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	<title>FUTUROSCUOLA &#187; nazionale</title>
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		<title>ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA Sintesi assemblea del 17 aprile.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 18:12:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
Sintesi assemblea del 17 aprile.

ORGANICI

Da molte scuole abbiamo avuto notizie del taglio di organico operato sulla scuola elementare: la situazione è pesante, la media è un taglio di circa 2 insegnanti per Istitito Comprensivo o Circolo (tranne i pochissimi con solo tempo pieno e non modulo).
Nei prossimi giorni tutte le scuole avranno dati ufficiali.
Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2529" title="bologna_torri-garisenda-asinelli1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/bologna_torri-garisenda-asinelli1-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli1" width="100" height="100" />ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</strong></p>
<p style="text-align: center;">Sintesi assemblea del 17 aprile.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>ORGANICI</strong></li>
</ul>
<p>Da molte scuole abbiamo avuto notizie del taglio di organico operato sulla scuola elementare: la situazione è pesante, la media è un taglio di circa 2 insegnanti per Istitito Comprensivo o Circolo (tranne i pochissimi con solo tempo pieno e non modulo).</p>
<p><strong>Nei prossimi giorni tutte le scuole avranno dati ufficiali.</strong></p>
<p>Ci è sembrato che le assegnazioni, secondo le indicazioni della circolare sugli organici, abbiano avuto più o meno questi criteri</p>
<p>2 insegnanti per classe sui tempi pieni storici-già esistenti (dalla prima alla quinta) &#8211; con l&#8217;incognita dell&#8217;utilizzo delle compresenze,</p>
<p>insegnanti per circa 30 ore ai moduli dalla seconda alla quinta (contro le richieste di 33 ore),</p>
<p>e insegnanti per circa 27 ore a tutte le prime, sia se richieste a modulo, che a tempo pieno se di nuova formazione (contro le richieste a 30 ore del modulo e le richieste di tempo pieno nuove).</p>
<p>Le assegnazioni di organico NON hanno garantito il tempo scuola richiesto dai genitori.</p>
<p><span id="more-2530"></span></p>
<p>In alcune scuole i Dirigenti già cercano collaborazione per trovare soluzioni orarie e organizzative, in quella situazione di organico insufficiente.</p>
<p>La posizione condivisa dall&#8217;assemblea può essere così sintetizzata:</p>
<p>dove è stato assegnato un organico tagliato, rispetto alle richieste dei genitori e delle scuole, <span style="text-decoration: underline;">qualsiasi aggiustamento porterà un grosso danno</span>, nel modulo per la forzata riduzione del tempo scuola, e nel tempo pieno per la eventuale sparizione delle compresenze;</p>
<p>è necessario continuare a difendere le compresenze del tempo pieno contro le ipotesi di utilizzarle per garantire il tempo scuola richiesto nei tempi pieni nuovi o nei moduli, perchè questo porterebbe immediatamente alla <span style="text-decoration: underline;">scomparsa del modello di scuola a tempo pieno:</span></p>
<p>le scuole si trovano in una situazione comunque insostenibile: <span style="text-decoration: underline;">non può essere accettabile nessuna soluzione di aggiustamento e accettazione del taglio</span> ed è quindi indispensabile che alle scuole venga restituito l&#8217;organico tagliato.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">E&#8217; necessario che nelle scuole si organizzino iniziative finalizzate alla richiesta di ritiro del taglio:</span></p>
<p><strong>a partire da</strong></p>
<p>- assemblee o altre iniziative per informare genitori ed insegnanti del taglio e delle sue conseguenze distruttive,</p>
<p>- discussioni nelle riunioni degli organi collegiali (collegi docenti, consigli di istituto/circolo, altre&#8230;), fino a produrre mozioni/delibere per NON adottare nessuna delle soluzioni orarie e organizzative possibili, perchè comunque distruttive e di divisione, MA per organizzare azioni volte alla richiesta dell&#8217;organico mancante,</p>
<p><strong>per arrivare a</strong></p>
<p>- scrivere lettere all&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale, come genitori, insegnanti e genitori, Consigli di Istituti/Circolo, Collegi Docenti</p>
<p>- organizzare delegazioni di genitori/insegnanti/consigli di Istituto-Circolo &#8230; presso l&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale scuola per scuola, in modo da mettere in atto nel mese di maggio una vera a propria staffetta di scuole, che non accettando il taglio pretendono l&#8217;organico mancante</p>
<p>- rivendicare con tutte le modalità possibili la volontà delle famiglie, ribadita anche con la campagna dei modelli integrativi</p>
<p>- mantenere l&#8217;unità fra genitori ed insegnanti delle classi avviate e di quelle di nuova formazione (che per funzionare con l&#8217;orario richiesto dalle famiglie dovrebbero drenare risorse dalle altre classi), rifiutandosi di fare ricadere all&#8217;interno delle singole istituzioni scolastiche le contraddizioni generate dai tagli agli organici, accettando e subendo soluzioni distruttive per gli uni o per gli altri</p>
<p><strong>e infine</strong></p>
<p>in una prossima assemblea delle scuole di tutta la provincia (ipoteticamente ven. 8 maggio??) si dovrà pensare coMe unificare le lotte delle singole scuole in una iniziativa comune che dia forza a tutte.</p>
<p>In questa fase è importante sapere ed informare soprattutto i Dirigenti Scolastici</p>
<p>- che la Conferenza Metropolitana dei Sindaci del territorio bolognese volta a chiedere al Ministero tutti gli insegnanti mancanti nel nostro territorio (vedi allegata piattaforma);</p>
<p>- che  sono stati depositati ricorsi legali, sia da parte di genitori ed insegnanti, sia di sindacati, sia di Regioni, contro la circolare sulle iscrizioni, volti ad ottenere presso i Tar la sospensiva dei provvedimenti illeggittimamente attuati</p>
<p>- esiste ancora, pur se ampiamente decurtato, un &#8220;organico di fatto&#8221; al quale attingere per ottenere integrazioni ed occorre che tutte le realtà che hanno subito tagli insistano per avere l&#8217;integrazione di quanto non ottenuto, proprio per tentare di ottenere in organico di fatto quanto mancante in organico di diritto (occorre che  le richieste siano &#8220;a tappeto&#8221;) per costringere il Ministero ad annullare nella pratica i tagli.</p>
<p>Ancora, come Assemblea della Scuole, abbiamo scritto una lettera alla ASABO, l&#8217;associazione dei Dirigenti Scolastici Bolognesi, per chiedere loro un incontro, finalizzato ad unire le forze nella richieste di ritiro dei tagli, nel tentativo di dissuaderli dall&#8217;adottare rapidamente soluzioni di aggiustamento (allegata).</p>
<p>NOTA. Possiamo mettere a disposizione di chi organizza assemblee informative, alcune copie del video &#8220;La scuola coi fiocchi&#8221;: contattare Stefano Mazza  <a href="mailto:12stefano@gmail.com">12stefano@gmail.com</a>.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>A LIVELLO NAZIONALE</strong></li>
</ul>
<p>In tante altre città italiane, genitori ed insegnanti si trovano confrontati con lo stesso colpo del taglio di organico, non in tutte le zone è stato tagliato in ugual misura, comunque ovunque si ragiona sulle iniziative da mettere in campo ora, circa allo stesso modo che da noi.</p>
<p>Le pressioni che si faranno prima scuola per scuola, poi insieme come scuole della stessa provincia, dovrebbero infine confluire in una grossa iniziativa nazionale a Roma.</p>
<p>I comitati della capitale stanno ragionando sulla possibilità di organizzare un evento spettacolare in una piazza romana, chiamando poi tutte le scuole delle altre città ad unirvisi. Siamo in attesa di una conferma della possibilità e della data, per organizzare la partecipazione delle scuole bolognesi.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>ADOZIONE LIBRI DI TESTO</strong></li>
</ul>
<p>E&#8217; ormai urgente confrontarsi con questo passaggio.</p>
<p>La Circolare &#8230; impone che l&#8217;adozione del libro di testo resti immutata per quella stessa classe per 5 anni alla scuola elementare, per 6 anni alla scuola media (dove però le adozioni sono già state fatte, poichè scadevano nei giorni scorsi) indipendentemente dal fatto che sarà utilizzato di anno in anno da insegnanti diversi. Questo è un evidente attacco alla libertà di insegnamento, pertanto in molte scuole si ragiona sulle varie possibilità di opposizione (vedi mozione IC 7 allegata).</p>
<p>Ne abbiamo parlato un poco all&#8217;ultima assemblea, e sono emerse queste proposte concrete di opposizione.</p>
<p>L&#8217;ADOZIONE ALTERNATIVA offre la possibilità di adottare testi solo per un anno, perchè fa capo ad altra normativa che la regola. Già alcuni collegi (primo quello IC &#8230; all&#8217;unanimità, l&#8217;IC Croce di Casalecchio) si sono espressi per questa soluzione.</p>
<p>L&#8217;adozione alternativa &#8220;classica&#8221; prevede che si scelga di acquistare diversi testi di narrativa per l&#8217;infanzia, al posto del libro di lettura uguale per tutti, o monografie tematiche su argomenti vari di varie discipline, anziche adottare un sussidiario uguale per tutti.</p>
<p>Ma oltre questa possibilità, accordandosi con i rappresentanti delle case editrici, è possibile acquistare da loro un libro di lettura e un sussidiario uguale per tutti gli alunni, ma presentando al collegio la proposta come adozione alternativa.</p>
<p>Chiedo agli insegnanti che hanno a disposizione già &#8220;delibere tipo&#8221; da utilizzare per le adozioni alternative di inviarmele, in modo che io possa farle girare come esempi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Attenzione: nota di carattere normativo.</span></strong></p>
<p>Quasi sempre gli esempi di adozione alternativa che si trovano &#8220;in archivio&#8221; sono sorretti da poderosi &#8220;progetti&#8221;: questo perché fino al 1999 l&#8217;adozione alternativa era sì possibile (ai sensi dell&#8217;art. 7 del Dl 297/94, &#8220;Testo unico&#8221;), ma  solo sotto forma di &#8220;sperimentazione&#8221; e dunque solo dopo aver seguito una complessa procedura preventiva e autorizzativa ed anche, a posteriori, &#8220;rendicontiva&#8221; (articoli  276-277-278 dello stesso Dl 297/94).</p>
<p>Il Dpr 275 dell&#8217;8 marzo 1999 (cioè il &#8220;Regolamento sull&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche&#8221;, che dà attuazione a quanto già di principio stabilito dal Dl 297/94, cioè l&#8217;autonomia didattica ed organizzativa degli istituti scolastici) da un lato conferma la possibilità dell&#8217;adozione alternativa (art. 4 comma 5), dall&#8217;altro la libera di quelle complesse procedure (abrogandole seccamente con l&#8217;art.17).</p>
<p>Riassumendo: l&#8217;adozione alternativa da parte del &#8220;team&#8221;, se non contrasta con il Pof, è possibile e va motivata semplicemente ed il Collegio Docenti è sovrano nell&#8217;approvarla o meno, sulla base dell&#8217;art 4 comma 5 del DL 275 del 99, &#8220;Regolamento sull&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche&#8221;.</p>
<p>Elena.</p>
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		<title>ASSEMBLEA delle SCUOLE di BOLOGNA e PROVINCIA VENERDI&#8217; 17 APRILE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 17:18:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ASSEMBLEA delle SCUOLE di BOLOGNA e PROVINCIA
SI RIUNISCE 
VENERDI&#8217; 17 APRILE alle ore 17
presso le scuole Guido Reni, in Vicolo Bolognetti, 10 (come di consueto)
Temi da discutere:
ORGANICI (il numero degli insegnanti assegnato alla scuola). E&#8217; stato assegnato in questi giorni l&#8217;ORGANICO DI DIRITTO  per le scuole PRIMARIE e
dell&#8217;INFANZIA di Bologna e provincia Invito ancora, chi riesce, ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2510" title="bologna_torri-garisenda-asinelli" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/bologna_torri-garisenda-asinelli-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli" width="100" height="100" />L&#8217;ASSEMBLEA delle SCUOLE di BOLOGNA e PROVINCIA</strong></p>
<p align="center"><strong>SI RIUNISCE </strong></p>
<p align="center"><strong>VENERDI&#8217; 17 APRILE alle ore 17</strong></p>
<p align="center">presso le scuole Guido Reni, in Vicolo Bolognetti, 10 (come di consueto)</p>
<p><strong>Temi da discutere:</strong></p>
<p><strong>ORGANICI</strong> (il numero degli insegnanti assegnato alla scuola). E&#8217; stato assegnato in questi giorni l&#8217;ORGANICO DI DIRITTO  per le scuole PRIMARIE e</p>
<p><span id="more-2511"></span>dell&#8217;INFANZIA di Bologna e provincia Invito ancora, chi riesce, ad informarsi e a comunicarlo (o a me per email, o all&#8217;assemblea stessa) in modo da ritrovarsi il 17 con un quadro abbastanza completo delle scuole che hanno subuito tagli, e della loro entità. <strong>All&#8217;assemblea si deciderà che tipo di iniziative di mobilitazione organizzare,</strong> con l&#8217;obiettivo di ottenere, invece, tutti gli insegnanti che servono alle scuole.</p>
<p><strong>ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE SCUOLE</strong> (Firenze, sabato 18 aprile). Venerdì 17 all&#8217;assemblea bolognese si discuterà quali proposte fare per dare respiro nazionale alla lotta contro i tagli (chi vuole fare parte della delgazione, lo segnali).</p>
<p><strong>PARTECIPAZIONE ad iniziative</strong>:</p>
<p>- Convegno Scienze della Formazione, ven. 17 e sab. 18 aprile</p>
<p>- 25 aprile, R&#8217;Esistenze al Pratello</p>
<p>Segnalo</p>
<p>giornata nazionale di proteste sotto gli USR, il 29 aprile (CUB scuola)</p>
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		<title>Sciopero 23 aprile 2009 rinviato al 15 maggio 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 16:09:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come forse già tutti/e saprete, in considerazione dell&#8217;emergenza in abruzzo e su richiesta della commissione di garanzia, lo sciopero generale indetto dal Patto di Base (Cobas &#8211; Cub &#8211; SdL) è stato rinviato.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2495" title="oggi-sciopero" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/oggi-sciopero-100x100.gif" alt="oggi-sciopero" width="100" height="100" />Come forse già tutti/e saprete, in considerazione dell&#8217;emergenza in abruzzo e su richiesta della commissione di garanzia, lo sciopero generale indetto dal Patto di Base (Cobas &#8211; Cub &#8211; SdL) è stato rinviato.<br />
Confermiamo il rinvio in quanto ci sono giunte notizie contraddittorie da diverse scuole, le comunicazioni ufficiali sono già state fatte e se non sono ancora giunte ciò è divuto a ritardi ed inefficienze delle amministrazioni, di seguito il comunicato stampa già uscito il 7 aprile.</p>
<p><span id="more-2494"></span></p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong><br />
A fronte dei tragici eventi causati dal terremoto in Abruzzo, le organizzazioni sindacali del Patto di Base &#8211; Confederazione Cobas, Cub e SdL Intercategoriale &#8211; hanno unanimemente deciso di sospendere lo sciopero generale già indetto per il 23 aprile e di rinviarlo a data da destinarsi.</p>
<p><strong>Lo sciopero scuola si terrà il giorno 15 maggio, con Manifestazione Nazionale a Roma.</strong></p>
<p>Docenti ed Ata sciopereranno e manifesteranno a Roma (ore 10) anche per dire NO alla maestra unica, all&#8217;abolizione del modulo e delle compresenze, alle riduzioni di orario in tutti gli ordini di scuola; per massicci investimenti per la messa in sicurezza delle scuole; affinchè non ci siano aumenti del numero degli alunni/e per classe, in spregio anche delle norme di sicurezza che impediscono il sovraffollamento delle aule; per il riconoscimento dei diritti degli ATA ex-EELL; per il diritto di assemblea per tutti/e.</p>
<p>Piero Bernocchi     portavoce nazionale COBAS
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 15:10:24 +0000</pubDate>
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di Claudio Cereda
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire
Il regolamento, come già fu per la riforma Moratti si concreta in tre allegati che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2507" title="gelmini-forbice" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/gelmini-forbice-100x100.jpg" alt="gelmini-forbice" width="100" height="100" />Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3<br />
di Claudio Cereda<br />
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.<br />
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire<br />
Il regolamento, come già fu per la riforma Moratti si concreta in tre allegati che si conoscono solo in parte.</p>
<p><strong>L’allegato A corrisponde al Profilo Educativo Culturale e Professionale (PECUP)</strong>. Si tratta di cose importanti per costruire l’identità della scuola ma che corrispondono bene o male a principi su cui c’è poco da discutere e si tratta di appropriarsene sul piano culturale.<br />
Segnalo in particolare il paragrafo dedicato agli strumenti organizzativi e metodologici: in una cartella vengono condensati principi, metodi ed obiettivi.</p>
<p><span id="more-2506"></span><br />
Tutto l’allegato A dovrà essere assimilato nella cultura di sfondo degli Istituti Tecnici e diventare il retropensiero dei POF. E’ importante sottolinearlo perché decenni di mancate riforme hanno permeato le scuole superiori di una cultura che tende a ignorare questi aspetti: che cittadino vogliamo? Che perito vogliamo? Attraverso quali metodologie operiamo?</p>
<p><strong>Gli allegati B e C definiscono finalità e quadri orari dei diversi indirizzi.</strong> Ci sono le materie, le ore distinte tra i due settori (economico e tecnologico) e, per ciascuno di essi, una ulteriore suddivisione tra le ore degli insegnamenti generali (comuni a tutti) e gli insegnamenti obbligatori dei diversi indirizzi e sub indirizzi.<br />
Esemplifico con un ITIS informatico (Informatica e Telecomunicazioni) per dare un’idea della struttura.</p>
<p><strong>Area comune a tutti i tecnologici in ore settimanali per anno</strong><br />
Italiano 4&#215;5anni; Inglese 3&#215;5anni, Storia 2&#215;5 anni, Matematica 4&#215;2 + 3&#215;3, Diritto ed Economia 2&#215;2; Scienze integrate (della terra e biologia) 2&#215;2; Scienze Motorie e Sportive 2&#215;5; Religione o attività alternative 1&#215;5<br />
Il totale fa 660 ore nel biennio e 495 nel triennio delle 1056 complessive (32 ore per 33 settimane).</p>
<p><strong>Area di indirizzo per tutti i tecnologici (tra parentesi le ore di laboratorio)</strong><br />
Scienze integrate (fisica) 3(2)x2; scienze integrate (chimica) 3(2)x2; tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica 3(2)x2; tecnologie informatiche 3(2)x1; scienze e tecnologie applicate 3&#215;1 (si tratta di una materia dal nome comune ma che cambierà a seconda delle materie di indirizzo del triennio; una sorta di orientamento alla specializzazione da svolgere in seconda e che potrà determinare una precanalizzazione e una diversificazione della offerta per gli ITIS con indirizzi diversi).</p>
<p><strong>Discipline comuni nel triennio di informatica e telecomunicazioni</strong><br />
Complementi di matematica 1&#215;2; Sistemi e reti 4&#215;3; Tecnologie e progettazione di sistemi informatici e di telecomunicazione 2&#215;2+4&#215;1; Gestione progetto e organizzazione di impresa 3&#215;1(in quinta)</p>
<p><strong>Articolazione di subindirizzo</strong><br />
Le materie sono due: informatica e telecomunicazioni<br />
Gli informatici fanno Informatica 6&#215;3 e telecomunicazioni 3&#215;2<br />
In telecomunicazioni si fanno Informatica 6&#215;2 e telecomunicazioni 3&#215;2 + 6&#215;1<br />
Segnalo che le tabelle con la indicazione delle ore di laboratorio del triennio sono spesso errate e pertanto non le riporto.</p>
<p><strong>Riassumendo:</strong><br />
1) In tutti gli Itis sparisce il laboratorio di matematica; compare una materia nuova (scienze integrate) articolabile in tre e qui sarà interessante vedere il margine di autonomia; ci sono le due nuove materie annuali in prima e seconda orientate alla informatica (patente europea!) e agli indirizzi successivi.<br />
2) Nel triennio c’è un rinforzo di matematica, sparisce come nome elettronica e si osserva la presenza di quattro discipline il cui peso cambia nei due sub indirizzi: due materie a base teorica (informatica e telecomunicazioni), una materia orientata al ferro (tecnologie progettazione) e una materia ponte (sistemi).<br />
Il totale fa le 32 ore settimanali e si precisa (con riferimento alla riforma Moratti che prevede insegnamenti facoltativi) un 2&#215;5 di seconda lingua.</p>
<p><strong>Confluenze</strong></p>
<p>L’allegato D contiene le tabelle di confluenza dai vecchi ai nuovi ordinamenti e con riferimento agli informatici gli indirizzi che confluiscono sono 3: elettronica e telecomunicazioni, informatica, ragioniere programmatore.<br />
Su questo punto si apre un bel problema perché far confluire i ragionieri programmatori nel tecnologico, se stiamo alle discipline previste, dovrebbe significare trasferirne i corsi presso un ITIS, oppure dire, ma non fare perché il perito informatico che viene disegnato nulla ha da spartire con il ragioniere programmatore orientato ad una cultura gestionale amministrativa.<br />
Vedremo cosa accadrà; se si punterà cioè a definire delle mission ben orientate (gli ITIS facciano il tecnologico, gli ITC di vario genere (compreso il turismo) facciano amministrazione, turismo e costruzioni) oppure se si opterà per non cambiare nulla e si confermerà la coesistenza sotto uno stesso tetto di cose che non hanno una mission comune (penso ad alcune sperimentazioni biologico ambientali di alcuni ex magistrali che dovrebbero confluire con i periti chimici, le biotecnologie e le scienze dei materiali).<br />
Questa delle confluenze è un’altra questione cruciale che sarebbe opportuno non venisse lasciata nelle mani della “concorrenza tra scuole”: per salvare le classi e le cattedre mi trasformo da un giorno all’altro in ciò che non sono mai stato (con quali laboratori? con quale cultura professionale?).</p>
<p><strong>Le cose di cui non si sa …</strong></p>
<p>Sono quelle di cui tratta l’articolo 8 del regolamento e che è opportuno che il governo emani con un buon anticipo; se possibile insieme alla versione definitiva del regolamento. Ricordo che sino a dicembre 2008 si ipotizzava di partire nel 2009/2010: missione impossibile dati i tempi ma ora bisognerebbe evitare di trovarci a dicembre 2009 nello stesso stato rispetto al 2010/2011.</p>
<p><strong>Comma 2a:</strong> il Ministero è delegato ad emanare un regolamento con gli OSA, materia per materia, declinati in termini di conoscenze, competenze e abilità.<br />
Nel regolamento per i Licei queste cose esistono già perché furono previste nel DLGS 226/05 applicativo della riforma Moratti. Per i tecnici la legge 40 di Fioroni che ha ripristinato l’istruzione tecnica richiede una nuova elaborazione che, tra l’altro (per quanto riguarda il biennio), andrà coordinata con OSA e assi culturali già emanati ma ben poco utilizzati con riferimento al regolamento per l’obbligo a 16 anni.<br />
Bisognerà riempire di contenuto dei nomi, precisare le ore di laboratorio, sciogliere alcuni nodi come quello delle Scienze Integrate (materia unica affidata ad uno stesso docente di diverse classi di concorso o materia unica insegnata da più docenti per le diverse parti) e per questo prima si arriva e meglio è per la discussione nelle scuole.</p>
<p><strong>Comma 2b:</strong> nello stesso regolamento ministeriale si dovrebbero precisare ambiti e aree in cui le scuole possano esercitare i loro spazi di flessibilità con insegnamenti opzionali obbligatori sulla base di un elenco nazionale. Qui devo dire che sono preoccupato più del come che del cosa. Le Istituzioni saranno libere e messe in grado in termini di risorse di progettare offerte diversificate o finirà come con la scelta del Capo Ufficio Tecnico e cioè ci diranno che possiamo fare solo alcune cose e se siamo in grado di autofinanziarle?</p>
<p><strong>Comma 3: </strong>dovranno essere organizzate misure di accompagnamento per l’intero corpo della scuola e varrebbe la pena di incominciare a praticare dal prossimo anno scolastico alcune delle novità a costo zero (i dipartimenti, il comitato tecnico scientifico).</p>
<p><strong>Comma 4: </strong>decreto ministeriale con le dotazioni organiche e le classi di concorso per le diverse discipline di cui agli allegati B e C e per il capo ufficio tecnico. Decreto ministeriale per la gestione della fase di andata a regime. Se si parte solo in prima cosa fa uno studente di II bocciato nell’anno successivo? Il che conferma la opportunità di compattare la fase di andata a regime. Decreto ministeriale per l’insegnamento in Inglese di una disciplina di quinta (altro terreno su cui varrebbe la pena di iniziare a sperimentare eventualmente incentivando i docenti di discipline tecnico scientifiche disponibili). Decreto ministeriale con gli indicatori per la valutazione e l’autovalutazione degli istituti riformati.</p>
<p><strong>E così abbiamo finito</strong></p>
<p>Ma rimane un auspicio: che al Ministero prevalga il coraggio sulla titubanza; che la riforma non sia gestita dalla burocrazia ministeriale che tutto digerisce e tutto omologa; che se ci si rende conto della necessità di qualche correzione legislativa la si faccia rapidamente (per esempio sulla governance) senza attendere il fallimento della riforma per mancanza di coraggio; che il Ministro Gelmini punti i piedi, quello destro verso Tremonti (per spuntare il principio che una quota del risparmio va reinvestito) e quello sinistro verso le organizzazioni sindacali (che tenderanno ad allearsi con la burocrazia e a trasformare tutto in una faccenda di posti e graduatorie); che si abbia un po’ di coraggio nel razionalizzare la baracca con la formazione di profili identitari definiti da parte delle diverse istituzioni scolastiche.<br />
