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	<title>FUTUROSCUOLA &#187; Ottobre</title>
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		<title>Longhena: ufficiale la contestazione dell&#8217;USP nei confronti dei docenti</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 17:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riflessioni: ancora sull’ispezione
In data 28 marzo 2009, i 27 insegnanti di Longhena che sono stati sottoposti ad ispezione da parte del MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca), diretta dal Dott. Lelli, hanno ricevuto una lettera riguardante le contestazioni che l’USP (Ufficio Scolastico Provinciale) muove agli insegnanti, riguardo i criteri di valutazione utilizzati nelle pagelle del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2446" title="semplicemente-longhena" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/semplicemente-longhena.bmp" alt="semplicemente-longhena" width="209" height="38" />Riflessioni: ancora sull’ispezione</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>In data 28 marzo 2009, i 27 insegnanti di Longhena</strong></span> che sono stati sottoposti ad ispezione da parte del MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca), diretta dal Dott. Lelli, <span style="font-size: medium;"><strong>hanno ricevuto una lettera riguardante le contestazioni che l’USP</strong></span> (Ufficio Scolastico Provinciale) muove agli insegnanti, <span style="font-size: medium;"><strong>riguardo i criteri di valutazione utilizzati nelle pagelle del primo quadrimestre.</strong></span><br />
Di seguito alcune riflessioni, che sottopongo al CGSL, pur sottolineando il carattere puramente informale delle mie considerazioni, non avendo alcuna competenza giuridica per valutare lo stato dei fatti, anzi rimandando a chi di dovere aspetti tecnici e valutazioni competenti.<br />
Ritengo ancora una volta necessario evidenziare due questioni fondamentali.<br />
Una, riguardante la solidarietà, in altre occasioni espressa, verso il corpo docente tutto della scuola, in special modo verso gli insegnanti che non si sono sentiti in scienza e coscienza di applicare il criterio della valutazione numerica, in virtù dell’assenza di specifiche competenze verso tale criterio. E questo, ovvio, non per incapacità, bensì per mancanza di informazioni e tempi per operare una valutazione così delicata e importante, che, quella sì, avrebbe creato confusione e disagio,</p>
<p><span id="more-2445"></span> sia nei bambini, che nelle famiglie. Ritengo, ancora una volta, che la procedura utilizzata nella valutazione degli alunni per il primo quadrimestre sia coerente con le modalità di insegnamento, sia stata chiaramente esplicitata alle famiglie, le quali hanno pienamente compreso le motivazioni ed accettato, firmandole, le pagelle consegnate dagli insegnanti. Proprio basandomi sulla conoscenza degli insegnanti, conoscenza diretta delle maestre di mia figlia, conoscenza indiretta degli insegnanti durante le riunioni di interclasse degli ultimi quattro anni, in occasione dell’organizzazione della festa di fine a.s. dello scorso anno, in occasione della serata del 15 ottobre 2008 (una notte per la scuola). Posso, in tutta sincerità, affermare che sono validissimi insegnanti, che si prendono estrema cura dei lori piccoli alunni, dando loro tempo e spazio per esprimere emozioni, oltre che insegnare con gioia e serenità ambiti disciplinari di cui sono estremamente competenti. Vorrei solo fare un piccolo esempio di una recente verifica che mia figlia mi ha raccontato. La verifica riguardava le scienze, in specifico gli anfibi. Mia figlia ha costruito una storia tra la mamma rana e il suo piccolo. Nei dialoghi tra i due ha spiegato le caratteristiche fisiche e biologiche, l’ambiente in cui vivono, come si riproducono gli infibi. Insomma, con l’utilizzo di strumenti letterali ha esposto le sue competenze scientifiche. E, ne sono certa, mia figlia non è un’eccezione. Questo esempio, ma potremmo tutti farne mille altri, per sottolineare che si può (si dovrebbe) imparare divertendosi, sviluppando tecniche diverse dalle “ministeriali”. E’ un po’ il contrario di quello che accadeva ai miei tempi, quando mi sentivo dire che ero “andata fuori tema”, magari semplicemente perché avevo affrontato l’argomento in modo insolito. Penso che questo sia accaduto a tanti di noi, quarantenni (e anche un po’ oltre), che hanno avuto il “piacere” di conoscere il maestro unico, con tempi e qualità di scuola estremamante ridotti.<br />
L’altra questione è duplice, legata alla figura del Dirigente Scolastico. Ritengo, anche per esperienza professionale, che un buon dirigente debba sempre sostenere i suoli collaboratori verso l’esterno. Se non altro per coerenza professionale. Attribuire alla scuola Longhena appellativi di “anarchia”, “carnevalismo”, solo per citarne alcuni, mi sembra sostenere l’incompleta capacità dirigenziale.<br />
Per quanto riguarda il rapporto dirigenza-genitori, sono ancora una volta a sottolineare l’aticipità della situazione. Come genitori siamo impossibilitati a stabilire un confronto con la dirigente, che ha fin’ora respinto ogni richiesta d’incontro da parte nostra, volta a consentire un corretto rapporto tra dirigente e genitori. Questo è estremamente grave, in quanto lesivo della democrazia e del rapporto di partecipazione scuola-famiglia, oltre ad andare in direzione opposta con quanto asserito sia nel regolamento d’istituto che nella proposta formativa della scuola. Dal punto di vista puramente formale anche questo è segno di aberrazione e di discutibile conduzione dirigenziale.<br />
Dal punto di vista sostanziale la dirigente, oltre a negarsi nelle richieste d’incontro avanzate dai genitori, ha offeso pubblicamente i genitori, con le dichiarazione rilasciate a vari quotidiani.<br />
Per questo motivo ritengo necessario, da parte dei genitori tutti, esprimere il pieno dissenso verso la gestione fin qui condotta da parte della dirigente, la quale ha creato un clima di incertezza e ansia nei genitori, oltre che negli insegnanti, in contrasto con il clima di partecipazione e sintonia generale che ha sempre caratterizzato la vita della scuola. In ultimo, ritengo necessario, da parte dei genitori tutti, la richiesta di scuse formali che la dirigente deve ai genitori, per averli apostrofati come anarchici, carnevaleschi, incompetenti, irresponsabili, che affidano i propri figli ad insegnanti non qualificati. Io non mi sento nulla di tutto questo. Al contrario, sono estremamente orgogliosa, come persona e come genitore, di far parte della scuola Longhena, di avere l’onore di poter affidare i miei figli agli insegnanti della scuola Longhena, certa che, con il loro aiuto, diventeranno cittadini consapevoli di un paese che forse non li meriterà.</p>
<p>Anna Maria Angradi</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolalonghena.org/semplicemente/">SemplicementeLonghena</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Accorpamento delle scuole, un altro fallimento della Gelmini</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 18:06:18 +0000</pubDate>
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L&#8217;assessore del Piemonte: &#8220;Non prevediamo gli effetti delle riforme. Meglio attendere&#8221;
Scuole con meno di 500 studenti
Così è fallita l&#8217;operazione-tagli
Scuole con meno di 500 studenti Così è fallita l&#8217;operazione-tagli
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2368" title="gelmini-cogestione" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini-cogestione-100x100.jpg" alt="gelmini-cogestione" width="100" height="100" />Dal ministero previsti 2.500 accorpamenti, ma le Regioni ne fanno meno del 10%<br />
L&#8217;assessore del Piemonte: &#8220;Non prevediamo gli effetti delle riforme. Meglio attendere&#8221;<br />
Scuole con meno di 500 studenti<br />
Così è fallita l&#8217;operazione-tagli<br />
Scuole con meno di 500 studenti Così è fallita l&#8217;operazione-tagli<br />
ROMA &#8211; Respinti, almeno per il momento, i diktat del governo sulla razionalizzazione della rete scolastica. A fronte di oltre 2.500 istituzioni scolastiche con meno di 500 alunni (considerate sottodimensionate) le regioni ne hanno tagliate soltanto 240: 14 su cento, considerate le scuole che possono sfruttare la deroga fino a 300 alunni. Le 240 scuole in meno scaturiscono dalla differenza fra 320 istituzioni soppresse e 80 centri per l&#8217;educazione degli adulti di nuova istituzione. La situazione, regione per regione, è trapelata dalle stanze del ministero alcuni giorni fa e ridimensiona i propositi dell&#8217;esecutivo di tagliare più scuole e plessi possibile.</p>
<p><span id="more-2367"></span>In Piemonte, per esempio, sono otto le istituzioni scolastiche accorpate anche se quelle sottodimensionate sono molte di più. Ma perché le regioni continuano a tenere in vita istituzioni che secondo la norma dovrebbero perdere l&#8217;autonomia scolastica? &#8220;Abbiamo preferito attendere&#8221;, spiega l&#8217;assessore alla Pubblica istruzione, Giovanna Pentenero. &#8220;Ancora &#8211; aggiunge &#8211; la riforma della scuola secondaria di secondo grado deve partire e non sappiamo neppure quale sarà l&#8217;impatto della riforma sulla scuola primaria e sulla secondaria di primo grado&#8221;. In base a un decreto del 1998 le scuole dovrebbero mantenere un numero di alunni compreso fra 500 e 900 alunni. Con deroga fino a 300 alunni per gli istituti comprensivi (di materna, elementare e media) nei comuni di montagna e nelle piccole isole.</p>
<p>Lo scorso ottobre, un decreto legge imponeva alle regioni di effettuare in tutta fretta il dimensionamento della rete scolastica: l&#8217;insieme degli smembramenti e dei successivi accorpamenti di plessi che consentono di riportare il numero degli alunni all&#8217;interno del range prescritto. Le regioni &#8220;inadempienti&#8221; sarebbero state esautorate da commissari ad acta governativi, ma secondo la Costituzione la competenza è dei governi regionali. Il blitz creò un tale terremoto politico, con le regioni che minacciavano il ricorso alla Corte costituzionale, che il governo fu costretto a fare marcia indietro attenuando, in fase di conversione del decreto, la formula perentoria del provvedimento.</p>
<p>L&#8217;operazione serve a tagliare posti: accorpando due scuole saltano un dirigente scolastico e un segretario. Il 27 febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che prevede la revoca dell&#8217;autonomia scolastica nei confronti di 700 istituti con meno di 300 alunni. Ma, secondo i dati forniti dalla Flc Cgil, in diverse regioni italiane (Sardegna, Puglia, Marche, Emilia Romagna, Lombardia e Friuli) il dimensionamento non ha prodotto effetti tangibili. In altre regioni, come la Sicilia, il numero delle scuole soppresse è irrisorio: appena 27. Per rastrellare posti di bidello e assistente amministrativo l&#8217;esecutivo ha intenzione di sopprimere parte dei plessi con meno di 50 alunni. &#8220;Su questo punto &#8211; dice la Pentenero &#8211; siamo davvero critici: sopprimere la scuola nei piccoli centri può determinare il loro spopolamento&#8221;.</p>
<p>di SALVO INTRAVAIA</p>
<p>(23 marzo 2009)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-10/scuole-piccole/scuole-piccole.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Valanghe di ricorsi al TAR contro la riforma Gelmini</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/valanghe-di-ricorsi-al-tar-contro-la-riforma-gelmini/</link>
		<comments>http://www.futuroscuola.org/valanghe-di-ricorsi-al-tar-contro-la-riforma-gelmini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 17:51:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.
clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
DEL LAZIO
RICORSO
 
omissis -dati sensibili-
tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.</p>
<p>clicca su link per conoscerne alcune: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/indice.htm" target="_blank">RICORSI GELMINI</a></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2361" title="giustizia_e_questione_morale" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/giustizia_e_questione_morale-100x100.jpg" alt="giustizia_e_questione_morale" width="100" height="100" />TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DEL LAZIO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">RICORSO</span></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>omissis -dati sensibili-</em></p>
<p>tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest&#8217;ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Contro</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA </span></strong>(da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong><strong>, </strong>nella persona del Presidente pro-tempore in carica</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">per l&#8217;annullamento</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">previa sospensione</span></strong></p>
<p>della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto &#8220;<em>Iscrizioni alle scuole dell&#8217;infanzia e alle scuole di ogni</em></p>
<p><em> <span id="more-2356"></span>ordine e grado, riguardanti l&#8217;anno scolastico 2009/2010</em>&#8220;, nella parte relativa alle iscrizioni nella scuola dell&#8217;infanzia e del I ciclo, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ivi compresi tutti gli atti attuativi, non conosciuti</p>
<p align="center"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">e per quanto occorrer possa</span></em></strong></p>
<p>dello schema di Piano Programmatico predisposto dal Ministero dell&#8217;Istruzione Università e Ricerca (da ora MIUR) di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ed a tutt&#8217;oggi formalmente non adottato.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">FATTO</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 64 del DL 112/08 convertito con modifiche nella L. 133/08 stabilisce: 1. <em>Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall&#8217;anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l&#8217;anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.</em></p>
<p><em>2. Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione </em>delle dotazioni organiche del personale <em>amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l&#8217;anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall&#8217;articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.</em></p>
<p><em>3. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all&#8217;articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.</em></p>
<p><em>4. Per l&#8217;attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o più regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi previsti, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell&#8217;attuale assetto</em> <em>ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:</em></p>
<p><em>a. razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell&#8217;impiego dei docenti;</em></p>
<p><em>b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso  la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari,  con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;</em></p>
<p><em>c. revisione  dei  criteri  vigenti  in  materia di formazione delle classi; </em></p>
<p><em>d. rimodulazione dell&#8217;attuale organizzazione didattica della scuola primaria ivi compresa la formazione professionale per il personale docente interessato ai processi di innovazione ordinamentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica;</em></p>
<p><em>e. revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;</em></p>
<p><em>f. ridefinizione dell&#8217;assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa;</em></p>
<p><em>f-bis. definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l&#8217;articolazione dell&#8217;azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell&#8217;ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l&#8217;attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell&#8217;offerta formativa;</em></p>
<p><em>f-ter. nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti.</em></p>
<p><em>4-bis. Ai fini di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale di cui al comma 4, nell&#8217;ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con l&#8217;obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili, all&#8217;articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da: «Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici» sino a: «Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «L&#8217;obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui al comma 624 del presente articolo» (omissis).</em></p>
<p>La normativa di legge sopra riportata prevede la predisposizione da parte del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze di un &#8220;Piano programmatico&#8221; di interventi e misure finalizzati ad un più razionale utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili e ad una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico; il comma 4, in attuazione di detto piano ed in relazione agli interventi ed alle misure annuali ivi individuati, prevede l&#8217;adozione di uno o più regolamenti ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2 della legge 23 agosto 1988 n. 400, con i quali si dovrebbe provvedere, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, ad una revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale organizzativo e didattico del sistema scolastico.</p>
<p>Con D.L. n. 137 del 1 settembre 2008, convertito con modificazioni in L. n. 169 del 30/10/2008 all&#8217;art. 4 è stato previsto: <em>&#8220;Nell&#8217;ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all&#8217;articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 e&#8217; ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;</em>.</p>
<p>In data 3.09.2008, il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha predisposto <strong><span style="text-decoration: underline;">lo schema di piano programmatico di interventi</span></strong> &#8220;<em>volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico</em>&#8220;; detto schema è stato inoltrato per i prescritti pareri sia alle competenti Commissioni Parlamentari sia alla Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97. In data 27/11/2008 la VII Commissione della Camera dei Deputati ed in data 03/12/2008 la VII Commissione del Senato hanno espresso i previsti pareri, che, peraltro, contengono numerose condizioni alle quali il MIUR si sarebbe dovuto attenere nell&#8217;adozione formale di detto Piano.</p>
<p>A seguito di detti pareri con osservazioni il MIUR di concerto con il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze avrebbe dovuto valutare le osservazioni contenute nei pareri e provvedere successivamente alla formale adozione del  Piano.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">A  tutt&#8217;oggi, però, detto Piano non è stato formalmente adottato.</span></strong></p>
<p>Sulla base del &#8220;Piano programmatico&#8221;, regolarmente adottato dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, il Governo avrebbe dovuto emanare i regolamenti di cui all&#8217;art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, osservando il seguente percorso:</p>
<p>a) proposta del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e Finanze.</p>
<p>b) Acquisizione del parere della Conferenza Unificata ex D.Lvo n. 281/97.</p>
<p>c) Parere del Consiglio di Stato.</p>
<p>d) Deliberazione del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Nelle more di tale procedimento il MIUR, <strong><span style="text-decoration: underline;">sulla base di uno schema di regolamento</span></strong>, con l&#8217;impugnata C.M. ha impartito le istruzioni per le iscrizioni degli alunni per l&#8217;a.s. 2009/2010; tali istruzioni però anticipano una normativa ancora in fieri e sono in contrasto con la normativa attualmente vigente e con tutta l&#8217;organizzazione didattica adottata nelle istituzioni scolastiche ed in particolare con il POF di ciascuna scuola che, come è noto, si deve adottare prima dell&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico.</p>
<p>Si deve peraltro rilevare che, in data 28.01.2009 la Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97 ha formulato il prescritto parere sullo schema di regolamento; da detto parere si evince in modo inequivocabile che la maggioranza delle Regioni e l&#8217;ANCI hanno espresso parere negativo sia con riferimento allo schema di piano programmatico, sia per i tagli degli organici e delle compresenze, sia per l&#8217;integrazione scolastica.</p>
<p>Inoltre, in data del 12/02/2009 il Consiglio Nazionale della P.I. ha espresso <strong><span style="text-decoration: underline;">all&#8217;unanimità</span></strong> un parere negativo sullo schema di regolamento, affermando nelle conclusioni: <em>&#8220;che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:</em></p>
<ul class="unIndentedList">
<li> <em>Compromette l&#8217;efficacia dell&#8217;offerta formativa nelle scuole dell&#8217;infanzia e nel primo ciclo di istruzione;</em></li>
<li> <em>Lede la dignità dell&#8217;istruzione pubblica;</em></li>
<li> <em>Non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta nell&#8217;intero territorio nazionale&#8221;.</em></li>
</ul>
<p>Il MIUR, nonostante tali pareri negativi ha mantenuto l&#8217;impugnata CM che, in palese violazione della normativa vigente, impartisce disposizioni vincolanti come se il regolamento, ancora in fieri, fosse già in vigore; peraltro, così come lo schema di regolamento, anche la CM contrasta anche con lo schema di Piano Programmatico.</p>
