• Roma, precari in sciopero della fame Tagli alla scuola: «Una truffa per tutti» 27 agosto 2010
    Dopo la manifestazione di ieri a Palermo: il funerale della scuola contro i tagli della riforma Gelmini, la protesta dei precari siciliani della scuola si sposta a Roma, dove assieme ai colleghi del Lazio, chiederanno un dibattito pubblico con il ministro dell'Istruzione. Sit-in a MontecitorioLa giornata nella capitale è cominciata con un sit-in davanti […]
  • Scuola: Miur Segue Situazione Precari Palermo, Si Studiano Soluzioni 26 agosto 2010
    (ASCA) - Roma, 26 ago - Il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca Mariastella Gelmini, tramite il sottosegretario Giuseppe Pizza ''sta seguendo con grande attenzione la situazione dei ... […]

Mobilitazioni e sciopero del 28 marzo e del 4 e 23 aprile COBAS e CGIL

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Accorpamento delle scuole, un altro fallimento della Gelmini

gelmini-cogestioneDal ministero previsti 2.500 accorpamenti, ma le Regioni ne fanno meno del 10%
L’assessore del Piemonte: “Non prevediamo gli effetti delle riforme. Meglio attendere”
Scuole con meno di 500 studenti
Così è fallita l’operazione-tagli
Scuole con meno di 500 studenti Così è fallita l’operazione-tagli
ROMA – Respinti, almeno per il momento, i diktat del governo sulla razionalizzazione della rete scolastica. A fronte di oltre 2.500 istituzioni scolastiche con meno di 500 alunni (considerate sottodimensionate) le regioni ne hanno tagliate soltanto 240: 14 su cento, considerate le scuole che possono sfruttare la deroga fino a 300 alunni. Le 240 scuole in meno scaturiscono dalla differenza fra 320 istituzioni soppresse e 80 centri per l’educazione degli adulti di nuova istituzione. La situazione, regione per regione, è trapelata dalle stanze del ministero alcuni giorni fa e ridimensiona i propositi dell’esecutivo di tagliare più scuole e plessi possibile.

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MANIFESTAZIONE REGIONALE “LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO” Bologna 20/03/09

bologna-striscione-la-scuola-appesa-filo-manif-scuola-01La scuola pubblica ha stoffa!
20 marzo 2009

MANIFESTAZIONE REGIONALE
“LA SCUOLA PUBBLICA APPESA A UN FILO”
Venerdì 20 marzo ore 17,30

Bellissima manifestazione, con tanti bimbi a disegnare e scrivere i loro messaggi per la ministra. Ci ascolterà? Ascolterà chi la scuola la vive con serietà, dedizione, passione, entusiasmo e con la stessa serietà, dedizione, passione, entusiasmo la difende dagli scellerati che la vorrebbero ridurre ad involucro vuoto, spento, triste ? Leggerà le oltre 23.000 firme che testimoniano, nella sola Bologna e Provincia, la volontà delle famiglie di continuare ad avere il Tempo Pieno di opportunità e di crescita per i propri figli?          GALLERIA FOTOGRAFICA

Fonte: semplicementeLonghena

Gli anti-Gelmini tornano in piazza cinquemila invadono via Rizzoli Migliaia di mani srotolano uno striscione di 200 metri

Arriva la solidarietà della Bastico. Ma Garagnani parla di “manifestazioni vergognose”

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Alta l’adesione allo sciopero del 18-03-2009

logoflc_350x02Alta l’adesione allo sciopero indetto dalla FLC CGIL, dalle 100 piazze una richiesta su tutte: “si esce dalla crisi investendo nella conoscenza!”.
18-03-2009

L’ “Onda” è tornata, ha riempito le 100 piazze dell’Italia che non si rassegna, dell’Italia che vuole contare. Alta l’adesione allo sciopero, molte scuole e sedi universitarie chiuse.
Nelle cento piazze c’erano migliaia di lavoratori della conoscenza, insieme agli studenti, alle famiglie, ai lavoratori precari e degli altri settori produttivi, alla società civile, a parlamentari e amministratori per opporsi ad un governo che scommette sull’ignoranza, evita il confronto, teme il dissenso.
Nella scuola l’adesione è stata mediamente del 45%, alta soprattutto nella scuola di base, con punte del 60-70%. Molte scuole chiuse anche per la massiccia adesione del personale ATA, fascia di lavoratori più debole e per questo più colpita dai tagli indiscriminati.

