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Maturità, verso uno slittamento della norma Gelmini su ammissioni
QUEST’ANNO si potrà sostenere la maturità anche con qualche 5. Ma dal 2010 occorrerà avere tutti 6, condotta compresa. E’ ormai questo l’orientamento dei tecnici ministeriali sulle regole relative all’ammissione agli esami di stato 2009. Sulla vicenda che tiene col fiato sospeso 300 mila studenti dell’ultimo anno si aspetta soltanto l’ufficializzazione da parte del ministero dell’Istruzione che dovrebbe arrivare a breve.
continua a leggere Ennesimo dietrofront della Gelmini, Ammissione maturità, basta media del 6.
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SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo e collaborazione
Stop a raccomandati e rettori a vita: parte la “rinascita morale” degli atenei
Gelmini: «Massimo due mandati e liste nazionali per reclutare i docenti»
Lauro: «Chi assume incapaci ne pagherà le conseguenze»
Mai più concorsi locali, banditi dai singoli atenei, per posti destinati ai raccomandati di turno. Il sistema in vigore, che ha prodotto tanti guasti, sarà archiviato. E’ in arrivo il disegno di legge che riforma la governance degli atenei e il sistema di reclutamento dei ricercatori e dei docenti. Sarà anche rivista la normativa dell’autonomia universitaria perché «non risponda più a logiche corporative e autoreferenziali». Il ministro Mariastella Gelmini presenterà a Palazzo Chigi il testo prima di Pasqua. L’obiettivo è quello di superare i conflitti di interesse con una «netta attribuzione delle responsabilità» per garantire «trasparenza ed efficienza» degli atenei anche con un «sistema di incentivi e disincentivi».
continua a leggere Stop a raccomandati e rettori a vita
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Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti
Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i due Regolamenti potranno entrare immediatamente in vigore e, tra l’altro, consentire il varo del decreto interministeriale sugli organici atteso, con la relativa circolare, nei prossimi giorni. Vediamo, a questo punto, di riepilogare in sintesi quali sono gli effetti sulla scuola pubblica.
La riduzione del tempo scuola e dell’offerta formativa
Innanzi tutto con i nuovi regolamenti per la prima volta nella scuola dell’obbligo il tempo scuola arretra e si riduce anche l’offerta formativa rivolta agli adulti . Già dal prossimo anno scolastico la riduzione degli organici e delle compresenze impedirà a molte classi della scuola primaria di mantenere l’offerta formativa di trenta ore settimanali e/o di confermare i rientri pomeridiani perché non ci saranno le disponibilità di personale docente e ausiliario per coprire la mensa scolastica.
Anche nella scuola secondaria di primo grado il tempo scuola arretra, tutti i modelli di tempo normale con orari superiori alle 30 ore settimanali non
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Visto l’atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni…), in molti hanno deciso di adire per vie legali.
clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
DEL LAZIO
RICORSO
omissis -dati sensibili-
tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest’ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso
Contro
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA (da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;
CONSIGLIO DEI MINISTRI, nella persona del Presidente pro-tempore in carica
per l’annullamento
previa sospensione
della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto “Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni
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CESP
CENTRO STUDI PER LA SCUOLA PUBBLICA
Viale Manzoni 55, 00185 Roma – Tel. 06/70.452 452, Fax 06/77.20.60.60
CONVEGNO NAZIONALE
(esonero dal servizio personale ispettivo, docente, dirigente, circ. MIUR prot, 406 del 21/02/06)
Roma – Mercoledì 25 Marzo 2009
Il Piano Gelmini e il Disegno di Legge Aprea
Tra Autonomia scolastica, Nuove Forme di Gerarchizzazione
continua a leggere Mercoledì 25 Marzo 09 CONVEGNO NAZIONALE Roma (esonero dal servizio)
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Brunetta minaccia: gli studenti dell’Onda “sono guerriglieri, li tratteremo come tali”
Bersani: parole incommentabili. Donadi: frasi da piccolo duce
Gli studenti: «Non ci fa paura. Noi pacifici, polizia e Stato no»
ROMA (19 marzo) - Gli studenti dell’Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.
«Non vedo molta protesta». A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia. L’Onda non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».
«Sono quattro ragazzotti». Poi, in una successiva intervista, Brunetta ha rincarato la dose: «Anzi, questi non hanno la dignità dei guerriglieri che sono una cosa seria, sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente».
