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Riforma dei tecnici, orari, materie – 3
di Claudio Cereda
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire
Il regolamento, come già fu per la riforma Moratti si concreta in tre allegati che si conoscono solo in parte.
L’allegato A corrisponde al Profilo Educativo Culturale e Professionale (PECUP). Si tratta di cose importanti per costruire l’identità della scuola ma che corrispondono bene o male a principi su cui c’è poco da discutere e si tratta di appropriarsene sul piano culturale.
Segnalo in particolare il paragrafo dedicato agli strumenti organizzativi e metodologici: in una cartella vengono condensati principi, metodi ed obiettivi.
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SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo e collaborazione
Stop a raccomandati e rettori a vita: parte la “rinascita morale” degli atenei
Gelmini: «Massimo due mandati e liste nazionali per reclutare i docenti»
Lauro: «Chi assume incapaci ne pagherà le conseguenze»
Mai più concorsi locali, banditi dai singoli atenei, per posti destinati ai raccomandati di turno. Il sistema in vigore, che ha prodotto tanti guasti, sarà archiviato. E’ in arrivo il disegno di legge che riforma la governance degli atenei e il sistema di reclutamento dei ricercatori e dei docenti. Sarà anche rivista la normativa dell’autonomia universitaria perché «non risponda più a logiche corporative e autoreferenziali». Il ministro Mariastella Gelmini presenterà a Palazzo Chigi il testo prima di Pasqua. L’obiettivo è quello di superare i conflitti di interesse con una «netta attribuzione delle responsabilità» per garantire «trasparenza ed efficienza» degli atenei anche con un «sistema di incentivi e disincentivi».
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SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo e collaborazione
Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti
Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i due Regolamenti potranno entrare immediatamente in vigore e, tra l’altro, consentire il varo del decreto interministeriale sugli organici atteso, con la relativa circolare, nei prossimi giorni. Vediamo, a questo punto, di riepilogare in sintesi quali sono gli effetti sulla scuola pubblica.
La riduzione del tempo scuola e dell’offerta formativa
Innanzi tutto con i nuovi regolamenti per la prima volta nella scuola dell’obbligo il tempo scuola arretra e si riduce anche l’offerta formativa rivolta agli adulti . Già dal prossimo anno scolastico la riduzione degli organici e delle compresenze impedirà a molte classi della scuola primaria di mantenere l’offerta formativa di trenta ore settimanali e/o di confermare i rientri pomeridiani perché non ci saranno le disponibilità di personale docente e ausiliario per coprire la mensa scolastica.
Anche nella scuola secondaria di primo grado il tempo scuola arretra, tutti i modelli di tempo normale con orari superiori alle 30 ore settimanali non
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SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo e collaborazione
Dal ministero previsti 2.500 accorpamenti, ma le Regioni ne fanno meno del 10%
L’assessore del Piemonte: “Non prevediamo gli effetti delle riforme. Meglio attendere”
Scuole con meno di 500 studenti
Così è fallita l’operazione-tagli
Scuole con meno di 500 studenti Così è fallita l’operazione-tagli
ROMA – Respinti, almeno per il momento, i diktat del governo sulla razionalizzazione della rete scolastica. A fronte di oltre 2.500 istituzioni scolastiche con meno di 500 alunni (considerate sottodimensionate) le regioni ne hanno tagliate soltanto 240: 14 su cento, considerate le scuole che possono sfruttare la deroga fino a 300 alunni. Le 240 scuole in meno scaturiscono dalla differenza fra 320 istituzioni soppresse e 80 centri per l’educazione degli adulti di nuova istituzione. La situazione, regione per regione, è trapelata dalle stanze del ministero alcuni giorni fa e ridimensiona i propositi dell’esecutivo di tagliare più scuole e plessi possibile.
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SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo e collaborazione
Visto l’atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni…), in molti hanno deciso di adire per vie legali.
clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
DEL LAZIO
RICORSO
omissis -dati sensibili-
tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest’ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso
Contro
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA (da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;
CONSIGLIO DEI MINISTRI, nella persona del Presidente pro-tempore in carica
per l’annullamento
previa sospensione
della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto “Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni
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La scuola pubblica ha stoffa!
