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	<title>FUTUROSCUOLA &#187; euro</title>
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		<title>Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 15:10:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3
di Claudio Cereda
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2507" title="gelmini-forbice" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/gelmini-forbice-100x100.jpg" alt="gelmini-forbice" width="100" height="100" />Riforma dei tecnici, orari, materie &#8211; 3<br />
di Claudio Cereda<br />
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.<br />
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire<br />
Il regolamento, come già fu per la riforma Moratti si concreta in tre allegati che si conoscono solo in parte.</p>
<p><strong>L’allegato A corrisponde al Profilo Educativo Culturale e Professionale (PECUP)</strong>. Si tratta di cose importanti per costruire l’identità della scuola ma che corrispondono bene o male a principi su cui c’è poco da discutere e si tratta di appropriarsene sul piano culturale.<br />
Segnalo in particolare il paragrafo dedicato agli strumenti organizzativi e metodologici: in una cartella vengono condensati principi, metodi ed obiettivi.</p>
<p><span id="more-2506"></span><br />
Tutto l’allegato A dovrà essere assimilato nella cultura di sfondo degli Istituti Tecnici e diventare il retropensiero dei POF. E’ importante sottolinearlo perché decenni di mancate riforme hanno permeato le scuole superiori di una cultura che tende a ignorare questi aspetti: che cittadino vogliamo? Che perito vogliamo? Attraverso quali metodologie operiamo?</p>
<p><strong>Gli allegati B e C definiscono finalità e quadri orari dei diversi indirizzi.</strong> Ci sono le materie, le ore distinte tra i due settori (economico e tecnologico) e, per ciascuno di essi, una ulteriore suddivisione tra le ore degli insegnamenti generali (comuni a tutti) e gli insegnamenti obbligatori dei diversi indirizzi e sub indirizzi.<br />
Esemplifico con un ITIS informatico (Informatica e Telecomunicazioni) per dare un’idea della struttura.</p>
<p><strong>Area comune a tutti i tecnologici in ore settimanali per anno</strong><br />
Italiano 4&#215;5anni; Inglese 3&#215;5anni, Storia 2&#215;5 anni, Matematica 4&#215;2 + 3&#215;3, Diritto ed Economia 2&#215;2; Scienze integrate (della terra e biologia) 2&#215;2; Scienze Motorie e Sportive 2&#215;5; Religione o attività alternative 1&#215;5<br />
Il totale fa 660 ore nel biennio e 495 nel triennio delle 1056 complessive (32 ore per 33 settimane).</p>
<p><strong>Area di indirizzo per tutti i tecnologici (tra parentesi le ore di laboratorio)</strong><br />
Scienze integrate (fisica) 3(2)x2; scienze integrate (chimica) 3(2)x2; tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica 3(2)x2; tecnologie informatiche 3(2)x1; scienze e tecnologie applicate 3&#215;1 (si tratta di una materia dal nome comune ma che cambierà a seconda delle materie di indirizzo del triennio; una sorta di orientamento alla specializzazione da svolgere in seconda e che potrà determinare una precanalizzazione e una diversificazione della offerta per gli ITIS con indirizzi diversi).</p>
<p><strong>Discipline comuni nel triennio di informatica e telecomunicazioni</strong><br />
Complementi di matematica 1&#215;2; Sistemi e reti 4&#215;3; Tecnologie e progettazione di sistemi informatici e di telecomunicazione 2&#215;2+4&#215;1; Gestione progetto e organizzazione di impresa 3&#215;1(in quinta)</p>
<p><strong>Articolazione di subindirizzo</strong><br />
Le materie sono due: informatica e telecomunicazioni<br />
Gli informatici fanno Informatica 6&#215;3 e telecomunicazioni 3&#215;2<br />
In telecomunicazioni si fanno Informatica 6&#215;2 e telecomunicazioni 3&#215;2 + 6&#215;1<br />
Segnalo che le tabelle con la indicazione delle ore di laboratorio del triennio sono spesso errate e pertanto non le riporto.</p>
<p><strong>Riassumendo:</strong><br />
1) In tutti gli Itis sparisce il laboratorio di matematica; compare una materia nuova (scienze integrate) articolabile in tre e qui sarà interessante vedere il margine di autonomia; ci sono le due nuove materie annuali in prima e seconda orientate alla informatica (patente europea!) e agli indirizzi successivi.<br />
2) Nel triennio c’è un rinforzo di matematica, sparisce come nome elettronica e si osserva la presenza di quattro discipline il cui peso cambia nei due sub indirizzi: due materie a base teorica (informatica e telecomunicazioni), una materia orientata al ferro (tecnologie progettazione) e una materia ponte (sistemi).<br />
Il totale fa le 32 ore settimanali e si precisa (con riferimento alla riforma Moratti che prevede insegnamenti facoltativi) un 2&#215;5 di seconda lingua.</p>
<p><strong>Confluenze</strong></p>
<p>L’allegato D contiene le tabelle di confluenza dai vecchi ai nuovi ordinamenti e con riferimento agli informatici gli indirizzi che confluiscono sono 3: elettronica e telecomunicazioni, informatica, ragioniere programmatore.<br />
Su questo punto si apre un bel problema perché far confluire i ragionieri programmatori nel tecnologico, se stiamo alle discipline previste, dovrebbe significare trasferirne i corsi presso un ITIS, oppure dire, ma non fare perché il perito informatico che viene disegnato nulla ha da spartire con il ragioniere programmatore orientato ad una cultura gestionale amministrativa.<br />
Vedremo cosa accadrà; se si punterà cioè a definire delle mission ben orientate (gli ITIS facciano il tecnologico, gli ITC di vario genere (compreso il turismo) facciano amministrazione, turismo e costruzioni) oppure se si opterà per non cambiare nulla e si confermerà la coesistenza sotto uno stesso tetto di cose che non hanno una mission comune (penso ad alcune sperimentazioni biologico ambientali di alcuni ex magistrali che dovrebbero confluire con i periti chimici, le biotecnologie e le scienze dei materiali).<br />
Questa delle confluenze è un’altra questione cruciale che sarebbe opportuno non venisse lasciata nelle mani della “concorrenza tra scuole”: per salvare le classi e le cattedre mi trasformo da un giorno all’altro in ciò che non sono mai stato (con quali laboratori? con quale cultura professionale?).</p>
<p><strong>Le cose di cui non si sa …</strong></p>
<p>Sono quelle di cui tratta l’articolo 8 del regolamento e che è opportuno che il governo emani con un buon anticipo; se possibile insieme alla versione definitiva del regolamento. Ricordo che sino a dicembre 2008 si ipotizzava di partire nel 2009/2010: missione impossibile dati i tempi ma ora bisognerebbe evitare di trovarci a dicembre 2009 nello stesso stato rispetto al 2010/2011.</p>
<p><strong>Comma 2a:</strong> il Ministero è delegato ad emanare un regolamento con gli OSA, materia per materia, declinati in termini di conoscenze, competenze e abilità.<br />
Nel regolamento per i Licei queste cose esistono già perché furono previste nel DLGS 226/05 applicativo della riforma Moratti. Per i tecnici la legge 40 di Fioroni che ha ripristinato l’istruzione tecnica richiede una nuova elaborazione che, tra l’altro (per quanto riguarda il biennio), andrà coordinata con OSA e assi culturali già emanati ma ben poco utilizzati con riferimento al regolamento per l’obbligo a 16 anni.<br />
Bisognerà riempire di contenuto dei nomi, precisare le ore di laboratorio, sciogliere alcuni nodi come quello delle Scienze Integrate (materia unica affidata ad uno stesso docente di diverse classi di concorso o materia unica insegnata da più docenti per le diverse parti) e per questo prima si arriva e meglio è per la discussione nelle scuole.</p>
<p><strong>Comma 2b:</strong> nello stesso regolamento ministeriale si dovrebbero precisare ambiti e aree in cui le scuole possano esercitare i loro spazi di flessibilità con insegnamenti opzionali obbligatori sulla base di un elenco nazionale. Qui devo dire che sono preoccupato più del come che del cosa. Le Istituzioni saranno libere e messe in grado in termini di risorse di progettare offerte diversificate o finirà come con la scelta del Capo Ufficio Tecnico e cioè ci diranno che possiamo fare solo alcune cose e se siamo in grado di autofinanziarle?</p>
<p><strong>Comma 3: </strong>dovranno essere organizzate misure di accompagnamento per l’intero corpo della scuola e varrebbe la pena di incominciare a praticare dal prossimo anno scolastico alcune delle novità a costo zero (i dipartimenti, il comitato tecnico scientifico).</p>
<p><strong>Comma 4: </strong>decreto ministeriale con le dotazioni organiche e le classi di concorso per le diverse discipline di cui agli allegati B e C e per il capo ufficio tecnico. Decreto ministeriale per la gestione della fase di andata a regime. Se si parte solo in prima cosa fa uno studente di II bocciato nell’anno successivo? Il che conferma la opportunità di compattare la fase di andata a regime. Decreto ministeriale per l’insegnamento in Inglese di una disciplina di quinta (altro terreno su cui varrebbe la pena di iniziare a sperimentare eventualmente incentivando i docenti di discipline tecnico scientifiche disponibili). Decreto ministeriale con gli indicatori per la valutazione e l’autovalutazione degli istituti riformati.</p>
<p><strong>E così abbiamo finito</strong></p>
<p>Ma rimane un auspicio: che al Ministero prevalga il coraggio sulla titubanza; che la riforma non sia gestita dalla burocrazia ministeriale che tutto digerisce e tutto omologa; che se ci si rende conto della necessità di qualche correzione legislativa la si faccia rapidamente (per esempio sulla governance) senza attendere il fallimento della riforma per mancanza di coraggio; che il Ministro Gelmini punti i piedi, quello destro verso Tremonti (per spuntare il principio che una quota del risparmio va reinvestito) e quello sinistro verso le organizzazioni sindacali (che tenderanno ad allearsi con la burocrazia e a trasformare tutto in una faccenda di posti e graduatorie); che si abbia un po’ di coraggio nel razionalizzare la baracca con la formazione di profili identitari definiti da parte delle diverse istituzioni scolastiche.<br />
Infine l’auspicio degli auspici: che si faccia davvero nel 2010 e non si ricominci con il balletto dei rinvii: Berlinguer, Moratti, Fioroni, Gelmini, Aprea, Bastico, …I miei prossimi sono 63; sono entrato a scuola (dopo il militare) che ne avevo 25: riuscirò a vedere qualche innovazione profonda?</p>
<p>Claudio Cereda</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4316" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 20:33:29 +0000</pubDate>
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Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2480" title="y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw-100x100.gif" alt="y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flw" width="100" height="100" />Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti</strong></span></p>
<p>Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i due Regolamenti potranno entrare immediatamente in vigore e, tra l&#8217;altro, consentire il varo del decreto interministeriale sugli organici atteso, con la relativa circolare, nei prossimi giorni. Vediamo, a questo punto, di riepilogare in sintesi quali sono gli effetti sulla scuola pubblica.</p>
<p><strong>La riduzione del tempo scuola e dell’offerta formativa</strong><br />
Innanzi tutto con i nuovi regolamenti per la prima volta nella scuola dell’obbligo il tempo scuola arretra e si riduce anche l’offerta formativa rivolta agli adulti . Già dal prossimo anno scolastico la riduzione degli organici e delle compresenze impedirà a molte classi della scuola primaria di mantenere l’offerta formativa di trenta ore settimanali e/o di confermare i rientri pomeridiani perché non ci saranno le disponibilità di personale docente e ausiliario per coprire la mensa scolastica.<br />
Anche <strong>nella scuola secondaria di primo grado il tempo scuola arretra</strong>, tutti i modelli di tempo normale con orari superiori alle 30 ore settimanali non</p>
<p><span id="more-2479"></span>saranno più possibili e il tempo prolungato sarà pesantemente ridotto a causa dei nuovi vincoli da rispettare per autorizzarlo (garantire il funzionamento di un corso intero ed esistenza di strutture e servizi per almeno due o tre rientri pomeridiani).<br />
Nell’istruzione degli adulti per il prossimo anno scolastico si prevede un taglio di 1500 insegnanti ed una conseguente riduzione dei moduli e dei corsi la cui attivazione dovrà far riferimento non più agli iscritti ma alla serie storica degli studenti scrutinati e che hanno conseguito una certificazione relativa ai saperi previsti per l’obbligo di istruzione.<br />
<strong>Nella scuola primaria il disegno del governo di riduzione del tempo scuola è assai più radicale</strong> e punta a far diventare “tempo normale” l’articolazione oraria di 24 ore settimanali (la più coerente con il modello del maestro unico), ma dopo gli scioperi e le manifestazioni dello scorso autunno ha dovuto limitarsi a proporla e a sponsorizzarla. Con scarso successo visto che solo il 3% dei genitori ha scelto questo modello nelle iscrizioni.<br />
La riduzione del tempo scuola nella scuola di base non risponde alle esigenze di offrire a tutti maggiori opportunità di successo scolastico né alle esigenze familiari e sociali.<br />
In questi anni la diffusione del tempo pieno e prolungato e in generali di modelli scolastici con tempi lunghi e distesi ha ridotto la dispersione nella scuola di base e ha potenziato le capacità di decondizionamento sociale della scuola.</p>
<p><strong>L’imposizione del modello del maestro unico nella scuola primaria</strong><br />
Il regolamento del primo ciclo impone alla scuola primaria il modello maestro unico o prevalente a partire dalle prime classi del prossimo anno scolastico, mentre il tempo pieno (25% delle attuali classi) continuerà ad avere due docenti per classe e si potrà attivare nei limiti dell’organico assegnato (rimane confermato il numero dei posti attivati complessivamente per l’a.s. 2008/09).<br />
Le compresenze sono cancellate in tutte le classi della scuola primaria che, in questo modo, perde la principale risorsa per realizzare attività essenziali: recupero, percorsi individualizzati, attività di arricchimento, laboratori, uscite didattiche.<br />
Inoltre, la decisione di imporre il modello del maestro unico attraverso una norma generale rappresenta una palese invasione di campo dell’autonomia scolastica sulla base della quale (vedi Dpr 275/99) le decisioni circa le modalità di organizzazione didattica sono di competenza delle scuole.<br />
Vengono in questo modo eliminati tutti gli aspetti qualitativi che hanno fino ad oggi permesso alla scuola primaria italiana di conseguire risultati positivi riconosciuti in tutte le indagini internazionali: gruppo docente corresponsabile, specializzazione degli insegnanti per ambiti disciplinari, programmazione unitaria, tempi distesi, compresenze per individualizzare i percorsi e arricchire i curricoli.</p>
<p><strong>L’insegnamento solo frontale</strong><br />
Con l’eliminazione di tutte le compresenze dei docenti nella scuola primaria e la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore settimanali nella scuola secondaria di primo grado, nel primo ciclo dell’istruzione saranno possibili solo modalità di insegnamento di tipo frontale.<br />
In questo modo sparisce ogni traccia di funzionalità dell’organico dei docenti all’autonomia scolastica. L’autonomia didattica e organizzativa attribuita alle istituzioni scolastiche è una prerogativa esercitabile in presenza di una quota di risorse sufficiente a rendere più flessibile l’offerta formativa. Un monte orario delle risorse professionali assegnate in modo corrispondente al monte orario delle lezioni da impartire agli alunni riduce praticamente a zero le opportunità di flessibilità di organizzazione didattica (gruppi di recupero, classi aperte, laboratori, …) e con esse la principale potenzialità dell’autonomia scolastica per garantire il successo formativo a tutti gli studenti.<br />
L’azzeramento della contemporaneità docente e di ogni altra disponibilità oraria dei docenti comporta anche difficoltà nell’organizzazione del servizio mensa, nella realizzazione delle uscite didattiche, nella copertura delle supplenze brevi, nell’alfabetizzazione linguistica e nell’integrazione degli alunni stranieri, nelle attività alternative per chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica.</p>
<p><strong>L’indebolimento dell’insegnamento della lingua straniera</strong><br />
L’insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare sarà affidato solo agli insegnanti di classe specializzati, attualmente questo insegnamento è assicurato a tutte le classi grazie a 11.200 specialisti di lingua straniera. Gli insegnanti specialisti saranno eliminati in tre anni, 2000 dal prossimo anno scolastico, mentre gli insegnanti di classe necessari a sostituirli dovrebbero essere formati con non meglio precisati corsi triennali di formazione linguistica, di cui fino a d oggi non si sa nulla. Il regolamento per la razionalizzazione prevede però che in caso di necessita gli insegnanti di classe possano anche essere utilizzati anche solo dopo un anno di formazione. Non ci si può attendere nulla di buono per la qualità dell’insegnamento della lingua straniera da questa fretta e improvvisazione, già dal prossimo settembre gli insegnanti di classe che sostituiranno gli specialisti tagliati difficilmente avranno acquisto la competenza linguistica necessaria.<br />
Nella scuola secondaria di primo grado si prevede la possibilità che le famiglie optino per l’inglese potenziato di 5 ore settimanali a scapito della seconda lingua straniera. Una decisione non in linea con quanto accade nel resto d’Europa dove invece si punta al plurilinguismo, destinata a rendere i nostri giovani più deboli culturalmente rispetto ai loro coetanei europei e che condanna il nostro Paese ad una subalternità linguistica che non ha eguali in Europa.</p>
<p><strong>L’aumento del numero di alunni per classe</strong><br />
Aumenta il numero massimo e minimo di alunni per classe e quindi ci saranno meno classi e più affollate. Nella scuola dell’infanzia il minimo diventa di 18 e il massimo 26 elevabile a 29 in caso di iscrizioni in eccedenza, nella scuola primaria minimo 15 e massimo 26 elevabile a 27 in caso di resti, nella scuola secondaria di primo grado minimo 18 e massimo 27 elevabile a 28 in caso di resti, nella scuola secondaria superiore 27 è il numero minimo per la costituzione delle prime classi elevabile a 30 in caso di resti nella secondaria.<br />
In presenza di alunni disabili secondo il regolamento le classi non possono avere, di norma, più di 20 alunni, affermazione che, a parte l’ambiguità burocratica del “di norma”, viene ancora più affievolita dal comma successivo che sostiene che le stesse classi possono essere costituite anche in deroga al limite previsto dei 20 alunni per classe.<br />
Non è difficile immaginare le conseguenze dell’aumento del numero di alunni in classi sempre più eterogenee e multiculturali: crescita dell’insuccesso scolastico e della selezione, accentuazione dei problemi comportamentali e disciplinari. Meno insegnanti in classi più problematiche senza strumenti quali le compresenze per interventi individualizzati creano il terreno favorevole per il ritorno a forme di segregazione scolastica, le classi ponte della Lega o il ritorno delle classi differenziali.<br />
La situazione può diventare preoccupante anche sotto il profilo della sicurezza a causa delle pessime condizioni della nostra edilizia scolastica, tanto che lo stesso regolamento prevede il rinvio di un anno dell’applicazione dei nuovi parametri nelle scuole che saranno comprese in un piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica definito dal Ministero.</p>
<p><strong>La riorganizzazione della rete scolastica e la programmazione territoriale</strong><br />
Regioni ed Enti locali, intanto, hanno imposto al Governo un netto arretramento sul terreno delle competenze in merito alla rete scolastica ed alla programmazione dell’offerta formativa. Il Governo dopo aver fatto marcia indietro sul commissariamento per decreto delle Regioni, ora, nell’ultima versione del decreto, rinuncia definitivamente ad imporre loro criteri e parametri. Ogni decisione in materia è rinviata ad una intesa in Conferenza Stato Regioni da raggiungere entro il prossimo 15 giugno. Il Governo conferma l’obiettivo di conseguire dalla riorganizzazione della rete scolastica risparmi pari a 85 milioni di euro, ma l’ultima parola spetterà inevitabilmente alle Regioni, cui l’art. 117 della Costituzione attribuisce le competenze a decidere su questa materia. L’ultimo colpo ai tentativi del Governo di ingerire nelle prerogative delle Regioni è stato inferto dal pur cauto Consiglio di Stato, che ha sì dato parere favorevole, ma ha anche costretto il Governo a cambiare il testo, rilevando l’impossibilità di affidare ai dirigenti regionali dell’amministrazione statale la ripartizione degli organici (sulla materia si è espressa la Corte costituzionale con la sentenza n. 13/2004). Si tratta di cambiamenti importanti, soprattutto perché evidenziano la possibilità di una via alla razionalizzazione alternativa ai tagli imposti dall’alto. Regioni ed Enti Locali, una volta in possesso delle leve della programmazione dell’offerta formativa, sono infatti i soggetti più idonei e motivati a mettere in atto interventi per riorganizzare rete e risorse e per reinvestire nel sistema scolastico. Se, invece, le Regioni nell’intesa con il Governo accettassero criteri e parametri che il Governo ha tentato di imporre loro nelle precedenti versioni del regolamento verrebbero chiuse oltre 1000 piccole scuole in particolare nei comuni minori.</p>
<p><strong>Dall’approvazione all’attuazione</strong></p>
<p>L’attuazione di questi due regolamenti disastrosi per la scuola pubblica sarà tutt’altro che semplice. Già in passato (vedi ad es. riforma Moratti) si è verificato uno scarto tra l&#8217;approvazione delle norme e la loro concreta attuazione. Occorre tener presente che i provvedimenti Gelmini incontrano notevoli resistenze nel mondo della scuola, tra i genitori e gli insegnanti, e in buona parte dell&#8217;opposizione politica e delle organizzazioni sindacali. Come non ricordare inoltre che il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione si è espresso negativamente o che i genitori hanno scelto compattamente nelle iscrizioni i modelli scolastici che il Ministro intende eliminare?<br />
Non solo, ma Regioni ed Enti Locali hanno espresso parere sfavorevole sul regolamento sulla scuola dell’infanzia e il primo ciclo ed hanno difeso le loro prerogative sulla rete scolastica. Per questo diciamo che non sarà facile, né indolore sul piano del consenso politico, portare a termine un&#8217;operazione di attacco alla scuola pubblica e di riduzione della sua offerta formativa così pesante.</p>
<p>Come se niente fosse intanto la Gelmini continua imperterrita a sostenere che le richieste delle famiglie sono state accolte e che il tempo pieno avrà un’espansione (addirittura!) del 30% rispetto alle classi esistenti (vedi le recenti dichiarazioni a Porta a porta). I tagli previsti smentiscono clamorosamente queste affermazioni. Non solo non si verifica alcuna espansione del tempo pieno nel Meridione, ove pure ce ne sarebbe bisogno, ma perfino in Lombardia si prospetta una riduzione delle classi a TP. Ad ogni modo, come abbiamo sempre sostenuto, la questione si chiarirà definitivamente e senza ombra di dubbio allorché saranno assegnati gli organici docenti alle scuole. Questa continua a rimanere la vera cartina di tornasole della “riforma” (o controriforma) in atto.<br />
La difesa delle risorse professionali necessarie a garantire una scuola di qualità continua a rimanere la linea del Piave sulla quale attestarsi, per il movimento dei genitori e insegnanti e le forze politiche e sociali di opposizione.</p>
<p>Fabrizio Dacrema e Gianni Gandola</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4285" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Valanghe di ricorsi al TAR contro la riforma Gelmini</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/valanghe-di-ricorsi-al-tar-contro-la-riforma-gelmini/</link>
		<comments>http://www.futuroscuola.org/valanghe-di-ricorsi-al-tar-contro-la-riforma-gelmini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 17:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.
clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
DEL LAZIO
RICORSO
 
omissis -dati sensibili-
tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.</p>
<p>clicca su link per conoscerne alcune: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/indice.htm" target="_blank">RICORSI GELMINI</a></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2361" title="giustizia_e_questione_morale" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/giustizia_e_questione_morale-100x100.jpg" alt="giustizia_e_questione_morale" width="100" height="100" />TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DEL LAZIO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">RICORSO</span></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>omissis -dati sensibili-</em></p>
<p>tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest&#8217;ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Contro</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA </span></strong>(da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong><strong>, </strong>nella persona del Presidente pro-tempore in carica</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">per l&#8217;annullamento</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">previa sospensione</span></strong></p>
<p>della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto &#8220;<em>Iscrizioni alle scuole dell&#8217;infanzia e alle scuole di ogni</em></p>
<p><em> <span id="more-2356"></span>ordine e grado, riguardanti l&#8217;anno scolastico 2009/2010</em>&#8220;, nella parte relativa alle iscrizioni nella scuola dell&#8217;infanzia e del I ciclo, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ivi compresi tutti gli atti attuativi, non conosciuti</p>
<p align="center"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">e per quanto occorrer possa</span></em></strong></p>
<p>dello schema di Piano Programmatico predisposto dal Ministero dell&#8217;Istruzione Università e Ricerca (da ora MIUR) di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ed a tutt&#8217;oggi formalmente non adottato.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">FATTO</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 64 del DL 112/08 convertito con modifiche nella L. 133/08 stabilisce: 1. <em>Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall&#8217;anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l&#8217;anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.</em></p>
<p><em>2. Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione </em>delle dotazioni organiche del personale <em>amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l&#8217;anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall&#8217;articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.</em></p>
<p><em>3. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all&#8217;articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.</em></p>
<p><em>4. Per l&#8217;attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o più regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi previsti, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell&#8217;attuale assetto</em> <em>ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:</em></p>
<p><em>a. razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell&#8217;impiego dei docenti;</em></p>
<p><em>b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso  la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari,  con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;</em></p>
<p><em>c. revisione  dei  criteri  vigenti  in  materia di formazione delle classi; </em></p>
<p><em>d. rimodulazione dell&#8217;attuale organizzazione didattica della scuola primaria ivi compresa la formazione professionale per il personale docente interessato ai processi di innovazione ordinamentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica;</em></p>
<p><em>e. revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;</em></p>
<p><em>f. ridefinizione dell&#8217;assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa;</em></p>
<p><em>f-bis. definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l&#8217;articolazione dell&#8217;azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell&#8217;ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l&#8217;attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell&#8217;offerta formativa;</em></p>
<p><em>f-ter. nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti.</em></p>
<p><em>4-bis. Ai fini di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale di cui al comma 4, nell&#8217;ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con l&#8217;obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili, all&#8217;articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da: «Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici» sino a: «Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «L&#8217;obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui al comma 624 del presente articolo» (omissis).</em></p>
<p>La normativa di legge sopra riportata prevede la predisposizione da parte del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze di un &#8220;Piano programmatico&#8221; di interventi e misure finalizzati ad un più razionale utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili e ad una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico; il comma 4, in attuazione di detto piano ed in relazione agli interventi ed alle misure annuali ivi individuati, prevede l&#8217;adozione di uno o più regolamenti ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2 della legge 23 agosto 1988 n. 400, con i quali si dovrebbe provvedere, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, ad una revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale organizzativo e didattico del sistema scolastico.</p>
<p>Con D.L. n. 137 del 1 settembre 2008, convertito con modificazioni in L. n. 169 del 30/10/2008 all&#8217;art. 4 è stato previsto: <em>&#8220;Nell&#8217;ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all&#8217;articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 e&#8217; ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;</em>.</p>
<p>In data 3.09.2008, il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha predisposto <strong><span style="text-decoration: underline;">lo schema di piano programmatico di interventi</span></strong> &#8220;<em>volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico</em>&#8220;; detto schema è stato inoltrato per i prescritti pareri sia alle competenti Commissioni Parlamentari sia alla Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97. In data 27/11/2008 la VII Commissione della Camera dei Deputati ed in data 03/12/2008 la VII Commissione del Senato hanno espresso i previsti pareri, che, peraltro, contengono numerose condizioni alle quali il MIUR si sarebbe dovuto attenere nell&#8217;adozione formale di detto Piano.</p>
<p>A seguito di detti pareri con osservazioni il MIUR di concerto con il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze avrebbe dovuto valutare le osservazioni contenute nei pareri e provvedere successivamente alla formale adozione del  Piano.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">A  tutt&#8217;oggi, però, detto Piano non è stato formalmente adottato.</span></strong></p>
<p>Sulla base del &#8220;Piano programmatico&#8221;, regolarmente adottato dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, il Governo avrebbe dovuto emanare i regolamenti di cui all&#8217;art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, osservando il seguente percorso:</p>
<p>a) proposta del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e Finanze.</p>
<p>b) Acquisizione del parere della Conferenza Unificata ex D.Lvo n. 281/97.</p>
<p>c) Parere del Consiglio di Stato.</p>
<p>d) Deliberazione del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Nelle more di tale procedimento il MIUR, <strong><span style="text-decoration: underline;">sulla base di uno schema di regolamento</span></strong>, con l&#8217;impugnata C.M. ha impartito le istruzioni per le iscrizioni degli alunni per l&#8217;a.s. 2009/2010; tali istruzioni però anticipano una normativa ancora in fieri e sono in contrasto con la normativa attualmente vigente e con tutta l&#8217;organizzazione didattica adottata nelle istituzioni scolastiche ed in particolare con il POF di ciascuna scuola che, come è noto, si deve adottare prima dell&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico.</p>
<p>Si deve peraltro rilevare che, in data 28.01.2009 la Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97 ha formulato il prescritto parere sullo schema di regolamento; da detto parere si evince in modo inequivocabile che la maggioranza delle Regioni e l&#8217;ANCI hanno espresso parere negativo sia con riferimento allo schema di piano programmatico, sia per i tagli degli organici e delle compresenze, sia per l&#8217;integrazione scolastica.</p>
<p>Inoltre, in data del 12/02/2009 il Consiglio Nazionale della P.I. ha espresso <strong><span style="text-decoration: underline;">all&#8217;unanimità</span></strong> un parere negativo sullo schema di regolamento, affermando nelle conclusioni: <em>&#8220;che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:</em></p>
<ul class="unIndentedList">
<li> <em>Compromette l&#8217;efficacia dell&#8217;offerta formativa nelle scuole dell&#8217;infanzia e nel primo ciclo di istruzione;</em></li>
<li> <em>Lede la dignità dell&#8217;istruzione pubblica;</em></li>
<li> <em>Non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta nell&#8217;intero territorio nazionale&#8221;.</em></li>
</ul>
<p>Il MIUR, nonostante tali pareri negativi ha mantenuto l&#8217;impugnata CM che, in palese violazione della normativa vigente, impartisce disposizioni vincolanti come se il regolamento, ancora in fieri, fosse già in vigore; peraltro, così come lo schema di regolamento, anche la CM contrasta anche con lo schema di Piano Programmatico.</p>
<p>In particolare per quanto riguarda la <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> la CM de qua prevede l&#8217;apertura delle iscrizioni, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell&#8217;avvenuto esaurimento di eventuali liste d&#8217;attesa), anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore. Prosegue inoltre l&#8217;esperienza delle &#8216;<em>sezioni primavera&#8217;</em> per i bambini dai 2 ai 3 anni.</p>
<p>Con riferimento alla <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola primaria</span></strong> i genitori sono obbligati ad iscrivere le bambine ed i bambini che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l&#8217;insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell&#8217;alunno. La CM impugnata prevede che al momento delle iscrizioni i genitori o coloro che esercitano la potestà genitoriale esprimano, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all&#8217;articolazione dell&#8217;orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base; le famiglie potranno scegliere anche il modello classi a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). La medesima CM prevede però anche l&#8217;abolizione delle compresenze. Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari in atto.</p>
<p>Per la scuola <strong><span style="text-decoration: underline;">secondaria di primo grado</span></strong>, la CM prevede che i genitori all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione esprimano la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e di potenziamento della lingua italiana. Con riferimento all&#8217;insegnamento della lingua straniera, nella CM si legge che le famiglie da quest&#8217;anno possono, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l&#8217;intero corso della secondaria di primo grado, possono chiedere l&#8217;inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese.</p>
<p>Alla luce di quanto sopra sommariamente esposto è evidente che il Ministero con la C.M. impugnata non si sia limitato ad informare le famiglie dei provvedimenti in corso di approvazione che potrebbero modificare l&#8217;assetto del sistema scolastico, ma ha dato indicazioni operative come se detti provvedimenti fossero stati già adottati e fossero già vincolanti; difatti ha allegato i modelli delle domande di iscrizione redatti in base alla normativa  ancora in corso di adozione.</p>
<p>I ricorrenti sono genitori di bambini che nell&#8217;a.s. 2009/2010 dovranno frequentare la scuola dell&#8217;infanzia e/o scuola primaria e docenti della scuola dell&#8217;infanzia e primaria, tutti interessati al mantenimento dell&#8217;attuale assetto organizzativo della scuola dell&#8217;infanzia e primaria sia per quanto concerne l&#8217;efficacia didattica, sia anche per le concrete esigenze familiari e lavorative.</p>
<p>La contrazione del tempo scuola, l&#8217;abolizione delle compresenze, l&#8217;introduzione dell&#8217;insegnante prevalente sono alcuni degli interventi previsti che incidono in modo fortemente negativo sull&#8217;efficacia didattica e sull&#8217;organizzazione scolastica con conseguente contrazione anche degli organici del personale della scuola.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DIRITTO</span></strong></p>
<p>Gli impugnati atti sono illegittimi per i seguenti</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MOTIVI</span></strong></p>
<p><strong>1) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI E SEGNATAMENTE DEGLI ARTT. 3, 33 E 34 COST.</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 3, 2 comma della Costituzione afferma un principio cardine della democrazia del nostro ordinamento costituzionale: il principio di uguaglianza sostanziale: <em>&#8220;E&#8217; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l&#8217;uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;illustre giurista ed anche membro dell&#8217;Assemblea Costituente, Piero Calamandrei, scriveva nel 1946 (&#8220;Il Ponte&#8221; n. 1, gennaio 1946 p. 3 &#8211; 14): <em>&#8220;Il problema della democrazia si pone dunque, prima di tutto come un problema di istruzione&#8221;</em> e precisava: <em>&#8220;E&#8217; perciò evidente che non si ha vera democrazia la dove l&#8217;accesso all&#8217;istruzione non è  garantita in misura pari a tutti i cittadini: perchè, importando necessariamente la diversa cultura una diversa possibilità di partecipazione alla vita politica, il privilegio dell&#8217;istruzione si risolve necessariamente in privilegio politico&#8221;</em>.</p>
<p>In considerazione di tale funzione &#8220;costituzionale&#8221; della scuola (come affermava Calamandrei) la Costituzione agli artt. 33 e 34 afferma  che <em>&#8220;la Repubblica &#8230; &#8220;istituisce scuole per tutti gli ordini e gradi&#8221;</em> e che <em>&#8220;la scuola è aperta a tutti&#8221;</em> ed infine che &#8220;<em>l&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto  anni,  è  obbligatoria  e  gratuita&#8221;</em>.</p>
<p>La Costituzione prevede quindi in materia di istruzione scolastica un  nucleo di norme precettive che impongono allo Stato l&#8217;obbligo di organizzare l&#8217;offerta di istruzione pubblica non solo in modo corrispondente alla domanda sociale, ma tale da poter effettivamente eliminare tutti quegli ostacoli di ordine economico e sociale che possono precludere il diritto di tutti ed un&#8217;istruzione uguale e qualificata.</p>
<p>L&#8217;istruzione scolastica non è quindi nel nostro ordinamento costituzionale un servizio pubblico a disposizione dell&#8217;utenza, ma è una funzione istituzionale volta a realizzare quell&#8217;uguaglianza sostanziale che è la precondizione  della  democrazia  di  un  Paese.</p>
<p>La spesa statale per l&#8217;istruzione scolastica ha quindi un carattere assolutamente prioritario e non può condizionare l&#8217;offerta formativa statale; la spesa per la scuola statale deve essere, certamente razionale ed efficace, evitando ogni eventuale spreco, ma deve essere comunque adeguata all&#8217;effettiva domanda sociale al fine di consentire a tutti l&#8217;acquisizione di un&#8217;istruzione qualificata. Razionalizzazione della spesa per la scuola significa quindi realizzare una scuola statale e qualificata per tutti.</p>
<p>L&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 e l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 prevedono invece una riduzione della spesa per la scuola statale pari a circa otto miliardi nel triennio 2009/2011 senza alcuna giustificazione logica; si riduce il tempo scuola, si riducono drasticamente gli organici e si modifica l&#8217;organizzazione didattica al solo scopo di ridurre la spesa senza alcuna considerazione degli effetti negativi che ne possono derivare; si sono cioè adeguate l&#8217;offerta formativa e l&#8217;organizzazione didattica all&#8217;esigenza, decisa aprioristicamente, di ridurre di circa 8 miliardi  la spesa per la scuola; difatti l&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 quantifica l&#8217;importo della riduzione della spesa nel triennio, limitandosi ad indicare soltanto alcuni settori di intervento: aumento del rapporto docenti/studenti ed all&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 l&#8217;introduzione del cd maestro unico demandando l&#8217;individuazione di tutti gli altri settori di intervento ai successivi provvedimenti regolamentari.</p>
<p>Il legislatore quindi non ha previsto una riduzione della spesa per eliminare determinate spese superflue, ma ha deciso a priori la riduzione nel triennio della spesa di circa 8 miliardi per esigenze di contenimento della spesa pubblica a prescindere dell&#8217;effettivo fabbisogno della scuola e quindi anche con una possibile contrazione dell&#8217;offerta formativa e soprattutto con un sacrificio della qualità di tale offerta.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che il settore del sistema scolastico individuato con l&#8217;impugnata CM (la scuola primaria) è quello più qualificato e più importante per la funzione determinante che la formazione primaria ha nel processo formativo.</p>
<p>Con l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 si prevede una trasformazione del modello didattico in vigore nella scuola primaria (il cd modulo di cui all&#8217;art. 121 del D.Lgs. n. 297/94) con il modello del cd insegnante unico; anche tale ripristino di un modello didattico, ormai superato, è stato disposto non sulla base di una valutazione adeguata degli aspetti didattici e pedagogici ritenuti più idonei, ma soltanto sulla base dell&#8217;esigenza di ridurre la spesa, senza alcuna considerazione sulla conseguente dequalificazione dell&#8217;attività didattica.</p>
<p>Come si è già prima rilevato, <strong><span style="text-decoration: underline;">il CNPI</span></strong> che è l&#8217;organo che ha una specifica competenza di consulenza tecnica e professionale per il Ministro (art. 23 Dlvo n. 297/94) <strong><span style="text-decoration: underline;">con un voto unanime ha giudicato tali innovazioni lesive dell&#8217;efficacia didattica e della dignità formativa</span></strong>.</p>
<p>La normativa di legge su cui si fonda l&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima perchè, comportando pesanti ed ingiustificati tagli alla spesa per la scuola statale, comprome la funzione istituzionale dell&#8217;istruzione pubblica, così come strutturata dal combinato disposto degli artt. 3, 33 e 34; tale funzione per la sua rilevanza costituzionale non può difatti essere compressa con logiche finanziarie, ma deve essere garantita nel massimo delle potenzialità.</p>
<p><strong>2)</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 64 DEL 25.6.2008 N. 112 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST.</span></strong></p>
<p>Come si è prima rilevato l&#8217;art. 64 ha previsto un procedimento complesso che presuppone anzitutto l&#8217;adozione di un Piano Programmatico di interventi; a tale fine il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia predispone detto Piano, <strong><span style="text-decoration: underline;">sentita</span></strong> la Conferenza Unificata di cui all&#8217;art. 8 del D.Lgs. n. 281/97 <strong><span style="text-decoration: underline;">e previo parere</span></strong> della Commissione Parlamentare; quindi l&#8217;iter previsto dal legislatore era il seguente:</p>
<p>a) Definizione di uno schema di piano da sottoporre all&#8217;esame della Conferenza Unificata ed alle Commissioni parlamentari;</p>
<p>b) parere della Conferenza Unificata ex art. 8 DL.gs n. 281/97;</p>
<p>c) parere delle Commissioni parlamentari;</p>
<p>d) adozione formale del piano programmatico.</p>
<p>Difatti, dopo avere <strong><span style="text-decoration: underline;">sentito</span></strong> la Conferenza Unificata e dopo avere acquisito il <strong><span style="text-decoration: underline;">previo parere</span></strong> delle Commissioni Parlamentari il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia avrebbe dovuto predisporre il piano.</p>
<p>Quindi è chiaro che il Piano Programmatico si sarebbe dovuto adottare <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo</span></strong> l&#8217;acquisizione dei pareri; del resto se il legislatore ha richiesto l&#8217;acquisizione di detti pareri, è logico che il Piano avrebbe dovuto anzitutto considerare detti pareri e che quindi doveva essere adottato successivamente a tali pareri.</p>
<p>E&#8217; pure evidente che per acquisire i pareri il MIUR avrebbe dovuto predisporre uno schema o  una bozza di piano; e difatti ciò è stato fatto; sia la Conferenza Unificata che le Commissioni parlamentari hanno esaminato lo schema di piano ed hanno formulato il prescritto parere con numerose osservazioni.</p>
<p>I pareri erano senza dubbio consultivi e non vincolanti; quindi il MIUR non era tenuto ad uniformarsi a tali pareri, ma era tenuto ad esaminarli e ad emanare il Piano dopo averli esaminati.</p>
<p>Dagli atti che si conoscono allo stato attuale non risulta però che dopo l&#8217;acquisizione dei pareri sia stato adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico; di conseguenza l&#8217;impugnata CM che anticipa i regolamenti è illegittima anche perchè <strong><span style="text-decoration: underline;">il MIUR non ha mai adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico degli interventi</span></strong> che è il necessario presupposto dei regolamenti.</p>
<p>Nè lo schema presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata può essere considerato il piano previsto dell&#8217;art. 64 citato, anche perchè il piano programmatico doveva essere adottato ovviamente <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo l&#8217;acquisizione dei pareri</span></strong>; peraltro detti pareri sono stati formulati con molte osservazioni; quindi il MIUR, pur non essendo vincolato ad uniformarsi, avrebbe dovuto prendere in esame anche tali osservazioni.</p>
<p>Per compiutezza di difesa si deve ipotizzare che per il MIUR lo schema di Piano presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata sia da considerarsi il Piano Programmatico previsto dall&#8217;art. 64 citato; in tale caso però è evidente che tale Piano è stato predisposto prima dell&#8217;acquisizione dei prescritti pareri e quindi senza  tenerne conto; di conseguenza è palesemente illegittimo.</p>
<p>Si deve infine ipotizzare che il MIUR abbia ritenuto di adottare, dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, lo schema già predisposto, senza fare alcuna modificazione; in tale caso però il Piano Programmatico, eventualmente adottato in tale modo, si deve ritenere pur sempre illegittimo perchè manca il concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e comunque non è stato in alcun modo formalmente adottato; essendo un atto presupposto rispetto ai regolamenti era ovviamente necessaria la formale adozione del Piano con l&#8217;espresso riferimento ai pareri acquisiti.</p>
<p><strong>3) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST. ED ECCESSO DI POTERE PER MANIFESTA ILLOGICITA&#8217; ED INGIUSTIZIA.</span></strong></p>
<p>La stessa normativa è palesemente illegittima per manifesta irragionevolezza; difatti detta normativa si propone la razionalizzazione della spesa per l&#8217;istruzione e nello stesso tempo prevede interventi che, come ha affermato il CNPI (che è l&#8217;organo tecnico che meglio di ogni altro organo può valutare la coerenza e l&#8217;incidenza positiva o negativa degli interventi), inficiano l&#8217;efficacia didattica del sistema scolastico ed in particolare delle scuola primaria riconosciuta anche a  livello internazionale il settore dell&#8217;istruzione più efficace; non realizza quindi il fine dichiarato, ma il risultato opposto: la dequalificazione della scuola pubblica.</p>
<p>Detta normativa, come si è prima rilevato, è stata introdotta per effetto di due Decreti Legge, convertiti in legge con voto di fiducia e quindi senza un&#8217;adeguata discussione in Parlamento, ma soprattutto senza un&#8217;adeguata indagine da parte del Governo, Ministero e Parlamento sulla validità, sotto il profilo dell&#8217;efficacia didattica, delle innovazioni previste.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale P.I., sentito con riferimento allo schema di regolamento applicativo per la scuola dell&#8217;infanzia e per il I ciclo, come si è  prima rilevato, ha espresso un parere fortemente e totalmente negativo non solo sullo schema di regolamento, ma anche sulla normativa di legge che ne è il presupposto.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che la normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 137/08 e dell&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 sia censurabile anche per manifesta illogicità e contraddittorietà tra le finalità che il legislatore si propone (la razionalizzazione della spesa dell&#8217;istruzione) e l&#8217;efficacia concreta di tali interventi che invece dequalificano il sistema scolastico e quindi per violazione dell&#8217;art. 97 Cost. con conseguente illegittimità dell&#8217;impugnata CM.</p>
<p><strong>4) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL 01/09/2008 N. 137, C.TO IN L. 30/10/2008, N. 169 PER VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 77 E 97 DELLA COSTITUZIONE</span>.</strong></p>
<p>Il secondo comma dell&#8217;art. 77 della Costituzione testualmente recita &#8220;<em>Quando, in casi straordinari di necessità e d&#8217;urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni&#8221;</em>.</p>
<p>Presupposto dell&#8217;esercizio del potere legislativo da parte del Governo a mezzo della decretazione d&#8217;urgenza è la sussistenza di una situazione oggettiva e straordinaria che renda necessaria ed urgente l&#8217;adozione di un decreto avente forza di legge; per la decretazione di urgenza da parte del Governo occorre quindi il concorso di tre necessarie condizioni:</p>
<p>a)      la straordinarietà della circostanza e cioè la non prevedibilità di essa;</p>
<p>b)      la necessarietà dell&#8217;intervento;</p>
<p>c)      l&#8217;urgenza.</p>
<p>Nel caso in esame l&#8217;art. 64 ha previsto una riduzione della spesa per la scuola per complessivi 8 miliardi nel triennio; tale intervento prevede un percorso articolato prima con un piano programmatico e dopo con l&#8217;adozione di uno o più regolamenti nell&#8217;arco di dodici mesi con un&#8217;indicazione generica dei relativi settori di intervento.</p>
<p>A parte le considerazioni, prima svolte sull&#8217;inopportunità di tale intervento, è fuor di dubbio che nel caso in esame le tre necessarie condizioni per la decretazione di urgenza non sussistevano. E&#8217; sufficiente rilevare che si tratta di interventi previsti nel giugno 2008, che ancora a tutt&#8217;oggi sono in corso di perfezionamento; quindi il ricorso alla decretazione di urgenza era privo di alcun fondamento ed è palesemente irragionevole, oltre che lesivo delle prerogative del Parlamento.</p>
<p>E&#8217; vero che entrambi i Decreti legge n.112/08 e 137/08 sono stati convertiti in legge, ma la conversione in legge per le sue stesse modalità procedimentali, non può sanare l&#8217;uso arbitrario da parte del Governo di un potere che non aveva.</p>
<p>Sotto tale profilo la Corte Costituzionale con sentenza n. 128/2008 ha chiaramente evidenziato che &#8220;<em>Questa Corte, con recente pronuncia (sentenza n. 171 del 2007), nel dichiarare l&#8217;illegittimità costituzionale di un decreto-legge, convertito in legge con modificazioni, per difetto dei requisiti di cui </em><a href="http://bd05.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;KEY=05AC00009859&amp;">all&#8217;art. 77, comma secondo, della Costituzione</a><em>, ha affermato, richiamando una precedente decisione (sentenza n. 29 del 1995), che la preesistenza di una situazione di fatto comportante la necessità e l&#8217;urgenza di provvedere tramite l&#8217;utilizzazione di uno strumento eccezionale, quale il decreto-legge, costituisce un requisito di validità costituzionale dell&#8217;adozione del predetto atto, di modo che l&#8217;eventuale evidente mancanza di quel presupposto configura in primo luogo un vizio di illegittimità costituzionale del decreto-legge che risulti adottato al di fuori dell&#8217;ambito applicativo costituzionalmente previsto&#8221;. </em>La sentenza prosegue nell&#8217;affermare che &#8220;<em>tale difetto di presupposti, «una volta intervenuta la conversione, si traduce in un vizio in procedendo della relativa legge» ed ha escluso, con ciò, l&#8217;eventuale efficacia sanante di quest&#8217;ultima, dal momento che «affermare che tale legge di conversione sana in ogni caso i vizi del decreto, significherebbe attribuire in concreto al legislatore ordinario il potere di alterare il riparto costituzionale delle competenze del Parlamento e del Governo quanto alla produzione delle fonti primarie&#8221;.</em></p>
<p>Alla luce anche dell&#8217;orientamento ormai pacifico della giurisprudenza i due decreti legge sui quali si fondano gli impugnati atti sono illegittimi per violazione dell&#8217;art. 77 Cost. con conseguente illegittimità di tutti gli atti conseguenti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">5) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 3, 33 E 34 COST. CONCERNENTE IL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTOSUFFICIENZA DEL SISTEMA SCOLASTICO STATALE.</span></strong></p>
<p>La CM n. 4/09 <strong><span style="text-decoration: underline;">per la scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> prevede tra l&#8217;altro: <em>&#8220;l&#8217;offerta formativa per la scuola dell&#8217;infanzia è assicurata da Stato, Comuni e scuole paritarie&#8221;</em>; la CM muove dal presupposto che anche le scuole private paritarie concorrono all&#8217;offerta formativa statale e che quindi sia previsto, almeno per le scuole dell&#8217;infanzia, un sistema integrato tra scuole statali e scuole private paritarie; di conseguenza esclude a priori l&#8217;adeguamento dell&#8217;offerta della scuola dell&#8217;infanzia statale alla complessiva domanda sociale; la scuola dell&#8217;infanzia privata non sarà liberamente scelta, ma in talune realtà sarà l&#8217;unica offerta perchè non ci sarà una scuola statale per tutti.</p>
<p>Una tale ipotesi contrasta però in modo palese con l&#8217;art. 33 Cost. sotto tre profili:</p>
<p>1) il secondo comma dell&#8217;art. 33 impone alla Repubblica l&#8217;obbligo di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi e quindi anche le scuole dell&#8217;infanzia; afferma cioè il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale;</p>
<p>2) l&#8217;art. 34 afferma il principio secondo cui la scuola statale deve essere aperta a tutti e quindi l&#8217;offerta della scuola statale deve essere corrispondente alla domanda sociale.</p>
<p>3) Lo Stato deve garantire a tutti l&#8217;accesso alla scuola dell&#8217;infanzia statale al fine di garantire a tutti il diritto di accedere ad un insegnamento pluralista e non confessionale, e quindi alternativo all&#8217;insegnamento della scuola privata paritaria che può essere confessionale.</p>
<p>Si deve difatti rilevare che l&#8217;art. 33 Cost. al 4 comma, laddove prevede la parità scolastica stabilisce che <em>&#8220;la legge nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse <span style="text-decoration: underline;">piena libertà </span> &#8230;&#8221;</em>, cioè deve garantire alle scuole private la libertà di scegliere di essere scuole cd di tendenza e quindi anche di orientamento confessionale.</p>
<p>Di conseguenza le scuole dell&#8217;infanzia private paritarie, potendo legittimamente prevedere un progetto educativo orientato in senso confessionale (di qualsiasi confessione), non sono tenute a garantire la libertà di insegnamento ed il pluralismo culturale; gli insegnanti difatti per contratto collettivo devono impegnarsi a realizzare <em>&#8220;l&#8217;indirizzo educativo in coerenza con i principi cui si ispira l&#8217;istituzione&#8221;</em> e la Corte Costituzionale in una nota sentenza (n. 195/1972) ha affermato che la libertà di istituire scuole di tendenza prevale sulla libertà di insegnamento, nel senso che gli insegnanti di una scuola privata devono concorrere alla realizzazione del progetto educativo della scuola, anche se di orientamento confessionale.</p>
