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	<title>FUTUROSCUOLA &#187; Aprile</title>
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		<title>ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA Sintesi assemblea del 17 aprile.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 18:12:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
Sintesi assemblea del 17 aprile.

ORGANICI

Da molte scuole abbiamo avuto notizie del taglio di organico operato sulla scuola elementare: la situazione è pesante, la media è un taglio di circa 2 insegnanti per Istitito Comprensivo o Circolo (tranne i pochissimi con solo tempo pieno e non modulo).
Nei prossimi giorni tutte le scuole avranno dati ufficiali.
Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2529" title="bologna_torri-garisenda-asinelli1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/bologna_torri-garisenda-asinelli1-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli1" width="100" height="100" />ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</strong></p>
<p style="text-align: center;">Sintesi assemblea del 17 aprile.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>ORGANICI</strong></li>
</ul>
<p>Da molte scuole abbiamo avuto notizie del taglio di organico operato sulla scuola elementare: la situazione è pesante, la media è un taglio di circa 2 insegnanti per Istitito Comprensivo o Circolo (tranne i pochissimi con solo tempo pieno e non modulo).</p>
<p><strong>Nei prossimi giorni tutte le scuole avranno dati ufficiali.</strong></p>
<p>Ci è sembrato che le assegnazioni, secondo le indicazioni della circolare sugli organici, abbiano avuto più o meno questi criteri</p>
<p>2 insegnanti per classe sui tempi pieni storici-già esistenti (dalla prima alla quinta) &#8211; con l&#8217;incognita dell&#8217;utilizzo delle compresenze,</p>
<p>insegnanti per circa 30 ore ai moduli dalla seconda alla quinta (contro le richieste di 33 ore),</p>
<p>e insegnanti per circa 27 ore a tutte le prime, sia se richieste a modulo, che a tempo pieno se di nuova formazione (contro le richieste a 30 ore del modulo e le richieste di tempo pieno nuove).</p>
<p>Le assegnazioni di organico NON hanno garantito il tempo scuola richiesto dai genitori.</p>
<p><span id="more-2530"></span></p>
<p>In alcune scuole i Dirigenti già cercano collaborazione per trovare soluzioni orarie e organizzative, in quella situazione di organico insufficiente.</p>
<p>La posizione condivisa dall&#8217;assemblea può essere così sintetizzata:</p>
<p>dove è stato assegnato un organico tagliato, rispetto alle richieste dei genitori e delle scuole, <span style="text-decoration: underline;">qualsiasi aggiustamento porterà un grosso danno</span>, nel modulo per la forzata riduzione del tempo scuola, e nel tempo pieno per la eventuale sparizione delle compresenze;</p>
<p>è necessario continuare a difendere le compresenze del tempo pieno contro le ipotesi di utilizzarle per garantire il tempo scuola richiesto nei tempi pieni nuovi o nei moduli, perchè questo porterebbe immediatamente alla <span style="text-decoration: underline;">scomparsa del modello di scuola a tempo pieno:</span></p>
<p>le scuole si trovano in una situazione comunque insostenibile: <span style="text-decoration: underline;">non può essere accettabile nessuna soluzione di aggiustamento e accettazione del taglio</span> ed è quindi indispensabile che alle scuole venga restituito l&#8217;organico tagliato.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">E&#8217; necessario che nelle scuole si organizzino iniziative finalizzate alla richiesta di ritiro del taglio:</span></p>
<p><strong>a partire da</strong></p>
<p>- assemblee o altre iniziative per informare genitori ed insegnanti del taglio e delle sue conseguenze distruttive,</p>
<p>- discussioni nelle riunioni degli organi collegiali (collegi docenti, consigli di istituto/circolo, altre&#8230;), fino a produrre mozioni/delibere per NON adottare nessuna delle soluzioni orarie e organizzative possibili, perchè comunque distruttive e di divisione, MA per organizzare azioni volte alla richiesta dell&#8217;organico mancante,</p>
<p><strong>per arrivare a</strong></p>
<p>- scrivere lettere all&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale, come genitori, insegnanti e genitori, Consigli di Istituti/Circolo, Collegi Docenti</p>
<p>- organizzare delegazioni di genitori/insegnanti/consigli di Istituto-Circolo &#8230; presso l&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale scuola per scuola, in modo da mettere in atto nel mese di maggio una vera a propria staffetta di scuole, che non accettando il taglio pretendono l&#8217;organico mancante</p>
<p>- rivendicare con tutte le modalità possibili la volontà delle famiglie, ribadita anche con la campagna dei modelli integrativi</p>
<p>- mantenere l&#8217;unità fra genitori ed insegnanti delle classi avviate e di quelle di nuova formazione (che per funzionare con l&#8217;orario richiesto dalle famiglie dovrebbero drenare risorse dalle altre classi), rifiutandosi di fare ricadere all&#8217;interno delle singole istituzioni scolastiche le contraddizioni generate dai tagli agli organici, accettando e subendo soluzioni distruttive per gli uni o per gli altri</p>
<p><strong>e infine</strong></p>
<p>in una prossima assemblea delle scuole di tutta la provincia (ipoteticamente ven. 8 maggio??) si dovrà pensare coMe unificare le lotte delle singole scuole in una iniziativa comune che dia forza a tutte.</p>
<p>In questa fase è importante sapere ed informare soprattutto i Dirigenti Scolastici</p>
<p>- che la Conferenza Metropolitana dei Sindaci del territorio bolognese volta a chiedere al Ministero tutti gli insegnanti mancanti nel nostro territorio (vedi allegata piattaforma);</p>
<p>- che  sono stati depositati ricorsi legali, sia da parte di genitori ed insegnanti, sia di sindacati, sia di Regioni, contro la circolare sulle iscrizioni, volti ad ottenere presso i Tar la sospensiva dei provvedimenti illeggittimamente attuati</p>
<p>- esiste ancora, pur se ampiamente decurtato, un &#8220;organico di fatto&#8221; al quale attingere per ottenere integrazioni ed occorre che tutte le realtà che hanno subito tagli insistano per avere l&#8217;integrazione di quanto non ottenuto, proprio per tentare di ottenere in organico di fatto quanto mancante in organico di diritto (occorre che  le richieste siano &#8220;a tappeto&#8221;) per costringere il Ministero ad annullare nella pratica i tagli.</p>
<p>Ancora, come Assemblea della Scuole, abbiamo scritto una lettera alla ASABO, l&#8217;associazione dei Dirigenti Scolastici Bolognesi, per chiedere loro un incontro, finalizzato ad unire le forze nella richieste di ritiro dei tagli, nel tentativo di dissuaderli dall&#8217;adottare rapidamente soluzioni di aggiustamento (allegata).</p>
<p>NOTA. Possiamo mettere a disposizione di chi organizza assemblee informative, alcune copie del video &#8220;La scuola coi fiocchi&#8221;: contattare Stefano Mazza  <a href="mailto:12stefano@gmail.com">12stefano@gmail.com</a>.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>A LIVELLO NAZIONALE</strong></li>
</ul>
<p>In tante altre città italiane, genitori ed insegnanti si trovano confrontati con lo stesso colpo del taglio di organico, non in tutte le zone è stato tagliato in ugual misura, comunque ovunque si ragiona sulle iniziative da mettere in campo ora, circa allo stesso modo che da noi.</p>
<p>Le pressioni che si faranno prima scuola per scuola, poi insieme come scuole della stessa provincia, dovrebbero infine confluire in una grossa iniziativa nazionale a Roma.</p>
<p>I comitati della capitale stanno ragionando sulla possibilità di organizzare un evento spettacolare in una piazza romana, chiamando poi tutte le scuole delle altre città ad unirvisi. Siamo in attesa di una conferma della possibilità e della data, per organizzare la partecipazione delle scuole bolognesi.</p>
<ul type="disc">
<li><strong>ADOZIONE LIBRI DI TESTO</strong></li>
</ul>
<p>E&#8217; ormai urgente confrontarsi con questo passaggio.</p>
<p>La Circolare &#8230; impone che l&#8217;adozione del libro di testo resti immutata per quella stessa classe per 5 anni alla scuola elementare, per 6 anni alla scuola media (dove però le adozioni sono già state fatte, poichè scadevano nei giorni scorsi) indipendentemente dal fatto che sarà utilizzato di anno in anno da insegnanti diversi. Questo è un evidente attacco alla libertà di insegnamento, pertanto in molte scuole si ragiona sulle varie possibilità di opposizione (vedi mozione IC 7 allegata).</p>
<p>Ne abbiamo parlato un poco all&#8217;ultima assemblea, e sono emerse queste proposte concrete di opposizione.</p>
<p>L&#8217;ADOZIONE ALTERNATIVA offre la possibilità di adottare testi solo per un anno, perchè fa capo ad altra normativa che la regola. Già alcuni collegi (primo quello IC &#8230; all&#8217;unanimità, l&#8217;IC Croce di Casalecchio) si sono espressi per questa soluzione.</p>
<p>L&#8217;adozione alternativa &#8220;classica&#8221; prevede che si scelga di acquistare diversi testi di narrativa per l&#8217;infanzia, al posto del libro di lettura uguale per tutti, o monografie tematiche su argomenti vari di varie discipline, anziche adottare un sussidiario uguale per tutti.</p>
<p>Ma oltre questa possibilità, accordandosi con i rappresentanti delle case editrici, è possibile acquistare da loro un libro di lettura e un sussidiario uguale per tutti gli alunni, ma presentando al collegio la proposta come adozione alternativa.</p>
<p>Chiedo agli insegnanti che hanno a disposizione già &#8220;delibere tipo&#8221; da utilizzare per le adozioni alternative di inviarmele, in modo che io possa farle girare come esempi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Attenzione: nota di carattere normativo.</span></strong></p>
<p>Quasi sempre gli esempi di adozione alternativa che si trovano &#8220;in archivio&#8221; sono sorretti da poderosi &#8220;progetti&#8221;: questo perché fino al 1999 l&#8217;adozione alternativa era sì possibile (ai sensi dell&#8217;art. 7 del Dl 297/94, &#8220;Testo unico&#8221;), ma  solo sotto forma di &#8220;sperimentazione&#8221; e dunque solo dopo aver seguito una complessa procedura preventiva e autorizzativa ed anche, a posteriori, &#8220;rendicontiva&#8221; (articoli  276-277-278 dello stesso Dl 297/94).</p>
<p>Il Dpr 275 dell&#8217;8 marzo 1999 (cioè il &#8220;Regolamento sull&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche&#8221;, che dà attuazione a quanto già di principio stabilito dal Dl 297/94, cioè l&#8217;autonomia didattica ed organizzativa degli istituti scolastici) da un lato conferma la possibilità dell&#8217;adozione alternativa (art. 4 comma 5), dall&#8217;altro la libera di quelle complesse procedure (abrogandole seccamente con l&#8217;art.17).</p>
<p>Riassumendo: l&#8217;adozione alternativa da parte del &#8220;team&#8221;, se non contrasta con il Pof, è possibile e va motivata semplicemente ed il Collegio Docenti è sovrano nell&#8217;approvarla o meno, sulla base dell&#8217;art 4 comma 5 del DL 275 del 99, &#8220;Regolamento sull&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche&#8221;.</p>
<p>Elena.</p>
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		<title>Il giallo dei regolamenti di un ministro pasticcione</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 06:52:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Maria Coscia e Manuela Ghizzoni del gruppo PD della VII Commissione della Camera per contestare i tagli in atto nella scuola italiana. &#8220;Il 27 febbraio 2009 &#8211; sottolinenano le parlamentari &#8211; il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva &#8221; due Regolamenti riguardanti rispettivamente la Revisione della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2514" title="hp1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/hp1-100x100.jpg" alt="hp1" width="100" height="100" />Maria Coscia e Manuela Ghizzoni del gruppo PD della VII Commissione della Camera per contestare i tagli in atto nella scuola italiana. &#8220;Il 27 febbraio 2009 &#8211; sottolinenano le parlamentari &#8211; il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva &#8221; due Regolamenti riguardanti rispettivamente la Revisione della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione e le Norme per la riorganizzazione della rete scolastica. Entrambi i regolamenti sono attuativi dell’articolo 64 del decreto legge 112, la cosiddetta manovra d’estate di Tremonti, che ha previsto ben 7,8 miliardi di tagli in tre anni per il sistema d’istruzione pubblica.<br />
A tutto oggi, quindi a più di un mese di distanza, i due decreti non sono ancora apparsi sulla Gazzetta Ufficiale. Ne consegue che risultano privi di qualsiasi legittimità giuridica, poiché si riferiscono ad atti normativi non ancora ufficialmente entrati in vigore, sia il recente decreto di Gelmini e Tremonti per la</p>
<p><span id="more-2513"></span>determinazione degli organici, inviato alle scuole con la Circolare n. 38 del 2 aprile, sia le successive disposizioni inviate dagli Uffici scolastici regionali a quelli provinciali e da questi alle scuole.<br />
Del resto, la predisposizione dell’attuale governo di combinare “pasticci normativi” in questo ambito è conclamata. Infatti, ancora non è stato spiegato che fine abbia fatto la versione definitiva del famigerato Piano programmatico, già previsto dal decreto legge 112 che indica – attraverso uno o più regolamenti – come e dove risparmiare i 7,8 miliardi decisi da Tremonti nel luglio scorso. Ora, sarebbe utile alla certezza del diritto che tanto il Piano Programmatico quanto i due regolamenti fossero pubblicati urgentemente. Perché questa lunga attesa? Forse il Governo vuole procrastinare il più a lungo possibile la pubblicazione dei documenti che ufficializzano nero su bianco i numeri dei docenti e ATA che dal prossimo anno non lavoreranno più e che ingrosseranno le fila dei disoccupati? Comunque sia, il Governo deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte e trovare il coraggio per informare l’opinione pubblica di quanto sta accadendo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&amp;artid=4318" target="_blank">scuolaoggi</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ASSEMBLEA delle SCUOLE di BOLOGNA e PROVINCIA VENERDI&#8217; 17 APRILE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 17:18:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ASSEMBLEA delle SCUOLE di BOLOGNA e PROVINCIA
SI RIUNISCE 
VENERDI&#8217; 17 APRILE alle ore 17
presso le scuole Guido Reni, in Vicolo Bolognetti, 10 (come di consueto)
Temi da discutere:
ORGANICI (il numero degli insegnanti assegnato alla scuola). E&#8217; stato assegnato in questi giorni l&#8217;ORGANICO DI DIRITTO  per le scuole PRIMARIE e
dell&#8217;INFANZIA di Bologna e provincia Invito ancora, chi riesce, ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2510" title="bologna_torri-garisenda-asinelli" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/bologna_torri-garisenda-asinelli-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli" width="100" height="100" />L&#8217;ASSEMBLEA delle SCUOLE di BOLOGNA e PROVINCIA</strong></p>
<p align="center"><strong>SI RIUNISCE </strong></p>
<p align="center"><strong>VENERDI&#8217; 17 APRILE alle ore 17</strong></p>
<p align="center">presso le scuole Guido Reni, in Vicolo Bolognetti, 10 (come di consueto)</p>
<p><strong>Temi da discutere:</strong></p>
<p><strong>ORGANICI</strong> (il numero degli insegnanti assegnato alla scuola). E&#8217; stato assegnato in questi giorni l&#8217;ORGANICO DI DIRITTO  per le scuole PRIMARIE e</p>
<p><span id="more-2511"></span>dell&#8217;INFANZIA di Bologna e provincia Invito ancora, chi riesce, ad informarsi e a comunicarlo (o a me per email, o all&#8217;assemblea stessa) in modo da ritrovarsi il 17 con un quadro abbastanza completo delle scuole che hanno subuito tagli, e della loro entità. <strong>All&#8217;assemblea si deciderà che tipo di iniziative di mobilitazione organizzare,</strong> con l&#8217;obiettivo di ottenere, invece, tutti gli insegnanti che servono alle scuole.</p>
<p><strong>ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE SCUOLE</strong> (Firenze, sabato 18 aprile). Venerdì 17 all&#8217;assemblea bolognese si discuterà quali proposte fare per dare respiro nazionale alla lotta contro i tagli (chi vuole fare parte della delgazione, lo segnali).</p>
<p><strong>PARTECIPAZIONE ad iniziative</strong>:</p>
<p>- Convegno Scienze della Formazione, ven. 17 e sab. 18 aprile</p>
<p>- 25 aprile, R&#8217;Esistenze al Pratello</p>
<p>Segnalo</p>
<p>giornata nazionale di proteste sotto gli USR, il 29 aprile (CUB scuola)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>D.M 42 aggiornamento graduatorie ad esaurimento</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/dm-42-aggiornamento-graduatorie-ad-esaurimento/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 16:59:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[D.M 42 aggiornamento graduatorie ad esaurimento
Avviso di pubblicazione: Integrazione e aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (già permanenti) del personale docente ed educativo per il biennio 2009/2011. D.M. 42 del 8 aprile 2009.
Le domande di aggiornamento/permanenza e nuovo inserimento debbono essere presentate entro il termine perentorio di 30 giorni a decorrere dal 10 aprile 2009, data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><strong><a href="http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/prot4958_09.shtml" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2503" title="ministero-pubblica-istruzione" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/ministero-pubblica-istruzione-100x100.jpg" alt="ministero-pubblica-istruzione" width="100" height="100" />D.M 42 aggiornamento graduatorie ad esaurimento</a></strong></span><br />
Avviso di pubblicazione: Integrazione e aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (già permanenti) del personale docente ed educativo per il biennio 2009/2011. D.M. 42 del 8 aprile 2009.</p>
<p style="text-align: center;">Le domande di aggiornamento/permanenza e nuovo inserimento debbono essere presentate entro il termine perentorio di 30 giorni a decorrere dal 10 aprile 2009, data di pubblicazione dell’apposito avviso sulla Gazzetta Ufficiale, pertanto entro l’11 maggio 2009</p>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ennesimo dietrofront della Gelmini, Ammissione maturità, basta media del 6.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 16:39:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Maturità, verso uno slittamento della norma Gelmini su ammissioni
QUEST&#8217;ANNO si potrà sostenere la maturità anche con qualche 5. Ma dal 2010 occorrerà avere tutti 6, condotta compresa. E&#8217; ormai questo l&#8217;orientamento dei tecnici ministeriali sulle regole relative all&#8217;ammissione agli esami di stato 2009. Sulla vicenda che tiene col fiato sospeso 300 mila studenti dell&#8217;ultimo anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2499" title="untitled2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/untitled2.bmp" alt="untitled2" />Maturità, verso uno slittamento della norma Gelmini su ammissioni<br />
QUEST&#8217;ANNO si potrà sostenere la maturità anche con qualche 5. Ma dal 2010 occorrerà avere tutti 6, condotta compresa. E&#8217; ormai questo l&#8217;orientamento dei tecnici ministeriali sulle regole relative all&#8217;ammissione agli esami di stato 2009. Sulla vicenda che tiene col fiato sospeso 300 mila studenti dell&#8217;ultimo anno si aspetta soltanto l&#8217;ufficializzazione da parte del ministero dell&#8217;Istruzione che dovrebbe arrivare a breve.</p>
<p><span id="more-2498"></span><br />
Qualche giorno fa, Repubblica ha denunciato la confusione che regna in questo momento sull&#8217;accesso agli esami di stato. Ammissione secondo le regole stabilite nel 2007 dall&#8217;allora ministro dell&#8217;Istruzione, Giuseppe Fioroni, che dovrebbero entrare in vigore proprio quest&#8217;anno, o in base al Regolamento-Gelmini in via di approvazione? La confusione è generata dal fatto che, a meno di due mesi dalla conclusione dell&#8217;anno scolastico, il ministro Mariastella Gelmini ha dato per certo che &#8220;con un solo 5 non sarebbe stato impossibile sostenere gli esami&#8221; ma il provvedimento non è pronto e rischia di arrivare a pochi giorni dagli esami.</p>
<p>La norma sta ancora effettuando l&#8217;iter formale: in questo momento è al consiglio di Stato per il prescritto parere, poi dovrà passare nuovamente dal consiglio dei Ministri ed essere infine firmato dal presidente della Repubblica.</p>
<p>I tecnici del ministero dell&#8217;Istruzione sanno che un provvedimento in extremis determinerebbe da parte di coloro che verrebbero eventualmente esclusi dalla maturità per via delle regole nuove, una valanga di ricorsi. Per questa ragione viale Trastevere sarebbe disposto ad un piccolo passo indietro. Con le nuove regole, introdotte dal ministro Gelmini ma non ancora vigenti, potranno accedere alla maturità soltanto coloro che hanno almeno 6 decimi in tutte le discipline. La legge introdotta dal ministro Fioroni due anni fa e in vigore da quest&#8217;anno prevede invece che l&#8217;ammissione scatta con la media del sei. E siccome alla media concorrono anche il voto di condotta e quello di Educazione fisica si potrà essere ammessi agli esami anche con diversi 5 e qualche 4.</p>
<p>&#8220;Il rinvio al prossimo anno delle nuove regole &#8211; spiega Francesco Scrima della Cisl scuola &#8211; mi sembra, se confermata, una decisione di buon senso. Al contrario si metterebbe in moto un enorme contenzioso&#8221;. Su 434 mila ragazzi che frequentano l&#8217;ultimo anno delle scuole superiori, 300 mila hanno riportato a fine gennaio almeno una insufficienza. Parecchi nel secondo quadrimestre recupereranno ma si stima che almeno in 100 mila potrebbero arrivare allo scrutinio finale con ancora qualche insufficienza. La formula pensata dal ministro Gelmini impedirebbe a parecchi di loro di arrivare agli esami, con la formula Fioroni il via libera scatterebbe per la maggior parte di loro.</p>
<p>I tecnici del ministero pronti a rinviare al prossimo anno scolastico<br />
la decisione di ammettere all&#8217;esame solo coloro che hanno 6 in tutte le materie<br />
Maturità, verso uno slittamento<br />
della norma Gelmini su ammissioni<br />
di SALVO INTRAVAIA</p>
<p>(7 aprile 2009)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/scuola_e_universita/servizi/esami-maturita/esami-maturita/esami-maturita.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sciopero 23 aprile 2009 rinviato al 15 maggio 2009</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/sciopero-23-aprile-2009-rinviato-al-15-maggio-2009/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 16:09:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come forse già tutti/e saprete, in considerazione dell&#8217;emergenza in abruzzo e su richiesta della commissione di garanzia, lo sciopero generale indetto dal Patto di Base (Cobas &#8211; Cub &#8211; SdL) è stato rinviato.
Confermiamo il rinvio in quanto ci sono giunte notizie contraddittorie da diverse scuole, le comunicazioni ufficiali sono già state fatte e se non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2495" title="oggi-sciopero" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/oggi-sciopero-100x100.gif" alt="oggi-sciopero" width="100" height="100" />Come forse già tutti/e saprete, in considerazione dell&#8217;emergenza in abruzzo e su richiesta della commissione di garanzia, lo sciopero generale indetto dal Patto di Base (Cobas &#8211; Cub &#8211; SdL) è stato rinviato.<br />
Confermiamo il rinvio in quanto ci sono giunte notizie contraddittorie da diverse scuole, le comunicazioni ufficiali sono già state fatte e se non sono ancora giunte ciò è divuto a ritardi ed inefficienze delle amministrazioni, di seguito il comunicato stampa già uscito il 7 aprile.</p>
<p><span id="more-2494"></span></p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong><br />
A fronte dei tragici eventi causati dal terremoto in Abruzzo, le organizzazioni sindacali del Patto di Base &#8211; Confederazione Cobas, Cub e SdL Intercategoriale &#8211; hanno unanimemente deciso di sospendere lo sciopero generale già indetto per il 23 aprile e di rinviarlo a data da destinarsi.</p>
<p><strong>Lo sciopero scuola si terrà il giorno 15 maggio, con Manifestazione Nazionale a Roma.</strong></p>
<p>Docenti ed Ata sciopereranno e manifesteranno a Roma (ore 10) anche per dire NO alla maestra unica, all&#8217;abolizione del modulo e delle compresenze, alle riduzioni di orario in tutti gli ordini di scuola; per massicci investimenti per la messa in sicurezza delle scuole; affinchè non ci siano aumenti del numero degli alunni/e per classe, in spregio anche delle norme di sicurezza che impediscono il sovraffollamento delle aule; per il riconoscimento dei diritti degli ATA ex-EELL; per il diritto di assemblea per tutti/e.</p>
<p>Piero Bernocchi     portavoce nazionale COBAS
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Esami venduti all&#8217;università di Catanzaro</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 10:26:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esami venduti all&#8217;università di Catanzaro
Il prorettore: non ci infangheranno
L’ateneo istituisce una commissione disciplinare per valutare le misure contro studenti e laureati coinvolti.