<p>In particolare per quanto riguarda la <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> la CM de qua prevede l&#8217;apertura delle iscrizioni, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell&#8217;avvenuto esaurimento di eventuali liste d&#8217;attesa), anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore. Prosegue inoltre l&#8217;esperienza delle &#8216;<em>sezioni primavera&#8217;</em> per i bambini dai 2 ai 3 anni.</p>
<p>Con riferimento alla <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola primaria</span></strong> i genitori sono obbligati ad iscrivere le bambine ed i bambini che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l&#8217;insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell&#8217;alunno. La CM impugnata prevede che al momento delle iscrizioni i genitori o coloro che esercitano la potestà genitoriale esprimano, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all&#8217;articolazione dell&#8217;orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base; le famiglie potranno scegliere anche il modello classi a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). La medesima CM prevede però anche l&#8217;abolizione delle compresenze. Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari in atto.</p>
<p>Per la scuola <strong><span style="text-decoration: underline;">secondaria di primo grado</span></strong>, la CM prevede che i genitori all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione esprimano la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e di potenziamento della lingua italiana. Con riferimento all&#8217;insegnamento della lingua straniera, nella CM si legge che le famiglie da quest&#8217;anno possono, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l&#8217;intero corso della secondaria di primo grado, possono chiedere l&#8217;inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese.</p>
<p>Alla luce di quanto sopra sommariamente esposto è evidente che il Ministero con la C.M. impugnata non si sia limitato ad informare le famiglie dei provvedimenti in corso di approvazione che potrebbero modificare l&#8217;assetto del sistema scolastico, ma ha dato indicazioni operative come se detti provvedimenti fossero stati già adottati e fossero già vincolanti; difatti ha allegato i modelli delle domande di iscrizione redatti in base alla normativa  ancora in corso di adozione.</p>
<p>I ricorrenti sono genitori di bambini che nell&#8217;a.s. 2009/2010 dovranno frequentare la scuola dell&#8217;infanzia e/o scuola primaria e docenti della scuola dell&#8217;infanzia e primaria, tutti interessati al mantenimento dell&#8217;attuale assetto organizzativo della scuola dell&#8217;infanzia e primaria sia per quanto concerne l&#8217;efficacia didattica, sia anche per le concrete esigenze familiari e lavorative.</p>
<p>La contrazione del tempo scuola, l&#8217;abolizione delle compresenze, l&#8217;introduzione dell&#8217;insegnante prevalente sono alcuni degli interventi previsti che incidono in modo fortemente negativo sull&#8217;efficacia didattica e sull&#8217;organizzazione scolastica con conseguente contrazione anche degli organici del personale della scuola.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DIRITTO</span></strong></p>
<p>Gli impugnati atti sono illegittimi per i seguenti</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MOTIVI</span></strong></p>
<p><strong>1) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI E SEGNATAMENTE DEGLI ARTT. 3, 33 E 34 COST.</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 3, 2 comma della Costituzione afferma un principio cardine della democrazia del nostro ordinamento costituzionale: il principio di uguaglianza sostanziale: <em>&#8220;E&#8217; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l&#8217;uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;illustre giurista ed anche membro dell&#8217;Assemblea Costituente, Piero Calamandrei, scriveva nel 1946 (&#8220;Il Ponte&#8221; n. 1, gennaio 1946 p. 3 &#8211; 14): <em>&#8220;Il problema della democrazia si pone dunque, prima di tutto come un problema di istruzione&#8221;</em> e precisava: <em>&#8220;E&#8217; perciò evidente che non si ha vera democrazia la dove l&#8217;accesso all&#8217;istruzione non è  garantita in misura pari a tutti i cittadini: perchè, importando necessariamente la diversa cultura una diversa possibilità di partecipazione alla vita politica, il privilegio dell&#8217;istruzione si risolve necessariamente in privilegio politico&#8221;</em>.</p>
<p>In considerazione di tale funzione &#8220;costituzionale&#8221; della scuola (come affermava Calamandrei) la Costituzione agli artt. 33 e 34 afferma  che <em>&#8220;la Repubblica &#8230; &#8220;istituisce scuole per tutti gli ordini e gradi&#8221;</em> e che <em>&#8220;la scuola è aperta a tutti&#8221;</em> ed infine che &#8220;<em>l&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto  anni,  è  obbligatoria  e  gratuita&#8221;</em>.</p>
<p>La Costituzione prevede quindi in materia di istruzione scolastica un  nucleo di norme precettive che impongono allo Stato l&#8217;obbligo di organizzare l&#8217;offerta di istruzione pubblica non solo in modo corrispondente alla domanda sociale, ma tale da poter effettivamente eliminare tutti quegli ostacoli di ordine economico e sociale che possono precludere il diritto di tutti ed un&#8217;istruzione uguale e qualificata.</p>
<p>L&#8217;istruzione scolastica non è quindi nel nostro ordinamento costituzionale un servizio pubblico a disposizione dell&#8217;utenza, ma è una funzione istituzionale volta a realizzare quell&#8217;uguaglianza sostanziale che è la precondizione  della  democrazia  di  un  Paese.</p>
<p>La spesa statale per l&#8217;istruzione scolastica ha quindi un carattere assolutamente prioritario e non può condizionare l&#8217;offerta formativa statale; la spesa per la scuola statale deve essere, certamente razionale ed efficace, evitando ogni eventuale spreco, ma deve essere comunque adeguata all&#8217;effettiva domanda sociale al fine di consentire a tutti l&#8217;acquisizione di un&#8217;istruzione qualificata. Razionalizzazione della spesa per la scuola significa quindi realizzare una scuola statale e qualificata per tutti.</p>
<p>L&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 e l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 prevedono invece una riduzione della spesa per la scuola statale pari a circa otto miliardi nel triennio 2009/2011 senza alcuna giustificazione logica; si riduce il tempo scuola, si riducono drasticamente gli organici e si modifica l&#8217;organizzazione didattica al solo scopo di ridurre la spesa senza alcuna considerazione degli effetti negativi che ne possono derivare; si sono cioè adeguate l&#8217;offerta formativa e l&#8217;organizzazione didattica all&#8217;esigenza, decisa aprioristicamente, di ridurre di circa 8 miliardi  la spesa per la scuola; difatti l&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 quantifica l&#8217;importo della riduzione della spesa nel triennio, limitandosi ad indicare soltanto alcuni settori di intervento: aumento del rapporto docenti/studenti ed all&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 l&#8217;introduzione del cd maestro unico demandando l&#8217;individuazione di tutti gli altri settori di intervento ai successivi provvedimenti regolamentari.</p>
<p>Il legislatore quindi non ha previsto una riduzione della spesa per eliminare determinate spese superflue, ma ha deciso a priori la riduzione nel triennio della spesa di circa 8 miliardi per esigenze di contenimento della spesa pubblica a prescindere dell&#8217;effettivo fabbisogno della scuola e quindi anche con una possibile contrazione dell&#8217;offerta formativa e soprattutto con un sacrificio della qualità di tale offerta.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che il settore del sistema scolastico individuato con l&#8217;impugnata CM (la scuola primaria) è quello più qualificato e più importante per la funzione determinante che la formazione primaria ha nel processo formativo.</p>
<p>Con l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 si prevede una trasformazione del modello didattico in vigore nella scuola primaria (il cd modulo di cui all&#8217;art. 121 del D.Lgs. n. 297/94) con il modello del cd insegnante unico; anche tale ripristino di un modello didattico, ormai superato, è stato disposto non sulla base di una valutazione adeguata degli aspetti didattici e pedagogici ritenuti più idonei, ma soltanto sulla base dell&#8217;esigenza di ridurre la spesa, senza alcuna considerazione sulla conseguente dequalificazione dell&#8217;attività didattica.</p>
<p>Come si è già prima rilevato, <strong><span style="text-decoration: underline;">il CNPI</span></strong> che è l&#8217;organo che ha una specifica competenza di consulenza tecnica e professionale per il Ministro (art. 23 Dlvo n. 297/94) <strong><span style="text-decoration: underline;">con un voto unanime ha giudicato tali innovazioni lesive dell&#8217;efficacia didattica e della dignità formativa</span></strong>.</p>
<p>La normativa di legge su cui si fonda l&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima perchè, comportando pesanti ed ingiustificati tagli alla spesa per la scuola statale, comprome la funzione istituzionale dell&#8217;istruzione pubblica, così come strutturata dal combinato disposto degli artt. 3, 33 e 34; tale funzione per la sua rilevanza costituzionale non può difatti essere compressa con logiche finanziarie, ma deve essere garantita nel massimo delle potenzialità.</p>
<p><strong>2)</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 64 DEL 25.6.2008 N. 112 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST.</span></strong></p>
<p>Come si è prima rilevato l&#8217;art. 64 ha previsto un procedimento complesso che presuppone anzitutto l&#8217;adozione di un Piano Programmatico di interventi; a tale fine il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia predispone detto Piano, <strong><span style="text-decoration: underline;">sentita</span></strong> la Conferenza Unificata di cui all&#8217;art. 8 del D.Lgs. n. 281/97 <strong><span style="text-decoration: underline;">e previo parere</span></strong> della Commissione Parlamentare; quindi l&#8217;iter previsto dal legislatore era il seguente:</p>
<p>a) Definizione di uno schema di piano da sottoporre all&#8217;esame della Conferenza Unificata ed alle Commissioni parlamentari;</p>
<p>b) parere della Conferenza Unificata ex art. 8 DL.gs n. 281/97;</p>
<p>c) parere delle Commissioni parlamentari;</p>
<p>d) adozione formale del piano programmatico.</p>
<p>Difatti, dopo avere <strong><span style="text-decoration: underline;">sentito</span></strong> la Conferenza Unificata e dopo avere acquisito il <strong><span style="text-decoration: underline;">previo parere</span></strong> delle Commissioni Parlamentari il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia avrebbe dovuto predisporre il piano.</p>
<p>Quindi è chiaro che il Piano Programmatico si sarebbe dovuto adottare <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo</span></strong> l&#8217;acquisizione dei pareri; del resto se il legislatore ha richiesto l&#8217;acquisizione di detti pareri, è logico che il Piano avrebbe dovuto anzitutto considerare detti pareri e che quindi doveva essere adottato successivamente a tali pareri.</p>
<p>E&#8217; pure evidente che per acquisire i pareri il MIUR avrebbe dovuto predisporre uno schema o  una bozza di piano; e difatti ciò è stato fatto; sia la Conferenza Unificata che le Commissioni parlamentari hanno esaminato lo schema di piano ed hanno formulato il prescritto parere con numerose osservazioni.</p>
<p>I pareri erano senza dubbio consultivi e non vincolanti; quindi il MIUR non era tenuto ad uniformarsi a tali pareri, ma era tenuto ad esaminarli e ad emanare il Piano dopo averli esaminati.</p>
<p>Dagli atti che si conoscono allo stato attuale non risulta però che dopo l&#8217;acquisizione dei pareri sia stato adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico; di conseguenza l&#8217;impugnata CM che anticipa i regolamenti è illegittima anche perchè <strong><span style="text-decoration: underline;">il MIUR non ha mai adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico degli interventi</span></strong> che è il necessario presupposto dei regolamenti.</p>
<p>Nè lo schema presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata può essere considerato il piano previsto dell&#8217;art. 64 citato, anche perchè il piano programmatico doveva essere adottato ovviamente <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo l&#8217;acquisizione dei pareri</span></strong>; peraltro detti pareri sono stati formulati con molte osservazioni; quindi il MIUR, pur non essendo vincolato ad uniformarsi, avrebbe dovuto prendere in esame anche tali osservazioni.</p>
<p>Per compiutezza di difesa si deve ipotizzare che per il MIUR lo schema di Piano presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata sia da considerarsi il Piano Programmatico previsto dall&#8217;art. 64 citato; in tale caso però è evidente che tale Piano è stato predisposto prima dell&#8217;acquisizione dei prescritti pareri e quindi senza  tenerne conto; di conseguenza è palesemente illegittimo.</p>
<p>Si deve infine ipotizzare che il MIUR abbia ritenuto di adottare, dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, lo schema già predisposto, senza fare alcuna modificazione; in tale caso però il Piano Programmatico, eventualmente adottato in tale modo, si deve ritenere pur sempre illegittimo perchè manca il concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e comunque non è stato in alcun modo formalmente adottato; essendo un atto presupposto rispetto ai regolamenti era ovviamente necessaria la formale adozione del Piano con l&#8217;espresso riferimento ai pareri acquisiti.</p>
<p><strong>3) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST. ED ECCESSO DI POTERE PER MANIFESTA ILLOGICITA&#8217; ED INGIUSTIZIA.</span></strong></p>
<p>La stessa normativa è palesemente illegittima per manifesta irragionevolezza; difatti detta normativa si propone la razionalizzazione della spesa per l&#8217;istruzione e nello stesso tempo prevede interventi che, come ha affermato il CNPI (che è l&#8217;organo tecnico che meglio di ogni altro organo può valutare la coerenza e l&#8217;incidenza positiva o negativa degli interventi), inficiano l&#8217;efficacia didattica del sistema scolastico ed in particolare delle scuola primaria riconosciuta anche a  livello internazionale il settore dell&#8217;istruzione più efficace; non realizza quindi il fine dichiarato, ma il risultato opposto: la dequalificazione della scuola pubblica.</p>
<p>Detta normativa, come si è prima rilevato, è stata introdotta per effetto di due Decreti Legge, convertiti in legge con voto di fiducia e quindi senza un&#8217;adeguata discussione in Parlamento, ma soprattutto senza un&#8217;adeguata indagine da parte del Governo, Ministero e Parlamento sulla validità, sotto il profilo dell&#8217;efficacia didattica, delle innovazioni previste.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale P.I., sentito con riferimento allo schema di regolamento applicativo per la scuola dell&#8217;infanzia e per il I ciclo, come si è  prima rilevato, ha espresso un parere fortemente e totalmente negativo non solo sullo schema di regolamento, ma anche sulla normativa di legge che ne è il presupposto.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che la normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 137/08 e dell&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 sia censurabile anche per manifesta illogicità e contraddittorietà tra le finalità che il legislatore si propone (la razionalizzazione della spesa dell&#8217;istruzione) e l&#8217;efficacia concreta di tali interventi che invece dequalificano il sistema scolastico e quindi per violazione dell&#8217;art. 97 Cost. con conseguente illegittimità dell&#8217;impugnata CM.</p>
<p><strong>4) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL 01/09/2008 N. 137, C.TO IN L. 30/10/2008, N. 169 PER VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 77 E 97 DELLA COSTITUZIONE</span>.</strong></p>
<p>Il secondo comma dell&#8217;art. 77 della Costituzione testualmente recita &#8220;<em>Quando, in casi straordinari di necessità e d&#8217;urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni&#8221;</em>.</p>
<p>Presupposto dell&#8217;esercizio del potere legislativo da parte del Governo a mezzo della decretazione d&#8217;urgenza è la sussistenza di una situazione oggettiva e straordinaria che renda necessaria ed urgente l&#8217;adozione di un decreto avente forza di legge; per la decretazione di urgenza da parte del Governo occorre quindi il concorso di tre necessarie condizioni:</p>
<p>a)      la straordinarietà della circostanza e cioè la non prevedibilità di essa;</p>
<p>b)      la necessarietà dell&#8217;intervento;</p>
<p>c)      l&#8217;urgenza.</p>
<p>Nel caso in esame l&#8217;art. 64 ha previsto una riduzione della spesa per la scuola per complessivi 8 miliardi nel triennio; tale intervento prevede un percorso articolato prima con un piano programmatico e dopo con l&#8217;adozione di uno o più regolamenti nell&#8217;arco di dodici mesi con un&#8217;indicazione generica dei relativi settori di intervento.</p>
<p>A parte le considerazioni, prima svolte sull&#8217;inopportunità di tale intervento, è fuor di dubbio che nel caso in esame le tre necessarie condizioni per la decretazione di urgenza non sussistevano. E&#8217; sufficiente rilevare che si tratta di interventi previsti nel giugno 2008, che ancora a tutt&#8217;oggi sono in corso di perfezionamento; quindi il ricorso alla decretazione di urgenza era privo di alcun fondamento ed è palesemente irragionevole, oltre che lesivo delle prerogative del Parlamento.</p>
<p>E&#8217; vero che entrambi i Decreti legge n.112/08 e 137/08 sono stati convertiti in legge, ma la conversione in legge per le sue stesse modalità procedimentali, non può sanare l&#8217;uso arbitrario da parte del Governo di un potere che non aveva.</p>
<p>Sotto tale profilo la Corte Costituzionale con sentenza n. 128/2008 ha chiaramente evidenziato che &#8220;<em>Questa Corte, con recente pronuncia (sentenza n. 171 del 2007), nel dichiarare l&#8217;illegittimità costituzionale di un decreto-legge, convertito in legge con modificazioni, per difetto dei requisiti di cui </em><a href="http://bd05.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;KEY=05AC00009859&amp;">all&#8217;art. 77, comma secondo, della Costituzione</a><em>, ha affermato, richiamando una precedente decisione (sentenza n. 29 del 1995), che la preesistenza di una situazione di fatto comportante la necessità e l&#8217;urgenza di provvedere tramite l&#8217;utilizzazione di uno strumento eccezionale, quale il decreto-legge, costituisce un requisito di validità costituzionale dell&#8217;adozione del predetto atto, di modo che l&#8217;eventuale evidente mancanza di quel presupposto configura in primo luogo un vizio di illegittimità costituzionale del decreto-legge che risulti adottato al di fuori dell&#8217;ambito applicativo costituzionalmente previsto&#8221;. </em>La sentenza prosegue nell&#8217;affermare che &#8220;<em>tale difetto di presupposti, «una volta intervenuta la conversione, si traduce in un vizio in procedendo della relativa legge» ed ha escluso, con ciò, l&#8217;eventuale efficacia sanante di quest&#8217;ultima, dal momento che «affermare che tale legge di conversione sana in ogni caso i vizi del decreto, significherebbe attribuire in concreto al legislatore ordinario il potere di alterare il riparto costituzionale delle competenze del Parlamento e del Governo quanto alla produzione delle fonti primarie&#8221;.</em></p>
<p>Alla luce anche dell&#8217;orientamento ormai pacifico della giurisprudenza i due decreti legge sui quali si fondano gli impugnati atti sono illegittimi per violazione dell&#8217;art. 77 Cost. con conseguente illegittimità di tutti gli atti conseguenti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">5) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 3, 33 E 34 COST. CONCERNENTE IL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTOSUFFICIENZA DEL SISTEMA SCOLASTICO STATALE.</span></strong></p>
<p>La CM n. 4/09 <strong><span style="text-decoration: underline;">per la scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> prevede tra l&#8217;altro: <em>&#8220;l&#8217;offerta formativa per la scuola dell&#8217;infanzia è assicurata da Stato, Comuni e scuole paritarie&#8221;</em>; la CM muove dal presupposto che anche le scuole private paritarie concorrono all&#8217;offerta formativa statale e che quindi sia previsto, almeno per le scuole dell&#8217;infanzia, un sistema integrato tra scuole statali e scuole private paritarie; di conseguenza esclude a priori l&#8217;adeguamento dell&#8217;offerta della scuola dell&#8217;infanzia statale alla complessiva domanda sociale; la scuola dell&#8217;infanzia privata non sarà liberamente scelta, ma in talune realtà sarà l&#8217;unica offerta perchè non ci sarà una scuola statale per tutti.</p>
<p>Una tale ipotesi contrasta però in modo palese con l&#8217;art. 33 Cost. sotto tre profili:</p>
<p>1) il secondo comma dell&#8217;art. 33 impone alla Repubblica l&#8217;obbligo di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi e quindi anche le scuole dell&#8217;infanzia; afferma cioè il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale;</p>
<p>2) l&#8217;art. 34 afferma il principio secondo cui la scuola statale deve essere aperta a tutti e quindi l&#8217;offerta della scuola statale deve essere corrispondente alla domanda sociale.</p>
<p>3) Lo Stato deve garantire a tutti l&#8217;accesso alla scuola dell&#8217;infanzia statale al fine di garantire a tutti il diritto di accedere ad un insegnamento pluralista e non confessionale, e quindi alternativo all&#8217;insegnamento della scuola privata paritaria che può essere confessionale.</p>