<p>Scuole statali e scuole private paritarie non possono quindi garantire lo stesso insegnamento; la frequenza di una scuola statale o di una scuola privata non può essere determinata dalla carenza di scuole statali; la scelta di una scuola privata che può essere di tendenza, deve essere assolutamente libera.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che la frequenza della scuola dell&#8217;infanzia privata comporta l&#8217;onere di una retta e quindi comporta un&#8217;ulteriore discriminazione; non tutti difatti possono accedere anche per motivi economici alle scuole dell&#8217;infanzia private; di conseguenza, in mancanza di un&#8217;offerta pubblica corrispondente alla domanda sociale, molti bambini sarebbero ingiustamente esclusi.</p>
<p>Le scuole private non possono quindi concorrere a formare l&#8217;offerta scolastica complessiva; tale offerta deve essere garantita, come afferma la Costituzione, dallo Stato e deve essere garantita a tutti al fine di evitare ogni possibile discriminazione tra gli alunni; tutti i bambini hanno difatti diritto di potere frequentare la scuola dell&#8217;infanzia statale che garantisce una formazione pluralista e non confessionale.</p>
<p>Il sistema integrato tra pubblico e privato, previsto dalla CM n. 4/09 oltre a contrastare con il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale (art. 33 e 34 Cost.) comporterebbe una palese ed inammissibile discriminazione in quanto alcuni alunni, in violazione anche dell&#8217;art. 3 Cost., sarebbero ingiustamente esclusi dalle scuole statali e costretti a frequentare le scuole private che possono essere di orientamento confessionale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">6) VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTONOMIA SCOLASTICA DI CUI AGLI ARTT. 33, 1 COMMA E 117, 2 COMMA COST. E DELL&#8217;ART. 3 DPR N. 275/1999.</span></strong></p>
<p>Come si è già rilevato, l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio della libertà di insegnamento che comporta l&#8217;autonomia del sistema scolastico statale; l&#8217;art. 33 della Costituzione coniuga quindi il principio generale della libertà di insegnamento (<em>&#8220;la scienza e l&#8217;arte sono libere e libero ne è l&#8217;insegnamento&#8221;</em>) con l&#8217;esigenza delle norme generali dell&#8217;istruzione (<em>&#8220;la Repubblica detta la norme generali dell&#8217;istruzione&#8221;</em>).</p>
<p>La giusta esigenza di un progetto culturale e didattico nazionale deve quindi nel nostro ordinamento conciliarsi con il principio democratico del pluralismo culturale e quindi della libertà di insegnamento (cioè didattica e metodologica).</p>
<p>La giusta istituzionalizzazione dell&#8217;istruzione scolastica non deve però comportare la statalizzazione della didattica e della cultura; è quindi necessario un giusto equilibrio tra le finalità generali dell&#8217;istruzione scolastica che lo Stato deve definire con le norme generali sull&#8217;istruzione ed i contenuti e metodi specifici che devono essere demandati al mondo della scuola.</p>
<p>La libertà di insegnamento esclude quindi la cd didattica e/o pedagogia di Stato che è la caratteristica dei regimi totalitari e che caratterizzava il regime fascista che con il Ministero della Cultura Popolare stabiliva gli indirizzi culturali e didattici della scuola del regime.</p>
<p>La libertà di insegnamento di ciascun insegnante nel nostro ordinamento costituzionale è vista quindi nell&#8217;ambito di un sistema nazionale in cui ciascun insegnante concorre con il proprio contributo a formare il progetto culturale nazionale; non quindi una libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">da</span></strong> un progetto nazionale, ma libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">in</span></strong> un progetto condiviso e partecipato.</p>
<p>Deve esserci una sintesi tra libertà di insegnamento e le norme generali sull&#8217;istruzione; a tale fine è però necessario che le norme nazionali che attengono alle scelte culturali, metodologiche, didattiche e pedagogiche non siano etereimposte, ma siano partecipate e condivise e soprattutto rispettose degli ambiti che, nel progetto unitario a livello nazionale, devono essere demandate all&#8217;autonomia scolastica.</p>
<p>A tale fine l&#8217;art. 117, 2 comma della Costituzione prevede  espressamente che la legislazione statale e regionale in materia di istruzione devono salvaguardare l&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche; la Corte Costituzionale nella sentenza n. 13/2004 ha a tale proposito precisato &#8220;<em>è assorbente il rilievo che tale autonomia non può risolversi nella incondizionata libertà di autodeterminazione, ma esige soltanto che a tali istituzioni siano lasciati adeguati spazi di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell&#8217;esercizio della potestà legislativa concorrente, non possono pregiudicare&#8221;.</em></p>
<p>Sulla base dei suesposti principi è evidente che il legislatore nella definizione delle norme generali sull&#8217;istruzione e di un progetto culturale nazionale non può nè imporre modelli didattici rigidi nè, tanto meno, intervenire con provvedimenti restrittivi che vanificano i progetti definiti dalle istituzioni scolastiche.</p>
<p>A tale proposito si deve rilevare che l&#8217;art. 3 del DPR n. 275/99 (Regolamento sull&#8217;autonomia scolastica) stabilisce: &#8220;<em>(Piano dell&#8217;offerta formativa) 1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell&#8217;offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell&#8217;identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell&#8217;ambito della loro autonomia. 2. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale a norma dell&#8217;articolo 8 e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell&#8217;offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità. 3. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di circolo o di istituto 4. Ai fini di cui al comma 2 il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio. 5. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione.</em>&#8221;</p>
<p>La CM impugnata prevedendo i moduli orari, l&#8217;esclusione delle compresenze e l&#8217;organizzazione didattica ha, però, illegittimamente invaso la sfera riservata all&#8217;autonomia scolastica proponendo addirittura una pedagogia governativa che mal si addice ad una società democratica.</p>
<p>Peraltro, l&#8217;art. 3 del DPR 275/99 citato, prevede, all&#8217;ultimo comma che <em>&#8220;il POF (Piano dell&#8217;offerta formativa) è consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione&#8221;</em>.</p>
<p>E&#8217; di tutta evidenza, quindi, che le iscrizioni debbano essere fatte sulla base dei modelli didattici adottati nel POF di ciascuna scuola sulla base della normativa vigente e non sulla base di una CM adottata, peraltro, sulla base di regolamenti ancora inesistenti.</p>
<p>Nè si può sostenere che l&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. n. 169/08 ha introdotto per la scuola primaria un modello didattico nuovo rispetto a quello previsto in precedenza e che pertanto detta CM trova fondamento nella normativa di legge, pur in assenza del regolamento applicativo.</p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 4 della citata legge per la sua genericità non è immediatamente applicativa senza un puntuale regolamento, che difatti lo stesso art. 4 prevede espressamente.</p>
<p>La CM si fonda su una normativa di legge generica e di dubbia legittimità costituzionale e di per sè inidonea ad abrogare la normativa precedente e pertanto allo stato è inapplicabile.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che tale circolare sia illegittima per violazione del principio dell&#8217;autonomia scolastica e per violazione dell&#8217;art. 3 DPR n. 275/99.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">7) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 4 D.L. N. 133/08, C.TO IN L. 169/08 E DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DI CUI ALL&#8217;ART. 3 COST. E DEL DIRITTO ALL&#8217;ISTRUZIONE DI CUI AGLI ARTT. 33 E 34.</span></strong></p>
<p>Con la CM n. 04/2009 il Ministro per la scuola primaria propone ai genitori quattro modelli didattici, stabilendo che successivamente i modelli didattici di ciascuna istituzione scolastica saranno definiti sulla base delle dotazioni organiche che saranno assegnate.</p>
<p>L&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. 169/08 stabilisce però: <em>&#8220;Nei regolamenti si tiene <strong><span style="text-decoration: underline;">comunque</span></strong> conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;.</em></p>
<p>Di conseguenza la scelta del tempo scuola da parte delle famiglie non può essere subordinata alla dotazione degli organici; al contrario le dotazioni degli organici devono essere correlate alle scelte della famiglia.</p>
<p>Peraltro la prospettata subordinazione delle scelte delle famiglie alla consistenza degli organici comporterebbe che in talune scuole le esigenze possono essere soddisfatte ed in altre invece possono non essere soddisfatte per effetto degli organici inadeguati con conseguente ingiusta discriminazione.</p>
<p>La CM è pertanto illegittima perchè stravolge la stessa norma dell&#8217;art. 4 e comunque viola il principio della parità di trattamento per quanto attiene il diritto all&#8217;istruzione.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> <img src='http://www.futuroscuola.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL N. 137/08 C.TO IN L. 169/08 PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 3, 70 97 E 117 DELLA COSTITUZIONE. ILLEGITTIMITA&#8217; DERIVATA.</span></strong></p>
<p>Il comma 4 dell&#8217;art. 64 del DL. 112/08 convertito nella legge 133/08, per l&#8217;attuazione del Piano programmatico e dell&#8217;art. 4 del DL n. 133/08 c.to in L. n. 169/08 saranno emanati regolamenti ex art. 17 comma 2 della L. 400/88 che possono avere contenuto modificativo delle disposizioni legislative vigenti (cd &#8220;delegificazione&#8221;).</p>
<p>Tale previsione, tuttavia, viola i principi dell&#8217;ordinamento in materia di gerarchia delle fonti, nonché la stessa norma richiamata con l&#8217;art. 17, comma 2 della legge 23.8.1988 n. 400, sotto due profili:</p>
<p>a) violazione del principio della riserva di legge;</p>
<p>b) violazione del principio della predeterminazione per legge dei criteri generali.</p>
<p>a) Per quanto attiene alla violazione del principio della riserva di legge, lo stesso art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, esclude la potestà regolamentare delegata per le materie per le quali è prevista una riserva di legge assoluta; tali potestà regolamentare sarebbe  invece  possibile  per  materie  coperte  da  riserva relativa.</p>
<p>La Costituzione invero non prevede tale distinzione anche perchè per la verità non prevede nemmeno l&#8217;ipotesi di una delega del legislatore al potere regolamentare e cioè della cd &#8220;delegificazione&#8221;; la Costituzione difatti afferma il rigoroso principio della gerarchia delle fonti secondo cui gli atti del Governo che hanno forza di legge e che quindi possono modificare e/o abrogare una precedente legge sono: i decreti legge ed i decreti legislativi.</p>
<p>Ciò premesso, e dando ormai per acquisito nel nostro ordinamento, il regolamento delegato con efficacia abrogativa delle disposizioni di legge, tale principio deve essere osservato in modo scrupoloso in modo da evitare un pericoloso svuotamento del ruolo del Parlamento.</p>
<p>Si è già rilevato che l&#8217;istruzione scolastica nel nostro ordinamento costituzionale per il ruolo che deve svolgere (creare condizioni di uguaglianza e garantire a tutti una piena cittadinanza) è una funzione essenziale dello Stato e non uno dei tanti servizi pubblici.</p>
<p>Nello stesso tempo l&#8217;istruzione statale in uno Stato democratico non può essere, a differenza dell&#8217;istruzione degli Stati totalitari, espressione della maggioranza al potere; difatti l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio fondamentale della libertà di insegnamento e quindi del pluralismo culturale.</p>
<p>Come si è già prima precisato, la libertà di insegnamento deve coniugarsi con un progetto culturale, didattico e pedagogico nazionale; in questo senso la Costituzione all&#8217;art. 33, 2 comma ha affermato &#8220;la Repubblica detta le norme generali sull&#8217;istruzione&#8221; nel senso che le norme generali sull&#8217;istruzione non possono essere espressione di una maggioranza governativa, ma devono essere espressione di un percorso condiviso e partecipato che deve avere la sua più alta ed ampia sintesi  nel Parlamento e quindi nella legge.</p>
<p>L&#8217;attribuzione delle norme generali sull&#8217;istruzione alla potestà legislativa del Parlamento è peraltro confermata nell&#8217;art. 117 lett. 2 della Costituzione che riserva espressamente allo Stato tale potestà legislativa.</p>
<p>Si deve infine rilevare che la necessità che le norme generali sull&#8217;istruzione siano espressione di una larga maggioranza parlamentare trova anche il suo fondamento nell&#8217;esigenza di dare una stabilità alle linee fondamentali dell&#8217;ordinamento scolastico.</p>
<p>Tale esigenza per la verità richiederebbe addirittura un procedimento legislativo aggravato o comunque una maggioranza qualificata per impedire o comunque limitare che ogni maggioranza parlamentare possa imporre un proprio progetto culturale con grave disagio per il  mondo della scuola e soprattutto per l&#8217;efficacia del sistema scolastico.</p>
<p>Da quanto sommariamente esposto non può esserci dubbio che le norme generali sull&#8217;istruzione scolastica rientrino nella riserva assoluta di legge.</p>
<p>Nel caso in questione invece non solo con gli art. 64 D.L. n. 112/06 c.to in L. n. 133/08 e con l&#8217;art. 4 DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 si è delegato al potere regolamentare del Governo &#8220;la revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221;, ma tale delega è stata addirittura disposta con decreto legge (sia pure convertito successivamente in legge, ma con voto di fiducia); <strong><span style="text-decoration: underline;">il Governo cioè ha delegato se stesso ad emanare regolamenti con efficacia modificatrice delle norme di legge vigenti.</span></strong></p>
<p>E&#8217; evidente pertanto che le citate norme di legge che hanno conferito al potere regolamentare del Governo tale delega siano lesive dei principi costituzionali concernenti la funzione legislativa e segnatamente dell&#8217;art. 33, 70, 97 e 117, 2 comma della Costituzione.</p>
<p>Le citate disposizioni del DL n. 112/08 c.to in L. 133/08 e DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 sono pure censurabili per violazione delle suindicate norme costituzionali sotto altri profili perchè il legislatore delegante non solo è lo stesso delegato (!), ma soprattutto perchè ha conferito una delega in bianco.</p>
<p>La norma dell&#8217;art. 17, comma 2 della L. 23/08/1988 n. 400 difatti prevede che nel conferimento della delega il legislatore debba determinare &#8220;le norme generali regolatrici della materia&#8221;; l&#8217;art. 64 del DL n. 112/08, c.to in L. 133/08 ha conferito invece una delega ampia per la &#8220;revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221; limitandosi ad indicare soltanto alcuni &#8220;titoli&#8221;; <strong><span style="text-decoration: underline;">non esiste quindi la necessaria determinazione delle norme generali.</span></strong></p>
<p>La delega è stata conferita pertanto, con evidente illogicità, in palese violazione della stessa norma invocata.</p>
<p>Le stesse considerazioni valgono anche per l&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 c.to in L. N. 169/08 che, dopo avere reintrodotto il cd &#8220;insegnante unico&#8221; rinvia ai regolamenti per la definizione del tempo scuola senza alcun criterio generale.</p>
<p>L&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima per illegittimità derivata.</p>
<p><strong>9) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. N. 133/08,</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>IN RELAZIONE ALL&#8217;ART. 117, 3° E 6° COMMA, COST.</strong></span></p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 112/08, c.to in L. n. 133/08 è anche censurabile per violazione dell&#8217;art. 117, 6° comma, della Costituzione.</p>
<p>La norma costituzionale citata, prevede che la potestà regolamentare spetta allo Stato solo ed esclusivamente nelle materie di legislazione esclusiva e che in materia di legislazione concorrente tale potestà spetta esclusi­vamente alla Regione.</p>
<p>Orbene, come si è già rilevato il Piano programmatico non è stato adottato, ma lo schema adottato in funzione del successivo regolamento si deve ritenere illegittimo dal momento che la norma costituzionale di cui all&#8217;art. 117, 6° comma, esclude che nelle materie di legislazione concorrente lo Stato abbia potere regolamentare.</p>
<p>Come è noto, infatti, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione la materia dell&#8217;istruzione forma oggetto di potestà concorrente (art. 117, terzo comma Cost.) ed allo Stato è rimessa la sola competenza esclusiva in materia di <em>&#8220;norme generali sull&#8217;istruzione&#8221;</em> (art. 117, secondo comma, lettera <em>n</em>).</p>
<p>Conseguentemente, in materia di organizzazione scolastica, lo Stato, ai sensi dell&#8217;art. 117, III co. ultimo periodo, può limitarsi a dettare i principi fondamentali, ma non può adottare norme di dettaglio sulla organizzazione scolastica e sulla distribuzione interna del personale scolastico, la cui disciplina è di competenza esclusiva delle Regioni.</p>
<p>La Corte Costituzionale, infatti, ha recentemente affermato che: <em>&#8220;una volta attribuita l&#8217;istruzione alla competenza concorrente, il riparto imposto dall&#8217;art. 117 postula che, in tema di programmazione scolastica e di gestione amministrativa del relativo servizio, <span style="text-decoration: underline;">compito dello Stato sia solo quello di fissare principi. E la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche, certamente non è materia di norme generali sulla istruzione, riservate alla com­petenza esclusiva dello Stato, in quanto strettamente connessa alla programmazione della rete scolastica</span>, tuttora di com­pe­tenza regionale&#8221; </em>(tra le altre: Corte Cost. 13.1.2004 n. 13).</p>
<p>Lo schema del piano programmatico e l&#8217;impugnata CM che anticipa il regolamento attuativo il Ministro hanno però dettato disposizioni dettagliate sull&#8217;organizzazione didattica invadendo oltre che l&#8217;autonomia scolastica, le potestà legislative e regolamentai delle Regioni.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Domanda di sospensione</span></strong></p>
<p>Il fumus boni juris è di tutta evidenza; la CM è priva di ogni fondamento giuridico.</p>
<p>Il periculum in mora è pure evidente; difatti come risulta dalle notizie di stampa la maggior parte delle famiglie ha richiesto il tempo pieno che in base all&#8217;impugnata CM non solo non è garantito, ma viene proposto senza  compresenze  e  quindi  fortemente  ridimensionato.</p>
<p>Infine si deve rilevare che l&#8217;impugnata CM richiede  alle famiglie una scelta senza alcuna proposta certa.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">P.Q.M.</span></strong></p>
<p>Si chiede, previa, ove occorra, rimessione alla Corte Costituzionale della questione di illegittimità costituzionale degli art. 64 del DL n. 112 del 2008, c.to in L. n. 133 del 06/10/1908 e dell&#8217;art. 4 del DL n. 137/08 c.to in L. 30/10/2008 n. 169 per violazione degli art. 3, 33, 34, 70, 77, 97, 117 comma 2, 3 e 6, l&#8217;accoglimento del ricorso  con conseguente annullamento degli atti impugnati con ogni conseguenziale effetto di legge e vittoria di spese di giudizio.</p>
<p><strong><em>Ai fini del contributo unificato di cui agli artt. </em></strong><strong><em>9 e</em></strong><em> <strong>segg. del DPR n. 115/2002 si dichiara che il valore della controversia è INDETERMINATO.</strong></em></p>
<p><strong><em>Ai fini e per gli effetti degli articoli 133, comma 3, e 134, comma 3, c.p.c., il sottoscritto difensore dichiara di voler ricevere eventuali comunicazioni al seguente indirizzo di posta elettronica: </em></strong><a href="mailto:lucamarchi@inwind.it">lucamarchi@inwind.it</a></p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p align="right">Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Fausto Buccellato</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MANDATO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p>Deleghiamo a rappresentarci e difenderci nel presente giudizio anche disgiuntamente in primo e secondo grado ed in fase esecutiva gli Avv.ti Corrado Mauceri, Cavini Sofia, Gorpia Marianna, Luca Marchi, Francesca Scatolini, Angela Nozzi Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli e Fausto Buccellato conferendo loro tutte le facoltà di legge ivi compresa quella di firmare il ricorso, presentare istanze, memorie, motivi aggiunti, conciliare e transigere e rinunciare agli atti ed eleggiamo domicilio presso lo studio dell&#8217;Avv. Fausto Buccellato in Roma, V.le Angelico n. 45.</p>
<p>Dichiariamo  altresì  di essere stati informati in conformità al disposto del D.L.vo n. 196/2003 (Codice Privacy) e successive modiche e integrazioni ed autorizzo pertanto il trattamento dei dati personali per  le  finalità  connesse  all&#8217;espletamento  del  presente  mandato.</p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p>F.to:</p>
<p>Cognome e nome                                                     Firma</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELLA ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZIE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong>, nella persona del Presidente pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/testo_ricorso_colettivo_CM4.htm" target="_blank">IPERBOLE</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scuole rischiano il crack finanziario, tra supplenze e visite fiscali</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 21:52:11 +0000</pubDate>
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Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di &#8220;dissesto finanziario&#8221;. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2279" title="conventosanfrancesco" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/conventosanfrancesco-100x100.jpg" alt="conventosanfrancesco" width="100" height="100" />Supplenti, presidi in rivolta &#8220;Niente soldi per le sostituzioni&#8221;</p>
<p><strong>Scuole in cerca di quattrini. Mancano i soldi per le supplenze, scarseggiano quelli per le visite fiscali e i dirigenti scolastici denunciano il rischio di &#8220;dissesto finanziario&#8221;. Le prime proteste di presidi lombardi e emiliani risalgono allo scorso mese di gennaio. Oggi si aggiungono quelle provenienti da Marche, Sardegna e Sicilia. </strong></p>
<p><strong>Ma per il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, chiamato in causa da una recente interrogazione parlamentare, non c&#8217;è stata &#8220;una diminuzione delle risorse, al contrario queste sono state accresciute&#8221;. Ma di cosa si lamentano, allora, segretari e capi d&#8217;istituto?</strong><br />
In una lettera indirizzata una settimana fa al ministero, 70 tra capi d&#8217;istituto e direttori dei servizi amministrativi (gli ex segretari) della provincia di Ancona &#8220;segnalano la gravissima situazione di disagio di tutti gli istituti del territorio&#8221;. Le scuole vantano un credito enorme da viale Trastevere e sono state costrette a confezionare bilanci su somme virtuali. L&#8217;Associazione delle scuole autonome della Sicilia (Asas) stima in 1,6 miliardi di euro il corrispettivo che il ministero deve ancora alle scuole. Mentre pochi giorni fa il direttore dell&#8217;Ufficio scolastico regionale della Sardegna, Armando Pietrella, ha scritto al ministero di continue &#8220;segnalazioni provenienti dalle istituzioni scolastiche che evidenziano la grave situazione per la mancanza di fondi destinati alle supplenze&#8221;. Ma di non poterci fare nulla, invitando i capi d&#8217;istituto sardi a nominare lo stesso i supplenti.</p>
<p><span id="more-2277"></span>Il ministero quest&#8217;anno assegnerà agli istituti un budget fisso in relazione alle unità del personale in servizio incrementato al massimo del 50 per cento. Ma le scuole hanno ricevuto soltanto anticipi. Per dare un&#8217;idea del taglio operato negli ultimi 5 anni basta guardare alcune cifre. Per le sole supplenze nel 2004 vennero stanziati 899 milioni, nel 2008 siamo attorno a 323. Maria Rita insegna in una scuola elementare della provincia di Roma. &#8220;Nella mia scuola &#8211; spiega &#8211; non si nominano più supplenti da 15 giorni e siamo nel caos più totale: le classi vengono divise e a farne le spese sono i piccoli scolari, traslocati da una classe all&#8217;altra come pacchi postali&#8221;. Oltre ai tagli le scuole devono fronteggiare gli effetti del decreto-Brunetta contro i fannulloni, che prevede visite fiscali anche per un solo giorno di malattia. Chi le paga? Il servizio sanitario nazionale presenta il conto alle scuole che, però, non ce la fanno più. &#8220;Aiutateci a gestire la scuola nella legalità&#8221; scrivono 17 dirigenti scolastici di Bergamo. I capi d&#8217;istituto sono di fronte ad un bivio: &#8220;destinare pressoché tutti i fondi disponibili al pagamento delle visite fiscali e paralizzare la vita degli istituti, oppure infrangere la legge e disporre solo in minima parte le visite o non pagare le Asl&#8221;. Lo scorso dicembre l&#8217;onorevole di centro destra Daniela Melchiorre chiese al ministro Brunetta chi dovesse pagare le visite fiscali. &#8220;La questione è in via di approfondimento&#8221;, ha risposto il fustigatore di fannulloni.</p>
<p>di SALVO INTRAVAIA<br />
(13 marzo 2009)<br />
Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/supplenti-niente-soldi/supplenti-niente-soldi.html" target="_blank">repubblica</a>
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		<title>&#8220;Scuole in bancarotta&#8221; non ci sono nemmeno i soldi per gli insegnanti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 18:07:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2217" title="logofuturoscuola-l3" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l3-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l3" width="100" height="100" />Riffe per lo stipendio ai supplenti I presidi: &#8220;Scuole in bancarotta&#8221;</p>
<p>aiuto In principio era il sapone per il bagno, i fazzoletti di carta per il raffreddore, i bicchierini di plastica per bere, le risme di fogli (anche usati) per disegnare. Poi si è allargato il tiro alle fotocopie, si sono cercati «genitori volontari» per rimediare tovaglie nuove per la mensa, mamme di buoncuore per i lavaggi settimanali e mensili dell&#8217;arredo scolastico. Adesso alle famiglie tocca pagare pure i supplenti. Le scuole sono al collasso. Soldi in arrivo non se ne vedono e i dirigenti scolastici per pagare i precari sono costretti a utilizzare il fondo cassa del proprio istituto. Soldi destinati ad altre attività, come quelli per le gite, per bandi e progetti per migliorare la didattica, ma anche soldi raccolti attraverso lotterie scolastiche, mercatini di Natale, vendita di uova di Pasqua. Tutto per far fronte a quella voragine, creata dai crediti mai saldati dal ministero dal 2006 e che va sotto la voce di «supplenze», appunto. L&#8217;appello per le scuole in bancarotta è stato lanciato anche dalla Cisl lombardia che qualche giorno fa ha chiesto al direttore regionale Anna Maria Dominici un incontro per cercare una soluzione.</p>
<p><span id="more-2216"></span><br />
Ammanchi fino a 500mila euro<br />
«A cinque mesi dalla chiusura delle scuole mancano i finanziamenti necessari per pagare i supplenti e ora sono a rischio anche i pagamenti dei commissari per gli esami di Stato &#8211; spiega il coordinatore regionale dei dirigenti scolastici, Giuseppe Biati -. Le scuole sono al tracollo e molti istituti bancari con i quali avevano stipulato accordi, non rinnovano le convenzioni. Chi ha pochi crediti arriva fino a 90mila euro. Così i soldi del fondo d&#8217;Istituto, quelli destinati alle attività extrascolastiche e quelli che i genitori versano per le gite, per il diritto allo studio o che raccolgono attraverso lotterie e mercatini finiscono nel calderone delle supplenze. Le scuole sono costrette a tassare le famiglie per andare avanti, a esigere contributi volontari per pagare l&#8217;Enel o la carta igienica. Ma la coperta è sempre troppo corta».<br />
Non si parla di bruscolini, ma di medie che si aggirano attorno ai centomila euro per scuola con punte di 500mila.<br />
«Il problema è drammatico &#8211; conferma Anna Sandi, dirigente dell&#8217;Istituto comprensivo di via Vespri Siciliani, 800 alunni distribuiti su due elementari e una materna -. Ho un cumulo di crediti che supera i 130mila euro. Sto dando fondo alla cassa per pagare i supplenti, ma così non riusciamo ad andare avanti. Cosa faccio? Non uso più le compresenze per fini didattici, ma solo per supplire agli assenti e quando manca un insegnante sono costretta a dividere i bambini su varie classi, anche se questo non si potrebbe fare. Una volta ho riunito tre classi in palestra, tutti a vedere un film». Il problema è sentito di più per le materne e elementari perché con i bambini piccoli la necessità di controllo è maggiore. «Non posso lasciare bambini di 5 anni incustoditi &#8211; continua la preside -. Ma non posso neppure chiamare un supplente e dirgli che lo pagherò fra tre anni. Esiste anche il sacrosanto diritto alla retribuzione. Se non verremo aiutati saremo costretti a prendere misure estreme, anche sospendere il servizio».<br />
Pagano i genitori<br />
Altra scuola, altra voragine: al comprensivo di via Scialoia 700 studenti per due materne, una scuola primaria e una media il «buco» ha raggiunto i 180mila euro. Racconta la dirigente Ida Morello: «Per la scuola primaria chiamo il supplente solo se l&#8217;assenza è superiore ai cinque giorni, per le medie solo se è oltre ai 15. Prima di acquistare qualcosa ci pensiamo dieci volte. Il tutto a scapito dell&#8217;offerta formativa, è ovvio. I pc sono vecchissimi, ma non possiamo cambiarli, per il laboratorio di musica si sono fatti avanti i genitori, che raccogliendo contributi volontari sono riusciti ad acquistare qualche strumento musicale. Ma noi siamo in una zona ad alto processo migratorio, dove le famiglie fanno fatica anche a sborsare contributi minimi. E poi questa è la scuola dell&#8217;obbligo non si può farla pagare alle famiglie». I genitori, per fortuna. «Perché spesso è grazie a loro &#8211; continua la preside &#8211; che si racimola qualche soldo: lotterie, vendita di libri usati, mercatini, i comitati di madri e padri si ingegnano per aiutare le casse desolatamente vuote». «Noi vantiamo un credito di 200mila euro &#8211; racconta Lorena Peccolo, dirigente all&#8217;istituto comprensivo di Vimodrone -. È una situazione imbarazzante e tragica: ogni anno dirotto tutto il fondo di istituto per pagare i supplenti. Quando i soldi non ci sono taglio. Un esempio? Non pago la mensa per i docenti dal 2002. Così a mia volta ho accumulato un debito nei confronti del Comune di oltre 30mila euro. Noi siamo fortunati: l&#8217;amministrazione comunale è molto attenta alla politica scolastica e ci sovvenziona tutti i progetti di qualità e le attività extrascolastiche». E c&#8217;è chi con poche decine di migliaia di euro a credito può dirsi fortunato. È il caso di Aldo Acquati, dirigente del comprensivo Italo Calvino e presidente dell&#8217;Asam, un&#8217;associazione di categoria. «Siamo aiutati dai genitori, che racimolano sempre piccoli tesoretti». Cosa succederà ora? «Noi denunciamo da anni una situazione critica nelle scuole. Il problema è che il ministero ha azzerato i trasferimenti dei fondi negli istituti, e questi non sono più in grado di fare bilanci. Dal prossimo anno saremo al paradosso. Perché con i tagli di organici i primi a essere fatti fuori saranno i precari, quelli che fanno le supplenze annuali. Si dovrà ricorrere a quelle brevi, ma per queste non ci sono soldi. Un circolo vizioso, senza uscite».<br />
di Alessandra Pasotti</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=333226" target="_blank">ilgiornale.it</a>
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		<title>Italia agli ultimi posti in Europa per spesa relativa all&#8217;Istruzione</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 00:09:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il resoconto sull&#8217;amministrazione pubblica: si spende il 4,7% del Pil Come nove anni fa. Ma ora si aggiungono i tagli decisi dal governo