Si era presentata all’università per il suo momento di gloria, vestita di tutto punto e con un fitto stuolo di parenti e amici al seguito. Ma uno dei professori in commissione, mentre la studentessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2485" title="universita-cz-20090331_magna_graecia" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/04/universita-cz-20090331_magna_graecia-100x100.jpg" alt="universita-cz-20090331_magna_graecia" width="100" height="100" />Esami venduti all&#8217;università di Catanzaro<br />
Il prorettore: non ci infangheranno<br />
L’ateneo istituisce una commissione disciplinare per valutare le misure contro studenti e laureati coinvolti.</p>
<p>Si era presentata all’università per il suo momento di gloria, vestita di tutto punto e con un fitto stuolo di parenti e amici al seguito. Ma uno dei professori in commissione, mentre la studentessa esponeva la sua tesi di laurea in Economia aziendale, aveva avuto un improvviso flash: la giovane aveva sostenuto con lui un esame e aveva rifiutato un 18. Da allora non l’aveva più vista, e si domandava come potesse aver superato in altri modi l’esame, arrivando al giorno della laurea.</p>
<p><span id="more-2484"></span>Lo scandalo degli esami “venduti”. Nasce così, dal sospetto di un docente diventato prima certezza, poi denuncia alla Procura della Repubblica, il filone di inchiesta sullo scandalo degli esami “venduti” <a href="http://www.unicz.it/portale/" target="_blank">all’università Magna Graecia di Catanzaro</a>. Filone che dal novembre 2007 ad oggi si è esteso a macchia d’olio coinvolgendo la facoltà di Giurisprudenza, con l’annullamento di 48 lauree la scorsa settimana.</p>
<p>Tra i destinatari del provvedimento dieci avvocati, che esercitano la libera professione iscritti a diversi ordini della Calabria ed anche in regioni del nord Italia, 25 praticanti avvocati e 13 professionisti vincitori di concorso nella pubblica amministrazione.</p>
<p>L’indagine riguarda un periodo di tempo che va dal 2000 al 2007. Anni in cui a Catanzaro si consumava una vera e propria compravendita di esami che non venivano nemmeno sostenuti. A renderlo possibile era il dipendente della segreteria didattica dell’università Marcello Francesco (condannato a tre anni di reclusione), che si faceva pagare per falsificare statini, facendo risultare come superati esami mai sostenuti . Per 65 volte lo aveva fatto senza essere scoperto.</p>
<p>Ma la Magna Graecia non ci sta ad affondare nello scandalo. Motivo per cui il Prorettore dell’università Luigi Ventura, preside della facoltà di Giurisprudenza, racconta l’episodio della laureanda in Economia: «Subito dopo aver notato l’anomalia di quella studentessa abbiamo istituito un comitato tecnico – spiega – Abbiamo verificato altri tre casi simili, e denunciato gli episodi alla Procura della Repubblica affinché indagasse su come avvenivano le falsificazioni degli esami. Siamo stati in assoluto il primo ente che si è auto-denunciato, pur consapevoli di ciò a cui quest’azione avrebbe portato».</p>
<p>Il maxifascicolo dello scandalo vede iscritte nel registro degli indagati 68 persone. Le accuse spaziano dall’associazione per delinquere al furto aggravato. E poi, ancora: abuso d’ufficio, peculato, corruzione e falsità materiale e ideologica.<br />
L’ateneo istituisce una commissione disciplinare. L’ateneo ha istituito nei giorni scorsi una commissione disciplinare per esaminare la posizione di studenti e laureati coinvolti nell’inchiesta, e si è costituito parte civile: «Su studenti e laureati abbiamo poteri disciplinari – continua Ventura – Possiamo annullare esami e lauree e sospendere gli studenti fino a tre anni. In realtà ciò che vorremmo fare sarebbe espellerli, ma l’ordinamento non ce lo consente».</p>
<p>Il furto dei test di ammissione a Medicina. Un’altra tranche dell’indagine riguarda il furto dei test di ammissione alla facoltà di Medicina: i magistrati hanno chiesto tre mesi di proroga per smantellare la rete di complicità che si nasconderebbe dietro le dichiarazioni dell’impiegato informatico Antonio Cuteri e dell’addetto alle pulizie e vigilanza delle aule Walter Mancuso, entrambi coinvolti e che verranno giudicati ad aprile. Anche in questo caso il prorettore Ventura vuole sottolineare l’immediatezza della denuncia: «Ero all’università nel pomeriggio in cui il Rettore si accorse di ciò che era successo – dice – l’indomani mattina eravamo in Procura per denunciare l’accaduto. Quello che dispiace è veder coinvolti in questi scandali e sporcati dal fango che ci è stato gettato addosso i professori, e gli studenti estranei a queste manovre che hanno sempre studiato e si sono sempre dati da fare».</p>
<p>Le iscrizioni non calano. Ma gli scandali non scoraggiano le immatricolazioni. Negli ultimi due anni, infatti, le iscrizioni alla Magna Graecia non sono diminuite: «Abbiamo quattromila iscritti e richieste crescenti – conclude Ventura – Anche nella facoltà più colpita dallo scandalo, quella di Giurisprudenza: ogni anno con il numero chiuso prevediamo 600 ingressi, ma le richieste superano sempre il tetto delle ammissioni».</p>
<p>di Vincenza de Iudicibus<br />
ROMA (31 marzo) -<br />
Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=52860&amp;sez=HOME_SCUOLA" target="_blank">ilmessaggero</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Formazione docenti neoassunti 2008-9 Incontro presentazione corsi neoassunti  USP Bologna</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/formazione-docenti-neoassunti-2008-9-incontro-presentazione-corsi-neoassunti-usp-bologna/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 15:37:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Formazione docenti neoassunti 2008-9
IMPORTANTE
Incontro di presentazione dei corsi neoassunti  USP Bologna
Il corsista docente neoassunto parteciperà ad un solo incontro di 3 ore (obbligatorio per la formazione).
La scelta di una delle tre sedi è autonoma e senza iscrizione:
* GIOVEDI&#8217;  2 aprile, 15-18,  ITI Belluzzi Bologna, via G. D. Cassini, 3  mappa
* VENERDI&#8217; 3 aprile, 15-18,   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2457" title="logofuturoscuola-l9" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l9-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l9" width="100" height="100" />Formazione docenti neoassunti 2008-9</p>
<p><strong>IMPORTANTE</strong><br />
Incontro di presentazione dei corsi neoassunti <a href="http://csa.scuole.bo.it/si_pub/inc_all_doc.php?record_ID=4205" target="_blank"> </a>USP Bologna</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Il corsista docente neoassunto parteciperà ad un solo incontro di 3 ore (obbligatorio per la formazione</span>).</strong><br />
La scelta di una delle tre sedi è autonoma e senza iscrizione:<br />
* <strong>GIOVEDI&#8217;  2 aprile</strong>, 15-18,  ITI Belluzzi Bologna, via G. D. Cassini, 3 <a href="http://www.belluzzi.scuole.bo.it/content/Ubicazione.asp" target="_blank"> mappa</a><br />
* <strong>VENERDI&#8217; 3 aprile,</strong> 15-18,   IIS Alberghetti Imola, via Pio IX, 3 <a href="http://www.tuttocitta.it/tcolnew/index_tcol.html#sez=1015&amp;com=Imola%20%28BO%29&amp;ind=Via%20Pio%20Nono&amp;nc=3&amp;qs=&amp;vcc=&amp;dts=&amp;dte=&amp;tms=&amp;tme=&amp;hm=&amp;sdv=Imola&amp;scl=44140&amp;std=C&amp;scm=Imola&amp;ssg=BO&amp;srg=Emilia%20Romagna&amp;z=1.2&amp;x=11.69467&amp;y=44.35276&amp;cv=1&amp;pv=0&amp;noc=2&amp;be=0&amp;ft=0&amp;mmve=0" target="_blank">mappa</a><br />
* <strong>LUNEDI&#8217; 6 aprile, </strong>15-18,  ITI Belluzzi Bologna, via G. D. Cassini, 3 <a href="http://www.belluzzi.scuole.bo.it/content/Ubicazione.asp" target="_blank"> mappa</a></p>
<p><strong><a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/MIURNeoassuntiprot2360_09.pdf" target="_blank">Circolare ministeriale </a> e <a href="http://www.istruzioneer.it/page.asp?IDCategoria=430&amp;IDSezione=1771&amp;ID=310175" target="_blank">Nota USR ER </a>che attivano la formazione </strong></p>
<p><strong><span id="more-2455"></span></strong></p>
<p><strong>PER LE SEGRETERIE:</strong><br />
Gli Istituti Scolastici statali di ogni ordine e grado, utilizzando il codice meccanografico e la password utilizzata per le iscrizioni alle iniziative di <a href="http://puntoedu.indire.it/corsi/docenti/index.php?tabDx=iscrizione&amp;" target="_blank">Puntoedu</a>, possono:</p>
<p>- iscrivere i propri docenti come corsisti ad uno degli itinerari formativi dell&#8217;ambiente di apprendimento predisposto dall&#8217;Agenzia ex INDIRE:</p>
<p>- Puntoedu docenti neoassunti- <a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/presentazione-M@t.doc" target="_blank">Matabel</a><br />
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- Puntoedu docenti neoassunti &#8211; <a href="http://provvbo.scuole.bo.it/formNA09/DOC/PuntoEduLingue_area%20metodologico%20didattica%20Severi%20Toni.doc" target="_blank">Lingua inglese area metodologica </a><br />
- Puntoedu docenti neoassunti generale</p>
<p><a href="http://usp.scuole.bo.it/si_pub/inc_all_doc.php?record_ID=5362"><strong>CHIARIMENTI</strong></a> USP Bologna.  Piano Nazionale di formazione in <strong><em>lingua inglese scuola PRIMARIA:</em></strong> effetti sull&#8217;anno di formazione per i neo-assunti (principianti, A1, A1 plus).</p>
<p><strong><em>SOLO per contatti urgentissimi (in questa fase tutte le informazioni saranno SOLO su questo sito):</em></strong><br />
Referente provinciale formazione docenti neoassunti <strong>Prof.ssa Nicoletta Marotti</strong>,<br />
ufficio USP 051 6437717 o cell. 368 252923 o 347 6606486 e-mail: <a href="mailto:marotti@csa.scuole.bo.it%20" target="_blank">marotti@usp.scuole.bo.it<br />
</a>Responsabile di Rete a livello provinciale: Walter Casamenti (progetto Marconi USP Bo)
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Mobilitazioni e sciopero del 28 marzo e del 4 e 23 aprile COBAS e CGIL</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 18:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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IMPORTANTE
Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “FORUM”.

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<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.cobas-scuola.it/varie09/5.pdf" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2431" title="28_03_09-manifastazione-cobas5" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/28_03_09-manifastazione-cobas5-200x166.jpg" alt="28_03_09-manifastazione-cobas5" width="200" height="166" /></a></td>
<td><a href="http://www.cobas-scuola.it/varie09/5.pdf" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2432" title="23_04_09-sciopero-cobas2" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/23_04_09-sciopero-cobas2-200x177.jpg" alt="23_04_09-sciopero-cobas2" width="200" height="177" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.cgil.it/speciali/20090404/default.aspx" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2433" title="04_04_09-manifestazione-cgil3" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/04_04_09-manifestazione-cgil3-200x63.jpg" alt="04_04_09-manifestazione-cgil3" width="200" height="63" /></a></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Valanghe di ricorsi al TAR contro la riforma Gelmini</title>
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		<comments>http://www.futuroscuola.org/valanghe-di-ricorsi-al-tar-contro-la-riforma-gelmini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 17:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.
clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
DEL LAZIO
RICORSO
 
omissis -dati sensibili-
tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto l&#8217;atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni&#8230;), in molti hanno deciso di adire per vie legali.</p>
<p>clicca su link per conoscerne alcune: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/indice.htm" target="_blank">RICORSI GELMINI</a></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2361" title="giustizia_e_questione_morale" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/giustizia_e_questione_morale-100x100.jpg" alt="giustizia_e_questione_morale" width="100" height="100" />TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DEL LAZIO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">RICORSO</span></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>omissis -dati sensibili-</em></p>
<p>tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest&#8217;ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Contro</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA </span></strong>(da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong><strong>, </strong>nella persona del Presidente pro-tempore in carica</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">per l&#8217;annullamento</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">previa sospensione</span></strong></p>
<p>della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto &#8220;<em>Iscrizioni alle scuole dell&#8217;infanzia e alle scuole di ogni</em></p>
<p><em> <span id="more-2356"></span>ordine e grado, riguardanti l&#8217;anno scolastico 2009/2010</em>&#8220;, nella parte relativa alle iscrizioni nella scuola dell&#8217;infanzia e del I ciclo, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, ivi compresi tutti gli atti attuativi, non conosciuti</p>
<p align="center"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">e per quanto occorrer possa</span></em></strong></p>
<p>dello schema di Piano Programmatico predisposto dal Ministero dell&#8217;Istruzione Università e Ricerca (da ora MIUR) di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ed a tutt&#8217;oggi formalmente non adottato.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">FATTO</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 64 del DL 112/08 convertito con modifiche nella L. 133/08 stabilisce: 1. <em>Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall&#8217;anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l&#8217;anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili.</em></p>
<p><em>2. Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione </em>delle dotazioni organiche del personale <em>amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l&#8217;anno scolastico 2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall&#8217;articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.</em></p>
<p><em>3. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata di cui all&#8217;articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.</em></p>
<p><em>4. Per l&#8217;attuazione del piano di cui al comma 3, con uno o più regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi previsti, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca di concerto con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione dell&#8217;attuale assetto</em> <em>ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:</em></p>
<p><em>a. razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell&#8217;impiego dei docenti;</em></p>
<p><em>b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso  la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari,  con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;</em></p>
<p><em>c. revisione  dei  criteri  vigenti  in  materia di formazione delle classi; </em></p>
<p><em>d. rimodulazione dell&#8217;attuale organizzazione didattica della scuola primaria ivi compresa la formazione professionale per il personale docente interessato ai processi di innovazione ordinamentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica;</em></p>
<p><em>e. revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;</em></p>
<p><em>f. ridefinizione dell&#8217;assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsto dalla vigente normativa;</em></p>
<p><em>f-bis. definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l&#8217;articolazione dell&#8217;azione di ridimensionamento della rete scolastica prevedendo, nell&#8217;ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, l&#8217;attivazione di servizi qualificati per la migliore fruizione dell&#8217;offerta formativa;</em></p>
<p><em>f-ter. nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti.</em></p>
<p><em>4-bis. Ai fini di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale di cui al comma 4, nell&#8217;ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con l&#8217;obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili, all&#8217;articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da: «Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici» sino a: «Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «L&#8217;obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui al comma 624 del presente articolo» (omissis).</em></p>
<p>La normativa di legge sopra riportata prevede la predisposizione da parte del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze di un &#8220;Piano programmatico&#8221; di interventi e misure finalizzati ad un più razionale utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili e ad una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico; il comma 4, in attuazione di detto piano ed in relazione agli interventi ed alle misure annuali ivi individuati, prevede l&#8217;adozione di uno o più regolamenti ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 2 della legge 23 agosto 1988 n. 400, con i quali si dovrebbe provvedere, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, ad una revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale organizzativo e didattico del sistema scolastico.</p>
<p>Con D.L. n. 137 del 1 settembre 2008, convertito con modificazioni in L. n. 169 del 30/10/2008 all&#8217;art. 4 è stato previsto: <em>&#8220;Nell&#8217;ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all&#8217;articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 e&#8217; ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;</em>.</p>
<p>In data 3.09.2008, il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha predisposto <strong><span style="text-decoration: underline;">lo schema di piano programmatico di interventi</span></strong> &#8220;<em>volti ad una maggiore razionalizzazione dell&#8217;utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico</em>&#8220;; detto schema è stato inoltrato per i prescritti pareri sia alle competenti Commissioni Parlamentari sia alla Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97. In data 27/11/2008 la VII Commissione della Camera dei Deputati ed in data 03/12/2008 la VII Commissione del Senato hanno espresso i previsti pareri, che, peraltro, contengono numerose condizioni alle quali il MIUR si sarebbe dovuto attenere nell&#8217;adozione formale di detto Piano.</p>
<p>A seguito di detti pareri con osservazioni il MIUR di concerto con il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze avrebbe dovuto valutare le osservazioni contenute nei pareri e provvedere successivamente alla formale adozione del  Piano.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">A  tutt&#8217;oggi, però, detto Piano non è stato formalmente adottato.</span></strong></p>
<p>Sulla base del &#8220;Piano programmatico&#8221;, regolarmente adottato dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, il Governo avrebbe dovuto emanare i regolamenti di cui all&#8217;art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, osservando il seguente percorso:</p>
<p>a) proposta del MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e Finanze.</p>
<p>b) Acquisizione del parere della Conferenza Unificata ex D.Lvo n. 281/97.</p>
<p>c) Parere del Consiglio di Stato.</p>
<p>d) Deliberazione del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Nelle more di tale procedimento il MIUR, <strong><span style="text-decoration: underline;">sulla base di uno schema di regolamento</span></strong>, con l&#8217;impugnata C.M. ha impartito le istruzioni per le iscrizioni degli alunni per l&#8217;a.s. 2009/2010; tali istruzioni però anticipano una normativa ancora in fieri e sono in contrasto con la normativa attualmente vigente e con tutta l&#8217;organizzazione didattica adottata nelle istituzioni scolastiche ed in particolare con il POF di ciascuna scuola che, come è noto, si deve adottare prima dell&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico.</p>
<p>Si deve peraltro rilevare che, in data 28.01.2009 la Conferenza Unificata ex art. 8 Dl.vo n. 281/97 ha formulato il prescritto parere sullo schema di regolamento; da detto parere si evince in modo inequivocabile che la maggioranza delle Regioni e l&#8217;ANCI hanno espresso parere negativo sia con riferimento allo schema di piano programmatico, sia per i tagli degli organici e delle compresenze, sia per l&#8217;integrazione scolastica.</p>
<p>Inoltre, in data del 12/02/2009 il Consiglio Nazionale della P.I. ha espresso <strong><span style="text-decoration: underline;">all&#8217;unanimità</span></strong> un parere negativo sullo schema di regolamento, affermando nelle conclusioni: <em>&#8220;che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che:</em></p>
<ul class="unIndentedList">
<li> <em>Compromette l&#8217;efficacia dell&#8217;offerta formativa nelle scuole dell&#8217;infanzia e nel primo ciclo di istruzione;</em></li>
<li> <em>Lede la dignità dell&#8217;istruzione pubblica;</em></li>
<li> <em>Non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta nell&#8217;intero territorio nazionale&#8221;.</em></li>
</ul>
<p>Il MIUR, nonostante tali pareri negativi ha mantenuto l&#8217;impugnata CM che, in palese violazione della normativa vigente, impartisce disposizioni vincolanti come se il regolamento, ancora in fieri, fosse già in vigore; peraltro, così come lo schema di regolamento, anche la CM contrasta anche con lo schema di Piano Programmatico.</p>
<p>In particolare per quanto riguarda la <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> la CM de qua prevede l&#8217;apertura delle iscrizioni, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell&#8217;avvenuto esaurimento di eventuali liste d&#8217;attesa), anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore. Prosegue inoltre l&#8217;esperienza delle &#8216;<em>sezioni primavera&#8217;</em> per i bambini dai 2 ai 3 anni.</p>
<p>Con riferimento alla <strong><span style="text-decoration: underline;">scuola primaria</span></strong> i genitori sono obbligati ad iscrivere le bambine ed i bambini che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l&#8217;insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell&#8217;alunno. La CM impugnata prevede che al momento delle iscrizioni i genitori o coloro che esercitano la potestà genitoriale esprimano, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all&#8217;articolazione dell&#8217;orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base; le famiglie potranno scegliere anche il modello classi a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). La medesima CM prevede però anche l&#8217;abolizione delle compresenze. Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari in atto.</p>
<p>Per la scuola <strong><span style="text-decoration: underline;">secondaria di primo grado</span></strong>, la CM prevede che i genitori all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione esprimano la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e di potenziamento della lingua italiana. Con riferimento all&#8217;insegnamento della lingua straniera, nella CM si legge che le famiglie da quest&#8217;anno possono, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l&#8217;intero corso della secondaria di primo grado, possono chiedere l&#8217;inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese.</p>
<p>Alla luce di quanto sopra sommariamente esposto è evidente che il Ministero con la C.M. impugnata non si sia limitato ad informare le famiglie dei provvedimenti in corso di approvazione che potrebbero modificare l&#8217;assetto del sistema scolastico, ma ha dato indicazioni operative come se detti provvedimenti fossero stati già adottati e fossero già vincolanti; difatti ha allegato i modelli delle domande di iscrizione redatti in base alla normativa  ancora in corso di adozione.</p>
<p>I ricorrenti sono genitori di bambini che nell&#8217;a.s. 2009/2010 dovranno frequentare la scuola dell&#8217;infanzia e/o scuola primaria e docenti della scuola dell&#8217;infanzia e primaria, tutti interessati al mantenimento dell&#8217;attuale assetto organizzativo della scuola dell&#8217;infanzia e primaria sia per quanto concerne l&#8217;efficacia didattica, sia anche per le concrete esigenze familiari e lavorative.</p>
<p>La contrazione del tempo scuola, l&#8217;abolizione delle compresenze, l&#8217;introduzione dell&#8217;insegnante prevalente sono alcuni degli interventi previsti che incidono in modo fortemente negativo sull&#8217;efficacia didattica e sull&#8217;organizzazione scolastica con conseguente contrazione anche degli organici del personale della scuola.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">DIRITTO</span></strong></p>
<p>Gli impugnati atti sono illegittimi per i seguenti</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MOTIVI</span></strong></p>
<p><strong>1) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI E SEGNATAMENTE DEGLI ARTT. 3, 33 E 34 COST.</span></strong></p>
<p>L&#8217;art. 3, 2 comma della Costituzione afferma un principio cardine della democrazia del nostro ordinamento costituzionale: il principio di uguaglianza sostanziale: <em>&#8220;E&#8217; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l&#8217;uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;illustre giurista ed anche membro dell&#8217;Assemblea Costituente, Piero Calamandrei, scriveva nel 1946 (&#8220;Il Ponte&#8221; n. 1, gennaio 1946 p. 3 &#8211; 14): <em>&#8220;Il problema della democrazia si pone dunque, prima di tutto come un problema di istruzione&#8221;</em> e precisava: <em>&#8220;E&#8217; perciò evidente che non si ha vera democrazia la dove l&#8217;accesso all&#8217;istruzione non è  garantita in misura pari a tutti i cittadini: perchè, importando necessariamente la diversa cultura una diversa possibilità di partecipazione alla vita politica, il privilegio dell&#8217;istruzione si risolve necessariamente in privilegio politico&#8221;</em>.</p>