<p>Si deve difatti rilevare che l&#8217;art. 33 Cost. al 4 comma, laddove prevede la parità scolastica stabilisce che <em>&#8220;la legge nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse <span style="text-decoration: underline;">piena libertà </span> &#8230;&#8221;</em>, cioè deve garantire alle scuole private la libertà di scegliere di essere scuole cd di tendenza e quindi anche di orientamento confessionale.</p>
<p>Di conseguenza le scuole dell&#8217;infanzia private paritarie, potendo legittimamente prevedere un progetto educativo orientato in senso confessionale (di qualsiasi confessione), non sono tenute a garantire la libertà di insegnamento ed il pluralismo culturale; gli insegnanti difatti per contratto collettivo devono impegnarsi a realizzare <em>&#8220;l&#8217;indirizzo educativo in coerenza con i principi cui si ispira l&#8217;istituzione&#8221;</em> e la Corte Costituzionale in una nota sentenza (n. 195/1972) ha affermato che la libertà di istituire scuole di tendenza prevale sulla libertà di insegnamento, nel senso che gli insegnanti di una scuola privata devono concorrere alla realizzazione del progetto educativo della scuola, anche se di orientamento confessionale.</p>
<p>Scuole statali e scuole private paritarie non possono quindi garantire lo stesso insegnamento; la frequenza di una scuola statale o di una scuola privata non può essere determinata dalla carenza di scuole statali; la scelta di una scuola privata che può essere di tendenza, deve essere assolutamente libera.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che la frequenza della scuola dell&#8217;infanzia privata comporta l&#8217;onere di una retta e quindi comporta un&#8217;ulteriore discriminazione; non tutti difatti possono accedere anche per motivi economici alle scuole dell&#8217;infanzia private; di conseguenza, in mancanza di un&#8217;offerta pubblica corrispondente alla domanda sociale, molti bambini sarebbero ingiustamente esclusi.</p>
<p>Le scuole private non possono quindi concorrere a formare l&#8217;offerta scolastica complessiva; tale offerta deve essere garantita, come afferma la Costituzione, dallo Stato e deve essere garantita a tutti al fine di evitare ogni possibile discriminazione tra gli alunni; tutti i bambini hanno difatti diritto di potere frequentare la scuola dell&#8217;infanzia statale che garantisce una formazione pluralista e non confessionale.</p>
<p>Il sistema integrato tra pubblico e privato, previsto dalla CM n. 4/09 oltre a contrastare con il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale (art. 33 e 34 Cost.) comporterebbe una palese ed inammissibile discriminazione in quanto alcuni alunni, in violazione anche dell&#8217;art. 3 Cost., sarebbero ingiustamente esclusi dalle scuole statali e costretti a frequentare le scuole private che possono essere di orientamento confessionale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">6) VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTONOMIA SCOLASTICA DI CUI AGLI ARTT. 33, 1 COMMA E 117, 2 COMMA COST. E DELL&#8217;ART. 3 DPR N. 275/1999.</span></strong></p>
<p>Come si è già rilevato, l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio della libertà di insegnamento che comporta l&#8217;autonomia del sistema scolastico statale; l&#8217;art. 33 della Costituzione coniuga quindi il principio generale della libertà di insegnamento (<em>&#8220;la scienza e l&#8217;arte sono libere e libero ne è l&#8217;insegnamento&#8221;</em>) con l&#8217;esigenza delle norme generali dell&#8217;istruzione (<em>&#8220;la Repubblica detta la norme generali dell&#8217;istruzione&#8221;</em>).</p>
<p>La giusta esigenza di un progetto culturale e didattico nazionale deve quindi nel nostro ordinamento conciliarsi con il principio democratico del pluralismo culturale e quindi della libertà di insegnamento (cioè didattica e metodologica).</p>
<p>La giusta istituzionalizzazione dell&#8217;istruzione scolastica non deve però comportare la statalizzazione della didattica e della cultura; è quindi necessario un giusto equilibrio tra le finalità generali dell&#8217;istruzione scolastica che lo Stato deve definire con le norme generali sull&#8217;istruzione ed i contenuti e metodi specifici che devono essere demandati al mondo della scuola.</p>
<p>La libertà di insegnamento esclude quindi la cd didattica e/o pedagogia di Stato che è la caratteristica dei regimi totalitari e che caratterizzava il regime fascista che con il Ministero della Cultura Popolare stabiliva gli indirizzi culturali e didattici della scuola del regime.</p>
<p>La libertà di insegnamento di ciascun insegnante nel nostro ordinamento costituzionale è vista quindi nell&#8217;ambito di un sistema nazionale in cui ciascun insegnante concorre con il proprio contributo a formare il progetto culturale nazionale; non quindi una libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">da</span></strong> un progetto nazionale, ma libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">in</span></strong> un progetto condiviso e partecipato.</p>
<p>Deve esserci una sintesi tra libertà di insegnamento e le norme generali sull&#8217;istruzione; a tale fine è però necessario che le norme nazionali che attengono alle scelte culturali, metodologiche, didattiche e pedagogiche non siano etereimposte, ma siano partecipate e condivise e soprattutto rispettose degli ambiti che, nel progetto unitario a livello nazionale, devono essere demandate all&#8217;autonomia scolastica.</p>
<p>A tale fine l&#8217;art. 117, 2 comma della Costituzione prevede  espressamente che la legislazione statale e regionale in materia di istruzione devono salvaguardare l&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche; la Corte Costituzionale nella sentenza n. 13/2004 ha a tale proposito precisato &#8220;<em>è assorbente il rilievo che tale autonomia non può risolversi nella incondizionata libertà di autodeterminazione, ma esige soltanto che a tali istituzioni siano lasciati adeguati spazi di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell&#8217;esercizio della potestà legislativa concorrente, non possono pregiudicare&#8221;.</em></p>
<p>Sulla base dei suesposti principi è evidente che il legislatore nella definizione delle norme generali sull&#8217;istruzione e di un progetto culturale nazionale non può nè imporre modelli didattici rigidi nè, tanto meno, intervenire con provvedimenti restrittivi che vanificano i progetti definiti dalle istituzioni scolastiche.</p>
<p>A tale proposito si deve rilevare che l&#8217;art. 3 del DPR n. 275/99 (Regolamento sull&#8217;autonomia scolastica) stabilisce: &#8220;<em>(Piano dell&#8217;offerta formativa) 1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell&#8217;offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell&#8217;identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell&#8217;ambito della loro autonomia. 2. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale a norma dell&#8217;articolo 8 e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell&#8217;offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità. 3. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di circolo o di istituto 4. Ai fini di cui al comma 2 il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio. 5. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione.</em>&#8221;</p>
<p>La CM impugnata prevedendo i moduli orari, l&#8217;esclusione delle compresenze e l&#8217;organizzazione didattica ha, però, illegittimamente invaso la sfera riservata all&#8217;autonomia scolastica proponendo addirittura una pedagogia governativa che mal si addice ad una società democratica.</p>
<p>Peraltro, l&#8217;art. 3 del DPR 275/99 citato, prevede, all&#8217;ultimo comma che <em>&#8220;il POF (Piano dell&#8217;offerta formativa) è consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione&#8221;</em>.</p>
<p>E&#8217; di tutta evidenza, quindi, che le iscrizioni debbano essere fatte sulla base dei modelli didattici adottati nel POF di ciascuna scuola sulla base della normativa vigente e non sulla base di una CM adottata, peraltro, sulla base di regolamenti ancora inesistenti.</p>
<p>Nè si può sostenere che l&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. n. 169/08 ha introdotto per la scuola primaria un modello didattico nuovo rispetto a quello previsto in precedenza e che pertanto detta CM trova fondamento nella normativa di legge, pur in assenza del regolamento applicativo.</p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 4 della citata legge per la sua genericità non è immediatamente applicativa senza un puntuale regolamento, che difatti lo stesso art. 4 prevede espressamente.</p>
<p>La CM si fonda su una normativa di legge generica e di dubbia legittimità costituzionale e di per sè inidonea ad abrogare la normativa precedente e pertanto allo stato è inapplicabile.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che tale circolare sia illegittima per violazione del principio dell&#8217;autonomia scolastica e per violazione dell&#8217;art. 3 DPR n. 275/99.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">7) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 4 D.L. N. 133/08, C.TO IN L. 169/08 E DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DI CUI ALL&#8217;ART. 3 COST. E DEL DIRITTO ALL&#8217;ISTRUZIONE DI CUI AGLI ARTT. 33 E 34.</span></strong></p>
<p>Con la CM n. 04/2009 il Ministro per la scuola primaria propone ai genitori quattro modelli didattici, stabilendo che successivamente i modelli didattici di ciascuna istituzione scolastica saranno definiti sulla base delle dotazioni organiche che saranno assegnate.</p>
<p>L&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. 169/08 stabilisce però: <em>&#8220;Nei regolamenti si tiene <strong><span style="text-decoration: underline;">comunque</span></strong> conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;.</em></p>
<p>Di conseguenza la scelta del tempo scuola da parte delle famiglie non può essere subordinata alla dotazione degli organici; al contrario le dotazioni degli organici devono essere correlate alle scelte della famiglia.</p>
<p>Peraltro la prospettata subordinazione delle scelte delle famiglie alla consistenza degli organici comporterebbe che in talune scuole le esigenze possono essere soddisfatte ed in altre invece possono non essere soddisfatte per effetto degli organici inadeguati con conseguente ingiusta discriminazione.</p>
<p>La CM è pertanto illegittima perchè stravolge la stessa norma dell&#8217;art. 4 e comunque viola il principio della parità di trattamento per quanto attiene il diritto all&#8217;istruzione.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> <img src='http://www.futuroscuola.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL N. 137/08 C.TO IN L. 169/08 PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 3, 70 97 E 117 DELLA COSTITUZIONE. ILLEGITTIMITA&#8217; DERIVATA.</span></strong></p>
<p>Il comma 4 dell&#8217;art. 64 del DL. 112/08 convertito nella legge 133/08, per l&#8217;attuazione del Piano programmatico e dell&#8217;art. 4 del DL n. 133/08 c.to in L. n. 169/08 saranno emanati regolamenti ex art. 17 comma 2 della L. 400/88 che possono avere contenuto modificativo delle disposizioni legislative vigenti (cd &#8220;delegificazione&#8221;).</p>
<p>Tale previsione, tuttavia, viola i principi dell&#8217;ordinamento in materia di gerarchia delle fonti, nonché la stessa norma richiamata con l&#8217;art. 17, comma 2 della legge 23.8.1988 n. 400, sotto due profili:</p>
<p>a) violazione del principio della riserva di legge;</p>
<p>b) violazione del principio della predeterminazione per legge dei criteri generali.</p>
<p>a) Per quanto attiene alla violazione del principio della riserva di legge, lo stesso art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, esclude la potestà regolamentare delegata per le materie per le quali è prevista una riserva di legge assoluta; tali potestà regolamentare sarebbe  invece  possibile  per  materie  coperte  da  riserva relativa.</p>
<p>La Costituzione invero non prevede tale distinzione anche perchè per la verità non prevede nemmeno l&#8217;ipotesi di una delega del legislatore al potere regolamentare e cioè della cd &#8220;delegificazione&#8221;; la Costituzione difatti afferma il rigoroso principio della gerarchia delle fonti secondo cui gli atti del Governo che hanno forza di legge e che quindi possono modificare e/o abrogare una precedente legge sono: i decreti legge ed i decreti legislativi.</p>
<p>Ciò premesso, e dando ormai per acquisito nel nostro ordinamento, il regolamento delegato con efficacia abrogativa delle disposizioni di legge, tale principio deve essere osservato in modo scrupoloso in modo da evitare un pericoloso svuotamento del ruolo del Parlamento.</p>
<p>Si è già rilevato che l&#8217;istruzione scolastica nel nostro ordinamento costituzionale per il ruolo che deve svolgere (creare condizioni di uguaglianza e garantire a tutti una piena cittadinanza) è una funzione essenziale dello Stato e non uno dei tanti servizi pubblici.</p>
<p>Nello stesso tempo l&#8217;istruzione statale in uno Stato democratico non può essere, a differenza dell&#8217;istruzione degli Stati totalitari, espressione della maggioranza al potere; difatti l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio fondamentale della libertà di insegnamento e quindi del pluralismo culturale.</p>
<p>Come si è già prima precisato, la libertà di insegnamento deve coniugarsi con un progetto culturale, didattico e pedagogico nazionale; in questo senso la Costituzione all&#8217;art. 33, 2 comma ha affermato &#8220;la Repubblica detta le norme generali sull&#8217;istruzione&#8221; nel senso che le norme generali sull&#8217;istruzione non possono essere espressione di una maggioranza governativa, ma devono essere espressione di un percorso condiviso e partecipato che deve avere la sua più alta ed ampia sintesi  nel Parlamento e quindi nella legge.</p>
<p>L&#8217;attribuzione delle norme generali sull&#8217;istruzione alla potestà legislativa del Parlamento è peraltro confermata nell&#8217;art. 117 lett. 2 della Costituzione che riserva espressamente allo Stato tale potestà legislativa.</p>
<p>Si deve infine rilevare che la necessità che le norme generali sull&#8217;istruzione siano espressione di una larga maggioranza parlamentare trova anche il suo fondamento nell&#8217;esigenza di dare una stabilità alle linee fondamentali dell&#8217;ordinamento scolastico.</p>
<p>Tale esigenza per la verità richiederebbe addirittura un procedimento legislativo aggravato o comunque una maggioranza qualificata per impedire o comunque limitare che ogni maggioranza parlamentare possa imporre un proprio progetto culturale con grave disagio per il  mondo della scuola e soprattutto per l&#8217;efficacia del sistema scolastico.</p>
<p>Da quanto sommariamente esposto non può esserci dubbio che le norme generali sull&#8217;istruzione scolastica rientrino nella riserva assoluta di legge.</p>
<p>Nel caso in questione invece non solo con gli art. 64 D.L. n. 112/06 c.to in L. n. 133/08 e con l&#8217;art. 4 DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 si è delegato al potere regolamentare del Governo &#8220;la revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221;, ma tale delega è stata addirittura disposta con decreto legge (sia pure convertito successivamente in legge, ma con voto di fiducia); <strong><span style="text-decoration: underline;">il Governo cioè ha delegato se stesso ad emanare regolamenti con efficacia modificatrice delle norme di legge vigenti.</span></strong></p>
<p>E&#8217; evidente pertanto che le citate norme di legge che hanno conferito al potere regolamentare del Governo tale delega siano lesive dei principi costituzionali concernenti la funzione legislativa e segnatamente dell&#8217;art. 33, 70, 97 e 117, 2 comma della Costituzione.</p>
<p>Le citate disposizioni del DL n. 112/08 c.to in L. 133/08 e DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 sono pure censurabili per violazione delle suindicate norme costituzionali sotto altri profili perchè il legislatore delegante non solo è lo stesso delegato (!), ma soprattutto perchè ha conferito una delega in bianco.</p>
<p>La norma dell&#8217;art. 17, comma 2 della L. 23/08/1988 n. 400 difatti prevede che nel conferimento della delega il legislatore debba determinare &#8220;le norme generali regolatrici della materia&#8221;; l&#8217;art. 64 del DL n. 112/08, c.to in L. 133/08 ha conferito invece una delega ampia per la &#8220;revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221; limitandosi ad indicare soltanto alcuni &#8220;titoli&#8221;; <strong><span style="text-decoration: underline;">non esiste quindi la necessaria determinazione delle norme generali.</span></strong></p>
<p>La delega è stata conferita pertanto, con evidente illogicità, in palese violazione della stessa norma invocata.</p>
<p>Le stesse considerazioni valgono anche per l&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 c.to in L. N. 169/08 che, dopo avere reintrodotto il cd &#8220;insegnante unico&#8221; rinvia ai regolamenti per la definizione del tempo scuola senza alcun criterio generale.</p>
<p>L&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima per illegittimità derivata.</p>
<p><strong>9) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. N. 133/08,</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>IN RELAZIONE ALL&#8217;ART. 117, 3° E 6° COMMA, COST.</strong></span></p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 112/08, c.to in L. n. 133/08 è anche censurabile per violazione dell&#8217;art. 117, 6° comma, della Costituzione.</p>
<p>La norma costituzionale citata, prevede che la potestà regolamentare spetta allo Stato solo ed esclusivamente nelle materie di legislazione esclusiva e che in materia di legislazione concorrente tale potestà spetta esclusi­vamente alla Regione.</p>
<p>Orbene, come si è già rilevato il Piano programmatico non è stato adottato, ma lo schema adottato in funzione del successivo regolamento si deve ritenere illegittimo dal momento che la norma costituzionale di cui all&#8217;art. 117, 6° comma, esclude che nelle materie di legislazione concorrente lo Stato abbia potere regolamentare.</p>
<p>Come è noto, infatti, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione la materia dell&#8217;istruzione forma oggetto di potestà concorrente (art. 117, terzo comma Cost.) ed allo Stato è rimessa la sola competenza esclusiva in materia di <em>&#8220;norme generali sull&#8217;istruzione&#8221;</em> (art. 117, secondo comma, lettera <em>n</em>).</p>
<p>Conseguentemente, in materia di organizzazione scolastica, lo Stato, ai sensi dell&#8217;art. 117, III co. ultimo periodo, può limitarsi a dettare i principi fondamentali, ma non può adottare norme di dettaglio sulla organizzazione scolastica e sulla distribuzione interna del personale scolastico, la cui disciplina è di competenza esclusiva delle Regioni.</p>
<p>La Corte Costituzionale, infatti, ha recentemente affermato che: <em>&#8220;una volta attribuita l&#8217;istruzione alla competenza concorrente, il riparto imposto dall&#8217;art. 117 postula che, in tema di programmazione scolastica e di gestione amministrativa del relativo servizio, <span style="text-decoration: underline;">compito dello Stato sia solo quello di fissare principi. E la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche, certamente non è materia di norme generali sulla istruzione, riservate alla com­petenza esclusiva dello Stato, in quanto strettamente connessa alla programmazione della rete scolastica</span>, tuttora di com­pe­tenza regionale&#8221; </em>(tra le altre: Corte Cost. 13.1.2004 n. 13).</p>
<p>Lo schema del piano programmatico e l&#8217;impugnata CM che anticipa il regolamento attuativo il Ministro hanno però dettato disposizioni dettagliate sull&#8217;organizzazione didattica invadendo oltre che l&#8217;autonomia scolastica, le potestà legislative e regolamentai delle Regioni.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Domanda di sospensione</span></strong></p>
<p>Il fumus boni juris è di tutta evidenza; la CM è priva di ogni fondamento giuridico.</p>
<p>Il periculum in mora è pure evidente; difatti come risulta dalle notizie di stampa la maggior parte delle famiglie ha richiesto il tempo pieno che in base all&#8217;impugnata CM non solo non è garantito, ma viene proposto senza  compresenze  e  quindi  fortemente  ridimensionato.</p>
<p>Infine si deve rilevare che l&#8217;impugnata CM richiede  alle famiglie una scelta senza alcuna proposta certa.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">P.Q.M.</span></strong></p>
<p>Si chiede, previa, ove occorra, rimessione alla Corte Costituzionale della questione di illegittimità costituzionale degli art. 64 del DL n. 112 del 2008, c.to in L. n. 133 del 06/10/1908 e dell&#8217;art. 4 del DL n. 137/08 c.to in L. 30/10/2008 n. 169 per violazione degli art. 3, 33, 34, 70, 77, 97, 117 comma 2, 3 e 6, l&#8217;accoglimento del ricorso  con conseguente annullamento degli atti impugnati con ogni conseguenziale effetto di legge e vittoria di spese di giudizio.</p>
<p><strong><em>Ai fini del contributo unificato di cui agli artt. </em></strong><strong><em>9 e</em></strong><em> <strong>segg. del DPR n. 115/2002 si dichiara che il valore della controversia è INDETERMINATO.</strong></em></p>