Scuola povera, l&#8217;Istat conferma &#8220;Italia cenerentola d&#8217;Europa&#8221;
Italia agli ultimi posti in Europa per spesa relativa all&#8217;Istruzione. Il dato è stato pubblicato due giorni fa dell&#8217;Istat nell&#8217;annuale resoconto sulle &#8220;Spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2197" title="gelmini-scuola" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini-scuola-100x100.jpg" alt="gelmini-scuola" width="100" height="100" /><span style="font-size: medium;"><strong>Il resoconto sull&#8217;amministrazione pubblica: si spende il 4,7% del Pil Come nove anni fa. Ma ora si aggiungono i tagli decisi dal governo<br />
Scuola povera, l&#8217;Istat conferma &#8220;Italia cenerentola d&#8217;Europa&#8221;</strong></span></p>
<p><strong>Italia agli ultimi posti in Europa per spesa relativa all&#8217;Istruzione. Il dato è stato pubblicato due giorni fa dell&#8217;Istat nell&#8217;annuale resoconto sulle &#8220;Spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche italiane per funzione&#8221;. Solo in Germania e Grecia la spesa per l&#8217;istruzione è percentualmente più bassa rispetto all&#8217;Italia, tutti gli altri paesi dell&#8217;Ue a 15 stati spendono di più. Il dato è del 2007 e non tiene conto della manovra del governo Berlusconi che taglia impietosamente su scuola e università. Ma è sufficiente a spiegare che dal 2000 ad oggi la spesa per la scuola pubblica è in calo. </strong></p>
<p>In Italia, oltre due terzi della spesa complessiva è assorbita da Sanità, Protezione sociale e Servizi generali. Quest&#8217;ultima è la spesa più consistente in assoluto: oltre 135 miliardi (il 19,4 per cento della spesa totale) di euro nel 2007 per, tra le tantissime attività remunerate, il supporto ad organismi esecutivi e legislativi e &#8220;la formulazione, il coordinamento e il monitoraggio di programmi di sviluppo economici e sociali globali&#8221;.</p>
<p>E la scuola? Tutte le spese sostenute dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali per l&#8217;Istruzione ammontano a più di 71 miliardi. Una cifra che potrebbe sembrare enorme ma così non è. Per la Sanità si spendono 105 miliardi (il 13,6 per cento della spesa complessiva), per la protezione sociale (pensioni di invalidità, assistenza</p>
<p><span id="more-2196"></span> ai disabili, assegni di malattia e pensioni di vecchiaia, solo per citare alcune voci) 281 miliardi (il 37,3 per cento) mentre 12 miliardi vengono destinati ad &#8220;attività ricreative, culturali e di culto&#8221;. Oggi, la spesa per l&#8217;istruzione assorbe il 9,6 per cento della spesa complessiva. Nel 2000 sfiorava il 10 per cento. Se si rapporta la spesa alla ricchezza prodotta (il Pil) siamo al 4,7 per cento, una percentuale sostanzialmente analoga a quella di nove anni fa.</p>
<p>E in Europa? Le cose vanno diversamente. I 15 paesi dell&#8217;Ue dirottano sull&#8217;Istruzione in media il 10,5 per cento della spesa complessiva: una cifra di gran lunga più vicina a quella sostenuta per Sanità (13,3) e per Servizi generali (14,9). E questi dati, per l&#8217;Italia, sembrano destinati a peggiorare. La manovra finanziaria di SALVO INTRAVAIAdell&#8217;esecutivo taglierà nel prossimo triennio quasi 8 miliardi alla scuola (quasi tutti sul personale) e oltre uno e mezzo sull&#8217;università.</p>
<p>(25 febbraio 2009)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/spesa-diminuisce/spesa-diminuisce.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Formazione in ingresso per il personale docente ed educativo &#8211; Anno scola­stico 2008-2009, Decreto ministeriale n. 61 del 10 luglio 2008</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 00:05:29 +0000</pubDate>
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Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca
Dipartimento per l&#8217;istruzione
Direzione generale per il personale scolastico
Ufficio VI
Prot.n. AOODGPER. 2360
Roma, 23 febbraio 2009
Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
All&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica Via M. Buonarroti, n.10 50122       FIRENZE
e,p.c.        Ai Responsabili degli Uffici Scolastici Provinciali
LORO SEDI
All&#8217;Intendente Scolastico Italiano Provincia Autonoma di
BOLZANO
All&#8217;Intendente Scolastico Tedesco
BOLZANO
All&#8217;Intendente Scolastico Ladino
BOLZANO
Alla Provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2181" title="logofuturoscuola-l2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l2-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l2" width="80" height="80" /><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-2182" title="logo-ministero-p-i-repubblica-italiana2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logo-ministero-p-i-repubblica-italiana2-100x100.jpg" alt="logo-ministero-p-i-repubblica-italiana2" width="80" height="80" /></p>
<p align="center">Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</p>
<p align="center">Dipartimento per l&#8217;istruzione</p>
<p align="center">Direzione generale per il personale scolastico</p>
<p align="center"><em>Ufficio VI</em></p>
<p style="text-align: left;">Prot.n. AOODGPER. 2360</p>
<p style="text-align: left;">Roma, 23 febbraio 2009</p>
<p>Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali</p>
<p>LORO SEDI</p>
<p>All&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica Via M. Buonarroti, n.10 50122       FIRENZE</p>
<p>e,p.c.        Ai Responsabili degli Uffici Scolastici Provinciali</p>
<p>LORO SEDI</p>
<p>All&#8217;Intendente Scolastico Italiano Provincia Autonoma di</p>
<p>BOLZANO</p>
<p align="left">All&#8217;Intendente Scolastico Tedesco</p>
<p>BOLZANO</p>
<p align="left">All&#8217;Intendente Scolastico Ladino</p>
<p>BOLZANO</p>
<p>Alla Provincia Autonoma Dipartimento Istruzione</p>
<p align="center">TRENTO</p>
<p>Alla Regione Autonoma della Valle d&#8217;Aosta Assessorato Istruzione e Cultura Direzione Personale Scolastico</p>
<p align="center">AOSTA</p>
<p>Al Capo Dipartimento per l&#8217;Istruzione</p>
<p>Al Direttore Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di Istruzione e per l&#8217;Autonomia Scolastica</p>
<p>Al Capo dell&#8217;Ufficio Legislativo</p>
<p>Al Capo del Servizio Controllo Interno</p>
<p>LORO SEDI</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>Oggetto: Formazione in ingresso per il personale docente ed educativo &#8211; Anno scola­stico 2008-2009</strong></span></p>
<p>Il Decreto ministeriale n. 61 del 10 luglio 2008 evidenzia con le allegate tabelle la ripartizione per ciascuna provincia dei docenti per la scuola dell&#8217;infanzia, la scuola primaria, la scuola secondaria di primo e di secondo grado e per il personale educati­vo, oltre alla ripartizione di posti assegnati a ciascun profilo professionale del perso­nale ATA. Per il predetto personale docente ed educativo (docenti dei diversi ruoli, posti e classi di concorso, previsti dalla tabella allegata al medesimo D.M. 61/2008) occorre avviare nel corrente anno scolastico le procedure per l&#8217;anno di formazione regolate dall&#8217;articolo 440 del Decreto Legislativo n. 297/94.</p>
<p><span id="more-2178"></span></p>
<p>La formazione in ingresso prevista contrattualmente per i neoassunti in ruolo, ai sensi dell&#8217;articolo 68 del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto scuola, co­stituisce un obbligo contrattuale e trova rispondenza nel Contratto Collettivo Nazio­nale Integrativo concernente la formazione del personale docente, educativo, ammini­strativo tecnico e ausiliario relativa all&#8217;anno scolastico 2008/2009 (sottoscritto il 4 lu­glio 2008) e nella contrattazione collettiva integrativa a livello regionale.</p>
<p>In tale quadro di riferimento gli Uffici Scolastici Regionali forniranno informa­zioni alle Organizzazioni sindacali sulle modalità di attuazione delle iniziative di formazione in ingresso che organizzeranno per i docenti neoimmessi in ruolo.</p>
<p>Con l&#8217;occasione si rappresenta che questa Direzione Generale ha avviato il confronto con le parti sociali per la sottoscrizione del Contratto Collettivo Integrativo nazionale relativo all&#8217;anno scolastico 2009-2010.</p>
<p>Per il corrente anno scolastico, in continuità con il processo di formazione in atto, questa Direzione Generale ha provveduto a finanziare l&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica ex INDIRE coi fondi necessari per proseguire la sua funzione finalizzata, tra l&#8217;altro, a fornire strumenti e servizi per le scuole che accolgono il personale neoimmesso in ruolo nel corrente anno scolastico.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;AMBIENTE DI FORMAZIONE</strong></p>
<p>L&#8217;ambiente di formazione per i docenti neoassunti in ruolo, in coerenza con quanto già realizzato in passato, rappresenta un&#8217;offerta formativa rivolta a tutte le ti­pologie di insegnanti e articolata in modo da stimolare una autonoma riflessione sulle competenze metodologico-didattiche, psico-pedagogiche, disciplinari, relazionali e comunicative attinenti ai profili professionale di riferimento. È proposto come vero e proprio servizio messo a disposizione dei docenti neoassunti, che hanno potuto nei primi mesi del corrente anno scolastico, secondo le proprie esperienze e il vissuto personale, entrare in relazione con i diversi soggetti dai quali sono affiancati in que­sto periodo di crescita professionale (il tutor della scuola, il dirigente scolastico, il Collegio dei docenti, i colleghi), e che si sono dovuti confrontare con le sollecitazioni provenienti dall&#8217;ordinamento vigente.</p>
<p>Le iniziative formative destinate ai docenti neoassunti si inquadrano nella complessiva offerta di opportunità di formazione permanente, e possono essere fatto­re determinante per promuovere modalità attive e consapevoli di esercizio della fun­zione docente, adeguate alle innovazioni della scuola e alle trasformazioni della so­cietà.</p>
<p>L&#8217;intera proposta formativa, a partire da quella in ingresso, è costruita come un &#8220;ambiente integrato&#8221; di apprendimento e rappresenta una opportunità connotata da ampi margini di discrezionalità e di scelta, tale da valorizzare al massimo l&#8217;esperienza professionale e da avviare a una piena autonomia di ricerca culturale, didattica e or­ganizzativa sin dall&#8217;anno di prova.</p>
<p>Tra le opportunità da organizzare a sistema, le iniziative di formazione inizia­le, in ingresso e in servizio, assieme all&#8217;autoaggiornamento, fanno dunque parte di un unico processo di apprendimento che deve durare, con caratteristiche di coerenza e di continuità, per tutto l&#8217;arco della vita lavorativa.</p>
<p>Lo sviluppo della professionalità docente si realizza all&#8217;interno dell&#8217;istituzione scolastica quale sede naturale di confronto e di condivisione delle scelte educative,</p>
<p>didattiche e organizzative che caratterizzano il Piano dell&#8217;Offerta formativa e deter­minano il Patto di corresponsabilità con le famiglie.</p>
<p>Da tempo, per costruire una offerta formativa adeguata al personale neoassunto l&#8217;ambiente e-learning, specie se integrato da fondamentali momenti in presenza, si presenta come modello particolarmente idoneo, in quanto consente interventi forma­tivi di vasta ampiezza, economici, interattivi, personalizzabili, ripetuti e distesi nel tempo, aggiornabili e implementabili in progress. Un sistema di formazione continua funzionale si fonda, infatti, non sulla mera fruizione dei contenuti, ma sull&#8217;apprendimento on the job, in modo che il learning by doing stabilisca una signi­ficativa relazione fra l&#8217;esperienza e la riflessione. Nel campo della scuola questo si­gnifica la valorizzazione delle pratiche della ricerca-azione, ove è caratterizzante l&#8217;intreccio tra momenti di riflessione/approfondimento e momenti di esperien­za/realizzazione, tra apprendimenti di nuove conoscenze e verifica della loro utilità nella pratica operativa.</p>
<p>Il percorso formativo della ricerca-azione consente, inoltre, continui rinvii all&#8217;attività di servizio e fornisce al docente in formazione strumenti e metodi per au-tovalutarsi, aggiornarsi e misurarsi con i bisogni degli alunni e del territorio in uno stile di insegnamento progressivamente rivolto alla costruzione del curricolo, alla sua rimodulazione e alla verifica degli apprendimenti.</p>
<p>A livello di singola istituzione scolastica o di reti di scuole, la formazione terrà conto delle competenze possedute dagli insegnanti, delle domande formative da sod­disfare, ma anche dei bisogni didattico-organizzativi delle scuole.</p>
<p>E&#8217; importante, a tale riguardo, che il contesto organizzativo assuma il valore aggiunto dell&#8217;apprendimento conseguito dal singolo docente in formazione e tenda a favorire l&#8217;opportunità di coniugare l&#8217;agire concreto, legato ai compiti e alle responsa­bilità dell&#8217;insegnante in formazione, con lo sviluppo di un&#8217;attitudine permanente alla riflessività. In questo senso, il tutor di scuola e i colleghi del team di appartenenza del docente in formazione concorreranno a costituire un ambiente laboratoriale di forma­zione, dove è possibile approfondire e sottoporre a verifica i materiali disponibili in piattaforma, mettendo così ancor più in evidenza che l&#8217;attività ordinaria di una scuola costituisce essa stessa un &#8220;laboratorio&#8221; per la formazione.</p>
<p>Per una più puntuale illustrazione dei contenuti dell&#8217;ambiente di apprendimen­to si fa rinvio al piano editoriale prelevabile dalla pagina <a href="http://puntoeduri.indire.it/digiscuola/auth/index.php?action=asklogisc&amp;go=..%2Fdigiscuola%2Fiscrizioni%2F" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">http://puntoeduri.indire.it/digiscuola/auth/index.php?action=asklogisc&amp;go=..%2Fdigiscuola%2Fiscrizioni%2F</span></a><a href="http : //for. indire. it/neoas sunti2009/i scrizioni" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"></span></a></p>
<p align="left">
<p style="text-align: center;"><strong>INDICAZIONI OPERATIVE</strong></p>
<p>Secondo i parametri del modello e-learning integrato è prevista la partecipa­zione a momenti di formazione on-line e a incontri in presenza; questi ultimi sono promossi e organizzati dagli Uffici Scolastici Regionali con le risorse iscritte nei ri­spettivi capitoli di bilancio e oggetto di contrattazione integrativa regionale.</p>
<p>Complessivamente le attività formative prevedono non meno di 40-50 ore (ar­ticolate in 20-25 ore in presenza e 20-25 ore a distanza), coordinate da un tutor, facili-tatore d&#8217;apprendimento. Ogni incontro in presenza sarà, in via ordinaria, organizzato in classi di non meno di 15 e non più di 30 docenti, provenienti dai due cicli scolasti­ci, purché gravitanti nello stesso ambito territoriale. L&#8217;attività di formazione può pre­vedere anche la costituzione di specifici gruppi di lavoro.</p>
<p>Il coordinamento e la direzione di ciascun corso è affidata a un Dirigente scola­stico, che ha compiti amministrativo-gestionali e ha la responsabilità dell&#8217;attestazione finale delle ore di formazione. La conduzione dei gruppi di docenti in formazione po­trà essere affidata a insegnanti o dirigenti scolastici individuati prioritariamente tra coloro già coinvolti in esperienze pregresse di formazione secondo il modello e-learning integrato.</p>
<p>Ogni Ufficio Scolastico Regionale provvederà ad organizzare i corsi relativi ai docenti neoassunti del territorio di riferimento secondo principi di efficacia ed eco­nomicità. Si allegano, a titolo esemplificativo, due schemi organizzativo-finanziari da tenere presente come riferimento di base, al fine di rendere il più possibile uniformi i costi di gestione. (All.n.1)</p>
<p>Parimenti in allegato (All.n.2) si riporta la scheda relativa alla procedura di i­scrizione per i docenti neoassunti, che dovrà essere curata dalle istituzioni scolastiche &#8211; sedi di servizio &#8211; e che sarà disponibile a partire dal 2 marzo p.v. alla pagina <span style="text-decoration: underline;">http : //for.indire. it/neoassunti2009/i scrizioni</span></p>
<p>Sarà possibile per i tutor di scuola accedere all&#8217;ambiente di lavoro in piattafor­ma per una collaborazione con il tutor on-line.</p>
<p>Si ricorda che l&#8217;ambiente di formazione docenti neoassunti a.s. 2007/2008 ri­marrà aperto solo in consultazione nell&#8217;area formazioni concluse.</p>
<p>L&#8217;attività formativa per i corsisti neoassunti in ruolo nel corrente anno scolasti­co e per coloro che, a vario titolo, non hanno assolto al periodo di formazione in in­gresso avrà inizio il 23 marzo 2009.</p>
<p>Si sottolinea che l&#8217;ambiente di formazione Puntoedu neoassunti costituisce solo un servizio e un&#8217;opportunità assicurata a livello nazionale da mettere a disposizione dei docenti neoimmessi in ruolo, i quali, tuttavia, anche in relazione alla programma­zione formativa avviata a livello regionale e oggetto di contrattazione collettiva integrativa, possono decidere di utilizzare altre opportunità formative promosse a livello territoriale.</p>
<p>Sarà cura degli Uffici Scolastici Regionali far conoscere alla scrivente Direzio­ne generale, per ogni opportuna valorizzazione, eventuali modalità di formazione al­ternative all&#8217;offerta qui disegnata.</p>
<p>Permangono in vigore, per quanto non innovato dalla presente circolare, le in­dicazioni di chiarimento emanate con la nota prot.n. AOODGPER 3699 del 29 feb­braio 2008.</p>
<p align="left">
<p style="text-align: center;"><strong>ITINERARI FORMATIVI PER I DOCENTI NEOASSUNTI</strong></p>
<p>Nell&#8217;ambito delle offerte formative messe a disposizione nella piattaforma A­genzia scuola dell&#8217;Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica ex INDIRE, i docenti, d&#8217;intesa col tutor, possono sempre scegliere di impostare il pro­prio percorso di formazione in modo personalizzato, per stabilire opportune connes­sioni tra i percorsi esistenti in piattaforma e le proprie esperienze e competenze e i propri bisogni formativi specifici.</p>
<p>Una quota parte del monte orario complessivo (orientativamente 5 ore in pre­senza e 5 ore a distanza) è destinata ad offrire un momento formativo di base, omo­geneo nei contenuti e nelle modalità di realizzazione, mirato a diffondere le cono­scenze essenziali sul contesto dell&#8217;autonomia, sulle innovazioni ordinamentali in atto e su approfondimenti generali circa le competenze metodologiche e didattiche relati­ve al segmento scolastico di riferimento.</p>
<p>Ferma restando, come sopra accennato, la possibilità di assolvere all&#8217;obbligo di formazione previsto dall&#8217;anno di prova utilizzando altre opportunità formative pro­mosse a livello territoriale o di singola scuola, in coerenza con i progetti di formazio­ne già in atto e con l&#8217;assetto del modello organizzativo di e-learning integrato, da quest&#8217;anno, in relazione alla disciplina insegnata e al segmento scolastico di apparte­nenza, saranno resi disponibili anche spazi e materiali formativi appositamente enu­cleati nell&#8217;ambito del complesso dei materiali elaborati nei Piani nazionali di forma­zione ISS (Insegnare scienze sperimentali), Mat@bel (Matematica e apprendimenti di base con e-learning) e Poseidon (Piano di formazione per docenti di area linguistico-letteraria) nonché attività formative enucleate dall&#8217;ambiente PuntoEdu Lingue &#8211; Area metodologica &#8211; inerente al piano di formazione per i docenti di scuola primaria sprovvisti dei titoli per insegnare inglese avviato ai sensi della comunicazione di ser­vizio 1446/05.</p>
<p>Le attestazioni dei sopra citati itinerari formativi per i docenti neoassunti, ove documentino una porzione definita del complessivo percorso di riferimento (Mat@bel, Poseidon, eccetera) costituiscono credito formativo.</p>
<p>In particolare, per il corrente anno scolastico, al fine di evitare la frammenta­zione delle iniziative e porre in essere interventi organici e coerenti con i processi in­novativi in atto, si ritiene doveroso offrire a tutti i docenti neoassunti nella scuola primaria che stanno svolgendo il corso linguistico in presenza, di cui alla citata co­municazione di servizio, l&#8217;opportunità di svolgere come parte della formazione in in­gresso il percorso metodologico in e-learning (20 ore in presenza e 20 ore a distanza) proposto originariamente ai docenti di scuola primaria in possesso del livello di com­petenza A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento.</p>
<p>Tale opportunità è altresì estesa ai docenti neoassunti nella scuola primaria che, privi dei requisiti per l&#8217;insegnamento della lingua inglese, si sono resi disponibili alla frequenza dei suddetti corsi.</p>
<p>Le attività di formazione metodologica svolte e documentate varranno dunque a tutti gli effetti sia per il superamento del periodo di prova sia per il conseguimento dell&#8217;attestato finale necessario all&#8217;insegnamento della lingua inglese nella scuola pri­maria, previo completamento dell&#8217;intero percorso formativo e superamento dell&#8217;esame per il livello linguistico B1.</p>
<p>L&#8217;offerta formativa presente in Puntoedu lingue-Area Metodologica &#8211; organiz­zata in nuclei tematici con attività laboratoriali e materiali teorici di riferimento, già prevede, del resto, un ampio ventaglio di moduli rivolti a varie tipologie di esigenze e di insegnanti, nonché la possibilità, con la guida dell&#8217; e-tutor, di personalizzare il per­corso di apprendimento e armonizzare gli approfondimenti teorici con la formazione sul lavoro. Ciononostante, al fine di insistere in modo più coerente sulle esigenze specifiche dei docenti neoassunti, saranno segnalati i materiali e le attività laborato-riali che presentino caratteristiche tali da coprire sia le esigenze pedagogico-didattiche generali sia quelle più strettamente correlate all&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese.</p>
<p>Come è ovvio qualsiasi opzione formativa sopra indicata dovrà necessariamen­te concludersi entro i termini previsti per la formazione dei neoassunti.</p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>f.to IL DIRETTORE GENERALE</strong></p>
<p><strong>Luciano Chiappetta</strong></p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>Allegato 1</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Schemi organizzativo-finanziari dei corsi</strong></p>
<p>Ogni Ufficio Scolastico Regionale, nell&#8217;organizzare secondo principi di effica­cia ed economicità i corsi relativi ai docenti neoassunti del territorio potrà tenere pre­sente le seguenti tabelle di costi, con le quali si tende al fine di rendere il più possibile uniforme l&#8217;organizzazione della gestione nell&#8217;ambito delle ore previste, che, si sotto­linea, non possono essere inferiori al programmato ventaglio di 20-25 ore.</p>
<p>MODELLO 25 h presenza</p>
<p>Direzione                                                     129,12</p>
<p>Docenza presenza                                    1033,00</p>
<p>Assistenza on-line (forfettaria)              200,00</p>
<p>Supporto amministrativo                        102,00</p>
<p>Oneri                                                             124,45</p>
<p>Spese                                                               86,42</p>
<p align="right">Totale        1700,00</p>
<p>MODELLO</p>
<p>20 h presenza</p>
<p>Direzione                                                     103,30</p>
<p>Docenza presenza                                      826,40</p>
<p>Assistenza on-line (forfettaria)              200,00</p>
<p>Supporto amministrativo                        102,00</p>
<p>Oneri                                                             104,69</p>
<p>Spese                                                            143,60</p>
<p align="right">Totale        1500,00</p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>Allegato 2</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Procedura di iscrizione</strong></p>
<p>Gli Istituti Scolastici statali di ogni ordine e grado, compresi i convitti e gli e­ducandati, utilizzando il codice meccanografico e la password utilizzata per le iscri­zioni alle iniziative di Puntoedu, possono iscrivere i propri docenti e il personale edu­cativo come corsisti ad uno degli ambienti di apprendimento predisposti per i neoas­sunti dall&#8217;Agenzia per lo Sviluppo dell&#8217;Autonomia Scolastica ex INDIRE, prelevan­do i dati anagrafici degli utenti previsti nell&#8217;elenco fornito dal MIUR.</p>
<p>I docenti neoassunti in elenco compaiono con la specifica dell&#8217;istituzione sco­lastica sede di servizio o in alcuni casi con il codice meccanografico della dotazione organica provinciale; anche per il personale educativo è specificato il codice della do­tazione organica provinciale. Le scuole devono anche integrare le iscrizioni per i do­centi assunti negli anni precedenti che non abbiano ancora assolto gli obblighi della formazione.</p>
<p>Le istituzioni scolastiche possono iscrivere i docenti ad una delle seguenti azioni di formazione per neoassunti selezionando la formazione prescelta tra:</p>
<p>-     Puntoedu docenti neoassunti- M@tabel (rivolto ai docenti neoassunti per le</p>
<p align="left">classi di concorso- A047, A048, A049, A059)</p>
<p>-      Puntoedu docenti neoassunti-Poseidon (rivolto ai docenti neoassunti per le classi di concorso A043, A050, A051, A052, A245-246, A345-346, A445-446, A545-546)</p>
<p>-      Puntoedu docenti neoassunti &#8211; ISS (rivolto ai docenti neoassunti per le classi di concorso A012, A013, A038, A049, A054, A057, A059, A060)</p>
<p>-      Puntoedu docenti neoassunti &#8211; Lingua inglese area metodologica (rivolto ai docenti neoassunti di scuola primaria privi dei requisiti per l&#8217;insegnamento del­la lingua inglese)</p>
<p align="center"><strong>-   Puntoedu docenti neoassunti generale (consentito a tutti i docenti neoassunti)</strong></p>
<p>Nel caso di insegnanti che non siano compresi nell&#8217;elenco, le scuole dovranno proce­dere all&#8217;iscrizione attraverso la funzione &#8220;Iscrivi manualmente&#8221; Per gli insegnanti di religione cattolica la materia di insegnamento da indicare è &#8220;rel&#8221; .</p>
<p align="left">N.B. L&#8217;e-mail e il codice fiscale sono campi obbligatori ai fini dell&#8217;iscrizione. Si invita ad indicare l&#8217;indirizzo e-mail personale del corsista.</p>
<p>Gli Uffici Scolastici Regionali, utilizzando i codici di accesso specifici comu­nicati dall&#8217;Agenzia, possono:</p>
<p align="left">-  iscrivere e-tutor e direttori di corso.</p>
<p>-  visionare lo stato delle iscrizioni per i vari ambienti di formazione a livello provin­ciale e organizzare i corsi.</p>
<p>Ad ambiente formativo aperto, l&#8217;e-tutor potrà popolare la classe virtuale asso­ciandosi i nominativi dei corsisti che incontra in presenza. Una volta associati, i cor­sisti hanno accesso completo all&#8217;ambiente formativo.</p>
<p>La comunicazione della password agli utenti è a carico dell&#8217;istituzione che li ha iscritti: la scuola, l&#8217;educandato o il convitto per i corsisti, l&#8217;Ufficio Scolastico Regio­nale per gli altri (e-tutor e direttori di corso).</p>
<p>Ad ambiente aperto sarà comunque disponibile una funzione &#8220;Non hai ricevuto Nome utente e password?&#8221; che permetterà di richiedere i codici che saranno inviati all&#8217;indirizzo di posta elettronica immesso all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione. Dal primo accesso all&#8217;ambiente di formazione l&#8217;utente avrà la possibilità di modificare il proprio profilo e l&#8217;indirizzo di posta elettronica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Come fare il login</strong></p>
<p>Le istituzioni scolastiche devono utilizzare come codice di accesso il codice meccanografico dell&#8217;istituto e la password utilizzata per le iscrizioni alle iniziative di Puntoedu.</p>
<p>Le scuole che non fossero in possesso della password d&#8217;istituto Puntoedu, pos­sono farne richiesta all&#8217;Agenzia compilando il modulo da scaricare on-line ed invian­dolo via fax al numero 055/2380393.</p>
<p>Gli Uffici Scolastici Regionali devono utilizzare come codici di accesso quelli specifici comunicati dall&#8217;Agenzia ex INDIRE.</p>
<p>In caso di problemi di funzionamento tecnico contattare neo2009-<span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:helpregistrazione@indire.it">helpregistrazione@indire.it</a></span>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I dati delle iscrizioni  bocciano il modello Gelmini 1</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 22:34:05 +0000</pubDate>
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Gelmini: &#8220;Resta il maestro unico&#8221;
Oltre la metà degli alunni iscritta al modello di 30 ore settimanali, cresce la richiesta di tempo pieno, solo il 3% sceglie le 24 ore e il 7% le 27 ore
ROMA , 2 marzo 2009 &#8211; DOPO mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2166" title="gelmini4_adn-200x150" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini4_adn-200x150-100x100.jpg" alt="gelmini4_adn-200x150" width="100" height="100" /><span style="font-size: medium;">Ai <strong>genitori </strong>la lezione piace &#8216;lunga&#8217;<br />
<strong>Gelmini</strong>: &#8220;Resta il maestro unico&#8221;<br />
Oltre la metà degli alunni iscritta al modello di 30 ore settimanali, cresce la richiesta di tempo pieno, solo il 3% sceglie le 24 ore e il 7% le 27 ore</span></p>
<p>ROMA , 2 marzo 2009 &#8211; DOPO mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto e a settembre i bambini della prima elementare si troveranno in gran parte (56%) nelle classi a 30 ore, con percentuali minori (3%) per le 24 ore, (7%) per le 27 ore, mentre il tempo pieno (le 40 ore con due maestri) è stato scelto dal 34%, in aumento rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Ma è difficile fare paragoni con il passato, a causa della novità del ritorno del maestro unico-prevalente.<br />
I dati sono per ora proiezioni (con una forchetta minima di sforamento, dicono a Viale Trastevere) ma arrivano con grande tempismo, visto che la scadenza per le iscrizioni per l’anno 2009/2010 era il 28 febbraio.</p>
<p><span id="more-2165"></span><br />
«Hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli», ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ricordando che «tutti i modelli orari, 24 &#8211; 27 &#8211; 30 ore, prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade nei paesi europei».</p>
<p>NON sono mancate le polemiche: Francesco Scrima (Cisl Scuola) e Giuseppe Fioroni (Pd) hanno parlato di «bocciatura» del maestro unico e del modulo a 24 ore, con precisazione di Viale Trastevere che ha ribadito che «tutti i quadri orari per il nuovo anno della prima elementare prevedono il maestro unico di riferimento».<br />
«È a dir poco distorta la lettura che l’ex ministro Fioroni propone sui dati relativi alle iscrizioni scolastiche», afferma Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia. «Sostenere che le famiglie italiane abbiano bocciato il maestro unico è falso. Il Pd dovrebbe arrendersi all’ evidenza. Dopo il flop delle manifestazioni studentesche anti Gelmini oggi le famiglie riconoscono la bontà della riforma».<br />
Replica a Fioroni anche da parte del senatore della Lega, Irene Aderenti: «Non può parlare per slogan».</p>
<p>«AVEVAMO ragione noi: sapevamo che le famiglie volevano il tempo prolungato», commenta Gianluca Gabrielli, del Coordinamento nazionale difesa del tempo pieno. «In molte scuole questi orari non sono previsti, altrimenti la richiesta sarebbe stata anche superiore. Il tempo pieno cresce dove c’è la speranza di ottenerlo e se si lasciasse la possibilità di farlo supererebbe il 60% del totale». «Adesso — conclude Gabrielli — resta da vedere se il ministro ottempererà alle richieste delle famiglie».</p>
<p>Per Domenico Pantaleo (Flc Cgil), il Governo «deve mantenere i suoi impegni e trovare le risorse necessarie» per fare fronte alle richieste delle famiglie. Mentre Massimo di Menna (Uil Scuola) ha chiesto al ministero dell’Istruzione di approvare in settimana due provvedimenti su organici e modello organizzativo per dare la possibilità alle scuole di organizzarsi e dare così certezza alle famiglie.</p>
<p>Fonte: <a href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/03/02/154894-genitori_lezione_piace_lunga.shtml" target="_blank">quotidianonet</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>il C.N.P.I. chiede una profonda revisione dei provvedimenti adottati (le motivazioni)</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 22:23:10 +0000</pubDate>
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Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca
Dipartimento per l&#8217;Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di
Istruzione e per l&#8217;Autonomia Scolastica
Segreteria del Consiglio Nazionale della P.I.