Infine l’auspicio degli auspici: che si faccia davvero nel 2010 e non si ricominci con il balletto dei rinvii: Berlinguer, Moratti, Fioroni, Gelmini, Aprea, Bastico, …I miei prossimi sono 63; sono entrato a scuola (dopo il militare) che ne avevo 25: riuscirò a vedere qualche innovazione profonda?</p>
<p>Claudio Cereda</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4316" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Stop a raccomandati e rettori a vita</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 10:34:06 +0000</pubDate>
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Gelmini: «Massimo due mandati e liste nazionali per reclutare i docenti»
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Mai più concorsi locali, banditi dai singoli atenei, per posti destinati ai raccomandati di turno. Il sistema in vigore, che ha prodotto tanti guasti, sarà archiviato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2489" title="giudiceef6" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/giudiceef6-100x100.jpg" alt="giudiceef6" width="100" height="100" />Stop a raccomandati e rettori a vita: parte la “rinascita morale” degli atenei</p>
<p>Gelmini: «Massimo due mandati e liste nazionali per reclutare i docenti»<br />
Lauro: «Chi assume incapaci ne pagherà le conseguenze»</p>
<p>Mai più concorsi locali, banditi dai singoli atenei, per posti destinati ai raccomandati di turno. Il sistema in vigore, che ha prodotto tanti guasti, sarà archiviato. E’ in arrivo il disegno di legge che riforma la governance degli atenei e il sistema di reclutamento dei ricercatori e dei docenti. Sarà  anche rivista la normativa dell’autonomia universitaria perché «non risponda più a logiche corporative e autoreferenziali». Il ministro Mariastella Gelmini presenterà a Palazzo Chigi il testo prima di Pasqua. L’obiettivo è quello di superare i conflitti di interesse con una «netta attribuzione delle responsabilità» per garantire «trasparenza ed efficienza» degli atenei anche con un «sistema di incentivi e disincentivi».</p>
<p><span id="more-2488"></span>Tre i punti centrali. «Ai rettori non più di due mandati», ciascuno della durata di quattro anni, per evitare il fenomeno aberrante dei rettori “a vita” che, in barba alla democrazia, si fanno rieleggere modificando gli statuti. C’è chi è arrivato a collezionare fino a nove mandati consecutivi, è accaduto a Brescia, ma anche Cagliari non scherza, con sei mandati. Per rimettere in sesto la governance si prevede la «netta attribuzione dei compiti e delle responsabilità tra Consiglio di amministrazione e Senato accademico» per evitare sovrapposizioni tra i due organismi. Inoltre regole nuove per le assunzioni dei docenti con «l’introduzione di forti elementi di competizione meritocratica».</p>
<p>Viene cancellata la legge Berlinguer: gli atenei non potranno più fare i bandi locali. Il provvedimento è adottato per evitare che gli aspiranti al ruolo di ricercatore o di docente vengano esaminati da commissioni addomesticate. Negli ultimi dieci anni, infatti, con accordi sotto banco il “maestro” riusciva a mandare in cattedra il suo allievo. Ma torniamo alla selezione. Chi supererà le prove otterrà «l’abilitazione scientifica» che sarà riferita ad una determinata fascia della docenza e che avrà la «durata di cinque anni». «L’abilitazione si conseguirà sulla base di un esame dei titoli scientifici del candidato, ma conseguire l’abilitazione non significherà automaticamente essere assunti», spiega Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale, uno dei membri del tavolo per la riforma. «La lista degli abilitati &#8211; continua Lenzi &#8211; sarà a numero aperto, come avviene in Francia. Ogni anno i candidati potranno concorrere e sottoporsi alle prove, poi gli atenei, a loro discrezione, faranno le chiamate».</p>
<p>Come saranno composte le commissioni? Le procedure di selezione saranno affidate a un comitato di settore, uno per ogni ambito scientifico-disciplinare, composto da professori ordinari estratti a sorte da liste di eletti in numero triplo. Il sorteggio tra eletti, però, potrebbe essere il tallone d’Achille dell’intero sistema. Già, perché chi dice che in ogni settore non vengano eletti i soliti noti?<br />
Si spezza, comunque, la logica del bando localistico su singolo posto. Secondo la Gelmini, infatti, «qualunque formula che leghi le abilitazioni al fabbisogno degli atenei porta inevitabilmente a privilegiare i “desiderata” delle sedi banditrici». «Il disegno di legge del ministro raccoglie ampio consenso», sostiene il senatore Pdl Giusppe Valditara, autore di un altro ddl sull’università, simile a quello che presenterà il governo. Che aggiunge: «E’ superato il concorso con il membro interno, che in questi anni, oltre ad avere cancellato ogni forma di mobilità indispensabile alla vitalità degli atenei (il 98% di candidati-vincitori ha partecipato a concorsi fatti in casa), ha anche compromesso la possibilità di dare giudizi rigorosi e imparziali».<br />
Ma dai sindacati arrivano critiche. Gaetano Dammacco, della Cisl università, sostiene che «non si può fare la riforma senza consultare i sindacati: dopo una prima convocazione il tavolo tecnico non si è più riunito». Inoltre secondo Dammacco «non ci sarebbe bisogno di ricominciare da capo: c’è la legge Moratti, mai attuata, ma neppure abrogata, che ripristinava le liste nazionali».</p>
<p>Cattedre barattate, concorsi truccati, carriere lampo. I baroni finora hanno blindato le nomine negli atenei. Sono stati fatti patti scellerati, altro che logiche meritocratiche. Sono andati in cattedra parenti e amici degli amici, amanti, rampolli e fidanzate, ma anche tanti portaborse. Gli accordi erano funzionali al mantenimento delle lobby accademiche, il meccanismo dei concorsi-farsa era semplice: il “maestro” controllava la commissione facendosi nominare presidente e faceva in modo che i componenti fossero degli amici. Non contavano i titoli scientifici quanto il cognome, l’asservimento e l’appartenenza. Così finora ha vinto la cooptazione: sono stati fatti perfino bandi con un solo partecipante, ritagliati sulle sue caratteristiche. Se c’erano altri concorrenti con metodi intimidatori erano invitati a liberare il campo. Ai commissari veniva recapitato il “medaglione” o “santino” con il profilo del predestinato a vincere. Ogni tentativo di moralizzare il sistema finora è fallito. Le Procure di mezza Italia hanno aperto inchieste: Bari, Firenze, Siena, Bologna, Messina, Palermo, Roma, Napoli al riguardo hanno brutte storie da raccontare. «La corruzione nei concorsi è un fenomeno strutturale», afferma Nunzio Miraglia dell’Associazione nazionale docenti universitari. Mentre Giovanni Grasso, direttore del Dipartimento di Scienze biomediche dell’ateneo di Siena, punta il dito contro i «comitati di affari» che hanno fatto degenerare il sistema. Vedremo se stavolta le nuove regole riusciranno a cancellare il nepotismo e a dare speranze ai giovani meritevoli. Intanto, qualche cosa negli atenei si muove, nascono comitati per la «rinascita morale».<br />
Anche i passaggi di carriera avvenivano con oscure manovre, la riforma farà chiarezza anche su questo punto. Verrà operata una distinzione fra reclutamento e promozione, entrambi subordinati al titolo di abilitazione. Prima gli atenei erano costretti a bandire concorsi «teoricamente aperti» anche quando il concorso serviva a promuovere un docente interno, situazione da cui scaturivano abusi. In futuro ci sarà un «sistema a due fasi». Se per esempio un professore associato aspira a diventare ordinario dovrà prima prendere l’abilitazione da ordinario sottoponendosi al «giudizio» della comunità scientifica che esaminerà le sue qualità di studioso per poi essere valutato dal proprio ateneo in riferimento alla ricerca e all’attività didattica. Essere abilitati a un ruolo superiore non significherà avere la promozione assicurata. Anche perché, dopo tante carriere generosamente elargite, in tempi di bilanci in rosso si chiede agli atenei di far rientrare le promozioni in un budget finanziario compatibile.<br />
Si vedrà se tutto questo sarà efficace. Il dissesto dell’università richiede una robusta cura, altri tentativi di riforma si sono risolti in una serie di non riforme. Ma stavolta c’è la leva finanziaria che dovrebbe convincere gli atenei a pratiche più virtuose, anche perché il governo per ridurre i tagli del 2010 pretende rigore di spesa e volontà di cambiamento.</p>
<p>di Anna Maria Sersale ROMA (30 marzo)<br />
Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=52781&amp;sez=HOME_SCUOLA" target="_blank">ilmessaggero</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 20:33:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti
Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2480" title="y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw-100x100.gif" alt="y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw" width="100" height="100" />Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti</strong></span></p>
<p>Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i due Regolamenti potranno entrare immediatamente in vigore e, tra l&#8217;altro, consentire il varo del decreto interministeriale sugli organici atteso, con la relativa circolare, nei prossimi giorni. Vediamo, a questo punto, di riepilogare in sintesi quali sono gli effetti sulla scuola pubblica.</p>
<p><strong>La riduzione del tempo scuola e dell’offerta formativa</strong><br />
Innanzi tutto con i nuovi regolamenti per la prima volta nella scuola dell’obbligo il tempo scuola arretra e si riduce anche l’offerta formativa rivolta agli adulti . Già dal prossimo anno scolastico la riduzione degli organici e delle compresenze impedirà a molte classi della scuola primaria di mantenere l’offerta formativa di trenta ore settimanali e/o di confermare i rientri pomeridiani perché non ci saranno le disponibilità di personale docente e ausiliario per coprire la mensa scolastica.<br />
Anche <strong>nella scuola secondaria di primo grado il tempo scuola arretra</strong>, tutti i modelli di tempo normale con orari superiori alle 30 ore settimanali non</p>
<p><span id="more-2479"></span>saranno più possibili e il tempo prolungato sarà pesantemente ridotto a causa dei nuovi vincoli da rispettare per autorizzarlo (garantire il funzionamento di un corso intero ed esistenza di strutture e servizi per almeno due o tre rientri pomeridiani).<br />
Nell’istruzione degli adulti per il prossimo anno scolastico si prevede un taglio di 1500 insegnanti ed una conseguente riduzione dei moduli e dei corsi la cui attivazione dovrà far riferimento non più agli iscritti ma alla serie storica degli studenti scrutinati e che hanno conseguito una certificazione relativa ai saperi previsti per l’obbligo di istruzione.<br />
<strong>Nella scuola primaria il disegno del governo di riduzione del tempo scuola è assai più radicale</strong> e punta a far diventare “tempo normale” l’articolazione oraria di 24 ore settimanali (la più coerente con il modello del maestro unico), ma dopo gli scioperi e le manifestazioni dello scorso autunno ha dovuto limitarsi a proporla e a sponsorizzarla. Con scarso successo visto che solo il 3% dei genitori ha scelto questo modello nelle iscrizioni.<br />
La riduzione del tempo scuola nella scuola di base non risponde alle esigenze di offrire a tutti maggiori opportunità di successo scolastico né alle esigenze familiari e sociali.<br />
In questi anni la diffusione del tempo pieno e prolungato e in generali di modelli scolastici con tempi lunghi e distesi ha ridotto la dispersione nella scuola di base e ha potenziato le capacità di decondizionamento sociale della scuola.</p>
<p><strong>L’imposizione del modello del maestro unico nella scuola primaria</strong><br />
Il regolamento del primo ciclo impone alla scuola primaria il modello maestro unico o prevalente a partire dalle prime classi del prossimo anno scolastico, mentre il tempo pieno (25% delle attuali classi) continuerà ad avere due docenti per classe e si potrà attivare nei limiti dell’organico assegnato (rimane confermato il numero dei posti attivati complessivamente per l’a.s. 2008/09).<br />
Le compresenze sono cancellate in tutte le classi della scuola primaria che, in questo modo, perde la principale risorsa per realizzare attività essenziali: recupero, percorsi individualizzati, attività di arricchimento, laboratori, uscite didattiche.<br />
Inoltre, la decisione di imporre il modello del maestro unico attraverso una norma generale rappresenta una palese invasione di campo dell’autonomia scolastica sulla base della quale (vedi Dpr 275/99) le decisioni circa le modalità di organizzazione didattica sono di competenza delle scuole.<br />
Vengono in questo modo eliminati tutti gli aspetti qualitativi che hanno fino ad oggi permesso alla scuola primaria italiana di conseguire risultati positivi riconosciuti in tutte le indagini internazionali: gruppo docente corresponsabile, specializzazione degli insegnanti per ambiti disciplinari, programmazione unitaria, tempi distesi, compresenze per individualizzare i percorsi e arricchire i curricoli.</p>
<p><strong>L’insegnamento solo frontale</strong><br />
Con l’eliminazione di tutte le compresenze dei docenti nella scuola primaria e la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore settimanali nella scuola secondaria di primo grado, nel primo ciclo dell’istruzione saranno possibili solo modalità di insegnamento di tipo frontale.<br />
In questo modo sparisce ogni traccia di funzionalità dell’organico dei docenti all’autonomia scolastica. L’autonomia didattica e organizzativa attribuita alle istituzioni scolastiche è una prerogativa esercitabile in presenza di una quota di risorse sufficiente a rendere più flessibile l’offerta formativa. Un monte orario delle risorse professionali assegnate in modo corrispondente al monte orario delle lezioni da impartire agli alunni riduce praticamente a zero le opportunità di flessibilità di organizzazione didattica (gruppi di recupero, classi aperte, laboratori, …) e con esse la principale potenzialità dell’autonomia scolastica per garantire il successo formativo a tutti gli studenti.<br />
L’azzeramento della contemporaneità docente e di ogni altra disponibilità oraria dei docenti comporta anche difficoltà nell’organizzazione del servizio mensa, nella realizzazione delle uscite didattiche, nella copertura delle supplenze brevi, nell’alfabetizzazione linguistica e nell’integrazione degli alunni stranieri, nelle attività alternative per chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica.</p>
<p><strong>L’indebolimento dell’insegnamento della lingua straniera</strong><br />
L’insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare sarà affidato solo agli insegnanti di classe specializzati, attualmente questo insegnamento è assicurato a tutte le classi grazie a 11.200 specialisti di lingua straniera. Gli insegnanti specialisti saranno eliminati in tre anni, 2000 dal prossimo anno scolastico, mentre gli insegnanti di classe necessari a sostituirli dovrebbero essere formati con non meglio precisati corsi triennali di formazione linguistica, di cui fino a d oggi non si sa nulla. Il regolamento per la razionalizzazione prevede però che in caso di necessita gli insegnanti di classe possano anche essere utilizzati anche solo dopo un anno di formazione. Non ci si può attendere nulla di buono per la qualità dell’insegnamento della lingua straniera da questa fretta e improvvisazione, già dal prossimo settembre gli insegnanti di classe che sostituiranno gli specialisti tagliati difficilmente avranno acquisto la competenza linguistica necessaria.<br />
Nella scuola secondaria di primo grado si prevede la possibilità che le famiglie optino per l’inglese potenziato di 5 ore settimanali a scapito della seconda lingua straniera. Una decisione non in linea con quanto accade nel resto d’Europa dove invece si punta al plurilinguismo, destinata a rendere i nostri giovani più deboli culturalmente rispetto ai loro coetanei europei e che condanna il nostro Paese ad una subalternità linguistica che non ha eguali in Europa.</p>
<p><strong>L’aumento del numero di alunni per classe</strong><br />
Aumenta il numero massimo e minimo di alunni per classe e quindi ci saranno meno classi e più affollate. Nella scuola dell’infanzia il minimo diventa di 18 e il massimo 26 elevabile a 29 in caso di iscrizioni in eccedenza, nella scuola primaria minimo 15 e massimo 26 elevabile a 27 in caso di resti, nella scuola secondaria di primo grado minimo 18 e massimo 27 elevabile a 28 in caso di resti, nella scuola secondaria superiore 27 è il numero minimo per la costituzione delle prime classi elevabile a 30 in caso di resti nella secondaria.<br />
In presenza di alunni disabili secondo il regolamento le classi non possono avere, di norma, più di 20 alunni, affermazione che, a parte l’ambiguità burocratica del “di norma”, viene ancora più affievolita dal comma successivo che sostiene che le stesse classi possono essere costituite anche in deroga al limite previsto dei 20 alunni per classe.<br />
Non è difficile immaginare le conseguenze dell’aumento del numero di alunni in classi sempre più eterogenee e multiculturali: crescita dell’insuccesso scolastico e della selezione, accentuazione dei problemi comportamentali e disciplinari. Meno insegnanti in classi più problematiche senza strumenti quali le compresenze per interventi individualizzati creano il terreno favorevole per il ritorno a forme di segregazione scolastica, le classi ponte della Lega o il ritorno delle classi differenziali.<br />
La situazione può diventare preoccupante anche sotto il profilo della sicurezza a causa delle pessime condizioni della nostra edilizia scolastica, tanto che lo stesso regolamento prevede il rinvio di un anno dell’applicazione dei nuovi parametri nelle scuole che saranno comprese in un piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica definito dal Ministero.</p>
<p><strong>La riorganizzazione della rete scolastica e la programmazione territoriale</strong><br />
Regioni ed Enti locali, intanto, hanno imposto al Governo un netto arretramento sul terreno delle competenze in merito alla rete scolastica ed alla programmazione dell’offerta formativa. Il Governo dopo aver fatto marcia indietro sul commissariamento per decreto delle Regioni, ora, nell’ultima versione del decreto, rinuncia definitivamente ad imporre loro criteri e parametri. Ogni decisione in materia è rinviata ad una intesa in Conferenza Stato Regioni da raggiungere entro il prossimo 15 giugno. Il Governo conferma l’obiettivo di conseguire dalla riorganizzazione della rete scolastica risparmi pari a 85 milioni di euro, ma l’ultima parola spetterà inevitabilmente alle Regioni, cui l’art. 117 della Costituzione attribuisce le competenze a decidere su questa materia. L’ultimo colpo ai tentativi del Governo di ingerire nelle prerogative delle Regioni è stato inferto dal pur cauto Consiglio di Stato, che ha sì dato parere favorevole, ma ha anche costretto il Governo a cambiare il testo, rilevando l’impossibilità di affidare ai dirigenti regionali dell’amministrazione statale la ripartizione degli organici (sulla materia si è espressa la Corte costituzionale con la sentenza n. 13/2004). Si tratta di cambiamenti importanti, soprattutto perché evidenziano la possibilità di una via alla razionalizzazione alternativa ai tagli imposti dall’alto. Regioni ed Enti Locali, una volta in possesso delle leve della programmazione dell’offerta formativa, sono infatti i soggetti più idonei e motivati a mettere in atto interventi per riorganizzare rete e risorse e per reinvestire nel sistema scolastico. Se, invece, le Regioni nell’intesa con il Governo accettassero criteri e parametri che il Governo ha tentato di imporre loro nelle precedenti versioni del regolamento verrebbero chiuse oltre 1000 piccole scuole in particolare nei comuni minori.</p>
<p><strong>Dall’approvazione all’attuazione</strong></p>
<p>L’attuazione di questi due regolamenti disastrosi per la scuola pubblica sarà tutt’altro che semplice. Già in passato (vedi ad es. riforma Moratti) si è verificato uno scarto tra l&#8217;approvazione delle norme e la loro concreta attuazione. Occorre tener presente che i provvedimenti Gelmini incontrano notevoli resistenze nel mondo della scuola, tra i genitori e gli insegnanti, e in buona parte dell&#8217;opposizione politica e delle organizzazioni sindacali. Come non ricordare inoltre che il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione si è espresso negativamente o che i genitori hanno scelto compattamente nelle iscrizioni i modelli scolastici che il Ministro intende eliminare?<br />
Non solo, ma Regioni ed Enti Locali hanno espresso parere sfavorevole sul regolamento sulla scuola dell’infanzia e il primo ciclo ed hanno difeso le loro prerogative sulla rete scolastica. Per questo diciamo che non sarà facile, né indolore sul piano del consenso politico, portare a termine un&#8217;operazione di attacco alla scuola pubblica e di riduzione della sua offerta formativa così pesante.</p>
<p>Come se niente fosse intanto la Gelmini continua imperterrita a sostenere che le richieste delle famiglie sono state accolte e che il tempo pieno avrà un’espansione (addirittura!) del 30% rispetto alle classi esistenti (vedi le recenti dichiarazioni a Porta a porta). I tagli previsti smentiscono clamorosamente queste affermazioni. Non solo non si verifica alcuna espansione del tempo pieno nel Meridione, ove pure ce ne sarebbe bisogno, ma perfino in Lombardia si prospetta una riduzione delle classi a TP. Ad ogni modo, come abbiamo sempre sostenuto, la questione si chiarirà definitivamente e senza ombra di dubbio allorché saranno assegnati gli organici docenti alle scuole. Questa continua a rimanere la vera cartina di tornasole della “riforma” (o controriforma) in atto.<br />
La difesa delle risorse professionali necessarie a garantire una scuola di qualità continua a rimanere la linea del Piave sulla quale attestarsi, per il movimento dei genitori e insegnanti e le forze politiche e sociali di opposizione.</p>
<p>Fabrizio Dacrema e Gianni Gandola</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4285" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
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		<title>Gelmini: smantello la scuola perchè è di sinistra</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 19:20:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«La scuola non appartiene alla sinistra e al sindacato ma appartiene agli italiani. È iniziata una rivoluzione della responsabilità e a chi non si riconosce nei valori della sinistra voglio dire che è finita l&#8217;oppressione culturale». Lo ha detto il ministro dell&#8217;Istruzione Mariastella Gelmini, in un passaggio del suo intervento al congresso nazionale del Pdl.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2467" title="gelmini-beata-ignoranza" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini-beata-ignoranza.jpg" alt="gelmini-beata-ignoranza" width="64" height="110" />«La scuola non appartiene alla sinistra e al sindacato ma appartiene agli italiani. È iniziata una rivoluzione della responsabilità e a chi non si riconosce nei valori della sinistra voglio dire che è finita l&#8217;oppressione culturale». Lo ha detto il ministro dell&#8217;Istruzione Mariastella Gelmini, in un passaggio del suo intervento al congresso nazionale del Pdl.<br />
La fine dell&#8217;oppressione culturale- «Abbiamo messo mano alla scuola partendo da un assunto: la scuola non appartiene alla sinistra o al sindacato, la scuola appartiene al paese e agli italiani. Qualcuno ha sempre considerato la scuola come un luogo dove alimentare ideologie vecchie e bocciate dalla storia, un luogo separato dalla realtà. Ebbene io vi dico: è finita un&#8217;epoca, è finita l&#8217;epoca dell&#8217;indottrinamento ideologico. Nella scuola è cominciata al rivoluzione della responsabilità e del merito, unica vera leva di mobilità e progresso sociale. Io dico -ha concluso il ministro- ai tanti insegnanti e ai tanti ragazzi che non si riconosco nelle idee e nei valori della sinistra: l&#8217;oppressione culturale è terminata».</p>
<p><span id="more-2466"></span><br />
Incotro di leader- «Il Pdl fa ciò che gli italiani si aspettano. Questa nostra avventura è stata possibile grazie all&#8217;incontro di due storie e di due leader, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, due persone con caratteri diversi ma che hanno in comune il grande amore per il paese». Lo afferma il ministro dell&#8217;Istruzione Maria Stella Gelmini, intervenendo al congresso del Pdl. «In parlamento siamo già una realtà &#8211; prosegue &#8211; abbiamo una squadra dove non esiste più fare distinzioni tra parlamentari di An e di Fi. Siamo il governo che vuole stare dalla parte dei cittadini e dalla parte della vita senza se e senza ma».</p>
<p>Fonte: libero<br />
http://www.libero-news.it/pills/view/9104
<p align="center"><B><br />
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<p align="center"><B></p>
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		<title>Formazione docenti neoassunti 2008-9 Incontro presentazione corsi neoassunti  USP Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 15:37:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Formazione docenti neoassunti 2008-9
IMPORTANTE
Incontro di presentazione dei corsi neoassunti  USP Bologna
Il corsista docente neoassunto parteciperà ad un solo incontro di 3 ore (obbligatorio per la formazione).