<p>In considerazione di tale funzione &#8220;costituzionale&#8221; della scuola (come affermava Calamandrei) la Costituzione agli artt. 33 e 34 afferma  che <em>&#8220;la Repubblica &#8230; &#8220;istituisce scuole per tutti gli ordini e gradi&#8221;</em> e che <em>&#8220;la scuola è aperta a tutti&#8221;</em> ed infine che &#8220;<em>l&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto  anni,  è  obbligatoria  e  gratuita&#8221;</em>.</p>
<p>La Costituzione prevede quindi in materia di istruzione scolastica un  nucleo di norme precettive che impongono allo Stato l&#8217;obbligo di organizzare l&#8217;offerta di istruzione pubblica non solo in modo corrispondente alla domanda sociale, ma tale da poter effettivamente eliminare tutti quegli ostacoli di ordine economico e sociale che possono precludere il diritto di tutti ed un&#8217;istruzione uguale e qualificata.</p>
<p>L&#8217;istruzione scolastica non è quindi nel nostro ordinamento costituzionale un servizio pubblico a disposizione dell&#8217;utenza, ma è una funzione istituzionale volta a realizzare quell&#8217;uguaglianza sostanziale che è la precondizione  della  democrazia  di  un  Paese.</p>
<p>La spesa statale per l&#8217;istruzione scolastica ha quindi un carattere assolutamente prioritario e non può condizionare l&#8217;offerta formativa statale; la spesa per la scuola statale deve essere, certamente razionale ed efficace, evitando ogni eventuale spreco, ma deve essere comunque adeguata all&#8217;effettiva domanda sociale al fine di consentire a tutti l&#8217;acquisizione di un&#8217;istruzione qualificata. Razionalizzazione della spesa per la scuola significa quindi realizzare una scuola statale e qualificata per tutti.</p>
<p>L&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 e l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 prevedono invece una riduzione della spesa per la scuola statale pari a circa otto miliardi nel triennio 2009/2011 senza alcuna giustificazione logica; si riduce il tempo scuola, si riducono drasticamente gli organici e si modifica l&#8217;organizzazione didattica al solo scopo di ridurre la spesa senza alcuna considerazione degli effetti negativi che ne possono derivare; si sono cioè adeguate l&#8217;offerta formativa e l&#8217;organizzazione didattica all&#8217;esigenza, decisa aprioristicamente, di ridurre di circa 8 miliardi  la spesa per la scuola; difatti l&#8217;art. 64 della L. n. 133/08 quantifica l&#8217;importo della riduzione della spesa nel triennio, limitandosi ad indicare soltanto alcuni settori di intervento: aumento del rapporto docenti/studenti ed all&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 l&#8217;introduzione del cd maestro unico demandando l&#8217;individuazione di tutti gli altri settori di intervento ai successivi provvedimenti regolamentari.</p>
<p>Il legislatore quindi non ha previsto una riduzione della spesa per eliminare determinate spese superflue, ma ha deciso a priori la riduzione nel triennio della spesa di circa 8 miliardi per esigenze di contenimento della spesa pubblica a prescindere dell&#8217;effettivo fabbisogno della scuola e quindi anche con una possibile contrazione dell&#8217;offerta formativa e soprattutto con un sacrificio della qualità di tale offerta.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che il settore del sistema scolastico individuato con l&#8217;impugnata CM (la scuola primaria) è quello più qualificato e più importante per la funzione determinante che la formazione primaria ha nel processo formativo.</p>
<p>Con l&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 si prevede una trasformazione del modello didattico in vigore nella scuola primaria (il cd modulo di cui all&#8217;art. 121 del D.Lgs. n. 297/94) con il modello del cd insegnante unico; anche tale ripristino di un modello didattico, ormai superato, è stato disposto non sulla base di una valutazione adeguata degli aspetti didattici e pedagogici ritenuti più idonei, ma soltanto sulla base dell&#8217;esigenza di ridurre la spesa, senza alcuna considerazione sulla conseguente dequalificazione dell&#8217;attività didattica.</p>
<p>Come si è già prima rilevato, <strong><span style="text-decoration: underline;">il CNPI</span></strong> che è l&#8217;organo che ha una specifica competenza di consulenza tecnica e professionale per il Ministro (art. 23 Dlvo n. 297/94) <strong><span style="text-decoration: underline;">con un voto unanime ha giudicato tali innovazioni lesive dell&#8217;efficacia didattica e della dignità formativa</span></strong>.</p>
<p>La normativa di legge su cui si fonda l&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima perchè, comportando pesanti ed ingiustificati tagli alla spesa per la scuola statale, comprome la funzione istituzionale dell&#8217;istruzione pubblica, così come strutturata dal combinato disposto degli artt. 3, 33 e 34; tale funzione per la sua rilevanza costituzionale non può difatti essere compressa con logiche finanziarie, ma deve essere garantita nel massimo delle potenzialità.</p>
<p><strong>2)</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 64 DEL 25.6.2008 N. 112 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST.</span></strong></p>
<p>Come si è prima rilevato l&#8217;art. 64 ha previsto un procedimento complesso che presuppone anzitutto l&#8217;adozione di un Piano Programmatico di interventi; a tale fine il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia predispone detto Piano, <strong><span style="text-decoration: underline;">sentita</span></strong> la Conferenza Unificata di cui all&#8217;art. 8 del D.Lgs. n. 281/97 <strong><span style="text-decoration: underline;">e previo parere</span></strong> della Commissione Parlamentare; quindi l&#8217;iter previsto dal legislatore era il seguente:</p>
<p>a) Definizione di uno schema di piano da sottoporre all&#8217;esame della Conferenza Unificata ed alle Commissioni parlamentari;</p>
<p>b) parere della Conferenza Unificata ex art. 8 DL.gs n. 281/97;</p>
<p>c) parere delle Commissioni parlamentari;</p>
<p>d) adozione formale del piano programmatico.</p>
<p>Difatti, dopo avere <strong><span style="text-decoration: underline;">sentito</span></strong> la Conferenza Unificata e dopo avere acquisito il <strong><span style="text-decoration: underline;">previo parere</span></strong> delle Commissioni Parlamentari il MIUR di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia avrebbe dovuto predisporre il piano.</p>
<p>Quindi è chiaro che il Piano Programmatico si sarebbe dovuto adottare <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo</span></strong> l&#8217;acquisizione dei pareri; del resto se il legislatore ha richiesto l&#8217;acquisizione di detti pareri, è logico che il Piano avrebbe dovuto anzitutto considerare detti pareri e che quindi doveva essere adottato successivamente a tali pareri.</p>
<p>E&#8217; pure evidente che per acquisire i pareri il MIUR avrebbe dovuto predisporre uno schema o  una bozza di piano; e difatti ciò è stato fatto; sia la Conferenza Unificata che le Commissioni parlamentari hanno esaminato lo schema di piano ed hanno formulato il prescritto parere con numerose osservazioni.</p>
<p>I pareri erano senza dubbio consultivi e non vincolanti; quindi il MIUR non era tenuto ad uniformarsi a tali pareri, ma era tenuto ad esaminarli e ad emanare il Piano dopo averli esaminati.</p>
<p>Dagli atti che si conoscono allo stato attuale non risulta però che dopo l&#8217;acquisizione dei pareri sia stato adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico; di conseguenza l&#8217;impugnata CM che anticipa i regolamenti è illegittima anche perchè <strong><span style="text-decoration: underline;">il MIUR non ha mai adottato di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia il Piano Programmatico degli interventi</span></strong> che è il necessario presupposto dei regolamenti.</p>
<p>Nè lo schema presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata può essere considerato il piano previsto dell&#8217;art. 64 citato, anche perchè il piano programmatico doveva essere adottato ovviamente <strong><span style="text-decoration: underline;">dopo l&#8217;acquisizione dei pareri</span></strong>; peraltro detti pareri sono stati formulati con molte osservazioni; quindi il MIUR, pur non essendo vincolato ad uniformarsi, avrebbe dovuto prendere in esame anche tali osservazioni.</p>
<p>Per compiutezza di difesa si deve ipotizzare che per il MIUR lo schema di Piano presentato alle Commissioni Parlamentari ed alla Conferenza Unificata sia da considerarsi il Piano Programmatico previsto dall&#8217;art. 64 citato; in tale caso però è evidente che tale Piano è stato predisposto prima dell&#8217;acquisizione dei prescritti pareri e quindi senza  tenerne conto; di conseguenza è palesemente illegittimo.</p>
<p>Si deve infine ipotizzare che il MIUR abbia ritenuto di adottare, dopo l&#8217;acquisizione dei prescritti pareri, lo schema già predisposto, senza fare alcuna modificazione; in tale caso però il Piano Programmatico, eventualmente adottato in tale modo, si deve ritenere pur sempre illegittimo perchè manca il concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e comunque non è stato in alcun modo formalmente adottato; essendo un atto presupposto rispetto ai regolamenti era ovviamente necessaria la formale adozione del Piano con l&#8217;espresso riferimento ai pareri acquisiti.</p>
<p><strong>3) <span style="text-decoration: underline;">VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 97 COST. ED ECCESSO DI POTERE PER MANIFESTA ILLOGICITA&#8217; ED INGIUSTIZIA.</span></strong></p>
<p>La stessa normativa è palesemente illegittima per manifesta irragionevolezza; difatti detta normativa si propone la razionalizzazione della spesa per l&#8217;istruzione e nello stesso tempo prevede interventi che, come ha affermato il CNPI (che è l&#8217;organo tecnico che meglio di ogni altro organo può valutare la coerenza e l&#8217;incidenza positiva o negativa degli interventi), inficiano l&#8217;efficacia didattica del sistema scolastico ed in particolare delle scuola primaria riconosciuta anche a  livello internazionale il settore dell&#8217;istruzione più efficace; non realizza quindi il fine dichiarato, ma il risultato opposto: la dequalificazione della scuola pubblica.</p>
<p>Detta normativa, come si è prima rilevato, è stata introdotta per effetto di due Decreti Legge, convertiti in legge con voto di fiducia e quindi senza un&#8217;adeguata discussione in Parlamento, ma soprattutto senza un&#8217;adeguata indagine da parte del Governo, Ministero e Parlamento sulla validità, sotto il profilo dell&#8217;efficacia didattica, delle innovazioni previste.</p>
<p>Il Consiglio Nazionale P.I., sentito con riferimento allo schema di regolamento applicativo per la scuola dell&#8217;infanzia e per il I ciclo, come si è  prima rilevato, ha espresso un parere fortemente e totalmente negativo non solo sullo schema di regolamento, ma anche sulla normativa di legge che ne è il presupposto.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che la normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 137/08 e dell&#8217;art. 4 della L. n. 169/08 sia censurabile anche per manifesta illogicità e contraddittorietà tra le finalità che il legislatore si propone (la razionalizzazione della spesa dell&#8217;istruzione) e l&#8217;efficacia concreta di tali interventi che invece dequalificano il sistema scolastico e quindi per violazione dell&#8217;art. 97 Cost. con conseguente illegittimità dell&#8217;impugnata CM.</p>
<p><strong>4) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI NELLA LEGGE 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL 01/09/2008 N. 137, C.TO IN L. 30/10/2008, N. 169 PER VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 77 E 97 DELLA COSTITUZIONE</span>.</strong></p>
<p>Il secondo comma dell&#8217;art. 77 della Costituzione testualmente recita &#8220;<em>Quando, in casi straordinari di necessità e d&#8217;urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni&#8221;</em>.</p>
<p>Presupposto dell&#8217;esercizio del potere legislativo da parte del Governo a mezzo della decretazione d&#8217;urgenza è la sussistenza di una situazione oggettiva e straordinaria che renda necessaria ed urgente l&#8217;adozione di un decreto avente forza di legge; per la decretazione di urgenza da parte del Governo occorre quindi il concorso di tre necessarie condizioni:</p>
<p>a)      la straordinarietà della circostanza e cioè la non prevedibilità di essa;</p>
<p>b)      la necessarietà dell&#8217;intervento;</p>
<p>c)      l&#8217;urgenza.</p>
<p>Nel caso in esame l&#8217;art. 64 ha previsto una riduzione della spesa per la scuola per complessivi 8 miliardi nel triennio; tale intervento prevede un percorso articolato prima con un piano programmatico e dopo con l&#8217;adozione di uno o più regolamenti nell&#8217;arco di dodici mesi con un&#8217;indicazione generica dei relativi settori di intervento.</p>
<p>A parte le considerazioni, prima svolte sull&#8217;inopportunità di tale intervento, è fuor di dubbio che nel caso in esame le tre necessarie condizioni per la decretazione di urgenza non sussistevano. E&#8217; sufficiente rilevare che si tratta di interventi previsti nel giugno 2008, che ancora a tutt&#8217;oggi sono in corso di perfezionamento; quindi il ricorso alla decretazione di urgenza era privo di alcun fondamento ed è palesemente irragionevole, oltre che lesivo delle prerogative del Parlamento.</p>
<p>E&#8217; vero che entrambi i Decreti legge n.112/08 e 137/08 sono stati convertiti in legge, ma la conversione in legge per le sue stesse modalità procedimentali, non può sanare l&#8217;uso arbitrario da parte del Governo di un potere che non aveva.</p>
<p>Sotto tale profilo la Corte Costituzionale con sentenza n. 128/2008 ha chiaramente evidenziato che &#8220;<em>Questa Corte, con recente pronuncia (sentenza n. 171 del 2007), nel dichiarare l&#8217;illegittimità costituzionale di un decreto-legge, convertito in legge con modificazioni, per difetto dei requisiti di cui </em><a href="http://bd05.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&amp;NOTXT=1&amp;KEY=05AC00009859&amp;">all&#8217;art. 77, comma secondo, della Costituzione</a><em>, ha affermato, richiamando una precedente decisione (sentenza n. 29 del 1995), che la preesistenza di una situazione di fatto comportante la necessità e l&#8217;urgenza di provvedere tramite l&#8217;utilizzazione di uno strumento eccezionale, quale il decreto-legge, costituisce un requisito di validità costituzionale dell&#8217;adozione del predetto atto, di modo che l&#8217;eventuale evidente mancanza di quel presupposto configura in primo luogo un vizio di illegittimità costituzionale del decreto-legge che risulti adottato al di fuori dell&#8217;ambito applicativo costituzionalmente previsto&#8221;. </em>La sentenza prosegue nell&#8217;affermare che &#8220;<em>tale difetto di presupposti, «una volta intervenuta la conversione, si traduce in un vizio in procedendo della relativa legge» ed ha escluso, con ciò, l&#8217;eventuale efficacia sanante di quest&#8217;ultima, dal momento che «affermare che tale legge di conversione sana in ogni caso i vizi del decreto, significherebbe attribuire in concreto al legislatore ordinario il potere di alterare il riparto costituzionale delle competenze del Parlamento e del Governo quanto alla produzione delle fonti primarie&#8221;.</em></p>
<p>Alla luce anche dell&#8217;orientamento ormai pacifico della giurisprudenza i due decreti legge sui quali si fondano gli impugnati atti sono illegittimi per violazione dell&#8217;art. 77 Cost. con conseguente illegittimità di tutti gli atti conseguenti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">5) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 3, 33 E 34 COST. CONCERNENTE IL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTOSUFFICIENZA DEL SISTEMA SCOLASTICO STATALE.</span></strong></p>
<p>La CM n. 4/09 <strong><span style="text-decoration: underline;">per la scuola dell&#8217;infanzia</span></strong> prevede tra l&#8217;altro: <em>&#8220;l&#8217;offerta formativa per la scuola dell&#8217;infanzia è assicurata da Stato, Comuni e scuole paritarie&#8221;</em>; la CM muove dal presupposto che anche le scuole private paritarie concorrono all&#8217;offerta formativa statale e che quindi sia previsto, almeno per le scuole dell&#8217;infanzia, un sistema integrato tra scuole statali e scuole private paritarie; di conseguenza esclude a priori l&#8217;adeguamento dell&#8217;offerta della scuola dell&#8217;infanzia statale alla complessiva domanda sociale; la scuola dell&#8217;infanzia privata non sarà liberamente scelta, ma in talune realtà sarà l&#8217;unica offerta perchè non ci sarà una scuola statale per tutti.</p>
<p>Una tale ipotesi contrasta però in modo palese con l&#8217;art. 33 Cost. sotto tre profili:</p>
<p>1) il secondo comma dell&#8217;art. 33 impone alla Repubblica l&#8217;obbligo di istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi e quindi anche le scuole dell&#8217;infanzia; afferma cioè il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale;</p>
<p>2) l&#8217;art. 34 afferma il principio secondo cui la scuola statale deve essere aperta a tutti e quindi l&#8217;offerta della scuola statale deve essere corrispondente alla domanda sociale.</p>
<p>3) Lo Stato deve garantire a tutti l&#8217;accesso alla scuola dell&#8217;infanzia statale al fine di garantire a tutti il diritto di accedere ad un insegnamento pluralista e non confessionale, e quindi alternativo all&#8217;insegnamento della scuola privata paritaria che può essere confessionale.</p>
<p>Si deve difatti rilevare che l&#8217;art. 33 Cost. al 4 comma, laddove prevede la parità scolastica stabilisce che <em>&#8220;la legge nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse <span style="text-decoration: underline;">piena libertà </span> &#8230;&#8221;</em>, cioè deve garantire alle scuole private la libertà di scegliere di essere scuole cd di tendenza e quindi anche di orientamento confessionale.</p>
<p>Di conseguenza le scuole dell&#8217;infanzia private paritarie, potendo legittimamente prevedere un progetto educativo orientato in senso confessionale (di qualsiasi confessione), non sono tenute a garantire la libertà di insegnamento ed il pluralismo culturale; gli insegnanti difatti per contratto collettivo devono impegnarsi a realizzare <em>&#8220;l&#8217;indirizzo educativo in coerenza con i principi cui si ispira l&#8217;istituzione&#8221;</em> e la Corte Costituzionale in una nota sentenza (n. 195/1972) ha affermato che la libertà di istituire scuole di tendenza prevale sulla libertà di insegnamento, nel senso che gli insegnanti di una scuola privata devono concorrere alla realizzazione del progetto educativo della scuola, anche se di orientamento confessionale.</p>
<p>Scuole statali e scuole private paritarie non possono quindi garantire lo stesso insegnamento; la frequenza di una scuola statale o di una scuola privata non può essere determinata dalla carenza di scuole statali; la scelta di una scuola privata che può essere di tendenza, deve essere assolutamente libera.</p>
<p>Si deve inoltre rilevare che la frequenza della scuola dell&#8217;infanzia privata comporta l&#8217;onere di una retta e quindi comporta un&#8217;ulteriore discriminazione; non tutti difatti possono accedere anche per motivi economici alle scuole dell&#8217;infanzia private; di conseguenza, in mancanza di un&#8217;offerta pubblica corrispondente alla domanda sociale, molti bambini sarebbero ingiustamente esclusi.</p>
<p>Le scuole private non possono quindi concorrere a formare l&#8217;offerta scolastica complessiva; tale offerta deve essere garantita, come afferma la Costituzione, dallo Stato e deve essere garantita a tutti al fine di evitare ogni possibile discriminazione tra gli alunni; tutti i bambini hanno difatti diritto di potere frequentare la scuola dell&#8217;infanzia statale che garantisce una formazione pluralista e non confessionale.</p>
<p>Il sistema integrato tra pubblico e privato, previsto dalla CM n. 4/09 oltre a contrastare con il principio dell&#8217;autosufficienza del sistema scolastico statale (art. 33 e 34 Cost.) comporterebbe una palese ed inammissibile discriminazione in quanto alcuni alunni, in violazione anche dell&#8217;art. 3 Cost., sarebbero ingiustamente esclusi dalle scuole statali e costretti a frequentare le scuole private che possono essere di orientamento confessionale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">6) VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELL&#8217;AUTONOMIA SCOLASTICA DI CUI AGLI ARTT. 33, 1 COMMA E 117, 2 COMMA COST. E DELL&#8217;ART. 3 DPR N. 275/1999.</span></strong></p>
<p>Come si è già rilevato, l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio della libertà di insegnamento che comporta l&#8217;autonomia del sistema scolastico statale; l&#8217;art. 33 della Costituzione coniuga quindi il principio generale della libertà di insegnamento (<em>&#8220;la scienza e l&#8217;arte sono libere e libero ne è l&#8217;insegnamento&#8221;</em>) con l&#8217;esigenza delle norme generali dell&#8217;istruzione (<em>&#8220;la Repubblica detta la norme generali dell&#8217;istruzione&#8221;</em>).</p>
<p>La giusta esigenza di un progetto culturale e didattico nazionale deve quindi nel nostro ordinamento conciliarsi con il principio democratico del pluralismo culturale e quindi della libertà di insegnamento (cioè didattica e metodologica).</p>
<p>La giusta istituzionalizzazione dell&#8217;istruzione scolastica non deve però comportare la statalizzazione della didattica e della cultura; è quindi necessario un giusto equilibrio tra le finalità generali dell&#8217;istruzione scolastica che lo Stato deve definire con le norme generali sull&#8217;istruzione ed i contenuti e metodi specifici che devono essere demandati al mondo della scuola.</p>
<p>La libertà di insegnamento esclude quindi la cd didattica e/o pedagogia di Stato che è la caratteristica dei regimi totalitari e che caratterizzava il regime fascista che con il Ministero della Cultura Popolare stabiliva gli indirizzi culturali e didattici della scuola del regime.</p>
<p>La libertà di insegnamento di ciascun insegnante nel nostro ordinamento costituzionale è vista quindi nell&#8217;ambito di un sistema nazionale in cui ciascun insegnante concorre con il proprio contributo a formare il progetto culturale nazionale; non quindi una libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">da</span></strong> un progetto nazionale, ma libertà <strong><span style="text-decoration: underline;">in</span></strong> un progetto condiviso e partecipato.</p>
<p>Deve esserci una sintesi tra libertà di insegnamento e le norme generali sull&#8217;istruzione; a tale fine è però necessario che le norme nazionali che attengono alle scelte culturali, metodologiche, didattiche e pedagogiche non siano etereimposte, ma siano partecipate e condivise e soprattutto rispettose degli ambiti che, nel progetto unitario a livello nazionale, devono essere demandate all&#8217;autonomia scolastica.</p>
<p>A tale fine l&#8217;art. 117, 2 comma della Costituzione prevede  espressamente che la legislazione statale e regionale in materia di istruzione devono salvaguardare l&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche; la Corte Costituzionale nella sentenza n. 13/2004 ha a tale proposito precisato &#8220;<em>è assorbente il rilievo che tale autonomia non può risolversi nella incondizionata libertà di autodeterminazione, ma esige soltanto che a tali istituzioni siano lasciati adeguati spazi di autonomia che le leggi statali e quelle regionali, nell&#8217;esercizio della potestà legislativa concorrente, non possono pregiudicare&#8221;.</em></p>
<p>Sulla base dei suesposti principi è evidente che il legislatore nella definizione delle norme generali sull&#8217;istruzione e di un progetto culturale nazionale non può nè imporre modelli didattici rigidi nè, tanto meno, intervenire con provvedimenti restrittivi che vanificano i progetti definiti dalle istituzioni scolastiche.</p>
<p>A tale proposito si deve rilevare che l&#8217;art. 3 del DPR n. 275/99 (Regolamento sull&#8217;autonomia scolastica) stabilisce: &#8220;<em>(Piano dell&#8217;offerta formativa) 1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell&#8217;offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell&#8217;identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell&#8217;ambito della loro autonomia. 2. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale a norma dell&#8217;articolo 8 e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell&#8217;offerta formativa. Esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità. 3. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di circolo o di istituto 4. Ai fini di cui al comma 2 il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio. 5. Il Piano dell&#8217;offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione.</em>&#8221;</p>
<p>La CM impugnata prevedendo i moduli orari, l&#8217;esclusione delle compresenze e l&#8217;organizzazione didattica ha, però, illegittimamente invaso la sfera riservata all&#8217;autonomia scolastica proponendo addirittura una pedagogia governativa che mal si addice ad una società democratica.</p>
<p>Peraltro, l&#8217;art. 3 del DPR 275/99 citato, prevede, all&#8217;ultimo comma che <em>&#8220;il POF (Piano dell&#8217;offerta formativa) è consegnato agli alunni e alle famiglie all&#8217;atto dell&#8217;iscrizione&#8221;</em>.</p>
<p>E&#8217; di tutta evidenza, quindi, che le iscrizioni debbano essere fatte sulla base dei modelli didattici adottati nel POF di ciascuna scuola sulla base della normativa vigente e non sulla base di una CM adottata, peraltro, sulla base di regolamenti ancora inesistenti.</p>
<p>Nè si può sostenere che l&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. n. 169/08 ha introdotto per la scuola primaria un modello didattico nuovo rispetto a quello previsto in precedenza e che pertanto detta CM trova fondamento nella normativa di legge, pur in assenza del regolamento applicativo.</p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 4 della citata legge per la sua genericità non è immediatamente applicativa senza un puntuale regolamento, che difatti lo stesso art. 4 prevede espressamente.</p>