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sciopero 18/03/09, perchè scioperare

I MOTIVI DELLO SCIOPERO

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DECRETO BRUNETTA: reperibilità obbligatoria per 11 ore ai dipendenti pubblici

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DECRETO BRUNETTA: AL VIA INIZIATIVA LEGALE IN TUTTA ITALIA

La Gilda degli Insegnanti dichiara guerra al decreto Brunetta che impone la reperibilità obbligatoria per 11 ore al proprio domicilio ai dipendenti pubblici assenti dal luogo di lavoro per motivi di malattia e sottoposti alla visita fiscale. Quando fu emanata la normativa, la Gilda si dichiarò subito contraria, giudicandola una misura liberticida che pone i docenti agli “arresti domiciliari”. E adesso il sindacato torna all’attacco lanciando un’iniziativa legale su tutto il territorio nazionale.
Secondo i recenti orientamenti della giurisprudenza comunitaria, infatti, è da considerarsi tempo di lavoro tutto quello che il dipendente mette a disposizione del

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sciopero del 18 marzo: Manifestazioni e iniziative territoriali

oggi-sciopero1Manifestazioni e iniziative territoriali per lo sciopero del 18 marzo 2009

Pubblichiamo di seguito l’elenco, ancora parziale, delle manifestazioni e delle iniziative territoriali che si terranno in occasione dello sciopero che abbiamo proclamato per mercoledì 18 marzo 2009 e che interesserà tutti i settori della Conoscenza. Ulteriori informazioni presso le sedi della FLC Cgil.

Al Teatro Politeama di Palermo si svolgerà la manifestazione nazionale “I giovani per il futuro del Mezzogiorno: istruzione e formazione per uscire dalla crisi“, che vedrà tra gli altri la partecipazione di Domenico Pantaleo, segretario generale FLC Cgil e di Guglielmo Epifani, segretario generale CGIL.

Abruzzo

Sono previste due manifestazioni congiunte con la CGIL, a L’Aquila (per i territori L’Aquila e Teramo) alle ore 11 presso il Consiglio Regionale, l’altra a Pescara (territori di Pescara e Chieti) alle ore 11 presso gli Uffici Regionali. Sono garantiti in entrambe le città interventi pubblici.

Basilicata

Iniziativa regionale sul precariato.

Calabria

Un presidio con “gazebo” in ogni provincia sul tema del precariato.

Campania

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LE SCUOLE PRIMARIE S’INTERROGANO SUL VOTO 11/03/09

giudiceef6Le scuole primarie :

LONGHENA, FORTUZZI, ROMAGNOLI, XXI APRILE, BOTTEGO, SILVANI, MATTIUZZI CASALI, ARMANDI AVOGLI

invitano genitori e insegnanti all’incontro

LE SCUOLE PRIMARIE S’INTERROGANO SUL VOTO

11 MARZO ore 20 e 30

SALA del SILENTIUM, quartiere S.Vitale, vicolo Bolognetti 2, Bologna

INTERVENTI

Cristiana Costantini( insegnante scuola Longhena)

Francesca Gattullo (insegnante scuola Fortuzzi)

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Scuola, boom di 5 in condotta

berlusconi-20081015_berlusconiScuola, boom di 5 in condotta
Più insufficienze, soprattutto nelle lingue
I dati del ministero: più indisciplinati al Sud. Risultati più scarsi nei professionali.