20 marzo 2009
MANIFESTAZIONE REGIONALE
“LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO”
Venerdì 20 marzo ore 17,30
Bellissima manifestazione, con tanti bimbi a disegnare e scrivere i loro messaggi per la ministra. Ci ascolterà? Ascolterà chi la scuola la vive con serietà, dedizione, passione, entusiasmo e con la stessa serietà, dedizione, passione, entusiasmo la difende dagli scellerati che la vorrebbero ridurre ad involucro vuoto, spento, triste ? Leggerà le oltre 23.000 firme che testimoniano, nella sola Bologna e Provincia, la volontà delle famiglie di continuare ad avere il Tempo Pieno di opportunità e di crescita per i propri figli? GALLERIA FOTOGRAFICA
Fonte: semplicementeLonghena
Gli anti-Gelmini tornano in piazza cinquemila invadono via Rizzoli Migliaia di mani srotolano uno striscione di 200 metri
Arriva la solidarietà della Bastico. Ma Garagnani parla di “manifestazioni vergognose”
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SABATO 21 MARZO
PORTIAMO AL MINISTERO, A ROMA, I RISULTATI DELLA COMPAGNA ISCRIZIONI ALLA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITA’
Chiediamo a tutte e tutti coloro che in tante città e paesi stanno difendendo la scuola pubblica di portare con noi al Ministero della Pubblica Istruzione la voce, le firme, i desideri dei genitori che non hanno accettano il maestro unico prevalente, che non accettano la riduzione del tempo scuola, non accettano la fine delle compresenze e la conseguente chiusura delle esperienze migliori di integrazione e di recupero degli svantaggi, non accettano la fine delle uscite didattiche e dei laboratori.
Le delegazioni di genitori ed insegnanti che verranno a Roma, chiederanno, dati alla mano, la conferma dei modelli orari e didattici che la legge 169 e la legge finanziaria vogliono distruggere con i loro tagli.
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Ai genitori la lezione piace ‘lunga’
Gelmini: “Resta il maestro unico”
Oltre la metà degli alunni iscritta al modello di 30 ore settimanali, cresce la richiesta di tempo pieno, solo il 3% sceglie le 24 ore e il 7% le 27 ore
ROMA , 2 marzo 2009 – DOPO mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto e a settembre i bambini della prima elementare si troveranno in gran parte (56%) nelle classi a 30 ore, con percentuali minori (3%) per le 24 ore, (7%) per le 27 ore, mentre il tempo pieno (le 40 ore con due maestri) è stato scelto dal 34%, in aumento rispetto allo scorso anno.
Ma è difficile fare paragoni con il passato, a causa della novità del ritorno del maestro unico-prevalente.
I dati sono per ora proiezioni (con una forchetta minima di sforamento, dicono a Viale Trastevere) ma arrivano con grande tempismo, visto che la scadenza per le iscrizioni per l’anno 2009/2010 era il 28 febbraio.
continua a leggere I dati delle iscrizioni bocciano il modello Gelmini 1
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AIUTO FORUM
Viste le tante e sempre più impegnative richieste di chiarimenti e di aiuto su tematiche come richiesta permessi e malattia, aspettativa, pensionamenti, nonché le molteplici problematiche causate dalla nuova riforma,
il team di futuroscuola ha deciso di dotarsi di [...]
Le norme che mancano, considerazioni dopo i fatti della “Longhena” di Bologna
Una norma per creare obblighi di fare o non fare dev’essere vigente, l’avvocato Mariastella Gelmini del Foro di Brescia, quale operatore del diritto ce lo insegna. In merito alla valutazione in decimi, che si vorrebbe considerare già pienamente reintrodotta nella scuole primarie e secondarie di primo grado, va ricordato la norma che dovrebbe disciplinare la fattispecie al momento manca, essa non è stata inserita nell’ordinamento: si tratta del regolamento attuativo previsto dall’articolo 3 comma 5 della legge 30 ottobre 2008 n.169, la cosiddetta “Riforma Tremonti – Gelmini”. Allo stato attuale il regolamento è ancora al vaglio degli organi competenti, esso sarà vigente solo se e quando saranno concluse le fasi di controllo previste ed una volta promulgato con Decreto del Presidente della Repubblica. Ovviamente i funzionari del Ministero della Pubblica Istruzione, di fronte alla mancanza di norme, non hanno mai emesso atti autoritativi in merito alla reintroduzione della valutazione numerica, esistono solo due circolari, entrambi firmate dal direttore generale dell’ufficio VI “per gli ordinamenti del sistema nazionale di istruzione e per l’autonomia scolastica” dottor Mario Giacomo Dutto, la Circolare n.100 dell’11 dicembre 2008, e la circolare n.10 del 23 gennaio 2009. Trattandosi di circolari si tratta di atti meramente esplicativi che non creano obblighi nei confronti dei destinatari, a maggior ragione ciò non sussiste se esse sono relative a norme non ancora vigenti. La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che le circolari non sono atti normativi, ciò anche in un recente pronunciamento, nella sentenza n. 237 del 2009 si legge che “le circolari non vincolano gli uffici continua a leggere La valutazione in decimi non è legge e quindi non è obbligatoria