<p>La CM si fonda su una normativa di legge generica e di dubbia legittimità costituzionale e di per sè inidonea ad abrogare la normativa precedente e pertanto allo stato è inapplicabile.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio pertanto che tale circolare sia illegittima per violazione del principio dell&#8217;autonomia scolastica e per violazione dell&#8217;art. 3 DPR n. 275/99.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">7) VIOLAZIONE DELL&#8217;ART. 4 D.L. N. 133/08, C.TO IN L. 169/08 E DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DI CUI ALL&#8217;ART. 3 COST. E DEL DIRITTO ALL&#8217;ISTRUZIONE DI CUI AGLI ARTT. 33 E 34.</span></strong></p>
<p>Con la CM n. 04/2009 il Ministro per la scuola primaria propone ai genitori quattro modelli didattici, stabilendo che successivamente i modelli didattici di ciascuna istituzione scolastica saranno definiti sulla base delle dotazioni organiche che saranno assegnate.</p>
<p>L&#8217;art. 4 del DL n. 133/08, c.to in L. 169/08 stabilisce però: <em>&#8220;Nei regolamenti si tiene <strong><span style="text-decoration: underline;">comunque</span></strong> conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola&#8221;.</em></p>
<p>Di conseguenza la scelta del tempo scuola da parte delle famiglie non può essere subordinata alla dotazione degli organici; al contrario le dotazioni degli organici devono essere correlate alle scelte della famiglia.</p>
<p>Peraltro la prospettata subordinazione delle scelte delle famiglie alla consistenza degli organici comporterebbe che in talune scuole le esigenze possono essere soddisfatte ed in altre invece possono non essere soddisfatte per effetto degli organici inadeguati con conseguente ingiusta discriminazione.</p>
<p>La CM è pertanto illegittima perchè stravolge la stessa norma dell&#8217;art. 4 e comunque viola il principio della parità di trattamento per quanto attiene il diritto all&#8217;istruzione.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> <img src='http://www.futuroscuola.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° E 4° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. 6.8.2008 N. 133 E DELL&#8217;ART. 4 DL N. 137/08 C.TO IN L. 169/08 PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 3, 70 97 E 117 DELLA COSTITUZIONE. ILLEGITTIMITA&#8217; DERIVATA.</span></strong></p>
<p>Il comma 4 dell&#8217;art. 64 del DL. 112/08 convertito nella legge 133/08, per l&#8217;attuazione del Piano programmatico e dell&#8217;art. 4 del DL n. 133/08 c.to in L. n. 169/08 saranno emanati regolamenti ex art. 17 comma 2 della L. 400/88 che possono avere contenuto modificativo delle disposizioni legislative vigenti (cd &#8220;delegificazione&#8221;).</p>
<p>Tale previsione, tuttavia, viola i principi dell&#8217;ordinamento in materia di gerarchia delle fonti, nonché la stessa norma richiamata con l&#8217;art. 17, comma 2 della legge 23.8.1988 n. 400, sotto due profili:</p>
<p>a) violazione del principio della riserva di legge;</p>
<p>b) violazione del principio della predeterminazione per legge dei criteri generali.</p>
<p>a) Per quanto attiene alla violazione del principio della riserva di legge, lo stesso art. 17, comma 2 della L. n. 400/88, esclude la potestà regolamentare delegata per le materie per le quali è prevista una riserva di legge assoluta; tali potestà regolamentare sarebbe  invece  possibile  per  materie  coperte  da  riserva relativa.</p>
<p>La Costituzione invero non prevede tale distinzione anche perchè per la verità non prevede nemmeno l&#8217;ipotesi di una delega del legislatore al potere regolamentare e cioè della cd &#8220;delegificazione&#8221;; la Costituzione difatti afferma il rigoroso principio della gerarchia delle fonti secondo cui gli atti del Governo che hanno forza di legge e che quindi possono modificare e/o abrogare una precedente legge sono: i decreti legge ed i decreti legislativi.</p>
<p>Ciò premesso, e dando ormai per acquisito nel nostro ordinamento, il regolamento delegato con efficacia abrogativa delle disposizioni di legge, tale principio deve essere osservato in modo scrupoloso in modo da evitare un pericoloso svuotamento del ruolo del Parlamento.</p>
<p>Si è già rilevato che l&#8217;istruzione scolastica nel nostro ordinamento costituzionale per il ruolo che deve svolgere (creare condizioni di uguaglianza e garantire a tutti una piena cittadinanza) è una funzione essenziale dello Stato e non uno dei tanti servizi pubblici.</p>
<p>Nello stesso tempo l&#8217;istruzione statale in uno Stato democratico non può essere, a differenza dell&#8217;istruzione degli Stati totalitari, espressione della maggioranza al potere; difatti l&#8217;art. 33 al primo comma afferma il principio fondamentale della libertà di insegnamento e quindi del pluralismo culturale.</p>
<p>Come si è già prima precisato, la libertà di insegnamento deve coniugarsi con un progetto culturale, didattico e pedagogico nazionale; in questo senso la Costituzione all&#8217;art. 33, 2 comma ha affermato &#8220;la Repubblica detta le norme generali sull&#8217;istruzione&#8221; nel senso che le norme generali sull&#8217;istruzione non possono essere espressione di una maggioranza governativa, ma devono essere espressione di un percorso condiviso e partecipato che deve avere la sua più alta ed ampia sintesi  nel Parlamento e quindi nella legge.</p>
<p>L&#8217;attribuzione delle norme generali sull&#8217;istruzione alla potestà legislativa del Parlamento è peraltro confermata nell&#8217;art. 117 lett. 2 della Costituzione che riserva espressamente allo Stato tale potestà legislativa.</p>
<p>Si deve infine rilevare che la necessità che le norme generali sull&#8217;istruzione siano espressione di una larga maggioranza parlamentare trova anche il suo fondamento nell&#8217;esigenza di dare una stabilità alle linee fondamentali dell&#8217;ordinamento scolastico.</p>
<p>Tale esigenza per la verità richiederebbe addirittura un procedimento legislativo aggravato o comunque una maggioranza qualificata per impedire o comunque limitare che ogni maggioranza parlamentare possa imporre un proprio progetto culturale con grave disagio per il  mondo della scuola e soprattutto per l&#8217;efficacia del sistema scolastico.</p>
<p>Da quanto sommariamente esposto non può esserci dubbio che le norme generali sull&#8217;istruzione scolastica rientrino nella riserva assoluta di legge.</p>
<p>Nel caso in questione invece non solo con gli art. 64 D.L. n. 112/06 c.to in L. n. 133/08 e con l&#8217;art. 4 DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 si è delegato al potere regolamentare del Governo &#8220;la revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221;, ma tale delega è stata addirittura disposta con decreto legge (sia pure convertito successivamente in legge, ma con voto di fiducia); <strong><span style="text-decoration: underline;">il Governo cioè ha delegato se stesso ad emanare regolamenti con efficacia modificatrice delle norme di legge vigenti.</span></strong></p>
<p>E&#8217; evidente pertanto che le citate norme di legge che hanno conferito al potere regolamentare del Governo tale delega siano lesive dei principi costituzionali concernenti la funzione legislativa e segnatamente dell&#8217;art. 33, 70, 97 e 117, 2 comma della Costituzione.</p>
<p>Le citate disposizioni del DL n. 112/08 c.to in L. 133/08 e DL n. 137/08 c.to in L. 169/08 sono pure censurabili per violazione delle suindicate norme costituzionali sotto altri profili perchè il legislatore delegante non solo è lo stesso delegato (!), ma soprattutto perchè ha conferito una delega in bianco.</p>
<p>La norma dell&#8217;art. 17, comma 2 della L. 23/08/1988 n. 400 difatti prevede che nel conferimento della delega il legislatore debba determinare &#8220;le norme generali regolatrici della materia&#8221;; l&#8217;art. 64 del DL n. 112/08, c.to in L. 133/08 ha conferito invece una delega ampia per la &#8220;revisione dell&#8217;attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico&#8221; limitandosi ad indicare soltanto alcuni &#8220;titoli&#8221;; <strong><span style="text-decoration: underline;">non esiste quindi la necessaria determinazione delle norme generali.</span></strong></p>
<p>La delega è stata conferita pertanto, con evidente illogicità, in palese violazione della stessa norma invocata.</p>
<p>Le stesse considerazioni valgono anche per l&#8217;art. 4 del D.L. n. 137/08 c.to in L. N. 169/08 che, dopo avere reintrodotto il cd &#8220;insegnante unico&#8221; rinvia ai regolamenti per la definizione del tempo scuola senza alcun criterio generale.</p>
<p>L&#8217;impugnata CM è pertanto palesemente illegittima per illegittimità derivata.</p>
<p><strong>9) <span style="text-decoration: underline;">ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELL&#8217;ART. 64, 3° COMMA DEL D.L. 25.6.2008 N. 112, C.TO IN L. N. 133/08,</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>IN RELAZIONE ALL&#8217;ART. 117, 3° E 6° COMMA, COST.</strong></span></p>
<p>La normativa dell&#8217;art. 64 L. n. 112/08, c.to in L. n. 133/08 è anche censurabile per violazione dell&#8217;art. 117, 6° comma, della Costituzione.</p>
<p>La norma costituzionale citata, prevede che la potestà regolamentare spetta allo Stato solo ed esclusivamente nelle materie di legislazione esclusiva e che in materia di legislazione concorrente tale potestà spetta esclusi­vamente alla Regione.</p>
<p>Orbene, come si è già rilevato il Piano programmatico non è stato adottato, ma lo schema adottato in funzione del successivo regolamento si deve ritenere illegittimo dal momento che la norma costituzionale di cui all&#8217;art. 117, 6° comma, esclude che nelle materie di legislazione concorrente lo Stato abbia potere regolamentare.</p>
<p>Come è noto, infatti, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione la materia dell&#8217;istruzione forma oggetto di potestà concorrente (art. 117, terzo comma Cost.) ed allo Stato è rimessa la sola competenza esclusiva in materia di <em>&#8220;norme generali sull&#8217;istruzione&#8221;</em> (art. 117, secondo comma, lettera <em>n</em>).</p>
<p>Conseguentemente, in materia di organizzazione scolastica, lo Stato, ai sensi dell&#8217;art. 117, III co. ultimo periodo, può limitarsi a dettare i principi fondamentali, ma non può adottare norme di dettaglio sulla organizzazione scolastica e sulla distribuzione interna del personale scolastico, la cui disciplina è di competenza esclusiva delle Regioni.</p>
<p>La Corte Costituzionale, infatti, ha recentemente affermato che: <em>&#8220;una volta attribuita l&#8217;istruzione alla competenza concorrente, il riparto imposto dall&#8217;art. 117 postula che, in tema di programmazione scolastica e di gestione amministrativa del relativo servizio, <span style="text-decoration: underline;">compito dello Stato sia solo quello di fissare principi. E la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche, certamente non è materia di norme generali sulla istruzione, riservate alla com­petenza esclusiva dello Stato, in quanto strettamente connessa alla programmazione della rete scolastica</span>, tuttora di com­pe­tenza regionale&#8221; </em>(tra le altre: Corte Cost. 13.1.2004 n. 13).</p>
<p>Lo schema del piano programmatico e l&#8217;impugnata CM che anticipa il regolamento attuativo il Ministro hanno però dettato disposizioni dettagliate sull&#8217;organizzazione didattica invadendo oltre che l&#8217;autonomia scolastica, le potestà legislative e regolamentai delle Regioni.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Domanda di sospensione</span></strong></p>
<p>Il fumus boni juris è di tutta evidenza; la CM è priva di ogni fondamento giuridico.</p>
<p>Il periculum in mora è pure evidente; difatti come risulta dalle notizie di stampa la maggior parte delle famiglie ha richiesto il tempo pieno che in base all&#8217;impugnata CM non solo non è garantito, ma viene proposto senza  compresenze  e  quindi  fortemente  ridimensionato.</p>
<p>Infine si deve rilevare che l&#8217;impugnata CM richiede  alle famiglie una scelta senza alcuna proposta certa.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">P.Q.M.</span></strong></p>
<p>Si chiede, previa, ove occorra, rimessione alla Corte Costituzionale della questione di illegittimità costituzionale degli art. 64 del DL n. 112 del 2008, c.to in L. n. 133 del 06/10/1908 e dell&#8217;art. 4 del DL n. 137/08 c.to in L. 30/10/2008 n. 169 per violazione degli art. 3, 33, 34, 70, 77, 97, 117 comma 2, 3 e 6, l&#8217;accoglimento del ricorso  con conseguente annullamento degli atti impugnati con ogni conseguenziale effetto di legge e vittoria di spese di giudizio.</p>
<p><strong><em>Ai fini del contributo unificato di cui agli artt. </em></strong><strong><em>9 e</em></strong><em> <strong>segg. del DPR n. 115/2002 si dichiara che il valore della controversia è INDETERMINATO.</strong></em></p>
<p><strong><em>Ai fini e per gli effetti degli articoli 133, comma 3, e 134, comma 3, c.p.c., il sottoscritto difensore dichiara di voler ricevere eventuali comunicazioni al seguente indirizzo di posta elettronica: </em></strong><a href="mailto:lucamarchi@inwind.it">lucamarchi@inwind.it</a></p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p align="right">Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli,</p>
<p align="right">
<p align="right">Avv. Fausto Buccellato</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">MANDATO</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p>Deleghiamo a rappresentarci e difenderci nel presente giudizio anche disgiuntamente in primo e secondo grado ed in fase esecutiva gli Avv.ti Corrado Mauceri, Cavini Sofia, Gorpia Marianna, Luca Marchi, Francesca Scatolini, Angela Nozzi Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli e Fausto Buccellato conferendo loro tutte le facoltà di legge ivi compresa quella di firmare il ricorso, presentare istanze, memorie, motivi aggiunti, conciliare e transigere e rinunciare agli atti ed eleggiamo domicilio presso lo studio dell&#8217;Avv. Fausto Buccellato in Roma, V.le Angelico n. 45.</p>
<p>Dichiariamo  altresì  di essere stati informati in conformità al disposto del D.L.vo n. 196/2003 (Codice Privacy) e successive modiche e integrazioni ed autorizzo pertanto il trattamento dei dati personali per  le  finalità  connesse  all&#8217;espletamento  del  presente  mandato.</p>
<p>Roma, 12/03/2009</p>
<p>F.to:</p>
<p>Cognome e nome                                                     Firma</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>______________________________________________________</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELLA ISTRUZIONE DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; E DELLA RICERCA</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZIE</span></strong>, nella persona del Ministro pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>A richiesta come in atti, io sott. Aiut. Uff. Giud. dell&#8217;Ufficio Unico Corte Appello di Roma, ho notificato copia conforme del presente atto al <strong><span style="text-decoration: underline;">CONSIGLIO DEI MINISTRI</span></strong>, nella persona del Presidente pro-tempore in carica, domiciliato per legge presso la Avvocatura Generale dello Stato in Roma Via dei Portoghesi n. 12, nel suindicato domicilio, ivi consegnandola a mani</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/ricorsi_Gelmini/testo_ricorso_colettivo_CM4.htm" target="_blank">IPERBOLE</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 22:26:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PENSIONI 2009
Temine per la presentazione delle domande: 26 gennaio
Fissato dal DM 2/2009 al 26 gennaio il termine ultimo per la presentazione o la revoca delle domande di:
-       dimissioni volontarie
-       collocamento a riposo per compimento del 40° anno di servizio utile a pensione
-       trattenimento in servizio oltre il 65°  anno di età finalizzata alla maturazione dell&#8217;anzianità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="font-size: medium;"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2286" title="logofuturoscuola-l7" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/logofuturoscuola-l7-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l7" width="100" height="100" />PENSIONI 2009</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Temine per la presentazione delle domande: 26 gennaio</strong></p>
<p>Fissato dal DM 2/2009 al 26 gennaio il termine ultimo per la presentazione o la revoca delle domande di:</p>
<p>-       dimissioni volontarie</p>
<p>-       collocamento a riposo per compimento del 40° anno di servizio utile a pensione</p>
<p>-       trattenimento in servizio oltre il 65°  anno di età finalizzata alla maturazione dell&#8217;anzianità minima o massima per il conseguimento della pensione</p>
<p>-       trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale riconoscimento del trattamento pensionistico.</p>
<p>E&#8217; stata inoltre pubblicata anche la circolare (CM n. 3/2009) contenente le relative indicazioni operative.</p>
<p><span id="more-2282"></span></p>
<p>Dall&#8217;analisi dei due documenti non si rilevano modifiche sostanziali rispetto alla normativa in vigore in materia di cessazione dal servizio e di diritto alla pensione e alle indicazioni operative fornite con la circolare n. 98 del 15 novembre 2007.</p>
<p>L&#8217;odierna circolare ricorda, in via preliminare, che per il 2009 per il personale della scuola, i requisiti per l&#8217;accesso al trattamento pensionistico anticipato di anzianità restano almeno 58 anni di età e 35 di contribuzione, ancorché tali requisiti vengano maturati alla data del 31 dicembre 2009.</p>
<p>Viene inoltre confermato che l&#8217;accertamento del possesso dei requisiti per accedere alla pensione resta di competenza degli uffici scolastici provinciali.</p>
<p>Relativamente alla cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici, viene sottolineata l&#8217;opportunità che la domanda di cessazione venga presentata, per i soli motivi organizzativi e ai fini di una tempestiva individuazione dei posti vacanti per le assunzioni, entro il 26 gennaio.</p>
<p>Opportunità, si sottolinea, e non obbligo in quanto restano in vigore le norme contenute negli articoli 27 e ss. del CCNL 11 aprile 2006 che stabiliscono i termini di preavviso entro i quali tale domanda deve essere presentata.</p>
<p>La preannunciata direttiva che deve disciplinare le modalità di attuazione introdotte dell&#8217;articolo 72, commi 7 e 11 della legge 6 agosto 2008, n. 133 dovrebbe prevedere la non possibilità della permanenza in servizio oltre 65 anni, a meno che non si debba raggiungere l&#8217;anzianità retributiva minima o massima. Per la permanenza in servizio oltre il 40° anno di anzianità entro il 65° anno di età, si prevede la non permanenza in servizio solo se si appartiene a situazioni di esubero.</p>
<p>Si riassumono di seguito le principali sintetiche norme che consentono l&#8217;accesso ai diversi tipi di pensione</p>
<p>CESSAZIONI DAL SERVIZIO &#8211; DM n. 2 del 9.1.2009 &#8211; CM n. 3 del 9.1.2009 ~</p>
<p>Per l&#8217;anno 2009 il termine ultimo per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio dal 1° settembre 2009 è stato fissato al 26 gennaio 2009. Le istanze, che dovranno essere presentate perentoriamente entro il suddetto termine sono le seguenti:</p>
<p align="left">-  cessazione dal servizio per accedere al trattamento pensionistico;</p>
<p align="left">-  trattenimento in servizio oltre il limite di età;</p>
<p>-  trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento di pensione;</p>
<p align="left">-  revoca delle suddette domande, se già presentate.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PENSIONE DI VECCHIAIA</strong></p>
<p>Per il personale della scuola il collocamento a riposo per limiti di età viene disposto d&#8217;ufficio a decorrere dal 1° settembre 2009, quando il compimento dell&#8217;età anagrafica di 65 anni avviene entro il 31 agosto 2009.</p>
<p>Se invece il requisito anagrafico di 65 anni si perfeziona tra il 1° settembre eil 31 dicembre 2009, i dipendenti che intendono andare in pensione il 1° settembre sono tenuti a presentare domanda entro il 26 gennaio 2009, altrimenti saranno collocati in pensione d&#8217;ufficio a decorrere dall&#8217;inizio del successivo anno scolastico (1° settembre 2010). Per le lavoratrici che compiono 60 anni di età nel 2009 (sia entro che dopo il 31 agosto) il collocamento in quiescenza avviene a domanda da presentarsi entro il 26 gennaio.</p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>REQUISITI</strong></p>
<p>Età anagrafica                                    Anzianità contributiva minima<br />
Uomini                      65                                                                         20</p>
<p>Donne                       60-65                                                                   20</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PENSIONE DI ANZIANITA&#8217;</strong></p>
<p>La pensione di anzianità si consegue solo a domanda da presentare entro la data del 26 gennaio 2009.</p>
<p>I requisiti di accesso alla pensione di anzianità dal 1° settembre 2009 sono i seguenti:</p>
<ul>
<li> età anagrafica di almeno 58 anni ed anzianità contributiva di almeno 35 anni al 31/12/2009;</li>
<li> in alternativa almeno 39 anni, 11 mesi e 16 gorni di anzianità contributiva alla stessa data, indipendentemente dall&#8217;età anagrafica;</li>
<li> il personale femminile può accedere al trattamento pensionistico di anzianità anche se ha solo 57 anni e 35 di contribuzione, ma a condizione che opti preventivamente per il sistema di calcolo contributivo.</li>
</ul>
<p><strong>I </strong><br />
dipendenti della scuola che intendono proseguire il rapporto di lavoro oltre l&#8217;età pensionabile devono presentare domanda entro il 26 gennaio.</p>
<p align="left"><strong>II </strong>trattenimento in servizio, non oltre il 70/mo anno di età, può essere richiesto per:</p>
<ul>
<li> raggiungimento dell&#8217;anzianità massima di servizio (40 anni), oppure anche al solo fine di incrementare l&#8217;importo della pensione, a condizione di essere stato in servizio all&#8217;1/10/1974;</li>
<li> raggiungimento del requisito contributivo minimo per la pensione.</li>
</ul>
<p>Resta in ogni caso ferma la facoltà di chiedere il trattenimento in servizio fino al compimento del 67/mo anno di età. L&#8217;accoglimento della domanda è a discrezione dell&#8217;Amministrazione.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>TEMPO PARZIALE E PENSIONE</strong></p>
<p>Il 26 gennaio è il termine entro il quale deve essere presentata l&#8217;eventuale domanda di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale richiesta della pensione di anzianità.</p>
<p>Nella domanda va anche dichiarato, nell&#8217;ipotesi che non sia possibile la concessione del tempo parziale, se si vuole cessare dal servizio o permanere in servizio a tempo pieno.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>REVOCHE</strong></p>
<p>Il 26 gennaio, infine, è il termine per le eventuali revoche delle domande sopra richiamate, se già presentate.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.uil.it/uilscuola/web/notizie/notizie_2009/pensioni_2009.pdf" target="_blank">UIL</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		</item>
		<item>
		<title>LE SCUOLE PRIMARIE S&#8217;INTERROGANO SUL VOTO 11/03/09</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le scuole primarie :
LONGHENA, FORTUZZI, ROMAGNOLI, XXI APRILE, BOTTEGO, SILVANI, MATTIUZZI CASALI, ARMANDI AVOGLI
invitano genitori e insegnanti all&#8217;incontro
LE SCUOLE PRIMARIE S&#8217;INTERROGANO SUL VOTO
11 MARZO ore 20 e 30
SALA del SILENTIUM, quartiere S.Vitale, vicolo Bolognetti 2, Bologna
INTERVENTI
Cristiana Costantini( insegnante scuola Longhena)
Francesca Gattullo (insegnante scuola Fortuzzi)

Michele Murgioni (insegnante scuola Romagnoli)
Cristiana Scappini  (genitore scuola Longhena)
Università di Bologna, Scienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2204" title="giudiceef6" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/giudiceef6-100x100.jpg" alt="giudiceef6" width="100" height="100" />Le scuole primarie :</p>
<p align="center">LONGHENA, FORTUZZI, ROMAGNOLI, XXI APRILE, BOTTEGO, SILVANI, MATTIUZZI CASALI, ARMANDI AVOGLI</p>
<p align="center">invitano genitori e insegnanti all&#8217;incontro</p>
<h1 style="text-align: center;">LE SCUOLE PRIMARIE S&#8217;INTERROGANO SUL VOTO</h1>
<p align="center"><strong>11 MARZO ore 20 e 30</strong></p>
<p align="center"><strong>SALA del SILENTIUM, quartiere S.Vitale, vicolo Bolognetti 2, Bologna</strong></p>
<h2 style="text-align: center;">INTERVENTI</h2>
<p align="center">Cristiana Costantini( insegnante scuola Longhena)</p>
<p align="center">Francesca Gattullo (insegnante scuola Fortuzzi)</p>
<p align="center"><span id="more-2203"></span></p>
<p align="center">Michele Murgioni (insegnante scuola Romagnoli)</p>
<p align="center">Cristiana Scappini  (genitore scuola Longhena)</p>
<p align="center">Università di Bologna, Scienze della Formazione:</p>
<p align="center">prof. Luigi Guerra, prof.ssa Eugenia Lodini, prof.ssa Maria Lucia Giovannini</p>
<p align="center"><strong>Coordina</strong> Marzia Mascagni, (insegnante scuola Longhena)</p>
<p align="center"><strong>INVITATI</strong>: Alessandro Palmi COBAS, Sandra Soster CGIL, Francesco Bonfini CUB</p>
<p><strong>Seguirà DIBATTITO</strong>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<item>
		<title>ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA, verbale del 06/03/09</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/assemblea-scuole-bologna-verbale-del-060309/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 17:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
 ven 6 marzo, SINTESI DELLE DECISIONI PRESE

Tutti abbiamo riconosciuto la necessità di una mobilitazione grossa in questo momento, per non lasciare passare sotto silenzio lo straordinario risultato delle iscrizioni, e per valorizzare l&#8217;enorme numero di modelli di iscrizione e riconferma integrativi che stiamo raccogliendo (comunicheremo i numeri precisi al termine del conteggio&#8230;).