MIURAOODGOS prot. n. 1304 Roma, 12.2.2009                                                                                                                                              All&#8217;On.le Ministro
Oggetto: Parere sullo schema di regolamento concernente la revisione dell&#8217;assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell&#8217;infanzia e del primo
ciclo di istruzione
Adunanza del 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2049" title="logofuturoscuola-l1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/logofuturoscuola-l1-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l1" width="100" height="100" /></p>
<p style="text-align: center;">Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</p>
<p style="text-align: center;">Dipartimento per l&#8217;Istruzione</p>
<p style="text-align: center;">Direzione Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di</p>
<p style="text-align: center;">Istruzione e per l&#8217;Autonomia Scolastica</p>
<p style="text-align: center;">Segreteria del Consiglio Nazionale della P.I.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">MIURAOODGOS prot. n. 1304 Roma, 12.2.2009                                                                                                                                              All&#8217;On.le Ministro</p>
<p>Oggetto: <em>Parere sullo schema di regolamento concernente la revisione dell&#8217;assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell&#8217;infanzia e del primo</em></p>
<p><em>ciclo di istruzione</em></p>
<p><strong>Adunanza del 12 febbraio 2009</strong></p>
<p><strong>IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE</strong></p>
<p>Vista la nota prot. n. 13303 del 29 dicembre 2008 ( Dipartimento per l&#8217;Istruzione) con la quale il Ministro ha richiesto il parere del C.N.P.I. in merito all&#8217;argomento in oggetto;</p>
<p>Visti gli artt. 24 e 25 del D.L.vo n. 297 del 16.04.1994;</p>
<p>Vista la relazione della Commissione redazionale, appositamente costituita per l&#8217;esame istruttorio, ed incaricata di riferire al Consiglio in ordine all&#8217;argomento in oggetto specificato;</p>
<p>dopo ampio ed approfondito dibattito:</p>
<p>esprime il proprio parere nei seguenti termini:</p>
<p><strong>PREAMBOLO</strong></p>
<p>Il CNPI richiama, preliminarmente, alcune questioni di carattere generale emerse durante l&#8217;esame dello Schema di Regolamento per il quale è stato richiesto formale parere.</p>
<p>Già nell&#8217;ordine del giorno approvato all&#8217;unanimità nella seduta del 17 novembre 2008, il CNPI esprimeva, sulle anticipazioni dei contenuti di provvedimenti che il Governo intendeva adottare sulla scuola e che successivamente sono stati recepiti nelle leggi n. 133 e n. 169 del 2008, &#8221; <em>fermo dissenso e viva preoccupazione sulle scelte operate che, se confermate, comportano &#8230; una destrutturazione del sistema scolastico pubblico ed una netta riduzione quantitativa e qualitativa dell&#8217;offerta formativa</em>&#8220;.</p>
<p>Il CNPI chiedeva, altresì, : &#8221; <em>una profonda revisione dei provvedimenti adottati, a partire da quanto previsto per la scuola primaria con l&#8217;introduzione dell&#8217;insegnante unico e l&#8217;orario di 24 ore settimanali</em>&#8220;.</p>
<p>Il CNPI, esaminato lo Schema di Regolamento, non può che confermare questo orientamento integrandolo con le seguenti valutazioni.</p>
<p><strong>1. Autonomia delle istituzioni scolastiche</strong></p>
<p>A fronte di un percorso che attribuisce alle istituzioni scolastiche autonome (dPR 275/99) prerogative in ordine alla flessibilità, alla quota del 20% del curricolo,</p>
<p><span id="more-2048"></span>agli interventi compensativi e di sostegno alle eccellenze, si prospettano misure strutturali che limitano fortemente la stessa autonomia.</p>
<p>E&#8217; previsto, infatti, l&#8217;azzeramento delle compresenze e di fatto di tutte le forme di utilizzo del personale docente in compiti diversi dall&#8217;insegnamento frontale. Una scelta che nella scuola non solo influisce pesantemente sulla qualità dell&#8217;offerta formativa ma compromette il ruolo e le competenze progettuali dei collegi docenti che potevano, sino ad oggi, contare sull&#8217;utilizzo del personale per realizzare nella scuola le opportunità sopra richiamate.</p>
<p><strong>2. Armonizzazione dei Piani di studio e delle Indicazioni per il curricolo</strong></p>
<p>La prospettata essenzializzazione/armonizzazione dei due documenti culturali da consegnare alle istituzioni scolastiche autonome affinché, attraverso il POF definiscano ed organizzino le loro scelte, induce il CNPI ad evidenziare alcune problematicità:</p>
<p> il Regolamento interviene immediatamente, ristrutturandoli, sui modelli organizzativi senza conoscere i contenuti che dovrebbero derivare dall&#8217;armonizzazione dei Piani di studio e delle Indicazioni per il curricolo che seguono impostazioni pedagogiche diverse;</p>
<p> la fase triennale di <em>&#8220;prima attuazione&#8221;</em>, affidata alle scuole a partire dall&#8217;anno scolastico 2009/10, senza una verifica della sperimentazione precedente, relativa alle Indicazioni per il curricolo, interferisce con le scelte già operate dalle scuole e con gli esiti delle stesse.</p>
<p>Il CNPI si riserva di esprimere le proprie valutazioni attraverso il <em>&#8220;prescritto parere&#8221; </em>sull&#8217;Atto di indirizzo che sarà predisposto sulle azioni di monitoraggio che verranno affidate all&#8217;ANSAS e all&#8217;INVALSI, nonché sul documento di revisione delle Indicazioni da redigere alla fine del triennio previsto in <em>&#8220;prima attuazione&#8221;</em>.</p>
<p><strong>3. Applicazione degli assetti ordinamentali</strong></p>
<p>I cambiamenti strutturali prospettati sono notevoli e coinvolgono, nella scuola primaria e secondaria di primo grado, anche le classi successive alla prima, superando quanto disposto dalla legge.</p>
<p>Non tenendo conto:</p>
<p> delle scelte organizzative e didattiche della scuola</p>
<p> delle scelte già operate dalle famiglie</p>
<p> della prassi consolidata di una graduale implementazione di modifiche ordinamentali</p>
<p>si realizza una completa destrutturazione dell&#8217;organizzazione scolastica in atto.</p>
<p>In coerenza con il lavoro dei Comitati orizzontali, oltre alle considerazioni espresse in premessa, si riportano di seguito le osservazioni e i rilievi emersi in quelle sedi.</p>
<p><strong>Comitato Orizzontale Scuola Materna</strong></p>
<p>Al comma 1 dell&#8217;art. 2 si delinea l&#8217;età di accesso alla scuola dell&#8217;infanzia. Il COSMAT ritiene opportuno anche un esplicito richiamo alle finalità di questa scuola, ribadendo il concetto che essa è e deve essere prima scuola, il luogo dove il bambino sviluppa la capacità di conoscere ed essere riconosciuto dagli altri per ciò che è e che può divenire.</p>
<p>E&#8217; opportuno inoltre evidenziare come l&#8217;ambiente educativo debba essere organizzato in modo che i bambini possano sviluppare non soltanto competenze più o meno scandite in traguardi, bensì e soprattutto possano sviluppare una propria e indifferenziata capacità di conoscere, entrando in relazione piena e ricca con gli altri e il mondo. Scuola dell&#8217;infanzia, dunque, come luogo per crescere insieme, ricordare, conoscere il mondo, sognare, essere felici; scuola che aiuta a consolidare la propria identità, un corpo proprio, un <em>intelligere</em>, un sentire, un immaginare propri.</p>
<p>Al comma 2 il COSMAT contesta la riproposizione dell&#8217;anticipo anche se riconosce un fattore di vincolo nella normativa primaria. Tale contestazione nasce in primo luogo dalla considerazione che non rispetta il diritto dei bambini ad avere assicurati ambienti educativi &#8220;pensati&#8221; per la loro età; poi per ragioni di ordine pedagogico in quanto l&#8217;anticipo rischia di incidere negativamente sull&#8217;identità culturale e pedagogica della scuola dell&#8217;infanzia italiana, consolidatamente ritenuta valida ai vertici mondiali. Al COSMAT, inoltre, non risultano esperienze pregresse e positive relative all&#8217;anticipo, piuttosto si segnala che la gestione dell&#8217;istituto dell&#8217;anticipo è stata lasciata alla esclusiva richiesta delle famiglie provocando così ricadute negative sulla qualità dell&#8217;offerta formativa.</p>
<p>Il COSMAT &#8211; anche alla luce degli obiettivi assegnati a Lisbona agli Stati membri della UE in termini di incremento di servizi educativi, soprattutto nella fascia 0/3 &#8211; sottolinea l&#8217;importanza dell&#8217;incremento delle <em>&#8220;sezioni primavera&#8221; </em>(come previsto al comma 3) che possono rappresentare, laddove non esiste l&#8217;asilo-nido, una risposta adeguata ai bisogni educativi dei bambini di età inferiore ai tre anni e consentire al Paese di recuperare il terreno perduto sul fronte dei servizi all&#8217;infanzia. Per il funzionamento di tali sezioni è indispensabile però richiamare esplicitamente gli specifici criteri di funzionamento già declinati nella Direttiva Direttoriale n. 37 del 10 aprile 2008 emanata da codesto ministero.</p>
<p>Affinché a questa esperienza innovativa &#8211; <em>&#8220;sezioni primavera&#8221; </em>- che vede interagire più soggetti: Stato, Regioni, Enti Locali, istituzioni scolastiche statali e non, siano assicurati tutti i supporti necessari in termini di progettualità dell&#8217;innovazione, occorre prevedere che l&#8217;esperienza &#8211; sia sul livello amministrativo e di governance sia sul livello della qualità educativa erogata &#8211; venga supportata da azioni sistematiche di monitoraggio coordinate dal livello centrale.</p>
<p>Al comma 4 il Regolamento in esame prevede che l&#8217;istituzione di nuove scuole e di nuove sezioni avvenga in collaborazione con gli Enti territoriali, assicurando la coordinata partecipazione delle Scuole statali e delle scuole paritarie al sistema scolastico nel suo complesso. Il COSMAT ritiene che la promozione di <em>&#8220;tavoli territoriali interistituzionali&#8221; </em>con la presenza della Scuola statale e non, degli enti locali e delle parti sociali &#8211; quali luoghi adatti per il governo della programmazione locale riferita ai servizi educativi e alla Scuola dell&#8217;infanzia &#8211; sia assolutamente opportuna per far in modo che tra domanda dell&#8217;utenza e offerta del territorio vi sia chiara sintonia.</p>
<p>Un&#8217;adeguata programmazione non potrà però prescindere da una puntuale ricognizione dell&#8217;esistente, e al pari dovrà poter usufruire di risorse certe per una adeguata risposta al fabbisogno ancora alto dell&#8217;utenza. A tal proposito occorre sia esplicitato senza equivoci che l&#8217;obiettivo della generalizzazione della scuola dell&#8217;infanzia resti una priorità inderogabile di primaria responsabilità dello Stato.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;orario di funzionamento della scuola dell&#8217;infanzia il COSMAT accoglie positivamente che l&#8217;orario di funzionamento resti disciplinato dall&#8217;art. 104 del decreto-legge n. 297/94 e dall&#8217;art. 3, comma 1, del decreto-legge n. 59/04 e si mantenga così la contitolarità dei docenti almeno nel modello a 40 ore settimanali. Tale modulo di funzionamento consente azioni contemporanee di più docenti strategicamente utili, specie nei contesti odierni che vedono una densa e generalizzata complessità nella vita delle sezioni. Questa modalità rende possibile una adeguata offerta educativa e l&#8217;attuazione di un modello organizzativo rispondente ai differenziati, diversi e specifici bisogni educativi dei bambini in questa fascia di età.</p>
<p>Studi recenti, anche a livello europeo, hanno dimostrato che, per rendere possibile a tutti i bambini la concreta possibilità di usufruire di qualità educativa come pari opportunità, senza dover sottostare ai limiti derivanti dai contesti socio-culturali di provenienza, è indispensabile che vengano definiti criteri di funzionamento e, attraverso l&#8217;investimento sistematico di adeguate risorse, essi diventino esigibili su tutto il territorio nazionale. Nel nostro paese la definizione di questi criteri ha spesso un percorso tormentato e non chiaramente definito.</p>
<p>Tuttavia, per assicurare la qualità educativa nella scuola dell&#8217;infanzia è imprescindibile il riferimento a:</p>
<p>- un numero di bambini per sezione che non superi le 25 unità;</p>
<p>- una contemporaneità dei docenti assicurata in ogni modello di funzionamento;</p>
<p>- spazi adeguati alle necessità di movimento in sicurezza dei bambini da 3 a 6 anni;</p>
<p>- un ambiente scolastico reso funzionale all&#8217;apprendimento;</p>
<p>- il sostegno alla formazione in servizio.</p>
<p>Il progetto educativo proposto dalla scuola deve poter tenere conto di questi indicatori e deve altresì poter usufruire delle indispensabili risorse per la sua concretizzazione.</p>
<p>L&#8217;organizzazione del tempo scuola &#8211; fondata sul modello a 40 ore settimanali &#8211; risulta già il più apprezzato dalle famiglie, ma anche il più funzionale ad assicurare che il tempo-scuola possa divenire <em>&#8220;giornata educativa&#8221;</em>. Per queste ragioni il COSMAT ritiene che tale modello di funzionamento dovrebbe essere proposto come <em>&#8220;modello privilegiato&#8221; </em>perché a più alto rendimento pedagogico-didattico.</p>
<p>Le istanze dei genitori devono essere tenute in considerazione, ma compete alla scuola elaborare una proposta complessiva che tenga conto insieme delle risorse messe a disposizione dallo Stato e dal territorio.</p>
<p>L&#8217;affermazione contenuta nel Regolamento: <em>&#8220;Le istituzioni scolastiche organizzano le attività educative per la scuola dell&#8217;infanzia con l&#8217;inserimento dei bambini in sezioni distinte a seconda dei modelli orario scelti dalle famiglie&#8221; </em>pare eccessiva e troppo condizionante il piano e il modello organizzativo della Scuola.</p>
<p>L&#8217;organizzazione scolastica e il progetto educativo devono restare prerogativa imprescindibile del collegio dei docenti nella sua capacità di tener conto della realtà, delle intenzioni e del contesto in cui opera. In tal modo si valorizza la professionalità e la responsabilità docente, si attua l&#8217;autonomia didattica e si risponde alle esigenze del territorio.</p>
<p>Per quanto concerne il comma 6, la previsione &#8211; specie nelle località più isolate &#8211; dell&#8217;inserimento di bambini dai due ai tre anni nella sezione di scuola dell&#8217;infanzia, laddove vi è limitata presenza di bambini di tre/sei anni, vede il COSMAT disponibile purché ciò avvenga in stretto raccordo con le Autonomie Locali e in spazi progettualmente pensati e configuranti un servizio educativo dedicato.</p>
<p>Sarà importante che il numero massimo dei bambini di due/tre anni inseriti in queste realtà, non superi le tre unità e si preveda inequivocabilmente che il numero complessivo di bambini richiesto in queste situazioni, per mantenere o istituire la sezione, possa essere non superiore a 12 unità e comunque contenuto entro il massimo delle 20 unità.</p>
<p>Tali spazi, comunque presidiati dalla scuola dell&#8217;infanzia, richiedono naturalmente, oltre a una adeguata progettazione, un supporto di educatori e di personale in raccordo con le autonomie locali, in modo da assicurare una elevata qualità educativa anche in questo tipo di scuole che insistono nelle località a maggior disagio.</p>
<p><strong>Comitato Orizzontale Scuola Elementare</strong></p>
<p>Affrontare nel merito il contenuto degli articoli del Regolamento che si riferiscono alla Scuola primaria presuppone assumere i parametri che hanno sino ad oggi caratterizzato l&#8217;organizzazione del lavoro e dell&#8217;offerta didattica nella scuola primaria:</p>
<p>_ l&#8217;autonomia didattica ed organizzativa che ha permesso alle scuole autonome di proporsi nel territorio e alle famiglie sia in termini di offerta di tempi scuola che di flessibilità di una proposta sempre più attenta alle situazioni degli alunni (disabilità, disagio, disturbi dell&#8217;apprendimento, interculturalità, eccellenze);</p>
<p>_ la collegialità del gruppo dei docenti, risorsa di professionalità e di relazioni interpersonali per un&#8217;azione formativa centrata sull&#8217;alunno, sull&#8217;attività laboratoriale, sulla programmazione e valutazione collegiale;</p>
<p>_ la contemporaneità quale strumento programmato a sostegno di un&#8217;attività didattica caratterizzata dalla possibilità di personalizzazione e/o individualizzazione dei percorsi.</p>
<p>È alla luce di tali elementi che si possono valutare le ricadute sulla scuola reale chiamata ad affrontare una destrutturazione dei modelli organizzativi e didattici in atto.</p>
<p>L&#8217;esame di una proposta di <em>&#8220;tempi scuola&#8221;</em>, per di più articolata in quattro opzioni, presuppone la conoscenza dei contenuti che però dovrebbero derivare dall&#8217;applicazione, per un triennio, delle Indicazioni nazionali allegate al decreto legislativo 59/04, come aggiornate dalle Indicazioni per il curricolo allegate al decreto ministeriale 31.7.2007. Tale situazione espone le scuole al rischio di difformità interpretative e di una divaricazione dell&#8217;offerta formativa sul territorio.</p>
<p>L&#8217;operazione prevista, affidata ad un atto di indirizzo che individuerà i criteri dell&#8217;armonizzazione di assetti pedagogici, didattici ed organizzativi, sembra non considerare le profonde differenze tra i due testi. Il COSE si riserva di esprimere il proprio parere su tale provvedimento. Si fa comunque presente che il comma 10 dell&#8217;art. 4 del citato Regolamento, già prevede l&#8217;emanazione di un decreto ministeriale, di natura non regolamentare, che individuerà titoli prioritari per <em>&#8220;l&#8217;insegnamento della musica e pratica musicale&#8221; </em>nella scuola primaria (introduzione di una nuova disciplina) che devono essere posseduti dai docenti operanti nell&#8217;ambito dell&#8217;istituto o di reti di scuole, intervenendo in tal modo anche nell&#8217;organizzazione del servizio.</p>
<p>Riguardo l&#8217;art. 4 dello schema di Regolamento si osserva quanto segue:</p>
<p>1. Con i dispositivi previsti si <em>&#8220;supera il precedente assetto del modulo e delle compresenze&#8221;</em>. Il Regolamento sostituisce, anche nella fase transitoria nelle classi successive alla prima, il gruppo docente nonostante le leggi deleganti non prevedano una tale soluzione destrutturando i modelli didattici in atto. Il comma 6 dell&#8217;articolo tace, invece, sui criteri per la determinazione degli organici per <em>&#8220;soddisfare l&#8217;orario delle attività didattiche&#8221; </em>per le classi che non funzioneranno secondo il modello del <em>&#8220;maestro unico&#8221;</em>.</p>
<p>2. Con la sostituzione del precedente assetto di fatto si interferisce con l&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche. Infatti il modello della classe affidata ad un insegnante e funzionante per 24 ore settimanali, che l&#8217;art. 4 della legge 30.10.2008, n. 169, prevedeva come una delle modalità organizzative solo per le classi prime, offerte alla scelta delle famiglie, diventa, da subito, <em>&#8220;il modello&#8221; </em>della scuola pubblica. In tal modo si rendono residuali gli altri modelli, con eccezione per il tempo pieno. Le opzioni a 27 o 30 ore settimanali risulteranno fortemente condizionate dall&#8217;effettiva disponibilità di organico nonostante l&#8217;attuale domanda di tempo scuola si attesti per il 93,4% delle classi cosiddette <em>&#8220;a modulo&#8221; </em>con un orario pari o superiore alle 30 ore settimanali.</p>
<p>3. L&#8217;affermazione secondo cui le classi successive alla prima <em>&#8220;continueranno a funzionare &#8230; secondo i modelli orari in atto&#8221; </em>ma <em>&#8220;senza compresenze&#8221; </em>compromette sostanzialmente, cambiando le regole e abbandonando una consolidata prassi di graduale applicazione delle modifiche ordinamentali, la possibilità degli alunni interessati di completare il loro percorso di studi sulla base delle scelte operate in avvio dello stesso, intaccando il principio della continuità.</p>
<p>4. La soppressione delle ore di compresenza/contemporaneità è un peggioramento drastico dell&#8217;offerta, della flessibilità organizzativa e induce a ricercare risorse compensative esterne all&#8217;istituzione scolastica non sempre garantite e che producono ulteriori differenziazioni dell&#8217;offerta formativa.</p>
<p>5. L&#8217;organizzazione del tempo pieno come prospettata al comma 7 dell&#8217;articolo 4 ha forti limitazioni strutturali: l&#8217;annullamento delle compresenze e la loro trasformazione in organico di istituto di fatto riorganizza l&#8217;offerta di questo modello di organizzazione fondata sulla contitolarità dei due docenti per classe che si ripartiscono gli interventi didattici. Il Regolamento dovrebbe prevedere, per tutte le classi funzionanti e nella logica della gradualità, criteri per la determinazione della dotazione organica che tengano conto dell&#8217;articolazione oraria del tempo scuola, proposta alle famiglie nel POF, anche in base alla disponibilità di servizi (trasporti, mensa), delle necessità derivanti dal tempo mensa e dall&#8217;organizzazione di classi a tempo pieno.</p>
<p>All&#8217;autonomia organizzativa delle scuole, nel rispetto delle norme contrattuali, la possibilità di configurare le modalità di impiego dei docenti che, come recita il dPR 275/99, richiamato nello schema di Regolamento, possono essere diversificate anche in base alle diverse scelte metodologico-didattiche della scuola.</p>
<p>Appare, a dir poco, infelice la formulazione per cui si renderebbe necessaria una formazione professionale <em>&#8220;finalizzata all&#8217;adattamento al nuovo modello organizzativo&#8221; </em>(art. 4, comma 11). La formazione in servizio dei docenti, infatti, ha da sempre valorizzato l&#8217;autonomia professionale, l&#8217;esperienza didattica e non può essere ricondotta a mere logiche adattive.</p>
<p>Si ritiene, infine, necessario che l&#8217;articolo 7, relativamente alle abrogazioni, contenga indicazioni precise e circoscritte al fine di evitare espressioni troppo generiche ed estensive, foriere di possibile confusione e contenzioso.</p>
<p><strong>Comitato Orizzontale per la Scuola media</strong></p>
<p>La scuola secondaria di primo grado, impegnata fin dalla legge istitutiva ad assicurare la <em>&#8220;formazione dell&#8217;uomo e del cittadino&#8221; </em>contrastando la dispersione e l&#8217;insuccesso scolastico, a compimento degli <em>&#8220;almeno 8 anni&#8221; </em>di istruzione previsti dalla Costituzione italiana, rappresenta, a parere del COSME, una scelta ordinamentale inedita nel panorama europeo che va mantenuta nelle sue finalità per garantire a tutti i preadolescenti gli apprendimenti e le competenze necessarie per l&#8217;esercizio dei diritti di cittadinanza. Una storia e un&#8217;esperienza che avrebbe dovuto essere attentamente monitorata prima di procedere a una nuova revisione degli ordinamenti, in presenza di Raccomandazioni importanti del Consiglio e della Commissione europei, al fine di garantire competenze culturali di cittadinanza più estese.</p>
<p>Il COSME, dopo le legittime preoccupazioni in merito alle scelte culturali, che avevano comportato oggettive difficoltà nel passaggio dai Programmi del &#8216;79 ai Piani di studio personalizzati, aveva ritenuto importante la fase di innovazione, aperta da un più esteso obbligo di istruzione (decennale). Una scelta nel segno della continuità educativa con la scuola primaria e con il biennio della scuola superiore attraversato da un importante processo di cambiamento.</p>
<p>In questa fase, con riferimento alle previsioni dell&#8217;art. 5 dello schema di Regolamento, tornano in evidenza legittime preoccupazioni; il COSME osserva che si è di fronte a un impoverimento culturale complessivo dell&#8217;offerta formativa, stanti l&#8217;impostazione rigida dell&#8217;orario di insegnamento, la riduzione del tempo scuola e conseguentemente dei docenti impiegati nelle classi a tempo normale e a tempo prolungato.</p>
<p>Non è accettabile un orario settimanale rigido ridisegnato secondo la logica dei <em>&#8220;tagli di organici&#8221; </em>senza tener conto di quanto è nella competenza delle istituzioni scolastiche autonome e di quanto andrebbe garantito nel percorso di studi previsto da un obbligo di istruzione ormai decennale.</p>
<p>Nello specifico si fa notare che la previsione dell&#8217;insegnamento di <em>&#8220;inglese potenziato&#8221; </em>da realizzare con la soppressione dell&#8217;insegnamento della seconda lingua comunitaria impoverisce la qualità della formazione complessiva degli allievi di questo segmento scolastico ed è in contrasto con le linee generali di politica scolastica a livello comunitario e con le impostazioni culturali in materia di insegnamento-apprendimento di più lingue comunitarie.</p>
<p>Anche sul piano giuridico non pare legittima la soppressione di fatto di una parte <em>&#8220;obbligatoria&#8221; </em>del curricolo.</p>
<p>Sia la possibilità di incrementare l&#8217;insegnamento della lingua inglese che della lingua italiana per gli alunni stranieri, che non trovano il COSME contrario in linea di principio, non possono che trovare applicazione se non in una previsione di attività aggiuntive, con specifica dotazione di risorse professionali, che non portino a una riduzione dell&#8217;orario settimanale curricolare obbligatorio per ciascun alunno.</p>
<p>Riguardo al tempo scuola assicurato in via ordinaria (tempo normale) il COSME ricorda che esso garantiva 30 ore settimanali (con 11 ore di lettere e 3 ore di educazione tecnica) a cui si aggiungevano due ore per una seconda lingua comunitaria, fino a 33 ore con ora opzionale.</p>
<p>Di questo assetto non vi è traccia nello schema di Regolamento, anzi si ipotizza un orario di 29 ore più 1 di approfondimento in materie letterarie, prevedendo anche la possibilità dell&#8217;inglese potenziato. Il COSME a riguardo ritiene che le ore di materie letterarie (9 + 1) debbano essere ricondotte a 10.</p>
<p>Riguardo al tempo prolungato se ne intravede il superamento, essendo presenti molti vincoli che ne impedirebbero di fatto l&#8217;estensione, la sopravvivenza, di fatto la stessaistituzione.</p>