<p><strong><em>Ai fini e per gli effetti degli articoli 133, comma 3, e 134, comma 3, c.p.c., il sottoscritto difensore dichiara di voler ricevere eventuali comunicazioni al seguente indirizzo di posta elettronica: </em></strong><a href="mailto:lucamarchi@inwind.it">lucamarchi@inwind.it</a></p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p align="right">Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Fausto Buccellato</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MANDATO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p>Deleghiamo a rappresentarci e difenderci nel presente giudizio anche disgiuntamente in primo e secondo grado ed in fase esecutiva gli Avv.ti Corrado Mauceri, Cavini Sofia, Gorpia Marianna, Luca Marchi, Francesca Scatolini, Angela Nozzi Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli e Fausto Buccellato conferendo loro tutte le facoltà di legge ivi compresa quella di firmare il ricorso, presentare istanze, memorie, motivi aggiunti, conciliare e transigere e rinunciare agli atti ed eleggiamo domicilio presso lo studio dell&#8217;Avv. Fausto Buccellato in Roma, V.le Angelico n. 45.</p>
<p>Dichiariamo  altresì  di essere stati informati in conformità al disposto del D.L.vo n. 196/2003 (Codice Privacy) e successive modiche e integrazioni ed autorizzo pertanto il trattamento dei dati personali per  le  finalità  connesse  all&#8217;espletamento  del  presente  mandato.</p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p>F.to:</p>
<p>Cognome e nome                                                     Firma</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELLA ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZIE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong>, nella persona del Presidente pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/testo_ricorso_colettivo_CM4.htm" target="_blank">IPERBOLE</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La valutazione in decimi non è legge e quindi non è obbligatoria</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 21:31:09 +0000</pubDate>
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Una norma per creare obblighi di fare o non fare dev’essere vigente, l’avvocato Mariastella Gelmini del Foro di Brescia, quale operatore del diritto ce lo insegna. In merito alla valutazione in decimi, che si vorrebbe considerare già pienamente reintrodotta nella scuole primarie e secondarie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2037" title="bologna_torri-garisenda-asinelli9" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/bologna_torri-garisenda-asinelli9-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli9" width="100" height="100" />Le norme che mancano, considerazioni dopo i fatti della “Longhena” di Bologna</p>
<p>Una norma per creare obblighi di fare o non fare dev’essere vigente, l’avvocato Mariastella Gelmini del Foro di Brescia, quale operatore del diritto ce lo insegna.<strong> In merito alla valutazione in decimi</strong>, che si vorrebbe considerare già pienamente reintrodotta nella scuole primarie e secondarie di primo grado, va ricordato la norma che dovrebbe disciplinare la fattispecie al momento manca, essa non è stata inserita nell’ordinamento: si tratta del regolamento attuativo previsto dall’<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #3366ff;"><strong>ar<a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08169l.htm" target="_blank">ticolo 3 comma 5 della legge 30 ottobre 2008 n.169</a></strong></span></span>, la cosiddetta “Riforma Tremonti – Gelmini”. <strong>Allo stato attuale il regolamento è ancora al vaglio degli organi competenti</strong>, esso sarà vigente solo se e quando saranno concluse le fasi di controllo previste ed una volta promulgato con Decreto del Presidente della Repubblica. Ovviamente i funzionari del Ministero della Pubblica Istruzione, di fronte alla mancanza di norme, non hanno mai emesso atti autoritativi in merito alla reintroduzione della valutazione numerica, <strong>esistono solo due circolari, entrambi firmate dal direttore generale dell’ufficio VI</strong> “per gli ordinamenti del sistema nazionale di istruzione e per l’autonomia scolastica” dottor Mario Giacomo Dutto, <strong>la <a href="http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2008/allegati/cm100_08.pdf" target="_blank">Circolare n.100 dell’11 dicembre 2008</a>, e la <a href="http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/cm10_09.shtml" target="_blank">circolare n.10 del 23 gennaio 2009</a>. Trattandosi di circolari si tratta di atti meramente esplicativi che non creano obblighi nei confronti dei destinatari, a maggior ragione ciò non sussiste se esse sono relative a norme non ancora vigenti</strong>. La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che le circolari non sono atti normativi, ciò anche in un recente pronunciamento, nella <a href="http://avvazzeccagarbugli.blogspot.com/2009/02/natura-giuridica-delle-circolari.html" target="_blank">sentenza n. 237 del 2009</a> si legge che &#8220;le circolari non vincolano gli uffici <span id="more-2036"></span>gerarchicamente subordinati (…) ai quali è data facoltà di disattendere il contenuto delle direttive senza che tale comportamento possa essere invocato quale causa di nullità o vizio dell&#8217;atto impositivo per difformità rispetto alla circolare esplicativa&#8221;. Un orientamento che era stato già chiarito dalla stessa Corte di <a href="http://www.tuttocamere.it/files/camcom/2007_23031_Sent_CdC.pdf" target="_blank">Cassazione, sezioni unite civili (Sentenza 2 novembre 2007, n. 23031</a>). Una giurisprudenza che dovrà essere sicuramente valutata alla luce della determinazione di sottoporre ad ispezione, le determinazioni di coloro che ricoprono il pubblico ufficio di docente della scuola primaria “Longhena” di Bologna, i quali pur attenendosi ad un preciso ordine di servizio adottato dal Dirigente Scolastico, che reintroduceva la valutazione numerica solo sulla base delle circolari e non di atti normativi vigenti, hanno inserito la valutazione in decimi esprimendola con il massimo punteggio “10”. L’anno scolastico è iniziato quando nemmeno la legge 169/2008 era vigente, nei primi due mesi non esisteva la valutazione in decimi, ed i giudizi (non numerci) avevano una scala di valori di diversa: l’introduzione in itinere ha creato un’evidente impossibilità di procedere ad una conversione della valutazione in cifre numeriche. La valutazione intermedia (primo quadrimestre) è di fatto tecnicamente impossibile, quindi nel dubbio, esprimendo il massimo, i docenti della scuola “Longhena” hanno adottato la decisione più favorevole al fine di non ledere legittimi interessi dell’utenza. Coloro, politici di alto livello, che sostengono la sussistenza di violazioni normative, sanno benissimo che nel caso di specie semplicemente esse non esistono.</p>
<p>Salvatore Pizzo<br />
Cronista giudiziario in Parma e docente di scuola primaria statale</p>
<p>Rassegna stampa dal web (13/02/2009):</p>
<p>venerdì 13 febbraio 2009</p>
<p><a href="http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=8294&amp;Itemid=66" target="_blank">http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=8294&amp;Itemid=66</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>liceali indignati nel vuoto del Senato</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 19:35:30 +0000</pubDate>
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Lettera di una classe a Napolitano dopo la visita-choc a Roma 
 
QUINTA A LICEO SCIENTIFICO «XXV APRILE»
 
PONTEDERA
Egregio signor Presidente della Repubblica,
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/01/20081023_01.jpg" rel="lightbox[1946]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1947" title="20081023_01" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/01/20081023_01-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>&#8220;Noi, liceali indignati nel vuoto del Senato&#8221; <br />
 <br />
Lettera di una classe a Napolitano dopo la visita-choc a Roma <br />
 <br />
QUINTA A LICEO SCIENTIFICO «XXV APRILE»<br />
 <br />
PONTEDERA<br />
Egregio signor Presidente della Repubblica,<br />
a scriverle sono venti ragazzi che quest’anno sosterranno l’esame di maturità, studenti e studentesse del liceo Scientifico «XXV Aprile» di Pontedera. Ci rivolgiamo a Lei per la prima volta, ma l’argomento di cui vorremmo renderla partecipe ci sembra alquanto importante. La questione riguarda una visita che la nostra classe, insieme a due insegnanti, ha effettuato il 2 dicembre al Senato della nostra amata Repubblica.</p>
<p>Avremmo tanto voluto dimostrarle il riconoscimento verso le Nostre istituzioni e la felicità per aver avuto la possibilità di partecipare a tale visita, ma purtroppo i sentimenti che ci spingono a scriverle sono decisamente altri.</p>
<p><span id="more-1946"></span></p>
<p>Siamo da poco maggiorenni, alcuni di noi hanno già avuto l’onore, nonché il dovere, di votare alle ultime elezioni. Tutti ci interessiamo alla politica, chi più e chi meno. Tutti, a scuola, seguiamo le lezione di educazione civica. Tutti studiamo gli articoli più importanti della nostra Costituzione e tutti crediamo nei suoi Principi Fondamentali. Ci stanno insegnando che non bisogna cedere a quella malattia, diffusa fra molti giovani, che è l’«indifferentismo». Ci stanno insegnando quel principio che un certo signor Piero Calamandrei insegnò agli studenti milanesi nel ’55 e cioè che sulla libertà bisogna vigilare ogni giorno, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica.</p>
<p>Dopo aver letto queste parole si immagini dunque con quale entusiasmo e aspettativa attendevamo la visita al Senato. Nel primo pomeriggio siamo stati alla Libreria del Senato, dove una cortese signorina ci ha parlato di quest’importante organo di Stato: il ruolo, i poteri, la fisionomia. Dopo aver chiarito alcune curiosità ci ha esposto che cosa avremmo sentito alla seduta pubblica. L’ordine del giorno prevedeva la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 ottobre 2008, n. 155, recante misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell’erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell’attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali. Visto il tema molto attuale, la signorina ci ha anche spiegato che eravamo fortunati, in quanto avremmo assistito ad un’importante, se non accesa, discussione parlamentare.</p>
<p>Un po’ intimoriti, ma molto emozionati, siamo entrati a Palazzo Madama e, scortati dai commessi, siamo finalmente entrati per assistere alla seduta. Il presidente del Senato stava già introducendo la relazione del disegno di legge e si immagini il nostro stupore, mettendoci seduti, nel vedere che decine di posti erano vuoti, che le tribune a sbalzo erano pressoché deserte e che nessuno di quei pochi signori presenti stava ascoltando il Presidente. Ci è venuto spontaneo chiedere spiegazioni ai commessi, i quali ci hanno cortesemente rassicurati, spiegandoci che ogni senatore conosceva già il disegno di legge e la lettura da parte del Presidente era pura formalità. La situazione e soprattutto il grado di attenzione sarebbero sicuramente cambiati da lì a poco.</p>
<p>Ma ancora più stupore lo abbiamo provato nel momento in cui ci siamo resi conto che la situazione, con il passare dei minuti, non solo non cambiava, ma degenerava: i senatori parlavano fra di loro ed al cellulare con estrema naturalezza, generando un fastidiosissimo brusio di sottofondo, per altro non captato dal Presidente, che neppure tentava di richiamare all’ordine tali senatori. Ai più sfrontati con il cellulare alla mano si contrapponevano però i senatori più pacati: non conversavano, non interagivano, ma sfogliavano semplicemente le pagine dei quotidiani o dei giornali di gossip. Non dimentichiamo poi coloro che usavano con naturalezza il computer, aperto in bella vista davanti ai loro scanni. Dalla nostra tribunetta, esterrefatti, scrutavamo tutto e tutti. La situazione stava per toccare il fondo: alcuni senatori cominciano a esporre i loro discorsi e le loro opinioni riguardo il decreto-legge, ma il brusio ovviamente non si placa neppure adesso.</p>
<p>Molti di loro, concluso il discorso, prendono la ventiquattr’ore e se vanno, senza nemmeno ascoltare la risposta degli altri parlamentari. Altri continuano insistentemente a conversare e come l’esponente del proprio schieramento conclude il discorso si girano e con estrema naturalezza applaudono, senza nemmeno aver ascoltato una virgola dell’arringa. Molti altri entrano ed escono, leggono e scrivono, ci guardano e sorridono.</p>
<p>Ma lo stupore provato fino ad adesso in un soffio si trasforma in profonda delusione e vergogna. Ad alcuni di noi infatti capita per caso di ascoltare alcune frasi frammentarie, ma purtroppo del tutto intelligibili, di un senatore che, salito sulla tribunetta, stava rispondendo alle domande di altri signori scandalizzati quanto noi. «E’ normale, è anni che è così», ripeteva tale signore alle loro domande riguardo l’assenteismo. «L’Italia ormai è un Paese che non può più essere riformato», sosteneva. «I senatori si presentano solo per le votazioni più importanti; il titolo ormai è acquisito», rimarcava.</p>
<p>L’entusiasmo di venti giovani cittadini si è cancellato al sentire queste frasi. L’unica cosa che provavamo uscendo da Palazzo Madama quel martedì era delusione, amarezza, vergogna. Tutte quelle belle aspettative di cui eravamo pieni la mattina sono sfumate in quella mezz’ora.</p>
<p>Come si può governare bene un Paese se non si siede quasi mai in quelle tribune? Come si possono risolvere i problemi dello Stato senza dar loro attenzione? Come si possono trovare compromessi senza ascoltare le opinioni altrui? Come si può aiutare un Paese che sta soffrendo, che ha molte lacune da sanare, che ha gravi problemi da affrontare, se si hanno radicate nella mente le convinzioni di quel senatore?</p>
<p>Nei giorni successivi abbiamo continuato a parlarne in classe e le nostre professoresse si sono sentite quasi in dovere di chiederci scusa. I loro intenti erano due: coltivare e cementare il nostro senso civico e il nostro interesse per la politica e formare la nostra fiducia nelle istituzioni. Quest’ultimo è crollato come un castello di sabbia, lasciando dietro di sé le fondamenta della delusione. Ma per quanto riguarda la coscienza civica, difficile a crederci, si è resa ancora più salda: di assenteismo, di disinteresse, di falsità nella politica italiana avevamo sentito solo parlare, adesso però li abbiamo visti con i nostri occhi. Vedere per credere. La presa di coscienza di una realtà che in pochi vogliono ammettere ha generato un’unica, ma forte, sicurezza: la politica non può e non deve essere quella che ci si è presentata davanti. «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione», così recita l’articolo 67 della nostra Costituzione, e, se noi siamo la Nazione, non siamo più così sicuri di voler essere rappresentati da chi non si ripete ogni giorno questa frase.</p>
<p>Come noi anche altri studenti potrebbero aver avuto, e a nostro parere è cosa certa che sia accaduto, la stessa reazione. Perciò, pur essendo consapevoli che questa nostra lettera non cambierà quello che abbiamo visto e sentito nell’aula del Senato, ci è sembrato doveroso doverla rendere partecipe della nostra esperienza, delle nostre sensazioni e delle nostre conclusioni.</p>
<p>In veste di garante della Costituzione e rappresentante dell’unità non le poniamo alcuna richiesta, né le formuliamo alcun appello, ma la ringraziamo soltanto di aver speso un po’ del suo tempo nel leggere questa lettera. In veste di cittadino italiano invece le chiediamo di far tesoro del pensiero, per non dire dello sdegno, di venti studenti, fieri cittadini italiani esattamente come Lei.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&amp;ID_articolo=882&amp;ID_sezione=255&amp;sezione=" target="_blank">lastampa</a>
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<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
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		<title>Prima il maestro unico, poi prevalente per finire facoltativo</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 13:07:05 +0000</pubDate>
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A gennaio parte una campagna del governo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l4.gif" rel="lightbox[1866]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1867" title="logofuturoscuola-l4" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l4-100x100.gif" alt="" width="100" height="100" /></a>&#8220;Sulla scuola commessi errori di comunicazione&#8221;<br />
 <br />
A gennaio parte una campagna del governo.<br />
<strong>ndr. per un capriccio del ministro, ma quanto ci costerà?</strong></p>
<p><strong>Dall’anno nuovo partirà una campagna di informazione promossa dal ministero dell’Istruzione presso le scuole e le famiglie</strong>, per illustrare i contenuti dei nuovi provvedimenti che riguarderanno da settembre le elementari e le medie e, dal 2010, le scuole superiori. Due giorni fa lo aveva annunciato il ministro Gelmini e ieri il presidente del consiglio Berlusconi è tornato sull’argomento: «Probabilmente abbiamo fatto qualche errore di comunicazione sulla riforma della scuola, ma c’è talmente tanta disinformazione&#8230;».<br />
Sulla questione dirimente del maestro unico, il governo sostiene di non aver fatto nessuna retromarcia, ma le opposizioni &#8211; da Marina Sereni a Pina Picierno (Pd), a Silvana Mura (Idv), ai sindacati di categoria, fino a Savino Pezzotta dell’Udc &#8211; sono concordi nel sottolineare che questa figura controversa, di fatto è scomparsa, anche se &#8211; come sottolinea Pezzotta &#8211; «non c’è nulla di male nell’essere tornati sulle proprie decisioni».<br />
<strong>«Per mesi &#8211; ha detto Veltroni</strong> &#8211; il governo ha cercato di spiegare la sua riforma della scuola e di dire che tutti, insegnanti, genitori, studenti, opposizione, avevano torto e che erano su posizioni conservatrici. Poi, alla fine, il governo ha praticamente ritirato il provvedimento. Chi aveva ragione?».<br />
A tutti ha replicato lo stesso <strong>ministro Gelmini</strong>, ribadendo &#8211; davanti all’assemblea dell’associazione nazionale dei presidi &#8211; quanto aveva affidato ad un comunicato il giorno precedente: «<strong>Nella scuola primaria ci sarà un’unica figura educativa di riferimento</strong>».</p>
<p><span id="more-1866"></span></p>
<p><strong>Giorgio Stracquadanio</strong>, deputato del Pdl e suo consigliere, è sceso ancora più nei dettagli: «È falso che il maestro unico sia facoltativo &#8211; ha specificato &#8211; nulla è cambiato da quando Berlusconi e la Gelmini hanno illustrato nella conferenza stampa del 22 ottobre scorso come funzioni la riforma del maestro unico. Inoltre il modulo dei due maestri su tre classi è definitivamente cancellato dall’ordinamento italiano. Terzo: non c’è alcuna facoltà di scelta tra maestro unico e modulo, c’è solo la possibilità di scegliere tra tempo pieno e tempo parziale».<br />
<strong>Mariapia Garavaglia</strong>, ministro ombra dell’istruzione e donna di scuola, fa presente che, comunque, la disputa sul maestro unico non esaurisce il discorso più complessivo sulla politica scolastica del governo, che resta, a suo avviso «una politica di propaganda». «Al di là di ogni considerazione polemica &#8211; ha detto la senatrice del Pd &#8211; e del legittimo orgoglio del Pd per la retromarcia del governo, quanto avvenuto ieri dimostra la mancanza di un vero progetto didattico-educativo sulla scuola da parte di questa maggioranza. Fin dall’insediamento si era avuta l’impressione che il governo affrontasse questo tema fondamentale per il futuro del Paese con lo sguardo rivolto alla propaganda e alla volontà di tagliare le risorse piuttosto che allo stato effettivo dell’istruzione. Solo così si spiega il fatto che l’esecutivo si sia impegnato in una grande campagna basata sulla nostalgia a favore del maestro unico, poi corretto in prevalente per finire facoltativo».</p>
<p>ROMA<br />
RAFFAELLO MASCI<br />
Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&amp;ID_articolo=868&amp;ID_sezione=255&amp;sezione=News" target="_blank">lastampa</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Ecco fatto! Maestro unico &#8220;facoltativo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 21:35:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scuola, maestro unico &#8220;facoltativo&#8221;
Accordo governo-sindacati: un insegnante unico, solo se a richiesta, e un&#8217;opzione a 24 ore del tempo scuola

ROMA - Il tanto contestato &#8220;maestro unico&#8221; alle elementari previsto dalla riforma Gelmini sarà attivato su richiesta delle famiglie. È confermato nel verbale conclusivo dell&#8217;incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-maestro-1-facoltativo.bmp" rel="lightbox[1835]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1836" title="gelmini-maestro-1-facoltativo" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-maestro-1-facoltativo.bmp" alt="" /></a><span style="font-size: medium;">Scuola, maestro unico &#8220;facoltativo&#8221;<br />
</span><strong><span style="font-size: medium;">Accordo governo-sindacati: un insegnante unico, solo se a richiesta, e un&#8217;opzione a 24 ore del tempo scuola</span><br />
</strong></p>
<p>ROMA -<strong> Il tanto contestato &#8220;maestro unico&#8221; alle elementari previsto dalla riforma Gelmini sarà attivato su richiesta delle famiglie. È confermato nel verbale conclusivo dell&#8217;incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola e il governo. L&#8217;esecutivo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio dei ministri la prossima settimana, accogliendo i pareri espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato.</strong> Il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell&#8217; orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. Quella del tempo scuola a 24 ore, rappresenta in sostanza un&#8217;opzione più ampia che il ministero intende offrire alla famiglie, che ne faranno richiesta, prevedendo che in molti opteranno per l&#8217;orario antimeridiano più ridotto. Nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati in ogni caso due docenti per classe. Tra le novità principali contenute nell&#8217;accordo di Palazzo Chigi, oltre all&#8217;introduzione del maestro unico a richiesta delle famiglie, c&#8217;è il rinvio della riforma delle superiori al 2010/2011 e il congelamento del numero di studenti per classe.</p>
