario&#8221;. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da Marche, Sardegna e Sicilia. </strong></p>
<p><strong>Ma per il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, chiamato in causa da una recente interrogazione parlamentare, non c&#8217;è stata &#8220;una diminuzione delle risorse, al contrario queste sono state accresciute&#8221;. Ma di cosa si lamentano, allora, segretari e capi d&#8217;istituto?</strong><br />
In una lettera indirizzata una settimana fa al ministero, 70 tra capi d&#8217;istituto e direttori dei servizi amministrativi (gli ex segretari) della provincia di Ancona &#8220;segnalano la gravissima situazione di disagio di tutti gli istituti del territorio&#8221;. Le scuole vantano un credito enorme da viale Trastevere e sono state costrette a confezionare bilanci su somme virtuali. L&#8217;Associazione delle scuole autonome della Sicilia (Asas) stima in 1,6 miliardi di euro il corrispettivo che il ministero deve ancora alle scuole. Mentre pochi giorni fa il direttore dell&#8217;Ufficio scolastico regionale della Sardegna, Armando Pietrella, ha scritto al ministero di continue &#8220;segnalazioni provenienti dalle istituzioni scolastiche che evidenziano la grave situazione per la mancanza di fondi destinati alle supplenze&#8221;. Ma di non poterci fare nulla, invitando i capi d&#8217;istituto sardi a nominare lo stesso i supplenti.</p>
<p><span id="more-2277"></span>Il ministero quest&#8217;anno assegnerà agli istituti un budget fisso in relazione alle unità del personale in servizio incrementato al massimo del 50 per cento. Ma le scuole hanno ricevuto soltanto anticipi. Per dare un&#8217;idea del taglio operato negli ultimi 5 anni basta guardare alcune cifre. Per le sole supplenze nel 2004 vennero stanziati 899 milioni, nel 2008 siamo attorno a 323. Maria Rita insegna in una scuola elementare della provincia di Roma. &#8220;Nella mia scuola &#8211; spiega &#8211; non si nominano più supplenti da 15 giorni e siamo nel caos più totale: le classi vengono divise e a farne le spese sono i piccoli scolari, traslocati da una classe all&#8217;altra come pacchi postali&#8221;. Oltre ai tagli le scuole devono fronteggiare gli effetti del decreto-Brunetta contro i fannulloni, che prevede visite fiscali anche per un solo giorno di malattia. Chi le paga? Il servizio sanitario nazionale presenta il conto alle scuole che, però, non ce la fanno più. &#8220;Aiutateci a gestire la scuola nella legalità&#8221; scrivono 17 dirigenti scolastici di Bergamo. I capi d&#8217;istituto sono di fronte ad un bivio: &#8220;destinare pressoché tutti i fondi disponibili al pagamento delle visite fiscali e paralizzare la vita degli istituti, oppure infrangere la legge e disporre solo in minima parte le visite o non pagare le Asl&#8221;. Lo scorso dicembre l&#8217;onorevole di centro destra Daniela Melchiorre chiese al ministro Brunetta chi dovesse pagare le visite fiscali. &#8220;La questione è in via di approfondimento&#8221;, ha risposto il fustigatore di fannulloni.</p>
<p>di SALVO INTRAVAIA<br />
(13 marzo 2009)<br />
Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/supplenti-niente-soldi/supplenti-niente-soldi.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>sciopero del 18 marzo: Manifestazioni e iniziative territoriali</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 20:40:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Manifestazioni e iniziative territoriali per lo sciopero del 18 marzo 2009
Pubblichiamo di seguito l&#8217;elenco, ancora parziale, delle manifestazioni e delle iniziative territoriali che si terranno in occasione dello sciopero che abbiamo proclamato per mercoledì 18 marzo 2009 e che interesserà tutti i settori della Conoscenza. Ulteriori informazioni presso le sedi della FLC Cgil.
Al Teatro Politeama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2271" title="oggi-sciopero1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/oggi-sciopero1-100x100.gif" alt="oggi-sciopero1" width="100" height="100" />Manifestazioni e iniziative territoriali per lo sciopero del 18 marzo 2009</p>
<p>Pubblichiamo di seguito l&#8217;elenco, ancora parziale, delle manifestazioni e delle iniziative territoriali che si terranno in occasione dello sciopero che abbiamo proclamato per <a href="http://www.flcgil.it/speciali/governo_berlusconi_e_politiche_sulla_conoscenza/18_marzo_2009_sciopero_di_tutti_i_settori_della_conoscenza" target="_blank">mercoledì 18 marzo 2009</a> e che interesserà tutti i settori della Conoscenza. Ulteriori informazioni presso le <a href="http://www.flcgil.it/flc/flc_dove_siamo" target="_blank">sedi della FLC Cgil</a>.</p>
<p>Al Teatro Politeama di Palermo si svolgerà la manifestazione nazionale &#8220;<em>I giovani per il futuro del Mezzogiorno: istruzione e formazione per uscire dalla crisi</em>&#8220;, che vedrà tra gli altri la partecipazione di Domenico Pantaleo, segretario generale FLC Cgil e di Guglielmo Epifani, segretario generale CGIL.</p>
<p><em></em></p>
<p><strong>Abruzzo</strong></p>
<p>Sono previste due manifestazioni congiunte con la CGIL, a L&#8217;Aquila (per i territori L&#8217;Aquila e Teramo) alle ore 11 presso il Consiglio Regionale, l&#8217;altra a Pescara (territori di Pescara e Chieti) alle ore 11 presso gli Uffici Regionali. Sono garantiti in entrambe le città interventi pubblici.</p>
<p><strong>Basilicata</strong></p>
<p>Iniziativa regionale sul precariato.</p>
<p><strong>Calabria</strong></p>
<p>Un presidio con &#8220;gazebo&#8221; in ogni provincia sul tema del precariato.</p>
<p><strong>Campania</strong></p>
<p><strong><span id="more-2270"></span></strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Napoli, piazza Mancini (statua di Garibaldi), ore 9.30. Corteo e comizio in Piazza del Gesù.</p>
<p><strong>Emilia Romagna.</strong></p>
<p>Manifestazioni provinciali a Modena e Reggio Emilia. insieme alla CGIL, a Bologna presidio in piazza Nettuno, nelle altre province presidi presso le prefetture o USP.</p>
<p><strong>Friuli Venezia Giulia</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Udine nel pomeriggio, con intervento del Segretario nazionale CGIL Enrico Panini. Presidi nella mattinata presso le prefetture.</p>
<p><strong>Lazio</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Roma dalle ore 9.30 in Piazza SS. Apostoli. Interventi di: Claudio Di Berardino, Segretario Generale CGIL di Roma e del Lazio, Domenico Rossi, Segretario Generale FLC Cgil di Roma e del Lazio. Conclusioni di Marco Valerio Broccati, Segretario Nazionale FLC Cgil. <a href="http://www.flc-lazio-cgil.it/notizie/allegati_notizie_s/locandina%20sciopero18_03.pdf" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p><strong>Liguria</strong></p>
<p>Tre manifestazioni sulla riviera di ponente, a Genova e sulla riviera di levante. La più rilevante si terrà a Genova.</p>
<p><strong>Lombardia</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Milano con partenza da Bastioni di Porta Venezia ore 9.30 e arrivo in Piazza Duomo. Interverranno: Onorio Rosati, segretario generale Camera del Lavoro Milano, un Rappresentante della &#8220;rete precari&#8221;, Corrado Ezio Barachetti, segretario generale regionale FLC Cgil Lombardia e Fabrizio Solari, segretario nazionale CGIL. <a href="http://www.flccgil.lombardia.it/cms/attach/volantino_lombardia.doc" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p><strong>Marche</strong></p>
<p>Sono previste manifestazioni con presidi davanti alle Prefetture. In particolare: Ancona, Prefettura in P.zza Plebiscito (p.zza Del Papa) dalle ore 10,00 alle ore 12,00; Ascoli Piceno, Prefettura in p.zza Simonetti dalle ore 10.00; Macerata, Prefettura in P.zza Cesare Battisti dalle 9,30 e in seguito Assemblea Pubblica presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Macerata; Pesaro Urbino, Prefettura in P.zza del Popolo dalle ore 10.30.</p>
<p><strong>Molise</strong></p>
<p>Manifestazione pubblica con presidio presso l&#8217;USR. Per saperne di più.</p>
<p><strong>Piemonte</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Torino, Piazza Arbarello ore 9,30 e corteo fino a Piazza Castello con comizio finale. Sono previsti interventi di lavoratori dei comparti della conoscenza, studenti, precari, genitori, associazioni e quello musicale del Conservatorio di Alessandria. Interventi conclusivi di Rodolfo Aschiero, segretario generale regionale FLC Cgil Piemonte e Vincenzo Scudiere, segretario generale CGIL Piemonte.</p>
<p><strong>Puglia</strong></p>
<p>Manifestazione regionale che si svolgerà in P.zza del Ferrarese alle ore 10,00. All&#8217;iniziativa hanno aderito UDU e UDS. Parteciperà alla manifestazione anche Gianni Forta, segretario generale CGIL Puglia. È stata lanciata l&#8217;iniziativa sul sito regionale della Piazza della Conoscenza, attiva dal 10 al 17 marzo, quale strumento per far risaltare l&#8217;impegno della FLC in vista dello sciopero e della manifestazione del 18 marzo. <a href="http://www.flcpuglia.eu/professioni/in-formazione/contenuto/18-marzo-manifestazione-regionale-a-pzza-del-ferrarese-a-bari_447.html" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p><strong>Sardegna</strong></p>
<p>Manifestazione a Cagliari ore 9,30 da Piazza Garibaldi a Piazza del Carmine, aderiscono studenti universitari e medi. Presidio presso l&#8217;Ufficio Scolastico Regionale.</p>
<p><strong>Sicilia</strong></p>
<p>Una manifestazione con gli studenti a Catania e la grande manifestazione nazionale che convoglierà l&#8217;attenzione su Palermo &#8220;I giovani per il futuro del Mezzogiorno: istruzione e formazione per uscire dalla crisi&#8221;, ore 10.00, Teatro Politeama. Interviene, tra gli altri, Domenico Pantaleo, segretario generale FLC Cgil. Conclude Guglielmo Epifani, segretario generale CGIL.</p>
<p><strong>Toscana</strong></p>