<p>Dire, infatti, che si autorizzeranno classi a Tempo Prolungato <em>&#8220;nei limiti della dotazione organica assegnata a ciascuna provincia&#8221;</em>, indipendentemente, quindi, dalle richieste delle famiglie, <em>&#8220;tenendo conto di esigenze formative globalmente accertate&#8221;</em>, in presenza <em>&#8220;di servizi e strutture idonei a consentire lo svolgimento obbligatorio di attività in fasce orarie pomeridiane&#8221;</em>, solo se si potrà <em>&#8220;garantire il funzionamento di un corso intero a Tempo Prolungato&#8221; </em>condiziona pesantemente la sopravvivenza di questo importante modello culturale e organizzativo a disposizione dei ragazzi e delle loro famiglie. Senza compresenze e contemporaneità si prospetta un&#8217;offerta formativa riduzionista con una evidente unica finalità di risparmio della spesa, resa più grave dall&#8217;indebolimento dell&#8217;intero asse culturale che fa riferimento a arte e immagine, musica, tecnologia, con evidente danno per la dimensione <em>&#8220;operativa&#8221; </em>laboratoriale.</p>
<p>Lo schema di Regolamento, inoltre, nel preannunciare un decreto cui è demandato il compito di definire le classi di concorso e di abilitazione, prospetta una idea di flessibilità, che in materia di utilizzo del personale lascia intravedere un ulteriore problema.</p>
<p>A parere del COSME, l&#8217;orario settimanale proposto in 29 ore settimanale + 33 ore annuali da destinare ad attività di approfondimento di materie letterarie non trova giustificazione, stante anche le spesso richiamate esigenze di garantire apprendimenti linguistici e nell&#8217;area storico-geografica significativi, un tempo scuola già ridotto per effetto di quanto disposto in questo ambito con il decreto legislativo 59/04.</p>
<p>L&#8217;orario settimanale degli studenti va, a parere del COSME, ricondotto nel così detto <em>&#8220;tempo normale&#8221; </em>almeno alle 30 ore settimanali di curricolo obbligatorio prevedendo la possibilità di continuare a garantire, oltre le 30 ore, la seconda lingua comunitaria. Alle scuole autonome, alla comunità tecnico professionale spetta la responsabilità di adottare le eventuali articolazioni necessarie, anche in rapporto al contesto.</p>
<p>Oltre che per il generico riferimento a 33 ore annuali di approfondimento si rinnovano i dubbi già espressi nel parere sul DM che avrebbe dovuto avviare la sperimentazione con riferimento all&#8217;articolo 1 della legge 169/08, per altro ad oggi non ancora emanato:</p>
<p>l&#8217;eventualità che si debbano prevedere nel curricolo obbligatorio un certo numero di ore per il nuovo insegnamento di <em>&#8220;Cittadinanza e Costituzione&#8221; </em>evidenzia una ulteriore riduzione di orario e proprio nell&#8217;area storico-geografica ritenuta unanimemente un&#8217;area culturale di particolare rilevanza per l&#8217;educazione alla cittadinanza.</p>
<p>La fase transitoria, già prevista dall&#8217;art. 14, comma 3, Dlgs. 19.2.2004, n. 59, trova inquesta fase, se si dovesse procedere senza tener conto delle evidenti difficoltà connesse a una applicazione <em>tout court </em>delle norme previste, nuova linfa (si parla infatti di <em>&#8220;prima attuazione&#8221; </em>per il prossimo triennio) <em>&#8220;al fine di assicurare il passaggio graduale al nuovo ordinamento &#8230;. e fino alla messa a regime della scuola secondaria di I grado, l&#8217;assetto organico &#8230;. viene confermato secondo i criteri fissati dal d.P.R. 14.5.1982, n. 782&#8243;</em>.</p>
<p>D&#8217;altra parte lo stesso schema di Regolamento, all&#8217;art. 4, c. 3, afferma che le nuove articolazioni dell&#8217;orario scolastico e, quindi, il nuovo ordinamento <em>&#8220;riguardano a regime l&#8217;intero percorso della scuola primaria e, per l&#8217;a.s. 2009/10, solo le classi prime &#8230;&#8221;</em>, previsione prevista anche negli schemi di Regolamento per la scuola superiore.</p>
<p>Va esplicitato, quindi, in coerenza con quanto affermato in premessa, che il cambiamento dell&#8217;attuale assetto ordinamentale della scuola secondaria di I grado vada applicato con gradualità a partire dalle sole classi prime.</p>
<p>Si osserva, inoltre, che la stessa Relazione che illustra l&#8217;art. 1 dello schema di Regolamento sostiene che <em>&#8220;la decorrenza di applicazione delle norme contenute nel</em></p>
<p><em>regolamento viene fissata all&#8217;anno scolastico 2009/10&#8243; </em>e la specifica formulazione utilizzata fa intendere che l&#8217;attuazione è realizzata in maniera graduale.</p>
<p>Per quanto riguarda le problematiche specifiche del <em>&#8220;tempo prolungato&#8221; </em>e del tempo pieno nella scuola secondaria di primo grado, il COSME ritiene fortemente lesivo per il diritto allo studio condizionarne il funzionamento a requisiti per la sua attivazione (durata, servizi e condizioni strutturali/logistiche, rientri pomeridiani), tutti evidentemente suscettibili di variazione, anche in rapporto alle caratteristiche del territorio in cui sono allocate le scuole.</p>
<p>Il monte-ore previsto, come si evince dalla tabella tracciata nell&#8217;art. 5 comma 9, va definito in 38 ore medie settimanali, elevabili a 40 comprensive del tempo dedicato alla mensa. L&#8217;opportunità formativa della mensa andrebbe garantita anche dove esista una richiesta di tempo normale e di classi di strumento musicale.</p>
<p>Al fine di rendere realmente attuabile il tempo prolungato è necessario che vi sia un&#8217;effettiva disponibilità di risorse umane per il tempo eventualmente dedicato alla mensa.</p>
<p>Ciò può scaturire o da un incremento di organico o con il mantenimento di posti-orario (cattedre) inferiori a 18 ore settimanali, garantendo tutte le opportunità formative che una scuola autonoma mette a disposizione dei propri studenti.</p>
<p>Va, inoltre, mantenuta la salvaguardia dello stesso numero di autorizzazioni all&#8217;attivazione delle classi a tempo prolungato registrato, a livello nazionale, nell&#8217;anno scolastico precedente, così come, peraltro, previsto per il tempo pieno della scuola primaria.</p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p>Il CNPI critica fortemente la scelta di fondo sottesa al Regolamento in quanto non coerente con le prerogative delle istituzioni scolastiche autonome, lese sui principi che regolano l&#8217;autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e sviluppo secondo quanto disposto dal dPR 275/99.</p>
<p>Il CNPI rileva come il Regolamento, nel prospettare un&#8217;ampia offerta di tempi scuola, possa alimentare nelle famiglie aspettative che, in assenza di congrue e correlate risorse, potranno difficilmente essere soddisfatte mettendo la scuola nella difficile situazione di dover ri-orientare le scelte e riorganizzare l&#8217;offerta. Il CNPI ritiene, infine, che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che</p>
<p> compromette l&#8217;efficacia dell&#8217;offerta formativa nella scuola dell&#8217;infanzia e nel primo ciclo di istruzione;</p>
<p> lede la dignità dell&#8217;istituzione scolastica pubblica;</p>
<p> non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta sull&#8217;intero territorio nazionale.</p>
<p>Il Segretario Il Vice Presidente</p>
<p>Maria Rosario Cocca Mario Guglietti
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Finiti i soldi per le scuole, primi effetti dei &#8220;tagli Gelmini&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 08:39:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/gelmini-imgnews5c7425.jpg" rel="lightbox[1989]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1990" title="gelmini-imgnews5c7425" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/gelmini-imgnews5c7425-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><span style="font-size: medium;"><strong>Finiti i soldi per le scuole </strong><strong>le supplenze sono a rischio </strong></span></p>
<p>ROMA &#8211; Tra poche settimane le scuole non potranno più pagare i supplenti. Il grido d&#8217;allarme arriva dai dirigenti scolastici della Lombardia e dell&#8217;Emilia Romagna e la questione arriva in Parlamento. Secondo la Cgil le scuole vantano un credito dal ministero dell&#8217;Istruzione di circa 250 milioni di euro. Il sottosegretario Pizza riconosce lo stato di sofferenza degli istituti italiani e chiama in causa il ministero dell&#8217;Economia.</p>
<p>Le prospettive per il 2009 non sono rosee: le scuole hanno i bilanci in sospeso, le visite fiscali stanno prosciugando le casse e gli organici verranno tagliati. È stato Fausto Gheller, dirigente dell&#8217;Ufficio scolastico provinciale di Lecco, il primo a denunciare la crisi finanziaria delle scuole. A fine dicembre ha inviato una lettera al ministero in cui segnalava la &#8220;difficile situazione degli istituti lecchesi&#8221; e un credito di oltre 3 milioni di euro. E pochissimi giorni fa, sono stati i dirigenti scolastici di Bologna e di Modena a puntare il dito contro il ministero: &#8220;mancano i fondi e a marzo non sarà possibile nominare i supplenti&#8221;.</p>
<p><span id="more-1989"></span></p>
<p>Nella scuola il meccanismo delle supplenze è piuttosto complicato: i più fortunati acciuffano una supplenza fino alla fine dell&#8217;anno e vengono pagati direttamente dal ministero dell&#8217;Economia; i meno fortunati devono accontentarsi delle supplenze di pochi giorni retribuite dalle scuole. Sono proprio queste ultime nell&#8217;occhio del ciclone.</p>
<p>Dal 2004 al 2008 il budget per le cosiddette supplenze brevi si è assottigliato, passando da 899 a 323 milioni di euro. Per attenuare la crisi economica delle scuole l&#8217;ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, sgravò a partire dal 2008 gli istituti dal pagamento delle supplenze per maternità e della tassa sui rifiuti. Contestualmente, il budget per le supplenze venne calcolato in base al numero dei docenti in servizio, incrementato al massimo del 50 per cento.</p>
<p>Ma la situazione è rimasta critica e per fare fronte alle esigenze le scuole hanno dovuto attingere ad altri capitoli di spesa cumulando un credito enorme. &#8220;Il problema delle supplenze c&#8217;è &#8211; dichiara Massimo Di Menna della Uil scuola &#8211; ma non solo: dallo scorso anno le scuole devono pagare le visite fiscali e non si sa ancora di quanto saranno decurtati i bilanci&#8221;. Per Francesco Scrima, leader della Cisl scuola, &#8220;le scuole già a febbraio incontreranno difficoltà a pagare i supplenti&#8221;. &#8220;La settimana prossima &#8211; continua- rappresenteremo il problema al ministro Gelmini&#8221;.</p>
<p>A viale Trastevere sono consapevoli del problema ma hanno le mani legate. Lo scorso 12 dicembre il deputato del Pd Lucia Codurelli aveva presentato un&#8217;interrogazione in commissione Cultura. La risposta del ministero è arrivata quattro giorni fa. &#8220;Con riferimento al 2008 &#8211; risponde il sottosegretario, Giuseppe Pizza &#8211; il ministero ha effettuato un monitoraggio delle spese imputabili al fondo per il funzionamento delle scuole ritenute assolutamente incomprimibili&#8221;, tra le quali proprio quelle relative alle supplenze brevi. &#8220;Tale accertamento &#8211; prosegue il sottosegretario &#8211; ha evidenziato, in effetti, un&#8217;insufficienza degli stanziamenti di bilancio&#8221; segnalata &#8220;tempestivamente al ministero dell&#8217;Economia&#8221;.</p>
<p>Per il solo 2008 le scuole sono in attesa di 137 milioni che potrebbero arrivare a breve. E per il 2009? &#8220;La situazione è drammatica&#8221;, spiega Mimmo Pantaleo della Flc Cgil. &#8220;Le scuole &#8211; spiega &#8211; non possono fare i bilanci perché non conoscono l&#8217;entità dei finanziamenti statali, verranno liquidati migliaia di precari e l&#8217;introduzione del &#8220;maestro di riferimento&#8221; alla primaria determinerà un vistoso calo della qualità&#8221;.<br />
(24 gennaio 2009)</p>
<p>di SALVO INTRAVAIA</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/finiti-soldi/finiti-soldi.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>La Gelmini minaccia le scuole Longhena &#8220;provvedimenti e sanzioni contro i responsabili&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 20:30:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SCUOLA: GELMINI, SPERO SANZIONI PER 10 &#8216;POLITICO&#8217; A BOLOGNA
Roma, 12 feb. (Adnkronos) &#8211; &#8221;E&#8217; l&#8217;ennesimo caso di chi fa politica a scuola, un vizio che abbiamo ereditato dal &#8216;68. In classe non si fa politica&#8221;. Sono le parole del ministro Mariastella Gelmini, intervenuta oggi nel corso dell&#8217;edizione di Studio Aperto delle ore 12.25 sul caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/schiaccia-maestro.gif" rel="lightbox[2009]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2008" title="schiaccia-maestro" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/schiaccia-maestro-100x100.gif" alt="" width="100" height="100" /></a><span style="font-size: small;"><strong>SCUOLA: GELMINI, SPERO SANZIONI PER 10 &#8216;POLITICO&#8217; A BOLOGNA</strong></span></p>
<p>Roma, 12 feb. (Adnkronos) &#8211; &#8221;E&#8217; l&#8217;ennesimo caso di chi fa politica a scuola, un vizio che abbiamo ereditato dal &#8216;68. In classe non si fa politica&#8221;. Sono le parole del ministro Mariastella Gelmini, intervenuta oggi nel corso dell&#8217;edizione di Studio Aperto delle ore 12.25 sul caso del 10 politico in condotta adottato in una scuola di Bologna. &#8221;Se possiamo parlare di sfruttamento dei bambini a fini politici? Certamente si&#8217; -sottolinea Gelmini &#8211; i ragazzi devono poter andare a scuola sereni, non devono essere coinvolti in scontri politici. Invece si usano le istituzioni come forma di collateralismo ai partiti. Mi auguro &#8211; aggiunge &#8211; che i dirigenti di questa scuola prendano provvedimenti e sanzioni contro i responsabili. Autonomia non significa anarchia, il concetto di autonomia oggi e&#8217; spesso travisato&#8221;. Per quanto riguarda la norma contestata, cioe&#8217; il giudizio in voti, la Gelmini risponde: &#8221;Da questo punto di vista siamo allineati con l&#8217;Europa, in cui il voto e&#8217; considerato un elemento di valutazione certamente piu&#8217; preciso. Molti giudizi nella forma che circolano nelle scuole sono invece lacunosi. In ogni caso, su questo e sulla nuova valutazione del voto in condotta, c&#8217;e&#8217; una legge e va rispettata&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDkwMjEyMTI1OTIxLnhtbCI7fQ==" target="_blank">iltempo</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>approvatI i decreti per la riorganizzazione delle scuole per l’infanzia, elementari, medie e superiori</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 22:29:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La scuola cambia
Roma, 18 dicembre 2008
Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti per la riorganizzazione delle scuole per l’infanzia, elementari, medie e superiori.


GLI ALLEGATI UFFICIALI











PRINCIPALI
 NOVITA&#8217;


SCHEMA COME 
SARANNO LE
SUPERIORI


NUOVI LICEI 
e 
IST. TECNICI


RIFORMA 
I 
CICLO

Revisione assetto ordinamentale, organizzativo didattico scuola infanzia e  I ciclo
Norme riorganizzazione
della rete scolastica
e il razionale ed efficace utilizzo delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;">La scuola cambia<br />
Roma, 18 dicembre 2008<br />
<strong>Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti per la riorganizzazione delle scuole per l’infanzia, elementari, medie e superiori.</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong></p>
<table class="aligncenter" style="border: 0pt solid #000000; background-color: #ffffff; text-align: center; height: 197px;" border="0" width="687" frame="border" rules="all">
<caption>GLI ALLEGATI UFFICIALI</caption>
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=40" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1908" title="icona_pdf" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/icona_pdf.gif" alt="" width="50" height="50" /></a></td>
<td><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=39" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1908" title="icona_pdf" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/icona_pdf.gif" alt="" width="50" height="50" /></a></td>
<td><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=41" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1907" title="ppt" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/ppt-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></td>
<td><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=43" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1907" title="ppt" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/ppt-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a></td>
<td><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=44" target="_blank"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1930" title="icona_pdf1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/icona_pdf1.gif" alt="" width="50" height="50" /></a></td>
<td><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=45" target="_blank"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1930" title="icona_pdf1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/icona_pdf1.gif" alt="" width="50" height="50" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=40" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;">PRINCIPALI</span></strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=40" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;"> NOVITA&#8217;</span></strong></a></p>
</td>
<td>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=39" target="_blank"><span style="font-size: small;"><strong>SCHEMA COME </strong></span></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=39" target="_blank"><span style="font-size: small;"><strong>SARANNO LE</strong></span></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=39" target="_blank"><span style="font-size: small;"><strong>SUPERIORI</strong></span></a></p>
</td>
<td>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=41" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;">NUOVI LICEI </span></strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=41" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;">e </span></strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=41" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;">IST. TECNICI</span></strong></a></p>
</td>
<td>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=43" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;">RIFORMA </span></strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=43" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;">I </span></strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=43" target="_blank"><strong><span style="font-size: small;">CICLO</span></strong></a></p>
</td>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=44" target="_blank"><strong>Revisione assetto ordinamentale, organizzativo didattico scuola infanzia e  I ciclo</strong></a></td>
<td><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=45" target="_blank"><strong>Norme riorganizzazione<br />
della rete scolastica<br />
e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola</strong></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per la prima volta in Italia dopo la Riforma Gentile del 1923, si mette mano alla scuola con una riforma organica di tutti i cicli (elementari, medie, superiori). Elementari e medie cambiano dal 1° settembre 2009, le superiori dal 1° settembre 2010.</p>
<p>La riforma porta a sistema le migliori sperimentazioni attuate negli anni e lo fa in una visione di insieme e non con interventi su parti singole scollegate dal resto, come spesso accaduto in passato.</p>
<p>I principi che ispirano la riforma sono: più chiarezza e opportunità per le famiglie, più efficienza, semplificazione e snellimento dell’organizzazione e delle procedure, valorizzazione del ruolo dei docenti.<br />
Quali scuole cambiano<br />
Dell’infanzia, Elementari, Medie, Superiori.<br />
Le principali novità<br />
2 nuovi licei + ampliamento liceo artistico.</p>
<p><span id="more-1905"></span><br />
2 nuovi licei: scienze umane (ex-magistrali), musicale e coreutica (danza e musica). 3 nuovi indirizzi per il liceo artistico (indirizzi: figurativo, design, new media).<br />
Rivoluzionati gli istituti tecnici<br />
Rivoluzionati gli istituti tecnici: i nuovi istituti tecnici saranno quelli richiesti dal mondo del lavoro. 2 settori e 11 indirizzi: uno economico e l’altro tecnologico.<br />
L’economico avrà 2 indirizzi, il tecnologico 9.<br />
Unico maestro di riferimento alle elementari. Abolito il modulo<br />
Alle elementari viene abolito il modulo a più maestri e viene introdotto l’unico maestro di riferimento.<br />
Fine dell’epoca delle frammentazione degli indirizzi<br />
Si pone fine alla frammentazione degli attuali percorsi di studio ed a sperimentazioni che hanno portato più di 750 indirizzi e una confusione non più funzionale e sostenibile. Per ragazzi e famiglie più chiarezza nella scelta.<br />
Stage in azienda il 5°anno delle superiori<br />
Al quinto anno opportunità di svolgere stage in azienda.<br />
Più inglese. Obbligatorio in tutti i 5 anni delle superiori<br />
Più inglese in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nelle superiori viene reso obbligatorio per tutti e 5 gli anni. Ad esempio, al classico era presente solo al ginnasio.<br />
Ore di lezione da 60 minuti e non più da 50<br />
Le ore di lezione passano da 50 minuti effettivi a 60. Fine della consuetudine per cui le ore sono di 50 minuti e non di 60. Il numero totale delle ore lavorate aumenta di fatto il numero di ore insegnate.<br />
Nei tecnici al 5° anno delle superiori una materia sarà insegnata in inglese<br />
Una materia non linguistica verrà insegnata in inglese.<br />
Tecnici 2+2+1<br />
Gli istituti tecnici saranno organizzati in 2+2+1 anni. Il primo biennio con un contenuto formativo di base: italiano, matematica, ecc. Il secondo biennio specialistico a seconda degli indirizzi. L’ultimo anno sarà di perfezionamento mirato all’indirizzo scelto.<br />
Centralità dei laboratori<br />
Saranno dei veri e propri centri di innovazione attraverso la costituzione di dipartimenti di ricerca.<br />
Governance<br />
I tecnici si aprono al mondo del lavoro con esperti e professionisti che possono entrare nel comitato scientifico della scuola.<br />
I bambini a scuola a 2 anni e mezzo<br />
Si introduce nella scuola dell’infanzia la possibilità di anticipare l’iscrizione a 2 anni e mezzo.<br />
Alle medie possibilità di fare 5 ore di inglese<br />
Nelle medie inglese potenziato, se le famiglie lo desiderano: passa da 3 a 5 ore.<br />
Più soldi ai docenti migliori<br />
Dal 2011 i docenti migliori potranno ricevere un premio produttività che potrà arrivare fino a 7.000 euro l’anno.<br />
Corsi di italiano per stranieri<br />
Alle medie le due ore della seconda lingua potranno essere utilizzate per corsi di italiano per stranieri.<br />
Due lingue obbligatorie nei nuovi licei<br />
In tutti i nuovi licei (musicale coreutico, artistico e scienze umane), due lingue obbligatorie.<br />
Più matematica e scienze<br />
Più matematica e scienze in tutte le scuole. Ad esempio nei licei scientifico e classico potenziate le materie scientifiche.<br />
Fonte: <a href="http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2008_miur/181208.shtml" target="_blank">pubblicaistruzione</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scuola, firmato contratto: aumento di 70 euro</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 16:00:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scuola, firmato contratto: aumento di 70 euro
ROMA (18 dicembre) &#8211; I sindacati scuola di Cisl, Uil, Snals-Confsal e Gilda hanno sottoscritto ieri sera con l&#8217;Aran (l&#8217;Agenzia per la contrattazione nel publico impiego) il rinnovo del contratto della scuola &#8211; insegnanti e Ata (ausiliari-tecnici-amministrativi) &#8211; per il biennio economico 2008-09.
Si tratta, secondo lo Snals-Confsal, di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l6.gif" rel="lightbox[1922]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1924" title="logofuturoscuola-l6" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l6-100x100.gif" alt="" width="100" height="100" /></a><strong>Scuola, firmato contratto: aumento di 70 euro</strong></p>
<p>ROMA (18 dicembre) &#8211; I sindacati scuola di Cisl, Uil, Snals-Confsal e Gilda hanno sottoscritto ieri sera con l&#8217;Aran (l&#8217;Agenzia per la contrattazione nel publico impiego) il rinnovo del contratto della scuola &#8211; insegnanti e Ata (ausiliari-tecnici-amministrativi) &#8211; per il biennio economico 2008-09.</p>
<p>Si tratta, secondo lo Snals-Confsal, di un «contratto ponte» di un anno che consente, data l&#8217;esiguità delle risorse disponibili, di mettere subito nella busta paga del personale della scuola 70 euro medi a dipendente (corrispondenti all&#8217;inflazione programmata dal governo per gli anni 2008 e 2009,cioè pari al 3,2%).</p>
<p>«Questo risultato &#8211; spiega lo Snals-Confsal &#8211; che a prima vista può sembrare riduttivo, è invece il meglio</p>
<p><span id="more-1922"></span>che si potesse ottenere nell&#8217;attuale situazione. Non solo per la difficile congiuntura economica, e poi il governo precedente aveva di fatto previsto la sola copertura della vacanza contrattuale, pari a circa 8 euro, ma anche perchè i 70 euro medi vanno tutti sul tabellare con i benefici che ne conseguono sul piano<br />
previdenziale».</p>
<p>Secondo lo Snals-Confsal il «contratto è valido anche perché vi è l&#8217;impegno, nella nota congiunta siglata da Aran e sindacati, che nel prossimo contratto, cioè dal 2010, si proceda a una revisione della struttura della retribuzione, in particolare all&#8217;unificazione dell&#8217;attuale tabellare con l&#8217;accessorio generalizzato, entrambi definiti dal contratto di livello nazionale. Questo produrrà significativi benefici sia sul piano previdenziale sia sulla busta paga del personale, non essendo più applicabile la cosiddetta Legge Brunetta che comporta una riduzione della retribuzione accessoria in caso di assenza per malattia.</p>
<p>«Protrarre la trattativa non rendeva possibile migliorare i risultati, anzi poteva determinare il rischio di lasciare il personale senza alcun incremento retributivo», ha dichiarato il segretario generale Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=12860&amp;sez=HOME_SCUOLA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">messaggero</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.futuroscuola.org/scuola-firmato-contratto-aumento-di-70-euro/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>TIMSS: La scuola primaria raggiunge livelli elevati nella matematica e nelle scienze</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/timss-la-scuola-primaria-raggiunge-livelli-elevati-nella-matematica-e-nelle-scienze/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 14:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una boccata d’ossigeno. La scuola primaria raggiunge livelli elevati nella matematica e nelle scienze.