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Riffe per lo stipendio ai supplenti I presidi: “Scuole in bancarotta”
aiuto In principio era il sapone per il bagno, i fazzoletti di carta per il raffreddore, i bicchierini di plastica per bere, le risme di fogli (anche usati) per disegnare. Poi si è allargato il tiro alle fotocopie, si sono cercati «genitori volontari» per rimediare tovaglie nuove per la mensa, mamme di buoncuore per i lavaggi settimanali e mensili dell’arredo scolastico. Adesso alle famiglie tocca pagare pure i supplenti. Le scuole sono al collasso. Soldi in arrivo non se ne vedono e i dirigenti scolastici per pagare i precari sono costretti a utilizzare il fondo cassa del proprio istituto. Soldi destinati ad altre attività, come quelli per le gite, per bandi e progetti per migliorare la didattica, ma anche soldi raccolti attraverso lotterie scolastiche, mercatini di Natale, vendita di uova di Pasqua. Tutto per far fronte a quella voragine, creata dai crediti mai saldati dal ministero dal 2006 e che va sotto la voce di «supplenze», appunto. L’appello per le scuole in bancarotta è stato lanciato anche dalla Cisl lombardia che qualche giorno fa ha chiesto al direttore regionale Anna Maria Dominici un incontro per cercare una soluzione.
continua a leggere “Scuole in bancarotta” non ci sono nemmeno i soldi per gli insegnanti
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Scuola. Iscrizioni boom tempo pieno: Il maestro unico va ko
Roma, 24 feb. – Boom di richieste per il tempo pieno e scarso entusiasmo per il maestro unico voluto dal governo Berlusconi. Sono questi i primi risultati che emergono dalle iscrizioni alla primaria per l’anno scolastico 2009 / 2010. Per scegliere la scuola dei sogni e i modelli orari preferiti c’è ancora tempo fino a sabato. Ma i giochi sono praticamente chiusi e, da Nord a Sud, le preferenze dei genitori, spesso più per questioni pratiche che “ideologiche”, sono andate al tempo pieno (con due docenti). Le richieste, dicono i presidi sentiti dalla Dire, sono “in aumento”. Mentre “sparuti” sono stati, almeno nelle grandi città, il “sì” al modello di 24 ore introdotto dal ministro Mariastella Gelmini. E chi non ha scelto la mensa per cinque giorni di seguito ha optato, in generale (anche al Sud, dove il tempo pieno va meno forte), per le 30 ore. Vale a dire tre giorni con il pasto a scuola e due giorni no. In questo caso il maestro unico c’è, ma è affiancato da altri docenti per il completamento dell’orario. “Le famiglie hanno chiesto molta scuola – conferma Adelia Pelosi, preside dell’istituto comprensivo Marino di Ponticelli, Napoli – hanno tutti chiesto il modello delle 40 ore per le prime dell’anno prossimo. Anche alle medie il tempo prolungato è andato per la maggiore”.
Dalla periferia ovest del capoluogo partenopeo al quartiere bene del Vomero le cose non cambiano. “La maggior parte delle famiglie ha scelto le 30 ore – conferma
continua a leggere I dati delle iscrizioni bocciano il modello Gelmini 2
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1 Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale docente, educativoed A.T.A. per l’a.s. 2009/2010 , sottoscritto nell’anno 2009 il giorno 12 del mese di febbraio, in Roma, presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in sede di negoziazione integrativa a livello ministeriale
TRA la delegazione di parte pubblica costituita con D.M. n.112 del 18 dicembre 2007.
E i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali F.L.C.-C.G.I.L., C.I.S.L.-SCUOLA, U.I.L.-SCUOLA, S.N.A.L.S.- C.O.N.F.S.A.L. e GILDA-UNAMS firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro del Comparto Scuola
PREMESSO:
- che con il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sottoscritto il 29 novembre 2007 sono stati fissati i principi generali sulla mobilità territoriale e professionale (art:10);
- che il C.C.N.L. citato, all’art. 4, comma 2, prevede una cadenza di norma biennale della mobilità compartimentale da attuarsi in presenza di una corrispondente durata di definizione dell’organico;
- che è necessario assicurare con la massima tempestività l’avvio delle operazioni propedeutiche all’inizio dell’anno scolastico 2009/10, anche al fine di procedere tempestivamente alle eventuali assunzioni a tempo indeterminato previste dal piano triennale contenuto nella finanziaria 2007;
LE PARTI CONCORDANO
ü sulla necessità di orientare il presente contratto agli obiettivi, fissati nell’Intesa sulla conoscenza, sottoscritta il 27 giugno 2007, della stabilità dell’organizzazione scolastica e della continuità dell’azione educativa; obiettivi ribaditi dal CCNL, sottoscritto il 29 novembre 2007, che all’art. 4 comma 2 lett. A) richiama la garanzia della “stabilità pluriennale dell’organico al fine di assicurare la continuità didattica del personale docente”;
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Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di
Istruzione e per l’Autonomia Scolastica
Segreteria del Consiglio Nazionale della P.I.