<p>Manifestazione regionale con la partecipazione di lavoratori, coordinamenti dei genitori, concentramento in piazza San Marco (lato sud verso Via Martelli) alle ore 9,30. Il corteo attraverserà Via Martelli, Piazza Duomo (lato Via dei Servi), Via del Proconsolo, Via Ghibellina, Via Verdi, Piazza Santa Croce dove sono previsti interventi prevalentemente di precari e conclusioni del Segretario generale CGIL Toscana.</p>
<p><strong>Trento</strong></p>
<p>Assemblea pubblica per un confronto con la cittadinanza e le forze politiche provinciali sul disegno di legge Aprea e il futuro della scuola, presso la sala Gabardi della CGIL dalle ore 9.30 alle 13.</p>
<p><strong>Umbria</strong></p>
<p>Presidi presso le prefetture di Perugia e Terni.</p>
<p><strong>Veneto</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Padova con concentramento in Piazza Eremitani alle ore 9.00 e corteo che si concluderà a Piazzale Pontecorvo con un comizio. <a href="http://www.flccgil.veneto.it/News_2009/090312_FLC19_%20Volantino_%20MANIFESTAZIONE_3.doc" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.flcgil.it/pagine_web/scioperi/manifestazioni_e_iniziative_territoriali_per_lo_sciopero_del_18_marzo" target="_blank">CGIL</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Abctribe&#8221; nuovo portale mondiale degli studenti</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 19:16:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arriva &#8220;Abctribe&#8221; nuovo portale mondiale degli studenti
Arriva Abctribe.com, il nuovo portale mondiale degli studenti e della formazione. Abctribe.com, nato da un progetto italiano, evoluzione del portale Studiando.it., è una grande piazza al centro del mondo dove si incontrano gli studenti di tutte le nazioni per aiutarsi reciprocamente, scambiandosi materiali, consigli, informazioni, contenuti attinenti lo studio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it-it.abctribe.com/usweb/Homepage.asp" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2267" title="abctribe" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/abctribe-100x100.jpg" alt="abctribe" width="100" height="100" /></a>Arriva &#8220;<a href="http://it-it.abctribe.com/usweb/Homepage.asp" target="_blank">Abctribe</a>&#8221; nuovo portale mondiale degli studenti</p>
<p>Arriva Abctribe.com, il nuovo portale mondiale degli studenti e della formazione. Abctribe.com, nato da un progetto italiano, evoluzione del portale Studiando.it., è una grande piazza al centro del mondo dove si incontrano gli studenti di tutte le nazioni per aiutarsi reciprocamente, scambiandosi materiali, consigli, informazioni, contenuti attinenti lo studio, avvalendosi dell’espansione del portale ad ogni lingua e nazione del mondo.</p>
<p>La community di Abctribe è la piattaforma su cui gli studenti hanno la possibilità di confrontarsi, di arricchire il proprio bagaglio culturale e di crescere non solo dal punto di vista scolastico, ma anche da quello personale. Ben 8.500 università di tutto il mondo sono catalogate in Abctribe.com: in questo modo è più facile scegliere un istituto e vengono incentivati gli scambi interculturali tra Paesi di tutto il pianeta.</p>
<p><span id="more-2266"></span>Inoltre, il portale, in versione beta, è disponibile in diverse lingue: Italiano, Inglese, Spagnolo, Portoghese, Tedesco, Francese, Cinese e progressivamente in altre lingue tra cui Russo e Polacco. Un motore di ricerca interno permette di cercare nel contenuto testuale, completo di migliaia di appunti e tesine universitarie e delle scuole superiori, e decine di migliaia di contenuti, sotto forma di guide-articoli di alta qualità, sono fruibili in multilingua.</p>
<p><a href="http://it-it.abctribe.com/usweb/Homepage.asp" target="_blank"><span style="font-size: large;"><strong>Abctribe</strong></span></a></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&amp;ID_articolo=956&amp;ID_sezione=255&amp;sezione=" target="_blank">lastampa</a><br />
</strong></span>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ABROGHIAMO LA GELMINI</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 18:59:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ABROGHIAMO LA GELMINI.
ANTONIO FOGAROLI
La legge Gelmini è in aperto contrasto con la nostra costituzione.
Nega il diritto al lavoro, dei docenti che saranno &#8220;tagliati&#8221; e dei genitori che, non avendo più il tempo pieno, dovranno rinunciare al loro, di lavoro.
Nega il diritto allo studio aperto a tutti, favorendo palesemente le classi agiate che possono permettersi colf, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2263" title="gelmini-fuori-dalla-scuola-ec12d128e3b3672ffa8a17e7f5bbdafa" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini-fuori-dalla-scuola-ec12d128e3b3672ffa8a17e7f5bbdafa-100x100.jpg" alt="gelmini-fuori-dalla-scuola-ec12d128e3b3672ffa8a17e7f5bbdafa" width="100" height="100" />ABROGHIAMO LA GELMINI.</p>
<p><strong>ANTONIO FOGAROLI</strong></p>
<p>La legge Gelmini è in aperto contrasto con la nostra costituzione.<br />
Nega il diritto al lavoro, dei docenti che saranno &#8220;tagliati&#8221; e dei genitori che, non avendo più il tempo pieno, dovranno rinunciare al loro, di lavoro.<br />
Nega il diritto allo studio aperto a tutti, favorendo palesemente le classi agiate che possono permettersi colf, badanti e insegnanti privati.<br />
Nega il diritto alla sicurezza, in palese violazione con le normative della legge 626. Una classe strutturata per 20 persone non potrà contenerne 30 o più. Chiedete verifiche strutturali e di sicurezza per i nostri figli ad ASL e Vigili del Fuoco.<br />
Sui giornali e in tv si dà molto risalto al voto in condotta ma il problema è l&#8217;attacco al diritto alla cultura, ad oggi nessuno sa come saranno formate le classi dell&#8217;anno scolastico 2009/10.</p>
<p><span id="more-2262"></span><br />
E settembre non è poi così lontano&#8230;<br />
Questa legge è un abominio intellettuale, sociale e culturale.<br />
Ecco perchè è mia intenzione portare davanti al Consiglio di Stato, al TAR e in qualunque tribunale la signora Gelmini e il governo firmatario di questa legge.<br />
E&#8217; ora di finirla di subire senza mai alzare la voce per una protesta giusta.<br />
Facciamo da noi quello che nessun politico ha il coraggio di fare: PROTESTIAMO PER DAVVERO PER DIFENDERE IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI E DI QUESTO PAESE.<br />
Si accettano idee, proposte e aggregazioni.</p>
<p><a href="mailto:antonio.fo@libero.it">antonio.fo@libero.it</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/forum/Forum3.asp?chiuso=False&amp;pg=1&amp;IDmessaggio=2667&amp;IDforum=674" target="_blank">lastampa</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 18:05:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A pochi giorni dall&#8217;assegnazione degli organici alle scuole, per dire ancora 


NO ai tagli annunciati,          NO alla riduzione del tempo scuola,          NO alla scomparsa del tempo pieno e del modulo,         NO alla liquidazione della scuola pubblica,
L&#8217; ASSEMBLEA GENITORI E INSEGNANTI DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA
invita tutti, genitori, bambini, insegnanti, cittadini, ad una straordinaria MANIFESTAZIONE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2257" title="bologna_torri-garisenda-asinelli5" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/bologna_torri-garisenda-asinelli5-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli5" width="100" height="100" />A pochi giorni dall&#8217;assegnazione degli organici alle scuole, per dire ancora </strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>NO </strong><strong></strong>ai tagli annunciati,          <strong>NO </strong><strong></strong>alla riduzione del tempo scuola,          <strong>NO</strong> alla scomparsa del tempo pieno e del modulo,         <strong>NO </strong><strong></strong>alla liquidazione della scuola pubblica,</p>
<p style="text-align: center;" align="center">L&#8217; ASSEMBLEA GENITORI E INSEGNANTI DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA<br />
invita tutti, genitori, bambini, insegnanti, cittadini, ad una straordinaria MANIFESTAZIONE REGIONALE</p>
<p style="text-align: center;" align="center">
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>venerdì 20 marzo ore 17,30 (ritrovo sotto le due torri)</strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;">RACCOGLIAMO E CONSEGNIAMO IN MASSA I MODELLI INTEGRATIVI ALL&#8217;UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE</p>
<p>TANTE MANI<br />
per colorare e sorreggere un eccezionale striscione che srotoleremo lungo tutta via Rizzoli, a partire dalle Due Torri, e che faremo camminare fino a piazza Malpighi.<br />
Sullo striscione sarà scritto NO AI TAGLI &#8211; DIFENDIAMO LA SCUOLA PUBBLICA.</p>
<p style="text-align: left;">E poi sarà possibile aggiungere disegni, slogan, messaggi &#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-2253"></span></p>
<p>Lo striscione è costituito da pezzi di circa 20 metri.<br />
Le scuole, dove gruppi di genitori e insegnanti lo desiderino, possono prenderne uno spezzone (con già la scritta) per decorarlo PRIMA del 20 (potrebbero essere già pronti da lunedì 16 &#8211; contattare me, via mail o 333 42 69 308).<br />
Potremo lasciare le nostre tracce sullo striscione anche durante la manifestazione stessa, venendo attrezzati con pennarelli, tempere, bombolette&#8230;</p>
<p><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=49" target="_blank">In allegato il volantino da stampare per promuoverne nelle scuole la partecipazione.</a></p>
<p>Si stanno organizzando per venire a Bologna da tante città dell&#8217;Emilia Romagna: CESENA, PARMA, PIACENZA, FERRARA, MODENA, REGGIO EMILIA, &#8230; portando gli scatoloni con i modelli integrativi raccolti.