La scure dei tagli annunciati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2199" title="bologna_torri-garisenda-asinelli1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/bologna_torri-garisenda-asinelli1-100x100.jpg" alt="bologna_torri-garisenda-asinelli1" width="100" height="100" />ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA</strong></p>
<p align="center"><strong> ven 6 marzo, SINTESI DELLE DECISIONI PRESE</strong></p>
<p align="center">
<p>Tutti abbiamo riconosciuto la necessità di una mobilitazione grossa in questo momento, per non lasciare passare sotto silenzio lo straordinario risultato delle iscrizioni, e per valorizzare l&#8217;enorme numero di modelli di iscrizione e riconferma integrativi che stiamo raccogliendo (comunicheremo i numeri precisi al termine del conteggio&#8230;).</p>
<p>La scure dei tagli annunciati si rivela ancora più drammatica.</p>
<p>Tutte le classi rischiano di perdere risorse, compresenze, ma rischiano anche di diventare &#8220;classi a spezzatino&#8221;, se dovessero verificarsi le voci di riduzione di organico su tutte le classi prime del prossimo anno scolastico.</p>
<p>L&#8217;assegnazione degli organici alle scuole è imminente (probabilmente entro fine marzo).</p>
<p>E&#8217; importante fare sentire la nostra voce, ancora, proprio ora, che dica &#8220;NO AI TAGLI&#8221;.</p>
<p align="center">S&#8217;è concordato pertanto di organizzare una</p>
<p align="center"><strong>MANIFESTAZIONE REGIONALE a BOLOGNA </strong></p>
<p align="center"><strong>per VENERDI&#8217; 20 MARZO, a partire dalle ore 17,30,</strong></p>
<p align="center"><strong>con concentramento in via Rizzoli, sotto le due torri,</strong></p>
<p align="center">
<p align="center">per dare visibilità alla RACCOLTA DEI MODELLI INTEGRATIVI, con cui tantissimi genitori chiedono che siano mantenuti gli attuali modelli didattici e</p>
<p align="center"><span id="more-2200"></span>organizzativi.</p>
<p>La scelta del venerdì, che penalizza di certo soprattutto chi deve venire dalle altre città della regione, è dovuta alla recente interdizione della T del centro alle manifestazioni di sabato e domenica.</p>
<p>Quel giorno <strong>RACCOGLIEREMO</strong> in piazza fisicamente tutti gli scatoloni con i modelli integrativi raccolti in tutte le città dell&#8217;Emilia Romagna, che poi <strong>ANDRANNO CONSEGNATI ALL&#8217;UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE IN UN GIORNO FERIALE DELLA SETTIMANA SUCCESSIVA, IN ORARIO D&#8217;UFFICIO, AD OPERA DI UNA DELEGAZIONE BOLOGNESE E DELLE ALTRE CITTA&#8217; DELLA REGIONE,</strong> se è possibile<strong>.</strong></p>
<p>Ora ci si rimette in moto perchè il 20 marzo si sia in tanti e si costruisca un bell&#8217;evento. Si tratta di diffondere il più possibile l&#8217;informazione che la riduzione di organico ricadrà su tutte le classi, che la firma sui modelli integrativi che tantissimi hanno messo, ora va fatta pesare, va resa visibile.</p>
<p>Si possono organizzare nuove assemblee nelle scuole, si possono distribuire i volantini, che faremo avere al più presto, si può rimettere in moto il passaparola che ci caratterizza.</p>
<p>Nei prossimi giorni il gruppo di lavoro farà proposte organizzative più precise per quella giornata.</p>
<p>Stiamo lavorando perchè sia possibile anche <strong>PORTARE GLI SCATOLONI A ROMA, </strong>perchè i modelli integrativi siano recapitati alla vera destinataria delle nostre richieste, la Ministra.</p>
<p>L&#8217;ipotesi più probabile è quella di una massiccia delegazione da più città d&#8217;Italia possibile.</p>
<p align="center">Inoltre.</p>
<p align="center">Le scuole priomarie LONGHENA, FORTUZZI, ROMAGNOLI, XXI APRILE, BOTTEGO, SILVANI, MATTIUZZI CASALI, ARMANDI AVOGLI</p>
<p align="center">invitano genitori e insegnanti all&#8217;incontro</p>
<p align="center"><strong>LE SCUOLE PRIMARIE S&#8217;INTERROGANO SUL VOTO</strong><strong></strong></p>
<p align="center"><strong>MERCOLEDI&#8217; 11 MARZO ore 20,30</strong></p>
<p align="center"><strong>SALA del SILENTIUM, quartiere S.Vitale, vicolo Bolognetti 2, Bologna</strong></p>
<p>Ci saranno interventi di insegnanti, genitori e professori dell&#8217;Università di scienze della Formazione di Bologna.</p>
<p>Vedi volantino allegato.</p>
<p align="center">Infine.</p>
<p><strong>Ricorso contro la circolare sulle iscrizioni</strong>:</p>
<p>martedì 10 marzo banchetto davanti alle scuole elementari XXI Aprile, dalle 16 alle 17.</p>
<p>Elena.</p>
<p>^((P. S. Chi avesse ancora modelli da consegnare mi chiami: 333 42 69 308))</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I dati delle iscrizioni bocciano il modello Gelmini 2</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/i-dati-delle-iscrizioni-bocciano-il-modello-gelmini-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 22:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scuola. Iscrizioni boom tempo pieno: Il maestro unico va ko
Roma, 24 feb. &#8211; Boom di richieste per il tempo pieno e scarso entusiasmo per il maestro unico voluto dal governo Berlusconi. Sono questi i primi risultati che emergono dalle iscrizioni alla primaria per l&#8217;anno scolastico 2009 / 2010. Per scegliere la scuola dei sogni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2170" title="gelmini4_adn-200x1501" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/03/gelmini4_adn-200x1501-100x100.jpg" alt="gelmini4_adn-200x1501" width="100" height="100" /><span style="font-size: medium;"><strong>Scuola. Iscrizioni boom tempo pieno: Il maestro unico va ko</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Roma, 24 feb. &#8211; Boom di richieste per il tempo pieno e scarso entusiasmo per il maestro unico voluto dal governo Berlusconi. Sono questi i primi risultati che emergono dalle iscrizioni alla primaria per l&#8217;anno scolastico 2009 / 2010. Per scegliere la scuola dei sogni e i modelli orari preferiti c&#8217;è ancora tempo fino a sabato. Ma i giochi sono praticamente chiusi e, da Nord a Sud, le preferenze dei genitori, spesso più per questioni pratiche che &#8220;ideologiche&#8221;, sono andate al tempo pieno (con due docenti). Le richieste, dicono i presidi sentiti dalla Dire, sono &#8220;in aumento&#8221;. Mentre &#8220;sparuti&#8221; sono stati, almeno nelle grandi città, il &#8220;sì&#8221; al modello di 24 ore introdotto dal ministro Mariastella Gelmini. E chi non ha scelto la mensa per cinque giorni di seguito ha optato, in generale (anche al Sud, dove il tempo pieno va meno forte), per le 30 ore. Vale a dire tre giorni con il pasto a scuola e due giorni no. In questo caso il maestro unico c&#8217;è, ma è affiancato da altri docenti per il completamento dell&#8217;orario. &#8220;Le famiglie hanno chiesto molta scuola &#8211; conferma Adelia Pelosi, preside dell&#8217;istituto comprensivo Marino di Ponticelli, Napoli &#8211; hanno tutti chiesto il modello delle 40 ore per le prime dell&#8217;anno prossimo. Anche alle medie il tempo prolungato è andato per la maggiore&#8221;.</p>
<p>Dalla periferia ovest del capoluogo partenopeo al quartiere bene del Vomero le cose non cambiano. &#8220;La maggior parte delle famiglie ha scelto le 30 ore &#8211; conferma</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-2169"></span>Enzo Spina, capo dell&#8217;istituto comprensivo Maiuri &#8211; anche al Sud, ormai, proporre una scuola da quattro ore al giorno e&#8217; assurdo, le 24 ore non bastano&#8221;. Dal Sud si passa per il Centro: al 75^ circolo didattico di Roma, &#8220;il 99 % delle famiglie ha chiesto le 40 ore per le prime del prossimo anno- spiega la preside Lucia Carletti- una decina hanno chiesto le 30 ore, nessuna le 24. Nella mia zona, il quartiere Eur, ci sono molti figli di lavoratori più che di residenti, è normale che i genitori chiedano certi modelli orari&#8221;. In generale, &#8220;a Roma e nel Lazio &#8211; racconta Paolo Mazzoli, a capo dell&#8217;associazione scuole autonome Lazio &#8211; sta aumentando la richiesta di tempo pieno. Nel mio circolo, il 115° di Roma, abbiamo 4 prime per circa 100 alunni. Abbiamo avuto 140 richieste di iscrizione per il tempo pieno, siamo in esubero. C&#8217;è stata solo una richiesta per le 24 ore, una quindicina per le 30 ore&#8221;.</p>
<p>In Emilia-Romagna, a Bologna, la musica non cambia. La preside Daniela Turci dirige tre scuole primarie per un totale di 9 classi prime. In due scuole (la Cremonini &#8211; Ongaro e la Fatuzzi, 5 prime) le richieste di 40 ore sono state &#8220;il 100 %&#8221;. Nel terzo plesso (Carducci, 4 prime) la preferenza è andata alle 30 ore. &#8220;Nessuno ha chiesto le 24&#8243;. Sempre a Bologna, il preside Stefano Mari (che dirige le scuole XXI Aprile, Bombicci e Armandi-Avogli) conferma: &#8220;Le 40 ore e le 30 sono state scelte a maggioranza&#8221;.In Piemonte, nella provincia di Torino, il quadro che si va delineando è pressochè identico. L&#8217;associazione scuole autonome del Piemonte parla di &#8220;flop delle 24 ore e boom del tempo pieno, anche a scapito del modulo &#8211; spiega la presidente Nunzia Del Vento- chi prima sceglieva questa ultima formula, infatti, per paura che non gli sia garantita ha deviato sull&#8217;opzione delle 40 ore. Nei grandi centri urbani la scelta è questa&#8221;. Nella scuola della preside, la Gabelli, ci saranno 7 prime il prossimo anno. Solo 2 dei nuovi iscritti hanno chiesto le 30 ore, gli altri tutti 40.</p>
<p>Quanto ai moduli di iscrizione proposti, nelle scuole ha regnato il fai &#8211; da &#8211; te. Alcuni plessi hanno scelto quello proposto dal ministero, che elencava tutte le opzioni orarie: 24, 27, 30 e 40 ore. Altre, come la primaria Maffi di Roma, hanno offerto modelli propri con indicata solo l&#8217;opzione delle 40 ore. Altre ancora hanno proposto &#8220;ibridi&#8221; ulteriormente diversi: alla scuola falcone di Palermo il modello fai &#8211; da &#8211; te dell&#8217;istituto offre due curricula, uno a 27, l&#8217;altro a 30 ore.<br />
Fonte: <a href="http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=19145" target="_blank">diregiovani</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>il C.N.P.I. chiede una profonda revisione dei provvedimenti adottati (le motivazioni)</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 22:23:10 +0000</pubDate>
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Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca
Dipartimento per l&#8217;Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di
Istruzione e per l&#8217;Autonomia Scolastica
Segreteria del Consiglio Nazionale della P.I.

MIURAOODGOS prot. n. 1304 Roma, 12.2.2009                                                                                                                                              All&#8217;On.le Ministro
Oggetto: Parere sullo schema di regolamento concernente la revisione dell&#8217;assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell&#8217;infanzia e del primo
ciclo di istruzione
Adunanza del 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2049" title="logofuturoscuola-l1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/logofuturoscuola-l1-100x100.gif" alt="logofuturoscuola-l1" width="100" height="100" /></p>
<p style="text-align: center;">Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</p>
<p style="text-align: center;">Dipartimento per l&#8217;Istruzione</p>
<p style="text-align: center;">Direzione Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di</p>
<p style="text-align: center;">Istruzione e per l&#8217;Autonomia Scolastica</p>
<p style="text-align: center;">Segreteria del Consiglio Nazionale della P.I.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">MIURAOODGOS prot. n. 1304 Roma, 12.2.2009                                                                                                                                              All&#8217;On.le Ministro</p>
<p>Oggetto: <em>Parere sullo schema di regolamento concernente la revisione dell&#8217;assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell&#8217;infanzia e del primo</em></p>
<p><em>ciclo di istruzione</em></p>
<p><strong>Adunanza del 12 febbraio 2009</strong></p>
<p><strong>IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE</strong></p>
<p>Vista la nota prot. n. 13303 del 29 dicembre 2008 ( Dipartimento per l&#8217;Istruzione) con la quale il Ministro ha richiesto il parere del C.N.P.I. in merito all&#8217;argomento in oggetto;</p>
<p>Visti gli artt. 24 e 25 del D.L.vo n. 297 del 16.04.1994;</p>
<p>Vista la relazione della Commissione redazionale, appositamente costituita per l&#8217;esame istruttorio, ed incaricata di riferire al Consiglio in ordine all&#8217;argomento in oggetto specificato;</p>
<p>dopo ampio ed approfondito dibattito:</p>
<p>esprime il proprio parere nei seguenti termini:</p>
<p><strong>PREAMBOLO</strong></p>
<p>Il CNPI richiama, preliminarmente, alcune questioni di carattere generale emerse durante l&#8217;esame dello Schema di Regolamento per il quale è stato richiesto formale parere.</p>
<p>Già nell&#8217;ordine del giorno approvato all&#8217;unanimità nella seduta del 17 novembre 2008, il CNPI esprimeva, sulle anticipazioni dei contenuti di provvedimenti che il Governo intendeva adottare sulla scuola e che successivamente sono stati recepiti nelle leggi n. 133 e n. 169 del 2008, &#8221; <em>fermo dissenso e viva preoccupazione sulle scelte operate che, se confermate, comportano &#8230; una destrutturazione del sistema scolastico pubblico ed una netta riduzione quantitativa e qualitativa dell&#8217;offerta formativa</em>&#8220;.</p>
<p>Il CNPI chiedeva, altresì, : &#8221; <em>una profonda revisione dei provvedimenti adottati, a partire da quanto previsto per la scuola primaria con l&#8217;introduzione dell&#8217;insegnante unico e l&#8217;orario di 24 ore settimanali</em>&#8220;.</p>
<p>Il CNPI, esaminato lo Schema di Regolamento, non può che confermare questo orientamento integrandolo con le seguenti valutazioni.</p>
<p><strong>1. Autonomia delle istituzioni scolastiche</strong></p>
<p>A fronte di un percorso che attribuisce alle istituzioni scolastiche autonome (dPR 275/99) prerogative in ordine alla flessibilità, alla quota del 20% del curricolo,</p>
<p><span id="more-2048"></span>agli interventi compensativi e di sostegno alle eccellenze, si prospettano misure strutturali che limitano fortemente la stessa autonomia.</p>
<p>E&#8217; previsto, infatti, l&#8217;azzeramento delle compresenze e di fatto di tutte le forme di utilizzo del personale docente in compiti diversi dall&#8217;insegnamento frontale. Una scelta che nella scuola non solo influisce pesantemente sulla qualità dell&#8217;offerta formativa ma compromette il ruolo e le competenze progettuali dei collegi docenti che potevano, sino ad oggi, contare sull&#8217;utilizzo del personale per realizzare nella scuola le opportunità sopra richiamate.</p>
<p><strong>2. Armonizzazione dei Piani di studio e delle Indicazioni per il curricolo</strong></p>
<p>La prospettata essenzializzazione/armonizzazione dei due documenti culturali da consegnare alle istituzioni scolastiche autonome affinché, attraverso il POF definiscano ed organizzino le loro scelte, induce il CNPI ad evidenziare alcune problematicità:</p>
<p> il Regolamento interviene immediatamente, ristrutturandoli, sui modelli organizzativi senza conoscere i contenuti che dovrebbero derivare dall&#8217;armonizzazione dei Piani di studio e delle Indicazioni per il curricolo che seguono impostazioni pedagogiche diverse;</p>
<p> la fase triennale di <em>&#8220;prima attuazione&#8221;</em>, affidata alle scuole a partire dall&#8217;anno scolastico 2009/10, senza una verifica della sperimentazione precedente, relativa alle Indicazioni per il curricolo, interferisce con le scelte già operate dalle scuole e con gli esiti delle stesse.</p>
<p>Il CNPI si riserva di esprimere le proprie valutazioni attraverso il <em>&#8220;prescritto parere&#8221; </em>sull&#8217;Atto di indirizzo che sarà predisposto sulle azioni di monitoraggio che verranno affidate all&#8217;ANSAS e all&#8217;INVALSI, nonché sul documento di revisione delle Indicazioni da redigere alla fine del triennio previsto in <em>&#8220;prima attuazione&#8221;</em>.</p>
<p><strong>3. Applicazione degli assetti ordinamentali</strong></p>
<p>I cambiamenti strutturali prospettati sono notevoli e coinvolgono, nella scuola primaria e secondaria di primo grado, anche le classi successive alla prima, superando quanto disposto dalla legge.</p>
<p>Non tenendo conto:</p>
<p> delle scelte organizzative e didattiche della scuola</p>
<p> delle scelte già operate dalle famiglie</p>
<p> della prassi consolidata di una graduale implementazione di modifiche ordinamentali</p>
<p>si realizza una completa destrutturazione dell&#8217;organizzazione scolastica in atto.</p>
<p>In coerenza con il lavoro dei Comitati orizzontali, oltre alle considerazioni espresse in premessa, si riportano di seguito le osservazioni e i rilievi emersi in quelle sedi.</p>
<p><strong>Comitato Orizzontale Scuola Materna</strong></p>
<p>Al comma 1 dell&#8217;art. 2 si delinea l&#8217;età di accesso alla scuola dell&#8217;infanzia. Il COSMAT ritiene opportuno anche un esplicito richiamo alle finalità di questa scuola, ribadendo il concetto che essa è e deve essere prima scuola, il luogo dove il bambino sviluppa la capacità di conoscere ed essere riconosciuto dagli altri per ciò che è e che può divenire.</p>
<p>E&#8217; opportuno inoltre evidenziare come l&#8217;ambiente educativo debba essere organizzato in modo che i bambini possano sviluppare non soltanto competenze più o meno scandite in traguardi, bensì e soprattutto possano sviluppare una propria e indifferenziata capacità di conoscere, entrando in relazione piena e ricca con gli altri e il mondo. Scuola dell&#8217;infanzia, dunque, come luogo per crescere insieme, ricordare, conoscere il mondo, sognare, essere felici; scuola che aiuta a consolidare la propria identità, un corpo proprio, un <em>intelligere</em>, un sentire, un immaginare propri.</p>
<p>Al comma 2 il COSMAT contesta la riproposizione dell&#8217;anticipo anche se riconosce un fattore di vincolo nella normativa primaria. Tale contestazione nasce in primo luogo dalla considerazione che non rispetta il diritto dei bambini ad avere assicurati ambienti educativi &#8220;pensati&#8221; per la loro età; poi per ragioni di ordine pedagogico in quanto l&#8217;anticipo rischia di incidere negativamente sull&#8217;identità culturale e pedagogica della scuola dell&#8217;infanzia italiana, consolidatamente ritenuta valida ai vertici mondiali. Al COSMAT, inoltre, non risultano esperienze pregresse e positive relative all&#8217;anticipo, piuttosto si segnala che la gestione dell&#8217;istituto dell&#8217;anticipo è stata lasciata alla esclusiva richiesta delle famiglie provocando così ricadute negative sulla qualità dell&#8217;offerta formativa.</p>
<p>Il COSMAT &#8211; anche alla luce degli obiettivi assegnati a Lisbona agli Stati membri della UE in termini di incremento di servizi educativi, soprattutto nella fascia 0/3 &#8211; sottolinea l&#8217;importanza dell&#8217;incremento delle <em>&#8220;sezioni primavera&#8221; </em>(come previsto al comma 3) che possono rappresentare, laddove non esiste l&#8217;asilo-nido, una risposta adeguata ai bisogni educativi dei bambini di età inferiore ai tre anni e consentire al Paese di recuperare il terreno perduto sul fronte dei servizi all&#8217;infanzia. Per il funzionamento di tali sezioni è indispensabile però richiamare esplicitamente gli specifici criteri di funzionamento già declinati nella Direttiva Direttoriale n. 37 del 10 aprile 2008 emanata da codesto ministero.</p>
<p>Affinché a questa esperienza innovativa &#8211; <em>&#8220;sezioni primavera&#8221; </em>- che vede interagire più soggetti: Stato, Regioni, Enti Locali, istituzioni scolastiche statali e non, siano assicurati tutti i supporti necessari in termini di progettualità dell&#8217;innovazione, occorre prevedere che l&#8217;esperienza &#8211; sia sul livello amministrativo e di governance sia sul livello della qualità educativa erogata &#8211; venga supportata da azioni sistematiche di monitoraggio coordinate dal livello centrale.</p>
<p>Al comma 4 il Regolamento in esame prevede che l&#8217;istituzione di nuove scuole e di nuove sezioni avvenga in collaborazione con gli Enti territoriali, assicurando la coordinata partecipazione delle Scuole statali e delle scuole paritarie al sistema scolastico nel suo complesso. Il COSMAT ritiene che la promozione di <em>&#8220;tavoli territoriali interistituzionali&#8221; </em>con la presenza della Scuola statale e non, degli enti locali e delle parti sociali &#8211; quali luoghi adatti per il governo della programmazione locale riferita ai servizi educativi e alla Scuola dell&#8217;infanzia &#8211; sia assolutamente opportuna per far in modo che tra domanda dell&#8217;utenza e offerta del territorio vi sia chiara sintonia.</p>
<p>Un&#8217;adeguata programmazione non potrà però prescindere da una puntuale ricognizione dell&#8217;esistente, e al pari dovrà poter usufruire di risorse certe per una adeguata risposta al fabbisogno ancora alto dell&#8217;utenza. A tal proposito occorre sia esplicitato senza equivoci che l&#8217;obiettivo della generalizzazione della scuola dell&#8217;infanzia resti una priorità inderogabile di primaria responsabilità dello Stato.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;orario di funzionamento della scuola dell&#8217;infanzia il COSMAT accoglie positivamente che l&#8217;orario di funzionamento resti disciplinato dall&#8217;art. 104 del decreto-legge n. 297/94 e dall&#8217;art. 3, comma 1, del decreto-legge n. 59/04 e si mantenga così la contitolarità dei docenti almeno nel modello a 40 ore settimanali. Tale modulo di funzionamento consente azioni contemporanee di più docenti strategicamente utili, specie nei contesti odierni che vedono una densa e generalizzata complessità nella vita delle sezioni. Questa modalità rende possibile una adeguata offerta educativa e l&#8217;attuazione di un modello organizzativo rispondente ai differenziati, diversi e specifici bisogni educativi dei bambini in questa fascia di età.</p>
<p>Studi recenti, anche a livello europeo, hanno dimostrato che, per rendere possibile a tutti i bambini la concreta possibilità di usufruire di qualità educativa come pari opportunità, senza dover sottostare ai limiti derivanti dai contesti socio-culturali di provenienza, è indispensabile che vengano definiti criteri di funzionamento e, attraverso l&#8217;investimento sistematico di adeguate risorse, essi diventino esigibili su tutto il territorio nazionale. Nel nostro paese la definizione di questi criteri ha spesso un percorso tormentato e non chiaramente definito.</p>
<p>Tuttavia, per assicurare la qualità educativa nella scuola dell&#8217;infanzia è imprescindibile il riferimento a:</p>
<p>- un numero di bambini per sezione che non superi le 25 unità;</p>