di La Fenice 
 
Il TIMSS ( Trends in International Mathematics and Science Study) è un progetto dell’IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement) che si pone l’obiettivo di misurare i risultati in matematica e scienze degli studenti che frequentano il quarto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l5.gif" rel="lightbox[1888]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1889" title="logofuturoscuola-l5" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l5-100x100.gif" alt="" width="100" height="100" /></a>Una boccata d’ossigeno. La scuola primaria raggiunge livelli elevati nella matematica e nelle scienze.<br />
di La Fenice <br />
 <br />
Il <a href="http://www.invalsi.it/ric-int/timss2007/index.php" target="_blank">TIMSS </a>( Trends in International Mathematics and Science Study) è un progetto dell’IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement) che si pone l’obiettivo di misurare i risultati in matematica e scienze degli studenti che frequentano il quarto anno della scuola primaria e l’ottavo anno del primo ciclo di istruzione ( in Italia corrisponde al terzo anno della scuola secondaria di primo grado), monitorando nei diversi paesi del mondo l’attuazione del curricolo e le buone pratiche. Le sue indagini vengono svolte ogni quattro anni. Giorni fa, il 9 dicembre, sono stati presentati i risultati dell’ultima sua indagine che colloca il nostro paese, nelle graduatorie internazionali, a un buon livello grazie ai punteggi ottenuti dagli studenti che frequentano il quarto anno della scuola primaria.<br />
L’indagine internazionale del 2007, giunta alla sua quarta edizione, riconosce agli allievi della quarta classe della scuola primaria un trend positivo sia in matematica che nelle scienze. In matematica il valore si attesta su 507- si ricorda che la media è indicata dal valore 500- e in scienze sul valore 535, nettamente superiore alla media. In scienze il risultato può essere considerato di eccellenza, inferiore solo a quello di quattro paesi asiatici, Singapore, Taiwan, Hong Kong e Giappone, che oramai occupano i primi posti in molte indagini internazionali, e superiore a quello di altri nostri partner europei come l’Austria, i paesi Bassi e la</p>
<p><span id="more-1888"></span>Svezia.<br />
L’esito di questa ricerca non sembra, per ora, interessare gli esperti e tutti coloro che si occupano, a vario titolo, delle politiche scolastiche. Sono trascorsi ancora poche ore dalla presentazione di questi risultati, ma il clima è di assoluta freddezza e indifferenza. Mentre gli allievi della scuola primaria hanno restituito una dose di orgoglio alla nostra scuola, contribuendo al raggiungimento di livelli più alti e al di sopra delle posizioni di coda ai quali eravamo stati abituati in questi ultimi mesi. Ad oggi freddezza e indifferenza purtroppo sono le reazioni di chi si occupa di scuola. È doveroso aggiungere inoltre che i risultati del TIMSS non fanno altro che confermare le ragioni sostenute, in questi mesi, dal mondo delle scuola a sostegno dell’attuale assetto pedagogico e didattico della scuola primaria.<br />
Il tempo pieno, l’organizzazione modulare, l’alternanza di più docenti in uno stesso gruppo classe favorisce lo sviluppo delle conoscenze degli allievi e non, come hanno sostenuto in questi mesi molti dei suoi detrattori, uno dei tanti sprechi del nostro sistema scolastico. I programmi dell’85, insieme alla legge 148 del 1990, hanno profondamente innovato la nostra scuola primaria, determinando anche un incremento della qualità del sistema di istruzione, come dimostrato da più indagini internazionali. E allora perché introdurre dei cambiamenti in questo segmento del percorso formativo, azzerando alcune delle caratteristiche che lo hanno reso competitivo a livello internazionale? Ci rivolgiamo, quindi, al Governo e al Ministro perché prendano in considerazione questo trend della scuola primaria che va in controtendenza rispetto agli altri segmenti del sistema di istruzione.<br />
Un dato molto significativo e non trascurabile, che emerge altresì dall’indagine TIMMS, rileva che le tre macro aree del nostro Paese, Nord – Ovest- Centro e Sud, ottengono punteggi molto simili, ancora più elevati in scienze. Vengono ribaltati, quindi, le tendenze dell’ultima indagine OCSE- Pisa, che pur riferendosi ad allievi di età diversa, segnalavano, di contro, una forte disomogeneità a livello territoriale.<br />
Questa ricerca ci dovrebbe fare riflettere. E perché no, dovrebbe dare una boccata d’ossigeno alla nostra scuola che in questi ultimi mesi è stata investita più dalle critiche che non da adeguati progetti e investimenti a supporto del suo difficile e insostituibile compito.</p>
<p>La Fenice<br />
 <br />
Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4123" target="_blank">scuolaoggi</a>
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<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
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		<title>La scuola finisce in una &#8220;partita di giro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 14:09:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E Silvio fa i conti «La Lega mi ha stufato»
«L&#8217;addio alle Province è nei patti, quei soldi servono»
Lo scontro sulla giustizia è servito a Berlusconi per regolare i conti nella maggioranza, ristabilire i rapporti di forza e porre un paletto alla tattica movimentista della Lega, che stava stringendo accordi con il Pd sul federalismo. Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/berlusconi-lapresse-0kbq2e3l-140x180.jpg" rel="lightbox[1875]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1876" title="berlusconi" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/berlusconi-lapresse-0kbq2e3l-140x180-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>E Silvio fa i conti «La Lega mi ha stufato»<br />
«L&#8217;addio alle Province è nei patti, quei soldi servono»</p>
<p><strong>Lo scontro sulla giustizia è servito a Berlusconi per regolare i conti nella maggioranza</strong>, ristabilire i rapporti di forza e porre un paletto alla tattica movimentista della Lega, che stava stringendo accordi con il Pd sul federalismo. Ecco il motivo per cui Berlusconi ha brandito il tema della magistratura come un&#8217;arma.</p>
<p>E non c&#8217;è dubbio che intenda riformarla, ma non è questa oggi la priorità: in cima ai suoi pensieri c&#8217;era e c&#8217;è la crisi. La giustizia è stata usata come un diversivo. Perché il Cavaliere è consapevole che la partita della legislatura si gioca sull&#8217;economia, ruota attorno a quella che Confalonieri ha definito la «sana dialettica» con Tremonti, e riguarda la linea da adottare per affrontare l&#8217;emergenza. Sostenendo che «non si può dialogare con l&#8217;opposizione», il premier ha voluto spostare l&#8217;attenzione dei media dalla crisi, e soprattutto mettere sull&#8217;avviso Bossi. Quando l&#8217;ha fatto, nel pomeriggio di mercoledì, si era già assicurato tre obiettivi: aveva appena sbloccato — dopo un braccio di ferro durato oltre un mese — i primi 16 miliardi da investire nelle infrastrutture; aveva ottenuto l&#8217;aumento «fino a un miliardo almeno» dei fondi per i lavoratori che dovranno ricorrere alla cassa integrazione; e — <strong>cosa importante — aveva garantito alla Gelmini il via libera per chiudere l&#8217;intesa con i sindacati sulla scuola, alla vigilia dello sciopero generale della Cgil.</strong></p>
<p>Non è la giustizia, è la crisi economica che lo assilla, con i danni che rischia di produrre al Paese e in prospettiva anche alla stabilità del governo. Una stabilità che Berlusconi misura quotidianamente attraverso il termometro del consenso. E non è un caso se due giorni fa — annunciando una ripresa negli indici di gradimento — <strong>aveva spiegato il precedente calo nei sondaggi: «Colpa delle polemiche sull&#8217;Iva a Sky, e delle vicende legate alla scuola».</strong> <strong>La scuola prometteva di rimanere una minaccia, perciò ha impegnato Gianni Letta per arrivare al patto con i sindacati, mettendo nel conto che l&#8217;opposizione l&#8217;avrebbe criticato e si sarebbe attribuita il successo della vertenza. Ma il sentiero andava bonificato da quella mina. E l&#8217;intesa porta la sua firma. Come raccontava ieri il leader della Cisl Bonanni, «fino all&#8217;ultimo il Tesoro ha resistito, prima che Berlusconi si imponesse». Si era imposto la mattina precedente, durante un incontro a tratti molto teso con Tremonti e il titolare dell&#8217;Istruzione. A quell&#8217;incontro era seguito un vertice che il premier ha </strong></p>
<p><strong><span id="more-1875"></span>rivelato durante la presentazione del libro di Vespa: «Ci siamo appena visti con Tremonti, Scajola e Fitto&#8230;». Non ha detto in pubblico quel che ha spiegato ai suoi collaboratori, e cioè che «la riunione è stata accesa ma indispensabile».</strong></p>
<p><strong>È stato dopo quel vertice che è andato allo scontro sulla giustizia con il Pd.</strong> Berlusconi ha parlato a Veltroni perché Bossi intendesse. Lo spiega senza mezzi termini il fedelissimo Valducci: «È tutta una partita interna. Sembrerà un paradosso ma c&#8217;è un motivo se Berlusconi cita i sondaggi, perché con quelli è costretto a governare. Nel senso che, appena ha avuto un momento di flessione, hanno cercato di metterlo in difficoltà. Sulla scuola è stata la Lega, sull&#8217;Iva per Sky è stata An. Così, appena si è rilanciato nel rapporto con l&#8217;opinione pubblica, ha voluto farsi sentire». A Bossi che ieri gli rammentava l&#8217;accordo sul federalismo, il premier ha ribattuto ricordandogli che «l&#8217;abolizione delle province è parte del mio programma». Da tempo preme perché si intraprenda il percorso, «con i soldi risparmiati potremmo fare molte cose, invece&#8230;». Invece la Lega ha sempre risposto picche, «e io mi sono stufato». Si è stufato di sentirsi dire che non ci sono fondi: ha dovuto ingoiare il rospo della mancata detassazione delle tredicesime e ha ottenuto in cambio solo la social card, che non lo entusiasma. È a caccia di soldi Berlusconi, in vista di un 2009 che si preannuncia economicamente duro e politicamente importante, perché incrocerà il test delle Amministrative e il voto per Strasburgo. Certo, l&#8217;economia italiana non è minacciata dai mutui che negli Usa hanno avuto l&#8217;effetto di un ordigno sul sistema, ma può esser minata dal credito al consumo, che agisce come un cecchino sui singoli cittadini e rischia di spezzare il meccanismo. Il vertice di mercoledì con Tremonti, Scajola e Fitto è servito al premier per vederci chiaro: sul piatto ci sono infatti 110 miliardi, tra fondi europei e fondi per le aree sottoutilizzate. Come verrà spesa questa montagna di soldi? Ecco la partita della legislatura, non la giustizia.</p>
<p>Francesco Verderami<br />
12 dicembre 2008<br />
Fonte: <a href="http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_12/silvio_conti_Lega_Verderami_b5dbc234-c816-11dd-a869-00144f02aabc.shtml" target="_blank">corriere</a>
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		<title>Brunetta: «I giovani a volte sono pecoroni. Come categoria non esistono»</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 17:28:43 +0000</pubDate>
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No allo slogan degli studenti &#8220;questa crisi non la paghiamo&#8221;
ROMA (4 dicembre) &#8211; Un&#8217;altra uscita destinata a scatenare un putiferio di reazioni. Durante una lectio tenuta oggi all&#8217;Università Luiss, il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha detto «Non mi piace lo slogan &#8220;questa crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/brunetta-pecoroni-20081204_brunetta.jpg" rel="lightbox[1753]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1754" title="brunetta-pecoroni-20081204_brunetta" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/brunetta-pecoroni-20081204_brunetta-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><strong>Brunetta: «I giovani a volte sono pecoroni. Come categoria non esistono»</strong><br />
<strong>No allo slogan degli studenti &#8220;questa crisi non la paghiamo&#8221;</strong></p>
<p>ROMA (4 dicembre) &#8211; Un&#8217;altra uscita destinata a scatenare un putiferio di reazioni. Durante una lectio tenuta oggi all&#8217;Università Luiss, il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha detto «Non mi piace lo slogan &#8220;questa crisi non la paghiamo&#8221; e non mi piacciono  le generalizzazioni: non esistono i giovani come categoria. I giovani sono a volte anche molto pecoroni».</p>
<p>Il ministro ha sottolineato che nella crisi in atto ci sono «gradi di responsabilità diversa e la politica ha una responsabilità molto alta perchè ha dato regole sbagliate al mercato. Ma non mi piace lo slogan &#8220;questa crisi non la paghiamo&#8221;», riferendosi al motto adottato dagli studenti nelle proteste contro la riforma della scuola e dell&#8217;università. Pur ribadendo di non amare le generalizzazioni sui giovani, Brunetta ha sottolineato che «in Italia gli ascensori sociali funzionano poco e la probabilità che un figlio continui a fare lo stesso mestiere del padre è molto alta, molto più che in altri paesi europei, e questo non va bene». </p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=37062&amp;sez=HOME_SCUOLA" target="_blank">ilmessaggero</a>
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<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
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<p align="center"><B></p>
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		<title>Il GOVERNO S&#8217;INGINOCCHIA AL POTERE SPIRITUALE</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 16:03:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scuola cattolica, la Chiesa attacca il governo annulla subito i tagli
Il sottosegretario Vegas: &#8220;I fondi verranno ripristinati con un emendamento&#8221;
Ma a decidere come destinare i soldi dovrà essere il ministero dell&#8217;Istruzione
 Il ministro Giulio Tremonti
CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; Non sono servite manifestazioni, sit-in, o lezioni all&#8217;aperto. E&#8217; bastata la minaccia della mobilitazione delle scuole cattoliche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/ltremonti-chiesa-apr_14538874_44070.jpg" rel="lightbox[1736]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1737" title="ltremonti-chiesa-apr_14538874_44070" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/ltremonti-chiesa-apr_14538874_44070-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><strong><span style="font-size: small;">Scuola cattolica, la Chiesa attacca il governo annulla subito i tagli</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-size: small;">Il sottosegretario Vegas: &#8220;I fondi verranno ripristinati con un emendamento&#8221;<br />
</span></strong>Ma a decidere come destinare i soldi dovrà essere il ministero dell&#8217;Istruzione</p>
<p> Il ministro Giulio Tremonti<br />
<strong>CITTA&#8217; DEL VATICANO</strong> &#8211; Non sono servite manifestazioni, sit-in, o lezioni all&#8217;aperto. E&#8217; bastata la minaccia della mobilitazione delle scuole cattoliche per far cambiare idea al governo nel giro di qualche ora. I fondi per le scuole paritarie &#8220;vengono ripristinati&#8221;, ha assicurato il sottosegretario all&#8217;Economia Giuseppe Vegas a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla finanziaria. &#8220;C&#8217;è un emendamento del relatore che ripristina &#8211; dice Vegas &#8211; il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini&#8221;. Nonostante le rassicurazioni, anche il Papa ha fatto sentire la propria voce: &#8220;Gli aiuti per l&#8217;educazione religiosa dei figli &#8211; ha detto Benedetto XVI &#8211; sono un diritto inalienabile&#8221;.</p>
<p><span id="more-1736"></span></p>
<p><strong>La palla, comunque, viene rimbalzata al ministero dell&#8217;Istruzione</strong>: sui 120 milioni di fondi in arrivo per la scuola sarà il dicastero guidato da MariaStella Gelmini, di concerto con quelli degli Affari regionali e dell&#8217;Economia, a valutare successivamente, entro 30 giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge finanziaria, la quota da destinare agli istituti scolastici privati. Lo stabiliscono due diversi emendamenti dei relatori al disegno di legge finanziaria e al bilancio approvati oggi dalla commissione Bilancio del Senato. L&#8217;emendamento del senatore Saia (Pdl) al ddl Bilancio stanzia 120 milioni per il 2009 all&#8217;istruzione scolastica. La proposta del senatore Pichetto Fratin (Pdl) invece stabilisce che &#8220;fermo restando il rispetto delle prerogative regionali in materia di istruzione scolastica, con decreto del ministro dell&#8217;Istruzione di concerto con il ministro degli Affari regionali e il ministro dell&#8217;Economia, sentita la conferenza stato-regioni, sono stabiliti entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per la distribuzione alle regioni delle risorse finanziarie occorrenti alla realizzazione delle misure relative al programma di interventi in materia di istruzione&#8221;.</p>
<p><strong>Dal Pd, Maria Pia Garavaglia chiede chiarimenti al governo</strong>: &#8220;l&#8217;annuncio del ripristino dei fondi per le paritarie rappresenta soltanto un segnale, ma, come il governo sa benissimo, la cifra intera e&#8217; ancora lontana dall&#8217;essere ripristinata e mancano all&#8217;appello ancora molti dei milioni che il precedente governo aveva assegnato alle scuole paritarie&#8221;. &#8221;Il punto centrale della questione &#8211; e&#8217; la conclusione della Garavaglia &#8211; dovrebbe essere quello di garantire pari diritti agli studenti e alle famiglie. Invece il governo conferma di guardare all&#8217;istruzione nient&#8217;altro che come a un costo da contenere&#8221;.</p>
<p><strong>Secondo il senatore del Pd Antonio Rusconi</strong>, mancano all&#8217;appello ancora 14 milioni di euro per le paritarie. &#8220;Tutto questo finirà inevitabilmente per penalizzare non solo le scuole cattoliche ma anche i cittadini e le famiglie delle scuole dell&#8217;infanzia che si vedono in difficoltà e sono costretti a ricorrere al portafogli per l&#8217;inevitabile aumento delle rette. Come sempre, tante rassicurazioni, tante promesse e scarsi risultati&#8221;.</p>
<p>Positivo il fatto che il governo abbia accolto le richieste della Cei, <strong>commenta il capogruppo alla Camera dell&#8217;Italia dei Valori Massimo Donadi</strong>, &#8220;ma ora dovrebbe fare lo stesso per quelle altrettanto legittime che provengono dal mondo della scuola pubblica e della ricerca&#8221;.</p>
<p><strong>Più duro Paolo Ferrero, segretario di Prc</strong>: &#8220;Mentre il governo ha ignorato, quando non ha represso, le manifestazioni di centinaia di migliaia di giovani studenti, ricercatori e docenti della scuola pubblica, rifiutandosi di cambiare i suoi provvedimenti che massacravano scuola e università e che tagliavano soldi e risorse, è bastata una semplice minaccia di mobilitazione da parte delle scuole cattoliche private per far cambiare idea al governo e nel giro di pochissime ore. Insomma, il Vaticano fischia e Tremonti e il governo ubbidiscono. Siamo alla farsa, se non fossimo alla tragedia, sulla scuola&#8221;, ha detto.</p>
<p>Contro il taglio originario di circa 130 milioni di euro aveva tuonato stamane monsignor Bruno Stenco, direttore dell&#8217;Ufficio nazionale della Cei per l&#8217;educazione, annunciando che &#8220;le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese&#8221;, contro i tagli previsti dal governo Berlusconi.</p>
<p><strong>&#8220;Non si tratta di restituzione &#8211; aveva lamentato Stenco</strong> &#8211; a questo punto si è aperta una crisi molto più profonda e le federazioni delle scuole cattoliche presto si mobiliteranno in tutto il Paese&#8221;. &#8220;Qui &#8211; aveva detto ancora &#8211; si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noi e che fa la scuola non per interesse privato, ma per interessi pubblici&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Nel 2000 &#8211; aveva spiegato ancora Stenco</strong> &#8211; la legge sulla parità scolastica ha previsto un contributo di 530 milioni di euro per tutto il sistema delle scuole paritarie, mentre la spesa per la scuola statale è di 50 miliardi. Il contributo, dello&#8217;1% per cento, è quindi già irrisorio&#8221;. &#8220;Nel 2004 &#8211; ha proseguito &#8211; per tre anni consecutivi Tremonti ha tagliato 154 milioni sui 530 di contributo totale, cioè il 33 per cento. La scuola cattolica ha taciuto &#8211; ha aggiunto &#8211; e li abbiamo recuperati anno per anno con emendamenti, con fatica e con ritardi. Ora, però, il ministro ripete la stessa manovra&#8221;. &#8220;La Chiesa adesso &#8211; aveva concluso &#8211; deve tirare le sue conseguenze perché senza contributi le scuole dell&#8217;infanzia non vanno avanti e di certo rischiano di chiudere&#8221;.</p>
<p><strong>Dopo le parole di Vegas, il portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, don Domenico Pompili, ha sfumato i toni della polemica</strong>. &#8220;I vescovi italiani &#8211; ha ricordato &#8211; sono preoccupati come emerso anche di recente da diverse voci del mondo cattolico, per il destino delle scuole pubbliche non statali, tuttavia pur consapevoli del momento economico e sociale che il Paese sta attraversando, confidiamo negli impegni che il governo ha assunto pubblicamente&#8221;.</p>
<p><strong>Ma poco dopo arriva la voce del Papa</strong>. &#8220;Il ventunesimo secolo sta mostrando con sempre maggiore chiarezza la necessità di forgiare la vita personale, familiare e sociale in accordo a quei valori irrinunciabili che esaltano la persona e tutta la comunità&#8221;, e fra questi rientra &#8220;l&#8217;adozione di misure a favore dei genitori che li aiutino nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose, come pure la promozione della gioventù&#8221;, ha detto Benedetto XVI questa mattina, ricevendo le lettere credenziali del nuovo ambasciatore di Argentina presso la Santa Sede, Juan Pablo Cafiero.<br />
(5 dicembre 2008)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/cei-contro-tremonti/cei-contro-tremonti.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Facciamo il punto, cosa abbiamo ottenuto e cosa fare</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 12:57:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FACCIAMO IL PUNTO (N. 1)
Come gruppo di lavoro dell’Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia abbiamo predisposto questo per cercare di riflettere ed informare su cosa la nostra lotta abbia fino ad ora ottenuto, su come pensiamo debba proseguire, di quali strumenti si possa dotare (vedi materiali allegati).
 
DA DOVE SIAMO PARTITI (D.L. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l1.gif" rel="lightbox[1721]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1727" title="logofuturoscuola-l1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l1-100x100.gif" alt="" width="100" height="100" /></a>FACCIAMO IL PUNTO (N. 1)</strong></p>
<p>Come gruppo di lavoro dell’Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia abbiamo predisposto questo per cercare di riflettere ed informare su cosa la nostra lotta abbia fino ad ora ottenuto, su come pensiamo debba proseguire, di quali strumenti si possa dotare (vedi materiali allegati).</p>
<p> </p>
<p><strong>DA DOVE SIAMO PARTITI</strong> (D.L. 137 e piano programmatico):<br />
 <br />
<strong>In agosto</strong> il governo, in nove minuti, approva la finanziaria Tremonti, decidendo (art.64 della Finanziaria) che alla scuola vengano sottratti 8 miliardi di euro e 130.000 tra insegnanti e bidelli. Gelmini ha il compito di individuare il modo di fare cassa.<br />
 <br />
<strong>Il primo settembre</strong> Gelmini ha svolto il suo compito e lo presenta al Governo che lo approva: grazie al decreto legge 137 la scuola elementare (tutte le classi) verrà portata a 24 ore e con un unico maestro.<br />
 <br />
Per &#8220;condire&#8221; ed &#8220;addolcire&#8221; il tutto <strong>inizia la campagna mediatica</strong> sulla positività di un&#8217;unica figura di riferimento, dei grembiulini e tutto il resto.<br />
 <br />
<strong>Questo decreto apre la strada ad ulteriori provvedimenti,</strong> contenuti in una bozza di piano</p>
<p><span id="more-1721"></span>programmatico: materne anche solo con orario antimeridiano, aumento del numero massimo di alunni per classe, sparizione dell&#8217;insegnante specializzato di inglese (riconvertendo tutti i maestri con un corsetto di 150 ore), piani di studio &#8220;semplificati&#8221; (cioè più poveri), chiusura delle piccole scuole di montagna&#8230;.<br />
 <br />
Dall&#8217;apertura dell&#8217;anno scolastico iniziano le proteste, prima di genitori ed insegnanti delle elementari, poi di liceali e universitari dell&#8217; &#8220;Onda&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium;">COSA ABBIAMO OTTENUTO (Legge 169 e nuovo piano programmatico):</span></strong></p>
<p><strong>Il decreto legge viene convertito in legge (n.169</strong>) tra le proteste, ma con significative variazioni, frutto delle nostre lotte:<br />
 <br />
<strong>La scuola elementare a 24 ore è prevista solo per le prime classi e scompare la possibilità di una scuola materna solo mattuttina.<br />
</strong> <br />
<strong>Contemporaneamente viene rimandata la norma sulla chiusura delle piccole scuole e fermati (sospesi?) i tagli all&#8217;Università.<br />
</strong> <br />
Ma <strong>le proteste non si fermano, così arriva la bozza di un nuovo piano programmatico</strong> nel quale sono previsti per la scuola elementare più modelli orari e viene esplicitamente detto che non ci saranno forme di doposcuola  a pagamento e neppure gestite da educatori, ma che le 30 e 40 ore dovranno essere assicurate dai maestri statali di ogni scuola.<br />
 <br />
Ma <strong>le proteste non si fermano e così si arriva al “Parere” della Commissione Cultura della Camera</strong> (“Piano programmatico di interventi volti alla razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali del sistema scolastico). Tale parere deve indirizzare la formulazione del regolamento definitivo da parte del Ministero, cioè di quel regolamento che dovrebbe realizzare quanto stabilito dalla Legge 169 sul maestro unico e le 24 ore.</p>
<p>Nella <strong>prima versione</strong> di tale “Parere”  (predisposto il <strong>6 novembre</strong> dalla Presidente di <strong>commissione Aprea</strong>) addirittura il maestro unico e le 24 ore (cioè quello che doveva essere la legge per tutte le classi secondo il DL 137, poi la legge solo per le prime classi nella Legge 169) diventano solo &#8220;una possibilità che può essere richiesta dalle famiglie&#8221;, cioè i modelli scuola ufficiali restano le 27/30 ore ed il tempo pieno a 40 ore con due insegnanti, ritorna il maestro specializzato in inglese (questa presenza di un&#8217;ora insieme al maestro di religione per due ore, secondo loro, porterebbe ad un <strong>maestro &#8220;prevalente&#8221; e non più unico</strong>&#8230;), viene mantenuto l&#8217;attuale numero di insegnanti di sostegno, aumenta il numero minimo di alunni per classe (cioè per formare una classe) e non più quello massimo (cioè sventate classi con anche 30 e più alunni).</p>
<p><strong>La Commissione bilancio della Camera vede il parere e tira le orecchie alla Commissione perché capisce che così i tagli e i risparmi non sono assicurati.</strong></p>
<p>Il <strong>27 novembre il “Parere” viene approvato, non molto diverso dalla prima versione</strong> (per un confronto puntuale si veda l’allegato), ma con l’aggiunta per ben tre volte, in parti diverse, del richiamo all’art.64 (risparmi) della Finanziaria (“purché compatibili con l&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 64&#8230;”; “nel rispetto degli obiettivi previsti dall&#8217;articolo 64”; “considerata l&#8217;esigenza di rispettare i vincoli previsti dall&#8217;articolo 64”).</p>
<p><strong>Rimane la formulazione delle 24 ore a richiesta</strong> (“l&#8217;attivazione di classi affidate ad unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, sia <strong>effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie</strong> e siano garantiti gli insegnamenti specialistici di religione e di inglese”)  ma poi, i tempi scuola della primaria, prima esplicitati a 27-30-40 ore ora sono esplicitati a 24-27-30-40 ore.<br />
 <br />
Il parere approvato è dunque il frutto di due esigenze diverse: l’Aprea che un po’ “apre” alle famiglie e Tremonti che vuole garanzie sui soldi. Il testo definitivo è cioè una contraddizione in termini tra le necessità di fare cassa (tre volte il riferimento ai tagli della finanziaria) e non sputtanarsi con le famiglie (due volte il richiamo alla domanda delle famiglie (“la legge 30 ottobre 2008, n. 169 di conversione del decreto-legge 1osettembre 2008, n. 137, va integrata con gli ulteriori modelli organizzativi vigenti e sempre in ragione della domanda delle famiglie”; “sia stabilito il tempo scuola in funzione non soltanto delle esigenze di riorganizzazione didattica, ma soprattutto in ragione della domanda delle famiglie”).<br />
 <br />
<strong>Ora, poiché l’esigenza di Tremonti (tagliare sulla scuola) cozza con l’esigenza delle famiglie (non tagliare sul futuro dei loro figli), la partita è lunga (da qui/gennaio agli organici di fatto a settembre) e tutta da giocare.<br />
Vediamo quali sono le nostre carte.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>COSA FARE ORA, COME ANDARE AVANTI</strong></span></p>
<p>Con una corretta informazione, raggiungendo chi ancora non è stato raggiunto (pensiamo ad esempio alle scuole materne, solo in parte mobilitate), informando su quello che la mobilitazione ha già ottenuto e quello che deve ancora ottenere, ricordando che anche con la Moratti e col Governo Prodi i tagli previsti dalle finanziarie, seppur già leggi, furono poi di fatto sospesi in seguito a forti battaglie per l&#8217;ottenimento degli organici (cioè degli insegnanti). E con la consapevolezza che se in una scuola saranno richieste 24 ore da parte di 15-20 genitori, si formerà una prima a 24 ore e ci saranno conseguenze anche per le altre classi (ad esempio cambio di insegnanti perchè l&#8217;individuazione dell&#8217;insegnante in più &#8220;soprannumerario&#8221; determinerà un rimescolamento degli insegnanti sulle classi; ad esempio perdita di ore di compresenza, ecc.).<br />
 <br />
<strong>E se la finanziaria non cambierà (al momento sembra proprio improbabile&#8230;) è proprio la battaglia sugli organici il prossimo lunghissimo fronte che ci aspetta.<br />
</strong> <br />
Cioè:<br />
 <br />
<strong>1. PREISCRIZIONI</strong> (dicembre/gennaio o febbraio/marzo se verranno rinviate): bisogna che l&#8217;offerta formativa che le scuole presenteranno alle famiglie per le  nuove iscrizioni siano le 30 e le 40 ore con le compresenze. L&#8217;offerta formativa, ai sensi delle leggi vigenti (DPR n. 275/99), viene deliberata (decisa) dal Consiglio d&#8217;Istituto sulla base della proposta del Collegio dei Docenti (il Dirigente scolastico può pensare quello che gli pare, indirizzare, minacciare, ecc. , ma non ha potere decisionale); a questo scopo può essere utilizzata la mozione in allegato. Occorre premere sui Collegi e sui rappresentanti dei genitori eletti nei Consigli d&#8217;Istituto e di Circolo affinchè dichiarino di mantenere l&#8217;organizzazione attuale giudicandola la migliore per l&#8217;istruzione e la formazione dei bambini.<br />
Occorre dare battaglia agli &#8220;Open day&#8221;, cioè nelle riunioni di presentazione delle scuole: a quelle riunioni vanno tutti i genitori, anche quelli non ancora raggiunti da una corretta informazione e tutti ansiosi di scegliere il meglio per i loro figli. Bisogna saper spiegare anche a chi ha difeso istintivamente o per convinzione politica la riforma Gelmini che meno tempo scuola, un solo insegnante “tuttologo e non specializzato” e programmi ridotti non sono certo il bene dei loro figli.<br />
Bisogna far vedere una forte determinazione al Dirigente perchè si attivi per richiedere con forza l&#8217;organico necessario.<br />
Se il modulo per le preiscrizioni non tiene conto delle esigenze, va accompagnato da un modulo integrativo (che abbiamo predisposto)  nel quale richiedere modulo e tempo pieno con le compresenze.<br />
La pressione sarà ancora più forte se anche chi è già iscritto farà protocollare alla propria scuola la richiesta di mantenimento integrale del modello scolastico scelto e concordato con la scuola al momento dell&#8217;iscrizione in prima negli scorsi anni (anche in questo caso può essere utilizzato un modulo da noi predisposto).<br />
Copia di questi moduli andrà recapitata al Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale (via fax o in delegazione/manifestazione, decideremo insieme).</p>
<p>Insomma, le preiscrizioni devono diventare il &#8220;Referendum&#8221; contro le 24 ore ed una scuola povera e a favore di una scuola di qualità.<br />
 <br />
<strong>2. LOTTA PER GLI ORGANICI:</strong> a primavera verrà richiesto dai Dirigenti l&#8217;organico &#8220;di diritto&#8221;. Occorrerà che i Consigli d&#8217;Istituto (e i Comitati dei genitori, gruppi di genitori, ecc.) vigilino perchè sia inviata come richiesta quanto necessario per soddisfare le richieste dei genitori (e non del Ministero, da cui è facile immaginare verranno pressioni e indicazioni al ribasso).<br />
In estate e all&#8217;inizio della scuole occorrerà organizzare la pressione per avere quanto eventualmente (sicuramente) tagliato; è così da almeno 10 anni a questa parte; anche quest&#8217;anno gli insegnanti in meno sono stati integrati solo dopo le prime settimane di scuola, a seguito di una forte pressioni dei genitori e dei sindacati.<br />
 <br />
Infine questa lunga lotta che si svolgerà passando in  gran parte per le sedi &#8220;istituzionali&#8221; (scuole, Dirigenze scolastiche regionali e provinciali, ecc.) va accompagnata e rafforzata ancora e sempre da manifestazioni dal basso, di vario tipo, per far vedere che non molliamo e vigiliamo, che vogliamo il ritiro degli 8 miliardi di tagli, l&#8217;unica dimostrazione vera che il governo ha deciso di ascoltarci davvero (e non solo di aspettare tempi migliori e che noi ci sgonfiamo): ieri sono state le manifestazioni di piazza, le notti bianche, le lezioni in piazza&#8230;. Presto costruiremo insieme altri appuntamenti collettivi ad alta visibilità (a cominciare dal 19 dicembre con la Guzzanti&#8230;.) insieme ad altri, anche più riflessivi, sui voti, sulla scuola che vogliamo, su cosa c&#8217;è veramente da cambiare per migliorare la scuola che abbiamo e che certo non è perfetta, figurarsi coi tagli&#8230;.<br />
 <br />
<strong>CONCLUDENDO: abbiamo già ottenuto tanto, rispetto alla situazione di sfascio totale iniziale, ma c&#8217;è ancora molto da ottenere e se molliamo rischiamo di perdere anche quello che abbiamo finora conquistato.<br />
GRUPPO DI LAVORO DELL’ASSEMBLEA GENITORI ED INSEGNANTI<br />
DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA.<br />
</strong>Allegati:</p>
<p>1. <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=30" target="_blank">Mozione per Collegi e Consigli di Circolo/Istituto per la riconferma dell’offerta formativa a Modulo e Tempo Pieno con compresenze.</a></p>
<p>2. <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=34" target="_blank">Modulo integrativo iscrizione individuale al Tempo Pieno</a>.</p>
<p>3. <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=33" target="_blank">Modulo integrativo iscrizione individuale alle Modulo</a>.</p>
<p>4.<a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=32" target="_blank"> Modulo collettivo di riconferma del modello scolastico scelto al momento dell&#8217;iscrizione in prima negli scorsi anni</a>.</p>
<p>5. <a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=31" target="_blank">Confronto Bozza di “Parere” e “Parere” approvato dalla VII Commissione (“Cultura”) della Camera.</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Parola della Gelmini: I bambini devono solo saper leggere, scrivere e far di conto</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/interessante-intervista-della-gelmini/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 16:00:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il maestro unico…
«I bambini non hanno bisogno di insegnanti specialistici ma di qualcuno che insegni loro a leggere, a scrivere e a fare di conto».