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>USR Emilia-Romagna preannuncia criterio tagli</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/usr-bologna-preannuncia-criterio-tagli/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 01:08:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A rendere ancora più preoccupante la previsione degli imminenti tagli, in questi giorni è circolato, da fonte sindacale, un documento che il Direttore dell&#8217;Ufficio Scolastico Regionale dell&#8217;Emilia Romagna, dott. Catalano, ha inviato ai Direttori degli Uffici Scolastici Provinciali della regione, chiedendo loro una simulazione della possibile riduzione di orgnaico applicando un semplice criterio:
A TUTTE LE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2224" title="logofuturoscuola-l4" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l4-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l4" width="100" height="100" />A rendere ancora più preoccupante la previsione degli imminenti tagli, in questi giorni è circolato, da fonte sindacale, un <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=48" target="_blank"><strong><span style="font-size: medium;">documento </span></strong></a>che il Direttore dell&#8217;Ufficio Scolastico Regionale dell&#8217;Emilia Romagna, dott. Catalano, ha inviato ai Direttori degli Uffici Scolastici Provinciali della regione, chiedendo loro una simulazione della possibile riduzione di orgnaico applicando un semplice criterio:<br />
<strong>A TUTTE LE CLASSI PRIME SARANNO ASSEGNATI GLI ORGANICI PER SOLE 27 ORE!!?</strong><br />
Se questo dovesse verificarsi, tutte le compresenze delle classi successive sarebbero automaticamente destinate a &#8220;riempire&#8221; le restanti ore delle classi prime; tutte le classi vedrebbero moltiplicarsi gli insegnanti di riferimento&#8230;<br />
Questo segnerebbe fin da subito la scomparsa dei modelli educativi e didattici del tempo pieno e del modulo, su tutte le classi.<br />
<strong><span style="font-size: large;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=48" target="_blank">Vedi allegato </a></span></strong>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>&#8220;Scuole in bancarotta&#8221; non ci sono nemmeno i soldi per gli insegnanti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 18:07:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riffe per lo stipendio ai supplenti I presidi: &#8220;Scuole in bancarotta&#8221;
aiuto In principio era il sapone per il bagno, i fazzoletti di carta per il raffreddore, i bicchierini di plastica per bere, le risme di fogli (anche usati) per disegnare. Poi si è allargato il tiro alle fotocopie, si sono cercati «genitori volontari» per rimediare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2217" title="logofuturoscuola-l3" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l3-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l3" width="100" height="100" />Riffe per lo stipendio ai supplenti I presidi: &#8220;Scuole in bancarotta&#8221;</p>
<p>aiuto In principio era il sapone per il bagno, i fazzoletti di carta per il raffreddore, i bicchierini di plastica per bere, le risme di fogli (anche usati) per disegnare. Poi si è allargato il tiro alle fotocopie, si sono cercati «genitori volontari» per rimediare tovaglie nuove per la mensa, mamme di buoncuore per i lavaggi settimanali e mensili dell&#8217;arredo scolastico. Adesso alle famiglie tocca pagare pure i supplenti. Le scuole sono al collasso. Soldi in arrivo non se ne vedono e i dirigenti scolastici per pagare i precari sono costretti a utilizzare il fondo cassa del proprio istituto. Soldi destinati ad altre attività, come quelli per le gite, per bandi e progetti per migliorare la didattica, ma anche soldi raccolti attraverso lotterie scolastiche, mercatini di Natale, vendita di uova di Pasqua. Tutto per far fronte a quella voragine, creata dai crediti mai saldati dal ministero dal 2006 e che va sotto la voce di «supplenze», appunto. L&#8217;appello per le scuole in bancarotta è stato lanciato anche dalla Cisl lombardia che qualche giorno fa ha chiesto al direttore regionale Anna Maria Dominici un incontro per cercare una soluzione.</p>
<p><span id="more-2216"></span><br />
Ammanchi fino a 500mila euro<br />
«A cinque mesi dalla chiusura delle scuole mancano i finanziamenti necessari per pagare i supplenti e ora sono a rischio anche i pagamenti dei commissari per gli esami di Stato &#8211; spiega il coordinatore regionale dei dirigenti scolastici, Giuseppe Biati -. Le scuole sono al tracollo e molti istituti bancari con i quali avevano stipulato accordi, non rinnovano le convenzioni. Chi ha pochi crediti arriva fino a 90mila euro. Così i soldi del fondo d&#8217;Istituto, quelli destinati alle attività extrascolastiche e quelli che i genitori versano per le gite, per il diritto allo studio o che raccolgono attraverso lotterie e mercatini finiscono nel calderone delle supplenze. Le scuole sono costrette a tassare le famiglie per andare avanti, a esigere contributi volontari per pagare l&#8217;Enel o la carta igienica. Ma la coperta è sempre troppo corta».<br />
Non si parla di bruscolini, ma di medie che si aggirano attorno ai centomila euro per scuola con punte di 500mila.<br />
«Il problema è drammatico &#8211; conferma Anna Sandi, dirigente dell&#8217;Istituto comprensivo di via Vespri Siciliani, 800 alunni distribuiti su due elementari e una materna -. Ho un cumulo di crediti che supera i 130mila euro. Sto dando fondo alla cassa per pagare i supplenti, ma così non riusciamo ad andare avanti. Cosa faccio? Non uso più le compresenze per fini didattici, ma solo per supplire agli assenti e quando manca un insegnante sono costretta a dividere i bambini su varie classi, anche se questo non si potrebbe fare. Una volta ho riunito tre classi in palestra, tutti a vedere un film». Il problema è sentito di più per le materne e elementari perché con i bambini piccoli la necessità di controllo è maggiore. «Non posso lasciare bambini di 5 anni incustoditi &#8211; continua la preside -. Ma non posso neppure chiamare un supplente e dirgli che lo pagherò fra tre anni. Esiste anche il sacrosanto diritto alla retribuzione. Se non verremo aiutati saremo costretti a prendere misure estreme, anche sospendere il servizio».<br />
Pagano i genitori<br />
Altra scuola, altra voragine: al comprensivo di via Scialoia 700 studenti per due materne, una scuola primaria e una media il «buco» ha raggiunto i 180mila euro. Racconta la dirigente Ida Morello: «Per la scuola primaria chiamo il supplente solo se l&#8217;assenza è superiore ai cinque giorni, per le medie solo se è oltre ai 15. Prima di acquistare qualcosa ci pensiamo dieci volte. Il tutto a scapito dell&#8217;offerta formativa, è ovvio. I pc sono vecchissimi, ma non possiamo cambiarli, per il laboratorio di musica si sono fatti avanti i genitori, che raccogliendo contributi volontari sono riusciti ad acquistare qualche strumento musicale. Ma noi siamo in una zona ad alto processo migratorio, dove le famiglie fanno fatica anche a sborsare contributi minimi. E poi questa è la scuola dell&#8217;obbligo non si può farla pagare alle famiglie». I genitori, per fortuna. «Perché spesso è grazie a loro &#8211; continua la preside &#8211; che si racimola qualche soldo: lotterie, vendita di libri usati, mercatini, i comitati di madri e padri si ingegnano per aiutare le casse desolatamente vuote». «Noi vantiamo un credito di 200mila euro &#8211; racconta Lorena Peccolo, dirigente all&#8217;istituto comprensivo di Vimodrone -. È una situazione imbarazzante e tragica: ogni anno dirotto tutto il fondo di istituto per pagare i supplenti. Quando i soldi non ci sono taglio. Un esempio? Non pago la mensa per i docenti dal 2002. Così a mia volta ho accumulato un debito nei confronti del Comune di oltre 30mila euro. Noi siamo fortunati: l&#8217;amministrazione comunale è molto attenta alla politica scolastica e ci sovvenziona tutti i progetti di qualità e le attività extrascolastiche». E c&#8217;è chi con poche decine di migliaia di euro a credito può dirsi fortunato. È il caso di Aldo Acquati, dirigente del comprensivo Italo Calvino e presidente dell&#8217;Asam, un&#8217;associazione di categoria. «Siamo aiutati dai genitori, che racimolano sempre piccoli tesoretti». Cosa succederà ora? «Noi denunciamo da anni una situazione critica nelle scuole. Il problema è che il ministero ha azzerato i trasferimenti dei fondi negli istituti, e questi non sono più in grado di fare bilanci. Dal prossimo anno saremo al paradosso. Perché con i tagli di organici i primi a essere fatti fuori saranno i precari, quelli che fanno le supplenze annuali. Si dovrà ricorrere a quelle brevi, ma per queste non ci sono soldi. Un circolo vizioso, senza uscite».<br />
di Alessandra Pasotti</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=333226" target="_blank">ilgiornale.it</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA, verbale del 06/03/09</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:41:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
 ven 6 marzo, SINTESI DELLE DECISIONI PRESE

Tutti abbiamo riconosciuto la necessità di una mobilitazione grossa in questo momento, per non lasciare passare sotto silenzio lo straordinario risultato delle iscrizioni, e per valorizzare l&#8217;enorme numero di modelli di iscrizione e riconferma integrativi che stiamo raccogliendo (comunicheremo i numeri precisi al termine del conteggio&#8230;).