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I genitori “Siamo pronti a incatenarci”
ALESSANDRO CORI
Le Longhena non sono solo una scuola, ma un vero e proprio fortino, almeno all´apparenza, inespugnabile. Un ultimo baluardo che non vuole cedere alla riforma Gelmini e se la protesta in città contro il ministro negli ultimi tempi sembrava scemare, insegnanti e genitori di questo istituto abbarbicato sui colli, uniti più che mai, vanno avanti per la loro strada per difendere la scuola pubblica e il futuro dei loro figli. «Guai a chi ci tocca le nostre maestre» dice una mamma seduta sulle panche di legno, davanti all´ingresso della scuola. «Gli ispettori della Gelmini? Li aspettiamo e se qualcuno prenderà provvedimenti contro gli insegnanti siamo anche pronte ad incatenarci. Il ministro? venga pure lei. Così finalmente potremmo spiegarle come devono essere educati i bambini. Questo dieci è solo un segnale per tenere alta l´attenzione su un problema reale. Noi con le maestre parliamo tutti i giorni e i giudizi sui nostri figli li conosciamo bene».
Oggi, alle Longhena sembra un giorno normale se non fosse per i giornalisti che si aggirano in zona. I pullman vanno e vengono per portare a casa i piccoli alunni e i vigili presidiano i cancelli, ma giurano di esserci tutti i giorni. Del caso delle maestre che «resistono» alla Gelmini ormai si parla in tutta Italia ma per i
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Gelmini bocciata dai consiglieri
Il Cnpi da’ parere negativo al Regolamento delle scuole materne, elementari e medie.
Il ministero: ‘Riformeremo il Consiglio nazionale’
Finora a bocciare il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini e la sua riforma della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, erano stati soltanto i sindacati e l’opposizione. Ora invece è arrivata una bocciatura anche da parte del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, organo dello stesso Ministero, che liquida il Regolamento con alcuni giudizi molto severi: «non coerente» con l’autonomia scolastica, «compromette l’efficacia dell’offerta formativa», «non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta sull’intero territorio nazionale» e renderà difficile soddisfare le aspettative delle famiglie sui tempi offerti dalle singole scuole. Detto in altre parole: mamme e papà potrete dire addio al tempo pieno. A meno di miracoli come l’improvviso arrivo di finanziamenti straordinari.
Dal ministero rispondono al giudizio del Consiglio ricordando che «il Cnpi è un organo con funzioni meramente consultive, e che comunque mai ha accolto con favore una riforma scolastica perché è un organo conservatore, teso a difendere lo status quo». E, quindi, aggiungono, «bisognerà rivedere la sua composizione, riformarlo in modo da rendere meno politico e sindacale il suo contributo, aumentando invece il carattere tecnico dei suoi pareri».
Il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, infatti, è un organo nato nel 1974. Ha come funzione quella di fornire una consulenza tecnico-professionale al ministro, a volte su richiesta del ministro, altre volte perché obbligato a farlo. Presidente è lo stesso ministro della Pubblica Istruzione, ed è composto da 74 consiglieri, la maggior parte eletti dalle varie categorie del personale scolastico.
Il 17 novembre scorso i consiglieri avevano già espresso «fermo dissenso e viva preoccupazione sulle
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LE REAZIONI
Ferrero (Prc): “Dalla Gelmini parole minacciose”
Il segretario del Prc Paolo Ferrero interviene sulla vicenda del 10 politico alle scuole Longhena commentando le parole del ministro dell’Istruzione
Bologna, 12 febbraio – “Vergognose e minacciose parole rivolte dal ministro dell’Istruzione Gelmini contro le maestre e dirigenti scolastiche bolognesi ‘colpevoli’ di aver dato, come segno di protesta civile e democratica alla sua controriforma, il 10 in condotta ai loro alunni”. Lo dice il segretario del Prc Paolo Ferrero in risposta al ministro Gelmini che ha giudicato i fatti delle Longhena come “l’ennesimo caso di strumentalizzazione politica dentro la scuola: coinvolgere i bambini in scontri politici è un comportamento che va sanzionato”.