Alle elementari preferite le 30 ore

Il 5 in condotta ha fatto strage nel primo quadrimestre. E le lingue battono la matematiche nelle insufficienze. Sono i dati del ministero dell’Istruzione che segnala come ci siano «più insufficienze rispetto all’anno scorso: al termine degli scrutini del primo quadrimestre, infatti, nella scuola secondaria di secondo grado, risulta che il 72% degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (lo scorso anno erano il 70,3%). Il 28% degli studenti non ha riportato insufficienze. L’anno scorso erano il 29,7%.

Più insufficienze nei professionali. Maggiori carenze si registrano negli Istituti professionali e nelle regioni del Centro Sud. Sud che ha anche il record dei 5 in condotta. Nei professionali i rendimenti più scarsi con l’80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d’arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%). Gli studenti «più bravi» sono stati i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli

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I dati delle iscrizioni bocciano il modello Gelmini 1

gelmini4_adn-200x150Ai genitori la lezione piace ‘lunga’
Gelmini: “Resta il maestro unico”
Oltre la metà degli alunni iscritta al modello di 30 ore settimanali, cresce la richiesta di tempo pieno, solo il 3% sceglie le 24 ore e il 7% le 27 ore

ROMA , 2 marzo 2009 – DOPO mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto e a settembre i bambini della prima elementare si troveranno in gran parte (56%) nelle classi a 30 ore, con percentuali minori (3%) per le 24 ore, (7%) per le 27 ore, mentre il tempo pieno (le 40 ore con due maestri) è stato scelto dal 34%, in aumento rispetto allo scorso anno.

Ma è difficile fare paragoni con il passato, a causa della novità del ritorno del maestro unico-prevalente.
I dati sono per ora proiezioni (con una forchetta minima di sforamento, dicono a Viale Trastevere) ma arrivano con grande tempismo, visto che la scadenza per le iscrizioni per l’anno 2009/2010 era il 28 febbraio.

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sciopero del 18 marzo

oggi-scioperoFlc-Cgil, confermato lo sciopero del 18 marzo

ROMA (23 febbraio) – Flc Cgil hanno confermato lo sciopero del 18 marzo di scuola, università, ricerca e Afam (Alta formazione artistica e musicale) alla luce dei risultati del referendum condotto tra i lavoratori sul contratto della scuola al quale il sindacato guidato da Mimmo Pantaleo non ha apposto la sua firma.

Nel referendum – ha spiegato Pantaleo stamane in una conferenza stampa tenuta assieme al leader della Confederazione Guglielmo Epifani – sono stati coinvolti quasi 400 mila lavoratori, 250 mila in più rispetto agli iscritti Flc e il 95% dei votanti ha respinto il contratto (l’84% si è espresso per il no attraverso un parallelo sondaggio condotto on line).

N.D.R. (tutte le normative riguardanti le modalità di sciopero sia per i Dirigenti scolastici/Presidi incaricati che per il personale Docente/Educativo e ATA).

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VADEMECUM domanda di trasferimento

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“Caso Longhena” Comunicato stampa CGIL

La FLC CGIL di Bologna sul caso Longhena

Nell’inaudito polverone che si è sollevato sul “caso Longhena” ed in attesa che l’ispezione ministeriale attualmente in corso sappia ricondurre ad una serena valutazione di merito gli atti e le scelte operate dalle insegnanti nell’esercizio delle loro funzioni, la FLC CGIL di Bologna considera molto grave che in questo clima di “riconduzione all’ordine e all’obbedienza” della scuola ben pochi dei dichiaranti alla stampa si pronuncino sulla sostanza del fatto.

Tale sostanza è la seguente: con la reintroduzione dei voti negli ambiti disciplinari nella scuola primaria se ne distruttura profondamente l’impianto pedagogico e didattico e per una pura operazione d’immagine – questa sì solo politica – si buttano al macero 40 anni di pensiero scientifico e di altissima esperienza nel campo dell’educazione. Su questo punto – al di là delle scelte e delle azioni dei singoli di cui i singoli, appunto, rispondono – non è in discussione “la solidarietà” alle maestre delle Longhena. Ciò che le muove, infatti, è  il pensiero di tutto il mondo pedagogico e di tutto il mondo della scuola primaria e che questo sia oggi costretto a ragionare su come contenere il danno che apporta ai ragazzi un’iniqua norma di legge da rispettare e come la stessa dirigenza scolastica e l’Amministrazione siano oggi costrette a muoversi in autotutela più che a salvaguardia della qualità formativa la dice lunga sull’irragionevolezza e sullo stile autoritario di chi oggi governa la scuola.