La scure dei tagli annunciati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2199" title="bologna_torri-garisenda-asinelli1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/bologna_torri-garisenda-asinelli1-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli1" width="100" height="100" />ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</strong></p>
<p align="center"><strong> ven 6 marzo, SINTESI DELLE DECISIONI PRESE</strong></p>
<p align="center">
<p>Tutti abbiamo riconosciuto la necessità di una mobilitazione grossa in questo momento, per non lasciare passare sotto silenzio lo straordinario risultato delle iscrizioni, e per valorizzare l&#8217;enorme numero di modelli di iscrizione e riconferma integrativi che stiamo raccogliendo (comunicheremo i numeri precisi al termine del conteggio&#8230;).</p>
<p>La scure dei tagli annunciati si rivela ancora più drammatica.</p>
<p>Tutte le classi rischiano di perdere risorse, compresenze, ma rischiano anche di diventare &#8220;classi a spezzatino&#8221;, se dovessero verificarsi le voci di riduzione di organico su tutte le classi prime del prossimo anno scolastico.</p>
<p>L&#8217;assegnazione degli organici alle scuole è imminente (probabilmente entro fine marzo).</p>
<p>E&#8217; importante fare sentire la nostra voce, ancora, proprio ora, che dica &#8220;NO AI TAGLI&#8221;.</p>
<p align="center">S&#8217;è concordato pertanto di organizzare una</p>
<p align="center"><strong>MANIFESTAZIONE REGIONALE a BOLOGNA </strong></p>
<p align="center"><strong>per VENERDI&#8217; 20 MARZO, a partire dalle ore 17,30,</strong></p>
<p align="center"><strong>con concentramento in via Rizzoli, sotto le due torri,</strong></p>
<p align="center">
<p align="center">per dare visibilità alla RACCOLTA DEI MODELLI INTEGRATIVI, con cui tantissimi genitori chiedono che siano mantenuti gli attuali modelli didattici e</p>
<p align="center"><span id="more-2200"></span>organizzativi.</p>
<p>La scelta del venerdì, che penalizza di certo soprattutto chi deve venire dalle altre città della regione, è dovuta alla recente interdizione della T del centro alle manifestazioni di sabato e domenica.</p>
<p>Quel giorno <strong>RACCOGLIEREMO</strong> in piazza fisicamente tutti gli scatoloni con i modelli integrativi raccolti in tutte le città dell&#8217;Emilia Romagna, che poi <strong>ANDRANNO CONSEGNATI ALL&#8217;UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE IN UN GIORNO FERIALE DELLA SETTIMANA SUCCESSIVA, IN ORARIO D&#8217;UFFICIO, AD OPERA DI UNA DELEGAZIONE BOLOGNESE E DELLE ALTRE CITTA&#8217; DELLA REGIONE,</strong> se è possibile<strong>.</strong></p>
<p>Ora ci si rimette in moto perchè il 20 marzo si sia in tanti e si costruisca un bell&#8217;evento. Si tratta di diffondere il più possibile l&#8217;informazione che la riduzione di organico ricadrà su tutte le classi, che la firma sui modelli integrativi che tantissimi hanno messo, ora va fatta pesare, va resa visibile.</p>
<p>Si possono organizzare nuove assemblee nelle scuole, si possono distribuire i volantini, che faremo avere al più presto, si può rimettere in moto il passaparola che ci caratterizza.</p>
<p>Nei prossimi giorni il gruppo di lavoro farà proposte organizzative più precise per quella giornata.</p>
<p>Stiamo lavorando perchè sia possibile anche <strong>PORTARE GLI SCATOLONI A ROMA, </strong>perchè i modelli integrativi siano recapitati alla vera destinataria delle nostre richieste, la Ministra.</p>
<p>L&#8217;ipotesi più probabile è quella di una massiccia delegazione da più città d&#8217;Italia possibile.</p>
<p align="center">Inoltre.</p>
<p align="center">Le scuole priomarie LONGHENA, FORTUZZI, ROMAGNOLI, XXI APRILE, BOTTEGO, SILVANI, MATTIUZZI CASALI, ARMANDI AVOGLI</p>
<p align="center">invitano genitori e insegnanti all&#8217;incontro</p>
<p align="center"><strong>LE SCUOLE PRIMARIE S&#8217;INTERROGANO SUL VOTO</strong><strong></strong></p>
<p align="center"><strong>MERCOLEDI&#8217; 11 MARZO ore 20,30</strong></p>
<p align="center"><strong>SALA del SILENTIUM, quartiere S.Vitale, vicolo Bolognetti 2, Bologna</strong></p>
<p>Ci saranno interventi di insegnanti, genitori e professori dell&#8217;Università di scienze della Formazione di Bologna.</p>
<p>Vedi volantino allegato.</p>
<p align="center">Infine.</p>
<p><strong>Ricorso contro la circolare sulle iscrizioni</strong>:</p>
<p>martedì 10 marzo banchetto davanti alle scuole elementari XXI Aprile, dalle 16 alle 17.</p>
<p>Elena.</p>
<p>^((P. S. Chi avesse ancora modelli da consegnare mi chiami: 333 42 69 308))</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Formazione in ingresso per il personale docente ed educativo &#8211; Anno scola­stico 2008-2009, Decreto ministeriale n. 61 del 10 luglio 2008</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/formazione-in-ingresso-per-il-personale-docente-ed-educativo-anno-scola%c2%adstico-2008-2009-decreto-ministeriale-n-61-del-10-luglio-2008/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 00:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca
Dipartimento per l&#8217;istruzione
Direzione generale per il personale scolastico
Ufficio VI
Prot.n. AOODGPER. 2360
Roma, 23 febbraio 2009
Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
All&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica Via M. Buonarroti, n.10 50122       FIRENZE
e,p.c.        Ai Responsabili degli Uffici Scolastici Provinciali
LORO SEDI
All&#8217;Intendente Scolastico Italiano Provincia Autonoma di
BOLZANO
All&#8217;Intendente Scolastico Tedesco
BOLZANO
All&#8217;Intendente Scolastico Ladino
BOLZANO
Alla Provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2181" title="logofuturoscuola-l2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l2-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l2" width="80" height="80" /><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2182" title="logo-ministero-p-i-repubblica-italiana2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logo-ministero-p-i-repubblica-italiana2-100x100.jpg" alt="logo-ministero-p-i-repubblica-italiana2" width="80" height="80" /></p>
<p align="center">Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</p>
<p align="center">Dipartimento per l&#8217;istruzione</p>
<p align="center">Direzione generale per il personale scolastico</p>
<p align="center"><em>Ufficio VI</em></p>
<p style="text-align: left;">Prot.n. AOODGPER. 2360</p>
<p style="text-align: left;">Roma, 23 febbraio 2009</p>
<p>Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali</p>
<p>LORO SEDI</p>
<p>All&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica Via M. Buonarroti, n.10 50122       FIRENZE</p>
<p>e,p.c.        Ai Responsabili degli Uffici Scolastici Provinciali</p>
<p>LORO SEDI</p>
<p>All&#8217;Intendente Scolastico Italiano Provincia Autonoma di</p>
<p>BOLZANO</p>
<p align="left">All&#8217;Intendente Scolastico Tedesco</p>
<p>BOLZANO</p>
<p align="left">All&#8217;Intendente Scolastico Ladino</p>
<p>BOLZANO</p>
<p>Alla Provincia Autonoma Dipartimento Istruzione</p>
<p align="center">TRENTO</p>
<p>Alla Regione Autonoma della Valle d&#8217;Aosta Assessorato Istruzione e Cultura Direzione Personale Scolastico</p>
<p align="center">AOSTA</p>
<p>Al Capo Dipartimento per l&#8217;Istruzione</p>
<p>Al Direttore Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di Istruzione e per l&#8217;Autonomia Scolastica</p>
<p>Al Capo dell&#8217;Ufficio Legislativo</p>
<p>Al Capo del Servizio Controllo Interno</p>
<p>LORO SEDI</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>Oggetto: Formazione in ingresso per il personale docente ed educativo &#8211; Anno scola­stico 2008-2009</strong></span></p>
<p>Il Decreto ministeriale n. 61 del 10 luglio 2008 evidenzia con le allegate tabelle la ripartizione per ciascuna provincia dei docenti per la scuola dell&#8217;infanzia, la scuola primaria, la scuola secondaria di primo e di secondo grado e per il personale educati­vo, oltre alla ripartizione di posti assegnati a ciascun profilo professionale del perso­nale ATA. Per il predetto personale docente ed educativo (docenti dei diversi ruoli, posti e classi di concorso, previsti dalla tabella allegata al medesimo D.M. 61/2008) occorre avviare nel corrente anno scolastico le procedure per l&#8217;anno di formazione regolate dall&#8217;articolo 440 del Decreto Legislativo n. 297/94.</p>