Secondo il segretario del Prc quello del ministro Gelmini è stata “un’entrata a gamba tesa contro la libertà di insegnamento dei docenti: viene inoltre colpita e discriminata una maestra la cui unica ‘colpa’ è di essere anche responsabile scuola del Prc a Bologna, contro la quale si minacciano punizioni e ispezioni”.
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Protesta anti-Gelmini alle Longhena
’10′ politico in pagella per tutti
Il ministro: “Un danno per le famiglie”
Cosi’ i docenti delle scuole elementari di Bologna hanno disobbedito ad una delle principali novita’ della riforma scolastica. Al termine degli scrutini di meta’ anno i consigli di classe hanno infatti premiato l’impegno di ogni alunno con un 10 in pagella in tutte le materie
Bologna, 11 febbraio 2009 – A quarant’anni dal ‘68 torna il voto ‘politico’. Con una pagella tutta di dieci e lode per protestare contro il ritorno dei voti numerici voluto dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Cosi’ i docenti delle scuole elementari Longhena di Bologna hanno disobbedito ad una delle principali novita’ della riforma scolastica. Al termine degli scrutini di meta’ anno i consigli di classe hanno infatti premiato l’impegno di ogni alunno con un 10 in pagella in tutte le materie. Il voto e’ stato giustificato da un giudizio scritto: “l’alunno possiede conoscenze e competenze esaurienti in relazione alle proprie capacita’. Obiettivi raggiunti in modo personale”.
Il dieci d’ufficio della scuola bolognese, pero’, non e’ solo un modo per protestare contro i cambiamenti imposti dal ministro, ma un chiaro segnale indirizzato alla preside, Ivana Summa. La dirigente scolastica, con un ordine di servizio emanato a dieci giorni dagli scrutini ha infatti obbligato i docenti ad esprimersi con
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Dal giorno di San Valentino tour di genitori e maestri davanti alle scuole
Partiranno, genitori e maestri, da piazza Nettuno il giorno di San Valentino. In camper. Per girare in tutte le elementari e medie di Bologna e nelle piazze dei comuni della Provincia nei giorni delle iscrizioni a scuola. A difesa del tempo pieno cancellato dal ministro Gelmini e di una scuola statale di qualità. Per farlo distribuiranno materiale informativo e dei moduli aggiuntivi per iscrivere alle classi prime o confermare alle classi successive i figli.
In questi fogli, che i genitori dovranno consegnare insieme al modulo distribuito nelle segreterie delle scuole, viene ribadita la richiesta del tempo pieno o del modello a «modulo» così come esiste già. Ovvero, nel caso del tempo pieno, 40 ore, con due insegnanti contitolari, specializzati per aree disciplinari, che per
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“Noi, liceali indignati nel vuoto del Senato”
Lettera di una classe a Napolitano dopo la visita-choc a Roma
QUINTA A LICEO SCIENTIFICO «XXV APRILE»
PONTEDERA
Egregio signor Presidente della Repubblica,
a scriverle sono venti ragazzi che quest’anno sosterranno l’esame di maturità, studenti e studentesse del liceo Scientifico «XXV Aprile» di Pontedera. Ci rivolgiamo a Lei per la prima volta, ma l’argomento di cui vorremmo renderla partecipe ci sembra alquanto importante. La questione riguarda una visita che la nostra classe, insieme a due insegnanti, ha effettuato il 2 dicembre al Senato della nostra amata Repubblica.
Avremmo tanto voluto dimostrarle il riconoscimento verso le Nostre istituzioni e la felicità per aver avuto la possibilità di partecipare a tale visita, ma purtroppo i sentimenti che ci spingono a scriverle sono decisamente altri.
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La scuola cambia
Roma, 18 dicembre 2008
Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti per la riorganizzazione delle scuole per l’infanzia, elementari, medie e superiori.
Per la prima volta in Italia dopo la Riforma Gentile del 1923, si mette mano alla scuola con una riforma organica di tutti i cicli (elementari, medie, superiori). Elementari e medie cambiano dal 1° settembre 2009, le superiori dal 1° settembre 2010.
La riforma porta a sistema le migliori sperimentazioni attuate negli anni e lo fa in una visione di insieme e non con interventi su parti singole scollegate dal resto, come spesso accaduto in passato.
I principi che ispirano la riforma sono: più chiarezza e opportunità per le famiglie, più efficienza, semplificazione e snellimento dell’organizzazione e delle procedure, valorizzazione del ruolo dei docenti.
Quali scuole cambiano
Dell’infanzia, Elementari, Medie, Superiori.