La scelta di una delle tre sedi è autonoma e senza iscrizione:
* GIOVEDI&#8217;  2 aprile, 15-18,  ITI Belluzzi Bologna, via G. D. Cassini, 3  mappa
* VENERDI&#8217; 3 aprile, 15-18,   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2457" title="logofuturoscuola-l9" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l9-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l9" width="100" height="100" />Formazione docenti neoassunti 2008-9</p>
<p><strong>IMPORTANTE</strong><br />
Incontro di presentazione dei corsi neoassunti <a href="http://csa.scuole.bo.it/si_pub/inc_all_doc.php?record_ID=4205" target="_blank"> </a>USP Bologna</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Il corsista docente neoassunto parteciperà ad un solo incontro di 3 ore (obbligatorio per la formazione</span>).</strong><br />
La scelta di una delle tre sedi è autonoma e senza iscrizione:<br />
* <strong>GIOVEDI&#8217;  2 aprile</strong>, 15-18,  ITI Belluzzi Bologna, via G. D. Cassini, 3 <a href="http://www.belluzzi.scuole.bo.it/content/Ubicazione.asp" target="_blank"> mappa</a><br />
* <strong>VENERDI&#8217; 3 aprile,</strong> 15-18,   IIS Alberghetti Imola, via Pio IX, 3 <a href="http://www.tuttocitta.it/tcolnew/index_tcol.html#sez=1015&amp;com=Imola%20%28BO%29&amp;ind=Via%20Pio%20Nono&amp;nc=3&amp;qs=&amp;vcc=&amp;dts=&amp;dte=&amp;tms=&amp;tme=&amp;hm=&amp;sdv=Imola&amp;scl=44140&amp;std=C&amp;scm=Imola&amp;ssg=BO&amp;srg=Emilia%20Romagna&amp;z=1.2&amp;x=11.69467&amp;y=44.35276&amp;cv=1&amp;pv=0&amp;noc=2&amp;be=0&amp;ft=0&amp;mmve=0" target="_blank">mappa</a><br />
* <strong>LUNEDI&#8217; 6 aprile, </strong>15-18,  ITI Belluzzi Bologna, via G. D. Cassini, 3 <a href="http://www.belluzzi.scuole.bo.it/content/Ubicazione.asp" target="_blank"> mappa</a></p>
<p><strong><a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/MIURNeoassuntiprot2360_09.pdf" target="_blank">Circolare ministeriale </a> e <a href="http://www.istruzioneer.it/page.asp?IDCategoria=430&amp;IDSezione=1771&amp;ID=310175" target="_blank">Nota USR ER </a>che attivano la formazione </strong></p>
<p><strong><span id="more-2455"></span></strong></p>
<p><strong>PER LE SEGRETERIE:</strong><br />
Gli Istituti Scolastici statali di ogni ordine e grado, utilizzando il codice meccanografico e la password utilizzata per le iscrizioni alle iniziative di <a href="http://puntoedu.indire.it/corsi/docenti/index.php?tabDx=iscrizione&amp;" target="_blank">Puntoedu</a>, possono:</p>
<p>- iscrivere i propri docenti come corsisti ad uno degli itinerari formativi dell&#8217;ambiente di apprendimento predisposto dall&#8217;Agenzia ex INDIRE:</p>
<p>- Puntoedu docenti neoassunti- <a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/presentazione-M@t.doc" target="_blank">Matabel</a><br />
- Puntoedu docenti neoassunti-<a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/Piattaforma%20Poseidon%20Di%20Pascale%20Toni.doc" target="_blank">Poseidon</a><br />
- Puntoedu docenti neoassunti &#8211; <a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/sitoPiano%20ISS%20Baracchi.doc" target="_blank">ISS </a><br />
- Puntoedu docenti neoassunti &#8211; <a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/PuntoEduLingue_area%20metodologico%20didattica%20Severi%20Toni.doc" target="_blank">Lingua inglese area metodologica </a><br />
- Puntoedu docenti neoassunti generale</p>
<p><a href="http://usp.scuole.bo.it/si_pub/inc_all_doc.php?record_ID=5362"><strong>CHIARIMENTI</strong></a> USP Bologna.  Piano Nazionale di formazione in <strong><em>lingua inglese scuola PRIMARIA:</em></strong> effetti sull&#8217;anno di formazione per i neo-assunti (principianti, A1, A1 plus).</p>
<p><strong><em>SOLO per contatti urgentissimi (in questa fase tutte le informazioni saranno SOLO su questo sito):</em></strong><br />
Referente provinciale formazione docenti neoassunti <strong>Prof.ssa Nicoletta Marotti</strong>,<br />
ufficio USP 051 6437717 o cell. 368 252923 o 347 6606486 e-mail: <a href="mailto:marotti@csa.scuole.bo.it%20" target="_blank">marotti@usp.scuole.bo.it<br />
</a>Responsabile di Rete a livello provinciale: Walter Casamenti (progetto Marconi USP Bo)
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Indennità ordinaria disoccupazione requisiti ridotti: scade 31 marzo</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/indennita-ordinaria-disoccupazione-requisiti-ridotti-scade-31-marzo/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 20:36:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guida a&#8230;: INDENNITA&#8217; ORDINARIA DI DISOCCUPAZIONE CON REQUISITI RIDOTTI: SCADENZA 31 MARZO
Indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti. Termine ultimo di presentazione della domanda: 31 marzo 2009 
Il personale precario della scuola (docente ed ATA) può presentare &#8211; entro martedì 31 marzo 2009 &#8211; alle competenti sedi territoriali dell&#8217;Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;op=newindex&amp;catid=44" target="_blank">Guida a&#8230;</a>: INDENNITA&#8217; ORDINARIA DI DISOCCUPAZIONE CON REQUISITI RIDOTTI: SCADENZA 31 MARZO</strong></p>
<p><strong>Indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti. Termine ultimo di presentazione della domanda: 31 marzo 2009 </strong></p>
<p>Il personale precario della scuola (docente ed ATA) può presentare &#8211; <strong>entro martedì 31 marzo 2009</strong> &#8211; alle competenti sedi territoriali dell&#8217;Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) la domanda per ottenere l&#8217;<em>&#8220;indennità di disoccupazione <span style="text-decoration: underline;">con requisiti ridotti</span>&#8220;</em>.</p>
<p>Consulta e <em>&#8220;scarica&#8221;</em> dai sottoevidenziati <em>&#8220;links&#8221;</em> (a cura della Segreteria Nazionale della CISL Scuola):</p>
<ul type="disc">
<li>una <a href="http://www.cislscuola.it/files/CS_IndDisocReqRid_11mar_09.pdf" target="_blank">scheda</a> relativa alla      suddetta indennità di disoccupazione;</li>
</ul>
<ul type="disc">
<li>un&#8217;analoga <a href="http://www.cislscuola.it/files/CS_IndDisocOrd_11mar_09.pdf" target="_blank">scheda</a> relativa all&#8217;<em>&#8220;indennità      di disoccupazione <span style="text-decoration: underline;">con requisiti ordinari</span>&#8220;</em> (pubblicata, per      completezza d&#8217;informazione). La domanda concernente quest&#8217;ultima indennità      può essere presentata dagli interessati, sempre all&#8217;INPS, entro 68 giorni      dal licenziamento o dalla cessazione del rapporto di lavoro.</li>
</ul>
<p><span id="more-2407"></span></p>
<p><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/zen/IMPOST%7E1/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image001.gif" border="0" alt="http://www.futuroscuola.org/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" width="1" height="1" /></p>
<p>Per l&#8217;espletamento della pratica (e per ogni dubbio/chiarimento in materia), rivolgiti alla <a href="http://www.cislscuola.it/DoveSiamo" target="_blank">sede territoriale della CISL Scuola</a> a te più vicina.</p>
<p>Per informazioni istituzionali e la <em>&#8220;modulistica&#8221;</em> (che, ad ogni buon conto, si riporta anche di seguito) vai al &#8212;&gt; <a href="http://www.inps.it/home/default.asp" target="_blank">sito web dell&#8217;INPS</a></p>
<p><strong>Modulistica necessaria per la domanda di <em>&#8220;<span style="text-decoration: underline;">indennità di disoccupazione con requisiti ridotti</span>&#8220;</em></strong>:</p>
<ul type="disc">
<li>Modello <em>&#8220;<a href="http://www.cislscuola.it/files/SR17_DS21_DomReqRid.pdf" target="_blank">DS 21</a>&#8220;</em>: il <em>&#8220;modello      domanda&#8221;</em>, a cura del lavoratore (su originale a lettura ottica);</li>
</ul>
<ul type="disc">
<li>Modello <em>&#8220;<a href="http://www.cislscuola.it/files/SR18_DL86_88bis_DichDatore.pdf" target="_blank">DL 86/88 bis</a>&#8220;</em>:      dichiarazione, a cura del datore di lavoro (anche su copia);</li>
</ul>
<ul type="disc">
<li>Modello <em>&#8220;<a href="http://www.cislscuola.it/files/SR32_ANF.pdf" target="_blank">ANF/PREST</a>&#8220;</em>: modello per la      fruizione dell&#8217;assegno per il nucleo familiare (da compilare se ricorrono      le condizioni);</li>
</ul>
<ul type="disc">
<li>Modello <em>&#8220;<a href="http://www.cislscuola.it/files/MV10_DETRAZIONI.pdf" target="_blank">DETRAZIONI</a>&#8220;</em>: modello concernente il      diritto alle detrazioni di imposta (da compilare se ricorrono le      condizioni).</li>
</ul>
<p><strong>Modulistica necessaria per la domanda di <em>&#8220;<span style="text-decoration: underline;">indennità di disoccupazione con requisiti ordinari</span>&#8220;</em></strong>:</p>
<ul type="disc">
<li>Modello <em>&#8220;<a href="http://www.cislscuola.it/files/SR05_DS21_Dom.pdf" target="_blank">DS 21</a>&#8220;</em>: il <em>&#8220;modello      domanda&#8221;</em>, a cura del lavoratore (su originale a lettura ottica);</li>
</ul>
<ul type="disc">
<li>Modello <em>&#8220;<a href="http://www.cislscuola.it/files/SR37_DS22_DichDatore.pdf" target="_blank">DS 22</a>&#8220;</em>:      dichiarazione, a cura del datore di lavoro (anche su copia). In      alternativa, è possibile presentare una <em>&#8220;dichiarazione      sostitutiva&#8221;</em> con la quale autocertificare le informazioni      relative all&#8217;ultimo rapporto di lavoro (su apposito <em>modello<strong> </strong>&#8220;<a href="http://www.cislscuola.it/files/SR58_AutocertUltRappLavoro.pdf" target="_blank">autocertif.DSO</a>&#8220;</em>);</li>
</ul>
<ul type="disc">
<li>Modello <em>&#8220;<a href="http://www.cislscuola.it/files/SR32_ANF_PREST.pdf" target="_blank">ANF/PREST</a>&#8220;</em>: modello di fruizione      dell&#8217;assegno per il nucleo familiare (da compilare se ricorrono le      condizioni);</li>
</ul>
<ul type="disc">
<li>Modello <em>&#8220;<a href="http://www.cislscuola.it/files/MV10_DETRAZIONI_0.pdf" target="_blank">DETRAZIONI</a>&#8220;</em>: modello concernente il      diritto alle detrazioni di imposta (da compilare se ricorrono le      condizioni).</li>
</ul>
<table border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>Allegato</td>
<td>Dimensione</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/CS_IndDisocReqRid_11mar_09.pdf" target="_blank">CS_IndDisocReqRid_11mar_09.pdf</a></td>
<td>38.34 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/CS_IndDisocOrd_11mar_09.pdf" target="_blank">CS_IndDisocOrd_11mar_09.pdf</a></td>
<td>38.83 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/SR17_DS21_DomReqRid.pdf" target="_blank">SR17_DS21_DomReqRid.pdf</a></td>
<td>228.31 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/SR18_DL86_88bis_DichDatore.pdf" target="_blank">SR18_DL86_88bis_DichDatore.pdf</a></td>
<td>410.72 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/SR32_ANF.pdf" target="_blank">SR32_ANF.pdf</a></td>
<td>317.89 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/MV10_DETRAZIONI.pdf" target="_blank">MV10_DETRAZIONI.pdf</a></td>
<td>157.88 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/SR05_DS21_Dom.pdf" target="_blank">SR05_DS21_Dom.pdf</a></td>
<td>90.29 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/SR37_DS22_DichDatore.pdf" target="_blank">SR37_DS22_DichDatore.pdf</a></td>
<td>144.84 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/SR58_AutocertUltRappLavoro.pdf" target="_blank">SR58_AutocertUltRappLavoro.pdf</a></td>
<td>86.88 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/SR32_ANF_PREST.pdf" target="_blank">SR32_ANF_PREST.pdf</a></td>
<td>317.89 KB</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cislscuola.it/files/MV10_DETRAZIONI_0.pdf" target="_blank">MV10_DETRAZIONI.pdf</a></td>
<td>157.88 KB</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.futuroscuola.org/indennita-ordinaria-disoccupazione-requisiti-ridotti-scade-31-marzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>23</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Valanghe di ricorsi al TAR contro la riforma Gelmini</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/valanghe-di-ricorsi-al-tar-contro-la-riforma-gelmini/</link>
		<comments>http://www.futuroscuola.org/valanghe-di-ricorsi-al-tar-contro-la-riforma-gelmini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 17:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.
clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
DEL LAZIO
RICORSO
 
omissis -dati sensibili-
tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.</p>
<p>clicca su link per conoscerne alcune: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/indice.htm" target="_blank">RICORSI GELMINI</a></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2361" title="giustizia_e_questione_morale" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/giustizia_e_questione_morale-100x100.jpg" alt="giustizia_e_questione_morale" width="100" height="100" />TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DEL LAZIO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">RICORSO</span></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>omissis -dati sensibili-</em></p>
<p>tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest&#8217;ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Contro</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA </span></strong>(da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong><strong>, </strong>nella persona del Presidente pro-tempore in carica</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">per l&#8217;annullamento</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">previa sospensione</span></strong></p>
<p>della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto &#8220;<em>Iscrizioni alle scuole dell&#8217;infanzia e alle scuole di ogni</em></p>
<p><em> <span id="more-2356"></span>ordine e grado, riguardanti l&#8217;anno scolastico 2009/2010</em>&#8220;, nella parte relativa alle iscrizioni nella scuola dell&#8217;infanzia e del I ciclo, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ivi compresi tutti gli atti attuativi, non conosciuti</p>
<p align="center"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">e per quanto occorrer possa</span></em></strong></p>
<p>dello schema di Piano Programmatico predisposto dal Ministero dell&#8217;Istruzione Università e Ricerca (da ora MIUR) di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ed a tutt&#8217;oggi formalmente non adottato.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">FATTO</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 64 del DL 112/08 convertito con modifiche nella L. 133/08 stabilisce: 1. <em>Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall&#8217;anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l&#8217;anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.</em></p>
<p><em>2. Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione </em>delle dotazioni organiche del personale <em>amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l&#8217;anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall&#8217;articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.</em></p>
<p><em>3. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all&#8217;articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.</em></p>
<p><em>4. Per l&#8217;attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o più regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi previsti, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell&#8217;attuale assetto</em> <em>ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:</em></p>
<p><em>a. razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell&#8217;impiego dei docenti;</em></p>
<p><em>b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso  la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari,  con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;</em></p>
<p><em>c. revisione  dei  criteri  vigenti  in  materia di formazione delle classi; </em></p>
<p><em>d. rimodulazione dell&#8217;attuale organizzazione didattica della scuola primaria ivi compresa la formazione professionale per il personale docente interessato ai processi di innovazione ordinamentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica;</em></p>
<p><em>e. revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;</em></p>
<p><em>f. ridefinizione dell&#8217;assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa;</em></p>
<p><em>f-bis. definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l&#8217;articolazione dell&#8217;azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell&#8217;ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l&#8217;attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell&#8217;offerta formativa;</em></p>
<p><em>f-ter. nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti.</em></p>
<p><em>4-bis. Ai fini di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale di cui al comma 4, nell&#8217;ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con l&#8217;obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili, all&#8217;articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da: «Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici» sino a: «Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «L&#8217;obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui al comma 624 del presente articolo» (omissis).</em></p>
<p>La normativa di legge sopra riportata prevede la predisposizione da parte del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze di un &#8220;Piano programmatico&#8221; di interventi e misure finalizzati ad un più razionale utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili e ad una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico; il comma 4, in attuazione di detto piano ed in relazione agli interventi ed alle misure annuali ivi individuati, prevede l&#8217;adozione di uno o più regolamenti ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2 della legge 23 agosto 1988 n. 400, con i quali si dovrebbe provvedere, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, ad una revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale organizzativo e didattico del sistema scolastico.</p>
<p>Con D.L. n. 137 del 1 settembre 2008, convertito con modificazioni in L. n. 169 del 30/10/2008 all&#8217;art. 4 è stato previsto: <em>&#8220;Nell&#8217;ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all&#8217;articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 e&#8217; ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;</em>.</p>
<p>In data 3.09.2008, il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha predisposto <strong><span style="text-decoration: underline;">lo schema di piano programmatico di interventi</span></strong> &#8220;<em>volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico</em>&#8220;; detto schema è stato inoltrato per i prescritti pareri sia alle competenti Commissioni Parlamentari sia alla Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97. In data 27/11/2008 la VII Commissione della Camera dei Deputati ed in data 03/12/2008 la VII Commissione del Senato hanno espresso i previsti pareri, che, peraltro, contengono numerose condizioni alle quali il MIUR si sarebbe dovuto attenere nell&#8217;adozione formale di detto Piano.</p>
<p>A seguito di detti pareri con osservazioni il MIUR di concerto con il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze avrebbe dovuto valutare le osservazioni contenute nei pareri e provvedere successivamente alla formale adozione del  Piano.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">A  tutt&#8217;oggi, però, detto Piano non è stato formalmente adottato.</span></strong></p>
<p>Sulla base del &#8220;Piano programmatico&#8221;, regolarmente adottato dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, il Governo avrebbe dovuto emanare i regolamenti di cui all&#8217;art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, osservando il seguente percorso:</p>
<p>a) proposta del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e Finanze.</p>
<p>b) Acquisizione del parere della Conferenza Unificata ex D.Lvo n. 281/97.</p>
<p>c) Parere del Consiglio di Stato.</p>
<p>d) Deliberazione del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Nelle more di tale procedimento il MIUR, <strong><span style="text-decoration: underline;">sulla base di uno schema di regolamento</span></strong>, con l&#8217;impugnata C.M. ha impartito le istruzioni per le iscrizioni degli alunni per l&#8217;a.s. 2009/2010; tali istruzioni però anticipano una normativa ancora in fieri e sono in contrasto con la normativa attualmente vigente e con tutta l&#8217;organizzazione didattica adottata nelle istituzioni scolastiche ed in particolare con il POF di ciascuna scuola che, come è noto, si deve adottare prima dell&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico.</p>
<p>Si deve peraltro rilevare che, in data 28.01.2009 la Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97 ha formulato il prescritto parere sullo schema di regolamento; da detto parere si evince in modo inequivocabile che la maggioranza delle Regioni e l&#8217;ANCI hanno espresso parere negativo sia con riferimento allo schema di piano programmatico, sia per i tagli degli organici e delle compresenze, sia per l&#8217;integrazione scolastica.</p>
<p>Inoltre, in data del 12/02/2009 il Consiglio Nazionale della P.I. ha espresso <strong><span style="text-decoration: underline;">all&#8217;unanimità</span></strong> un parere negativo sullo schema di regolamento, affermando nelle conclusioni: <em>&#8220;che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:</em></p>
<ul class="unIndentedList">
<li> <em>Compromette l&#8217;efficacia dell&#8217;offerta formativa nelle scuole dell&#8217;infanzia e nel primo ciclo di istruzione;</em></li>
<li> <em>Lede la dignità dell&#8217;istruzione pubblica;</em></li>
<li> <em>Non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta nell&#8217;intero territorio nazionale&#8221;.</em></li>
</ul>
<p>Il MIUR, nonostante tali pareri negativi ha mantenuto l&#8217;impugnata CM che, in palese violazione della normativa vigente, impartisce disposizioni vincolanti come se il regolamento, ancora in fieri, fosse già in vigore; peraltro, così come lo schema di regolamento, anche la CM contrasta anche con lo schema di Piano Programmatico.</p>
<p>In particolare per quanto riguarda la <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> la CM de qua prevede l&#8217;apertura delle iscrizioni, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell&#8217;avvenuto esaurimento di eventuali liste d&#8217;attesa), anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore. Prosegue inoltre l&#8217;esperienza delle &#8216;<em>sezioni primavera&#8217;</em> per i bambini dai 2 ai 3 anni.</p>
<p>Con riferimento alla <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola primaria</span></strong> i genitori sono obbligati ad iscrivere le bambine ed i bambini che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l&#8217;insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell&#8217;alunno. La CM impugnata prevede che al momento delle iscrizioni i genitori o coloro che esercitano la potestà genitoriale esprimano, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all&#8217;articolazione dell&#8217;orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base; le famiglie potranno scegliere anche il modello classi a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). La medesima CM prevede però anche l&#8217;abolizione delle compresenze. Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari in atto.</p>
<p>Per la scuola <strong><span style="text-decoration: underline;">secondaria di primo grado</span></strong>, la CM prevede che i genitori all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione esprimano la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e di potenziamento della lingua italiana. Con riferimento all&#8217;insegnamento della lingua straniera, nella CM si legge che le famiglie da quest&#8217;anno possono, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l&#8217;intero corso della secondaria di primo grado, possono chiedere l&#8217;inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese.</p>
<p>Alla luce di quanto sopra sommariamente esposto è evidente che il Ministero con la C.M. impugnata non si sia limitato ad informare le famiglie dei provvedimenti in corso di approvazione che potrebbero modificare l&#8217;assetto del sistema scolastico, ma ha dato indicazioni operative come se detti provvedimenti fossero stati già adottati e fossero già vincolanti; difatti ha allegato i modelli delle domande di iscrizione redatti in base alla normativa  ancora in corso di adozione.</p>
<p>I ricorrenti sono genitori di bambini che nell&#8217;a.s. 2009/2010 dovranno frequentare la scuola dell&#8217;infanzia e/o scuola primaria e docenti della scuola dell&#8217;infanzia e primaria, tutti interessati al mantenimento dell&#8217;attuale assetto organizzativo della scuola dell&#8217;infanzia e primaria sia per quanto concerne l&#8217;efficacia didattica, sia anche per le concrete esigenze familiari e lavorative.</p>
<p>La contrazione del tempo scuola, l&#8217;abolizione delle compresenze, l&#8217;introduzione dell&#8217;insegnante prevalente sono alcuni degli interventi previsti che incidono in modo fortemente negativo sull&#8217;efficacia didattica e sull&#8217;organizzazione scolastica con conseguente contrazione anche degli organici del personale della scuola.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DIRITTO</span></strong></p>
<p>Gli impugnati atti sono illegittimi per i seguenti</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MOTIVI</span></strong></p>
<p><strong>1) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI E SEGNATAMENTE DEGLI ARTT. 3, 33 E 34 COST.</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 3, 2 comma della Costituzione afferma un principio cardine della democrazia del nostro ordinamento costituzionale: il principio di uguaglianza sostanziale: <em>&#8220;E&#8217; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l&#8217;uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;illustre giurista ed anche membro dell&#8217;Assemblea Costituente, Piero Calamandrei, scriveva nel 1946 (&#8220;Il Ponte&#8221; n. 1, gennaio 1946 p. 3 &#8211; 14): <em>&#8220;Il problema della democrazia si pone dunque, prima di tutto come un problema di istruzione&#8221;</em> e precisava: <em>&#8220;E&#8217; perciò evidente che non si ha vera democrazia la dove l&#8217;accesso all&#8217;istruzione non è  garantita in misura pari a tutti i cittadini: perchè, importando necessariamente la diversa cultura una diversa possibilità di partecipazione alla vita politica, il privilegio dell&#8217;istruzione si risolve necessariamente in privilegio politico&#8221;</em>.</p>
<p>In considerazione di tale funzione &#8220;costituzionale&#8221; della scuola (come affermava Calamandrei) la Costituzione agli artt. 33 e 34 afferma  che <em>&#8220;la Repubblica &#8230; &#8220;istituisce scuole per tutti gli ordini e gradi&#8221;</em> e che <em>&#8220;la scuola è aperta a tutti&#8221;</em> ed infine che &#8220;<em>l&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto  anni,  è  obbligatoria  e  gratuita&#8221;</em>.</p>
<p>La Costituzione prevede quindi in materia di istruzione scolastica un  nucleo di norme precettive che impongono allo Stato l&#8217;obbligo di organizzare l&#8217;offerta di istruzione pubblica non solo in modo corrispondente alla domanda sociale, ma tale da poter effettivamente eliminare tutti quegli ostacoli di ordine economico e sociale che possono precludere il diritto di tutti ed un&#8217;istruzione uguale e qualificata.</p>
<p>L&#8217;istruzione scolastica non è quindi nel nostro ordinamento costituzionale un servizio pubblico a disposizione dell&#8217;utenza, ma è una funzione istituzionale volta a realizzare quell&#8217;uguaglianza sostanziale che è la precondizione  della  democrazia  di  un  Paese.</p>
<p>La spesa statale per l&#8217;istruzione scolastica ha quindi un carattere assolutamente prioritario e non può condizionare l&#8217;offerta formativa statale; la spesa per la scuola statale deve essere, certamente razionale ed efficace, evitando ogni eventuale spreco, ma deve essere comunque adeguata all&#8217;effettiva domanda sociale al fine di consentire a tutti l&#8217;acquisizione di un&#8217;istruzione qualificata. Razionalizzazione della spesa per la scuola significa quindi realizzare una scuola statale e qualificata per tutti.</p>
<p>L&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 e l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 prevedono invece una riduzione della spesa per la scuola statale pari a circa otto miliardi nel triennio 2009/2011 senza alcuna giustificazione logica; si riduce il tempo scuola, si riducono drasticamente gli organici e si modifica l&#8217;organizzazione didattica al solo scopo di ridurre la spesa senza alcuna considerazione degli effetti negativi che ne possono derivare; si sono cioè adeguate l&#8217;offerta formativa e l&#8217;organizzazione didattica all&#8217;esigenza, decisa aprioristicamente, di ridurre di circa 8 miliardi  la spesa per la scuola; difatti l&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 quantifica l&#8217;importo della riduzione della spesa nel triennio, limitandosi ad indicare soltanto alcuni settori di intervento: aumento del rapporto docenti/studenti ed all&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 l&#8217;introduzione del cd maestro unico demandando l&#8217;individuazione di tutti gli altri settori di intervento ai successivi provvedimenti regolamentari.</p>
<p>Il legislatore quindi non ha previsto una riduzione della spesa per eliminare determinate spese superflue, ma ha deciso a priori la riduzione nel triennio della spesa di circa 8 miliardi per esigenze di contenimento della spesa pubblica a prescindere dell&#8217;effettivo fabbisogno della scuola e quindi anche con una possibile contrazione dell&#8217;offerta formativa e soprattutto con un sacrificio della qualità di tale offerta.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che il settore del sistema scolastico individuato con l&#8217;impugnata CM (la scuola primaria) è quello più qualificato e più importante per la funzione determinante che la formazione primaria ha nel processo formativo.</p>
<p>Con l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 si prevede una trasformazione del modello didattico in vigore nella scuola primaria (il cd modulo di cui all&#8217;art. 121 del D.Lgs. n. 297/94) con il modello del cd insegnante unico; anche tale ripristino di un modello didattico, ormai superato, è stato disposto non sulla base di una valutazione adeguata degli aspetti didattici e pedagogici ritenuti più idonei, ma soltanto sulla base dell&#8217;esigenza di ridurre la spesa, senza alcuna considerazione sulla conseguente dequalificazione dell&#8217;attività didattica.</p>
<p>Come si è già prima rilevato, <strong><span style="text-decoration: underline;">il CNPI</span></strong> che è l&#8217;organo che ha una specifica competenza di consulenza tecnica e professionale per il Ministro (art. 23 Dlvo n. 297/94) <strong><span style="text-decoration: underline;">con un voto unanime ha giudicato tali innovazioni lesive dell&#8217;efficacia didattica e della dignità formativa</span></strong>.</p>
<p>La normativa di legge su cui si fonda l&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima perchè, comportando pesanti ed ingiustificati tagli alla spesa per la scuola statale, comprome la funzione istituzionale dell&#8217;istruzione pubblica, così come strutturata dal combinato disposto degli artt. 3, 33 e 34; tale funzione per la sua rilevanza costituzionale non può difatti essere compressa con logiche finanziarie, ma deve essere garantita nel massimo delle potenzialità.</p>
<p><strong>2)</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 64 DEL 25.6.2008 N. 112 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST.</span></strong></p>
<p>Come si è prima rilevato l&#8217;art. 64 ha previsto un procedimento complesso che presuppone anzitutto l&#8217;adozione di un Piano Programmatico di interventi; a tale fine il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia predispone detto Piano, <strong><span style="text-decoration: underline;">sentita</span></strong> la Conferenza Unificata di cui all&#8217;art. 8 del D.Lgs. n. 281/97 <strong><span style="text-decoration: underline;">e previo parere</span></strong> della Commissione Parlamentare; quindi l&#8217;iter previsto dal legislatore era il seguente:</p>
<p>a) Definizione di uno schema di piano da sottoporre all&#8217;esame della Conferenza Unificata ed alle Commissioni parlamentari;</p>
<p>b) parere della Conferenza Unificata ex art. 8 DL.gs n. 281/97;</p>
<p>c) parere delle Commissioni parlamentari;</p>
<p>d) adozione formale del piano programmatico.</p>
<p>Difatti, dopo avere <strong><span style="text-decoration: underline;">sentito</span></strong> la Conferenza Unificata e dopo avere acquisito il <strong><span style="text-decoration: underline;">previo parere</span></strong> delle Commissioni Parlamentari il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia avrebbe dovuto predisporre il piano.</p>
<p>Quindi è chiaro che il Piano Programmatico si sarebbe dovuto adottare <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo</span></strong> l&#8217;acquisizione dei pareri; del resto se il legislatore ha richiesto l&#8217;acquisizione di detti pareri, è logico che il Piano avrebbe dovuto anzitutto considerare detti pareri e che quindi doveva essere adottato successivamente a tali pareri.</p>
<p>E&#8217; pure evidente che per acquisire i pareri il MIUR avrebbe dovuto predisporre uno schema o  una bozza di piano; e difatti ciò è stato fatto; sia la Conferenza Unificata che le Commissioni parlamentari hanno esaminato lo schema di piano ed hanno formulato il prescritto parere con numerose osservazioni.</p>
<p>I pareri erano senza dubbio consultivi e non vincolanti; quindi il MIUR non era tenuto ad uniformarsi a tali pareri, ma era tenuto ad esaminarli e ad emanare il Piano dopo averli esaminati.</p>
<p>Dagli atti che si conoscono allo stato attuale non risulta però che dopo l&#8217;acquisizione dei pareri sia stato adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico; di conseguenza l&#8217;impugnata CM che anticipa i regolamenti è illegittima anche perchè <strong><span style="text-decoration: underline;">il MIUR non ha mai adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico degli interventi</span></strong> che è il necessario presupposto dei regolamenti.</p>
<p>Nè lo schema presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata può essere considerato il piano previsto dell&#8217;art. 64 citato, anche perchè il piano programmatico doveva essere adottato ovviamente <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo l&#8217;acquisizione dei pareri</span></strong>; peraltro detti pareri sono stati formulati con molte osservazioni; quindi il MIUR, pur non essendo vincolato ad uniformarsi, avrebbe dovuto prendere in esame anche tali osservazioni.</p>
<p>Per compiutezza di difesa si deve ipotizzare che per il MIUR lo schema di Piano presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata sia da considerarsi il Piano Programmatico previsto dall&#8217;art. 64 citato; in tale caso però è evidente che tale Piano è stato predisposto prima dell&#8217;acquisizione dei prescritti pareri e quindi senza  tenerne conto; di conseguenza è palesemente illegittimo.</p>
<p>Si deve infine ipotizzare che il MIUR abbia ritenuto di adottare, dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, lo schema già predisposto, senza fare alcuna modificazione; in tale caso però il Piano Programmatico, eventualmente adottato in tale modo, si deve ritenere pur sempre illegittimo perchè manca il concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e comunque non è stato in alcun modo formalmente adottato; essendo un atto presupposto rispetto ai regolamenti era ovviamente necessaria la formale adozione del Piano con l&#8217;espresso riferimento ai pareri acquisiti.</p>
<p><strong>3) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST. ED ECCESSO DI POTERE PER MANIFESTA ILLOGICITA&#8217; ED INGIUSTIZIA.</span></strong></p>
<p>La stessa normativa è palesemente illegittima per manifesta irragionevolezza; difatti detta normativa si propone la razionalizzazione della spesa per l&#8217;istruzione e nello stesso tempo prevede interventi che, come ha affermato il CNPI (che è l&#8217;organo tecnico che meglio di ogni altro organo può valutare la coerenza e l&#8217;incidenza positiva o negativa degli interventi), inficiano l&#8217;efficacia didattica del sistema scolastico ed in particolare delle scuola primaria riconosciuta anche a  livello internazionale il settore dell&#8217;istruzione più efficace; non realizza quindi il fine dichiarato, ma il risultato opposto: la dequalificazione della scuola pubblica.</p>
<p>Detta normativa, come si è prima rilevato, è stata introdotta per effetto di due Decreti Legge, convertiti in legge con voto di fiducia e quindi senza un&#8217;adeguata discussione in Parlamento, ma soprattutto senza un&#8217;adeguata indagine da parte del Governo, Ministero e Parlamento sulla validità, sotto il profilo dell&#8217;efficacia didattica, delle innovazioni previste.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale P.I., sentito con riferimento allo schema di regolamento applicativo per la scuola dell&#8217;infanzia e per il I ciclo, come si è  prima rilevato, ha espresso un parere fortemente e totalmente negativo non solo sullo schema di regolamento, ma anche sulla normativa di legge che ne è il presupposto.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che la normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 137/08 e dell&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 sia censurabile anche per manifesta illogicità e contraddittorietà tra le finalità che il legislatore si propone (la razionalizzazione della spesa dell&#8217;istruzione) e l&#8217;efficacia concreta di tali interventi che invece dequalificano il sistema scolastico e quindi per violazione dell&#8217;art. 97 Cost. con conseguente illegittimità dell&#8217;impugnata CM.</p>
<p><strong>4) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL 01/09/2008 N. 137, C.TO IN L. 30/10/2008, N. 169 PER VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 77 E 97 DELLA COSTITUZIONE</span>.</strong></p>
<p>Il secondo comma dell&#8217;art. 77 della Costituzione testualmente recita &#8220;<em>Quando, in casi straordinari di necessità e d&#8217;urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni&#8221;</em>.</p>
<p>Presupposto dell&#8217;esercizio del potere legislativo da parte del Governo a mezzo della decretazione d&#8217;urgenza è la sussistenza di una situazione oggettiva e straordinaria che renda necessaria ed urgente l&#8217;adozione di un decreto avente forza di legge; per la decretazione di urgenza da parte del Governo occorre quindi il concorso di tre necessarie condizioni:</p>
<p>a)      la straordinarietà della circostanza e cioè la non prevedibilità di essa;</p>
<p>b)      la necessarietà dell&#8217;intervento;</p>
<p>c)      l&#8217;urgenza.</p>