<p><span id="more-2178"></span></p>
<p>La formazione in ingresso prevista contrattualmente per i neoassunti in ruolo, ai sensi dell&#8217;articolo 68 del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto scuola, co­stituisce un obbligo contrattuale e trova rispondenza nel Contratto Collettivo Nazio­nale Integrativo concernente la formazione del personale docente, educativo, ammini­strativo tecnico e ausiliario relativa all&#8217;anno scolastico 2008/2009 (sottoscritto il 4 lu­glio 2008) e nella contrattazione collettiva integrativa a livello regionale.</p>
<p>In tale quadro di riferimento gli Uffici Scolastici Regionali forniranno informa­zioni alle Organizzazioni sindacali sulle modalità di attuazione delle iniziative di formazione in ingresso che organizzeranno per i docenti neoimmessi in ruolo.</p>
<p>Con l&#8217;occasione si rappresenta che questa Direzione Generale ha avviato il confronto con le parti sociali per la sottoscrizione del Contratto Collettivo Integrativo nazionale relativo all&#8217;anno scolastico 2009-2010.</p>
<p>Per il corrente anno scolastico, in continuità con il processo di formazione in atto, questa Direzione Generale ha provveduto a finanziare l&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica ex INDIRE coi fondi necessari per proseguire la sua funzione finalizzata, tra l&#8217;altro, a fornire strumenti e servizi per le scuole che accolgono il personale neoimmesso in ruolo nel corrente anno scolastico.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;AMBIENTE DI FORMAZIONE</strong></p>
<p>L&#8217;ambiente di formazione per i docenti neoassunti in ruolo, in coerenza con quanto già realizzato in passato, rappresenta un&#8217;offerta formativa rivolta a tutte le ti­pologie di insegnanti e articolata in modo da stimolare una autonoma riflessione sulle competenze metodologico-didattiche, psico-pedagogiche, disciplinari, relazionali e comunicative attinenti ai profili professionale di riferimento. È proposto come vero e proprio servizio messo a disposizione dei docenti neoassunti, che hanno potuto nei primi mesi del corrente anno scolastico, secondo le proprie esperienze e il vissuto personale, entrare in relazione con i diversi soggetti dai quali sono affiancati in que­sto periodo di crescita professionale (il tutor della scuola, il dirigente scolastico, il Collegio dei docenti, i colleghi), e che si sono dovuti confrontare con le sollecitazioni provenienti dall&#8217;ordinamento vigente.</p>
<p>Le iniziative formative destinate ai docenti neoassunti si inquadrano nella complessiva offerta di opportunità di formazione permanente, e possono essere fatto­re determinante per promuovere modalità attive e consapevoli di esercizio della fun­zione docente, adeguate alle innovazioni della scuola e alle trasformazioni della so­cietà.</p>
<p>L&#8217;intera proposta formativa, a partire da quella in ingresso, è costruita come un &#8220;ambiente integrato&#8221; di apprendimento e rappresenta una opportunità connotata da ampi margini di discrezionalità e di scelta, tale da valorizzare al massimo l&#8217;esperienza professionale e da avviare a una piena autonomia di ricerca culturale, didattica e or­ganizzativa sin dall&#8217;anno di prova.</p>
<p>Tra le opportunità da organizzare a sistema, le iniziative di formazione inizia­le, in ingresso e in servizio, assieme all&#8217;autoaggiornamento, fanno dunque parte di un unico processo di apprendimento che deve durare, con caratteristiche di coerenza e di continuità, per tutto l&#8217;arco della vita lavorativa.</p>
<p>Lo sviluppo della professionalità docente si realizza all&#8217;interno dell&#8217;istituzione scolastica quale sede naturale di confronto e di condivisione delle scelte educative,</p>
<p>didattiche e organizzative che caratterizzano il Piano dell&#8217;Offerta formativa e deter­minano il Patto di corresponsabilità con le famiglie.</p>
<p>Da tempo, per costruire una offerta formativa adeguata al personale neoassunto l&#8217;ambiente e-learning, specie se integrato da fondamentali momenti in presenza, si presenta come modello particolarmente idoneo, in quanto consente interventi forma­tivi di vasta ampiezza, economici, interattivi, personalizzabili, ripetuti e distesi nel tempo, aggiornabili e implementabili in progress. Un sistema di formazione continua funzionale si fonda, infatti, non sulla mera fruizione dei contenuti, ma sull&#8217;apprendimento on the job, in modo che il learning by doing stabilisca una signi­ficativa relazione fra l&#8217;esperienza e la riflessione. Nel campo della scuola questo si­gnifica la valorizzazione delle pratiche della ricerca-azione, ove è caratterizzante l&#8217;intreccio tra momenti di riflessione/approfondimento e momenti di esperien­za/realizzazione, tra apprendimenti di nuove conoscenze e verifica della loro utilità nella pratica operativa.</p>
<p>Il percorso formativo della ricerca-azione consente, inoltre, continui rinvii all&#8217;attività di servizio e fornisce al docente in formazione strumenti e metodi per au-tovalutarsi, aggiornarsi e misurarsi con i bisogni degli alunni e del territorio in uno stile di insegnamento progressivamente rivolto alla costruzione del curricolo, alla sua rimodulazione e alla verifica degli apprendimenti.</p>
<p>A livello di singola istituzione scolastica o di reti di scuole, la formazione terrà conto delle competenze possedute dagli insegnanti, delle domande formative da sod­disfare, ma anche dei bisogni didattico-organizzativi delle scuole.</p>
<p>E&#8217; importante, a tale riguardo, che il contesto organizzativo assuma il valore aggiunto dell&#8217;apprendimento conseguito dal singolo docente in formazione e tenda a favorire l&#8217;opportunità di coniugare l&#8217;agire concreto, legato ai compiti e alle responsa­bilità dell&#8217;insegnante in formazione, con lo sviluppo di un&#8217;attitudine permanente alla riflessività. In questo senso, il tutor di scuola e i colleghi del team di appartenenza del docente in formazione concorreranno a costituire un ambiente laboratoriale di forma­zione, dove è possibile approfondire e sottoporre a verifica i materiali disponibili in piattaforma, mettendo così ancor più in evidenza che l&#8217;attività ordinaria di una scuola costituisce essa stessa un &#8220;laboratorio&#8221; per la formazione.</p>
<p>Per una più puntuale illustrazione dei contenuti dell&#8217;ambiente di apprendimen­to si fa rinvio al piano editoriale prelevabile dalla pagina <a href="http://puntoeduri.indire.it/digiscuola/auth/index.php?action=asklogisc&amp;go=..%2Fdigiscuola%2Fiscrizioni%2F" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">http://puntoeduri.indire.it/digiscuola/auth/index.php?action=asklogisc&amp;go=..%2Fdigiscuola%2Fiscrizioni%2F</span></a><a href="http : //for. indire. it/neoas sunti2009/i scrizioni" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"></span></a></p>
<p align="left">
<p style="text-align: center;"><strong>INDICAZIONI OPERATIVE</strong></p>
<p>Secondo i parametri del modello e-learning integrato è prevista la partecipa­zione a momenti di formazione on-line e a incontri in presenza; questi ultimi sono promossi e organizzati dagli Uffici Scolastici Regionali con le risorse iscritte nei ri­spettivi capitoli di bilancio e oggetto di contrattazione integrativa regionale.</p>
<p>Complessivamente le attività formative prevedono non meno di 40-50 ore (ar­ticolate in 20-25 ore in presenza e 20-25 ore a distanza), coordinate da un tutor, facili-tatore d&#8217;apprendimento. Ogni incontro in presenza sarà, in via ordinaria, organizzato in classi di non meno di 15 e non più di 30 docenti, provenienti dai due cicli scolasti­ci, purché gravitanti nello stesso ambito territoriale. L&#8217;attività di formazione può pre­vedere anche la costituzione di specifici gruppi di lavoro.</p>
<p>Il coordinamento e la direzione di ciascun corso è affidata a un Dirigente scola­stico, che ha compiti amministrativo-gestionali e ha la responsabilità dell&#8217;attestazione finale delle ore di formazione. La conduzione dei gruppi di docenti in formazione po­trà essere affidata a insegnanti o dirigenti scolastici individuati prioritariamente tra coloro già coinvolti in esperienze pregresse di formazione secondo il modello e-learning integrato.</p>