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Finiti i soldi per le scuole, primi effetti dei “tagli Gelmini”

Finiti i soldi per le scuole le supplenze sono a rischio

ROMA – Tra poche settimane le scuole non potranno più pagare i supplenti. Il grido d’allarme arriva dai dirigenti scolastici della Lombardia e dell’Emilia Romagna e la questione arriva in Parlamento. Secondo la Cgil le scuole vantano un credito dal ministero dell’Istruzione di circa 250 milioni di euro. Il sottosegretario Pizza riconosce lo stato di sofferenza degli istituti italiani e chiama in causa il ministero dell’Economia.

Le prospettive per il 2009 non sono rosee: le scuole hanno i bilanci in sospeso, le visite fiscali stanno prosciugando le casse e gli organici verranno tagliati. È stato Fausto Gheller, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Lecco, il primo a denunciare la crisi finanziaria delle scuole. A fine dicembre ha inviato una lettera al ministero in cui segnalava la “difficile situazione degli istituti lecchesi” e un credito di oltre 3 milioni di euro. E pochissimi giorni fa, sono stati i dirigenti scolastici di Bologna e di Modena a puntare il dito contro il ministero: “mancano i fondi e a marzo non sarà possibile nominare i supplenti”.

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La scuola finisce in una “partita di giro”

E Silvio fa i conti «La Lega mi ha stufato»
«L’addio alle Province è nei patti, quei soldi servono»

Lo scontro sulla giustizia è servito a Berlusconi per regolare i conti nella maggioranza, ristabilire i rapporti di forza e porre un paletto alla tattica movimentista della Lega, che stava stringendo accordi con il Pd sul federalismo. Ecco il motivo per cui Berlusconi ha brandito il tema della magistratura come un’arma.

E non c’è dubbio che intenda riformarla, ma non è questa oggi la priorità: in cima ai suoi pensieri c’era e c’è la crisi. La giustizia è stata usata come un diversivo. Perché il Cavaliere è consapevole che la partita della legislatura si gioca sull’economia, ruota attorno a quella che Confalonieri ha definito la «sana dialettica» con Tremonti, e riguarda la linea da adottare per affrontare l’emergenza. Sostenendo che «non si può dialogare con l’opposizione», il premier ha voluto spostare l’attenzione dei media dalla crisi, e soprattutto mettere sull’avviso Bossi. Quando l’ha fatto, nel pomeriggio di mercoledì, si era già assicurato tre obiettivi: aveva appena sbloccato — dopo un braccio di ferro durato oltre un mese — i primi 16 miliardi da investire nelle infrastrutture; aveva ottenuto l’aumento «fino a un miliardo almeno» dei fondi per i lavoratori che dovranno ricorrere alla cassa integrazione; e — cosa importante — aveva garantito alla Gelmini il via libera per chiudere l’intesa con i sindacati sulla scuola, alla vigilia dello sciopero generale della Cgil.

Non è la giustizia, è la crisi economica che lo assilla, con i danni che rischia di produrre al Paese e in prospettiva anche alla stabilità del governo. Una stabilità che Berlusconi misura quotidianamente attraverso il termometro del consenso. E non è un caso se due giorni fa — annunciando una ripresa negli indici di gradimento — aveva spiegato il precedente calo nei sondaggi: «Colpa delle polemiche sull’Iva a Sky, e delle vicende legate alla scuola». La scuola prometteva di rimanere una minaccia, perciò ha impegnato Gianni Letta per arrivare al patto con i sindacati, mettendo nel conto che l’opposizione l’avrebbe criticato e si sarebbe attribuita il successo della vertenza. Ma il sentiero andava bonificato da quella mina. E l’intesa porta la sua firma. Come raccontava ieri il leader della Cisl Bonanni, «fino all’ultimo il Tesoro ha resistito, prima che Berlusconi si imponesse». Si era imposto la mattina precedente, durante un incontro a tratti molto teso con Tremonti e il titolare dell’Istruzione. A quell’incontro era seguito un vertice che il premier ha

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Sciopero 12/12/08, Cgil: 1,5 milioni in piazza (a Bologna 200.000!!!)