<p><strong>L&#8217;ACCORDO &#8211; Di seguito i principali contenuti del pacchetto scuola fissati dal verbale dell&#8217;incontro di Palazzo Chigi: </strong></p>
<p><strong>1) Scuola d&#8217;infanzia a 40 ore:</strong> l&#8217;orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell&#8217;infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l&#8217;assegnazione di due insegnanti per sezione e prevederà soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie. Scongiurata quindi l&#8217;ipotesi di un asilo solo mattutino.</p>
<p><strong>2) Maestro unico su richiesta delle famiglie:</strong> il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell&#8217; orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l&#8217;orario a 24 (solo prime classi per il 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richieste delle famiglie.</p>
<p><strong>3) Due maestri per il tempo pieno:</strong> nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti per classe.</p>
<p><strong>4) Orario delle medie:</strong> nella scuola secondaria di primo grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell&#8217;offerta formativa delle scuole autonome.</p>
<p><strong>5) Tempo prolungato alle medie:</strong> nella scuola secondaria di primo grado le classi con il tempo</p>
<p><span id="more-1835"></span>prolungato, ferma restando l&#8217;esigenza che si raggiunga il previsto numero di alunni frequentanti, funzioneranno con non meno di 36 e fino a un massimo di 40 ore.</p>
<p><strong>6) Congelato l&#8217;incremento del numero di alunni per classe:</strong> ferma restando l&#8217;adozione di misure compensative idonee a garantire i complessivi obiettivi di riduzione dell&#8217;art.64 del Piano Programmatico sarà previsto il congelamento per l&#8217;anno scolastico 2009/2010 dell&#8217;incremento del numero massimo di alunni per classe in connessione con l&#8217;attivazione dei piani di riqualificazione deJ1&#8242;edilizia scolastica.</p>
<p><strong>7) Tutelati gli alunni disabili:</strong> sarà tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili.<strong> </strong></p>
<p><strong>SLITTA LA RIFORMA DELLE SUPERIORI -</strong> Slitta dunque al primo settembre 2010 l&#8217;applicazione della riforma della scuole superiori, inizialmente prevista per settembre 2009. Il rinvio servirà a «dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi: in particolare sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull&#8217;applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti». Lo rende noto in un comunicato il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. «La riforma ha come obiettivo quello di modernizzare l&#8217;offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni». La riforma del secondo ciclo, su cui si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull&#8217;applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti, prevede tra l&#8217;altro l&#8217;aumento delle ore delle materie scientifiche, tra cui la matematica, e dell&#8217;inglese, ma anche uno snellimento degli istituti tecnici che passano da 39 a 11 e la riorganizzazione del sistema dei licei.</p>
<p><strong>DECRETO UNIVERSITÀ -</strong> Nel frattempo il decreto università è stato licenziato senza modifiche dalla commissione Cultura della Camera. I deputati hanno votato il mandato al relatore Stefano Caldoro e da lunedì il testo, così come è uscito dal Senato, andrà all&#8217;esame dell&#8217;Aula per il via libera definitivo. «Entro il 18 dicembre il decreto dovrebbe essere convertito», ha spiegato Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura. Non si profila, almeno per ora, un ricorso al voto di fiducia.</p>
<p><strong>IL MINISTERO: NESSUNA MARCIA INDIETRO</strong> &#8211; Lo stesso ministero dell&#8217;Istruzione precisa in una nota che non c&#8217;è stata «nessuna marcia indietro del Governo sulla scuola. Resta confermato che dal prossimo anno scolastico l&#8217;insegnamento alle scuole elementari verrà affidato ad un unico insegnante per 24 ore settimanali. Le famiglie &#8211; aggiunge il comunicato &#8211; potranno comunque scegliere modelli di orario diversi ivi compreso il tempo pieno».</p>
<p><strong>«UN SOLO DOCENTE CURERÀ LA FORMAZIONE»</strong> &#8211; «La responsabilità del percorso formativo e didattico nella scuola elementare resta in capo ad un unico docente» ha sottolineato il ministro dell&#8217;Istruzione Mariastella Gelmini. «Questo modello didattico che supera l&#8217;organizzazione del modulo &#8211; ha aggiunto il ministro &#8211; può essere declinato con l&#8217;opzione a 24 ore nel caso in cui il docente sia in grado di insegnare tutte le materie previste e quindi anche l&#8217;inglese, oppure a 27 ore con l&#8217;utilizzo di tre ore aggiuntive per l&#8217;insegnante di inglese e di religione e in ogni caso non ci sarà compresenza in classe». Le famiglie «potranno scegliere tra 24, 27 e 30 ore di lezione settimanali oppure il tempo pieno di 40 ore. Con l&#8217;eliminazione delle compresenze &#8211; ha chiuso il ministro &#8211; ci saranno più classi che faranno tempo pieno».</p>
<p><strong>I SINDACATI</strong> -«La protesta della scuola culminata nello sciopero del 30 ottobre ha prodotto i suoi frutti»: è il commento unanime dei sindacati di categoria al termine dell&#8217;incontro a Palazzo Chigi con il Governo. Per la primaria, tuttavia, «rimangono ambiguità» a parere della Cgil che nel corso dell&#8217;incontro odierno aveva chiesto la sospensiva del relativo regolamento. «Non è affatto certa &#8211; ha spiegato il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, &#8211; la tenuta dell&#8217;attuale modello pedagogico».</p>
<p><strong>VELTRONI</strong> &#8211; «Il governo sulla scuola fa una completa marcia indietro &#8211; sottolinea da parte sua il leader del Pd Walter Veltroni &#8211; Ora tutte le prediche che ci avevano fatto, le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare, che fine hanno fatto?». Così il segretario del Pd ha commentato il rinvio della riforma delle scuole superiori. «L&#8217;inversione del governo sul maestro unico è un risultato importante che conferma la fondatezza delle nostre critiche», afferma Maria Coscia, responsabile Pd Scuola.<br />
11 dicembre 2008</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_11/riforma_gelmini_slittamento_b3d8a54c-c78f-11dd-a4b9-00144f02aabc.shtml" target="_blank">corriere</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>FINALMENTE UN ATTO DI RESPONSABILITA&#8217; DA PARTE DEL GOVERNO</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 21:03:31 +0000</pubDate>
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Maestro unico solo a richiesta
I sindacati: la protesta ha prodotto i suoi frutti
Veltroni: dietrofront governo, avevamo ragione noi
 
ROMA (11 dicembre) &#8211; Slitta la riforma della scuola superiore: inizialmente prevista dal governo per il 2009, la nuova organizzazione del secondo ciclo scolastico partirà dall&#8217;anno scolastico successivo, cioè nel 2010. È quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: large;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-dietrofront.bmp" rel="lightbox[1828]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1829" title="gelmini-dietrofront" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-dietrofront.bmp" alt="" width="126" height="94" /></a>Scuola, slitta al 2010 riforma superiori</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: large;"><br />
Maestro unico solo a richiesta</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>I sindacati: la protesta ha prodotto i suoi frutti<br />
Veltroni: dietrofront governo, avevamo ragione noi</strong><br />
 </p>
<p style="text-align: left;"><strong>ROMA (11 dicembre) &#8211; Slitta la riforma della scuola superiore:</strong> inizialmente prevista dal governo per il 2009, la nuova organizzazione del secondo ciclo scolastico partirà dall&#8217;anno scolastico successivo, cioè nel 2010. È quanto rende noto il ministero dell&#8217;Istruzione, spiegando che è stata presentata oggi ai sindacati la riformadel sistema dell&#8217;istruzione e degli ordinamenti scolastici. Il provvedimento, che sarà portato in Consiglio dei ministri il 18 dicembre, che prevede anche l&#8217;avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo scolastico.</p>
<p><strong>Novità anche per il «maestro unico»:</strong> alle elementari sarà attivato su richiesta delle famiglie. È quanto viene affermato nel verbale conclusivo dell&#8217;incontro svoltosi oggi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola (Cgil, Cisl e Uil, Gilda e Snals) il governo rappresentato dal sottosegretario Gianni Letta e dai ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi. All&#8217;incontro hanno partecipato anche i segretari generali di Uil, Luigi Angeletti e Cisl Raffaele Bonanni. Il governo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio</p>
<p><span id="more-1828"></span>dei ministri la prossima settimana ei pareri espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato.</p>
<p>«Parte da oggi &#8211; spiega il ministero di viale Trastevere &#8211; una vera e propria rivoluzione e riorganizzazione della scuola in Italia. La riforma ha come obiettivo quello di modernizzare l&#8217;offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni».</p>
<p>In concreto, dal primo settembre 2010 partirà la riforma del secondo ciclo, inizialmente prevista per il primo settembre 2009, «per dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi. In particolare &#8211; <strong>afferma ancora il ministero dell&#8217;Istruzione &#8211; sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull&#8217;applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti». </strong></p>
<p>I punti principali della riforma sono, afferma il ministero, «lo snellimento e la semplificazione degli indirizzi scolastici, più legame tra le richieste del mondo del lavoro e la scuola, il riordino degli istituti tecnici e più opportunità per le famiglie. In particolare saranno messe a regime le migliori esperienze delle sperimentazioni, l&#8217;aumento dello studio della lingua inglese, l&#8217;aumento delle ore scientifiche e di matematica».</p>
<p><strong>Veltroni: governo fa retromarcia.</strong> «Vedo che il governo sulla scuola fa una completa marcia indietro. Ora tutte le prediche che ci avevano fatto, le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare, che fine hanno fatto?». Così il segretario del Pd Walter Veltroni commenta il rinvio della riforma delle scuole superiori. «Vuol dire che &#8211; sostiene Veltroni &#8211; avevamo ragione noi, avevano ragione i sindacati dei docenti, gli studenti, i genitori, quel grande movimento che aveva bocciato la finta riforma».</p>
<p><strong>La protesta della scuola culminata nello sciopero del 30 ottobre ha prodotto i suoi frutti</strong>. È il commento unanime dei sindacati di categoria al termine dell&#8217;incontro odierno a Palazzo Chigi con il Governo. E sebbene la Cgil mantenga parecchie perplessità su alcuni contenuti, soprattutto quelli relativi alla scuola primaria, tutti hanno giudicato positivo il cambio di passo. «Intanto- ha detto il coordinatore della Gilda Rino Di meglio &#8211; è positiva l&#8217;apertura di un dialogo interrotto in modo brusco, e positivo è anche il fatto che la Gelmini abbia detto di aver tenuto conto della protesta del mondo della scuola. Quanto ai contenuti, la dichiarazione di intenti del Governo mitiga gli effetti negativi dei tagli previsti dal piano programmatico. Speriamo anche che si affrontino concretamente i problemi del precariato».</p>
<p><strong>Per il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, «è importante che si riprenda il confronto»</strong> anche se «rimangono nodi che andranno sciolti». «Il Governo ci ha detto che intende procedere sui regolamenti con un doppio binario: subito in vigore quelli su primo ciclo e dimensionamento, rinviati al 2010-2011 quelli relativi alle superiori per garantire un confronto che ci auguriamo sia a tutto campo».</p>
<p>E&#8217; «un <strong>primo importante risultato della mobilitazione che ha coinvolto l&#8217;intero mondo della scuola</strong>, che con lo sciopero e la manifestazione del 30 ottobre chiedeva con forza un tavolo di confronto per discutere e cambiare le misure sulla scuola». Lo hanno detto in una dichiarazione congiunta Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl e Francesco Scrima, Segretario Generale Cisl Scuola.</p>
<p><strong>Passerà intanto da 39 a 11 il numero degli indirizzi degli istituti tecnici</strong>. È quanto ha deciso il ministero dell&#8217;Istruzione, spiegando che all&#8217;interno della riforma delle superiori ci sarà una vera e propria «riforma» proprio degli istituti tecnici, oltre a una «riorganizzazione del sistema dei licei».</p>
<p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=37549&amp;sez=HOME_SCUOLA" target="_blank">Scuola, stop alla giungla di indirizzi: regolamento taglierà 400 specializzazioni  </a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=37923&amp;sez=HOME_SCUOLA&amp;ssez=SCUOLA" target="_blank">ilmessaggero</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Savona: 8 in condotta a studenti del liceo Grassi</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 17:17:59 +0000</pubDate>
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ndr. Ecco cosa succede quando le cose s&#8217;inventano senza un programma dietro.
SAVONA (6 dicembre) &#8211; Otto in condotta agli studenti del liceo scientifico statale &#8220;Orazio Grassi&#8221; di Savona, che hanno promosso la cogestione dell&#8217;istituto per protestare contro la riforma Gelmini. Lo ha deciso il collegio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-cogestione.jpg" rel="lightbox[1751]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1750" title="gelmini-cogestione" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-cogestione-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><strong><span style="font-size: medium;">Savona, cogestione contro Gelmini:<br />
8 in condotta a studenti del liceo Grassi</span></strong><br />
 </p>
<p style="text-align: center;">ndr. Ecco cosa succede quando le cose s&#8217;inventano senza un programma dietro.</p>
<p>SAVONA (6 dicembre) &#8211; Otto in condotta agli studenti del liceo scientifico statale &#8220;Orazio Grassi&#8221; di Savona, che hanno promosso la cogestione dell&#8217;istituto per protestare contro la riforma Gelmini. Lo ha deciso il collegio dei docenti della scuola sollevando una reazione dei genitori degli allievi.</p>
<p>«I nostri ragazzi non hanno perso tempo &#8211; dicono &#8211; hanno avviato attività alternative seguendo lezioni di fisica, inglese e storia contemporanea. I docenti invece hanno deciso di punirli perdendo una buona occasione per riaffermare alcuni valori e principi della democrazia in un periodo in cui altre scuole approvano documenti di denuncia e si impegnano nella difesa della scuola pubblica. Avremmo desiderato che la scuola si fosse dimostrata capace di sostenere i nostri ragazzi nella difesa dei loro diritti anziché punirli per essere stati impegnati, attivamente, in una mobilitazione responsabile».</p>
<p>Gli studenti del Grassi avevano aderito allo sciopero del 30 ottobre quindi, a partire da mercoledì 12 novembre, avevano programmato quattro giornate di cogestione.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=37272&amp;sez=HOME_SCUOLA" target="_blank">ilmessaggero</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Facciamo il punto, cosa abbiamo ottenuto e cosa fare</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 12:57:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FACCIAMO IL PUNTO (N. 1)
Come gruppo di lavoro dell’Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia abbiamo predisposto questo per cercare di riflettere ed informare su cosa la nostra lotta abbia fino ad ora ottenuto, su come pensiamo debba proseguire, di quali strumenti si possa dotare (vedi materiali allegati).
 
DA DOVE SIAMO PARTITI (D.L. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l1.gif" rel="lightbox[1721]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1727" title="logofuturoscuola-l1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l1-100x100.gif" alt="" width="100" height="100" /></a>FACCIAMO IL PUNTO (N. 1)</strong></p>
<p>Come gruppo di lavoro dell’Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia abbiamo predisposto questo per cercare di riflettere ed informare su cosa la nostra lotta abbia fino ad ora ottenuto, su come pensiamo debba proseguire, di quali strumenti si possa dotare (vedi materiali allegati).</p>
<p> </p>
<p><strong>DA DOVE SIAMO PARTITI</strong> (D.L. 137 e piano programmatico):<br />
 <br />
<strong>In agosto</strong> il governo, in nove minuti, approva la finanziaria Tremonti, decidendo (art.64 della Finanziaria) che alla scuola vengano sottratti 8 miliardi di euro e 130.000 tra insegnanti e bidelli. Gelmini ha il compito di individuare il modo di fare cassa.<br />
 <br />
<strong>Il primo settembre</strong> Gelmini ha svolto il suo compito e lo presenta al Governo che lo approva: grazie al decreto legge 137 la scuola elementare (tutte le classi) verrà portata a 24 ore e con un unico maestro.<br />
 <br />
Per &#8220;condire&#8221; ed &#8220;addolcire&#8221; il tutto <strong>inizia la campagna mediatica</strong> sulla positività di un&#8217;unica figura di riferimento, dei grembiulini e tutto il resto.<br />
 <br />
<strong>Questo decreto apre la strada ad ulteriori provvedimenti,</strong> contenuti in una bozza di piano</p>
<p><span id="more-1721"></span>programmatico: materne anche solo con orario antimeridiano, aumento del numero massimo di alunni per classe, sparizione dell&#8217;insegnante specializzato di inglese (riconvertendo tutti i maestri con un corsetto di 150 ore), piani di studio &#8220;semplificati&#8221; (cioè più poveri), chiusura delle piccole scuole di montagna&#8230;.<br />
 <br />
Dall&#8217;apertura dell&#8217;anno scolastico iniziano le proteste, prima di genitori ed insegnanti delle elementari, poi di liceali e universitari dell&#8217; &#8220;Onda&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium;">COSA ABBIAMO OTTENUTO (Legge 169 e nuovo piano programmatico):</span></strong></p>
<p><strong>Il decreto legge viene convertito in legge (n.169</strong>) tra le proteste, ma con significative variazioni, frutto delle nostre lotte:<br />
 <br />
<strong>La scuola elementare a 24 ore è prevista solo per le prime classi e scompare la possibilità di una scuola materna solo mattuttina.<br />
</strong> <br />
<strong>Contemporaneamente viene rimandata la norma sulla chiusura delle piccole scuole e fermati (sospesi?) i tagli all&#8217;Università.<br />
</strong> <br />
Ma <strong>le proteste non si fermano, così arriva la bozza di un nuovo piano programmatico</strong> nel quale sono previsti per la scuola elementare più modelli orari e viene esplicitamente detto che non ci saranno forme di doposcuola  a pagamento e neppure gestite da educatori, ma che le 30 e 40 ore dovranno essere assicurate dai maestri statali di ogni scuola.<br />
 <br />
Ma <strong>le proteste non si fermano e così si arriva al “Parere” della Commissione Cultura della Camera</strong> (“Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico). Tale parere deve indirizzare la formulazione del regolamento definitivo da parte del Ministero, cioè di quel regolamento che dovrebbe realizzare quanto stabilito dalla Legge 169 sul maestro unico e le 24 ore.</p>
<p>Nella <strong>prima versione</strong> di tale “Parere”  (predisposto il <strong>6 novembre</strong> dalla Presidente di <strong>commissione Aprea</strong>) addirittura il maestro unico e le 24 ore (cioè quello che doveva essere la legge per tutte le classi secondo il DL 137, poi la legge solo per le prime classi nella Legge 169) diventano solo &#8220;una possibilità che può essere richiesta dalle famiglie&#8221;, cioè i modelli scuola ufficiali restano le 27/30 ore ed il tempo pieno a 40 ore con due insegnanti, ritorna il maestro specializzato in inglese (questa presenza di un&#8217;ora insieme al maestro di religione per due ore, secondo loro, porterebbe ad un <strong>maestro &#8220;prevalente&#8221; e non più unico</strong>&#8230;), viene mantenuto l&#8217;attuale numero di insegnanti di sostegno, aumenta il numero minimo di alunni per classe (cioè per formare una classe) e non più quello massimo (cioè sventate classi con anche 30 e più alunni).</p>
<p><strong>La Commissione bilancio della Camera vede il parere e tira le orecchie alla Commissione perché capisce che così i tagli e i risparmi non sono assicurati.</strong></p>
<p>Il <strong>27 novembre il “Parere” viene approvato, non molto diverso dalla prima versione</strong> (per un confronto puntuale si veda l’allegato), ma con l’aggiunta per ben tre volte, in parti diverse, del richiamo all’art.64 (risparmi) della Finanziaria (“purché compatibili con l&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 64&#8230;”; “nel rispetto degli obiettivi previsti dall&#8217;articolo 64”; “considerata l&#8217;esigenza di rispettare i vincoli previsti dall&#8217;articolo 64”).</p>
<p><strong>Rimane la formulazione delle 24 ore a richiesta</strong> (“l&#8217;attivazione di classi affidate ad unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, sia <strong>effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie</strong> e siano garantiti gli insegnamenti specialistici di religione e di inglese”)  ma poi, i tempi scuola della primaria, prima esplicitati a 27-30-40 ore ora sono esplicitati a 24-27-30-40 ore.<br />