<p>Nel caso in esame l&#8217;art. 64 ha previsto una riduzione della spesa per la scuola per complessivi 8 miliardi nel triennio; tale intervento prevede un percorso articolato prima con un piano programmatico e dopo con l&#8217;adozione di uno o più regolamenti nell&#8217;arco di dodici mesi con un&#8217;indicazione generica dei relativi settori di intervento.</p>
<p>A parte le considerazioni, prima svolte sull&#8217;inopportunità di tale intervento, è fuor di dubbio che nel caso in esame le tre necessarie condizioni per la decretazione di urgenza non sussistevano. E&#8217; sufficiente rilevare che si tratta di interventi previsti nel giugno 2008, che ancora a tutt&#8217;oggi sono in corso di perfezionamento; quindi il ricorso alla decretazione di urgenza era privo di alcun fondamento ed è palesemente irragionevole, oltre che lesivo delle prerogative del Parlamento.</p>
<p>E&#8217; vero che entrambi i Decreti legge n.112/08 e 137/08 sono stati convertiti in legge, ma la conversione in legge per le sue stesse modalità procedimentali, non può sanare l&#8217;uso arbitrario da parte del Governo di un potere che non aveva.</p>
<p>Sotto tale profilo la Corte Costituzionale con sentenza n. 128/2008 ha chiaramente evidenziato che &#8220;<em>Questa Corte, con recente pronuncia (sentenza n. 171 del 2007), nel dichiarare l&#8217;illegittimità costituzionale di un decreto-legge, convertito in legge con modificazioni, per difetto dei requisiti di cui </em><a href="http://bd05.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;KEY=05AC00009859&amp;">all&#8217;art. 77, comma secondo, della Costituzione</a><em>, ha affermato, richiamando una precedente decisione (sentenza n. 29 del 1995), che la preesistenza di una situazione di fatto comportante la necessità e l&#8217;urgenza di provvedere tramite l&#8217;utilizzazione di uno strumento eccezionale, quale il decreto-legge, costituisce un requisito di validità costituzionale dell&#8217;adozione del predetto atto, di modo che l&#8217;eventuale evidente mancanza di quel presupposto configura in primo luogo un vizio di illegittimità costituzionale del decreto-legge che risulti adottato al di fuori dell&#8217;ambito applicativo costituzionalmente previsto&#8221;. </em>La sentenza prosegue nell&#8217;affermare che &#8220;<em>tale difetto di presupposti, «una volta intervenuta la conversione, si traduce in un vizio in procedendo della relativa legge» ed ha escluso, con ciò, l&#8217;eventuale efficacia sanante di quest&#8217;ultima, dal momento che «affermare che tale legge di conversione sana in ogni caso i vizi del decreto, significherebbe attribuire in concreto al legislatore ordinario il potere di alterare il riparto costituzionale delle competenze del Parlamento e del Governo quanto alla produzione delle fonti primarie&#8221;.</em></p>
<p>Alla luce anche dell&#8217;orientamento ormai pacifico della giurisprudenza i due decreti legge sui quali si fondano gli impugnati atti sono illegittimi per violazione dell&#8217;art. 77 Cost. con conseguente illegittimità di tutti gli atti conseguenti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">5) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 3, 33 E 34 COST. CONCERNENTE IL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTOSUFFICIENZA DEL SISTEMA SCOLASTICO STATALE.</span></strong></p>
<p>La CM n. 4/09 <strong><span style="text-decoration: underline;">per la scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> prevede tra l&#8217;altro: <em>&#8220;l&#8217;offerta formativa per la scuola dell&#8217;infanzia è assicurata da Stato, Comuni e scuole paritarie&#8221;</em>; la CM muove dal presupposto che anche le scuole private paritarie concorrono all&#8217;offerta formativa statale e che quindi sia previsto, almeno per le scuole dell&#8217;infanzia, un sistema integrato tra scuole statali e scuole private paritarie; di conseguenza esclude a priori l&#8217;adeguamento dell&#8217;offerta della scuola dell&#8217;infanzia statale alla complessiva domanda sociale; la scuola dell&#8217;infanzia privata non sarà liberamente scelta, ma in talune realtà sarà l&#8217;unica offerta perchè non ci sarà una scuola statale per tutti.</p>
<p>Una tale ipotesi contrasta però in modo palese con l&#8217;art. 33 Cost. sotto tre profili:</p>
<p>1) il secondo comma dell&#8217;art. 33 impone alla Repubblica l&#8217;obbligo di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi e quindi anche le scuole dell&#8217;infanzia; afferma cioè il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale;</p>
<p>2) l&#8217;art. 34 afferma il principio secondo cui la scuola statale deve essere aperta a tutti e quindi l&#8217;offerta della scuola statale deve essere corrispondente alla domanda sociale.</p>
<p>3) Lo Stato deve garantire a tutti l&#8217;accesso alla scuola dell&#8217;infanzia statale al fine di garantire a tutti il diritto di accedere ad un insegnamento pluralista e non confessionale, e quindi alternativo all&#8217;insegnamento della scuola privata paritaria che può essere confessionale.</p>
<p>Si deve difatti rilevare che l&#8217;art. 33 Cost. al 4 comma, laddove prevede la parità scolastica stabilisce che <em>&#8220;la legge nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse <span style="text-decoration: underline;">piena libertà </span> &#8230;&#8221;</em>, cioè deve garantire alle scuole private la libertà di scegliere di essere scuole cd di tendenza e quindi anche di orientamento confessionale.</p>
<p>Di conseguenza le scuole dell&#8217;infanzia private paritarie, potendo legittimamente prevedere un progetto educativo orientato in senso confessionale (di qualsiasi confessione), non sono tenute a garantire la libertà di insegnamento ed il pluralismo culturale; gli insegnanti difatti per contratto collettivo devono impegnarsi a realizzare <em>&#8220;l&#8217;indirizzo educativo in coerenza con i principi cui si ispira l&#8217;istituzione&#8221;</em> e la Corte Costituzionale in una nota sentenza (n. 195/1972) ha affermato che la libertà di istituire scuole di tendenza prevale sulla libertà di insegnamento, nel senso che gli insegnanti di una scuola privata devono concorrere alla realizzazione del progetto educativo della scuola, anche se di orientamento confessionale.</p>
<p>Scuole statali e scuole private paritarie non possono quindi garantire lo stesso insegnamento; la frequenza di una scuola statale o di una scuola privata non può essere determinata dalla carenza di scuole statali; la scelta di una scuola privata che può essere di tendenza, deve essere assolutamente libera.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che la frequenza della scuola dell&#8217;infanzia privata comporta l&#8217;onere di una retta e quindi comporta un&#8217;ulteriore discriminazione; non tutti difatti possono accedere anche per motivi economici alle scuole dell&#8217;infanzia private; di conseguenza, in mancanza di un&#8217;offerta pubblica corrispondente alla domanda sociale, molti bambini sarebbero ingiustamente esclusi.</p>
<p>Le scuole private non possono quindi concorrere a formare l&#8217;offerta scolastica complessiva; tale offerta deve essere garantita, come afferma la Costituzione, dallo Stato e deve essere garantita a tutti al fine di evitare ogni possibile discriminazione tra gli alunni; tutti i bambini hanno difatti diritto di potere frequentare la scuola dell&#8217;infanzia statale che garantisce una formazione pluralista e non confessionale.</p>
<p>Il sistema integrato tra pubblico e privato, previsto dalla CM n. 4/09 oltre a contrastare con il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale (art. 33 e 34 Cost.) comporterebbe una palese ed inammissibile discriminazione in quanto alcuni alunni, in violazione anche dell&#8217;art. 3 Cost., sarebbero ingiustamente esclusi dalle scuole statali e costretti a frequentare le scuole private che possono essere di orientamento confessionale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">6) VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTONOMIA SCOLASTICA DI CUI AGLI ARTT. 33, 1 COMMA E 117, 2 COMMA COST. E DELL&#8217;ART. 3 DPR N. 275/1999.</span></strong></p>
<p>Come si è già rilevato, l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio della libertà di insegnamento che comporta l&#8217;autonomia del sistema scolastico statale; l&#8217;art. 33 della Costituzione coniuga quindi il principio generale della libertà di insegnamento (<em>&#8220;la scienza e l&#8217;arte sono libere e libero ne è l&#8217;insegnamento&#8221;</em>) con l&#8217;esigenza delle norme generali dell&#8217;istruzione (<em>&#8220;la Repubblica detta la norme generali dell&#8217;istruzione&#8221;</em>).</p>
<p>La giusta esigenza di un progetto culturale e didattico nazionale deve quindi nel nostro ordinamento conciliarsi con il principio democratico del pluralismo culturale e quindi della libertà di insegnamento (cioè didattica e metodologica).</p>
<p>La giusta istituzionalizzazione dell&#8217;istruzione scolastica non deve però comportare la statalizzazione della didattica e della cultura; è quindi necessario un giusto equilibrio tra le finalità generali dell&#8217;istruzione scolastica che lo Stato deve definire con le norme generali sull&#8217;istruzione ed i contenuti e metodi specifici che devono essere demandati al mondo della scuola.</p>
<p>La libertà di insegnamento esclude quindi la cd didattica e/o pedagogia di Stato che è la caratteristica dei regimi totalitari e che caratterizzava il regime fascista che con il Ministero della Cultura Popolare stabiliva gli indirizzi culturali e didattici della scuola del regime.</p>
<p>La libertà di insegnamento di ciascun insegnante nel nostro ordinamento costituzionale è vista quindi nell&#8217;ambito di un sistema nazionale in cui ciascun insegnante concorre con il proprio contributo a formare il progetto culturale nazionale; non quindi una libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">da</span></strong> un progetto nazionale, ma libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">in</span></strong> un progetto condiviso e partecipato.</p>
<p>Deve esserci una sintesi tra libertà di insegnamento e le norme generali sull&#8217;istruzione; a tale fine è però necessario che le norme nazionali che attengono alle scelte culturali, metodologiche, didattiche e pedagogiche non siano etereimposte, ma siano partecipate e condivise e soprattutto rispettose degli ambiti che, nel progetto unitario a livello nazionale, devono essere demandate all&#8217;autonomia scolastica.</p>
<p>A tale fine l&#8217;art. 117, 2 comma della Costituzione prevede  espressamente che la legislazione statale e regionale in materia di istruzione devono salvaguardare l&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche; la Corte Costituzionale nella sentenza n. 13/2004 ha a tale proposito precisato &#8220;<em>è assorbente il rilievo che tale autonomia non può risolversi nella incondizionata libertà di autodeterminazione, ma esige soltanto che a tali istituzioni siano lasciati adeguati spazi di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell&#8217;esercizio della potestà legislativa concorrente, non possono pregiudicare&#8221;.</em></p>
<p>Sulla base dei suesposti principi è evidente che il legislatore nella definizione delle norme generali sull&#8217;istruzione e di un progetto culturale nazionale non può nè imporre modelli didattici rigidi nè, tanto meno, intervenire con provvedimenti restrittivi che vanificano i progetti definiti dalle istituzioni scolastiche.</p>
<p>A tale proposito si deve rilevare che l&#8217;art. 3 del DPR n. 275/99 (Regolamento sull&#8217;autonomia scolastica) stabilisce: &#8220;<em>(Piano dell&#8217;offerta formativa) 1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell&#8217;offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell&#8217;identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell&#8217;ambito della loro autonomia. 2. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale a norma dell&#8217;articolo 8 e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell&#8217;offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità. 3. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di circolo o di istituto 4. Ai fini di cui al comma 2 il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio. 5. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione.</em>&#8221;</p>
<p>La CM impugnata prevedendo i moduli orari, l&#8217;esclusione delle compresenze e l&#8217;organizzazione didattica ha, però, illegittimamente invaso la sfera riservata all&#8217;autonomia scolastica proponendo addirittura una pedagogia governativa che mal si addice ad una società democratica.</p>
<p>Peraltro, l&#8217;art. 3 del DPR 275/99 citato, prevede, all&#8217;ultimo comma che <em>&#8220;il POF (Piano dell&#8217;offerta formativa) è consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione&#8221;</em>.</p>
<p>E&#8217; di tutta evidenza, quindi, che le iscrizioni debbano essere fatte sulla base dei modelli didattici adottati nel POF di ciascuna scuola sulla base della normativa vigente e non sulla base di una CM adottata, peraltro, sulla base di regolamenti ancora inesistenti.</p>
<p>Nè si può sostenere che l&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. n. 169/08 ha introdotto per la scuola primaria un modello didattico nuovo rispetto a quello previsto in precedenza e che pertanto detta CM trova fondamento nella normativa di legge, pur in assenza del regolamento applicativo.</p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 4 della citata legge per la sua genericità non è immediatamente applicativa senza un puntuale regolamento, che difatti lo stesso art. 4 prevede espressamente.</p>
<p>La CM si fonda su una normativa di legge generica e di dubbia legittimità costituzionale e di per sè inidonea ad abrogare la normativa precedente e pertanto allo stato è inapplicabile.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che tale circolare sia illegittima per violazione del principio dell&#8217;autonomia scolastica e per violazione dell&#8217;art. 3 DPR n. 275/99.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">7) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 4 D.L. N. 133/08, C.TO IN L. 169/08 E DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DI CUI ALL&#8217;ART. 3 COST. E DEL DIRITTO ALL&#8217;ISTRUZIONE DI CUI AGLI ARTT. 33 E 34.</span></strong></p>
<p>Con la CM n. 04/2009 il Ministro per la scuola primaria propone ai genitori quattro modelli didattici, stabilendo che successivamente i modelli didattici di ciascuna istituzione scolastica saranno definiti sulla base delle dotazioni organiche che saranno assegnate.</p>
<p>L&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. 169/08 stabilisce però: <em>&#8220;Nei regolamenti si tiene <strong><span style="text-decoration: underline;">comunque</span></strong> conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;.</em></p>
<p>Di conseguenza la scelta del tempo scuola da parte delle famiglie non può essere subordinata alla dotazione degli organici; al contrario le dotazioni degli organici devono essere correlate alle scelte della famiglia.</p>
<p>Peraltro la prospettata subordinazione delle scelte delle famiglie alla consistenza degli organici comporterebbe che in talune scuole le esigenze possono essere soddisfatte ed in altre invece possono non essere soddisfatte per effetto degli organici inadeguati con conseguente ingiusta discriminazione.</p>
<p>La CM è pertanto illegittima perchè stravolge la stessa norma dell&#8217;art. 4 e comunque viola il principio della parità di trattamento per quanto attiene il diritto all&#8217;istruzione.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> <img src='http://www.futuroscuola.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL N. 137/08 C.TO IN L. 169/08 PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 3, 70 97 E 117 DELLA COSTITUZIONE. ILLEGITTIMITA&#8217; DERIVATA.</span></strong></p>
<p>Il comma 4 dell&#8217;art. 64 del DL. 112/08 convertito nella legge 133/08, per l&#8217;attuazione del Piano programmatico e dell&#8217;art. 4 del DL n. 133/08 c.to in L. n. 169/08 saranno emanati regolamenti ex art. 17 comma 2 della L. 400/88 che possono avere contenuto modificativo delle disposizioni legislative vigenti (cd &#8220;delegificazione&#8221;).</p>
<p>Tale previsione, tuttavia, viola i principi dell&#8217;ordinamento in materia di gerarchia delle fonti, nonché la stessa norma richiamata con l&#8217;art. 17, comma 2 della legge 23.8.1988 n. 400, sotto due profili:</p>
<p>a) violazione del principio della riserva di legge;</p>
<p>b) violazione del principio della predeterminazione per legge dei criteri generali.</p>
<p>a) Per quanto attiene alla violazione del principio della riserva di legge, lo stesso art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, esclude la potestà regolamentare delegata per le materie per le quali è prevista una riserva di legge assoluta; tali potestà regolamentare sarebbe  invece  possibile  per  materie  coperte  da  riserva relativa.</p>
<p>La Costituzione invero non prevede tale distinzione anche perchè per la verità non prevede nemmeno l&#8217;ipotesi di una delega del legislatore al potere regolamentare e cioè della cd &#8220;delegificazione&#8221;; la Costituzione difatti afferma il rigoroso principio della gerarchia delle fonti secondo cui gli atti del Governo che hanno forza di legge e che quindi possono modificare e/o abrogare una precedente legge sono: i decreti legge ed i decreti legislativi.</p>
<p>Ciò premesso, e dando ormai per acquisito nel nostro ordinamento, il regolamento delegato con efficacia abrogativa delle disposizioni di legge, tale principio deve essere osservato in modo scrupoloso in modo da evitare un pericoloso svuotamento del ruolo del Parlamento.</p>
<p>Si è già rilevato che l&#8217;istruzione scolastica nel nostro ordinamento costituzionale per il ruolo che deve svolgere (creare condizioni di uguaglianza e garantire a tutti una piena cittadinanza) è una funzione essenziale dello Stato e non uno dei tanti servizi pubblici.</p>
<p>Nello stesso tempo l&#8217;istruzione statale in uno Stato democratico non può essere, a differenza dell&#8217;istruzione degli Stati totalitari, espressione della maggioranza al potere; difatti l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio fondamentale della libertà di insegnamento e quindi del pluralismo culturale.</p>
<p>Come si è già prima precisato, la libertà di insegnamento deve coniugarsi con un progetto culturale, didattico e pedagogico nazionale; in questo senso la Costituzione all&#8217;art. 33, 2 comma ha affermato &#8220;la Repubblica detta le norme generali sull&#8217;istruzione&#8221; nel senso che le norme generali sull&#8217;istruzione non possono essere espressione di una maggioranza governativa, ma devono essere espressione di un percorso condiviso e partecipato che deve avere la sua più alta ed ampia sintesi  nel Parlamento e quindi nella legge.</p>
<p>L&#8217;attribuzione delle norme generali sull&#8217;istruzione alla potestà legislativa del Parlamento è peraltro confermata nell&#8217;art. 117 lett. 2 della Costituzione che riserva espressamente allo Stato tale potestà legislativa.</p>
<p>Si deve infine rilevare che la necessità che le norme generali sull&#8217;istruzione siano espressione di una larga maggioranza parlamentare trova anche il suo fondamento nell&#8217;esigenza di dare una stabilità alle linee fondamentali dell&#8217;ordinamento scolastico.</p>
<p>Tale esigenza per la verità richiederebbe addirittura un procedimento legislativo aggravato o comunque una maggioranza qualificata per impedire o comunque limitare che ogni maggioranza parlamentare possa imporre un proprio progetto culturale con grave disagio per il  mondo della scuola e soprattutto per l&#8217;efficacia del sistema scolastico.</p>
<p>Da quanto sommariamente esposto non può esserci dubbio che le norme generali sull&#8217;istruzione scolastica rientrino nella riserva assoluta di legge.</p>
<p>Nel caso in questione invece non solo con gli art. 64 D.L. n. 112/06 c.to in L. n. 133/08 e con l&#8217;art. 4 DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 si è delegato al potere regolamentare del Governo &#8220;la revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221;, ma tale delega è stata addirittura disposta con decreto legge (sia pure convertito successivamente in legge, ma con voto di fiducia); <strong><span style="text-decoration: underline;">il Governo cioè ha delegato se stesso ad emanare regolamenti con efficacia modificatrice delle norme di legge vigenti.</span></strong></p>
<p>E&#8217; evidente pertanto che le citate norme di legge che hanno conferito al potere regolamentare del Governo tale delega siano lesive dei principi costituzionali concernenti la funzione legislativa e segnatamente dell&#8217;art. 33, 70, 97 e 117, 2 comma della Costituzione.</p>
<p>Le citate disposizioni del DL n. 112/08 c.to in L. 133/08 e DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 sono pure censurabili per violazione delle suindicate norme costituzionali sotto altri profili perchè il legislatore delegante non solo è lo stesso delegato (!), ma soprattutto perchè ha conferito una delega in bianco.</p>
<p>La norma dell&#8217;art. 17, comma 2 della L. 23/08/1988 n. 400 difatti prevede che nel conferimento della delega il legislatore debba determinare &#8220;le norme generali regolatrici della materia&#8221;; l&#8217;art. 64 del DL n. 112/08, c.to in L. 133/08 ha conferito invece una delega ampia per la &#8220;revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221; limitandosi ad indicare soltanto alcuni &#8220;titoli&#8221;; <strong><span style="text-decoration: underline;">non esiste quindi la necessaria determinazione delle norme generali.</span></strong></p>
<p>La delega è stata conferita pertanto, con evidente illogicità, in palese violazione della stessa norma invocata.</p>
<p>Le stesse considerazioni valgono anche per l&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 c.to in L. N. 169/08 che, dopo avere reintrodotto il cd &#8220;insegnante unico&#8221; rinvia ai regolamenti per la definizione del tempo scuola senza alcun criterio generale.</p>
<p>L&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima per illegittimità derivata.</p>
<p><strong>9) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. N. 133/08,</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>IN RELAZIONE ALL&#8217;ART. 117, 3° E 6° COMMA, COST.</strong></span></p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 112/08, c.to in L. n. 133/08 è anche censurabile per violazione dell&#8217;art. 117, 6° comma, della Costituzione.</p>
<p>La norma costituzionale citata, prevede che la potestà regolamentare spetta allo Stato solo ed esclusivamente nelle materie di legislazione esclusiva e che in materia di legislazione concorrente tale potestà spetta esclusi­vamente alla Regione.</p>
<p>Orbene, come si è già rilevato il Piano programmatico non è stato adottato, ma lo schema adottato in funzione del successivo regolamento si deve ritenere illegittimo dal momento che la norma costituzionale di cui all&#8217;art. 117, 6° comma, esclude che nelle materie di legislazione concorrente lo Stato abbia potere regolamentare.</p>
<p>Come è noto, infatti, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione la materia dell&#8217;istruzione forma oggetto di potestà concorrente (art. 117, terzo comma Cost.) ed allo Stato è rimessa la sola competenza esclusiva in materia di <em>&#8220;norme generali sull&#8217;istruzione&#8221;</em> (art. 117, secondo comma, lettera <em>n</em>).</p>
<p>Conseguentemente, in materia di organizzazione scolastica, lo Stato, ai sensi dell&#8217;art. 117, III co. ultimo periodo, può limitarsi a dettare i principi fondamentali, ma non può adottare norme di dettaglio sulla organizzazione scolastica e sulla distribuzione interna del personale scolastico, la cui disciplina è di competenza esclusiva delle Regioni.</p>
<p>La Corte Costituzionale, infatti, ha recentemente affermato che: <em>&#8220;una volta attribuita l&#8217;istruzione alla competenza concorrente, il riparto imposto dall&#8217;art. 117 postula che, in tema di programmazione scolastica e di gestione amministrativa del relativo servizio, <span style="text-decoration: underline;">compito dello Stato sia solo quello di fissare principi. E la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche, certamente non è materia di norme generali sulla istruzione, riservate alla com­petenza esclusiva dello Stato, in quanto strettamente connessa alla programmazione della rete scolastica</span>, tuttora di com­pe­tenza regionale&#8221; </em>(tra le altre: Corte Cost. 13.1.2004 n. 13).</p>
<p>Lo schema del piano programmatico e l&#8217;impugnata CM che anticipa il regolamento attuativo il Ministro hanno però dettato disposizioni dettagliate sull&#8217;organizzazione didattica invadendo oltre che l&#8217;autonomia scolastica, le potestà legislative e regolamentai delle Regioni.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Domanda di sospensione</span></strong></p>
<p>Il fumus boni juris è di tutta evidenza; la CM è priva di ogni fondamento giuridico.</p>
<p>Il periculum in mora è pure evidente; difatti come risulta dalle notizie di stampa la maggior parte delle famiglie ha richiesto il tempo pieno che in base all&#8217;impugnata CM non solo non è garantito, ma viene proposto senza  compresenze  e  quindi  fortemente  ridimensionato.</p>
<p>Infine si deve rilevare che l&#8217;impugnata CM richiede  alle famiglie una scelta senza alcuna proposta certa.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">P.Q.M.</span></strong></p>
<p>Si chiede, previa, ove occorra, rimessione alla Corte Costituzionale della questione di illegittimità costituzionale degli art. 64 del DL n. 112 del 2008, c.to in L. n. 133 del 06/10/1908 e dell&#8217;art. 4 del DL n. 137/08 c.to in L. 30/10/2008 n. 169 per violazione degli art. 3, 33, 34, 70, 77, 97, 117 comma 2, 3 e 6, l&#8217;accoglimento del ricorso  con conseguente annullamento degli atti impugnati con ogni conseguenziale effetto di legge e vittoria di spese di giudizio.</p>
<p><strong><em>Ai fini del contributo unificato di cui agli artt. </em></strong><strong><em>9 e</em></strong><em> <strong>segg. del DPR n. 115/2002 si dichiara che il valore della controversia è INDETERMINATO.</strong></em></p>
<p><strong><em>Ai fini e per gli effetti degli articoli 133, comma 3, e 134, comma 3, c.p.c., il sottoscritto difensore dichiara di voler ricevere eventuali comunicazioni al seguente indirizzo di posta elettronica: </em></strong><a href="mailto:lucamarchi@inwind.it">lucamarchi@inwind.it</a></p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p align="right">Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Fausto Buccellato</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MANDATO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p>Deleghiamo a rappresentarci e difenderci nel presente giudizio anche disgiuntamente in primo e secondo grado ed in fase esecutiva gli Avv.ti Corrado Mauceri, Cavini Sofia, Gorpia Marianna, Luca Marchi, Francesca Scatolini, Angela Nozzi Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli e Fausto Buccellato conferendo loro tutte le facoltà di legge ivi compresa quella di firmare il ricorso, presentare istanze, memorie, motivi aggiunti, conciliare e transigere e rinunciare agli atti ed eleggiamo domicilio presso lo studio dell&#8217;Avv. Fausto Buccellato in Roma, V.le Angelico n. 45.</p>