Sciopero, Cgil: 1,5 milioni in piazza                                            galleria foto
Berlusconi: è il contrario di ciò che serve                                                                 
 
ROMA (12 dicembre) – Cortei della Cgil in tutta Italia. «Quasi un milione e mezzo di persone», secondo la Cgil sono scese oggi in piazza in occasione dello sciopero generale in strada sotto la pioggia nel giorno dello sciopero generale indetto dal sindacato di Guglielmo Epifani contro le politiche economiche del governo. Il risultato, afferma l’organizzazione, è stato raggiunto sommando il dato di partecipazione di tutte le 108 piazze d’Italia dove si sono svolte le manifestazioni della Cgil.

Nelle regioni maggiormente interessate dal maltempo lo sciopero è stato sospeso nel settore dei trasporti. Alla protesta non hanno aderito gli altri sindacati confederali.

Migliaia di lavoratori in molti casi hanno sfidato il maltempo che imperversa, per assicurare la loro presenza e testimoniare con la loro partecipazione l’adesione alla protesta contro l’«insufficiente» manovra anticrisi del governo e per chiedere «più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti», come recita lo slogan della mobilitazione.

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Ecco fatto! Maestro unico “facoltativo”

Scuola, maestro unico “facoltativo”
Accordo governo-sindacati: un insegnante unico, solo se a richiesta, e un’opzione a 24 ore del tempo scuola

ROMA - Il tanto contestato “maestro unico” alle elementari previsto dalla riforma Gelmini sarà attivato su richiesta delle famiglie. È confermato nel verbale conclusivo dell’incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola e il governo. L’esecutivo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio dei ministri la prossima settimana, accogliendo i pareri espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato. Il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell’ orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. Quella del tempo scuola a 24 ore, rappresenta in sostanza un’opzione più ampia che il ministero intende offrire alla famiglie, che ne faranno richiesta, prevedendo che in molti opteranno per l’orario antimeridiano più ridotto. Nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati in ogni caso due docenti per classe. Tra le novità principali contenute nell’accordo di Palazzo Chigi, oltre all’introduzione del maestro unico a richiesta delle famiglie, c’è il rinvio della riforma delle superiori al 2010/2011 e il congelamento del numero di studenti per classe.

L’ACCORDO – Di seguito i principali contenuti del pacchetto scuola fissati dal verbale dell’incontro di Palazzo Chigi:

1) Scuola d’infanzia a 40 ore: l’orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell’infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l’assegnazione di due insegnanti per sezione e prevederà soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie. Scongiurata quindi l’ipotesi di un asilo solo mattutino.

2) Maestro unico su richiesta delle famiglie: il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell’ orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l’orario a 24 (solo prime classi per il 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richieste delle famiglie.

3) Due maestri per il tempo pieno: nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti per classe.

4) Orario delle medie: nella scuola secondaria di primo grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell’offerta formativa delle scuole autonome.