<p>Ogni Ufficio Scolastico Regionale provvederà ad organizzare i corsi relativi ai docenti neoassunti del territorio di riferimento secondo principi di efficacia ed eco­nomicità. Si allegano, a titolo esemplificativo, due schemi organizzativo-finanziari da tenere presente come riferimento di base, al fine di rendere il più possibile uniformi i costi di gestione. (All.n.1)</p>
<p>Parimenti in allegato (All.n.2) si riporta la scheda relativa alla procedura di i­scrizione per i docenti neoassunti, che dovrà essere curata dalle istituzioni scolastiche &#8211; sedi di servizio &#8211; e che sarà disponibile a partire dal 2 marzo p.v. alla pagina <span style="text-decoration: underline;">http : //for.indire. it/neoassunti2009/i scrizioni</span></p>
<p>Sarà possibile per i tutor di scuola accedere all&#8217;ambiente di lavoro in piattafor­ma per una collaborazione con il tutor on-line.</p>
<p>Si ricorda che l&#8217;ambiente di formazione docenti neoassunti a.s. 2007/2008 ri­marrà aperto solo in consultazione nell&#8217;area formazioni concluse.</p>
<p>L&#8217;attività formativa per i corsisti neoassunti in ruolo nel corrente anno scolasti­co e per coloro che, a vario titolo, non hanno assolto al periodo di formazione in in­gresso avrà inizio il 23 marzo 2009.</p>
<p>Si sottolinea che l&#8217;ambiente di formazione Puntoedu neoassunti costituisce solo un servizio e un&#8217;opportunità assicurata a livello nazionale da mettere a disposizione dei docenti neoimmessi in ruolo, i quali, tuttavia, anche in relazione alla programma­zione formativa avviata a livello regionale e oggetto di contrattazione collettiva integrativa, possono decidere di utilizzare altre opportunità formative promosse a livello territoriale.</p>
<p>Sarà cura degli Uffici Scolastici Regionali far conoscere alla scrivente Direzio­ne generale, per ogni opportuna valorizzazione, eventuali modalità di formazione al­ternative all&#8217;offerta qui disegnata.</p>
<p>Permangono in vigore, per quanto non innovato dalla presente circolare, le in­dicazioni di chiarimento emanate con la nota prot.n. AOODGPER 3699 del 29 feb­braio 2008.</p>
<p align="left">
<p style="text-align: center;"><strong>ITINERARI FORMATIVI PER I DOCENTI NEOASSUNTI</strong></p>
<p>Nell&#8217;ambito delle offerte formative messe a disposizione nella piattaforma A­genzia scuola dell&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica ex INDIRE, i docenti, d&#8217;intesa col tutor, possono sempre scegliere di impostare il pro­prio percorso di formazione in modo personalizzato, per stabilire opportune connes­sioni tra i percorsi esistenti in piattaforma e le proprie esperienze e competenze e i propri bisogni formativi specifici.</p>
<p>Una quota parte del monte orario complessivo (orientativamente 5 ore in pre­senza e 5 ore a distanza) è destinata ad offrire un momento formativo di base, omo­geneo nei contenuti e nelle modalità di realizzazione, mirato a diffondere le cono­scenze essenziali sul contesto dell&#8217;autonomia, sulle innovazioni ordinamentali in atto e su approfondimenti generali circa le competenze metodologiche e didattiche relati­ve al segmento scolastico di riferimento.</p>
<p>Ferma restando, come sopra accennato, la possibilità di assolvere all&#8217;obbligo di formazione previsto dall&#8217;anno di prova utilizzando altre opportunità formative pro­mosse a livello territoriale o di singola scuola, in coerenza con i progetti di formazio­ne già in atto e con l&#8217;assetto del modello organizzativo di e-learning integrato, da quest&#8217;anno, in relazione alla disciplina insegnata e al segmento scolastico di apparte­nenza, saranno resi disponibili anche spazi e materiali formativi appositamente enu­cleati nell&#8217;ambito del complesso dei materiali elaborati nei Piani nazionali di forma­zione ISS (Insegnare scienze sperimentali), Mat@bel (Matematica e apprendimenti di base con e-learning) e Poseidon (Piano di formazione per docenti di area linguistico-letteraria) nonché attività formative enucleate dall&#8217;ambiente PuntoEdu Lingue &#8211; Area metodologica &#8211; inerente al piano di formazione per i docenti di scuola primaria sprovvisti dei titoli per insegnare inglese avviato ai sensi della comunicazione di ser­vizio 1446/05.</p>
<p>Le attestazioni dei sopra citati itinerari formativi per i docenti neoassunti, ove documentino una porzione definita del complessivo percorso di riferimento (Mat@bel, Poseidon, eccetera) costituiscono credito formativo.</p>
<p>In particolare, per il corrente anno scolastico, al fine di evitare la frammenta­zione delle iniziative e porre in essere interventi organici e coerenti con i processi in­novativi in atto, si ritiene doveroso offrire a tutti i docenti neoassunti nella scuola primaria che stanno svolgendo il corso linguistico in presenza, di cui alla citata co­municazione di servizio, l&#8217;opportunità di svolgere come parte della formazione in in­gresso il percorso metodologico in e-learning (20 ore in presenza e 20 ore a distanza) proposto originariamente ai docenti di scuola primaria in possesso del livello di com­petenza A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento.</p>
<p>Tale opportunità è altresì estesa ai docenti neoassunti nella scuola primaria che, privi dei requisiti per l&#8217;insegnamento della lingua inglese, si sono resi disponibili alla frequenza dei suddetti corsi.</p>
<p>Le attività di formazione metodologica svolte e documentate varranno dunque a tutti gli effetti sia per il superamento del periodo di prova sia per il conseguimento dell&#8217;attestato finale necessario all&#8217;insegnamento della lingua inglese nella scuola pri­maria, previo completamento dell&#8217;intero percorso formativo e superamento dell&#8217;esame per il livello linguistico B1.</p>
<p>L&#8217;offerta formativa presente in Puntoedu lingue-Area Metodologica &#8211; organiz­zata in nuclei tematici con attività laboratoriali e materiali teorici di riferimento, già prevede, del resto, un ampio ventaglio di moduli rivolti a varie tipologie di esigenze e di insegnanti, nonché la possibilità, con la guida dell&#8217; e-tutor, di personalizzare il per­corso di apprendimento e armonizzare gli approfondimenti teorici con la formazione sul lavoro. Ciononostante, al fine di insistere in modo più coerente sulle esigenze specifiche dei docenti neoassunti, saranno segnalati i materiali e le attività laborato-riali che presentino caratteristiche tali da coprire sia le esigenze pedagogico-didattiche generali sia quelle più strettamente correlate all&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese.</p>
<p>Come è ovvio qualsiasi opzione formativa sopra indicata dovrà necessariamen­te concludersi entro i termini previsti per la formazione dei neoassunti.</p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>f.to IL DIRETTORE GENERALE</strong></p>
<p><strong>Luciano Chiappetta</strong></p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>Allegato 1</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Schemi organizzativo-finanziari dei corsi</strong></p>
<p>Ogni Ufficio Scolastico Regionale, nell&#8217;organizzare secondo principi di effica­cia ed economicità i corsi relativi ai docenti neoassunti del territorio potrà tenere pre­sente le seguenti tabelle di costi, con le quali si tende al fine di rendere il più possibile uniforme l&#8217;organizzazione della gestione nell&#8217;ambito delle ore previste, che, si sotto­linea, non possono essere inferiori al programmato ventaglio di 20-25 ore.</p>
<p>MODELLO 25 h presenza</p>
<p>Direzione                                                     129,12</p>
<p>Docenza presenza                                    1033,00</p>
<p>Assistenza on-line (forfettaria)              200,00</p>
<p>Supporto amministrativo                        102,00</p>
<p>Oneri                                                             124,45</p>
<p>Spese                                                               86,42</p>
<p align="right">Totale        1700,00</p>
<p>MODELLO</p>
<p>20 h presenza</p>
<p>Direzione                                                     103,30</p>
<p>Docenza presenza                                      826,40</p>