MIURAOODGOS prot. n. 1304 Roma, 12.2.2009 All’On.le Ministro
Oggetto: Parere sullo schema di regolamento concernente la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo
ciclo di istruzione
Adunanza del 12 febbraio 2009
IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Vista la nota prot. n. 13303 del 29 dicembre 2008 ( Dipartimento per l’Istruzione) con la quale il Ministro ha richiesto il parere del C.N.P.I. in merito all’argomento in oggetto;
Visti gli artt. 24 e 25 del D.L.vo n. 297 del 16.04.1994;
Vista la relazione della Commissione redazionale, appositamente costituita per l’esame istruttorio, ed incaricata di riferire al Consiglio in ordine all’argomento in oggetto specificato;
dopo ampio ed approfondito dibattito:
esprime il proprio parere nei seguenti termini:
PREAMBOLO
Il CNPI richiama, preliminarmente, alcune questioni di carattere generale emerse durante l’esame dello Schema di Regolamento per il quale è stato richiesto formale parere.
Già nell’ordine del giorno approvato all’unanimità nella seduta del 17 novembre 2008, il CNPI esprimeva, sulle anticipazioni dei contenuti di provvedimenti che il Governo intendeva adottare sulla scuola e che successivamente sono stati recepiti nelle leggi n. 133 e n. 169 del 2008, ” fermo dissenso e viva preoccupazione sulle scelte operate che, se confermate, comportano … una destrutturazione del sistema scolastico pubblico ed una netta riduzione quantitativa e qualitativa dell’offerta formativa“.
Il CNPI chiedeva, altresì, : ” una profonda revisione dei provvedimenti adottati, a partire da quanto previsto per la scuola primaria con l’introduzione dell’insegnante unico e l’orario di 24 ore settimanali“.
Il CNPI, esaminato lo Schema di Regolamento, non può che confermare questo orientamento integrandolo con le seguenti valutazioni.
1. Autonomia delle istituzioni scolastiche
A fronte di un percorso che attribuisce alle istituzioni scolastiche autonome (dPR 275/99) prerogative in ordine alla flessibilità, alla quota del 20% del curricolo,
continua a leggere il C.N.P.I. chiede una profonda revisione dei provvedimenti adottati (le motivazioni)
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Le norme che mancano, considerazioni dopo i fatti della “Longhena” di Bologna
Una norma per creare obblighi di fare o non fare dev’essere vigente, l’avvocato Mariastella Gelmini del Foro di Brescia, quale operatore del diritto ce lo insegna. In merito alla valutazione in decimi, che si vorrebbe considerare già pienamente reintrodotta nella scuole primarie e secondarie di primo grado, va ricordato la norma che dovrebbe disciplinare la fattispecie al momento manca, essa non è stata inserita nell’ordinamento: si tratta del regolamento attuativo previsto dall’articolo 3 comma 5 della legge 30 ottobre 2008 n.169, la cosiddetta “Riforma Tremonti – Gelmini”. Allo stato attuale il regolamento è ancora al vaglio degli organi competenti, esso sarà vigente solo se e quando saranno concluse le fasi di controllo previste ed una volta promulgato con Decreto del Presidente della Repubblica. Ovviamente i funzionari del Ministero della Pubblica Istruzione, di fronte alla mancanza di norme, non hanno mai emesso atti autoritativi in merito alla reintroduzione della valutazione numerica, esistono solo due circolari, entrambi firmate dal direttore generale dell’ufficio VI “per gli ordinamenti del sistema nazionale di istruzione e per l’autonomia scolastica” dottor Mario Giacomo Dutto, la Circolare n.100 dell’11 dicembre 2008, e la circolare n.10 del 23 gennaio 2009. Trattandosi di circolari si tratta di atti meramente esplicativi che non creano obblighi nei confronti dei destinatari, a maggior ragione ciò non sussiste se esse sono relative a norme non ancora vigenti. La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che le circolari non sono atti normativi, ciò anche in un recente pronunciamento, nella sentenza n. 237 del 2009 si legge che “le circolari non vincolano gli uffici continua a leggere La valutazione in decimi non è legge e quindi non è obbligatoria
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Gelmini bocciata dai consiglieri
Il Cnpi da’ parere negativo al Regolamento delle scuole materne, elementari e medie.