 <br />
Il parere approvato è dunque il frutto di due esigenze diverse: l’Aprea che un po’ “apre” alle famiglie e Tremonti che vuole garanzie sui soldi. Il testo definitivo è cioè una contraddizione in termini tra le necessità di fare cassa (tre volte il riferimento ai tagli della finanziaria) e non sputtanarsi con le famiglie (due volte il richiamo alla domanda delle famiglie (“la legge 30 ottobre 2008, n. 169 di conversione del decreto-legge 1osettembre 2008, n. 137, va integrata con gli ulteriori modelli organizzativi vigenti e sempre in ragione della domanda delle famiglie”; “sia stabilito il tempo scuola in funzione non soltanto delle esigenze di riorganizzazione didattica, ma soprattutto in ragione della domanda delle famiglie”).<br />
 <br />
<strong>Ora, poiché l’esigenza di Tremonti (tagliare sulla scuola) cozza con l’esigenza delle famiglie (non tagliare sul futuro dei loro figli), la partita è lunga (da qui/gennaio agli organici di fatto a settembre) e tutta da giocare.<br />
Vediamo quali sono le nostre carte.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>COSA FARE ORA, COME ANDARE AVANTI</strong></span></p>
<p>Con una corretta informazione, raggiungendo chi ancora non è stato raggiunto (pensiamo ad esempio alle scuole materne, solo in parte mobilitate), informando su quello che la mobilitazione ha già ottenuto e quello che deve ancora ottenere, ricordando che anche con la Moratti e col Governo Prodi i tagli previsti dalle finanziarie, seppur già leggi, furono poi di fatto sospesi in seguito a forti battaglie per l&#8217;ottenimento degli organici (cioè degli insegnanti). E con la consapevolezza che se in una scuola saranno richieste 24 ore da parte di 15-20 genitori, si formerà una prima a 24 ore e ci saranno conseguenze anche per le altre classi (ad esempio cambio di insegnanti perchè l&#8217;individuazione dell&#8217;insegnante in più &#8220;soprannumerario&#8221; determinerà un rimescolamento degli insegnanti sulle classi; ad esempio perdita di ore di compresenza, ecc.).<br />
 <br />
<strong>E se la finanziaria non cambierà (al momento sembra proprio improbabile&#8230;) è proprio la battaglia sugli organici il prossimo lunghissimo fronte che ci aspetta.<br />
</strong> <br />
Cioè:<br />
 <br />
<strong>1. PREISCRIZIONI</strong> (dicembre/gennaio o febbraio/marzo se verranno rinviate): bisogna che l&#8217;offerta formativa che le scuole presenteranno alle famiglie per le  nuove iscrizioni siano le 30 e le 40 ore con le compresenze. L&#8217;offerta formativa, ai sensi delle leggi vigenti (DPR n. 275/99), viene deliberata (decisa) dal Consiglio d&#8217;Istituto sulla base della proposta del Collegio dei Docenti (il Dirigente scolastico può pensare quello che gli pare, indirizzare, minacciare, ecc. , ma non ha potere decisionale); a questo scopo può essere utilizzata la mozione in allegato. Occorre premere sui Collegi e sui rappresentanti dei genitori eletti nei Consigli d&#8217;Istituto e di Circolo affinchè dichiarino di mantenere l&#8217;organizzazione attuale giudicandola la migliore per l&#8217;istruzione e la formazione dei bambini.<br />
Occorre dare battaglia agli &#8220;Open day&#8221;, cioè nelle riunioni di presentazione delle scuole: a quelle riunioni vanno tutti i genitori, anche quelli non ancora raggiunti da una corretta informazione e tutti ansiosi di scegliere il meglio per i loro figli. Bisogna saper spiegare anche a chi ha difeso istintivamente o per convinzione politica la riforma Gelmini che meno tempo scuola, un solo insegnante “tuttologo e non specializzato” e programmi ridotti non sono certo il bene dei loro figli.<br />
Bisogna far vedere una forte determinazione al Dirigente perchè si attivi per richiedere con forza l&#8217;organico necessario.<br />
Se il modulo per le preiscrizioni non tiene conto delle esigenze, va accompagnato da un modulo integrativo (che abbiamo predisposto)  nel quale richiedere modulo e tempo pieno con le compresenze.<br />
La pressione sarà ancora più forte se anche chi è già iscritto farà protocollare alla propria scuola la richiesta di mantenimento integrale del modello scolastico scelto e concordato con la scuola al momento dell&#8217;iscrizione in prima negli scorsi anni (anche in questo caso può essere utilizzato un modulo da noi predisposto).<br />
Copia di questi moduli andrà recapitata al Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale (via fax o in delegazione/manifestazione, decideremo insieme).</p>
<p>Insomma, le preiscrizioni devono diventare il &#8220;Referendum&#8221; contro le 24 ore ed una scuola povera e a favore di una scuola di qualità.<br />
 <br />
<strong>2. LOTTA PER GLI ORGANICI:</strong> a primavera verrà richiesto dai Dirigenti l&#8217;organico &#8220;di diritto&#8221;. Occorrerà che i Consigli d&#8217;Istituto (e i Comitati dei genitori, gruppi di genitori, ecc.) vigilino perchè sia inviata come richiesta quanto necessario per soddisfare le richieste dei genitori (e non del Ministero, da cui è facile immaginare verranno pressioni e indicazioni al ribasso).<br />
In estate e all&#8217;inizio della scuole occorrerà organizzare la pressione per avere quanto eventualmente (sicuramente) tagliato; è così da almeno 10 anni a questa parte; anche quest&#8217;anno gli insegnanti in meno sono stati integrati solo dopo le prime settimane di scuola, a seguito di una forte pressioni dei genitori e dei sindacati.<br />
 <br />
Infine questa lunga lotta che si svolgerà passando in  gran parte per le sedi &#8220;istituzionali&#8221; (scuole, Dirigenze scolastiche regionali e provinciali, ecc.) va accompagnata e rafforzata ancora e sempre da manifestazioni dal basso, di vario tipo, per far vedere che non molliamo e vigiliamo, che vogliamo il ritiro degli 8 miliardi di tagli, l&#8217;unica dimostrazione vera che il governo ha deciso di ascoltarci davvero (e non solo di aspettare tempi migliori e che noi ci sgonfiamo): ieri sono state le manifestazioni di piazza, le notti bianche, le lezioni in piazza&#8230;. Presto costruiremo insieme altri appuntamenti collettivi ad alta visibilità (a cominciare dal 19 dicembre con la Guzzanti&#8230;.) insieme ad altri, anche più riflessivi, sui voti, sulla scuola che vogliamo, su cosa c&#8217;è veramente da cambiare per migliorare la scuola che abbiamo e che certo non è perfetta, figurarsi coi tagli&#8230;.<br />
 <br />
<strong>CONCLUDENDO: abbiamo già ottenuto tanto, rispetto alla situazione di sfascio totale iniziale, ma c&#8217;è ancora molto da ottenere e se molliamo rischiamo di perdere anche quello che abbiamo finora conquistato.<br />
GRUPPO DI LAVORO DELL’ASSEMBLEA GENITORI ED INSEGNANTI<br />
DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA.<br />
</strong>Allegati:</p>
<p>1. <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=30" target="_blank">Mozione per Collegi e Consigli di Circolo/Istituto per la riconferma dell’offerta formativa a Modulo e Tempo Pieno con compresenze.</a></p>
<p>2. <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=34" target="_blank">Modulo integrativo iscrizione individuale al Tempo Pieno</a>.</p>
<p>3. <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=33" target="_blank">Modulo integrativo iscrizione individuale alle Modulo</a>.</p>
<p>4.<a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=32" target="_blank"> Modulo collettivo di riconferma del modello scolastico scelto al momento dell&#8217;iscrizione in prima negli scorsi anni</a>.</p>
<p>5. <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=31" target="_blank">Confronto Bozza di “Parere” e “Parere” approvato dalla VII Commissione (“Cultura”) della Camera.</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Gelmini: parole, parole, parole&#8230; clicca sui link per vedere le smentite</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 00:28:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gelmini: &#8220;Capisco i giovani ma solo cambiando c&#8217;è futuro&#8221;
di LUIGI CONTU e MARIO REGGIO
 Il ministro Mariastella Gelmini
ROMA &#8211; Ministro Gelmini, il mondo dell&#8217;Università torna in piazza. Il nostro giornale pubblica un sondaggio   in cui il governo cala nei consensi e anche lei, dopo essere arrivata a quota 42 nel gradimento, perde cinque punti. Non crede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/ho-visto-la-gelmini.jpg" rel="lightbox[1448]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1576" title="ho-visto-la-gelmini" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/ho-visto-la-gelmini-147x200.jpg" alt="" width="114" height="126" /></a>Gelmini: &#8220;Capisco i giovani ma solo cambiando c&#8217;è futuro&#8221;<br />
di LUIGI CONTU e MARIO REGGIO</p>
<p> Il ministro Mariastella Gelmini<br />
ROMA &#8211; <strong>Ministro Gelmini, il mondo dell&#8217;Università torna in piazza. Il nostro giornale pubblica un </strong><a href="http://www.repubblica.it/speciale/2008/sondaggi_ipr/fiducia_nel_governo12ottobre.html" target="_blank"><strong>sondaggio </strong></a><strong>  in cui </strong><a href="http://www.futuroscuola.org/governo-e-berlusconi-in-calo-la-fiducia/" target="_blank"><strong>il governo cala nei consensi </strong></a><strong>e anche lei, dopo essere arrivata a quota 42 nel gradimento, perde cinque punti. Non crede che sia giunto il momento di avviare una riflessione autocritica sulle decisioni fin qui adottate?<br />
</strong>&#8220;Quando si fanno riforme profonde si paga sempre un prezzo in termini di critiche e di resistenza al cambiamento. Resto convinta che il paese abbia diritto ad un sistema della formazione moderno e competitivo e che sia mio preciso dovere lavorare in questa direzione. Accanto a chi mi contesta le assicuro che sono molte di più <a href="http://www.futuroscuola.org/?s=auto+blindata+gelmini" target="_blank">le persone che incontro per strada </a>e che mi incoraggiano a non mollare&#8221;.</p>
<p><strong>La accusano di avere <a href="http://www.futuroscuola.org/scontro-gelmini-tremonti/" target="_blank">accettato troppo supinamente i tagli imposti da Tremonti </a>con la legge</strong></p>
<p><strong><span id="more-1448"></span>finanziaria.</strong><br />
&#8220;Il Governo di cui faccio parte è stato votato con un <strong><a href="http://www.futuroscuola.org/taglia-la-scuola-spesa-fuori-controllo-politica-le-uscite-nel-2008-sono-salite-di-13-milioni/" target="_blank">mandato preciso: ridurre il debito pubblico</a></strong>, il terzo al mondo e riqualificare la spesa. E&#8217; mio preciso dovere, come di ogni altro componente del governo, contribuire al raggiungimento di questo obiettivo. Le assicuro che da subito mi sono resa conto che le spese per il funzionamento e il <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=11" target="_blank">personale della scuola erano fuori controllo </a>ed ho ritenuto indispensabile intervenire. L&#8217;Italia spende in istruzione come la Germania, ma i soldi vengono spesi male. Usare meglio il denaro pubblico è un obbligo morale verso le nuove generazioni&#8221;.</p>
<p><strong>Eppure i fondi per il tagli dell&#8217;Ici li avete trovati facilmente. Forse si poteva studiare un taglio più graduato che consentisse magari di evitare la misura che più ha fatto discutere il mondo della scuola: l&#8217;introduzione del maestro unico alle elementari. Possibile che su questo punto così controverso non ci siano spazi per ripensamenti? </strong></p>
<p>&#8220;<strong>I soldi non c&#8217;entrano</strong>. <strong>* ndr.(vedi quanto affermato poco prima)</strong> L&#8217;introduzione del maestro prevalente risponde alla necessità di <a href="http://www.futuroscuola.org/no-al-maestro-unico-netto-dissenso-delle-associazioni-pedagogiche/" target="_blank">avere un punto di riferimento educativo </a>che accompagni la crescita personale e scolastica del bambino. Al maestro prevalente <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=18" target="_blank">sarà affiancato il maestro di inglese </a>e di religione. L&#8217;introduzione di più maestri ha portato l&#8217;Italia dal 3 posto all&#8217;8 nelle classifiche internazionali di qualità della nostra scuola elementare. Voglio inoltre ricordare che il <a href="http://www.coordinamentoitp.it/new/patroncini13.htm" target="_blank">maestro prevalente è presente in tutti i paesi d&#8217;Europa</a>. Tutti sanno che l&#8217;introduzione dei 3 maestri è servita per dare più posti di lavoro proprio quando i bambini diminuivano. Un&#8217;esigenza sociale comprensibile, ma non certo formativa e che comunque oggi non ci possiamo più permettere&#8221;.</p>
<p><span style="font-size: 9.5pt; color: #222222; line-height: 115%; font-family: 'Lucida Sans Unicode','sans-serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT;"><strong>E il tempo pieno? (ndr. <a href="http://www.inventati.org/apm/scuola/materiali/Il_Sogno_di_una_scuola_cap_4_3.pdf" target="_blank">storia del tempo pieno</a>)</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 9.5pt; color: #222222; line-height: 115%; font-family: 'Lucida Sans Unicode','sans-serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT;">&#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=b24CrqgXXBU&amp;feature=PlayList&amp;p=04FEA82EDF580FC8&amp;index=19" target="_blank">Sul tempo pieno si è fatta una cinica disinformazione</a>, creando un immotivato allarmismo tra le </span><span style="font-size: 9.5pt; color: #222222; line-height: 115%; font-family: 'Lucida Sans Unicode','sans-serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT;">famiglie. Come lei sa purtroppo una bugia ripetuta 10 volte può diventare, per qualcuno, una verità. Il tempo pieno non diminuirà, anzi già dal prossimo anno con l&#8217;eliminazione delle compresenze e il ritorno al maestro prevalente ci saranno 50.000 bambini in più che potranno usufruire del tempo pieno&#8221;.<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 9.5pt; color: #222222; line-height: 115%; font-family: 'Lucida Sans Unicode','sans-serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT;"><strong>Eppure ha rappresentato una stagione di forte innovazione pedagogica. Lei se la sente di confermare l&#8217;impegno al mantenimento dell&#8217;orario scolastico senza che i tagli previsti comportino un peggioramento della qualità dell&#8217;insegnamento?</strong><br />
&#8220;Per la prima volta si affronta il tema della qualità seriamente. La scuola in Italia è come un motore rotto. E&#8217; inutile aggiungere benzina, cioè soldi, se il motore è guasto. Noi vogliamo rivedere i meccanismi di spesa pubblica nella scuola per eliminare le inefficienze e destinare i soldi nella qualità. Ricordo inoltre che la finanziaria prevede che il 30%dei tagli verrà reinvestito per incentivare i professori migliori con un premio produttività annuo che potrà arrivare fino a 7.000 euro&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: 9.5pt; color: #222222; line-height: 115%; font-family: 'Lucida Sans Unicode','sans-serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT;"><strong>Torniamo all&#8217;università. L&#8217;Onda torna in piazza mentre lei ha riaperto un confronto con il mondo accademico e con i sindacati. Cosa si sente di dire a quei ragazzi delle scuole superiori e dell&#8217;università che sfileranno a Roma e che hanno forti preoccupazioni per il loro futuro?<br />
</strong>&#8220;A questi ragazzi dico che <a href="http://www.societacivile.it/focus/articoli_focus/gelmini.html" target="_blank">capisco il loro disagio </a>e che la loro preoccupazione è anche la mia. Io sto dalla loro parte, anch&#8217;io sono stata studente e ho avuto preoccupazione per il futuro. Mi ha particolarmente colpito lo slogan &#8216;La vostra crisi non la pagheremo noi&#8217;, ma io penso che questi ragazzi stiano già pagando un prezzo che si traduce in scarsa mobilità sociale, mancanza di un posto di lavoro sicuro e sfiducia nel futuro. Ma proprio questo stato di cose mi convince che occorre avere il coraggio di cambiare. Il mio impegno è per una scuola ed una università che promuovano i talenti dei giovani, creando veramente pari opportunità e garanzie di titoli di studio spendibili nel mondo del lavoro. Io lavoro perché almeno una università italiana possa essere annoverata tra le prime 100 al mondo, perché si affermi un sistema di allocazione delle risorse basato sulla qualità della ricerca e il Paese sappia rispondere a questa difficile congiuntura dotandosi di un sistema di formazione moderno ed efficiente. E&#8217; una sfida difficile, di cui avverto come ministro la piena responsabilità, ma sono anche consapevole che per vincerla occorre il contributo di tutti&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: 9.5pt; color: #222222; line-height: 115%; font-family: 'Lucida Sans Unicode','sans-serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT;"><strong>Difficile avere il contributo di tutti se si esclude una parte del sindacato. Anche lei, come il presidente Berlusconi, ha voluto privilegiare il rapporto con Cisl e Uil.</strong><br />
&#8220;Guardi è esattamente il contrario. E&#8217; la Cgil che ha alzato le barricate contro il governo e si è isolata in un angolo. Era già successo nel 2002 col patto per l&#8217;Italia. La Cgil si dimostra sempre di più il sindacato dello status quo, l&#8217;ostacolo al cambiamento, l&#8217;avversario del futuro dei giovani. Io voglio il dialogo, le mie porte sono spalancate per chi ha proposte, ma sono chiuse per chi vuole difendere lo status quo&#8221;. </span></p>
<p><span style="font-size: 9.5pt; color: #222222; line-height: 115%; font-family: 'Lucida Sans Unicode','sans-serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT;"><strong>Ma i rettori, e non la Cgil, hanno spiegato che i tagli previsti al fondo ordinario del 2010 metteranno tutti gli ateneiin ginocchio. Ed anche il presidente Napolitano ha più volte espresso preoccupazione per i tagli.<br />
</strong>&#8220;Il punto è un altro: nel 2010 le università dicono che non potranno più pagare sedi e stipendi. Ma io mi chiedo e chiedo loro: come hanno investito i soldi in questi anni? Erano proprio indispensabili 5500 corsi di laurea? Sono proprio indispensabili 90 università e 320 sedi distaccate? Io mi attiverò per garantire la sopravvivenza degli atenei, ma se la mia azione è accompagnata da una autocritica del sistema universitario allora il confronto sarà più costruttivo. In questo momento è chiaro che la strada per conquistare maggiori risorse passa obbligatoriamente attraverso riforme profonde e coraggiose, che mi auguro possano giovarsi del contributo dell&#8217;opposizione e di tutto il mondo accademico&#8221;. </span></p>
<div><span style="font-size: 9.5pt; color: #222222; line-height: 115%; font-family: 'Lucida Sans Unicode','sans-serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT;">(14 novembre 2008)<br />
Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-7/interv-gelmini/interv-gelmini.html" target="_blank">repubblica</a><span style="font-size: 9.5pt; color: #222222; line-height: 115%; font-family: 'Lucida Sans Unicode','sans-serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-ansi-language: IT;"> </span></span></div>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>La CISL minaccia mobilitazioni, si ma quando?</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 21:54:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sulla scuola il Governo non dà risposte: la mobilitazione continua
La disponibilità a confrontarsi la deve dare il Governo, non il sindacato. E’ il Governo che fino ad oggi si è mosso con atteggiamenti di totale chiusura al dialogo, intervenendo sulla scuola a colpi di decreto e voti di fiducia.
Solo per l’Università si è colto qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/logo_cisl.jpg" rel="lightbox[1522]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1523" title="logo_cisl" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/logo_cisl-150x147.jpg" alt="" width="114" height="75" /></a>Sulla scuola il Governo non dà risposte: la mobilitazione continua<br />
La disponibilità a confrontarsi la deve dare il Governo, non il sindacato. E’ il Governo che fino ad oggi si è mosso con atteggiamenti di totale chiusura al dialogo, intervenendo sulla scuola a colpi di decreto e voti di fiducia.</p>
<p><strong>Solo per l’Università si è colto qualche segnale di maggior cautela: per la scuola, ancora nulla si è mosso. Restano quindi ancora pienamente confermate le ragioni della nostra mobilitazione.</strong></p>
<p>La richiesta di un &#8220;tavolo di confronto&#8221; l’abbiamo avanzata con lo sciopero generale del 30 ottobre, cui ha partecipato l’intera scuola italiana con percentuali di adesione mai viste.</p>
<p>A quel &#8220;tavolo&#8221; vogliamo discutere su come cambiare profondamente una manovra ingiusta, inaccettabile, insostenibile. Vogliamo più risorse per il contratto, per un giusto riconoscimento del lavoro nella scuola.</p>
<p>Le risposte devono venire in tempi brevi, diversamente saremo costretti ad altre e più incisive azioni di lotta.</p>
<p>Roma, 16 novembre 2008</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.cislscuola.it/node/18274" target="_blank">CISL</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fo tra gli studenti: il governo scricchiola</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 20:51:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presidio anti-Tremonti alla Cattolica
Fo tra gli studenti: il governo scricchiola
 
 
 MILANO (19 novembre) &#8211; Presidio anti-Tremonti oggi all&#8217;università Cattolica di Milano, organizzato dagli studenti in occasione della visita del ministro dell&#8217;Economia all&#8217;ateneo, per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico.