<p>Assistenza on-line (forfettaria)              200,00</p>
<p>Supporto amministrativo                        102,00</p>
<p>Oneri                                                             104,69</p>
<p>Spese                                                            143,60</p>
<p align="right">Totale        1500,00</p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>Allegato 2</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Procedura di iscrizione</strong></p>
<p>Gli Istituti Scolastici statali di ogni ordine e grado, compresi i convitti e gli e­ducandati, utilizzando il codice meccanografico e la password utilizzata per le iscri­zioni alle iniziative di Puntoedu, possono iscrivere i propri docenti e il personale edu­cativo come corsisti ad uno degli ambienti di apprendimento predisposti per i neoas­sunti dall&#8217;Agenzia per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica ex INDIRE, prelevan­do i dati anagrafici degli utenti previsti nell&#8217;elenco fornito dal MIUR.</p>
<p>I docenti neoassunti in elenco compaiono con la specifica dell&#8217;istituzione sco­lastica sede di servizio o in alcuni casi con il codice meccanografico della dotazione organica provinciale; anche per il personale educativo è specificato il codice della do­tazione organica provinciale. Le scuole devono anche integrare le iscrizioni per i do­centi assunti negli anni precedenti che non abbiano ancora assolto gli obblighi della formazione.</p>
<p>Le istituzioni scolastiche possono iscrivere i docenti ad una delle seguenti azioni di formazione per neoassunti selezionando la formazione prescelta tra:</p>
<p>-     Puntoedu docenti neoassunti- M@tabel (rivolto ai docenti neoassunti per le</p>
<p align="left">classi di concorso- A047, A048, A049, A059)</p>
<p>-      Puntoedu docenti neoassunti-Poseidon (rivolto ai docenti neoassunti per le classi di concorso A043, A050, A051, A052, A245-246, A345-346, A445-446, A545-546)</p>
<p>-      Puntoedu docenti neoassunti &#8211; ISS (rivolto ai docenti neoassunti per le classi di concorso A012, A013, A038, A049, A054, A057, A059, A060)</p>
<p>-      Puntoedu docenti neoassunti &#8211; Lingua inglese area metodologica (rivolto ai docenti neoassunti di scuola primaria privi dei requisiti per l&#8217;insegnamento del­la lingua inglese)</p>
<p align="center"><strong>-   Puntoedu docenti neoassunti generale (consentito a tutti i docenti neoassunti)</strong></p>
<p>Nel caso di insegnanti che non siano compresi nell&#8217;elenco, le scuole dovranno proce­dere all&#8217;iscrizione attraverso la funzione &#8220;Iscrivi manualmente&#8221; Per gli insegnanti di religione cattolica la materia di insegnamento da indicare è &#8220;rel&#8221; .</p>
<p align="left">N.B. L&#8217;e-mail e il codice fiscale sono campi obbligatori ai fini dell&#8217;iscrizione. Si invita ad indicare l&#8217;indirizzo e-mail personale del corsista.</p>
<p>Gli Uffici Scolastici Regionali, utilizzando i codici di accesso specifici comu­nicati dall&#8217;Agenzia, possono:</p>
<p align="left">-  iscrivere e-tutor e direttori di corso.</p>
<p>-  visionare lo stato delle iscrizioni per i vari ambienti di formazione a livello provin­ciale e organizzare i corsi.</p>
<p>Ad ambiente formativo aperto, l&#8217;e-tutor potrà popolare la classe virtuale asso­ciandosi i nominativi dei corsisti che incontra in presenza. Una volta associati, i cor­sisti hanno accesso completo all&#8217;ambiente formativo.</p>
<p>La comunicazione della password agli utenti è a carico dell&#8217;istituzione che li ha iscritti: la scuola, l&#8217;educandato o il convitto per i corsisti, l&#8217;Ufficio Scolastico Regio­nale per gli altri (e-tutor e direttori di corso).</p>
<p>Ad ambiente aperto sarà comunque disponibile una funzione &#8220;Non hai ricevuto Nome utente e password?&#8221; che permetterà di richiedere i codici che saranno inviati all&#8217;indirizzo di posta elettronica immesso all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione. Dal primo accesso all&#8217;ambiente di formazione l&#8217;utente avrà la possibilità di modificare il proprio profilo e l&#8217;indirizzo di posta elettronica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Come fare il login</strong></p>
<p>Le istituzioni scolastiche devono utilizzare come codice di accesso il codice meccanografico dell&#8217;istituto e la password utilizzata per le iscrizioni alle iniziative di Puntoedu.</p>
<p>Le scuole che non fossero in possesso della password d&#8217;istituto Puntoedu, pos­sono farne richiesta all&#8217;Agenzia compilando il modulo da scaricare on-line ed invian­dolo via fax al numero 055/2380393.</p>
<p>Gli Uffici Scolastici Regionali devono utilizzare come codici di accesso quelli specifici comunicati dall&#8217;Agenzia ex INDIRE.</p>
<p>In caso di problemi di funzionamento tecnico contattare neo2009-<span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:helpregistrazione@indire.it">helpregistrazione@indire.it</a></span>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I dati delle iscrizioni bocciano il modello Gelmini 2</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 22:40:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scuola. Iscrizioni boom tempo pieno: Il maestro unico va ko
Roma, 24 feb. &#8211; Boom di richieste per il tempo pieno e scarso entusiasmo per il maestro unico voluto dal governo Berlusconi. Sono questi i primi risultati che emergono dalle iscrizioni alla primaria per l&#8217;anno scolastico 2009 / 2010. Per scegliere la scuola dei sogni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2170" title="gelmini4_adn-200x1501" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini4_adn-200x1501-100x100.jpg" alt="gelmini4_adn-200x1501" width="100" height="100" /><span style="font-size: medium;"><strong>Scuola. Iscrizioni boom tempo pieno: Il maestro unico va ko</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Roma, 24 feb. &#8211; Boom di richieste per il tempo pieno e scarso entusiasmo per il maestro unico voluto dal governo Berlusconi. Sono questi i primi risultati che emergono dalle iscrizioni alla primaria per l&#8217;anno scolastico 2009 / 2010. Per scegliere la scuola dei sogni e i modelli orari preferiti c&#8217;è ancora tempo fino a sabato. Ma i giochi sono praticamente chiusi e, da Nord a Sud, le preferenze dei genitori, spesso più per questioni pratiche che &#8220;ideologiche&#8221;, sono andate al tempo pieno (con due docenti). Le richieste, dicono i presidi sentiti dalla Dire, sono &#8220;in aumento&#8221;. Mentre &#8220;sparuti&#8221; sono stati, almeno nelle grandi città, il &#8220;sì&#8221; al modello di 24 ore introdotto dal ministro Mariastella Gelmini. E chi non ha scelto la mensa per cinque giorni di seguito ha optato, in generale (anche al Sud, dove il tempo pieno va meno forte), per le 30 ore. Vale a dire tre giorni con il pasto a scuola e due giorni no. In questo caso il maestro unico c&#8217;è, ma è affiancato da altri docenti per il completamento dell&#8217;orario. &#8220;Le famiglie hanno chiesto molta scuola &#8211; conferma Adelia Pelosi, preside dell&#8217;istituto comprensivo Marino di Ponticelli, Napoli &#8211; hanno tutti chiesto il modello delle 40 ore per le prime dell&#8217;anno prossimo. Anche alle medie il tempo prolungato è andato per la maggiore&#8221;.</p>
<p>Dalla periferia ovest del capoluogo partenopeo al quartiere bene del Vomero le cose non cambiano. &#8220;La maggior parte delle famiglie ha scelto le 30 ore &#8211; conferma</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-2169"></span>Enzo Spina, capo dell&#8217;istituto comprensivo Maiuri &#8211; anche al Sud, ormai, proporre una scuola da quattro ore al giorno e&#8217; assurdo, le 24 ore non bastano&#8221;. Dal Sud si passa per il Centro: al 75^ circolo didattico di Roma, &#8220;il 99 % delle famiglie ha chiesto le 40 ore per le prime del prossimo anno- spiega la preside Lucia Carletti- una decina hanno chiesto le 30 ore, nessuna le 24. Nella mia zona, il quartiere Eur, ci sono molti figli di lavoratori più che di residenti, è normale che i genitori chiedano certi modelli orari&#8221;. In generale, &#8220;a Roma e nel Lazio &#8211; racconta Paolo Mazzoli, a capo dell&#8217;associazione scuole autonome Lazio &#8211; sta aumentando la richiesta di tempo pieno. Nel mio circolo, il 115° di Roma, abbiamo 4 prime per circa 100 alunni. Abbiamo avuto 140 richieste di iscrizione per il tempo pieno, siamo in esubero. C&#8217;è stata solo una richiesta per le 24 ore, una quindicina per le 30 ore&#8221;.</p>