 

Gelmini: &#8220;Se io copiavo?
A scuola ci si dà una mano&#8221;
 
Mariastella Gelmini, 35 anni, Ministro dell&#8217;Istruzione
Il ministro dell&#8217;Istruzione: «Al liceo ero una brava studentessa. Ogni tanto passavo i compiti ai compagni»
CLAUDIO SABELLI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-asino-2.jpg" rel="lightbox[1706]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1716" title="gelmini-asino-2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-asino-2-165x199.jpg" alt="" width="165" height="199" /></a>Il maestro unico…<br />
«I bambini non hanno bisogno di insegnanti specialistici ma di qualcuno che insegni loro a leggere, a scrivere e a fare di conto».</span></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p> </p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Gelmini: &#8220;Se io copiavo?</strong><br />
A scuola ci si dà una mano&#8221;<br />
 <br />
Mariastella Gelmini, 35 anni, Ministro dell&#8217;Istruzione<br />
Il ministro dell&#8217;Istruzione: «Al liceo ero una brava studentessa. Ogni tanto passavo i compiti ai compagni»<br />
CLAUDIO SABELLI FIORETTI<br />
ROMA<br />
<strong>L’Onda degli studenti voleva travolgerla. Ma al primo test, il voto alla Sapienza, l’Onda è stata travolta. Ministro Mariastella Gelmini, gli studenti sono con lei?<br />
</strong>«I ragazzi hanno capito che è ora di cambiare e voltare pagina. Hanno capito che la sinistra difende lo status quo».</p>
<p><strong>Ha votato solo il 10 per cento degli aventi diritto…</strong><br />
«Credo sia un campione rappresentativo».</p>
<p><strong>Nel frattempo il suo «gradimento» è sceso da 42 a 37.<br />
</strong>«Quando si fanno scelte di cambiamento si paga sempre un prezzo. Credo però che la maggioranza degli italiani approvi le mie riforme».</p>
<p><span id="more-1706"></span></p>
<p><strong>Ha detto: «Il governo Berlusconi è un governo di sinistra».<br />
</strong>«Perché crede nel cambiamento e aiuta i ceti più deboli come dimostrano i provvedimenti sulla social card e sull’aiuto alle famiglie. E poi la detassazione degli straordinari».</p>
<p><strong>La detassazione degli straordinari favorisce le aziende.<br />
</strong>«Favorisce l’occupazione».</p>
<p><strong>Favorisce gli occupati.<br />
</strong>«Favorisce i lavoratori. E poi la scuola. Molti si affannano a difendere la scuola pubblica ma poi mandano i figli alla privata. Io voglio una scuola pubblica di qualità per tutti. Anche per chi non è ricco».</p>
<p><strong>L’accusano del contrario, di voler distruggere la scuola pubblica per favorire quella privata.<br />
</strong>«E’ una sciocchezza. La finanziaria evidenzia un contenimento della spesa nella scuola pubblica come nella privata».</p>
<p><strong>I tagli…<br />
</strong>«Tagliamo sprechi, spese inutili, doppioni. E investiremo nell’edilizia, nei laboratori, nella formazione degli insegnanti. Il 30 per cento dei risparmi andrà agli insegnanti, secondo un criterio di merito».</p>
<p><strong>I tagli lei li ha trattati con Tremonti?</strong><br />
«Certamente».</p>
<p><strong>Cosa gli ha strappato?<br />
</strong>«Due miliardi di euro».</p>
<p><strong>Esempi di tagli?<br />
</strong>«Abbiamo il doppio dei corsi di laurea che hanno i Paesi europei. 5.500 corsi di laurea, 170 mila insegnamenti, 320 sedi distaccate…».</p>
<p><strong>Ne cancelliamo la metà?</strong><br />
«Almeno un trenta per cento delle sedi distaccate andrebbe eliminato».</p>
<p><strong>E i corsi di laurea?</strong><br />
«Di metà potremo fare a meno».</p>
<p><strong>Perché sono così tanti?</strong><br />
«È un problema di baronie. Si istituiscono cattedre per trovare posto ai professori».</p>
<p><strong>Lei ha origini contadine.</strong><br />
«Papà imprenditore agricolo, mamma insegnante. Bassa bresciana».</p>
<p><strong>Ricordi?</strong><br />
«Infanzia normale, serena, amici, sport…»</p>
<p><strong>Il primo amore?</strong><br />
«Avevo quattordici anni, si chiamava Stefano. Mi faceva battere il cuore».</p>
<p><strong>Lei non è sposata. È stata mai sul punto?</strong><br />
«No. Adesso sono fidanzata».</p>
<p><strong>Giorgio Patelli. Su «Novella 2000» vi hanno fotografati avviluppati.</strong><br />
«E hanno titolato: “Un bellissimo per il ministro”».</p>
<p><strong>Affascinante imprenditore bergamasco cinquantenne. Corrisponde?</strong><br />
«Tutto giusto».</p>
<p><strong>Ho letto: tutto pronto per le nozze.</strong><br />
«Per il momento non ci sono progetti».</p>
<p><strong>Come andava a scuola?</strong><br />
«Andavo bene».</p>
<p><strong>Passava i compiti?</strong><br />
«Qualche volta».</p>
<p><strong>Copiava?</strong><br />
«Ci si dava una mano».</p>
<p><strong>Le sue manie?</strong><br />
«L’ordine».</p>
<p><strong>E poi?</strong><br />
«La puntualità».</p>
<p><strong>Ordinata&#8230; puntuale&#8230; precisa&#8230;</strong><br />
«Schematica».</p>
<p><strong>E il carattere?</strong><br />
«Sono curiosa, amo imparare».</p>
<p><strong>Poco litigiosa&#8230;</strong><br />
«Ho un approccio alla politica pragmatico, non amo ideologia e contrapposizioni».</p>
<p><strong>Ma se uno viene da lei e la insulta?</strong><br />
«La litigiosità non serve».</p>
<p><strong>La Mussolini fa a botte&#8230;</strong><br />
«È molto focosa. Ma io sono per la pace».</p>
<p><strong>Il film della sua vita?</strong><br />
«Recentemente mi ha colpito “La classe”. Mi ha suggestionato la figura di un ragazzo cinese, inserito in una classe francese, che denuncia la difficoltà ad integrarsi a causa del fatto che non conosce la lingua&#8230; E questo mi ha convinto del fatto&#8230;»</p>
<p><strong>&#8230; che ci vogliono le classi ponte.</strong><br />
«La conoscenza della lingua e della Costituzione è importante per l’integrazione».</p>
<p><strong>Ma saranno classi o saranno corsi?</strong><br />
«Sono favorevole alle classi ponte, ma ci saranno anche corsi pomeridiani di italiano per stranieri&#8230;».</p>
<p><strong>Classi o corsi? Non è la stessa cosa.</strong><br />
«Un supporto aggiuntivo ai ragazzi immigrati ci vuole».</p>
<p><strong>Classi speciali.</strong><br />
Si formerà una classe, adesso non so, è un problema organizzativo, didattico, non certo di razzismo».</p>
<p><strong>Ministro, se crea dei corsi è didattica, se crea delle classi è razzismo.</strong><br />
«Ci si divide sempre sul pro e sul contro. Stavolta tirando in ballo questo spettro del razzismo&#8230;».</p>
<p><strong>Il libro della sua vita?</strong><br />
«Diversi. A volte rileggo i Promessi Sposi».</p>
<p><strong>Lei viene accostata al «Libro Cuore».</strong><br />
«Sono stata accusata di avere uno sguardo rivolto al passato, di volere una scuola non moderna».</p>
<p><strong>Invece?</strong><br />
«Invece credo che disciplina, rigore negli studi, rispetto degli altri siano valori attuali».</p>
<p><strong>Sua sorella Cinzia fa l’insegnante. Ma è della Cgil.</strong><br />
«Andiamo molto d&#8217;accordo».</p>
<p><strong>Si è data malata per non fare lo sciopero contro di lei. Ma l’hanno criticata lo stesso.</strong><br />
«È sciocco speculare su queste cose».</p>
<p><strong>La pensate alla stessa maniera?</strong><br />
«Mi dà molti consigli. Condivide le mie proposte, anche perché sono di buon senso. Chi può dirsi contrario al voto in condotta, al grembiule, al ritorno ai voti? Non siamo mica davanti alla Grande Riforma della scuola. Questa è normale manutenzione».</p>
<p><strong>Il maestro unico&#8230;</strong><br />
«I bambini non hanno bisogno di insegnanti specialistici ma di qualcuno che insegni loro a leggere, a scrivere e a fare di conto».</p>
<p><strong>Ma il tempo pieno?</strong><br />
«Le classi a tempo pieno aumenteranno».</p>
<p><strong>Un maestro solo farà tutto il tempo pieno?</strong><br />
«Maestro prevalente».</p>
<p><strong>Mi aiuti. Il maestro fa 22 ore. Diciamo dalle 8 alle 12. E poi?</strong><br />
«Ci saranno altri insegnanti».</p>
<p><strong>Invece della compresenza, la presenza a seguire.</strong><br />
«Per questo si parla di maestro prevalente».</p>
<p><strong>E il non prevalente, che fa?</strong><br />
«Inglese, informatica, religione, dipende&#8230;».</p>
<p><strong>Il maestro di religione rimane?</strong><br />
«Sì».</p>
<p><strong>Non è un po’ anacronistico?</strong><br />
«È importante difendere le nostre radici, la nostra cultura&#8230;».</p>
<p><strong>La nostra cultura la facciamo difendere dai sacerdoti?</strong><br />
«La nostra cultura è permeata dalla cristianità».</p>
<p><strong>Facciamo un’potesi: una classe composta soltanto da bambini musulmani. Gli raccontiamo di Gesù Cristo?</strong><br />
«Chi viene nel nostro Paese deve conoscere le radici, la cultura, le tradizioni».</p>
<p><strong>Zapatero ha eliminato il crocifisso dalle scuole.</strong><br />
«Da noi rimane ancora. Grazie a Dio. Non offendiamo i musulmani se lasciamo nelle nostre aule il crocifisso».</p>
<p><strong>Il problema non sono i musulmani, sono i laici.</strong><br />
«Massimo rispetto per chi non crede. Ma il crocifisso non è un’offesa per nessuno».</p>
<p><strong>Lei ha cominciato a far politica a Desenzano.</strong><br />
«Ho fatto la gavetta. Consigli comunali, provinciali, regionali».</p>
<p><strong>Un giorno improvvisamente è arrivato Giacomo Tiraboschi, detto il giardiniere, che l’ha presentata al</strong> <strong>Cavaliere. Ed è stato subito feeling&#8230;</strong><br />
«Il presidente mi fece i complimenti. Mi chiese come avevo fatto ad avere tanti voti alle elezioni».</p>
<p><strong>E dopo poco la fece coordinatrice di Forza Italia in Lombardia…</strong><br />
«Molti lo criticarono. Persone con tanta esperienza più di me si trovarono davanti una giovane donna. Ma sono riuscita a farmi accettare».</p>
<p><strong>In Lombardia la situazione era difficile. Formigoni non parlava più con Paolo Romani…</strong><br />
«C’era un po’ di conflittualità fra l’area cattolica-ciellina e l’area laica. Scegliere una persona che non c&#8217;entrava niente è stato un modo per scompaginare».</p>
<p><strong>Veramente lei è un po&#8217; ciellina.</strong><br />
«Ho buoni rapporti con Formigoni, ho una formazione cattolica, ho molti punti di contatto con Cl».</p>
<p><strong>Lei ha fatto parte dei sette saggi che hanno selezionato i candidati alle ultime elezioni…</strong><br />
«C’erano Bondi, Denis Verdini, Cicchitto. Selezionavamo i curricula dei candidati».</p>
<p><strong>Il popolo italiano non ha eletto nessuno. Ha solo ratificato le vostre scelte.</strong><br />
«Non ha eletto nessuno, è vero. Però quel meccanismo tanto vituperato ha permesso a Berlusconi, ma anche a Veltroni, di nominare molti giovani e molte donne».</p>
<p><strong>Si pente di qualche scelta?</strong><br />
«Stanno dando tutti ottima prova di sé».</p>
<p><strong>Anche Paolo Guzzanti?</strong><br />
«Non condivido le sue ultime affermazioni».</p>
<p><strong>Lei ha detto: «Veltroni parla come un rappresentante dei Cobas».</strong><br />
«Ho nostalgia del Veltroni del Lingotto, della sua disponibilità al cambiamento. Poi Veltroni è tornato il conservatore che è. Sulla scuola ha scelto di cavalcare la piazza e di dire alla gente cose false».</p>
<p><strong>La sinistra è contraria al cambiamento?</strong><br />
«Ormai rappresenta le corporazioni e i portatori di privilegi».</p>
<p><strong>Una sinistra di destra.</strong><br />
«Oggi non ci si divide più fra destra e sinistra ma tra chi vuole cambiare e chi difende lo status quo. Io non sono dalla parte dello status quo. La sinistra sì».</p>
<p><strong>Com’è il suo rapporto con Berlusconi?</strong><br />
«Franco, schietto, sereno».</p>
<p><strong>Non le sembra un po’ maschilista?</strong><br />
«È un tifoso delle donne. Dice che sono caparbie e leali».</p>
<p><strong>Berlusconi…</strong><br />
«Berlusconi è privo di pregiudizi, ha una fiducia enorme nel genere umano e nelle persone, sa motivarle, sa cogliere i talenti ed è molto liberale. È intelligente, pragmatico, generoso e leale. Ama l&#8217;Italia ed è un servitore dello Stato».</p>
<p><strong>Colgo un pizzico di culto della personalità…<br />
</strong>«Berlusconi è un leader. Questo ci consente di non doverne cercare uno, come succede a sinistra. Ce lo abbiamo in carne ed ossa e ce lo teniamo stretto».</p>
<p><strong>Riesce a dirmi un difetto di Berlusconi?</strong><br />
«È troppo buono».</p>
<p><strong>Da lei non me lo aspettavo. Le ho chiesto un difetto.</strong><br />
«È un po’ puntiglioso, ogni tanto con qualche simpatica vanità. È molto attento alla forma, è maniacale nel dettaglio».</p>
<p><strong>Non sfugge un po’ troppo ai processi?</strong><br />
«Le sue vicende con la giustizia sono una pagina dolorosa del Paese. La giustizia è un settore da riformare».</p>
<p><strong>A causa dei processi al Presidente?</strong><br />
«L’accanimento è sotto gli occhi di tutti».</p>
<p><strong>Lei non critica quasi nessuno. Ma su Alemanno ha detto cose pesanti&#8230;<br />
</strong>«È una vecchia vicenda sulle quote latte».</p>
<p><strong>No. Ha detto: «E’ stato bravo a farsi clientele al Sud. Poi ha accollato al ministero miliardi di contributi».</strong><br />
«Non ricordo ma mi pare di aver detto che è bravo a crearsi del consenso».</p>
<p><strong>Sa che è diventata molto prudente?<br />
</strong>«Alemanno si muove bene come sindaco».</p>
<p><strong>Ma come ministro dell&#8217;Agricoltura&#8230;</strong><br />
«Su alcune cose avevamo idee diverse, ma lo stimo molto».</p>
<p><strong>Ricorda almeno che se la prese con Follini? «L’uomo dei se e dei ma»&#8230;</strong><br />
«L’uomo della discontinuità».</p>
<p><strong>E Luxuria? Ricorda di averla trattata male?</strong><br />
«Luxuria ha idee opposte alle mie ma è una persona intelligente».</p>
<p><strong>Ricorda Prodi? Disse: «Prodi non è cattolico, perché vuole i Pacs».</strong><br />
«Non ricordo questa polemica, ma non mi sembra di grande valenza».</p>
<p><strong>Ricorda la polemica con Bossi? Vi siete detti delle cose tremende.</strong><br />
«Lei dice? Oggi abbiamo un ottimo rapporto».</p>
<p><strong>Oggi.</strong><br />
«Mi ha fatto pure degli apprezzamenti».</p>
<p><strong>Ha detto: «Ona brava tosa».</strong><br />
«Tusa».</p>
<p><strong>Il solito paternalismo.</strong><br />
«Ha detto che apprezzava il contenuto del decreto. Che la sua opinione sul maestro unico era stata fraintesa».</p>
<p><strong>Fraintesa? Aveva detto: «Il maestro unico rovina i bambini».</strong><br />
«Io gli ho detto: &#8220;Dobbiamo avere fiducia negli insegnanti&#8221;».</p>
<p><strong>Bossi aveva anche detto: «Ministro dell’Istruzione una che non ha mai fatto l’insegnante?». E lei ha risposto che Bossi era in confusione mentale.<br />
</strong>«Ci sono state le scuse da parte sua e da parte mia e la cosa si è chiusa lì. La volta prossima prima di credere a un’agenzia, chiamo il diretto interessato e verifico».</p>
<p><strong>La colpa è dei giornalisti.</strong><br />
«Qualche volta sì».</p>
<p><strong>C’è un giornalista che non sopporta?</strong><br />
«Non me ne occupo».</p>
<p><strong>Non ci credo.</strong><br />
«Se stessi lì a prendermela&#8230;».</p>
<p><strong>Qualche giornalista che le dà fastidio&#8230;</strong><br />
«Fastidio nessuno. Forse una volta Merlo sulla “Repubblica” ha un po’ ridicolizzato la mia figura. Ha anche stravolto i contenuti del mio decreto&#8230;».</p>
<p><strong>Ma a lei non importa&#8230;</strong><br />
«È doveroso accettare critiche».</p>
<p><strong>Ha detto qualche settimana fa che vuole abolire il 18 politico. Ma il 18 politico non c’è.</strong><br />
«Pensavo alla cultura falsamente egualitaria, uno dei mali della scuola italiana».</p>
<p><strong>Lo sa che su Facebook ci sono oltre cinquecento gruppi dedicati a lei? Il più frequentato ha 35 mila iscritti. Si chiama: «Scommetto che almeno cinque milioni di persone detestano la Gelmini».</strong><br />
«Però ci sono anche moltissimi miei sostenitori su Facebook. Ci sono molti gruppi che mi sostengono con più di 50 mila iscritti totali».</p>
<p><strong>Ricorda la polemica sul basso livello delle scuole meridionali?</strong><br />
«I giornalisti avevano travisato le mie parole».</p>
<p><strong>Perfino il vostro alleato Raffaele Lombardo definì le sue parole «razziste».</strong><br />
«Se fossero state vere&#8230; Un signore mi aveva chiesto che cosa pensassi del fatto che i ragazzi del Sud hanno qualche difficoltà rispetto ai ragazzi del Nord. Io avevo risposto che secondo me bisogna fare della formazione a tutti gli insegnanti, dopo di che, se andiamo a valutare le scuole e vediamo quelle più in difficoltà, quegli insegnanti andranno più formati di altri».</p>
<p><strong>Sono andato a sentire la registrazione. Lei disse: «E’ un dato oggettivo il dato scadente della scuola nelle regioni del Sud. Non a caso noi quest&#8217;anno andremo a fare dei corsi intensivi agli insegnanti in Sicilia, in Puglia, in Calabria, e in Basilicata. Questo perché siamo perfettamente consapevoli che nella media le regioni del Sud ci portano ad uno scadimento del livello qualitativo della nostra scuola».</strong><br />
«Non è colpa degli insegnanti, ma delle strutture e delle difficoltà generali del Mezzogiorno».</p>
<p><strong>Poi i suoi critici le hanno ricordato l’«incidente» dell’esame di Stato, quando lei andò a farlo a Reggio Calabria, perché a Brescia era più difficile&#8230;</strong><br />
«Io dovevo entrare nel mondo del lavoro. Non sempre in quel tipo di esame era premiato il merito, tant’è che è stato completamente riformato. Non potevo gravare ancora sulla mia famiglia. Quindi decisi di fare l&#8217;esame a Reggio Calabria. Mi sorpresero tutte le polemiche. Sa una cosa? Chi ritiene che fare l’esame a Reggio Calabria sia un problema di immagine è razzista. Reggio Calabria è Italia, come Brescia».</p>
<p><strong>Ma a Reggio passa il 70 per cento e a Brescia la metà&#8230;</strong><br />
«Moltissimi miei compagni che erano scesi con me da Brescia sono stati bocciati. Non è stato certo un esame semplice&#8230;».</p>
<p><strong>Se si scopre che il ministro della Difesa si è fatto raccomandare per non fare il servizio militare&#8230;<br />
</strong>«Io non sono stata raccomandata. Anzi, come tanti ragazzi, non avevo santi in Paradiso. Ho fatto un esame regolarissimo».</p>
<p><strong>Lei ha detto: «I professori sono stati proletarizzati dal sindacato».</strong><br />
«Quanto guadagna un insegnante oggi? 1200 euro»</p>
<p><strong>Colpa della Cgil?</strong><br />
«È il risultato di anni di lotte e contrapposizioni. Lo dico con forza: questo governo sta dalla parte degli insegnanti più della Cgil».</p>
<p><strong>Le proteste hanno unito gli studenti ai professori.</strong><br />
«È un po’ sospetta questa protesta che vede dalla stessa parte baroni e studenti. C’è qualcosa che non torna».</p>
<p><strong>Che cosa non torna?</strong><br />
«Non voglio dire oltre».</p>
<p><strong>Le hanno contestato anche un accento. Quando disse «egìda» invece che «ègida».</strong><br />
«Ero molto emozionata in un’aula infuocata. Tutti urlavano. Era il giorno prima dello sciopero, stava succedendo di tutto».</p>
<p><strong>Il ministro dell&#8217;Istruzione&#8230;</strong><br />
«Può capitare, siamo esseri umani».</p>
<p><strong>Lo scrittore Andrea Camilleri ha detto che lei non è un essere umano&#8230;</strong><br />
«Anche per la Cortellesi sono un robot&#8230;».</p>
<p><strong>Gioco della torre. Guzzanti fratello o Guzzanti sorella?</strong><br />
«Non butto nessuno dei due. Portano voti a Berlusconi».</p>
<p><strong>Ventura o De Filippi?</strong><br />
«La De Filippi mi piace molto. Ha la capacità di dialogare con i giovani».</p>
<p><strong>Le donne che riescono nella vita hanno spesso un che di maschile&#8230;</strong><br />
«La donna può mantenere la propria femminilità anche nell’esercizio della leadership. Le donne che scimmiottano l’uomo sono ridicole».</p>
<p><strong>Di Mariastella Gelmini ho letto: «E’ una donna con le palle».</strong><br />
«Luoghi comuni».</p>
<p><strong>«Ma le donne&#8230;</strong><br />
«Le donne sono molto brave nel gioco singolo. Meno nel fare squadra».</p>
<p><strong>Ha detto: «Scatta una sciocca concorrenza personale».</strong><br />
«Non credo di averlo detto».</p>
<p><strong>L’ha detto.</strong><br />
«Dobbiamo imparare dagli uomini che fanno politica da più tempo di noi».</p>
<p><strong>Le intercettazioni, quelle che potrebbero riguardare lei e il ministro Carfagna&#8230;</strong><br />
«Il mio presunto coinvolgimento in alcune telefonate di altre persone è veramente paradossale. Chi mi conosce sa perfettamente come sono fatta. Guardi, lei è il primo giornalista che mi ricorda questo episodio a cui non dà peso nessuno».</p>
<p><strong>Dia retta a me, non è vero&#8230;</strong><br />
«Gli italiani vogliono vedere i problemi risolti, avere qualche soldo in più in busta paga, pagare meno tasse».</p>
<p><strong>Però se le intercettazioni non esistono&#8230;</strong><br />
«Appunto, di che parliamo?»</p>
<p><strong>Ma esistono?<br />
</strong>«Non so se esistano o non esistano. Tutto questo è spazzatura per buttare fango sui politici».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200812articoli/38687girata.asp" target="_blank">lastampa</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spunti per una seria riflessione, di Otello Ciavatti</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 23:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ai colleghi
Sono un insegnante delle scuole superiori ( Istituto tecnico professionale Aldini-Valeriani-Sirani di Bologna).
Dopo quasi quarant&#8217;anni di carriera , con quattri figli ancora a carico ( cominciato tardi) prendo circa 2000 euro al mese.
Lavoro 18 ore in aula,partecipo ai consigli di classe,agli incontri con i genitori,ai collegi e al consiglio di istituto ( senza gettone).
Preparo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: center"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l.gif" rel="lightbox[1647]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1704" title="logofuturoscuola-l" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/logofuturoscuola-l-100x100.gif" alt="" width="100" height="100" /></a>ai colleghi</p>
<p style="text-align: left;">Sono un insegnante delle scuole superiori ( Istituto tecnico professionale Aldini-Valeriani-Sirani di Bologna).<br />
Dopo quasi quarant&#8217;anni di carriera , con quattri figli ancora a carico ( cominciato tardi) prendo circa 2000 euro al mese.<br />
Lavoro 18 ore in aula,partecipo ai consigli di classe,agli incontri con i genitori,ai collegi e al consiglio di istituto ( senza gettone).<br />
Preparo ancora le lezioni leggendo e scrivendo,correggo i compiti( tre di italiano e due di storia per ogni quadrimestre per ogni classe,più due esercizi ) per un totale di 42 elaborati per circa 60 studenti ossia  2.520 testi.<br />
Ogni testo comporta circa 15 minuti per essere appena seri.2.520 X 15 = 37.800 minuti ossia 630 ore ossia quasi 2 ore al giorno per 360 giorni.<br />
Ora tento una grande sintesi.<br />
650 ore di docenza,630 di preparazione correzione,250 ore di studio,40 ore di ricevimento consigli ,collegi fanno 1770 ore all&#8217;anno .Dividiamo per  260 giorni ( tolte le festività e le ferie) e otteniamo oltre 6 ore al giorno.Sempre che non accompagni classi in uscita o gite.Qui siamo allo sbando perchè  il docente ha tutta la responsabilità e nessun risarcimento.</p>
<p><span id="more-1647"></span><br />
le spese per insegnare sono poi altrettanto evidenti: libri,vestiti appena decorosi,cancelleria, computer.<br />
Questo è l&#8217;insegnate vero,proletarizzato,socialmente ignorato,offeso dalle dichiarazioni dei Brunetta e dei Gelmini.<br />
Se poi si ammala una quota parte dell&#8217;indennità di insegnamento viene decurtata come fosse una colpa ammalarsi e non una pena.( misura dal sapore nazistoide).<br />
Ecco le necessarie contromisure che propongo.<br />
Preparare  e correggere i compiti solo durante l&#8217;orario di servizio in classe.Studiare durante le lezioni,,non comprare libri,computer,vestirsi con abiti usati.<br />
Quanto poi alla malattia.Ammalarsi in classe per poter essere liberi il resto del giorno anzichè essere obbligati all&#8217;arresto domiciliare per un mal di testa.<br />
In breve propongo di riconquistare la pienezza e l&#8217;unicità dell&#8217;orario di servizio, escludendo qualsiasi extra.<br />
Così Brunetta potrà dire che l&#8217;assenteismo è diminuito, senza considerare che sarà aumentata l&#8217;assenza  nella e della scuola.<br />
 <br />
Otello Ciavatti<br />
<a href="mailto:otello.ciavatti@iav.it">otello.ciavatti@iav.it</a><br />
tel 3395470775<br />
Bologna 23-11-08
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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