Il ministero: ‘Riformeremo il Consiglio nazionale’
Finora a bocciare il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini e la sua riforma della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, erano stati soltanto i sindacati e l’opposizione. Ora invece è arrivata una bocciatura anche da parte del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, organo dello stesso Ministero, che liquida il Regolamento con alcuni giudizi molto severi: «non coerente» con l’autonomia scolastica, «compromette l’efficacia dell’offerta formativa», «non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta sull’intero territorio nazionale» e renderà difficile soddisfare le aspettative delle famiglie sui tempi offerti dalle singole scuole. Detto in altre parole: mamme e papà potrete dire addio al tempo pieno. A meno di miracoli come l’improvviso arrivo di finanziamenti straordinari.
Dal ministero rispondono al giudizio del Consiglio ricordando che «il Cnpi è un organo con funzioni meramente consultive, e che comunque mai ha accolto con favore una riforma scolastica perché è un organo conservatore, teso a difendere lo status quo». E, quindi, aggiungono, «bisognerà rivedere la sua composizione, riformarlo in modo da rendere meno politico e sindacale il suo contributo, aumentando invece il carattere tecnico dei suoi pareri».
Il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, infatti, è un organo nato nel 1974. Ha come funzione quella di fornire una consulenza tecnico-professionale al ministro, a volte su richiesta del ministro, altre volte perché obbligato a farlo. Presidente è lo stesso ministro della Pubblica Istruzione, ed è composto da 74 consiglieri, la maggior parte eletti dalle varie categorie del personale scolastico.
Il 17 novembre scorso i consiglieri avevano già espresso «fermo dissenso e viva preoccupazione sulle
continua a leggere Gelmini bocciata dai consiglieri “e io vi riformo”
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ministro Gelmini, quell’espressione non va ………E NON SOLO
Alla cortese attenzione dell’onorevole Mariastella Gelmini
e p.c. Presidente CNUDD Prof. Paolo Valerio
Oggetto: osservazioni sull’espressione “studenti diversamente abili” utilizzata nel decreto per i criteri ripartizione stanziamento per interventi studenti diversamente abili anno 2008
Illustrissimo Sig. Ministro,
sono un operatore che lavora da anni nel campo della disabilità e in particolare nei Servizi universitari di supporto agli studenti universitari con disabilità.
Le scrivo sollecitato dalla lettura del Decreto Ministeriale 28 agosto 2008 prot. n. 159/2008, da Lei firmato, in cui campeggia l’espressione “studenti diversamente abili”, sulla quale vorrei proporLe alcune brevi considerazioni.
Mi permetta di partire da una frase illuminante di Giuseppe Pontiggia apposta come dedica a un suo bel libro: «A tutte le persone disabili che lottano, non per diventare uguali agli altri, ma se stessi». Tale dedica ci interpella tutti, nessuno escluso.
In nessun ambito della vita le parole sono chiacchiere, tantomeno nell’ambito del sistema formativo formale (quello di Sua competenza come Ministro): nella correzione dei temi contano perfino gli accenti e gli
continua a leggere ministro Gelmini, quell’espressione non va
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“Noi, liceali indignati nel vuoto del Senato”
Lettera di una classe a Napolitano dopo la visita-choc a Roma
QUINTA A LICEO SCIENTIFICO «XXV APRILE»
PONTEDERA
Egregio signor Presidente della Repubblica,
a scriverle sono venti ragazzi che quest’anno sosterranno l’esame di maturità, studenti e studentesse del liceo Scientifico «XXV Aprile» di Pontedera. Ci rivolgiamo a Lei per la prima volta, ma l’argomento di cui vorremmo renderla partecipe ci sembra alquanto importante. La questione riguarda una visita che la nostra classe, insieme a due insegnanti, ha effettuato il 2 dicembre al Senato della nostra amata Repubblica.
Avremmo tanto voluto dimostrarle il riconoscimento verso le Nostre istituzioni e la felicità per aver avuto la possibilità di partecipare a tale visita, ma purtroppo i sentimenti che ci spingono a scriverle sono decisamente altri.
continua a leggere liceali indignati nel vuoto del Senato
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“Sulla scuola commessi errori di comunicazione”
A gennaio parte una campagna del governo.
ndr. per un capriccio del ministro, ma quanto ci costerà?