<p>Dichiariamo  altresì  di essere stati informati in conformità al disposto del D.L.vo n. 196/2003 (Codice Privacy) e successive modiche e integrazioni ed autorizzo pertanto il trattamento dei dati personali per  le  finalità  connesse  all&#8217;espletamento  del  presente  mandato.</p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p>F.to:</p>
<p>Cognome e nome                                                     Firma</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELLA ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZIE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong>, nella persona del Presidente pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/testo_ricorso_colettivo_CM4.htm" target="_blank">IPERBOLE</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mercoledì 25 Marzo 09 CONVEGNO NAZIONALE Roma (esonero dal servizio)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 23:08:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CESP
CENTRO STUDI PER LA SCUOLA PUBBLICA
Viale Manzoni 55, 00185 Roma &#8211; Tel. 06/70.452 452, Fax 06/77.20.60.60
CONVEGNO NAZIONALE
(esonero dal servizio personale ispettivo, docente, dirigente, circ. MIUR prot, 406 del 21/02/06)
Roma &#8211; Mercoledì 25 Marzo 2009
Il Piano Gelmini e il Disegno di Legge Aprea
Tra Autonomia scolastica, Nuove Forme di Gerarchizzazione

e Precarizzazione degli insegnanti
ore 9.30 &#8211; 15.00 &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>CESP</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>CENTRO STUDI PER LA SCUOLA PUBBLICA</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">Viale Manzoni 55, 00185 Roma &#8211; Tel. 06/70.452 452, Fax 06/77.20.60.60</p>
<p style="text-align: center;"><strong>CONVEGNO NAZIONALE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>(esonero dal servizio personale ispettivo, docente, dirigente, circ. MIUR prot, 406 del 21/02/06)</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>Roma &#8211; Mercoledì 25 Marzo 2009</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Piano Gelmini e il Disegno di Legge Aprea</strong></p>
<p>Tra Autonomia scolastica, Nuove Forme di Gerarchizzazione</p>
<p><span id="more-2340"></span></p>
<p>e Precarizzazione degli insegnanti</p>
<p><strong>ore 9.30 &#8211; 15.00 &#8211; ITIS &#8220;G. Galilei&#8221;</strong></p>
<p><strong>Via Conte Verde 51 (Metro A &#8220;Manzoni&#8221;)</strong></p>
<p><strong>Programma corso nazionale di Aggiornamento/Formazione</strong></p>
<p><strong>per il personale, DOCENTE, DIRETTIVO, ISPETTIVO della Scuola pubblica statale:</strong></p>
<p>ore 9,30 <strong><em>Presentazione del programma &#8211; Illustrazione e sintesi del DdL Aprea</em></strong></p>
<p>Anna Grazia Stammati (Presidente Cesp)</p>
<p>ore 10,00 <strong><em>La precarizzazione del lavoro mentale e l&#8217;aziendalizzazione della scuola</em></strong></p>
<p>Piero Bernocchi (portavoce Cobas)</p>
<p>ore 10,30 <strong><em>Lo Stato di Applicazione del Piano Gelmini:</em></strong></p>
<p>Bruna Sferra &#8211; Enrico Bernocchi (esecutivo provinciale Cobas scuola)</p>
<p>ore 11,10 <strong><em>Valutazione, merito, meritocrazia</em></strong></p>
<p>Mario Sanguinetti (SOS scuola)</p>
<p>ore 11,30 <strong><em>Un&#8217;analisi di genere</em></strong></p>
<p>Donatella Artese ( Associazione Archivia &#8211; Casa Internazionale delle Donne)</p>
<p>ore 11,45 <strong><em>Interventi</em></strong></p>
<p>ore 13,00 <strong><em>Pausa pranzo</em></strong></p>
<p><strong><em>Ore 14,00-15,00 &#8211; INCONTRIAMO LA SCUOLA </em></strong><strong>- I Comitati raccontano</strong></p>
<p><strong><em>________________________________________________________________________________</em></strong></p>
<p><strong><em>Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento di tutto il Personale della scuola</em></strong></p>
<p><strong><em>(D.M. 25/07/06 prot.869 e CIRC. MIUR PROT. 406 DEL 21/02/06.</em></strong></p>
<p><strong><em>La partecipazione ai Convegni e seminari organizzati dall&#8217;associazione dà diritto, ai sensi</em></strong></p>
<p><strong><em>degli art. 63 e 64 del CCNL 2006/2009, all&#8217; ESONERO DAL SERVIZIO.</em></strong></p>
<p><strong><em>Il Convegno è aperto a tutto il personale, docente, dirigente e ispettivo. Sarà rilasciato</em></strong></p>
<p><strong><em>l&#8217;attestato di partecipazione.</em></strong>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Brunetta minaccia: gli studenti dell&#8217;Onda &#8220;sono guerriglieri, li tratteremo come tali&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 18:18:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Brunetta minaccia: gli studenti dell&#8217;Onda &#8220;sono guerriglieri, li tratteremo come tali&#8221;
Bersani: parole incommentabili. Donadi: frasi da piccolo duce
Gli studenti: «Non ci fa paura. Noi pacifici, polizia e Stato no»
ROMA (19 marzo) - Gli studenti dell&#8217;Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l&#8217;Innovazione Renato Brunetta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2325" title="20090319_sapienza" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/20090319_sapienza-100x100.jpg" alt="20090319_sapienza" width="100" height="100" />Brunetta minaccia</strong>: gli studenti dell&#8217;Onda &#8220;sono guerriglieri, li tratteremo come tali&#8221;<br />
<strong>Bersani</strong>: parole incommentabili. Donadi: frasi da piccolo duce<br />
<strong>Gli studenti:</strong> «Non ci fa paura. Noi pacifici, polizia e Stato no»</p>
<p>ROMA (19 marzo) -<strong> Gli studenti dell&#8217;Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l&#8217;Innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.</strong><br />
«Non vedo molta protesta». A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l&#8217;Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia. L&#8217;Onda non l&#8217;ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».<br />
«Sono quattro ragazzotti». Poi, in una successiva intervista, Brunetta ha rincarato la dose: «Anzi, questi non hanno la dignità dei guerriglieri che sono una cosa seria, sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente».</p>
<p><span id="more-2324"></span>Rete studenti: noi pacifisti, polizia e Stato no. «Il nostro è un movimento pacifico &#8211; replica della Rete degli Studenti &#8211; sono il Governo e la Polizia che stanno cercando di creare uno stato di guerriglia». «Già Cossiga lo aveva proposto lo scorso autunno, ma non ci era riuscito, forse lo vogliono fare ora» spiega la Rete. E si chiedono:«Sono guerrigliere le mamme che per i loro figli hanno chiesto più ore e bocciato clamorosamente il maestro unico? Buttarla in caciara (o in guerriglia) è il sogno di un governo immobile e incapace. Un sogno che non gli concederemo di realizzare», conclude la rete.<br />
Chiede invece le dimissioni &#8220;immediate&#8221; e le scuse del ministro Brunetta l&#8217;Unione degli studenti secondo cui un ministro della Repubblica «non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei &#8220;guerriglieri&#8221; da trattare come tali». «Ieri &#8211; afferma l&#8217;Uds &#8211; c&#8217;è stata un&#8217;aggressione di cui gli studenti sono state vittime. Quella di Brunetta è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi. Già il presidente del Consiglio in autunno aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la protesta, ma aveva incontrato la netta ostilità della società tutta. Chiediamo le immediate scuse e le dimissioni del ministro Brunetta. Non ci lasceremo intimidire».<br />
Azione studentesca: Brunetta troppo generoso. Di tutt&#8217;altro segno il commento di Azione studentesca secondo la quale «Brunetta è stato troppo generoso. I guerriglieri di solito hanno l&#8217;appoggio della popolazione che li sostiene contro l&#8217;esercito invasore. I collettivi nelle università vorrebbero giocare ai guerriglieri, ma sono solo dei teppistelli ignorati dalla maggioranza della popolazione studentesca».<br />
Gelmini: a volte usa toni provocatori.  Il ministro Brunetta «come tutti sanno, a volte usa toni forti e provocatori» dice il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, stemperando le dichiarazioni di Brunetta. «Mi auguro vivamente &#8211; ha affermato il ministro Gelmini &#8211; che gli episodi di ieri della Sapienza non si ripetano più. Il diritto di manifestare va sempre rispettato, ma la democratica dimostrazione del dissenso non può mai trascendere nella violenza, che non può mai essere accettata. In questo senso credo &#8211; ha spiegato &#8211; vadano interpretate anche le dichiarazioni del ministro Brunetta».<br />
Bersani: da Brunetta parole sconsiderate. Capanna: neanche i ministri Dc come Brunetta. «Quelle del ministro Renato Brunetta sono parole totalmente sconsiderate, incommentabili» dice il responsabile economico del Pd, Pier Luigi Bersani. Dura anche Mario Capanna, uno leader storici della contestazione del Sessantotto: «Devo dire per verità storica che nemmeno 40 anni fa i ministri democristiani dell&#8217;epoca si permettevano di emettere giudizi così sommari, miopi e pericolosi. Di nuovo Brunetta viene tradito dal suo irrefrenabile esibizionismo. Si definisce democratico e, dunque, dovrebbe sapere che la democrazia non è solo quella rappresentativa, ma anche quella partecipata. Ed è davvero deplorevole che ad un ministro della Repubblica sfugga questa parte della democrazia che ne è l&#8217;anima».<br />
Donadi (Idv): parole da piccolo duce. «Deve esserci stato un corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta &#8211; attacca il capogruppo dell&#8217;Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi &#8211; Non c&#8217;è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell&#8217;Onda. Parole incendiarie da piccolo duce. Il governo chieda scusa immediatamente». Donadi considera le aprole del ministro «inqualificabili e pericolose, aumentano senza motivo la tensione ed il conflitto. Brunetta non si illuda di infuocare gli animi, gli studenti sono molto più maturi di lui e non cadranno in provocazioni».<br />
Fioroni: Brunetta irresponsabile. Il ministro Gelmini «chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta». L&#8217;invito arriva dal responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni. «Il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene &#8211; aggiunge l&#8217;ex titolare di viale Trastevere &#8211; che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere. Ma additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva».<br />
Zingaretti: parole irresponsabili. Le dichiarazioni del ministro Brunetta «sono irresponsabili e improprie proprio perché &#8211; spiega il presidente della Provincia Nicola Zingaretti &#8211; fatte da un ministro della Repubblica e sembrano avere come unico obiettivo quello di voler fare alzare la tensione in città».<br />
Ferrero: è un provocatore. «Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell&#8217;Onda caricati dalla Polizia ieri a Roma e che lui ritiene &#8220;dei guerriglieri che come tali vanno trattati&#8221;, la dice lunga sull&#8217;idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc, che aggiunge: «La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo».<br />
Buontempo: Brunetta ha sbagliato. Anche la Destra è contro il ministro Brunetta. Il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo, nell&#8217;esprimere «piena solidarietà alle forze dell&#8217;ordine, costrette a obbedire a un ordine scellerato. Non c&#8217;era un pericolo evidente: i manifestanti non indossavano l&#8217;armamentario tipico dell&#8217;estrema<br />
Sinistra, come caschi, bastoni e fazzoletti per coprire il volto. Le parole del ministro sono irresponsabili e rischiano di alimentare la tensione tra i giovani».<br />
Funzionari di polizia: moderare i termini. Un invito ad abbassare i toni è arrivato dall&#8217;Associazione nazionale dei funzionari di polizia: «Tutti i politici, sia quelli al governo che quelli all&#8217;opposizione, moderino i termini, poiché le loro parole sopra le righe corrono il serio rischio di tradursi inevitabilmente in pietre e molotov contro poliziotti e carabinieri, costretti a gestire situazioni sempre più difficili».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=51234&amp;sez=HOME_SCUOLA&amp;ssez=UNIVERSITA" target="_blank">ilmessaggero</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>MANIFESTAZIONE REGIONALE “LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO” Bologna 20/03/09</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/manifestazione-regionale-%e2%80%9cla-scuola-pubblica-appesa-a-un-filo%e2%80%9d-bologna-200309/</link>
		<comments>http://www.futuroscuola.org/manifestazione-regionale-%e2%80%9cla-scuola-pubblica-appesa-a-un-filo%e2%80%9d-bologna-200309/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 18:01:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La scuola pubblica ha stoffa!
20 marzo 2009
MANIFESTAZIONE REGIONALE
“LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO”
Venerdì 20 marzo ore 17,30
Bellissima manifestazione, con tanti bimbi a disegnare e scrivere i loro messaggi per la ministra. Ci ascolterà? Ascolterà chi la scuola la vive con serietà, dedizione, passione, entusiasmo e con la stessa serietà, dedizione, passione, entusiasmo la difende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.scuolalonghena.org/semplicemente/la-scuola-pubblica-appesa-a-un-filo-2/#more-627" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2317" title="bologna-striscione-la-scuola-appesa-filo-manif-scuola-01" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/bologna-striscione-la-scuola-appesa-filo-manif-scuola-01-100x100.jpg" alt="bologna-striscione-la-scuola-appesa-filo-manif-scuola-01" width="100" height="100" /></a><span style="font-size: medium;"><strong>La scuola pubblica ha stoffa!<br />
20 marzo 2009</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MANIFESTAZIONE REGIONALE<br />
“LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO”<br />
Venerdì 20 marzo ore 17,30</strong></p>
<p style="text-align: left;">Bellissima manifestazione, con tanti bimbi a disegnare e scrivere i loro messaggi per la ministra. Ci ascolterà? Ascolterà chi la scuola la vive con serietà, dedizione, passione, entusiasmo e con la stessa serietà, dedizione, passione, entusiasmo la difende dagli scellerati che la vorrebbero ridurre ad involucro vuoto, spento, triste ? Leggerà le oltre 23.000 firme che testimoniano, nella sola Bologna e Provincia, la volontà delle famiglie di continuare ad avere il Tempo Pieno di opportunità e di crescita per i propri figli?          <a href="http://www.scuolalonghena.org/semplicemente/la-scuola-pubblica-appesa-a-un-filo-2/#more-627"><span style="font-size: x-small;"><strong>GALLERIA FOTOGRAFICA</strong></span></a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolalonghena.org/semplicemente/la-scuola-pubblica-appesa-a-un-filo-2/#more-627" target="_blank">semplicementeLonghena</a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>Gli anti-Gelmini tornano in piazza cinquemila invadono via Rizzoli Migliaia di mani srotolano uno striscione di 200 metri</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Arriva la solidarietà della Bastico. Ma Garagnani parla di “manifestazioni vergognose”</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-2316"></span><br />
DUECENTO metri di tela bianca, con la scritta in arancione e blu: «No ai tagli, difendiamo la scuola pubblica». Sono da poco passate le cinque del pomeriggio quando lo striscione viene srotolato dalle Due Torri al Nettuno: i bambini lo colorano, Cuoghi e Corsello disegnano le loro «oche» simbolo, i writers usano la bomboletta anti-Gelmini, sfilano illustratori e gli artisti del teatro Testoni. Il centro è bloccato. La scuola torna in piazza.<br />
Oltre cinquemila genitori, bambini e maestri contro il taglio dei docenti e delle risorse che «porterà alla cancellazione del tempo pieno e di una scuola pubblica di qualità». Le mani si alzano dopo poco, saltano per aria i pennarelli, lo striscione comincia ad avanzare tenuto da centinaia di mamme, insegnanti, qualche preside. Con i bambini che corrono sotto il telo, la musica della banda Roncati, gli slogan: la scuola è più bella senza Mariastella, la scuola costa, l´ignoranza è gratis, Gelmini taglia i capelli. I ministri contestati diventano tre: «Brunetta-Tremonti &#8211; Gelmini, giù le mani dai nostri bambini». I papà intonano, come allo stadio: «Gelmini bocciaci tutti». E poi i messaggi dei bambini sullo striscione. La piccola Caterina scrive: «La Gelmini mi fa arrabbiare», un bimbo rappresenta il ministro mentre si mangia un´insalata di maestri. Ci sono gli striscioni di Medicina, Pianoro, Rastignano. Per due ore non si passa da via Rizzoli e via Ugo Bassi. Passano loro, quelli dei cortei e della scritta luminosa in piazza Maggiore «Fermatevi» quando la riforma Gelmini è diventata legge. Quelli che ieri hanno annunciato di aver raccolto solo a Bologna e provincia 23mila moduli di iscrizione «alternativi», dove le famiglie hanno chiesto il tempo pieno con due insegnanti compresenti in classe per quattro ore a settimana.<br />
Quello che il ministero non concederà, visto le ultime direttive che costruiscono l´organico, nelle prime elementari, su 27 ore settimanali. Per questo oggi il maestro Mirco Pieralisi e Marina D´Altri, mamma del movimento, saranno a Roma. A consegnare al capo di dipartimento Giuseppe Cosentino gli scatoloni con i moduli &#8211; ribelli (oltre tremila quelli raccolti a Cesena e Parma, 1.500 a Reggio) che arriveranno da tutta Italia. «Dietro ogni modulo c´è l´impegno di tanti genitori. Mostreremo il modello di scuola che le famiglie chiedono. E che non è quello del maestro unico». Ci sono i politici del Pd alla partenza del corteo: il segretario De Maria, la deputata Sandra Zampa. C´è Silvana Mura (Idv), sfila accanto al popolo della scuola l´assessore provinciale Paolo Rebaudengo, che ha appena aperto la vertenza sui tagli. E poi Sandra Soster, segretaria Cgil-Flc, i candidati sindaco Tedde e Monteventi. Flavio Delbono è nelle adesioni alla manifestazione, una lista per la prima volta lunga: dal governatore Errani al neo assessore Sedioli, Milli Virgilio, i presidenti dei quartieri e tanti sindaci e assessori della Provincia. Arriva la solidarietà di Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola del Pd: «Il governo colpisce la qualità delle scuole». Garagnani, deputato Pdl, parla immediatamente di «vergognose manifestazioni». Ma gli insegnanti non replicano. Questo non è &#8211; dicono &#8211; che l´inizio, in un venerdì di gelo, di una calda primavera». Oggi lo striscione bolognese sarà srotolato in viale Trastevere.</p>
<p style="text-align: left;">di ILARIA VENTURI</p>
<p style="text-align: left;">Fonte: <a href="http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2009/marzo/repubblica_bologna_gli_anti_gelmini_tornano_in_piazza_cinquemila_invadono_via_rizzoli" target="_blank">http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2009/marzo/repubblica_bologna_gli_anti_gelmini_tornano_in_piazza_cinquemila_invadono_via_rizzoli</a></p>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Scuole rischiano il crack finanziario, tra supplenze e visite fiscali</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 21:52:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Supplenti, presidi in rivolta &#8220;Niente soldi per le sostituzioni&#8221;
Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di &#8220;dissesto finanziario&#8221;. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2279" title="conventosanfrancesco" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/conventosanfrancesco-100x100.jpg" alt="conventosanfrancesco" width="100" height="100" />Supplenti, presidi in rivolta &#8220;Niente soldi per le sostituzioni&#8221;</p>
<p><strong>Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di &#8220;dissesto finanziario&#8221;. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da Marche, Sardegna e Sicilia. </strong></p>
<p><strong>Ma per il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, chiamato in causa da una recente interrogazione parlamentare, non c&#8217;è stata &#8220;una diminuzione delle risorse, al contrario queste sono state accresciute&#8221;. Ma di cosa si lamentano, allora, segretari e capi d&#8217;istituto?</strong><br />
In una lettera indirizzata una settimana fa al ministero, 70 tra capi d&#8217;istituto e direttori dei servizi amministrativi (gli ex segretari) della provincia di Ancona &#8220;segnalano la gravissima situazione di disagio di tutti gli istituti del territorio&#8221;. Le scuole vantano un credito enorme da viale Trastevere e sono state costrette a confezionare bilanci su somme virtuali. L&#8217;Associazione delle scuole autonome della Sicilia (Asas) stima in 1,6 miliardi di euro il corrispettivo che il ministero deve ancora alle scuole. Mentre pochi giorni fa il direttore dell&#8217;Ufficio scolastico regionale della Sardegna, Armando Pietrella, ha scritto al ministero di continue &#8220;segnalazioni provenienti dalle istituzioni scolastiche che evidenziano la grave situazione per la mancanza di fondi destinati alle supplenze&#8221;. Ma di non poterci fare nulla, invitando i capi d&#8217;istituto sardi a nominare lo stesso i supplenti.</p>
<p><span id="more-2277"></span>Il ministero quest&#8217;anno assegnerà agli istituti un budget fisso in relazione alle unità del personale in servizio incrementato al massimo del 50 per cento. Ma le scuole hanno ricevuto soltanto anticipi. Per dare un&#8217;idea del taglio operato negli ultimi 5 anni basta guardare alcune cifre. Per le sole supplenze nel 2004 vennero stanziati 899 milioni, nel 2008 siamo attorno a 323. Maria Rita insegna in una scuola elementare della provincia di Roma. &#8220;Nella mia scuola &#8211; spiega &#8211; non si nominano più supplenti da 15 giorni e siamo nel caos più totale: le classi vengono divise e a farne le spese sono i piccoli scolari, traslocati da una classe all&#8217;altra come pacchi postali&#8221;. Oltre ai tagli le scuole devono fronteggiare gli effetti del decreto-Brunetta contro i fannulloni, che prevede visite fiscali anche per un solo giorno di malattia. Chi le paga? Il servizio sanitario nazionale presenta il conto alle scuole che, però, non ce la fanno più. &#8220;Aiutateci a gestire la scuola nella legalità&#8221; scrivono 17 dirigenti scolastici di Bergamo. I capi d&#8217;istituto sono di fronte ad un bivio: &#8220;destinare pressoché tutti i fondi disponibili al pagamento delle visite fiscali e paralizzare la vita degli istituti, oppure infrangere la legge e disporre solo in minima parte le visite o non pagare le Asl&#8221;. Lo scorso dicembre l&#8217;onorevole di centro destra Daniela Melchiorre chiese al ministro Brunetta chi dovesse pagare le visite fiscali. &#8220;La questione è in via di approfondimento&#8221;, ha risposto il fustigatore di fannulloni.</p>
<p>di SALVO INTRAVAIA<br />
(13 marzo 2009)<br />
Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/supplenti-niente-soldi/supplenti-niente-soldi.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>DECRETO BRUNETTA: reperibilità obbligatoria per 11 ore ai dipendenti pubblici</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 21:36:56 +0000</pubDate>
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DECRETO BRUNETTA: AL VIA INIZIATIVA LEGALE IN TUTTA ITALIA

La Gilda degli Insegnanti dichiara guerra al decreto Brunetta che impone la reperibilità obbligatoria per 11 ore al proprio domicilio ai dipendenti pubblici assenti dal luogo di lavoro per motivi di malattia e sottoposti alla visita fiscale. Quando fu emanata la normativa, la Gilda si dichiarò subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2274" title="brunetta-pecoroni-20081204_brunetta" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/brunetta-pecoroni-20081204_brunetta-100x100.jpg" alt="brunetta-pecoroni-20081204_brunetta" width="100" height="100" /></p>
<p align="center"><strong>DECRETO BRUNETTA: AL VIA INIZIATIVA LEGALE IN TUTTA ITALIA<br />
</strong></p>
<p>La Gilda degli Insegnanti dichiara guerra al decreto Brunetta che impone la reperibilità obbligatoria per 11 ore al proprio domicilio ai dipendenti pubblici assenti dal luogo di lavoro per motivi di malattia e sottoposti alla visita fiscale. Quando fu emanata la normativa, la Gilda si dichiarò subito contraria, giudicandola una misura liberticida che pone i docenti agli <a href="http://www.gildains.it/docgilda/200807/16comunicato_malattia.htm" target="_blank">&#8220;arresti domiciliari&#8221;.</a> E adesso il sindacato torna all&#8217;attacco lanciando un&#8217;iniziativa legale su tutto il territorio nazionale.<br />
Secondo i recenti orientamenti della giurisprudenza comunitaria, infatti, è da considerarsi tempo di lavoro tutto quello che il dipendente mette a disposizione del</p>
<p><span id="more-2275"></span>datore di lavoro. Alla luce di ciò, e in seguito a un qualificato parere legale richiesto dalla Gilda, il sindacato invita i docenti a presentare ricorso contro il decreto del ministro della Funzione pubblica, chiedendo che vengano pagate tutte le ore in più di lavoro passivo imposte con l&#8217;obbligo di reperibilità a casa.<br />
&#8220;Praticamente &#8211; spiega il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio &#8211; chiediamo che la libertà di cui vengono privati i docenti venga retribuita, così come già avviene per altre categorie di lavoratori, ad esempio i medici e gli infermieri che sono disponibili anche fuori dall&#8217;orario di servizio in ospedale e per questo vengono remunerati. Il decreto Brunetta è fortemente discriminatorio nei confronti dei dipendenti pubblici &#8211; conclude Di Meglio &#8211; e il nostro obiettivo è che i controlli sugli ammalati vengano fatti in fasce orarie accettabili, esattamente come avviene per i dipendenti privati&#8221;.<br />
<strong>Roma, 13 marzo 2009</strong></p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://www.gildains.it/docgilda/200903/13comunicato_brunetta_azionelegale.htm" target="_blank">GILDA</a></strong>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>sciopero del 18 marzo: Manifestazioni e iniziative territoriali</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 20:40:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Manifestazioni e iniziative territoriali per lo sciopero del 18 marzo 2009
Pubblichiamo di seguito l&#8217;elenco, ancora parziale, delle manifestazioni e delle iniziative territoriali che si terranno in occasione dello sciopero che abbiamo proclamato per mercoledì 18 marzo 2009 e che interesserà tutti i settori della Conoscenza. Ulteriori informazioni presso le sedi della FLC Cgil.