Un centinaio di manifestanti si è disposto dietro le transenne allestite dalla forze dell&#8217;ordine, all&#8217;angolo tra via Santa Valeria e via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/dario-fo-20081119_fo_catttolica.jpg" rel="lightbox[1520]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1519" title="dario-fo-20081119_fo_catttolica" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/dario-fo-20081119_fo_catttolica-150x135.jpg" alt="" width="134" height="114" /></a>Presidio anti-Tremonti alla Cattolica<br />
Fo tra gli studenti: il governo scricchiola<br />
 <br />
 <br />
 MILANO (19 novembre) &#8211; Presidio anti-Tremonti oggi all&#8217;università Cattolica di Milano, organizzato dagli studenti in occasione della visita del ministro dell&#8217;Economia all&#8217;ateneo, per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico.</p>
<p>Un centinaio di manifestanti si è disposto dietro le transenne allestite dalla forze dell&#8217;ordine, all&#8217;angolo tra via Santa Valeria e via Necchi, al lato dell&#8217;ingresso principale dell&#8217;università. Dietro, uno striscione che recitava: «Tremonti, più che Robin Hood, principe Giovanni». I ragazzi hanno allestito poi un gazebo per la raccolta di firme contro la legge 133.</p>
<p>Tra loro anche Dario Fo, che ha parlato dei movimenti di protesta: «La possibilità che il governo ritorni sui suoi passi a proposito dei tagli alle Università dipende dalla quantità e dal peso della protesta», ha detto.<br />
 <br />
Il governo ha scricchiolato. «Già nelle ultime manifestazioni il governo ha un pò scricchiolato. Ha cercato di minimizzare e ha smesso di usare termini duri. Si sa però che useranno mezzi pesanti e qui si vedrà la tenuta del movimento».</p>
<p>I ragazzi non sono caduti nella trappola. «Questi ragazzi hanno dimostrato un&#8217;intelligenza straordinaria perché non sono caduti nella trappola. A Roma, ad esempio, dove i fascisti con l&#8217;appoggio della polizia</p>
<p><span id="more-1520"></span>hanno addirittura organizzato delle provocazioni senza però riuscire a farle esplodere &#8211; ha detto Fo riferendosi agli scontri di Piazza Navona lo scorso 30 ottobre &#8211; tanto che i picchiatori sono finiti in un servizio di Chi l&#8217;ha visto e hanno fatto irruzione nella televisione perché presi in contropiede».</p>
<p>Università privata non mette al sicuro. Il Premio Nobel, accompagnato da Franca Rame, ha ricordato che «siamo presenti nel movimento già da un mese e più» e, a proposito del presidio organizzato dagli studenti della Cattolica, ha concluso: «La Cattolica si è sempre mossa con i piedi di piombo. Anche nel &#8216;68 arrivò con un mese di ritardo. Ma hanno capito che la loro condizione di studenti di una Università privata non li mette al sicuro».</p>
<p>Cossiga folle, ma lucido. Fo è intervenuto anche sulle dichiarazioni di Cossiga a proposito di come combattere le mobilitazioni studentesche: «Quel personaggio folle che è il presidente della Repubblica in pensione Francesco Cossiga ha detto una cosa come un deficiente ma con una lucidità spaventosa».</p>
<p>Corteo dopo il presidio. Gli studenti hanno presidiato le uscite dell&#8217;ateneo privato milanese in attesa del passaggio del ministro dell&#8217;Economia (avvenuto da un&#8217;uscita laterale che dà su via Necchi) salutato con cori (&#8220;Tremonti non ti vogliamo&#8221;) e striscioni (tra gli altri uno che recitava &#8220;tagliatevi lo stipendio non il nostro futuro&#8221; e &#8220;benvenuto mister tagli&#8221;). Al termine del presidio un piccolo corteo formato da una quarantina di persone, tra studenti dell&#8217;università Statale e ragazzi del scuole superiori, è partito dall&#8217;università e, dopo aver percorso le vie del centro, è arrivato in piazza Duomo. </p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35028&amp;sez=HOME_SCUOLA&amp;ssez=UNIVERSITA" target="_blank">ilmessaggero</a>
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<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
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		<title>LA VERITA’ SUI NUMERI DELLA SCUOLA</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 10:55:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TUTTI I DATI PER UN CONFRONTO CORRETTO “LA VERITA’ SUI NUMERI DELLA SCUOLA”
Dossier di Tuttoscuola Fonte: cvdsp 
Il 22 ottobre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini hanno presentato un dossier intitolato “Tutte le bugie della sinistra”, con lo specifico intento di “rispondere con dati e cifre al mare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/giudiceef6.jpg" rel="lightbox[1423]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1429" title="giudiceef6" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/giudiceef6-150x150.jpg" alt="" width="124" height="112" /></a>TUTTI I DATI PER UN CONFRONTO CORRETTO “LA VERITA’ SUI NUMERI DELLA SCUOLA”<br />
<strong>Dossier di <a href="http://www.tuttoscuola.com/" target="_blank">Tuttoscuola</a> </strong>Fonte: <a href="http://cvdsp.wordpress.com/category/home/documenti-di-analisi/" target="_blank">cvdsp </a></p>
<p>Il 22 ottobre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini hanno presentato un dossier intitolato <strong>“Tutte le bugie della sinistra”,</strong> con lo specifico intento di “rispondere con dati e cifre al mare di falsità della sinistra”. Poche ore dopo il Partito democratico ha replicato con un controdossier, punto su punto, intitolato <strong>“Tutte le bugie del premier sulla scuola”.</strong> Ciò che colpisce è che entrambi <strong>i dossier contengono imprecisioni, forzature e anche veri e propri errori. Il “dossier verità” di Tuttoscuola evidenzia incongruenze e approssimazioni e riporta tutti i dati per un confronto corretto. </strong>D’altro canto il dibattito in corso sulla scuola, fortemente condizionato dalle esigenze di semplificazione della comunicazione mediatica, fa sempre più un uso disinvolto dei dati, spesso piegati a sostenere i ragionamenti della parte politica che li espone, e la cui precisione è subordinata all’efficacia dell’argomentazione. Capita così di sentire scambiare miliardi con milioni (di euro), e di ascoltare discorsi sul “passaggio da tre maestri a uno” come se l’introduzione del cosiddetto maestro unico (altra semplificazione) comportasse il risparmio di due maestri per classe, e non di mezzo maestro, come in realtà avverrà (il modulo funziona con 3 maestri su 2 classi, cioè in termini di carichi orari con 1,5 maestri per classe). <a href="http://xoomer.alice.it/f.sammarini/documenti/dossier_verita.pdf" target="_blank">Leggi tutto</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
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<p align="center"><B></p>
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		<title>Taglia la scuola, spesa fuori controllo, Politica, le uscite nel 2008 sono salite di 13 milioni</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 20:58:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[le uscite nel 2008 sono salite di 13 milioni. Colpa dei nuovi vitalizi
I costi della politica: più 100 milioni
I Palazzi del potere hanno aumentato le spese Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi
Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/parlamento01g1.jpg" rel="lightbox[1418]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1420" title="ITALY PRESIDENTIAL ELECTIONS" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/parlamento01g1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>le uscite nel 2008 sono salite di 13 milioni. Colpa dei nuovi vitalizi<br />
I costi della politica: più 100 milioni<br />
<strong>I Palazzi del potere hanno aumentato le spese Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi</strong><br />
<strong>Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro</strong>. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. <strong>Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore.</strong></p>
<p><strong>Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche!</strong> Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell&#8217;Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle</p>
<p><span id="more-1418"></span> agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell&#8217;Arkansas e del Maine messi insieme. È vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondiale, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese.</p>
<p>Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l&#8217;anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d&#8217;un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l&#8217;anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(&#8230;) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d&#8217;un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico. Certo, l&#8217;abolizione dell&#8217;insopportabile andazzo di un tempo, quando bastava denunciare la perdita o il furto di un oggetto per avere il risarcimento («Ho perso una giacca di Caraceni». «Prego onorevole, ne compri un&#8217;altra e ci porti lo scontrino»), è un&#8217;aggiustatina meritoria. Come obbligati erano la soppressione a Palazzo Madama del privilegio del barbiere gratuito e l&#8217;avvio di un nuovo tariffario (quasi) di mercato: taglio 15 euro, taglio con shampoo 18, barba 8, frizione 6&#8230; E così la cancellazione del finanziamento di 200.000 euro per i corsi di inglese che non frequentava nessuno. E tante altre cosette ancora. Un taglietto qua, una limatina là&#8230; (&#8230;) Sul resto, però, buonanotte. L&#8217;andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d&#8217;inerzia, i costi hanno continuato a salire. Al punto che i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord), nell&#8217;estate 2008, hanno ammesso una resa senza condizioni scrivendo amaramente nel bilancio: «Non è stato possibile conseguire l&#8217;obiettivo di inversione dell&#8217;andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida».</p>
<p>Risultato: le spese correnti di Palazzo Madama, nel 2008, sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per sfondare il tetto di 570 milioni e mezzo di euro. Un&#8217;enormità: un milione e 772.000 euro a senatore. Con un aumento del 2,20 per cento. Nettamente al di sopra dell&#8217;inflazione programmata dell&#8217; 1,7 per cento.</p>
<p>Colpa di certe spese non facilmente comprensibili per un cittadino comune: 19.080 euro in sei mesi per noleggiare piante ornamentali, 8.200 euro per «calze e collant di servizio» (in soli tre mesi), 56.000 per «camicie di servizio » (sei mesi), 16.200 euro per «fornitura vestiario di servizio per motociclisti ». Ma soprattutto dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti e dei 7.251.000 euro scuciti per pagare gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Come Clemente Mastella. Il cui «assegno di reinserimento nella vita sociale» (manco fosse un carcerato dimesso dalle patrie galere) scandalizzò anche Famiglia Cristiana che gli chiese di rinunciare a quei 307.328 euro e di darli in beneficenza. Sì, ciao: «La somma spetta per legge a tutti gli ex parlamentari». Fine.</p>
<p>Grazie alle vecchie regole, il «reinserimento nella vita sociale» di Armando Cossutta è costato 345.600 euro, quello di Alfredo Biondi 278.516, quello di Francesco D&#8217;Onofrio 240.100. Un pedaggio pagato, ovviamente, anche dalla Camera. Dove Angelo Sanza, per fare un esempio, ha trovato motivo di consolazione per l&#8217;addio a Montecitorio in un accredito bancario di 337.068 euro. Più una pensione mensile di 9.947 euro per dieci legislature. Pari a mezzo secolo di attività parlamentare. Teorici, si capisce: grazie alle continue elezioni anticipate, in realtà, di anni «onorevoli » ne aveva fatti quattordici di meno.</p>
<p>Un dono ricevuto anche da larga parte dei neo-pensionati che erano entrati in Parlamento prima della riforma del 1997 e come abbiamo visto si erano tirati dietro il privilegio di versare con modica spesa i contributi pensionistici anche degli anni saltati per l&#8217;interruzione della legislatura. Come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, andato a riposo a 49 anni appena compiuti con gli 8.836 euro al mese che spettano a chi ha fatto 5 legislature pur essendo stato eletto solo nel 1992: 16 anni invece di 25. Oppure il democratico Rino Piscitello: 7.958 euro per quattro legislature nonostante non sia rimasto alla Camera 20 anni ma solo 14. Esattamente come il forzista Antonio Martusciello. Che però, con i suoi 46 anni, non solo ha messo a segno il record dei baby pensionati di questa tornata ma ha trovato subito una «paghetta» supplementare come presidente del consiglio di amministrazione della Mistral Air: la compagnia aerea delle Poste italiane.</p>
<p>C&#8217;è poi da stupirsi se, in un contesto così, le spese dei Palazzi hanno continuato a salire? Quirinale, Senato, Camera, Corte costituzionale, Cnel e Csm costavano tutti insieme nel 2001 un miliardo e 314 milioni di euro saliti in cinque anni a un miliardo e 774 milioni. Una somma mostruosa. Ma addirittura inferiore alla realtà, spiegò al primo rendiconto Tommaso Padoa-Schioppa: occorreva includere correttamente nel conto almeno altri duecento milioni di euro fino ad allora messi in carico ad altre amministrazioni dello Stato. Ed ecco che nel 2007 tutti gli organi istituzionali insieme avrebbero pesato sulle pubbliche casse per un miliardo e 945 milioni. Da aumentare nel 2008 fino a un miliardo e 998 milioni. A quel punto, ricorderete, nell&#8217;ottobre 2007 scoppiò un pandemonio: ma come, dopo tante promesse di tagli, il costo saliva di altri 53 milioni di euro, pari circa al bilancio annuale della monarchia britannica? Immediata retromarcia. Prima un ritocco al ribasso. Poi un altro. Fino a scendere a un miliardo e 955 milioni. «Solo» dieci milioncini in più rispetto al 2007. Col Quirinale che comunicava gongolante di aver tagliato, partendo dai corazzieri (lo specchietto comunemente usato per far luccicare gli occhi delle anime semplici), il 3 per mille. Certo, era pochino rispetto ai tagli del 61 per cento decisi dalla regina Elisabetta, però era già una (piccola) svolta&#8230;</p>
<p>Bene: non è andata così. Nell&#8217;assestamento di bilancio per il 2008 i numeri hanno continuato a salire e salire fino ad arrivare il 13 agosto a 2 miliardi e 55 milioni di euro. Cento milioni secchi più di quanto era stato annunciato in un tripudio di bandiere che sventolavano per festeggiare i «tagli». Risultato finale: l&#8217;aumento che avrebbe dovuto essere virtuosamente contenuto nello 0,5 per cento si è rivelato di almeno il 5,6: undici volte più alto.</p>
<p>(Brano tratto da «La Casta», nuova edizione aggiornata)</p>
<p>Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella<br />
12 novembre 2008(ultima modifica: 13 novembre 2008)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/politica/08_novembre_12/costi_politica_focus_3d3b3838-b082-11dd-939a-00144f02aabc.shtml" target="_blank">corriere</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
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		<title>Governo e Berlusconi, in calo la fiducia</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 14:54:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Governo e Berlusconi, in calo la fiducia
In crisi i ministri: Gelmini perde il 5%
Il premier continua ad avere un buon gradimento personale
Fra i ministri, Sacconi (Welfare) balza in testa, giù Brunetta
di ALESSANDRA VITALI
Silvio Berlusconi
ROMA &#8211; La vicenda Alitalia che sembrava risolta e invece è caos, una riforma della scuola che continua a incassare proteste e [...]]]></description>
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<strong>In crisi i ministri: Gelmini perde il 5%</strong><br />
Il premier continua ad avere un buon gradimento personale<br />
Fra i ministri, Sacconi (Welfare) balza in testa, giù Brunetta</p>
<p>di ALESSANDRA VITALI</p>
<p>Silvio Berlusconi<br />
ROMA &#8211; La vicenda Alitalia che sembrava risolta e invece è caos, una riforma della scuola che continua a incassare proteste e malcontento, la crisi finanziaria, l&#8217;assenza di interventi ad ampio spettro per sostenere imprese e famiglie, le gaffe sul piano internazionale. Un inverno freddo per Silvio Berlusconi e il suo governo.</p>
<p>Il sondaggio realizzato dall&#8217;istituto Ipr Marketing per Repubblica.it rivela un significativo calo di fiducia nei confronti del premier e del suo esecutivo. Che diventa vistoso nel caso di alcuni ministri. Come quel 5% in meno per Maria Stella Gelmini. Diminuisce la fiducia anche nel Popolo delle libertà, il Partito democratico cerca di rimontare dopo i momenti difficili dei mesi scorsi. Notevole successo per Sacconi (Welfare), impegnato nella vertenza Alitalia, che arriva in testa.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/speciale/2008/sondaggi_ipr/fiducia_nel_governo12ottobre.html" target="_blank">I RISULTATI DEL SONDAGGIO IPR</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/speciale/2008/sondaggi_ipr/fiducia_nel_governo12ottobre.html" target="_blank"> <span id="more-1368"></span></a></p>
<p>La luna di miele con gli elettori sembra essere già finita: anche se il Cavaliere mantiene un significativo gradimento. A soffrire della contrazione sono sia l&#8217;esecutivo che Berlusconi, in qualità di presidente del Consiglio. Entrambi perdono quattro punti percentuali. L&#8217;offuscamento della fiducia nei confronti del premier si riflette anche sul Pdl. Che pur rimanendo il partito che riceve maggiore fiducia, subisce un&#8217;erosione di quattro punti.</p>
<p>Due punti guadagna invece il partito di Walter Veltroni, in significativa ripresa dopo la flessione dei mesi passati. Due punti percentuali in più accordati anche alla Lega, stabile di fatto fin dall&#8217;inizio della legislatura. Nessuna variazione per Italia dei valori e Udc.</p>
<p>Evidenti le flessioni per i ministri. La crisi e i timori di recessione non giovano a Tremonti, che cede il 4%. Tra fannulloni, tornelli e sostegno al pacchetto anticrisi del titolare del Tesoro, va male anche al sempre popolare Brunetta, che perde 3 punti percentuali. A registrare un -2% sono Matteoli (Infrastrutture e trasporti), Prestigiacomo (Ambiente) e Calderoli (Semplificazione legislativa).</p>
<p>Disastroso l&#8217;esito per il titolare dell&#8217;Istruzione, Maria Stella Gelmini: -5%. Un risultato che va oltre le previsioni, anche quelle dello stesso Berlusconi che, nel pieno delle proteste contro la riforma della scuola, aveva paventato un calo di consensi nei confronti del ministro addebitandolo tuttavia a &#8220;una vasta azione di disinformazione&#8221;.</p>
<p>(13 novembre 2008)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/sondaggi-2008/sondaggio-fiducia-governo/sondaggio-fiducia-governo.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>incontro e lettera dell&#8217;UDS alla Gelmini</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 21:18:13 +0000</pubDate>
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Di Esecutivo nazionale [Uds Nazionale]
24-10-2008, 14:39
Questa mattina il ministro Gelmini ha iniziato le consultazioni delle associazioni studentesche sui decreti 133 e 137. La delegazione dell&#8217;Unione degli Studenti è appena uscita dalla consultazione con il Ministro Mariastella Gelmini. All&#8217;appuntamento era presente anche Valentina Aprea. Durante l&#8217;incontro gli studenti dell&#8217;UDS hanno consegnato [...]]]></description>
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Di Esecutivo nazionale [Uds Nazionale]<br />
24-10-2008, 14:39</p>
<p>Questa mattina il ministro Gelmini ha iniziato le consultazioni delle associazioni studentesche sui decreti 133 e 137. La delegazione dell&#8217;Unione degli Studenti è appena uscita dalla consultazione con il Ministro Mariastella Gelmini. All&#8217;appuntamento era presente anche Valentina Aprea. Durante l&#8217;incontro gli studenti dell&#8217;UDS hanno consegnato la lettera rifiutando di sedersi al tavolo e hanno discusso con il Ministro la possibilità che i decreti vengano ritirati. Il ministro ha temporeggiato e invitato nuovamente gli studenti a leggere i suoi decreti, dando ancora una volta prova di sottovalutare l&#8217;analisi del movimento studentesco e la serietà delle associazioni con le quali ha appena cominciato la consultazione. Mariastella Gelmini non</p>
<p><span id="more-1356"></span> sembra quindi intenzionata a prendere seriamente gli incontro che ha appena iniziato, dimostrando ancora una volta l&#8217;approccio di questo governo nei confronti degli studenti e delle forze sociali del paese. L&#8217;UdS ha ribadito che non ci potrà essere nessun tavolo di discussione se non verrà prima ritirato il decreto 137. Queste consultazioni fittizie sono l&#8217;ennesimo tentativo del governo di imbonire l&#8217;opinione pubblica. Ecco la lettera:</p>
<p>Roma 24/10/2008</p>
<p>Egr. Ministro</p>
<p>Ci sentiamo costretti a manifestare tutto il nostro malessere per il metodo da Lei usato per questo tardivo, fittizio e strumentale giro di consultazioni. E&#8217; da mesi che chiediamo la regolare convocazione del Forum delle associazioni e in più occasioni abbiamo chiesto di essere ricevuti senza né successo né sensibilità da parte Sua.</p>
<p>Prendiamo le distanze, quindi, da un metodo che strumentalmente mira a delegittimare il grande dissenso maturato nei confronti del d.l. 137/08 e della legge 133/08 da tutto il mondo dell&#8217;istruzione, dalle scuole elementari alle università. L&#8217;UdS è dentro questo movimento, lo sostiene ed è profondamente convinta che l&#8217;unico vero segnale di distensione sia solo ed esclusivamente l&#8217;immediato ritiro dei suddetti provvedimenti, per aprire solo dopo un tavolo di discussione profonda sulle politiche che per primi rivendichiamo per un cambiamento reale di scuola e università.</p>
<p>Sarebbe estremamente dannoso se il Ministro dell&#8217;istruzione, invece di prendere atto di un processo di mobilitazione ampio, plurale e democratico continuasse in modo demagogico a voler far credere all&#8217;opinione pubblica che la maggior parte degli studenti e delle studentesse sia della Sua stessa idea.</p>
<p>Egregio Ministro, non è così. Ci hanno dipinto come fannulloni, bamboccioni e presuntuosi, come un movimento strumentalizzato dai partiti, fomentato da estreme fazioni. Nulla di più falso.</p>
<p>Per questo continueremo a mobilitarci fin quando il decreto 137/08 non sarà ritirato. Il ritiro di questo provvedimento rappresenterebbe per noi un atto di grandissima responsabilità istituzionale, un atto di enorme consapevolezza del fatto che le scuole non sono riformabili se non attraverso un coinvolgimento dal basso di chi vive questi luoghi.</p>
<p>Vista la sollecitazione di riportare il merito delle questioni, riteniamo:</p>
<p>Distruttivo il taglio di circa 8 miliardi di Euro entro il 2012 che, attuato in linea con il piano programmatico del Governo (atto 36), influirà negativamente sull&#8217;organizzazione delle istituzioni scolastiche, aumentando il rapporto docente/studenti e diminuendo il monte ore settimanali per tutti gli indirizzi. Meno risorse umane ed economiche significa meno attività extra-scolastiche, laboratoriali e più in generale una più bassa qualità della didattica. Rivendichiamo, invece, un maggiore investimento sull&#8217;edilizia scolastica con un piano straordinario di 5 Miliardi di Euro in 10 anni per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Un piano di intervento straordinario, tramite una legge nazionale sul diritto allo studio, per assicurare a tutti la possibilità di accedere ai livelli più alti dell&#8217;istruzione.</p>
<p>Un gravissimo errore l&#8217;eliminazione di fatto dell&#8217;obbligo d&#8217;istruzione a 16 anni, prevedendo la possibilità anche a soli 14 anni di intraprendere percorsi professionalizzanti, che non garantiscono la qualifica di diploma completo, valevole anche per l&#8217;accesso all&#8217;università. Proponiamo invece, in linea con alcuni sistemi scolastici europei il progressivo innalzamento dell&#8217;obbligo scolastico a 18 anni.</p>
<p>La presentazione del decreto 137, un atto autoritario. Siamo contro la reintroduzione del voto di condotta senza la garanzia che lo stesso non sia usato contro la nostra libertà di espressione e manifestazione. Lo statuto degli studenti già prevede, per i casi di bullismo, l&#8217;allontanamento fino alla fine dell&#8217;anno. Siamo solidali con il movimento delle scuole elementari che è contro la reintroduzione del maestro unico e la riduzione del tempo pieno. Non consideriamo sostanzialmente incisivo l&#8217;intervento in merito a cittadinanza e costituzione, a fronte di una mancanza di un monte ore specifico e una copertura finanziaria. Proponiamo invece, un serio potenziamento della partecipazione studentesca, con un ampliamento dello Statuto degli Studenti e dell&#8217;ex DpR 567/96, fondamentale provvedimento che troppo spesso viene disatteso nelle scuole. Serve quindi un potenziamento del ruolo attivo degli studenti e delle studentesse all&#8217;interno delle comunità scolastica, per questo chiediamo un potenziamento della Direzione per lo Studente, fondamentale strumento di contatto tra il ministero e la progettualità studentesca.</p>
<p>Necessario l&#8217;ampliamento delle convenzioni della Carta “Io Studio”, che al momento non ha ancora un dispositivo legislativo di appoggio. Questo provvedimento è frutto di un lungo lavoro che ha visto coinvolte le organizzazioni studentesche, lo riteniamo un provvedimento fondamentale per garantire un maggiore accesso e fruibilità della cultura nel nostro paese.</p>
<p>Siamo contrari al numero chiuso per l&#8217;università, un sistema che crea gravi discriminazioni tra gli studenti e le studentesse del nostro paese. Siamo convinti che il merito sia tutt&#8217;altro e cioè la possibilità di garantire un vero diritto allo studio e pari opportunità in un sistema didattico di qualità. Chiediamo l&#8217;abrogazione immediata della legge che istituisce il numero chiuso.</p>
<p>E&#8217; imprescindibile dare un segnale di onestà e riconoscere gli errori fatti ritirando il decreto legge 137/08 e la legge 133.</p>
<p>Saremo in piazza insieme a tutto il movimento universitario, degli studenti medi, dei lavoratori e delle lavoratrici della conoscenza il giorno 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale della scuola.</p>
<p>Stiamo continuando a promuovere in modo del tutto pacifico, senza mai negare il diritto allo studio, forme di protesta che mirano alla sensibilizzazione di tutto il paese contro questi provvedimenti.</p>
<p>Questa non è una protesta ideologizzata, è una protesta che parla del nostro presente e futuro, che parla di noi stessi e delle nostre vite, della possibilità di avere una conoscenza al centro degli investimenti pubblici, motore di un positivo cambiamento del nostro paese.</p>
<p>In una fase di crisi globale dell&#8217;economia e delle relazioni sociali, non saremo noi a pagare la crisi!<br />
<a href="http://www.unionedeglistudenti.it/modules/scuola/article.php?articleID=235" target="_blank"><br />
L&#8217;Unione degli Studenti</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Ora che fare? Non è detta l&#8217;ultima parola</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 13:42:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E ora che fare? Calma e gesso
di Dedalus
 
Dopo la conversione in legge del decreto n.137 e le grandi mobilitazioni dei giorni scorsi nel mondo della scuola e tra genitori e insegnanti una domanda è ricorrente: e adesso che si fa?