<p>- una contemporaneità dei docenti assicurata in ogni modello di funzionamento;</p>
<p>- spazi adeguati alle necessità di movimento in sicurezza dei bambini da 3 a 6 anni;</p>
<p>- un ambiente scolastico reso funzionale all&#8217;apprendimento;</p>
<p>- il sostegno alla formazione in servizio.</p>
<p>Il progetto educativo proposto dalla scuola deve poter tenere conto di questi indicatori e deve altresì poter usufruire delle indispensabili risorse per la sua concretizzazione.</p>
<p>L&#8217;organizzazione del tempo scuola &#8211; fondata sul modello a 40 ore settimanali &#8211; risulta già il più apprezzato dalle famiglie, ma anche il più funzionale ad assicurare che il tempo-scuola possa divenire <em>&#8220;giornata educativa&#8221;</em>. Per queste ragioni il COSMAT ritiene che tale modello di funzionamento dovrebbe essere proposto come <em>&#8220;modello privilegiato&#8221; </em>perché a più alto rendimento pedagogico-didattico.</p>
<p>Le istanze dei genitori devono essere tenute in considerazione, ma compete alla scuola elaborare una proposta complessiva che tenga conto insieme delle risorse messe a disposizione dallo Stato e dal territorio.</p>
<p>L&#8217;affermazione contenuta nel Regolamento: <em>&#8220;Le istituzioni scolastiche organizzano le attività educative per la scuola dell&#8217;infanzia con l&#8217;inserimento dei bambini in sezioni distinte a seconda dei modelli orario scelti dalle famiglie&#8221; </em>pare eccessiva e troppo condizionante il piano e il modello organizzativo della Scuola.</p>
<p>L&#8217;organizzazione scolastica e il progetto educativo devono restare prerogativa imprescindibile del collegio dei docenti nella sua capacità di tener conto della realtà, delle intenzioni e del contesto in cui opera. In tal modo si valorizza la professionalità e la responsabilità docente, si attua l&#8217;autonomia didattica e si risponde alle esigenze del territorio.</p>
<p>Per quanto concerne il comma 6, la previsione &#8211; specie nelle località più isolate &#8211; dell&#8217;inserimento di bambini dai due ai tre anni nella sezione di scuola dell&#8217;infanzia, laddove vi è limitata presenza di bambini di tre/sei anni, vede il COSMAT disponibile purché ciò avvenga in stretto raccordo con le Autonomie Locali e in spazi progettualmente pensati e configuranti un servizio educativo dedicato.</p>
<p>Sarà importante che il numero massimo dei bambini di due/tre anni inseriti in queste realtà, non superi le tre unità e si preveda inequivocabilmente che il numero complessivo di bambini richiesto in queste situazioni, per mantenere o istituire la sezione, possa essere non superiore a 12 unità e comunque contenuto entro il massimo delle 20 unità.</p>
<p>Tali spazi, comunque presidiati dalla scuola dell&#8217;infanzia, richiedono naturalmente, oltre a una adeguata progettazione, un supporto di educatori e di personale in raccordo con le autonomie locali, in modo da assicurare una elevata qualità educativa anche in questo tipo di scuole che insistono nelle località a maggior disagio.</p>
<p><strong>Comitato Orizzontale Scuola Elementare</strong></p>
<p>Affrontare nel merito il contenuto degli articoli del Regolamento che si riferiscono alla Scuola primaria presuppone assumere i parametri che hanno sino ad oggi caratterizzato l&#8217;organizzazione del lavoro e dell&#8217;offerta didattica nella scuola primaria:</p>
<p>_ l&#8217;autonomia didattica ed organizzativa che ha permesso alle scuole autonome di proporsi nel territorio e alle famiglie sia in termini di offerta di tempi scuola che di flessibilità di una proposta sempre più attenta alle situazioni degli alunni (disabilità, disagio, disturbi dell&#8217;apprendimento, interculturalità, eccellenze);</p>
<p>_ la collegialità del gruppo dei docenti, risorsa di professionalità e di relazioni interpersonali per un&#8217;azione formativa centrata sull&#8217;alunno, sull&#8217;attività laboratoriale, sulla programmazione e valutazione collegiale;</p>
<p>_ la contemporaneità quale strumento programmato a sostegno di un&#8217;attività didattica caratterizzata dalla possibilità di personalizzazione e/o individualizzazione dei percorsi.</p>
<p>È alla luce di tali elementi che si possono valutare le ricadute sulla scuola reale chiamata ad affrontare una destrutturazione dei modelli organizzativi e didattici in atto.</p>
<p>L&#8217;esame di una proposta di <em>&#8220;tempi scuola&#8221;</em>, per di più articolata in quattro opzioni, presuppone la conoscenza dei contenuti che però dovrebbero derivare dall&#8217;applicazione, per un triennio, delle Indicazioni nazionali allegate al decreto legislativo 59/04, come aggiornate dalle Indicazioni per il curricolo allegate al decreto ministeriale 31.7.2007. Tale situazione espone le scuole al rischio di difformità interpretative e di una divaricazione dell&#8217;offerta formativa sul territorio.</p>
<p>L&#8217;operazione prevista, affidata ad un atto di indirizzo che individuerà i criteri dell&#8217;armonizzazione di assetti pedagogici, didattici ed organizzativi, sembra non considerare le profonde differenze tra i due testi. Il COSE si riserva di esprimere il proprio parere su tale provvedimento. Si fa comunque presente che il comma 10 dell&#8217;art. 4 del citato Regolamento, già prevede l&#8217;emanazione di un decreto ministeriale, di natura non regolamentare, che individuerà titoli prioritari per <em>&#8220;l&#8217;insegnamento della musica e pratica musicale&#8221; </em>nella scuola primaria (introduzione di una nuova disciplina) che devono essere posseduti dai docenti operanti nell&#8217;ambito dell&#8217;istituto o di reti di scuole, intervenendo in tal modo anche nell&#8217;organizzazione del servizio.</p>
<p>Riguardo l&#8217;art. 4 dello schema di Regolamento si osserva quanto segue:</p>
<p>1. Con i dispositivi previsti si <em>&#8220;supera il precedente assetto del modulo e delle compresenze&#8221;</em>. Il Regolamento sostituisce, anche nella fase transitoria nelle classi successive alla prima, il gruppo docente nonostante le leggi deleganti non prevedano una tale soluzione destrutturando i modelli didattici in atto. Il comma 6 dell&#8217;articolo tace, invece, sui criteri per la determinazione degli organici per <em>&#8220;soddisfare l&#8217;orario delle attività didattiche&#8221; </em>per le classi che non funzioneranno secondo il modello del <em>&#8220;maestro unico&#8221;</em>.</p>
<p>2. Con la sostituzione del precedente assetto di fatto si interferisce con l&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche. Infatti il modello della classe affidata ad un insegnante e funzionante per 24 ore settimanali, che l&#8217;art. 4 della legge 30.10.2008, n. 169, prevedeva come una delle modalità organizzative solo per le classi prime, offerte alla scelta delle famiglie, diventa, da subito, <em>&#8220;il modello&#8221; </em>della scuola pubblica. In tal modo si rendono residuali gli altri modelli, con eccezione per il tempo pieno. Le opzioni a 27 o 30 ore settimanali risulteranno fortemente condizionate dall&#8217;effettiva disponibilità di organico nonostante l&#8217;attuale domanda di tempo scuola si attesti per il 93,4% delle classi cosiddette <em>&#8220;a modulo&#8221; </em>con un orario pari o superiore alle 30 ore settimanali.</p>
<p>3. L&#8217;affermazione secondo cui le classi successive alla prima <em>&#8220;continueranno a funzionare &#8230; secondo i modelli orari in atto&#8221; </em>ma <em>&#8220;senza compresenze&#8221; </em>compromette sostanzialmente, cambiando le regole e abbandonando una consolidata prassi di graduale applicazione delle modifiche ordinamentali, la possibilità degli alunni interessati di completare il loro percorso di studi sulla base delle scelte operate in avvio dello stesso, intaccando il principio della continuità.</p>
<p>4. La soppressione delle ore di compresenza/contemporaneità è un peggioramento drastico dell&#8217;offerta, della flessibilità organizzativa e induce a ricercare risorse compensative esterne all&#8217;istituzione scolastica non sempre garantite e che producono ulteriori differenziazioni dell&#8217;offerta formativa.</p>
<p>5. L&#8217;organizzazione del tempo pieno come prospettata al comma 7 dell&#8217;articolo 4 ha forti limitazioni strutturali: l&#8217;annullamento delle compresenze e la loro trasformazione in organico di istituto di fatto riorganizza l&#8217;offerta di questo modello di organizzazione fondata sulla contitolarità dei due docenti per classe che si ripartiscono gli interventi didattici. Il Regolamento dovrebbe prevedere, per tutte le classi funzionanti e nella logica della gradualità, criteri per la determinazione della dotazione organica che tengano conto dell&#8217;articolazione oraria del tempo scuola, proposta alle famiglie nel POF, anche in base alla disponibilità di servizi (trasporti, mensa), delle necessità derivanti dal tempo mensa e dall&#8217;organizzazione di classi a tempo pieno.</p>
<p>All&#8217;autonomia organizzativa delle scuole, nel rispetto delle norme contrattuali, la possibilità di configurare le modalità di impiego dei docenti che, come recita il dPR 275/99, richiamato nello schema di Regolamento, possono essere diversificate anche in base alle diverse scelte metodologico-didattiche della scuola.</p>
<p>Appare, a dir poco, infelice la formulazione per cui si renderebbe necessaria una formazione professionale <em>&#8220;finalizzata all&#8217;adattamento al nuovo modello organizzativo&#8221; </em>(art. 4, comma 11). La formazione in servizio dei docenti, infatti, ha da sempre valorizzato l&#8217;autonomia professionale, l&#8217;esperienza didattica e non può essere ricondotta a mere logiche adattive.</p>
<p>Si ritiene, infine, necessario che l&#8217;articolo 7, relativamente alle abrogazioni, contenga indicazioni precise e circoscritte al fine di evitare espressioni troppo generiche ed estensive, foriere di possibile confusione e contenzioso.</p>
<p><strong>Comitato Orizzontale per la Scuola media</strong></p>
<p>La scuola secondaria di primo grado, impegnata fin dalla legge istitutiva ad assicurare la <em>&#8220;formazione dell&#8217;uomo e del cittadino&#8221; </em>contrastando la dispersione e l&#8217;insuccesso scolastico, a compimento degli <em>&#8220;almeno 8 anni&#8221; </em>di istruzione previsti dalla Costituzione italiana, rappresenta, a parere del COSME, una scelta ordinamentale inedita nel panorama europeo che va mantenuta nelle sue finalità per garantire a tutti i preadolescenti gli apprendimenti e le competenze necessarie per l&#8217;esercizio dei diritti di cittadinanza. Una storia e un&#8217;esperienza che avrebbe dovuto essere attentamente monitorata prima di procedere a una nuova revisione degli ordinamenti, in presenza di Raccomandazioni importanti del Consiglio e della Commissione europei, al fine di garantire competenze culturali di cittadinanza più estese.</p>
<p>Il COSME, dopo le legittime preoccupazioni in merito alle scelte culturali, che avevano comportato oggettive difficoltà nel passaggio dai Programmi del &#8216;79 ai Piani di studio personalizzati, aveva ritenuto importante la fase di innovazione, aperta da un più esteso obbligo di istruzione (decennale). Una scelta nel segno della continuità educativa con la scuola primaria e con il biennio della scuola superiore attraversato da un importante processo di cambiamento.</p>
<p>In questa fase, con riferimento alle previsioni dell&#8217;art. 5 dello schema di Regolamento, tornano in evidenza legittime preoccupazioni; il COSME osserva che si è di fronte a un impoverimento culturale complessivo dell&#8217;offerta formativa, stanti l&#8217;impostazione rigida dell&#8217;orario di insegnamento, la riduzione del tempo scuola e conseguentemente dei docenti impiegati nelle classi a tempo normale e a tempo prolungato.</p>
<p>Non è accettabile un orario settimanale rigido ridisegnato secondo la logica dei <em>&#8220;tagli di organici&#8221; </em>senza tener conto di quanto è nella competenza delle istituzioni scolastiche autonome e di quanto andrebbe garantito nel percorso di studi previsto da un obbligo di istruzione ormai decennale.</p>
<p>Nello specifico si fa notare che la previsione dell&#8217;insegnamento di <em>&#8220;inglese potenziato&#8221; </em>da realizzare con la soppressione dell&#8217;insegnamento della seconda lingua comunitaria impoverisce la qualità della formazione complessiva degli allievi di questo segmento scolastico ed è in contrasto con le linee generali di politica scolastica a livello comunitario e con le impostazioni culturali in materia di insegnamento-apprendimento di più lingue comunitarie.</p>
<p>Anche sul piano giuridico non pare legittima la soppressione di fatto di una parte <em>&#8220;obbligatoria&#8221; </em>del curricolo.</p>
<p>Sia la possibilità di incrementare l&#8217;insegnamento della lingua inglese che della lingua italiana per gli alunni stranieri, che non trovano il COSME contrario in linea di principio, non possono che trovare applicazione se non in una previsione di attività aggiuntive, con specifica dotazione di risorse professionali, che non portino a una riduzione dell&#8217;orario settimanale curricolare obbligatorio per ciascun alunno.</p>
<p>Riguardo al tempo scuola assicurato in via ordinaria (tempo normale) il COSME ricorda che esso garantiva 30 ore settimanali (con 11 ore di lettere e 3 ore di educazione tecnica) a cui si aggiungevano due ore per una seconda lingua comunitaria, fino a 33 ore con ora opzionale.</p>
<p>Di questo assetto non vi è traccia nello schema di Regolamento, anzi si ipotizza un orario di 29 ore più 1 di approfondimento in materie letterarie, prevedendo anche la possibilità dell&#8217;inglese potenziato. Il COSME a riguardo ritiene che le ore di materie letterarie (9 + 1) debbano essere ricondotte a 10.</p>
<p>Riguardo al tempo prolungato se ne intravede il superamento, essendo presenti molti vincoli che ne impedirebbero di fatto l&#8217;estensione, la sopravvivenza, di fatto la stessaistituzione.</p>
<p>Dire, infatti, che si autorizzeranno classi a Tempo Prolungato <em>&#8220;nei limiti della dotazione organica assegnata a ciascuna provincia&#8221;</em>, indipendentemente, quindi, dalle richieste delle famiglie, <em>&#8220;tenendo conto di esigenze formative globalmente accertate&#8221;</em>, in presenza <em>&#8220;di servizi e strutture idonei a consentire lo svolgimento obbligatorio di attività in fasce orarie pomeridiane&#8221;</em>, solo se si potrà <em>&#8220;garantire il funzionamento di un corso intero a Tempo Prolungato&#8221; </em>condiziona pesantemente la sopravvivenza di questo importante modello culturale e organizzativo a disposizione dei ragazzi e delle loro famiglie. Senza compresenze e contemporaneità si prospetta un&#8217;offerta formativa riduzionista con una evidente unica finalità di risparmio della spesa, resa più grave dall&#8217;indebolimento dell&#8217;intero asse culturale che fa riferimento a arte e immagine, musica, tecnologia, con evidente danno per la dimensione <em>&#8220;operativa&#8221; </em>laboratoriale.</p>
<p>Lo schema di Regolamento, inoltre, nel preannunciare un decreto cui è demandato il compito di definire le classi di concorso e di abilitazione, prospetta una idea di flessibilità, che in materia di utilizzo del personale lascia intravedere un ulteriore problema.</p>
<p>A parere del COSME, l&#8217;orario settimanale proposto in 29 ore settimanale + 33 ore annuali da destinare ad attività di approfondimento di materie letterarie non trova giustificazione, stante anche le spesso richiamate esigenze di garantire apprendimenti linguistici e nell&#8217;area storico-geografica significativi, un tempo scuola già ridotto per effetto di quanto disposto in questo ambito con il decreto legislativo 59/04.</p>
<p>L&#8217;orario settimanale degli studenti va, a parere del COSME, ricondotto nel così detto <em>&#8220;tempo normale&#8221; </em>almeno alle 30 ore settimanali di curricolo obbligatorio prevedendo la possibilità di continuare a garantire, oltre le 30 ore, la seconda lingua comunitaria. Alle scuole autonome, alla comunità tecnico professionale spetta la responsabilità di adottare le eventuali articolazioni necessarie, anche in rapporto al contesto.</p>
<p>Oltre che per il generico riferimento a 33 ore annuali di approfondimento si rinnovano i dubbi già espressi nel parere sul DM che avrebbe dovuto avviare la sperimentazione con riferimento all&#8217;articolo 1 della legge 169/08, per altro ad oggi non ancora emanato:</p>
<p>l&#8217;eventualità che si debbano prevedere nel curricolo obbligatorio un certo numero di ore per il nuovo insegnamento di <em>&#8220;Cittadinanza e Costituzione&#8221; </em>evidenzia una ulteriore riduzione di orario e proprio nell&#8217;area storico-geografica ritenuta unanimemente un&#8217;area culturale di particolare rilevanza per l&#8217;educazione alla cittadinanza.</p>
<p>La fase transitoria, già prevista dall&#8217;art. 14, comma 3, Dlgs. 19.2.2004, n. 59, trova inquesta fase, se si dovesse procedere senza tener conto delle evidenti difficoltà connesse a una applicazione <em>tout court </em>delle norme previste, nuova linfa (si parla infatti di <em>&#8220;prima attuazione&#8221; </em>per il prossimo triennio) <em>&#8220;al fine di assicurare il passaggio graduale al nuovo ordinamento &#8230;. e fino alla messa a regime della scuola secondaria di I grado, l&#8217;assetto organico &#8230;. viene confermato secondo i criteri fissati dal d.P.R. 14.5.1982, n. 782&#8243;</em>.</p>
<p>D&#8217;altra parte lo stesso schema di Regolamento, all&#8217;art. 4, c. 3, afferma che le nuove articolazioni dell&#8217;orario scolastico e, quindi, il nuovo ordinamento <em>&#8220;riguardano a regime l&#8217;intero percorso della scuola primaria e, per l&#8217;a.s. 2009/10, solo le classi prime &#8230;&#8221;</em>, previsione prevista anche negli schemi di Regolamento per la scuola superiore.</p>
<p>Va esplicitato, quindi, in coerenza con quanto affermato in premessa, che il cambiamento dell&#8217;attuale assetto ordinamentale della scuola secondaria di I grado vada applicato con gradualità a partire dalle sole classi prime.</p>
<p>Si osserva, inoltre, che la stessa Relazione che illustra l&#8217;art. 1 dello schema di Regolamento sostiene che <em>&#8220;la decorrenza di applicazione delle norme contenute nel</em></p>
<p><em>regolamento viene fissata all&#8217;anno scolastico 2009/10&#8243; </em>e la specifica formulazione utilizzata fa intendere che l&#8217;attuazione è realizzata in maniera graduale.</p>
<p>Per quanto riguarda le problematiche specifiche del <em>&#8220;tempo prolungato&#8221; </em>e del tempo pieno nella scuola secondaria di primo grado, il COSME ritiene fortemente lesivo per il diritto allo studio condizionarne il funzionamento a requisiti per la sua attivazione (durata, servizi e condizioni strutturali/logistiche, rientri pomeridiani), tutti evidentemente suscettibili di variazione, anche in rapporto alle caratteristiche del territorio in cui sono allocate le scuole.</p>
<p>Il monte-ore previsto, come si evince dalla tabella tracciata nell&#8217;art. 5 comma 9, va definito in 38 ore medie settimanali, elevabili a 40 comprensive del tempo dedicato alla mensa. L&#8217;opportunità formativa della mensa andrebbe garantita anche dove esista una richiesta di tempo normale e di classi di strumento musicale.</p>
<p>Al fine di rendere realmente attuabile il tempo prolungato è necessario che vi sia un&#8217;effettiva disponibilità di risorse umane per il tempo eventualmente dedicato alla mensa.</p>
<p>Ciò può scaturire o da un incremento di organico o con il mantenimento di posti-orario (cattedre) inferiori a 18 ore settimanali, garantendo tutte le opportunità formative che una scuola autonoma mette a disposizione dei propri studenti.</p>
<p>Va, inoltre, mantenuta la salvaguardia dello stesso numero di autorizzazioni all&#8217;attivazione delle classi a tempo prolungato registrato, a livello nazionale, nell&#8217;anno scolastico precedente, così come, peraltro, previsto per il tempo pieno della scuola primaria.</p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p>Il CNPI critica fortemente la scelta di fondo sottesa al Regolamento in quanto non coerente con le prerogative delle istituzioni scolastiche autonome, lese sui principi che regolano l&#8217;autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e sviluppo secondo quanto disposto dal dPR 275/99.</p>
<p>Il CNPI rileva come il Regolamento, nel prospettare un&#8217;ampia offerta di tempi scuola, possa alimentare nelle famiglie aspettative che, in assenza di congrue e correlate risorse, potranno difficilmente essere soddisfatte mettendo la scuola nella difficile situazione di dover ri-orientare le scelte e riorganizzare l&#8217;offerta. Il CNPI ritiene, infine, che le criticità evidenziate compongono un quadro formativo che</p>
<p> compromette l&#8217;efficacia dell&#8217;offerta formativa nella scuola dell&#8217;infanzia e nel primo ciclo di istruzione;</p>
<p> lede la dignità dell&#8217;istituzione scolastica pubblica;</p>
<p> non garantisce pari opportunità di offerta e di scelta sull&#8217;intero territorio nazionale.</p>
<p>Il Segretario Il Vice Presidente</p>
<p>Maria Rosario Cocca Mario Guglietti
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>“Caso Longhena” Comunicato stampa scuole Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 09:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/bologna_torri-garisenda-asinelli7.jpg" rel="lightbox[2016]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2018" title="bologna_torri-garisenda-asinelli7" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/bologna_torri-garisenda-asinelli7-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA<br />
Sicuro di interpretare il sentimento comune di solidarietà con le insegnanti della scuola Longhena, in nome<br />
dell&#8217;Assemblea delle Scuole, Giovanni Cocchi ha inviato oggi un comunicato stampa in merito alla protesta delle insegnanti delle scuole elementari Longhena, che hanno compilato le schede di valutazione scrivendo 10 a tutti, come protesta contro l&#8217;introduzione della votazione decimale. Questa forma di lotta ha suscitato reazioni forti da parte dell&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale e della stessa Ministra.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Comunicato stampa, giovedì 12 febbraio 2009</strong></p>
<p>L’ASSEMBLEA GENITORI INSEGNANTI DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA ESPRIME LA TOTALE E PIENA SOLIDARIETA’ CON LE INSEGNANTI DELLA SCUOLA LONGHENA E APPOGGIA TUTTE LE FORME DI DISSENSO NEI CONFRONTI DELLA REINTRODUZIONE DEL VOTO IN DECIMI NELLA SCUOLA DEL PRIMO CICLO.<br />
ANCHE PER QUESTO L’ASSEMBLEA INVITA TUTTI SABATO 14 FEBBRAIO ALLE ORE 15 IN PIAZZA NETTUNO PER PORTARE LA LORO DICHIARAZIONE D’AMORE PER LA SCUOLA PUBBLICA E DIFENDERLA DALL’AGGRESSIONE DI CHI LA VUOLE DISTRUGGERE.</p>
<p><strong>L’obiezione ai voti DAL PUNTO DI VISTA FORMALE.</strong><br />