Al Teatro Politeama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2271" title="oggi-sciopero1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/oggi-sciopero1-100x100.gif" alt="oggi-sciopero1" width="100" height="100" />Manifestazioni e iniziative territoriali per lo sciopero del 18 marzo 2009</p>
<p>Pubblichiamo di seguito l&#8217;elenco, ancora parziale, delle manifestazioni e delle iniziative territoriali che si terranno in occasione dello sciopero che abbiamo proclamato per <a href="http://www.flcgil.it/speciali/governo_berlusconi_e_politiche_sulla_conoscenza/18_marzo_2009_sciopero_di_tutti_i_settori_della_conoscenza" target="_blank">mercoledì 18 marzo 2009</a> e che interesserà tutti i settori della Conoscenza. Ulteriori informazioni presso le <a href="http://www.flcgil.it/flc/flc_dove_siamo" target="_blank">sedi della FLC Cgil</a>.</p>
<p>Al Teatro Politeama di Palermo si svolgerà la manifestazione nazionale &#8220;<em>I giovani per il futuro del Mezzogiorno: istruzione e formazione per uscire dalla crisi</em>&#8220;, che vedrà tra gli altri la partecipazione di Domenico Pantaleo, segretario generale FLC Cgil e di Guglielmo Epifani, segretario generale CGIL.</p>
<p><em></em></p>
<p><strong>Abruzzo</strong></p>
<p>Sono previste due manifestazioni congiunte con la CGIL, a L&#8217;Aquila (per i territori L&#8217;Aquila e Teramo) alle ore 11 presso il Consiglio Regionale, l&#8217;altra a Pescara (territori di Pescara e Chieti) alle ore 11 presso gli Uffici Regionali. Sono garantiti in entrambe le città interventi pubblici.</p>
<p><strong>Basilicata</strong></p>
<p>Iniziativa regionale sul precariato.</p>
<p><strong>Calabria</strong></p>
<p>Un presidio con &#8220;gazebo&#8221; in ogni provincia sul tema del precariato.</p>
<p><strong>Campania</strong></p>
<p><strong><span id="more-2270"></span></strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Napoli, piazza Mancini (statua di Garibaldi), ore 9.30. Corteo e comizio in Piazza del Gesù.</p>
<p><strong>Emilia Romagna.</strong></p>
<p>Manifestazioni provinciali a Modena e Reggio Emilia. insieme alla CGIL, a Bologna presidio in piazza Nettuno, nelle altre province presidi presso le prefetture o USP.</p>
<p><strong>Friuli Venezia Giulia</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Udine nel pomeriggio, con intervento del Segretario nazionale CGIL Enrico Panini. Presidi nella mattinata presso le prefetture.</p>
<p><strong>Lazio</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Roma dalle ore 9.30 in Piazza SS. Apostoli. Interventi di: Claudio Di Berardino, Segretario Generale CGIL di Roma e del Lazio, Domenico Rossi, Segretario Generale FLC Cgil di Roma e del Lazio. Conclusioni di Marco Valerio Broccati, Segretario Nazionale FLC Cgil. <a href="http://www.flc-lazio-cgil.it/notizie/allegati_notizie_s/locandina%20sciopero18_03.pdf" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p><strong>Liguria</strong></p>
<p>Tre manifestazioni sulla riviera di ponente, a Genova e sulla riviera di levante. La più rilevante si terrà a Genova.</p>
<p><strong>Lombardia</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Milano con partenza da Bastioni di Porta Venezia ore 9.30 e arrivo in Piazza Duomo. Interverranno: Onorio Rosati, segretario generale Camera del Lavoro Milano, un Rappresentante della &#8220;rete precari&#8221;, Corrado Ezio Barachetti, segretario generale regionale FLC Cgil Lombardia e Fabrizio Solari, segretario nazionale CGIL. <a href="http://www.flccgil.lombardia.it/cms/attach/volantino_lombardia.doc" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p><strong>Marche</strong></p>
<p>Sono previste manifestazioni con presidi davanti alle Prefetture. In particolare: Ancona, Prefettura in P.zza Plebiscito (p.zza Del Papa) dalle ore 10,00 alle ore 12,00; Ascoli Piceno, Prefettura in p.zza Simonetti dalle ore 10.00; Macerata, Prefettura in P.zza Cesare Battisti dalle 9,30 e in seguito Assemblea Pubblica presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Macerata; Pesaro Urbino, Prefettura in P.zza del Popolo dalle ore 10.30.</p>
<p><strong>Molise</strong></p>
<p>Manifestazione pubblica con presidio presso l&#8217;USR. Per saperne di più.</p>
<p><strong>Piemonte</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Torino, Piazza Arbarello ore 9,30 e corteo fino a Piazza Castello con comizio finale. Sono previsti interventi di lavoratori dei comparti della conoscenza, studenti, precari, genitori, associazioni e quello musicale del Conservatorio di Alessandria. Interventi conclusivi di Rodolfo Aschiero, segretario generale regionale FLC Cgil Piemonte e Vincenzo Scudiere, segretario generale CGIL Piemonte.</p>
<p><strong>Puglia</strong></p>
<p>Manifestazione regionale che si svolgerà in P.zza del Ferrarese alle ore 10,00. All&#8217;iniziativa hanno aderito UDU e UDS. Parteciperà alla manifestazione anche Gianni Forta, segretario generale CGIL Puglia. È stata lanciata l&#8217;iniziativa sul sito regionale della Piazza della Conoscenza, attiva dal 10 al 17 marzo, quale strumento per far risaltare l&#8217;impegno della FLC in vista dello sciopero e della manifestazione del 18 marzo. <a href="http://www.flcpuglia.eu/professioni/in-formazione/contenuto/18-marzo-manifestazione-regionale-a-pzza-del-ferrarese-a-bari_447.html" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p><strong>Sardegna</strong></p>
<p>Manifestazione a Cagliari ore 9,30 da Piazza Garibaldi a Piazza del Carmine, aderiscono studenti universitari e medi. Presidio presso l&#8217;Ufficio Scolastico Regionale.</p>
<p><strong>Sicilia</strong></p>
<p>Una manifestazione con gli studenti a Catania e la grande manifestazione nazionale che convoglierà l&#8217;attenzione su Palermo &#8220;I giovani per il futuro del Mezzogiorno: istruzione e formazione per uscire dalla crisi&#8221;, ore 10.00, Teatro Politeama. Interviene, tra gli altri, Domenico Pantaleo, segretario generale FLC Cgil. Conclude Guglielmo Epifani, segretario generale CGIL.</p>
<p><strong>Toscana</strong></p>
<p>Manifestazione regionale con la partecipazione di lavoratori, coordinamenti dei genitori, concentramento in piazza San Marco (lato sud verso Via Martelli) alle ore 9,30. Il corteo attraverserà Via Martelli, Piazza Duomo (lato Via dei Servi), Via del Proconsolo, Via Ghibellina, Via Verdi, Piazza Santa Croce dove sono previsti interventi prevalentemente di precari e conclusioni del Segretario generale CGIL Toscana.</p>
<p><strong>Trento</strong></p>
<p>Assemblea pubblica per un confronto con la cittadinanza e le forze politiche provinciali sul disegno di legge Aprea e il futuro della scuola, presso la sala Gabardi della CGIL dalle ore 9.30 alle 13.</p>
<p><strong>Umbria</strong></p>
<p>Presidi presso le prefetture di Perugia e Terni.</p>
<p><strong>Veneto</strong></p>
<p>Manifestazione regionale a Padova con concentramento in Piazza Eremitani alle ore 9.00 e corteo che si concluderà a Piazzale Pontecorvo con un comizio. <a href="http://www.flccgil.veneto.it/News_2009/090312_FLC19_%20Volantino_%20MANIFESTAZIONE_3.doc" target="_blank">Per saperne di più</a>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.flcgil.it/pagine_web/scioperi/manifestazioni_e_iniziative_territoriali_per_lo_sciopero_del_18_marzo" target="_blank">CGIL</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Formazione in ingresso per il personale docente ed educativo &#8211; Anno scola­stico 2008-2009, Decreto ministeriale n. 61 del 10 luglio 2008</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/formazione-in-ingresso-per-il-personale-docente-ed-educativo-anno-scola%c2%adstico-2008-2009-decreto-ministeriale-n-61-del-10-luglio-2008/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 00:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca
Dipartimento per l&#8217;istruzione
Direzione generale per il personale scolastico
Ufficio VI
Prot.n. AOODGPER. 2360
Roma, 23 febbraio 2009
Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
All&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica Via M. Buonarroti, n.10 50122       FIRENZE
e,p.c.        Ai Responsabili degli Uffici Scolastici Provinciali
LORO SEDI
All&#8217;Intendente Scolastico Italiano Provincia Autonoma di
BOLZANO
All&#8217;Intendente Scolastico Tedesco
BOLZANO
All&#8217;Intendente Scolastico Ladino
BOLZANO
Alla Provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2181" title="logofuturoscuola-l2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l2-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l2" width="80" height="80" /><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2182" title="logo-ministero-p-i-repubblica-italiana2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logo-ministero-p-i-repubblica-italiana2-100x100.jpg" alt="logo-ministero-p-i-repubblica-italiana2" width="80" height="80" /></p>
<p align="center">Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</p>
<p align="center">Dipartimento per l&#8217;istruzione</p>
<p align="center">Direzione generale per il personale scolastico</p>
<p align="center"><em>Ufficio VI</em></p>
<p style="text-align: left;">Prot.n. AOODGPER. 2360</p>
<p style="text-align: left;">Roma, 23 febbraio 2009</p>
<p>Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali</p>
<p>LORO SEDI</p>
<p>All&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica Via M. Buonarroti, n.10 50122       FIRENZE</p>
<p>e,p.c.        Ai Responsabili degli Uffici Scolastici Provinciali</p>
<p>LORO SEDI</p>
<p>All&#8217;Intendente Scolastico Italiano Provincia Autonoma di</p>
<p>BOLZANO</p>
<p align="left">All&#8217;Intendente Scolastico Tedesco</p>
<p>BOLZANO</p>
<p align="left">All&#8217;Intendente Scolastico Ladino</p>
<p>BOLZANO</p>
<p>Alla Provincia Autonoma Dipartimento Istruzione</p>
<p align="center">TRENTO</p>
<p>Alla Regione Autonoma della Valle d&#8217;Aosta Assessorato Istruzione e Cultura Direzione Personale Scolastico</p>
<p align="center">AOSTA</p>
<p>Al Capo Dipartimento per l&#8217;Istruzione</p>
<p>Al Direttore Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di Istruzione e per l&#8217;Autonomia Scolastica</p>
<p>Al Capo dell&#8217;Ufficio Legislativo</p>
<p>Al Capo del Servizio Controllo Interno</p>
<p>LORO SEDI</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>Oggetto: Formazione in ingresso per il personale docente ed educativo &#8211; Anno scola­stico 2008-2009</strong></span></p>
<p>Il Decreto ministeriale n. 61 del 10 luglio 2008 evidenzia con le allegate tabelle la ripartizione per ciascuna provincia dei docenti per la scuola dell&#8217;infanzia, la scuola primaria, la scuola secondaria di primo e di secondo grado e per il personale educati­vo, oltre alla ripartizione di posti assegnati a ciascun profilo professionale del perso­nale ATA. Per il predetto personale docente ed educativo (docenti dei diversi ruoli, posti e classi di concorso, previsti dalla tabella allegata al medesimo D.M. 61/2008) occorre avviare nel corrente anno scolastico le procedure per l&#8217;anno di formazione regolate dall&#8217;articolo 440 del Decreto Legislativo n. 297/94.</p>
<p><span id="more-2178"></span></p>
<p>La formazione in ingresso prevista contrattualmente per i neoassunti in ruolo, ai sensi dell&#8217;articolo 68 del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto scuola, co­stituisce un obbligo contrattuale e trova rispondenza nel Contratto Collettivo Nazio­nale Integrativo concernente la formazione del personale docente, educativo, ammini­strativo tecnico e ausiliario relativa all&#8217;anno scolastico 2008/2009 (sottoscritto il 4 lu­glio 2008) e nella contrattazione collettiva integrativa a livello regionale.</p>
<p>In tale quadro di riferimento gli Uffici Scolastici Regionali forniranno informa­zioni alle Organizzazioni sindacali sulle modalità di attuazione delle iniziative di formazione in ingresso che organizzeranno per i docenti neoimmessi in ruolo.</p>
<p>Con l&#8217;occasione si rappresenta che questa Direzione Generale ha avviato il confronto con le parti sociali per la sottoscrizione del Contratto Collettivo Integrativo nazionale relativo all&#8217;anno scolastico 2009-2010.</p>
<p>Per il corrente anno scolastico, in continuità con il processo di formazione in atto, questa Direzione Generale ha provveduto a finanziare l&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica ex INDIRE coi fondi necessari per proseguire la sua funzione finalizzata, tra l&#8217;altro, a fornire strumenti e servizi per le scuole che accolgono il personale neoimmesso in ruolo nel corrente anno scolastico.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;AMBIENTE DI FORMAZIONE</strong></p>
<p>L&#8217;ambiente di formazione per i docenti neoassunti in ruolo, in coerenza con quanto già realizzato in passato, rappresenta un&#8217;offerta formativa rivolta a tutte le ti­pologie di insegnanti e articolata in modo da stimolare una autonoma riflessione sulle competenze metodologico-didattiche, psico-pedagogiche, disciplinari, relazionali e comunicative attinenti ai profili professionale di riferimento. È proposto come vero e proprio servizio messo a disposizione dei docenti neoassunti, che hanno potuto nei primi mesi del corrente anno scolastico, secondo le proprie esperienze e il vissuto personale, entrare in relazione con i diversi soggetti dai quali sono affiancati in que­sto periodo di crescita professionale (il tutor della scuola, il dirigente scolastico, il Collegio dei docenti, i colleghi), e che si sono dovuti confrontare con le sollecitazioni provenienti dall&#8217;ordinamento vigente.</p>
<p>Le iniziative formative destinate ai docenti neoassunti si inquadrano nella complessiva offerta di opportunità di formazione permanente, e possono essere fatto­re determinante per promuovere modalità attive e consapevoli di esercizio della fun­zione docente, adeguate alle innovazioni della scuola e alle trasformazioni della so­cietà.</p>
<p>L&#8217;intera proposta formativa, a partire da quella in ingresso, è costruita come un &#8220;ambiente integrato&#8221; di apprendimento e rappresenta una opportunità connotata da ampi margini di discrezionalità e di scelta, tale da valorizzare al massimo l&#8217;esperienza professionale e da avviare a una piena autonomia di ricerca culturale, didattica e or­ganizzativa sin dall&#8217;anno di prova.</p>
<p>Tra le opportunità da organizzare a sistema, le iniziative di formazione inizia­le, in ingresso e in servizio, assieme all&#8217;autoaggiornamento, fanno dunque parte di un unico processo di apprendimento che deve durare, con caratteristiche di coerenza e di continuità, per tutto l&#8217;arco della vita lavorativa.</p>
<p>Lo sviluppo della professionalità docente si realizza all&#8217;interno dell&#8217;istituzione scolastica quale sede naturale di confronto e di condivisione delle scelte educative,</p>
<p>didattiche e organizzative che caratterizzano il Piano dell&#8217;Offerta formativa e deter­minano il Patto di corresponsabilità con le famiglie.</p>
<p>Da tempo, per costruire una offerta formativa adeguata al personale neoassunto l&#8217;ambiente e-learning, specie se integrato da fondamentali momenti in presenza, si presenta come modello particolarmente idoneo, in quanto consente interventi forma­tivi di vasta ampiezza, economici, interattivi, personalizzabili, ripetuti e distesi nel tempo, aggiornabili e implementabili in progress. Un sistema di formazione continua funzionale si fonda, infatti, non sulla mera fruizione dei contenuti, ma sull&#8217;apprendimento on the job, in modo che il learning by doing stabilisca una signi­ficativa relazione fra l&#8217;esperienza e la riflessione. Nel campo della scuola questo si­gnifica la valorizzazione delle pratiche della ricerca-azione, ove è caratterizzante l&#8217;intreccio tra momenti di riflessione/approfondimento e momenti di esperien­za/realizzazione, tra apprendimenti di nuove conoscenze e verifica della loro utilità nella pratica operativa.</p>
<p>Il percorso formativo della ricerca-azione consente, inoltre, continui rinvii all&#8217;attività di servizio e fornisce al docente in formazione strumenti e metodi per au-tovalutarsi, aggiornarsi e misurarsi con i bisogni degli alunni e del territorio in uno stile di insegnamento progressivamente rivolto alla costruzione del curricolo, alla sua rimodulazione e alla verifica degli apprendimenti.</p>
<p>A livello di singola istituzione scolastica o di reti di scuole, la formazione terrà conto delle competenze possedute dagli insegnanti, delle domande formative da sod­disfare, ma anche dei bisogni didattico-organizzativi delle scuole.</p>
<p>E&#8217; importante, a tale riguardo, che il contesto organizzativo assuma il valore aggiunto dell&#8217;apprendimento conseguito dal singolo docente in formazione e tenda a favorire l&#8217;opportunità di coniugare l&#8217;agire concreto, legato ai compiti e alle responsa­bilità dell&#8217;insegnante in formazione, con lo sviluppo di un&#8217;attitudine permanente alla riflessività. In questo senso, il tutor di scuola e i colleghi del team di appartenenza del docente in formazione concorreranno a costituire un ambiente laboratoriale di forma­zione, dove è possibile approfondire e sottoporre a verifica i materiali disponibili in piattaforma, mettendo così ancor più in evidenza che l&#8217;attività ordinaria di una scuola costituisce essa stessa un &#8220;laboratorio&#8221; per la formazione.</p>
<p>Per una più puntuale illustrazione dei contenuti dell&#8217;ambiente di apprendimen­to si fa rinvio al piano editoriale prelevabile dalla pagina <a href="http://puntoeduri.indire.it/digiscuola/auth/index.php?action=asklogisc&amp;go=..%2Fdigiscuola%2Fiscrizioni%2F" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">http://puntoeduri.indire.it/digiscuola/auth/index.php?action=asklogisc&amp;go=..%2Fdigiscuola%2Fiscrizioni%2F</span></a><a href="http : //for. indire. it/neoas sunti2009/i scrizioni" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"></span></a></p>
<p align="left">
<p style="text-align: center;"><strong>INDICAZIONI OPERATIVE</strong></p>
<p>Secondo i parametri del modello e-learning integrato è prevista la partecipa­zione a momenti di formazione on-line e a incontri in presenza; questi ultimi sono promossi e organizzati dagli Uffici Scolastici Regionali con le risorse iscritte nei ri­spettivi capitoli di bilancio e oggetto di contrattazione integrativa regionale.</p>
<p>Complessivamente le attività formative prevedono non meno di 40-50 ore (ar­ticolate in 20-25 ore in presenza e 20-25 ore a distanza), coordinate da un tutor, facili-tatore d&#8217;apprendimento. Ogni incontro in presenza sarà, in via ordinaria, organizzato in classi di non meno di 15 e non più di 30 docenti, provenienti dai due cicli scolasti­ci, purché gravitanti nello stesso ambito territoriale. L&#8217;attività di formazione può pre­vedere anche la costituzione di specifici gruppi di lavoro.</p>
<p>Il coordinamento e la direzione di ciascun corso è affidata a un Dirigente scola­stico, che ha compiti amministrativo-gestionali e ha la responsabilità dell&#8217;attestazione finale delle ore di formazione. La conduzione dei gruppi di docenti in formazione po­trà essere affidata a insegnanti o dirigenti scolastici individuati prioritariamente tra coloro già coinvolti in esperienze pregresse di formazione secondo il modello e-learning integrato.</p>
<p>Ogni Ufficio Scolastico Regionale provvederà ad organizzare i corsi relativi ai docenti neoassunti del territorio di riferimento secondo principi di efficacia ed eco­nomicità. Si allegano, a titolo esemplificativo, due schemi organizzativo-finanziari da tenere presente come riferimento di base, al fine di rendere il più possibile uniformi i costi di gestione. (All.n.1)</p>
<p>Parimenti in allegato (All.n.2) si riporta la scheda relativa alla procedura di i­scrizione per i docenti neoassunti, che dovrà essere curata dalle istituzioni scolastiche &#8211; sedi di servizio &#8211; e che sarà disponibile a partire dal 2 marzo p.v. alla pagina <span style="text-decoration: underline;">http : //for.indire. it/neoassunti2009/i scrizioni</span></p>
<p>Sarà possibile per i tutor di scuola accedere all&#8217;ambiente di lavoro in piattafor­ma per una collaborazione con il tutor on-line.</p>
<p>Si ricorda che l&#8217;ambiente di formazione docenti neoassunti a.s. 2007/2008 ri­marrà aperto solo in consultazione nell&#8217;area formazioni concluse.</p>
<p>L&#8217;attività formativa per i corsisti neoassunti in ruolo nel corrente anno scolasti­co e per coloro che, a vario titolo, non hanno assolto al periodo di formazione in in­gresso avrà inizio il 23 marzo 2009.</p>
<p>Si sottolinea che l&#8217;ambiente di formazione Puntoedu neoassunti costituisce solo un servizio e un&#8217;opportunità assicurata a livello nazionale da mettere a disposizione dei docenti neoimmessi in ruolo, i quali, tuttavia, anche in relazione alla programma­zione formativa avviata a livello regionale e oggetto di contrattazione collettiva integrativa, possono decidere di utilizzare altre opportunità formative promosse a livello territoriale.</p>
<p>Sarà cura degli Uffici Scolastici Regionali far conoscere alla scrivente Direzio­ne generale, per ogni opportuna valorizzazione, eventuali modalità di formazione al­ternative all&#8217;offerta qui disegnata.</p>
<p>Permangono in vigore, per quanto non innovato dalla presente circolare, le in­dicazioni di chiarimento emanate con la nota prot.n. AOODGPER 3699 del 29 feb­braio 2008.</p>
<p align="left">
<p style="text-align: center;"><strong>ITINERARI FORMATIVI PER I DOCENTI NEOASSUNTI</strong></p>
<p>Nell&#8217;ambito delle offerte formative messe a disposizione nella piattaforma A­genzia scuola dell&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica ex INDIRE, i docenti, d&#8217;intesa col tutor, possono sempre scegliere di impostare il pro­prio percorso di formazione in modo personalizzato, per stabilire opportune connes­sioni tra i percorsi esistenti in piattaforma e le proprie esperienze e competenze e i propri bisogni formativi specifici.</p>
<p>Una quota parte del monte orario complessivo (orientativamente 5 ore in pre­senza e 5 ore a distanza) è destinata ad offrire un momento formativo di base, omo­geneo nei contenuti e nelle modalità di realizzazione, mirato a diffondere le cono­scenze essenziali sul contesto dell&#8217;autonomia, sulle innovazioni ordinamentali in atto e su approfondimenti generali circa le competenze metodologiche e didattiche relati­ve al segmento scolastico di riferimento.</p>
<p>Ferma restando, come sopra accennato, la possibilità di assolvere all&#8217;obbligo di formazione previsto dall&#8217;anno di prova utilizzando altre opportunità formative pro­mosse a livello territoriale o di singola scuola, in coerenza con i progetti di formazio­ne già in atto e con l&#8217;assetto del modello organizzativo di e-learning integrato, da quest&#8217;anno, in relazione alla disciplina insegnata e al segmento scolastico di apparte­nenza, saranno resi disponibili anche spazi e materiali formativi appositamente enu­cleati nell&#8217;ambito del complesso dei materiali elaborati nei Piani nazionali di forma­zione ISS (Insegnare scienze sperimentali), Mat@bel (Matematica e apprendimenti di base con e-learning) e Poseidon (Piano di formazione per docenti di area linguistico-letteraria) nonché attività formative enucleate dall&#8217;ambiente PuntoEdu Lingue &#8211; Area metodologica &#8211; inerente al piano di formazione per i docenti di scuola primaria sprovvisti dei titoli per insegnare inglese avviato ai sensi della comunicazione di ser­vizio 1446/05.</p>