Naturalmente c’è già chi pensa di mettere il carro davanti ai buoi, come si suol dire. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/calendariogelmini_cover.jpg" rel="lightbox[1316]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1320" title="calendariogelmini_cover" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/calendariogelmini_cover-150x150.jpg" alt="" width="124" height="119" /></a>E ora che fare? Calma e gesso<br />
di Dedalus<br />
 <br />
Dopo la conversione in legge del decreto n.137 e le grandi mobilitazioni dei giorni scorsi nel mondo della scuola e tra genitori e insegnanti una domanda è ricorrente: e adesso che si fa?<br />
Naturalmente c’è già chi pensa di mettere il carro davanti ai buoi, come si suol dire. In provincia di Milano qualche dirigente scolastico (per la verità pochi) ha già annunciato che presenterà ai genitori delle future prime elementari il modello basato sul maestro unico. Qualcuno addirittura (ma qui si tratta di casi patologici) ha sostenuto pubblicamente che darà avvio alle classi ponte per i bambini stranieri mettendo in atto una semplice “mozione”, quella contestatissima presentata dall’on. Cota (con quali risorse tra l’altro, in assenza della definizione degli organici, non è dato sapere…). Qualcun altro sta già parlando di rivedere i curricoli vigenti, i piani di studio e i relativi quadri orari. Ma, si sa, gli yesman esistono da sempre e c’è sempre qualcuno più realista del re.</p>
<p>Ma la domanda &#8211; che genitori e docenti pongono nel corso delle innumerevoli riunioni e assemblee pubbliche di questi giorni &#8211; resta: che fare, ora?</p>
<p>La prima cosa da dire è che <strong>è vero che ora esiste un quadro normativo di riferimento (il decreto 137 è legge, la legge n.169 del 30 ott. 2008), ma questo quadro normativo è incompiuto</strong>. Il famoso articolo 64 della legge n.133 del 6 agosto 2008 al comma 3 prevede che “per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo” (in realtà l’obiettivo primario del risparmio di spesa di quasi 8 miliardi di euro) il ministro dell’istruzione di concerto con il ministro dell’economia predispongono un piano programmatico di interventi. Il che è stato fatto: lo schema di piano programmatico è stato approvato il 26 settembre scorso. Ma <strong>il successivo comma 4 dell’art.64 precisa che per l’attuazione del piano di cui al comma 3 devono essere adottati entro 12 mesi “uno o più regolamenti” .<br />
Il punto allora è questo: fino a quando non saranno approvati i regolamenti attuativi tutto resta lettera morta. O meglio: le disposizioni di legge non sono ancora attuabili.<br />
Ora, l’iter da seguire perché il piano programmatico venga recepito e tradotto in regolamenti non è breve:</strong></p>
<p><span id="more-1316"></span>oltre al parere delle Commissioni parlamentari è previsto anche quello della Conferenza unificata. Ma soprattutto sugli atti regolamentari è indispensabile anche il parere del Consiglio di Stato che ha tempo 90 giorni per esprimersi.</p>
<p>Questo è esattamente il motivo che spiega la fretta del governo in tutti questi mesi. Per questo si è voluto porre la fiducia alla Camera e si sono ristretti ai minimi termini i tempi del dibattito in Senato. Se i regolamenti non saranno approvati entro i primissimi mesi del 2009 (in particolare quello sull’organizzazione didattica della scuola primaria) sarà molto difficile procedere e far partire quella che impropriamente si chiama “riforma Gelmini” con l’avvio dell’anno scolastico 2009/2010. Per fare un esempio concreto: quali modelli organizzativi ed orari presenteranno i dirigenti scolastici ai genitori che devono iscrivere i figli alle future classi prime (nella scuola primaria ma anche nella scuola secondaria di primo grado e non solo) ? Quali saranno i tempi per procedere alla definizione degli organici dei docenti?</p>
<p>Ora di fronte all’ottusità con cui procede il ceto politico del centro destra e alla determinazione del min. Tremonti di arrivare ad un ingente risparmio di spesa nella scuola pubblica, non c’è certo da essere ottimisti. Però si è visto che le manifestazioni di protesta di questi giorni (e il conseguente calo di consensi per il governo) qualche risultato lo hanno ottenuto. Per quanto riguarda l’Università si è pervenuti a più miti consigli: dalla volontà del ministro Gelmini di presentare un piano e un decreto legge entro una settimana si è passati alle &#8220;linee guida&#8221;, si apre ora la porta ai disegni di legge ed al dibattito parlamentare.<br />
Come pure qualche risultato l’ha ottenuto la protesta di Comuni e Regioni in tema di dimensionamento delle istituzioni scolastiche (discutiamo di possibili chiusure e accorpamenti, ma valutando attentamente caso per caso, non in maniera indiscriminata…).<br />
Non è detto che la stessa cosa non possa avvenire anche per quanto riguarda la “revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico” (art.64) in fase di definizione dei regolamenti, almeno per quanto riguarda tempi e modi di attuazione. E’ appena il caso di ricordare che anche la riforma Moratti (che tutto sommato aveva ben altro respiro e qualche motivazione di carattere pedagogico, per quanto discussa e discutibile) è rimasta in buona parte sulla carta, dopo le mobilitazioni di genitori e insegnanti. In quante scuole sono stati attuati, ad esempio, in questi anni tutor e portfolio? In quante l’orario spezzatino di 27, 30 ore (con le tre ore facoltativo-opzionali) e “fino a 40 ore” previsto dal Dl n.59/2004 ?<br />
Non solo. Ma, a proposito di tempo pieno, la legge n.176 del 25 ottobre 2007 (quella con cui Fioroni e Prodi ripristinavano l’art.130 del Testo unico n.297/1994 e quindi, inequivocabilmente, il “doppio organico” per ogni classe di tempo pieno) non risulta espressamente abrogata. Come verrà determinato allora l’organico sulle classi funzionanti a tempo pieno e sulle future prime?</p>
<p>Tutto questo per dire che la situazione è tutt’altro che chiara e definita nei particolari. Per questa ragione ci sembrano veramente improvvide e politicamente subalterne e servili (che altro termine usare?) le prese di posizione di alcuni dirigenti scolastici. Forse si sono spaventati alla lettura del comma 5 dell’art.64 (legge 133/2008), laddove si dice che i dirigenti del ministero, compresi i dirigenti scolastici, devono assicurare la compiuta realizzazione degli interventi di “razionalizzazione” previsti e ne sono personalmente responsabili? Per fortuna, anche qui, c’è qualcuno (i più) che manifesta il proprio aperto dissenso.</p>
<p>Quindi un’informazione corretta e diffusa resta essenziale. Come pure, se si vogliono contrastare efficacemente i provvedimenti del governo, resta fondamentale la mobilitazione dei vari soggetti del mondo della scuola (dai docenti ai genitori, alle associazioni professionali, all’iniziativa sindacale).<br />
Questo è quello che si può ragionevolmente fare oggi: estendere il più possibile l’informazione (altrimenti veicolata dagli spot televisivi dei vari esponenti di governo e dalla stampa amica), mantenere alto il livello di mobilitazione e fare proposte alternative in tutte le sedi possibili, dalla piazza al parlamento. Perché questa è la democrazia.</p>
<p>Dedalus<br />
Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4072" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>La Gelmini ha paura dei giornalisti? Continuano aggressioni ai politici della maggioranza</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 19:13:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/gelmini-paura-dei-giornalisti.jpg" rel="lightbox[1302]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1303" title="gelmini-paura-dei-giornalisti" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/gelmini-paura-dei-giornalisti-150x150.jpg" alt="" width="122" height="116" /></a>Scuola, i faticosi giorni della Gelmini: ministro non incontra la stampa, polemica</p>
<p> <br />
ROMA (8 novembre) &#8211; E&#8217; polemica per il presunto allontamento dei giornalisti da un seminario della Confindustria sulla scuola  Sanremo a cui ha partecipato il ministro della Publica istruzione Mariastella Gelmini.</p>
<p>Sono stati 20 giorni faticosi per la Gelmini per le proteste e le forti polemiche sulle sue riforme di scuola e università. Ma anche con una legge portata a casa nonostante tutto, e un nuovo corso per ridare efficienza agli atenei, grazie a un decreto tecnico per le urgenze a ad un ddl da portare avanti con il dialogo. E se le piazze sono ancora «calde» della protesta di ieri degli studenti, prova generale dello sciopero generale dei sindacati di università e ricerca del 14 novembre, oggi il ministro è stata al centro di una nuova polemica, per un incontro di Confindustria a Sanremo. Riunione già prevista a porte chiuse, hanno spiegato gli organizzatori, ma con i giornalisti, speranzosi di un suo intervento pubblico fuori Roma dopo giorni di assenza, che sono stati «allontanati» dalle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p><span id="more-1302"></span></p>
<p>Con tanto di protesta di Fnsi, Associazione ligure della stampa e opposizione. Ma con pronta replica di Confindustria che ha spiegato come il ministro non sia stato responsabile della «chiusura delle porte» del convegno dell&#8217;Hotel Royal, «riservatezza» che è stata applicata in tutti e due o giorni di lavoro dei direttori dell&#8217;organismo imprenditoriale. Chiamata fuori per Gelmini anche da fonti di Viale Trastevere: il ministro era soltanto ospite e non mai chiesto di allontanare i giornalisti.</p>
<p>Ma la Federazione Nazionale della Stampa ha giudicato «inaccettabile» l&#8217;episodio: «Chiediamo fermamente al governo di abbandonare questo atteggiamento di fastidio. Lasciateci lavorare. Se oggi il ministro Gelmini avesse rispettato i giornalisti &#8211; ha spiegato la Fnsi &#8211; si sarebbe risparmiata una lezione scadente e una brutta notizia che comunque dobbiamo raccontare». Mentre il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo si è chiesto «perché il ministro dell&#8217;Istruzione ha paura dei giornalisti?».</p>
<p>Gelmini ha tenuto negli ultimi 20 giorni due conferenze stampa a Palazzo Chigi, il 22 ottobre e due giorni fa, e ha parlato al Senato; oltre agli interventi su agenzie, tv, quotidiani e periodici. Ma è dal 20 ottobre che non partecipa ad un evento pubblico non istituzionale. Il giorno prima aveva ricevuto gli applausi degli studenti padani, ma il 20 al suo arrivo ad un convegno al teatro Monza era stata contestata in piazza da alcune centinaia di persone. Eppure il 15 ottobre aveva inaugurato l&#8217;anno accademico al Campus Biomedico di Roma senza alcun problema. Inoltre, il ministro a Viale Trastevere ha visto a più riprese le associazioni degli studenti e dei genitori. Ma il diradarsi di presenze ad eventi (era attesa da atenei da Nord a Sud) è stato sicuramente per seguire i consigli di chi, per motivi di sicurezza, le ha chiesto di non partecipare a incontri pubblici che<br />
potevano causare disordini.</p>
<p>Confindustria &#8220;benedice&#8221; la Gelmini. Quello sulla scuola è «un decreto che taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri». È il parere del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenuta oggi a Sanremo agli Stati generali dei direttori di Confindustria. Ma, ha aggiunto Marcegaglia, «non bisogna fermarsiqui. È necessario varare una riforma sul merito, sull&#8217;efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi».<br />
 <br />
«La scuola italiana così com&#8217;è non va bene &#8211; ha detto -: a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti così». Al ministro Gelmini, che oggi è intervenuta a Sanremo, Emma Marcegaglia ha detto che «va proseguita la volontà di riforma del sistema. Le ultime aperture fatte sui ricercatori, l&#8217;attenzione al merito e all&#8217;efficienza degli Atenei sono significative e siamo convinti che la riforma della scuola e dell&#8217;Università sia molto importante».</p>
<p>«Abbiamo chiesto anche una riforma degli Istituti Tecnici &#8211; ha aggiunto &#8211; per le nostre imprese è un elemento fondamentale». La presidente di Confindustria ha detto che il ministro Gelmini ha assicurato su questo tema l&#8217;impegno del ministero «e presto diventerà realtà ». Per quello che riguarda i tagli alla ricerca, Marcegaglia ha sottolineato che «ci sono riduzioni di spese che andavano fatte perché se guardiamo i parametri europei rispetto a quelli italiani, i nostri sono assolutamente fuori luogo. Adesso &#8211; ha concluso &#8211; bisogna continuare la riforma, investire nel merito, nella qualità, nella tecnologia e nella autonomia. Il progetto riforma quindi va portata avanti».</p>
<p>Forza Italia denuncia aggressione verbale. Il portavoce regionale di Forza Italia in Campania, Ernesto Caccavale, ha riferito di essere stato «ricoperto di fischi, insulti, aggredito verbalmente e quasi anche fisicamente» oggi a Castel Volturno (Caserta) dove è intervenuto agli Stati generali delle scuole del Sud promossi dalla Regione Campania. Caccavale ha spiegato di aver ottenuto dall&#8217;assessore regionale, Corrado Gabriele, la possibilità di intervenire dal palco ma di essere stato impedito dall&#8217;andare avanti a causa della contestazione subito. «Sono andato via accompagnato dal servizio d&#8217;ordine della manifestazione», aggiunge Caccavale. «Questi signori dicono di essere democratici ma si tratta &#8211; spiega &#8211; della democrazia totalitaria per cui parlare solo chi è d&#8217;accordo con loro».</p>
<p>Lotta studentesca: altre mobilitazioni. Lotta Studentesca, movimento giovanile di Forza Nuova, annuncia che proseguirà le «mobilitazioni anti decreto Gelmini in tutta Italia, partendo da Padova». «Il Governo &#8211; è detto in una nota &#8211; non si rende conto che con questo atteggiamento non costruttivo, non sta facendo altro che radicalizzare la nostra opposizione e la protesta. Ringraziamo i manifestanti di sinistra che in questi giorni difficili hanno continuato a credere nella trasversalità delle proteste».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=34291&amp;sez=HOME_SCUOLA" target="_blank">ilmessaggero</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Procura della Repubblica di Bologna indaga sui cittadini</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 18:53:21 +0000</pubDate>
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COMUNICATO STAMPA
Gravi intimidazioni contro il movimento della scuola
La Procura della Repubblica di Bologna ha incaricato la Digos di svolgere indagini negli istituti superiori cittadini. Sono così arrivate ai  Dirigenti Scolastici richieste di informazioni circa i nominativi dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CUB SCUOLA BOLOGNA Sede CUB/RdB Regionale Via B. Monterumici 36/10 tel. 051.389524, 051385932, fax 051310346 e-mail <a href="mailto:cubscuola@bologna.rdbcub.it">cubscuola@bologna.rdbcub.it</a>   sito: <a href="http://www.cubpiemonte.org">www.cubpiemonte.org</a>,</p>
<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/logo_cub1.gif" rel="lightbox[1298]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1297" title="logo_cub1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/11/logo_cub1.gif" alt="" width="116" height="116" /></a></p>
<p><strong>COMUNICATO STAMPA<br />
Gravi intimidazioni contro il movimento della scuola</strong></p>
<p><strong>La Procura della Repubblica di Bologna ha incaricato la Digos di svolgere indagini negli istituti superiori cittadini. Sono così arrivate ai  Dirigenti Scolastici richieste di informazioni circa i nominativi dei membri dei Consigli d&#8217;Istituto, l&#8217;elenco di tutte le riunioni svolte, le date e gli orari delle iniziative di discussione e protesta contro le politiche di tagli alla scuola svolte nei mesi di settembre e ottobre, gli  estremi delle delibere di autorizzazione delle manifestazioni da parte dei Consigli d&#8217;Istituto, l&#8217;indicazione dei partecipanti (alunni, docenti e genitori</strong>),</p>
<p><span id="more-1298"></span>i danni riportati dalle strutture (compresa l&#8217;esposizione di striscioni). Si tratta di un atto di grave intimidazione che tenta di trasformare i Dirigenti Scolastici in guardiani del Governo e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del Ministro Gelmini nato nelle scuole. Assistiamo al rovesciamento delle regole della giustizia: anzichè intervenire su reali situazioni di illegalità esistenti e denunciate, si sperpera il denaro pubblico, procedendo ad una &#8220;schedatura&#8221; di massa con presunzione di colpevolezza. La partecipazione spontanea e legittima (sancita dalle norme sugli organi collegiali) di genitori e alunni alla vita della scuola viene vista come elemento oscuro sul quale svolgere delle indagini.<br />
La CUB Scuola condanna questa iniziativa che tende a spostare le discussioni sulla scuola dalle questioni di merito a quelle giudiziarie. Le pressioni intimidatorie non potranno certo nascondere i tagli all&#8217;Istruzione pubblica per quasi 8 miliardi di Euro e la perdita del posto di lavoro per 150 000 lavoratori, frutto delle politiche Gelmini-Tremonti. E&#8217; incredibile che i fautori del massacro della scuola siano così privi di argomenti da dover ricorrere a queste pratiche.<br />
Chiediamo a tutto il movimento di difesa della scuola pubblica, alle forze politiche e sindacali e ai rappresentanti delle Amministrazioni Locali di esprimere la propria ferma contrarietà a questa caccia alle streghe e ai suoi ideatori.<br />
Nonostante le intimidazioni, in questi giorni i lavoratori della scuola continuano ad organizzarsi per proseguire le lotte contro i tagli. Lunedì 10 novembre alle 18.00, presso la sede CUB di via Monterumici si svolgerà l&#8217;assemblea dei lavoratori che deciderà le prossime mobilitazioni nelle piazze e all&#8217;interno dei posti di lavoro.<br />
Per l&#8217;abrogazione dell&#8217;art. 64 del Decreto 112 (convertito in Legge 133);<br />
Per l&#8217;abrogazione della Legge di Conversione e del Decreto 137;<br />
Per l&#8217;assunzione dei precari della scuola su tutti i posti disponibili.</p>
<p>Bologna, 8 novembre 2008 Per la CUB Scuola &#8211; Bologna<br />
Francesco Bonfini</p>
<p>Per informazioni: CUB Scuola – Bologna 3471215548
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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