Dall’anno nuovo partirà una campagna di informazione promossa dal ministero dell’Istruzione presso le scuole e le famiglie, per illustrare i contenuti dei nuovi provvedimenti che riguarderanno da settembre le elementari e le medie e, dal 2010, le scuole superiori. Due giorni fa lo aveva annunciato il ministro Gelmini e ieri il presidente del consiglio Berlusconi è tornato sull’argomento: «Probabilmente abbiamo fatto qualche errore di comunicazione sulla riforma della scuola, ma c’è talmente tanta disinformazione…».
Sulla questione dirimente del maestro unico, il governo sostiene di non aver fatto nessuna retromarcia, ma le opposizioni – da Marina Sereni a Pina Picierno (Pd), a Silvana Mura (Idv), ai sindacati di categoria, fino a Savino Pezzotta dell’Udc – sono concordi nel sottolineare che questa figura controversa, di fatto è scomparsa, anche se – come sottolinea Pezzotta – «non c’è nulla di male nell’essere tornati sulle proprie decisioni».
«Per mesi – ha detto Veltroni – il governo ha cercato di spiegare la sua riforma della scuola e di dire che tutti, insegnanti, genitori, studenti, opposizione, avevano torto e che erano su posizioni conservatrici. Poi, alla fine, il governo ha praticamente ritirato il provvedimento. Chi aveva ragione?».
A tutti ha replicato lo stesso ministro Gelmini, ribadendo – davanti all’assemblea dell’associazione nazionale dei presidi – quanto aveva affidato ad un comunicato il giorno precedente: «Nella scuola primaria ci sarà un’unica figura educativa di riferimento».
continua a leggere Prima il maestro unico, poi prevalente per finire facoltativo
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Scuola, Gelmini: «Non è cambiato nulla»
Il premier: «C’è troppa disinformazione»
ROMA (12 dicembre) – «Non c’è nessuna retromarcia. È tutto confermato». Così il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini è tornata sullo slittamento della riforma per le scuole superiori e le novità per il maestro unico annunciate ieri. Gelmini ha spiegato che «un unico maestro sarà il punto di riferimento educativo del bambino e viene abolito il modello a più maestri degli anni 90. Chiunque affermi in queste ore che è cambiato qualcosa – ha detto – sta semplicemente dicendo una falsità e cerca in maniera strumentale di mettere in discussione la linea del governo che non è mai cambiata e che non cambia». Il ministro si è poi detta pronta a collaborare con sindacati e opposizioni, purché si ponga fine alle falsità.
Berlusconi: «Si può sempre migliorare in corso d’opera». Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha voluto ribadire che «non è cambiato nulla. Ma c’è troppa disinformazione. Avevamo sempre fatto riferimento al cosiddetto maestro prevalente e non al maestro unico – ha ribadito – se una classe richiede che ci sia un doposcuola dopo l’orario normale, allora ci saranno i due maestri, uno la mattina e uno il pomeriggio. Se i genitori, per esempio, non riterranno opportuni ulteriori prolungamenti di orario, allora non ci sarà il doposcuola. Ma questo non vuol dire assolutamente che il secondo maestro sarà licenziato».
continua a leggere Gelmini e Berlusconi: «Non è cambiato nulla. C’è troppa disinformazione»
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Scuola, maestro unico “facoltativo”
Accordo governo-sindacati: un insegnante unico, solo se a richiesta, e un’opzione a 24 ore del tempo scuola
ROMA - Il tanto contestato “maestro unico” alle elementari previsto dalla riforma Gelmini sarà attivato su richiesta delle famiglie. È confermato nel verbale conclusivo dell’incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola e il governo. L’esecutivo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio dei ministri la prossima settimana, accogliendo i pareri espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato. Il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell’ orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. Quella del tempo scuola a 24 ore, rappresenta in sostanza un’opzione più ampia che il ministero intende offrire alla famiglie, che ne faranno richiesta, prevedendo che in molti opteranno per l’orario antimeridiano più ridotto. Nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati in ogni caso due docenti per classe. Tra le novità principali contenute nell’accordo di Palazzo Chigi, oltre all’introduzione del maestro unico a richiesta delle famiglie, c’è il rinvio della riforma delle superiori al 2010/2011 e il congelamento del numero di studenti per classe.