Dal punto di vista giuridico-legislativo occorre sottolineare che ad oggi non esiste ancora legalmente l’obbligatorietà dei voti decimali, in quanto la stessa Legge 169 che li ha reintrodotti prevede “un apposito regolamento di coordinamento delle norme vigenti in materia di valutazione” che deve essere ancora emanato, perché non ha ancora terminato l’iter istituzionale legalmente previsto (e cioè il passaggio alla</p>
<p><span id="more-2016"></span>Conferenza Stato-Regioni ed al Consiglio di Stato per un parere obbligatorio prima di poter tornare al Consiglio dei Ministri). Solo quando questo regolamento (che ora è ancora sotto forma di schema) assumerà la forma di decreto legislativo il voto decimale diverrà obbligo. Questo è implicitamente riconosciuto (e non potrebbe essere altrimenti) dallo stesso Ministero nella circolare 10/2009, con la quale si danno informazioni e dunque non obblighi alle scuole, che recita: “Al momento, è in corso la stesura del testo definitivo. In attesa del riordino del secondo ciclo di istruzione, che troverà attuazione dal 1.9.2010, ai sensi del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, il regolamento riguarda, per ora, solo la disciplina della valutazione relativa al primo ciclo di istruzione. Nelle more dell’iter di approvazione del regolamento, si ritiene opportuno fornire alle scuole elementi essenziali di informazione…”<br />
Nel caso delle scuole Longhena come in quello delle XXI aprile, come di tante altre scuole in Italia dove i Collegi dei docenti hanno deliberato, “nelle more dell’iter di approvazione del regolamento”, di mantenere i giudizi, non sono stati violati obblighi di legge, considerato anche che il DPR 275/199 sull’autonomia (art. 4) affida alle Scuole l’individuazione “delle modalità e dei criteri di valutazione degli alunni, nel rispetto della normativa nazionale”e la nuova normativa nazionale non solo ancora non esiste formalmente, ma neppure è ancora conosciuta dalle scuole, se non sotto forma di circolare e solo nelle sue “linee essenziali”. Che sia più illegittima la delibera di un Collegio Docenti o l’ordine di servizio che ne contrasta la sovranità (o addirittura, come in alcuni è successo, il comportamento di dirigenti che hanno addirittura impedito la discussione e la votazione di delibere non giudicate “allineate”), lo stabilirà l’esito dei ricorsi degli insegnanti che peraltro prima hanno adempiuto, come ovvio, all’ordine di servizio: il voto che era gerarchicamente e obbligatoriamente richiesto c’è stato, coscientemente e scientemente espresso anche con un 10.</p>
<p><strong>L’obiezione ai voti DAL PUNTO DI VISTA SOSTANZIALE.</strong><br />
Perché “scientemente” e “coscientemente”? Perché la coscienza e la scienza della stragrande maggioranza degli insegnanti non può che moralmente (ed in alcuni casi coraggiosamente e pubblicamente) ribellarsi a quanto c’è di più lontano dalla propria formazione di insegnanti, dalla propria pratica trentennale di insegnamento, dalle proprie convinzioni pedagogiche e didattiche. Per essere più chiari: il voto decimale è stato abolito oltre trent’ anni fa dopo un ampio ed approfondito dibattito pedagogico e ripristinato dalla sera alla mattina tra il 30 agosto ed il primo settembre da un’avvocato (chiamato ad assumere il Ministero della Pubblica Istruzione) senza alcuna consulenza preventiva ed alcun conforto pedagogico-scientifico successivo, di alcun Pedagogista o Scienziato della Formazione, senza alcun coinvolgimento degli insegnanti e delle loro associazioni professionali.<br />
E’ scienza e coscienza diffusa &#8211; dal varo della legge 517 nel 1977 a tutti i corsi universitari e di formazione/aggiornamento degli insegnanti tenuti fino ad oggi &#8211; che la “valutazione” debba riguardare non solo l’accertamento e l’apprezzamento dei risultati, ma anche l’osservazione dei processi e dell’ evoluzione dei percorsi personali di apprendimento e che debba essere quindi valutazione qualitativa, descrittiva e formativa (come quella dei giudizi) prima ancora che sommativa e sbrigativa come quella di un voto numerico. Gli insegnanti delle Longhena e delle XXI Aprile (così come i genitori che rifiutano di sottoscrivere una scheda fatta solo di voti) hanno voluto esprimere, nelle rispetto delle forme ancora loro concesse dalla legge, lo sconforto ed il disagio dei tanti che ancora si ostinano a difendere la qualità ed il senso della loro professione, la delicata responsabilità della relazione che li lega ai loro allievi.<br />
Cioè in ultima analisi, una “dichiarazione d’amore” verso la scuola e verso i “bambini” a loro affidati; la prima delle “Dichiarazioni d’amore per la scuola pubblica” che porteremo sabato 14 febbraio in piazza Nettuno alle ore 15 dove saremo non solo per difendere il tempo pieno ed i moduli e più in generale una scuola pubblica di qualità, ma anche per riaffermare che compito e responsabilità della scuola repubblicana non è quella di “obbedir tacendo” ma di sapere e potere esprimere con chiarezza e determinazione il proprio sapere pedagogico e didattico.</p>
<p><strong>L’ASSEMBLEA GENITORI ED INSEGNANTI DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA</strong>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>liceali indignati nel vuoto del Senato</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 19:35:30 +0000</pubDate>
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Lettera di una classe a Napolitano dopo la visita-choc a Roma 
 
QUINTA A LICEO SCIENTIFICO «XXV APRILE»
 
PONTEDERA
Egregio signor Presidente della Repubblica,
a scriverle sono venti ragazzi che quest’anno sosterranno l’esame di maturità, studenti e studentesse del liceo Scientifico «XXV Aprile» di Pontedera. Ci rivolgiamo a Lei per la prima volta, ma [...]]]></description>
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 <br />
Lettera di una classe a Napolitano dopo la visita-choc a Roma <br />
 <br />
QUINTA A LICEO SCIENTIFICO «XXV APRILE»<br />
 <br />
PONTEDERA<br />
Egregio signor Presidente della Repubblica,<br />
a scriverle sono venti ragazzi che quest’anno sosterranno l’esame di maturità, studenti e studentesse del liceo Scientifico «XXV Aprile» di Pontedera. Ci rivolgiamo a Lei per la prima volta, ma l’argomento di cui vorremmo renderla partecipe ci sembra alquanto importante. La questione riguarda una visita che la nostra classe, insieme a due insegnanti, ha effettuato il 2 dicembre al Senato della nostra amata Repubblica.</p>
<p>Avremmo tanto voluto dimostrarle il riconoscimento verso le Nostre istituzioni e la felicità per aver avuto la possibilità di partecipare a tale visita, ma purtroppo i sentimenti che ci spingono a scriverle sono decisamente altri.</p>
<p><span id="more-1946"></span></p>
<p>Siamo da poco maggiorenni, alcuni di noi hanno già avuto l’onore, nonché il dovere, di votare alle ultime elezioni. Tutti ci interessiamo alla politica, chi più e chi meno. Tutti, a scuola, seguiamo le lezione di educazione civica. Tutti studiamo gli articoli più importanti della nostra Costituzione e tutti crediamo nei suoi Principi Fondamentali. Ci stanno insegnando che non bisogna cedere a quella malattia, diffusa fra molti giovani, che è l’«indifferentismo». Ci stanno insegnando quel principio che un certo signor Piero Calamandrei insegnò agli studenti milanesi nel ’55 e cioè che sulla libertà bisogna vigilare ogni giorno, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica.</p>
<p>Dopo aver letto queste parole si immagini dunque con quale entusiasmo e aspettativa attendevamo la visita al Senato. Nel primo pomeriggio siamo stati alla Libreria del Senato, dove una cortese signorina ci ha parlato di quest’importante organo di Stato: il ruolo, i poteri, la fisionomia. Dopo aver chiarito alcune curiosità ci ha esposto che cosa avremmo sentito alla seduta pubblica. L’ordine del giorno prevedeva la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 ottobre 2008, n. 155, recante misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell’erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell’attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali. Visto il tema molto attuale, la signorina ci ha anche spiegato che eravamo fortunati, in quanto avremmo assistito ad un’importante, se non accesa, discussione parlamentare.</p>
<p>Un po’ intimoriti, ma molto emozionati, siamo entrati a Palazzo Madama e, scortati dai commessi, siamo finalmente entrati per assistere alla seduta. Il presidente del Senato stava già introducendo la relazione del disegno di legge e si immagini il nostro stupore, mettendoci seduti, nel vedere che decine di posti erano vuoti, che le tribune a sbalzo erano pressoché deserte e che nessuno di quei pochi signori presenti stava ascoltando il Presidente. Ci è venuto spontaneo chiedere spiegazioni ai commessi, i quali ci hanno cortesemente rassicurati, spiegandoci che ogni senatore conosceva già il disegno di legge e la lettura da parte del Presidente era pura formalità. La situazione e soprattutto il grado di attenzione sarebbero sicuramente cambiati da lì a poco.</p>
<p>Ma ancora più stupore lo abbiamo provato nel momento in cui ci siamo resi conto che la situazione, con il passare dei minuti, non solo non cambiava, ma degenerava: i senatori parlavano fra di loro ed al cellulare con estrema naturalezza, generando un fastidiosissimo brusio di sottofondo, per altro non captato dal Presidente, che neppure tentava di richiamare all’ordine tali senatori. Ai più sfrontati con il cellulare alla mano si contrapponevano però i senatori più pacati: non conversavano, non interagivano, ma sfogliavano semplicemente le pagine dei quotidiani o dei giornali di gossip. Non dimentichiamo poi coloro che usavano con naturalezza il computer, aperto in bella vista davanti ai loro scanni. Dalla nostra tribunetta, esterrefatti, scrutavamo tutto e tutti. La situazione stava per toccare il fondo: alcuni senatori cominciano a esporre i loro discorsi e le loro opinioni riguardo il decreto-legge, ma il brusio ovviamente non si placa neppure adesso.</p>
<p>Molti di loro, concluso il discorso, prendono la ventiquattr’ore e se vanno, senza nemmeno ascoltare la risposta degli altri parlamentari. Altri continuano insistentemente a conversare e come l’esponente del proprio schieramento conclude il discorso si girano e con estrema naturalezza applaudono, senza nemmeno aver ascoltato una virgola dell’arringa. Molti altri entrano ed escono, leggono e scrivono, ci guardano e sorridono.</p>
<p>Ma lo stupore provato fino ad adesso in un soffio si trasforma in profonda delusione e vergogna. Ad alcuni di noi infatti capita per caso di ascoltare alcune frasi frammentarie, ma purtroppo del tutto intelligibili, di un senatore che, salito sulla tribunetta, stava rispondendo alle domande di altri signori scandalizzati quanto noi. «E’ normale, è anni che è così», ripeteva tale signore alle loro domande riguardo l’assenteismo. «L’Italia ormai è un Paese che non può più essere riformato», sosteneva. «I senatori si presentano solo per le votazioni più importanti; il titolo ormai è acquisito», rimarcava.</p>
<p>L’entusiasmo di venti giovani cittadini si è cancellato al sentire queste frasi. L’unica cosa che provavamo uscendo da Palazzo Madama quel martedì era delusione, amarezza, vergogna. Tutte quelle belle aspettative di cui eravamo pieni la mattina sono sfumate in quella mezz’ora.</p>
<p>Come si può governare bene un Paese se non si siede quasi mai in quelle tribune? Come si possono risolvere i problemi dello Stato senza dar loro attenzione? Come si possono trovare compromessi senza ascoltare le opinioni altrui? Come si può aiutare un Paese che sta soffrendo, che ha molte lacune da sanare, che ha gravi problemi da affrontare, se si hanno radicate nella mente le convinzioni di quel senatore?</p>
<p>Nei giorni successivi abbiamo continuato a parlarne in classe e le nostre professoresse si sono sentite quasi in dovere di chiederci scusa. I loro intenti erano due: coltivare e cementare il nostro senso civico e il nostro interesse per la politica e formare la nostra fiducia nelle istituzioni. Quest’ultimo è crollato come un castello di sabbia, lasciando dietro di sé le fondamenta della delusione. Ma per quanto riguarda la coscienza civica, difficile a crederci, si è resa ancora più salda: di assenteismo, di disinteresse, di falsità nella politica italiana avevamo sentito solo parlare, adesso però li abbiamo visti con i nostri occhi. Vedere per credere. La presa di coscienza di una realtà che in pochi vogliono ammettere ha generato un’unica, ma forte, sicurezza: la politica non può e non deve essere quella che ci si è presentata davanti. «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione», così recita l’articolo 67 della nostra Costituzione, e, se noi siamo la Nazione, non siamo più così sicuri di voler essere rappresentati da chi non si ripete ogni giorno questa frase.</p>
<p>Come noi anche altri studenti potrebbero aver avuto, e a nostro parere è cosa certa che sia accaduto, la stessa reazione. Perciò, pur essendo consapevoli che questa nostra lettera non cambierà quello che abbiamo visto e sentito nell’aula del Senato, ci è sembrato doveroso doverla rendere partecipe della nostra esperienza, delle nostre sensazioni e delle nostre conclusioni.</p>
<p>In veste di garante della Costituzione e rappresentante dell’unità non le poniamo alcuna richiesta, né le formuliamo alcun appello, ma la ringraziamo soltanto di aver speso un po’ del suo tempo nel leggere questa lettera. In veste di cittadino italiano invece le chiediamo di far tesoro del pensiero, per non dire dello sdegno, di venti studenti, fieri cittadini italiani esattamente come Lei.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&amp;ID_articolo=882&amp;ID_sezione=255&amp;sezione=" target="_blank">lastampa</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Primi numeri de &#8220;La notte bianca di Bologna&#8221; 16/10/2008 15000 FANTASMI</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 20:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BOLOGNA, 15 OTTOBRE,
LA NOTTE PER LA SCUOLA PUBBLICA, IL GIORNO DOPO
Ciao a tutti.
ERAVAMO 14.235!!
Ringraziamo Elena e Giovanni per il costante aggiornamento e per l&#8217;ottimo lavoro svolto.
Oggi io e Giovanni abbiamo cercato di raccogliere più dati possibile dalle scuole che hanno organizzato iniziative nella NOTTE PER LA SCUOLA PUBBLCA del 15 ottobre.
Ci siamo resi conto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/logo-una-notte-x-la-scuola6.jpg" rel="lightbox[764]"><img class="alignleft size-medium wp-image-765" title="logo-una-notte-x-la-scuola6" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/logo-una-notte-x-la-scuola6-300x168.jpg" alt="" width="196" height="102" /></a><strong>BOLOGNA, 15 OTTOBRE,<br />
LA NOTTE PER LA SCUOLA PUBBLICA, IL GIORNO DOPO</strong></p>
<p>Ciao a tutti.<br />
ERAVAMO 14.235!!</p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Ringraziamo Elena e Giovanni</strong> </span>per il costante aggiornamento e per l&#8217;ottimo lavoro svolto.</p>
<p>Oggi io e Giovanni abbiamo cercato di raccogliere più dati possibile dalle scuole che hanno organizzato iniziative nella NOTTE PER LA SCUOLA PUBBLCA del 15 ottobre.<br />
Ci siamo resi conto che oltre l&#8217;entusiasmo per le splendide riuscite delle varie iniziative, manca a ciascuno la percezione di quanto allargata sia stata la partecipazione di genitori, insegnanti, personale della scuola, cittadini.<br />
Stiamo raccogliendo i racconti delle varie scuole e degli altri eventi.<br />
Chiedo a chi non ha ancora inviato di farlo entro domani sera, così in serata potrò inviarlo a tutti.<br />
Per il momento incollo qui sotto il comunicato stampa trasmesso oggi ai giornali, dove indichiamo solo i dati numerici raccolti.</p>
<p><strong>Sabato 18 ottobre una delegazione dell&#8217;assemblea delle scuole andrà a Roma all&#8217; Assemblea Nazionale</strong>.<br />
Per il momento si sono resi disponibili Marzia, Barbara, Simona, Elena e Mirco.</p>
<p>      La notte bianca di Bologna, 16/10/2008</p>
<p>      <strong>15000 FANTASMI ASSOLUTAMENTE VISIBILI </strong></p>
<p>            Seguono elenco iniziative e numero dei partecipanti (il totale dei partecipanti alle iniziative finora censite è di 14.235)</p>
<p style="text-align: center;">      <strong>BOLOGNA</strong></p>
<p>      <strong>IC 1</strong> – 500 partecipanti<br />
      passeggiata adulti bambini da piazza Capitini alle scuola Dozza &#8211; 17,15 “la scuola che non vogliamo perdere”, riflessioni di un’insegnante – mentre i bambini giocheranno nel pratone &#8211; poi tutti all’iniziativa pubblica del quartiere Borgo Panigale<br />
      Scuola Dozza dalle 20.30 alle 23.00 proiezione del film &#8220;L&#8217;amore che non scordo&#8221; a cui seguirà confronto e scambio di idee.</p>
<p>     <strong> IC 2</strong> – 200 partecipanti<br />
      Il Comitato Genitori delle Scuole dell’Istituto Comprensivo 2, in collaborazione con il Quartiere Reno ed il Quartiere Borgo Panigale dibattito “quattro chiacchiere in tema di istruzione”</p>
<p>      <strong>IC 3</strong> Lame &#8211; 600 partecipanti<br />
      attività alle scuole Bottega + corteo dalla scuola all’Ipercoop Lame</p>
<p> </p>
<p><span id="more-764"></span></p>
<p> </p>
<p>      <strong>IC 5</strong> – Quartiere Bolognina -500 partecipanti<br />
      Partecipazione delle scuole del quartiere ad un corteo-passeggiata con pentole e mestoli lungo le vie della Bolognina.</p>
<p>     <strong> IC 7</strong>- 500 partecipanti<br />
      merenda insieme nel parco e punto informativo &#8211; Giochi nel parco – laboratori – film &#8211; Cena insieme pizza per tutti (ordinate 200 pizze) &#8211; Ore 21.00 Vito ha raccontato vita e miracoli del maestro unico&#8230; e a seguire musiche e danze: tarantelle, pizziche e tammurriate</p>
<p>      <strong>IC 8</strong> scuola primaria Longhena &#8211; 300 partecipanti<br />
      16.30 Trio Leuterius 18.30 laboratorio scientifico “Nuvole… a scuola” curato dai ricercatori ISAC precari del CNR &#8211; Banda Roncati &#8211; proiezioni video -<br />
      Dalle 16,30 alle 19,00 assemblea &#8211; In contemporanea i &#8220;laboratori che non avremo&#8221;, condotti da genitori con la collaborazione di giovani scout- dalle 19 MATTEO BELLI legge ai bambini &#8211; pausa cena &#8211; film &#8220;L&#8217;amore che non scordo&#8221; e dibattito &#8211; concerti di musica varia – permanenza notturna</p>
<p>      <strong>Scuola Guinizzelli</strong> &#8211; 100 partecipanti<br />
      dalle 19 alle 23 abbiamo organizzato una assemblea con insegnanti e genitori; a seguire cena aperta a tutti.</p>
<p>      <strong>IC 10</strong> &#8211; 500 partecipanti<br />
      Scuola media Besta, dalle 17,30 alle 24 &#8211; Comitato Genitori IC 10 – Personale docente e non docente Presidente del Quartiere S. Donato</p>
<p>      <strong>IC 11</strong> &#8211; 500 partecipanti<br />
      quartiere S. Donato &#8211; Parata nelle strade del quartiere, poi assemblee nelle scuole fino alle 23 -</p>
<p>      <strong>IC 12</strong> &#8211; 250 partecipanti<br />
      corteo delle materne ed elementari Marella, Viscardi e della media Farini</p>
<p>      <strong>IC 13</strong> non ancora pervenuto<br />
      Scuola Pavese: assemblea dalle 21 alle 24</p>
<p>      <strong>IC 14</strong> scuole Volta non ancora pervenuto<br />
      dalle 18 alle 21 tutti assieme, compresi i ragazzi, a scuola<br />
      assemblea genitori e docenti della scuola elementare Mazzini e della scuola media Volta &#8211; pizza (da asporto) per tutti… &#8211; poi, corteo di genitori, insegnanti e ragazzi verso le scuole elementari Lipparini DD 11 che si sono uniti al corteo, con gli alunni dei due istituti mascherati da “fantasmini”, e genitori “armati” di torce, fischietti, coperchi di pentole, ecc. Al corteo si sono aggiunti gli studenti medi del Copernico, occupato in giornata</p>
<p>      <strong>IC 15</strong> scuola Croce Coperta &#8211; 250 partecipanti<br />
      dalle 18 alle 21 per discutere &#8220;il futuro della scuola in Italia&#8221;, a cui erano invitati genitori, insegnanti e dirigenti</p>
<p>      <strong>IC 15</strong> scuola Dozza &#8211; 50 partecipanti<br />
      assemblea dalle 16,30 alle 23</p>
<p>      <strong>IC 16</strong> &#8211; 500 partecipanti<br />
      Scuole Zamboni e Guido Reni<br />
      Al Quadriportico &#8211; Clown– tavoli con scacchi per bambini, ragazzi e adulti-<br />
      Improvvisazioni strumentali di studentesse e studenti delle sezioni musicali “Guido Reni” -Laboratori &#8211; aperitivo in musica con buffet e bevande -<br />
      danze e animazioni Alla Sala Silentium letture, interventi, dibattiti.</p>
<p>      <strong>DD 1</strong> &#8211; 300 partecipanti<br />
      scuola Monterumici &#8211; una festa incontro genitori-insegnanti del circolo e personale della scuola dalle 17,00 alle ore 20,00 &#8211; a seguire fiaccolata per le vie del quartiere: “accendiamo una luce sulla scuola” arrivo ai giardini dell’ ex-velodromo, con momento conclusivo e pizzata</p>
<p>      <strong>DD 3</strong> &#8211; -250 partecipanti<br />
      alla scuola Avogli dove sono confluite le Manzolini e le XXI Aprile<br />
      Laboratori- buffet ed allestimenti culinari – balli musica dal vivo e animazione di danze tradizionali &#8211; &#8220;Uno sguardo al cielo&#8221; col telescopio &#8211; una fiaba per tutti</p>
<p>      <strong>DD 5</strong> &#8211; 300 partecipanti<br />
      dalle 16,30 alle 19 assemblea alla scuola Costa, poi tutti in corteo, guidati da un gruppo di percussionisti, alla Scuola Piaget, con iniziative fino alle 24 con uno “sportello d’informazione”, laboratori ludico-didattici per i bimbi, proiezione film</p>
<p>      <strong>DD 8</strong> scuola Cremonini Ongaro &#8211; 200 partecipanti<br />
      assemblea+ partita di basket genitori-insegnanti vs bambini</p>
<p>      <strong>DD 8</strong> scuola Fortuzzi &#8211; 200 partecipanti<br />
      Assemblea + festa con percussionisti</p>
<p>      <strong>DD 10</strong> &#8211; 500 partecipanti<br />
      Don Bosco &#8211; 16,30-20,30: animazione per bambini, spettacoli, musica -attività di laboratorio &#8211; merenda insieme &#8211; un gruppo musicale.<br />
      Giordani &#8211; 16,30-20,30: spettacoli per bambini con giocolieri<br />
      Mattiuzzi &#8211; 16,30-23 + 18,30-19: Matteo Belli, maghi e musicisti, film “L’amore che non scordo”</p>
<p>      <strong>DD 11</strong> Lipparini &#8211; 200 partecipanti<br />
      -&#8221;abbraccio alla scuola che vogliamo difendere &#8221; tipo catena umana che circondi l&#8217;edificio &#8211; intervento di un attore del Teatro Testoni &#8211; pic-nic nel parco e &#8220;passeggiata&#8221; con striscioni e torce elettriche insieme alle scuole IC 14 per raggiungere l&#8217;assemblea presso la sala del Q.re Borgo Panigale. Lungo il tragitto canzoni e torce elettriche</p>
<p>      <strong>Scuola elementare 2 agosto</strong> non pervenuto<br />