5) Tempo prolungato alle medie: nella scuola secondaria di primo grado le classi con il tempo

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La riforma slitta al 2010, Maestro unico solo su richiesta, Confermato il tempo pieno di 40 ore nelle elementari

Il ministro ha deciso di rinviare l’applicazione della parte relativa alle scuole superiori
Accolte diverse osservazioni venute in queste settimane dalle parti sociali
Scuola, la riforma slitta al 2010
“Maestro unico solo su richiesta”
Confermato il tempo pieno di 40 ore nelle elementari

Veltroni: “Dal governo marcia indietro, aveva ragione chi protestava”

di SALVO INTRAVAIA

ROMA – Rinviata di un anno la riforma delle scuole superiori. E’ il primo risultato del braccio di ferro tra mondo della scuola e governo condotto negli ultimi due mesi. Ma dall’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi emergono altre importanti novità. Salta, in pratica, il maestro unico alla scuola elementare e viene confermato il tempo pieno di 40 ore alla scuola elementare. Le importanti novità, che rappresentano un’autentica marcia indietro dell’esecutivo, sono scaturite da un mini vertice svoltosi ieri tra il premier, Silvio Berlusconi, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il collega dell’Economia, Giulio Tremonti e il presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea.

La novità senz’altro più importante è lo slittamento di un anno (al 2010/2011) della riforma delle scuole superiori: licei, istituti tecnici. Per l’istruzione professionale è tutto ancora in alto mare. I regolamenti verranno presentati al Consiglio dei ministri del prossimo 18 dicembre ma la riforma partirà dal primo settembre 2010. “Per dare modo alle scuole e alle famiglie – si legge in una nota del ministero – di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi”. Sul secondo ciclo “si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull’applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti”.

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FINALMENTE UN ATTO DI RESPONSABILITA’ DA PARTE DEL GOVERNO

Scuola, slitta al 2010 riforma superiori


Maestro unico solo a richiesta

I sindacati: la protesta ha prodotto i suoi frutti
Veltroni: dietrofront governo, avevamo ragione noi

 

ROMA (11 dicembre) – Slitta la riforma della scuola superiore: inizialmente prevista dal governo per il 2009, la nuova organizzazione del secondo ciclo scolastico partirà dall’anno scolastico successivo, cioè nel 2010. È quanto rende noto il ministero dell’Istruzione, spiegando che è stata presentata oggi ai sindacati la riformadel sistema dell’istruzione e degli ordinamenti scolastici. Il provvedimento, che sarà portato in Consiglio dei ministri il 18 dicembre, che prevede anche l’avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo scolastico.

Novità anche per il «maestro unico»: alle elementari sarà attivato su richiesta delle famiglie. È quanto viene affermato nel verbale conclusivo dell’incontro svoltosi oggi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola (Cgil, Cisl e Uil, Gilda e Snals) il governo rappresentato dal sottosegretario Gianni Letta e dai ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi. All’incontro hanno partecipato anche i segretari generali di Uil, Luigi Angeletti e Cisl Raffaele Bonanni. Il governo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio

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S’infiammano anche le piazze italiane? Non imitiamo la Grecia

Incidenti a Roma, sassi contro i militari: un fermo.
Tafferugli a Bologna.
Occupato l’Istituto Ellenico a Venezia

Proteste anche in Italia. Giorni fa le manifestazioni ai consolati greci di Londra e Berlino. Oggi proteste a Bologna, Venezia, Napoli e Torino. Tafferugli fra polizia e manifestanti sono scoppiati nel pomeriggio davanti al Consolato Onorario della Grecia a Bologna a via Indipendenza, durante un presidio di protesta di alcuni collettivi del Laboratorio Crash e di area anarchica contro Governo e polizia del paese ellenico. I manifestanti hanno occupato la strada, bloccando di fatto il traffico e alcuni autobus. Poco dopo le 17 contatto fra le forze dell’ordine, che avevano creato un cordone di sicurezza, e i ragazzi dei collettivi che volevano avvicinarsi all’ingresso dell’edificio. Un gruppetto di giovani vestiti di nero e con il cartello “sbirri assassini”, avrebbero estratto alcune mazze tentando di colpire i poliziotti, che hanno risposto a colpi di manganello. Dopo un quarto d’ora c’è stato uno scontro con giovani delle sigle Crash e Tpo che erano rimasti sulla piazza. Sono volate manganellate, grida ed è stato lanciato qualche fumogeno.

A Roma cassonetti dati alle fiamme a viale Regina Margherita. Lanciati petardi e una bomba carta. Sassi

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