L’ACCORDO – Di seguito i principali contenuti del pacchetto scuola fissati dal verbale dell’incontro di Palazzo Chigi:
1) Scuola d’infanzia a 40 ore: l’orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell’infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l’assegnazione di due insegnanti per sezione e prevederà soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie. Scongiurata quindi l’ipotesi di un asilo solo mattutino.
2) Maestro unico su richiesta delle famiglie: il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell’ orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l’orario a 24 (solo prime classi per il 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richieste delle famiglie.
3) Due maestri per il tempo pieno: nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti per classe.
4) Orario delle medie: nella scuola secondaria di primo grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell’offerta formativa delle scuole autonome.
5) Tempo prolungato alle medie: nella scuola secondaria di primo grado le classi con il tempo
continua a leggere Ecco fatto! Maestro unico “facoltativo”
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Il ministro ha deciso di rinviare l’applicazione della parte relativa alle scuole superiori
Accolte diverse osservazioni venute in queste settimane dalle parti sociali
Scuola, la riforma slitta al 2010
“Maestro unico solo su richiesta”
Confermato il tempo pieno di 40 ore nelle elementari
Veltroni: “Dal governo marcia indietro, aveva ragione chi protestava”
di SALVO INTRAVAIA
ROMA – Rinviata di un anno la riforma delle scuole superiori. E’ il primo risultato del braccio di ferro tra mondo della scuola e governo condotto negli ultimi due mesi. Ma dall’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi emergono altre importanti novità. Salta, in pratica, il maestro unico alla scuola elementare e viene confermato il tempo pieno di 40 ore alla scuola elementare. Le importanti novità, che rappresentano un’autentica marcia indietro dell’esecutivo, sono scaturite da un mini vertice svoltosi ieri tra il premier, Silvio Berlusconi, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il collega dell’Economia, Giulio Tremonti e il presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea.
La novità senz’altro più importante è lo slittamento di un anno (al 2010/2011) della riforma delle scuole superiori: licei, istituti tecnici. Per l’istruzione professionale è tutto ancora in alto mare. I regolamenti verranno presentati al Consiglio dei ministri del prossimo 18 dicembre ma la riforma partirà dal primo settembre 2010. “Per dare modo alle scuole e alle famiglie – si legge in una nota del ministero – di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi”. Sul secondo ciclo “si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull’applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti”.
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Grecia, scontri in tutto il Paese Atene e Salonicco a ferro e fuoco
Presa d’assalto una stazione di polizia, negozi saccheggiati, evacuato un hotel
Disordini in molte città. Le proteste si diffondono anche sulle isole, come Rodi e Creta
IL VIDEO
ATENE – E’ durata pochissimo la calma in Grecia. Dopo i violenti scontri seguiti all’uccisione di un ragazzo ad opera di un poliziotto e l’arresto dell’agente, la situazione, oggi, è nuovamente esplosa: ancora scontri tra polizia e manifestanti in molte città elleniche. Una situazione d’emergenza che ha costretto il premier Karamanlis a convocare per questa sera un vertice ristretto di governo, mentre domani incontrerà il presidente Karolos Papoulias, visti i gravi episodi di oggi: scene da battaglia urbana in molta parte del Paese, Atene messa a ferro e fuoco, Salonicco in preda al caos, con negozi saccheggiati e i manifestanti che hanno preso d’assalto un commissariato con le molotov, ferendo un poliziotto.
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FACCIAMO IL PUNTO (N. 1)
Come gruppo di lavoro dell’Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia abbiamo predisposto questo per cercare di riflettere ed informare su cosa la nostra lotta abbia fino ad ora ottenuto, su come pensiamo debba proseguire, di quali strumenti si possa dotare (vedi materiali allegati).
DA DOVE SIAMO PARTITI (D.L. 137 e piano programmatico):
In agosto il governo, in nove minuti, approva la finanziaria Tremonti, decidendo (art.64 della Finanziaria) che alla scuola vengano sottratti 8 miliardi di euro e 130.000 tra insegnanti e bidelli. Gelmini ha il compito di individuare il modo di fare cassa.
Il primo settembre Gelmini ha svolto il suo compito e lo presenta al Governo che lo approva: grazie al decreto legge 137 la scuola elementare (tutte le classi) verrà portata a 24 ore e con un unico maestro.
Per “condire” ed “addolcire” il tutto inizia la campagna mediatica sulla positività di un’unica figura di riferimento, dei grembiulini e tutto il resto.
Questo decreto apre la strada ad ulteriori provvedimenti, contenuti in una bozza di piano
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