<p>In Emilia-Romagna, a Bologna, la musica non cambia. La preside Daniela Turci dirige tre scuole primarie per un totale di 9 classi prime. In due scuole (la Cremonini &#8211; Ongaro e la Fatuzzi, 5 prime) le richieste di 40 ore sono state &#8220;il 100 %&#8221;. Nel terzo plesso (Carducci, 4 prime) la preferenza è andata alle 30 ore. &#8220;Nessuno ha chiesto le 24&#8243;. Sempre a Bologna, il preside Stefano Mari (che dirige le scuole XXI Aprile, Bombicci e Armandi-Avogli) conferma: &#8220;Le 40 ore e le 30 sono state scelte a maggioranza&#8221;.In Piemonte, nella provincia di Torino, il quadro che si va delineando è pressochè identico. L&#8217;associazione scuole autonome del Piemonte parla di &#8220;flop delle 24 ore e boom del tempo pieno, anche a scapito del modulo &#8211; spiega la presidente Nunzia Del Vento- chi prima sceglieva questa ultima formula, infatti, per paura che non gli sia garantita ha deviato sull&#8217;opzione delle 40 ore. Nei grandi centri urbani la scelta è questa&#8221;. Nella scuola della preside, la Gabelli, ci saranno 7 prime il prossimo anno. Solo 2 dei nuovi iscritti hanno chiesto le 30 ore, gli altri tutti 40.</p>
<p>Quanto ai moduli di iscrizione proposti, nelle scuole ha regnato il fai &#8211; da &#8211; te. Alcuni plessi hanno scelto quello proposto dal ministero, che elencava tutte le opzioni orarie: 24, 27, 30 e 40 ore. Altre, come la primaria Maffi di Roma, hanno offerto modelli propri con indicata solo l&#8217;opzione delle 40 ore. Altre ancora hanno proposto &#8220;ibridi&#8221; ulteriormente diversi: alla scuola falcone di Palermo il modello fai &#8211; da &#8211; te dell&#8217;istituto offre due curricula, uno a 27, l&#8217;altro a 30 ore.<br />
Fonte: <a href="http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=19145" target="_blank">diregiovani</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 19:18:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
Venerdì scorso l&#8217;assemblea s&#8217;è riunita ed ha cominciato a ipotizzare come mettere a frutto il risultato del grosso lavoro svolto durante questi mesi di &#8220;Campagna iscrizioni e riconferme&#8221;.
L&#8217;impressione è che il numero dei modelli integrativi consegnati alle segreterie sia davvero molto alto.
Ne abbiamo raccolti una parte, ma ci siamo anche dati un nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2140" title="bologna_torri-garisenda-asinelli" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/bologna_torri-garisenda-asinelli-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli" width="100" height="100" />ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</strong></p>
<p>Venerdì scorso l&#8217;assemblea s&#8217;è riunita ed ha cominciato a ipotizzare come mettere a frutto il risultato del grosso lavoro svolto durante questi mesi di &#8220;Campagna iscrizioni e riconferme&#8221;.</p>
<p>L&#8217;impressione è che il numero dei modelli integrativi consegnati alle segreterie sia davvero molto alto.</p>
<p>Ne abbiamo raccolti una parte, ma ci siamo anche dati un nuovo appuntamento per venerdì prossimo, per completare la raccolta, e decidere definitivamente le modalità di consegna all&#8217;Ufficio Scolastico Regionale (e/o al Ministero).</p>
<p align="center">Prossimo appuntamento</p>
<p align="center"><strong>VENERDI&#8217; 6 MARZO, ore 17</strong></p>
<p align="center"><strong>scuole Guido Reni, in vicolo Bolognetti</strong></p>
<p align="center"><strong>Chiediamo <span style="text-decoration: underline;">a tutti quelli che hanno contribuito alla raccolta dei modelli integrativi,</span> </strong></p>
<p align="center"><strong>di farceli avere entro quella data.</strong></p>
<p>Chi non avesse la possibilità di venire alle Guido Reni il 6, mi contatti telefonicamente, per accordarci per altre modalità di consegna (Elena 3334269308).</p>
<p><span id="more-2141"></span></p>
<p>Ricordo che i modelli devono essere prima <span style="text-decoration: underline;">protocollati</span> presso la segreteria della scuola di riferimento, anche con un protocollo complessivo &#8211; a tal fine allego ancora la nota del Dott. Catalano, Direttore dell&#8217;Ufficio Scolastico Regionale, nella quale si legge chiaramente che le scuole sono tenute a protocollare i modelli, magari concordando anche forme semplificate.</p>
<p>Se poi qualcuno riesce, sarebbe interessante anche <span style="text-decoration: underline;">raccogliere qualche dato percentuale</span> di plesso o di istituto/circolo: quanti modelli integrativi di iscrizione sono stati consegnati in rapporto al numero dei nuovi iscritti totale? Quanti modelli integrativi di riconferma in rapporto al totale degli alunni attualmente frequentanti?</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Manifestazione di consegna dei modelli integrativi</span></strong><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>all&#8217;Ufficio Scolastico Regionale a Bologna e/o al Ministero a Roma.</strong></p>
<p>Chiediamo a tutti di registrare in questi giorni il sentimento che prevale nelle varie scuole, per orientare la decisione in modo definitivo nell&#8217;assemblea di venerdì prossimo: manifestazione o delegazione? regionale o nazionale? a Bologna o a Roma?</p>
<p>Inoltre.<strong><span style="text-decoration: underline;"> Sulla valutazione.</span></strong></p>
<p>Durante l&#8217;assemblea le maestre e le mamme della Scuola Longhena hanno fatto un resoconto degli avvenimenti seguiti alla delibera del loro Collegio dei docenti contraria ai voti in decimi, al successivo ordine di servizio, alla decisione del gruppo docente di dare &#8220;il 10 pedagogico&#8221; accompagnato naturalmente da un giudizio analitico diverso per ogni bambina/o, alla visita ispettiva ancora in corso nella loro scuola.</p>
<p>Sull&#8217;argomento della valutazione durante l&#8217;assemblea ci sono stati interventi di genitori ed insegnanti, che hanno evidenziato l&#8217;esistenza di tanti problemi aperti e aspetti da approfondire.</p>
<p>Pe rispondere all&#8217;esigenza di trattare l&#8217;argomento in modo più diffuso, è prevista l&#8217;11 marzo un&#8217;iniziativa cui parteciperanno anche pedagogisti dell&#8217;università di Bologna (tra pochi giorni i dettagli).</p>
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		<title>Chiarimenti Trattenimento in servizio oltre i 65 anni.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 08:01:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Trattenimento in servizio oltre i 65 anni. Chiarimenti.
 
Il Miur con nota prot. 2316/bis del 20 febbraio 2009  ha fornito alle direzioni regionali chiarimenti in ordine all&#8217;applicazione prevista nella direttiva 13 del 2 febbraio u.s. dei cc. 2 e 3 dell&#8217;art. 509 del D.lvo 297/94.
L&#8217;amministrazione ha precisato che la richiesta di permanenza in servizio oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2108" title="logofuturoscuola-l" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/logofuturoscuola-l-100x100.jpg" alt="logofuturoscuola-l" width="100" height="100" />Trattenimento in servizio oltre i 65 anni. Chiarimenti.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il Miur con nota prot. 2316/bis del 20 febbraio 2009  ha fornito alle direzioni regionali chiarimenti in ordine all&#8217;applicazione prevista nella <a href="http://www.gildains.it/news/2009/1102_direttiva_cessazioni.htm" target="_blank">direttiva 13</a> del 2 febbraio u.s. dei cc. 2 e 3 dell&#8217;art. 509 del D.lvo 297/94.</p>
<p>L&#8217;amministrazione ha precisato che la richiesta di permanenza in servizio oltre i 65 anni di età, ma non oltre i 70, per raggiungere il minimo pensionabile, può essere accolta solo nel caso che, effettivamente, nel corso del periodo di proroga concesso il personale interessato raggiunga l&#8217;anzianità minima prevista dalla normativa (15 anni se era in servizio nel &#8216;92, 19 anni 11 mesi e 16 giorni negli altri casi).</p>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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