      un&#8217;assemblea<br />
      Scuola A. Moro non pervenuto<br />
      assemblea dei genitori mentre gli insegnanti hanno guidato attività espressive e ludiche con i bambini</p>
<p>      DD 13 500 partecipanti<br />
      Esibizioni/Laboratori &#8211; Cena a buffet &#8211; Gruppi di lavoro sul decreto 137 &#8211; Letture di opere riferite alla scuola – film &#8211; Dibattito a tema</p>
<p style="text-align: center;">      <strong>PROVINCIA</strong></p>
<p>      <strong>IC Bazzano e Montveglio</strong> &#8211; 300 partecipanti<br />
      Anche le scuole elementari di Bazzano e Monteveglio aperte fino<br />
      alle 11 di sera. alle ore 20.30, alla Rocca di Bazzano, Consiglio Comunale straordinario sulle problematiche della scuola. Il Consiglio è aperto alla cittadinanza.</p>
<p>      <strong>Calderara</strong> &#8211; 300 partecipanti<br />
      assemblea &#8211; 2 concerti- film &#8211; pertinente ai contenuti della manifestazione-permanenza notturna</p>
<p>      <strong>Casalecchio</strong> &#8211; 3000 partecipanti<br />
      7 cortei, da tutte le scuole fino a piazza del popolo</p>
<p>      <strong>Castel S. Pietro</strong> &#8211; 200 partecipanti<br />
      cena- spettacolo &#8211; gruppo musicale &#8211; comico</p>
<p>      <strong>Castelmaggiore</strong>-non pervenuto<br />
      Scuola primaria Curiel &#8211; dalle 18 alle 20 manifestazione teatrale e un girotondo che vuole simboleggiare l&#8217;&#8221;abbraccio&#8221; della nostra scuola pubblica</p>
<p>      <strong>Crespellano</strong> &#8211; 400 partecipanti<br />
      una assemblea-festa: la festa iniziata a Calcara con l&#8217;occupazione della passerella pedonabile con disegni e striscioni fatte sul posto insieme ai ragazzi e ai genitori + caldarroste &#8211; alle 6 e mezza spostati tutti a Crespellano alla scuola elementare, che si trova in piazza, per far festa tutti insieme.</p>
<p>      <strong>Funo di Argelato</strong> &#8211; - 350 partecipanti<br />
      spazio informativo, spazio per balli di gruppo, l&#8217;angolo del rinfresco offerto dagli anziani del centro &#8211; spazi gestiti dai genitori e dal gruppo docenti della Scuola dell&#8217;infanzia di Funo -<br />
      Scuola Elementare &#8220;G. Falcone&#8221; &#8211; Funo (IC Argelato)</p>
<p>      <strong>Marzabotto</strong> &#8211; 300 partecipanti<br />
      assemblea alla scuola elementare di Marzabotto cpl dove sono confluite le altre due scuole elementari, le tre scuole materne + la scuola materna di Pioppe di Salvaro, la scuola media, le altre svariate scuole di Grizzana e di Vergato.<br />
      Anche i Comuni di Marzabotto, Grizzana e Vergato hanno aderito alla &#8220;notte bianca&#8221;.</p>
<p>      <strong>Medicina</strong> &#8211; 100 partecipanti<br />
      il Comitato Genitori Scuola Pubblica Medicinese ha indetto un’iniziativa dalle ore 16.30 alle ore 21.00- punti di informazione, raccolta firme e discussione &#8211; punto ristoro merenda con nutella , torte e crescentine (contributo dei &#8220;nonni) &#8211; diverimento per i bambini con musica, truccabimbo, palloncini, clown e mago zazza&#8230; -</p>
<p>      <strong>Monzuno</strong> non pervenuto<br />
      &#8220;Conversazione per una scuola formativa &#8221; patrocinato dal Comune, c/o sala Delegazione comunale di Vado, ore 21 con Sindaco ,Assessore alle politiche scolastiche , Pedagogista nido comunale , professore universitario</p>
<p>      <strong>Pianoro</strong> non pervenuto</p>
<p>      <strong>S. Giovanni in Persiceto</strong> non pervenuto<br />
      Fiaccolata per le strade di S.Giovanni di tutte le scuole del Comune</p>
<p>      <strong>San Lazzaro</strong> <strong>DD1</strong>- 200 partecipanti<br />
      appuntamento in piazza Bracci con musica animazione e merenda &#8211; ore 17,30 staffetta fra le scuole di San Lazzaro, con arrivo alle scuole medie Rodari in via Kennedy &#8211; ore 18 scuola materna Jussi, via Jussi 100, proiezione filmati – dalle ore 18 scuole medie Rodari, via Kennedy “aperitivo bianco” aperitivo, musica e libero confronto….<br />
      Apertura delle SCUOLE MATERNE CANOVA sempre dalle 18 in poi, con<br />
      informazione ai genitori su come saranno le scuole materne dopo l&#8217;entrata in<br />
      vigore del decreto Gelmini.</p>
<p>      <strong>Sasso Marconi</strong> &#8211; 200 partecipanti<br />
      sit in</p>
<p>      <strong>Tolé (Vergato)</strong> – 35 partecipanti<br />
      Hanno partecipato:<br />
      28 famigliari (20 nuclei famigliari su 39)<br />
      2 insegnanti<br />
      sindaco di Vergato<br />
      presidente di consulta di tolé</p>
<p>      <strong>DD Zola Predosa</strong> 300 partecipanti<br />
      alle ore 17 ritrovo nel piazzale antistante il Municipio e tutti insieme per le strade che conducono alla scuola primaria Albergati &#8211; un dibattito &#8211; un laboratorio di disegno – buffet &#8211; spettacolo</p>
<p style="text-align: center;">
      <strong>SCUOLE SUPERIORI</strong></p>
<p>      <strong>Liceo Scientifico Copernico</strong> non pervenuto<br />
      al Copernico gli studenti hanno occupato nel pomeriggio, mentre la mattina la stragrande maggioranza degli insegnanti ha fatto lezione con una t-shirt bianca con su attaccato l&#8217;adesivo col nostro logo (il fantasmino).. Al pomeriggio durante le elezioni della componente genitori volantinato il documento uscito dall&#8217;assemblea dei docenti e ATA della scuola e informato i genitori sul dl 137 e sull&#8217;art. 64 della 133 e li<br />
      <strong>Liceo Scientifico Sabin</strong> 500<br />
      Ore 17,30 Atrio della scuola piano terra: Assemblea di insegnanti, studenti e genitori sui provvedimenti sulla scuola del Governo- laboratori &#8211; La funzione della scuola nella nostra Costituzione &#8211; Maratona della Costituzione -<br />
      film</p>
<p>      <strong>Liceo Scientifico Keynes</strong> non pervenuto<br />
      incontro informativo serale</p>
<p>      <strong>Liceo artistico (BO) ISART</strong> 200 partecipanti<br />
      gli studenti, i professori e il personale della scuola incontrerà genitori e cittadini per discutere e spiegare i motivi della protesta contro il decreto &#8211; Intervento di Alesssandro Bergonzoni &#8211; - cena<br />
      Belluzzi 250 partecipanti</p>
<p>      <strong>Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Casalecchio</strong> 200 partecipanti<br />
      gruppi di lavoro tematici</p>
<p>      <strong>Majorana S.Lazzaro</strong> 300 partecipanti<br />
      Liceo classico Galvani BO 400 partecipanti</p>
<p>      <strong>ITC Salvemini di Casalecchio</strong> non pervenuto</p>
<p>      <strong>Scuola alberghiera di Casalecchio</strong> non pervenuto</p>
<p>      non pervenuto<br />
      Apertura straordinaria del centro ENEA per discutere di:<br />
      &#8211; ruolo dei precari all’interno delle attività di ricerca dell’ENEA;<br />
      &#8211; precariato nella ricerca pubblica, con riferimento alle novità contenute nell’emendamento Brunetta;<br />
      &#8211; cambiamento della scuola pubblica italiana a seguito del decreto Gelmini.</p>
<p>      VAG61: Ore 16,30 MERENDA BIOLOGICA E ASSEMBLEA ANTI-GELMINI<br />
      non pervenuto</p>
<p style="text-align: center;">
      <strong>Hanno aderito le seguenti Amministrazioni comunali</strong>:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Casalecchio, Monzuno, Marzabotto, Grizzana, Vergato ed il sindaco di diversi Comuni della provincia</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">di Assemblea delle scuole</p>
<p>      I numeri – Dai 35 genitori del paesino montano di <strong>Tolè</strong> (51% delle famiglie con figli), fino ai 3000 in piazza a piazza di <strong>Casalecchio</strong>, passando per gli oltre 10000 presenti alle iniziative in città, genitori, nonni, bambini, insegnanti e cittadini hanno ieri dato vita alla più straordinaria, allegra, creativa, determinata, inimmaginabile, varia e variopinta manifestazione collettiva in difesa della scuola pubblica che questa città abbia mai visto.</p>
<p>    Cosa abbiamo fatto – Semplicemente, come comunità scolastiche, abbiamo tenute aperte le nostre scuole contro chi ce le vuole chiudere, ne abbiamo dilatato i tempi contro chi ce li vuole ridurre, abbiamo fatto i laboratori contro chi non ce li vuole più far fare, abbiamo discusso ed informato contro chi ci vuole ingannare, in una parola abbiamo fatto e difeso la scuola della repubblica, di tutti per tutti e per ciascuno.<br />
      Lo abbiamo fatto all’interno delle scuole con decine di assemblee e centinaia di laboratori, cenando insieme e ballando, cantando, giocando fino a mezzanotte ed in alcuni casi anche dormendo insieme.<br />
      Lo abbiamo fatto fuori dalle scuole, rendendoci visibili e udibili alla città con cortei e parate che hanno attraversato i quartieri della città e le piazze dei comuni della provincia.<br />
      Lo abbiamo fatto tutti insieme, senza limiti d’età e provenienza geografica, scoprendo che la Gelmini ha compiuto un miracolo che neppure la Moratti era riuscita a fare: ha unito in un’unica forte e determinata protesta le scuole materne, le elementari, le medie, le superiori, l’università.</p>
<p>      Le emozioni – a chi già ci chiede cosa faremo ora, chiediamo noi di darci almeno qualche ora di tempo per smaltire e depositare le emozioni che attraversano ciascuno di noi che ha vissuto questa straordinaria esperienza collettiva. Qualunque cosa d’ora in poi succederà, e noi ci batteremo perché succedano solo cose belle, niente ci toglierà tutto quello che abbiamo vissuto in tante scuole, in tanti quartieri, in tanti paesi in questa notte bianchissima e nei giorni che l’hanno preparata. Tutti dovranno fare i conti con questa grande presa di parola collettiva di persone diverse che si stringono insieme a difesa del bene comune più importante: la scuola cioè l’uguaglianza, l’educazione, l’istruzione ed il futuro delle nuove generazioni.</p>
<p>      I ringraziamenti – Ai nonni ed ai centri anziani che ci hanno fritto le crescentine ed offerto la mortadella, ai più di cento artisti che ci hanno allietato, ai Sindaci. ai Presidenti di quartiere, ed agli Assessori scolastici che ci sono venuti a trovare, alle giunte Comunali che hanno aderito alla notte bianca&#8230;</p>
<p>      Cosa faremo, come sempre, lo decideremo insieme, ragionandone insieme davanti alle scuole ed in rete e convocando a breve la prossima assemblea. Cercheremo di deciderlo insieme alle altre città e realtà, inviando nostri delegati all’assemblea nazionale a Roma del 18, convinti che l’opposizione alla misera scuola che si vuole imporre debba passare attraverso la costruzione di scadenze nazionali comuni, come la stessa notte bianca, condivisa ieri da centinaia di scuole in tutta Italia, ha saputo dimostrare.<br />
      Sicuramente la giornata di ieri ci renderà ancora più forti e determinati, sicuramente continueremo ad informarci ed informare perché i 15000 fantasmi di ieri, i genitori, cittadini ed insegnanti che ieri hanno abitato tutte le scuole ed aleggiato in tutte le zone della città e della provincia hanno dimostrato che la conoscenza e l’informazione sono contagiose.<br />
      Sicuramente non ci fermeremo, almeno fino a quando anche a Tolè saremo riusciti a raggiungere ed informare tutte le famiglie.</p>
<p>      I portavoce stampa dell’Assemblea genitori insegnanti delle scuole di Bologna e provincia
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>pubblicato elenco UNA NOTTE PER LA SCUOLA 15/10/08</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 21:43:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[15 OTTOBRE, BOLOGNA. ECCOLE!!!
La grande forza della scuola pubblica
Alla vigilia del “La notte per la scuola pubblica” continuano ad arrivare adesioni da ogni parte della provincia, da singole scuole elementari o da interi circoli e istituti comprensivi.
Ma l’appello dell’Assemblea delle scuole di Bologna è stato accolto da molte città italiane, grandi e piccole: 25 scuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/logo-una-notte-x-la-scuola4.jpg" rel="lightbox[697]"><img class="alignleft size-medium wp-image-698" title="logo-una-notte-x-la-scuola4" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/logo-una-notte-x-la-scuola4-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><strong><span style="font-size: medium;">15 OTTOBRE, BOLOGNA. ECCOLE!!!<br />
La grande forza della scuola pubblica</span></strong></p>
<p>Alla vigilia del “La <strong><span style="font-size: small;">notte per la scuola pubblica</span></strong>” continuano ad arrivare adesioni da ogni parte della provincia, da singole scuole elementari o da interi circoli e istituti comprensivi.<br />
Ma l’appello dell’Assemblea delle scuole di Bologna è stato accolto da molte città italiane, grandi e piccole: 25 scuole torinesi, molte decine di scuole romane,  quelle di Napoli e Perugia, di Venezia, Milano, Parma, Brescia, Genova, Firenze e tante di tanti piccoli comuni.<br />
A Bologna nuove scuole si aggiungono all’elenco di quelle già mobilitate.  Alle iniziative di strada delle scuole di San Donato (la parata dalle Romagnoli a tutte le scuole del quartiere) e del quartiere Lame, (con le scuole Bottego e Silvani ci saranno anche i ricercatori dell’università,) si aggiungono quelle  delle scuole Zamboni e Guido Reni, che organizzano una no-stop dalle 17 in poi: il cortile di vicolo Bolognetti sarà occupato fino a mezzanotte da laboratori artistici, clown e trampolieri, musicisti e danzatori.<br />
Giovanissimi fantasmini delle scuole elementari e medie, insieme con i genitori “armati” di torce, fischietti e coperchi di pentole usciranno dalle scuole Lipparini, Mazzini e Volta e si uniranno alle scuole del I. C. 2 nei locali del centro civico di via Emilio Lepido 25, dove ad accoglierli ci saranno, con il Preside della facoltà di Scienza della Formazione Guerra, ricercatori universitari ed artisti.<br />
Dalla parte opposta della città genitori, bambini e insegnanti delle Costa raggiungeranno in corteo, guidati da un gruppo di percussionisti, le scuole Piaget per una serata di giochi, musica e informazione.<br />
Letture, dibattiti, giochi, balli e tutto ciò che potrà servire a tener viva una notte  per la scuola pubblica animeranno la serata alle scuole Besta, organizzata da genitori,  insegnanti e “dade” dell’ I.C. X.<br />
Ai piedi dei colli, dopo la partita di basket genitori contro insegnanti ed alunni alle Cremonini Ongaro, tutti a raggiungere le Fortuzzi, in tempo per la lunga maratona che comprende concerti con strumenti di ogni <span id="more-697"></span>epoca, lettura di poesie di bambini, balli e perfino un concorso sul miglior slogan per la scuola pubblica.<br />
Un lungo serpentone partirà all’I.C. 16 dalle Farini e, seguendo i giardini,  raggiungerà tutte le scuole elementari e materne della zona. Nel frattempo si preparano i laboratori e i punti informativi in attesa della sera, quando si alterneranno musica dal vivo, pagliacci e trampolieri, danze afro ma anche aerobica, perchè le mamme vogliono tenersi in forma per la lotta.<br />
Musiche, danze, narrazioni e giochi nel parco si alterneranno fin dal pomeriggio alle Scandellara, dove adulti e bambini in serata aspetteranno l’arrivo di Vito, che racconterà vita e miracoli del maestro  unico, per poi continuare a ritmo di pizzica e tarantella.<br />
Grazie alla generosità e alla solidarietà di moltissimi musicisti, cantanti, attori, il lavoro di informazione sarà integrato anche in decine di altre scuole elementari e medie da momenti di gioco, mostre e laboratori, musica e performance di artisti, come avviene nelle scuole dell’ I.C. VIII (Longhena e Guinizzelli), del decimo circolo, (Mattiuzzi Casali, Don Bosco e Giordani), e naturalmente dove tutto è cominciato, al terzo circolo, dove dalle 21 aprile, Bombici e Manzolini mamme papà, allievi e maestre raggiungeranno la scuola Avogli.<br />
Instancabili genitori e insegnanti terranno assemblee e accoglieranno la luna piena anche dall’I.C. 12 e 13, dalla scuola di Croce Coperta, dalla Dozza, dalle Monterumici (con fiaccolata nel quartiere) e l’elenco potrebbe continuare, mentre nel frattempo ci arrivano le notizie dalle scuole medie superiori, dove sono già mobilitati i licei Sabin, Artistico, Copernico, Righi e Fermi, il Leonardo Da Vinci di Casalecchio<br />
MA LA PROVINCIA NON RESTA INDIETRO!<br />
Scuole aperte anche dopo cena a Bazzano e Monteveglio, notte bianca anche nelle scuole di Calderaia di Reno, fiaccolate e fantasmini dai tre istituti comprensivi di Casalecchio, con assemblea e musica alle XXV aprile, assemblea e cena all’ I.C. di Castel San Pietro. Genitori, bambini e insegnanti arrivano da Calcara a Crespellano, dove ad accoglierli ci saranno le scuole del comune per una serata a base di pizza, cartelli, striscioni e castagne.<br />
Una fiaccolata attraverserà anche le strade di San Giovanni in Persiceto, ma le scuole che escono in strada e si “toccano” con mano  ci sono anche a San Lazzaro e Zola Predosa.<br />
Incontri e assemble a Medicina, Monzuno, Pianoro, Marzabotto, Funo di Argelato, Castelmaggiore, Grizzana Morandi</p>
<p>Stiamo assistendo ad un’enorme presa di parola collettiva che impone all’attenzione di tutti la scuola pubblica come bene comune.<br />
Le adesioni continuano ad arrivare minuto dopo minuto.<br />
L’assemblea invita tutti i cittadini a partecipare a tali iniziative per informarsi e sostenere la lotta in difesa della scuola pubblica.</p>
<p>L’assemblea genitori insegnanti delle scuole di Bologna e Provincia</p>
<p> </p>
<p>Luigi Guerra, Preside Facoltà di Scienze della Formazione<br />
Luca Valenziano, ricercatore e astrofisica<br />
Ricercatori di Bologna<br />
Ricercatori ISAC precari del CNR</p>
<p> </p>
<p>ELENCO ARTISTI<br />
MUSICISTI:<br />
1) Banda Roncati<br />
2) Trio Leuterius con Alessandro Urso, Fabio Tricomi e Camilla Serpieri<br />
3) Percussionisti del gruppo di Tullio Sartori della Scuola Ivan Illich.<br />
4) Gruppo di percussionisti di musica africana del maestro “Cico”.<br />
5) Cantautore Cristian Grassilli.<br />
6) Stefano Banchelli, insegnante di canto.<br />
7) Gruppo “La Paranza Ammiscata” musiche e danze del sud.<br />
8) Gruppo ballerine di Afro danza della Danzatrice senegalese SOLO.<br />
9) Gruppo di Paolo Caruso “Accademia do Ritmo Afroeira”.<br />
10) Edoardo Marraffa.<br />
11) Luigi Mosso<br />
12) Salvatore Vaccaro<br />
13) Radiomanouche: sassofono, clarinetto, chitarra<br />
14) Les Touches Mouches, jazz manouche, violino, chitarra,sassofono,.<br />
15) Gruppo vocale Calicante<br />
16) Duo Lemuku : fisarmonica, rullante, tammorra<br />
17) Ivana Grasso</p>
<p>Artisti della PAR TòT PARATA</p>
<p>ATTORI:<br />
1) Stefano Bicocchi in arte VITO<br />
2) Matteo Belli<br />
3) Gianni Solazzo, TEATRO TESTONI RAGAZZI<br />
4) Giovanni Boccomino, TEATRO TESTONI RAGAZZI<br />
5) Lucio Cendou, TEATRO TESTONI RAGAZZI<br />
6) Gabriele Marchioni, TEATRO TESTONI RAGAZZI<br />
7) Licia Navarrini<br />
8) Mauro Marchese<br />
9) Stefano Vacchi<br />
10) Barbara Baldini<br />
11) Giuseppe Freccero<br />
12) Mara Vapori</p>
<p>ILLUSTRATORI<br />
1) Elena Baboni<br />
2) Cristiano Grandi<br />
MAGHI E PRESTIGIATORI<br />
1) MAGIC Francesco Abbracciavento<br />
2) Daniela Poggipollini</p>
<p>TRAMPOLIERI<br />
      Stella e Fabio<br />
CLOWN<br />
Laura, Leo, Luciano Sestito, Silvia e Viola<br />
ARTE VISIVE<br />
1) Mariangela Graps<br />
2) Silvia Elmi<br />
3) Giacomo Lion<br />
4) Patrizia Ciampa<br />
5) Antonio<br />
6) Anna Maria Andrei</p>
<p>JUDO<br />
Pino Cuscini</p>
<p>DANZA<br />
       Silvia Urbani
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>USR comunica Notizie riguardanti &#8220;occupazioni&#8221; o manifestazioni entro edifici scolastici di Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 17:58:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Notizie riguardanti &#8220;occupazioni&#8221; o manifestazioni entro edifici scolastici di Bologna
In questi giorni sono comparse sulla stampa numerose notizie riguardanti  “occupazioni” o manifestazioni avvenute all’interno di edifici scolastici  a Bologna.
Questo Ufficio Scolastico Regionale ha sempre seguito attentamente gli eventi segnalati dalla stampa, in stretto collegamento operativo con l&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna e con i dirigenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><strong><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/logo-usr-emiliaromagna.jpg" rel="lightbox[513]"><img class="alignleft size-medium wp-image-514" title="logo-usr-emiliaromagna" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/logo-usr-emiliaromagna-300x88.jpg" alt="" width="300" height="88" /></a>Notizie riguardanti &#8220;occupazioni&#8221; o manifestazioni entro edifici scolastici di Bologna</strong><br />
</span>In questi giorni sono comparse sulla stampa numerose notizie riguardanti  “occupazioni” o manifestazioni avvenute all’interno di edifici scolastici  a Bologna.</p>
<p>Questo Ufficio Scolastico Regionale ha sempre seguito attentamente gli eventi segnalati dalla stampa, in stretto collegamento operativo con l&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna e con i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti nelle vicende in argomento.</p>
<p>Nel merito delle questioni di cui si tratta, la normativa vigente riguardo all&#8217;utilizzazione degli edifici scolastici è  esplicita  e non prevede ovviamente che gli stessi possano essere utilizzati senza apposita autorizzazione.</p>
<p><strong>Secondo norma, infatti, gli edifici scolastici possono essere concessi per lo svolgimento di assemblee, seminari, convegni, altre attività esplicitate e formalizzate, a seguito di specifica richiesta di persona od organizzazione aventi titolo, tramite autorizzazione formale del consiglio di circolo o di istituto ed esecuzione della stessa da parte della giunta esecutiva del medesimo consiglio di circolo o di istituto.</strong></p>
<p><strong>Ciò ai sensi degli <a href="http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu05.html" target="_blank">articoli 94, 95, 96</a>  del <a href="http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dlvo297_94.html" target="_blank">Decreto Legislativo 16 aprile 1994 n. 297 </a>e successive modificazioni in ragione dell’autonomia normativamente riconosciuta alle istituzioni scolastiche.</strong></p>
<p>Tali orientamenti normativi, cui le istituzioni scolastiche devono attenersi, sono ben noti e saranno comunque oggetto di una specifica comunicazione ai dirigenti scolastici della Regione.</p>
<p>Proprietà dell&#8217;articolo  data di creazione: 07/10/2008<br />
data di modifica: 07/10/2008<br />
Fonte: <a href="http://www.istruzioneer.it/page.asp?IDCategoria=430&amp;IDSezione=2041&amp;ID=280465" target="_blank">USR (Ufficio Scolastico Regionale)</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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