<p>Le attestazioni dei sopra citati itinerari formativi per i docenti neoassunti, ove documentino una porzione definita del complessivo percorso di riferimento (Mat@bel, Poseidon, eccetera) costituiscono credito formativo.</p>
<p>In particolare, per il corrente anno scolastico, al fine di evitare la frammenta­zione delle iniziative e porre in essere interventi organici e coerenti con i processi in­novativi in atto, si ritiene doveroso offrire a tutti i docenti neoassunti nella scuola primaria che stanno svolgendo il corso linguistico in presenza, di cui alla citata co­municazione di servizio, l&#8217;opportunità di svolgere come parte della formazione in in­gresso il percorso metodologico in e-learning (20 ore in presenza e 20 ore a distanza) proposto originariamente ai docenti di scuola primaria in possesso del livello di com­petenza A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento.</p>
<p>Tale opportunità è altresì estesa ai docenti neoassunti nella scuola primaria che, privi dei requisiti per l&#8217;insegnamento della lingua inglese, si sono resi disponibili alla frequenza dei suddetti corsi.</p>
<p>Le attività di formazione metodologica svolte e documentate varranno dunque a tutti gli effetti sia per il superamento del periodo di prova sia per il conseguimento dell&#8217;attestato finale necessario all&#8217;insegnamento della lingua inglese nella scuola pri­maria, previo completamento dell&#8217;intero percorso formativo e superamento dell&#8217;esame per il livello linguistico B1.</p>
<p>L&#8217;offerta formativa presente in Puntoedu lingue-Area Metodologica &#8211; organiz­zata in nuclei tematici con attività laboratoriali e materiali teorici di riferimento, già prevede, del resto, un ampio ventaglio di moduli rivolti a varie tipologie di esigenze e di insegnanti, nonché la possibilità, con la guida dell&#8217; e-tutor, di personalizzare il per­corso di apprendimento e armonizzare gli approfondimenti teorici con la formazione sul lavoro. Ciononostante, al fine di insistere in modo più coerente sulle esigenze specifiche dei docenti neoassunti, saranno segnalati i materiali e le attività laborato-riali che presentino caratteristiche tali da coprire sia le esigenze pedagogico-didattiche generali sia quelle più strettamente correlate all&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese.</p>
<p>Come è ovvio qualsiasi opzione formativa sopra indicata dovrà necessariamen­te concludersi entro i termini previsti per la formazione dei neoassunti.</p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>f.to IL DIRETTORE GENERALE</strong></p>
<p><strong>Luciano Chiappetta</strong></p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>Allegato 1</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Schemi organizzativo-finanziari dei corsi</strong></p>
<p>Ogni Ufficio Scolastico Regionale, nell&#8217;organizzare secondo principi di effica­cia ed economicità i corsi relativi ai docenti neoassunti del territorio potrà tenere pre­sente le seguenti tabelle di costi, con le quali si tende al fine di rendere il più possibile uniforme l&#8217;organizzazione della gestione nell&#8217;ambito delle ore previste, che, si sotto­linea, non possono essere inferiori al programmato ventaglio di 20-25 ore.</p>
<p>MODELLO 25 h presenza</p>
<p>Direzione                                                     129,12</p>
<p>Docenza presenza                                    1033,00</p>
<p>Assistenza on-line (forfettaria)              200,00</p>
<p>Supporto amministrativo                        102,00</p>
<p>Oneri                                                             124,45</p>
<p>Spese                                                               86,42</p>
<p align="right">Totale        1700,00</p>
<p>MODELLO</p>
<p>20 h presenza</p>
<p>Direzione                                                     103,30</p>
<p>Docenza presenza                                      826,40</p>
<p>Assistenza on-line (forfettaria)              200,00</p>
<p>Supporto amministrativo                        102,00</p>
<p>Oneri                                                             104,69</p>
<p>Spese                                                            143,60</p>
<p align="right">Totale        1500,00</p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>Allegato 2</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Procedura di iscrizione</strong></p>
<p>Gli Istituti Scolastici statali di ogni ordine e grado, compresi i convitti e gli e­ducandati, utilizzando il codice meccanografico e la password utilizzata per le iscri­zioni alle iniziative di Puntoedu, possono iscrivere i propri docenti e il personale edu­cativo come corsisti ad uno degli ambienti di apprendimento predisposti per i neoas­sunti dall&#8217;Agenzia per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica ex INDIRE, prelevan­do i dati anagrafici degli utenti previsti nell&#8217;elenco fornito dal MIUR.</p>
<p>I docenti neoassunti in elenco compaiono con la specifica dell&#8217;istituzione sco­lastica sede di servizio o in alcuni casi con il codice meccanografico della dotazione organica provinciale; anche per il personale educativo è specificato il codice della do­tazione organica provinciale. Le scuole devono anche integrare le iscrizioni per i do­centi assunti negli anni precedenti che non abbiano ancora assolto gli obblighi della formazione.</p>
<p>Le istituzioni scolastiche possono iscrivere i docenti ad una delle seguenti azioni di formazione per neoassunti selezionando la formazione prescelta tra:</p>
<p>-     Puntoedu docenti neoassunti- M@tabel (rivolto ai docenti neoassunti per le</p>
<p align="left">classi di concorso- A047, A048, A049, A059)</p>
<p>-      Puntoedu docenti neoassunti-Poseidon (rivolto ai docenti neoassunti per le classi di concorso A043, A050, A051, A052, A245-246, A345-346, A445-446, A545-546)</p>
<p>-      Puntoedu docenti neoassunti &#8211; ISS (rivolto ai docenti neoassunti per le classi di concorso A012, A013, A038, A049, A054, A057, A059, A060)</p>
<p>-      Puntoedu docenti neoassunti &#8211; Lingua inglese area metodologica (rivolto ai docenti neoassunti di scuola primaria privi dei requisiti per l&#8217;insegnamento del­la lingua inglese)</p>
<p align="center"><strong>-   Puntoedu docenti neoassunti generale (consentito a tutti i docenti neoassunti)</strong></p>
<p>Nel caso di insegnanti che non siano compresi nell&#8217;elenco, le scuole dovranno proce­dere all&#8217;iscrizione attraverso la funzione &#8220;Iscrivi manualmente&#8221; Per gli insegnanti di religione cattolica la materia di insegnamento da indicare è &#8220;rel&#8221; .</p>
<p align="left">N.B. L&#8217;e-mail e il codice fiscale sono campi obbligatori ai fini dell&#8217;iscrizione. Si invita ad indicare l&#8217;indirizzo e-mail personale del corsista.</p>
<p>Gli Uffici Scolastici Regionali, utilizzando i codici di accesso specifici comu­nicati dall&#8217;Agenzia, possono:</p>
<p align="left">-  iscrivere e-tutor e direttori di corso.</p>
<p>-  visionare lo stato delle iscrizioni per i vari ambienti di formazione a livello provin­ciale e organizzare i corsi.</p>
<p>Ad ambiente formativo aperto, l&#8217;e-tutor potrà popolare la classe virtuale asso­ciandosi i nominativi dei corsisti che incontra in presenza. Una volta associati, i cor­sisti hanno accesso completo all&#8217;ambiente formativo.</p>
<p>La comunicazione della password agli utenti è a carico dell&#8217;istituzione che li ha iscritti: la scuola, l&#8217;educandato o il convitto per i corsisti, l&#8217;Ufficio Scolastico Regio­nale per gli altri (e-tutor e direttori di corso).</p>
<p>Ad ambiente aperto sarà comunque disponibile una funzione &#8220;Non hai ricevuto Nome utente e password?&#8221; che permetterà di richiedere i codici che saranno inviati all&#8217;indirizzo di posta elettronica immesso all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione. Dal primo accesso all&#8217;ambiente di formazione l&#8217;utente avrà la possibilità di modificare il proprio profilo e l&#8217;indirizzo di posta elettronica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Come fare il login</strong></p>
<p>Le istituzioni scolastiche devono utilizzare come codice di accesso il codice meccanografico dell&#8217;istituto e la password utilizzata per le iscrizioni alle iniziative di Puntoedu.</p>
<p>Le scuole che non fossero in possesso della password d&#8217;istituto Puntoedu, pos­sono farne richiesta all&#8217;Agenzia compilando il modulo da scaricare on-line ed invian­dolo via fax al numero 055/2380393.</p>
<p>Gli Uffici Scolastici Regionali devono utilizzare come codici di accesso quelli specifici comunicati dall&#8217;Agenzia ex INDIRE.</p>
<p>In caso di problemi di funzionamento tecnico contattare neo2009-<span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:helpregistrazione@indire.it">helpregistrazione@indire.it</a></span>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scuola, boom di 5 in condotta</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 22:54:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scuola, boom di 5 in condotta 
Più insufficienze, soprattutto nelle lingue
I dati del ministero: più indisciplinati al Sud. Risultati più scarsi nei professionali. 
Alle elementari preferite le 30 ore 
Il 5 in condotta ha fatto strage nel primo quadrimestre. E le lingue battono la matematiche nelle insufficienze. Sono i dati del ministero dell&#8217;Istruzione che segnala [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2174" title="berlusconi-20081015_berlusconi" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/berlusconi-20081015_berlusconi-100x100.jpg" alt="berlusconi-20081015_berlusconi" width="100" height="100" />Scuola, boom di 5 in condotta </strong></span><br />
<strong>Più insufficienze, soprattutto nelle lingue<br />
I dati del ministero: più indisciplinati al Sud. Risultati più scarsi nei professionali. </strong></p>
<p><strong>Alle elementari preferite le 30 ore </strong></p>
<p>Il 5 in condotta ha fatto strage nel primo quadrimestre. E le lingue battono la matematiche nelle insufficienze. Sono i dati del ministero dell&#8217;Istruzione che segnala come ci siano «più insufficienze rispetto all&#8217;anno scorso: al termine degli scrutini del primo quadrimestre, infatti, nella scuola secondaria di secondo grado, risulta che il 72% degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (lo scorso anno erano il 70,3%). Il 28% degli studenti non ha riportato insufficienze. L&#8217;anno scorso erano il 29,7%.</p>
<p>Più insufficienze nei professionali. Maggiori carenze si registrano negli Istituti professionali e nelle regioni del Centro Sud. Sud che ha anche il record dei 5 in condotta. Nei professionali i rendimenti più scarsi con l&#8217;80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d&#8217;arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%). Gli studenti «più bravi» sono stati i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli</p>
<p><span id="more-2173"></span>scrutini intermedi senza insufficienze (lo scorso anno il 67,4% aveva avuto voti negativi). Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%). Ma le insufficienze al sud crescono.</p>
<p>Le lingue battono la matematica. Tra le discipline, le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). Per quanto riguarda i 5 in condotta, sono stati 34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici. Meno indisciplinati nei licei classici e negli scientifici Nei licei classici e scientifici 3.000 alunni hanno riportato una insufficienza nel comportamento.</p>
<p>Più indisciplinati al Sud. A livello di aree geografiche i ragazzi più indisciplinati sono nel sud, seguono le isole, il centro e poi il nord. Nella scuola media i ragazzi con almeno una insufficienza sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%).</p>
<p>Vincono le 30 ore. Per le iscrizioni alla prima elementare le famiglie hanno scelto le 30 ore. Per lo meno dai primi dati elaborati dal ministero delle Istruzioni. Per tutti gli orari, ricorda viale Trastevere la prima elementare avrà il maestro unico. Il ministero ha eseguito un campione su circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. L&#8217;anno precedente le richieste non erano state rilevate dal ministero ma si stimano le seguenti tendenze: le 24 e le 27 sono richieste da una famiglia su 10; le 30 ore dunque sono la modalità più richiesta dalle famiglie (6 famiglie su 10 circa); le 40 ore sono sul livello della richiesta dell&#8217;anno scorso con un lieve aumento (3 famiglie su 10). I dati sono quelli arrivati all&#8217;indomani della scadenza delle iscrizioni, che era proprio al 28 febbraio.</p>
<p>Fioroni: bocciato modulo a 24 ore. «I dati del ministero evidenziano come le famiglie italiane abbiano bocciato il maestro unico e il modulo delle 24 ore. Il tempo pieno si rafforza nel nord del paese e il sud continua ad impoverirsi la dove ce ne è più bisogno di una offerta formativa in grado di rispondere ai bisogni del territorio». Lo dichiara Giuseppe Fioroni, responsabile Educazione del Pd. «La maggioranza delle famiglie italiane ha scelto 30 ore per la prima elementare basandosi sul modello precedente che prevedeva mensa e compresenza di docenti. Sorge spontanea una domanda, come farà questo governo con i tagli economico finanziari e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori italiani erano abituati? Senza mensa e compresenza le 30 ore non daranno gli stessi effetti».</p>
<p>Cgil: ora governo rispetti impegni. Domenico Pantaleo, segretario di Flc Cgil, segnalando che il modello a 30 ore e quello a 40 da soli raccolgono il 90% delle preferenze delle famiglie italiane invita il governo a mantenere l&#8217;impegno preso. «Il vero nodo, infatti, è come tenere fede a quel impegno che il governo aveva assunto: Berlusconi e la Gelmini hanno chiesto alle famiglie di scegliere l&#8217;orario preferito, perchè poi loro avrebbero provveduto. Ora vogliamo vedere quello che faranno. Anche perchè &#8211; ha concluso Pantaleo &#8211; era già evidente la contraddizione tra gli orientamenti e i tagli previsti: era evidente e ora lo è di più».</p>
<p>ROMA (1° marzo) -<br />
Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=48710&amp;sez=HOME_SCUOLA&amp;ssez=SCUOLA" target="_blank">ilmessaggero</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>I dati delle iscrizioni  bocciano il modello Gelmini 1</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/i-dati-delle-iscrizioni-bocciano-il-modello-gelmini-1/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 22:34:05 +0000</pubDate>
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Oltre la metà degli alunni iscritta al modello di 30 ore settimanali, cresce la richiesta di tempo pieno, solo il 3% sceglie le 24 ore e il 7% le 27 ore
ROMA , 2 marzo 2009 &#8211; DOPO mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2166" title="gelmini4_adn-200x150" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini4_adn-200x150-100x100.jpg" alt="gelmini4_adn-200x150" width="100" height="100" /><span style="font-size: medium;">Ai <strong>genitori </strong>la lezione piace &#8216;lunga&#8217;<br />
<strong>Gelmini</strong>: &#8220;Resta il maestro unico&#8221;<br />
Oltre la metà degli alunni iscritta al modello di 30 ore settimanali, cresce la richiesta di tempo pieno, solo il 3% sceglie le 24 ore e il 7% le 27 ore</span></p>
<p>ROMA , 2 marzo 2009 &#8211; DOPO mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto e a settembre i bambini della prima elementare si troveranno in gran parte (56%) nelle classi a 30 ore, con percentuali minori (3%) per le 24 ore, (7%) per le 27 ore, mentre il tempo pieno (le 40 ore con due maestri) è stato scelto dal 34%, in aumento rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Ma è difficile fare paragoni con il passato, a causa della novità del ritorno del maestro unico-prevalente.<br />
I dati sono per ora proiezioni (con una forchetta minima di sforamento, dicono a Viale Trastevere) ma arrivano con grande tempismo, visto che la scadenza per le iscrizioni per l’anno 2009/2010 era il 28 febbraio.</p>
<p><span id="more-2165"></span><br />
«Hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli», ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ricordando che «tutti i modelli orari, 24 &#8211; 27 &#8211; 30 ore, prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade nei paesi europei».</p>
<p>NON sono mancate le polemiche: Francesco Scrima (Cisl Scuola) e Giuseppe Fioroni (Pd) hanno parlato di «bocciatura» del maestro unico e del modulo a 24 ore, con precisazione di Viale Trastevere che ha ribadito che «tutti i quadri orari per il nuovo anno della prima elementare prevedono il maestro unico di riferimento».<br />
«È a dir poco distorta la lettura che l’ex ministro Fioroni propone sui dati relativi alle iscrizioni scolastiche», afferma Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia. «Sostenere che le famiglie italiane abbiano bocciato il maestro unico è falso. Il Pd dovrebbe arrendersi all’ evidenza. Dopo il flop delle manifestazioni studentesche anti Gelmini oggi le famiglie riconoscono la bontà della riforma».<br />
Replica a Fioroni anche da parte del senatore della Lega, Irene Aderenti: «Non può parlare per slogan».</p>
<p>«AVEVAMO ragione noi: sapevamo che le famiglie volevano il tempo prolungato», commenta Gianluca Gabrielli, del Coordinamento nazionale difesa del tempo pieno. «In molte scuole questi orari non sono previsti, altrimenti la richiesta sarebbe stata anche superiore. Il tempo pieno cresce dove c’è la speranza di ottenerlo e se si lasciasse la possibilità di farlo supererebbe il 60% del totale». «Adesso — conclude Gabrielli — resta da vedere se il ministro ottempererà alle richieste delle famiglie».</p>
<p>Per Domenico Pantaleo (Flc Cgil), il Governo «deve mantenere i suoi impegni e trovare le risorse necessarie» per fare fronte alle richieste delle famiglie. Mentre Massimo di Menna (Uil Scuola) ha chiesto al ministero dell’Istruzione di approvare in settimana due provvedimenti su organici e modello organizzativo per dare la possibilità alle scuole di organizzarsi e dare così certezza alle famiglie.</p>
<p>Fonte: <a href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/03/02/154894-genitori_lezione_piace_lunga.shtml" target="_blank">quotidianonet</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 19:18:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
Venerdì scorso l&#8217;assemblea s&#8217;è riunita ed ha cominciato a ipotizzare come mettere a frutto il risultato del grosso lavoro svolto durante questi mesi di &#8220;Campagna iscrizioni e riconferme&#8221;.
L&#8217;impressione è che il numero dei modelli integrativi consegnati alle segreterie sia davvero molto alto.
Ne abbiamo raccolti una parte, ma ci siamo anche dati un nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2140" title="bologna_torri-garisenda-asinelli" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/bologna_torri-garisenda-asinelli-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli" width="100" height="100" />ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</strong></p>
<p>Venerdì scorso l&#8217;assemblea s&#8217;è riunita ed ha cominciato a ipotizzare come mettere a frutto il risultato del grosso lavoro svolto durante questi mesi di &#8220;Campagna iscrizioni e riconferme&#8221;.</p>
<p>L&#8217;impressione è che il numero dei modelli integrativi consegnati alle segreterie sia davvero molto alto.</p>
<p>Ne abbiamo raccolti una parte, ma ci siamo anche dati un nuovo appuntamento per venerdì prossimo, per completare la raccolta, e decidere definitivamente le modalità di consegna all&#8217;Ufficio Scolastico Regionale (e/o al Ministero).</p>
<p align="center">Prossimo appuntamento</p>
<p align="center"><strong>VENERDI&#8217; 6 MARZO, ore 17</strong></p>
<p align="center"><strong>scuole Guido Reni, in vicolo Bolognetti</strong></p>
<p align="center"><strong>Chiediamo <span style="text-decoration: underline;">a tutti quelli che hanno contribuito alla raccolta dei modelli integrativi,</span> </strong></p>
<p align="center"><strong>di farceli avere entro quella data.</strong></p>
<p>Chi non avesse la possibilità di venire alle Guido Reni il 6, mi contatti telefonicamente, per accordarci per altre modalità di consegna (Elena 3334269308).</p>
<p><span id="more-2141"></span></p>
<p>Ricordo che i modelli devono essere prima <span style="text-decoration: underline;">protocollati</span> presso la segreteria della scuola di riferimento, anche con un protocollo complessivo &#8211; a tal fine allego ancora la nota del Dott. Catalano, Direttore dell&#8217;Ufficio Scolastico Regionale, nella quale si legge chiaramente che le scuole sono tenute a protocollare i modelli, magari concordando anche forme semplificate.</p>
<p>Se poi qualcuno riesce, sarebbe interessante anche <span style="text-decoration: underline;">raccogliere qualche dato percentuale</span> di plesso o di istituto/circolo: quanti modelli integrativi di iscrizione sono stati consegnati in rapporto al numero dei nuovi iscritti totale? Quanti modelli integrativi di riconferma in rapporto al totale degli alunni attualmente frequentanti?</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Manifestazione di consegna dei modelli integrativi</span></strong><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>all&#8217;Ufficio Scolastico Regionale a Bologna e/o al Ministero a Roma.</strong></p>
<p>Chiediamo a tutti di registrare in questi giorni il sentimento che prevale nelle varie scuole, per orientare la decisione in modo definitivo nell&#8217;assemblea di venerdì prossimo: manifestazione o delegazione? regionale o nazionale? a Bologna o a Roma?</p>
<p>Inoltre.<strong><span style="text-decoration: underline;"> Sulla valutazione.</span></strong></p>
<p>Durante l&#8217;assemblea le maestre e le mamme della Scuola Longhena hanno fatto un resoconto degli avvenimenti seguiti alla delibera del loro Collegio dei docenti contraria ai voti in decimi, al successivo ordine di servizio, alla decisione del gruppo docente di dare &#8220;il 10 pedagogico&#8221; accompagnato naturalmente da un giudizio analitico diverso per ogni bambina/o, alla visita ispettiva ancora in corso nella loro scuola.</p>
<p>Sull&#8217;argomento della valutazione durante l&#8217;assemblea ci sono stati interventi di genitori ed insegnanti, che hanno evidenziato l&#8217;esistenza di tanti problemi aperti e aspetti da approfondire.</p>
<p>Pe rispondere all&#8217;esigenza di trattare l&#8217;argomento in modo più diffuso, è prevista l&#8217;11 marzo un&#8217;iniziativa cui parteciperanno anche pedagogisti dell&#8217;università di Bologna (tra pochi giorni i dettagli).</p>
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