Le principali novità
2 nuovi licei + ampliamento liceo artistico.
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Ecco il regolamento della scuola del maestro unico. Ossia il gioco delle tre tavolette
(TESTO UFFICIALE REGOLAMENTO: Scuola dell’infanzia, Scuola primaria e secondaria di I grado) da ScuolaOggi
La Gelmini scopre finalmente le carte. Lo fa con il regolamento che già sta sottoponendo alla conferenza unificata Stato Regioni in cui prefigura come vorrebbe organizzare dal prossimo anno [...]
Grecia: ancora tensione, nella notte attaccate 5 banche ad Atene
Non ci sono state vittime, ma i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per estinguere le fiamme
galleria foto
ATENE (GRECIA) – Ancora tensione ad Atene, alla vigilia di un week-end in cui gli studenti che occupano il Politecnico hanno deciso di raccogliersi nel luogo dove, una settimana fa, è stato ucciso dalla polizia il quindicenne Alexis Grigoropoulos. Nella notte, sono stati attaccate 5 banche. Gli attacchi, con bombe Molotov, hanno anche colpito una sede locale del partito conservatore al governo in Grecia. Non ci sono state vittime, ma i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per estinguere le fiamme ed anche alcuni negozi hanno subito danni. Bruciate due auto nei quartieri di Guizi e Exarchia. Per oggi non sono previste manifestazioni, ma i giovani che occupano il Politecnico, a Exarchia, hanno annunciato che renderanno tributo nel weekend al giovane ucciso sabato, raccogliendosi nel luogo del drammatico evento.
PALERMO: OCCUPATA FACOLTA’ PER SOLIDARIETA’ – Intanto a Palermo gli studenti di Lettere e
continua a leggere Grecia: gli scontri s’infiammano
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E Silvio fa i conti «La Lega mi ha stufato»
«L’addio alle Province è nei patti, quei soldi servono»
Lo scontro sulla giustizia è servito a Berlusconi per regolare i conti nella maggioranza, ristabilire i rapporti di forza e porre un paletto alla tattica movimentista della Lega, che stava stringendo accordi con il Pd sul federalismo. Ecco il motivo per cui Berlusconi ha brandito il tema della magistratura come un’arma.
E non c’è dubbio che intenda riformarla, ma non è questa oggi la priorità: in cima ai suoi pensieri c’era e c’è la crisi. La giustizia è stata usata come un diversivo. Perché il Cavaliere è consapevole che la partita della legislatura si gioca sull’economia, ruota attorno a quella che Confalonieri ha definito la «sana dialettica» con Tremonti, e riguarda la linea da adottare per affrontare l’emergenza. Sostenendo che «non si può dialogare con l’opposizione», il premier ha voluto spostare l’attenzione dei media dalla crisi, e soprattutto mettere sull’avviso Bossi. Quando l’ha fatto, nel pomeriggio di mercoledì, si era già assicurato tre obiettivi: aveva appena sbloccato — dopo un braccio di ferro durato oltre un mese — i primi 16 miliardi da investire nelle infrastrutture; aveva ottenuto l’aumento «fino a un miliardo almeno» dei fondi per i lavoratori che dovranno ricorrere alla cassa integrazione; e — cosa importante — aveva garantito alla Gelmini il via libera per chiudere l’intesa con i sindacati sulla scuola, alla vigilia dello sciopero generale della Cgil.
Non è la giustizia, è la crisi economica che lo assilla, con i danni che rischia di produrre al Paese e in prospettiva anche alla stabilità del governo. Una stabilità che Berlusconi misura quotidianamente attraverso il termometro del consenso. E non è un caso se due giorni fa — annunciando una ripresa negli indici di gradimento — aveva spiegato il precedente calo nei sondaggi: «Colpa delle polemiche sull’Iva a Sky, e delle vicende legate alla scuola». La scuola prometteva di rimanere una minaccia, perciò ha impegnato Gianni Letta per arrivare al patto con i sindacati, mettendo nel conto che l’opposizione l’avrebbe criticato e si sarebbe attribuita il successo della vertenza. Ma il sentiero andava bonificato da quella mina. E l’intesa porta la sua firma. Come raccontava ieri il leader della Cisl Bonanni, «fino all’ultimo il Tesoro ha resistito, prima che Berlusconi si imponesse». Si era imposto la mattina precedente, durante un incontro a tratti molto teso con Tremonti e il titolare dell’Istruzione. A quell’incontro era seguito un vertice che il premier ha
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