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Visto l’atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni…), in molti hanno deciso di adire per vie legali.
clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
DEL LAZIO
RICORSO
omissis -dati sensibili-
tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest’ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso
Contro
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA (da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;
CONSIGLIO DEI MINISTRI, nella persona del Presidente pro-tempore in carica
per l’annullamento
previa sospensione
della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto “Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni
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SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo e collaborazione
Riffe per lo stipendio ai supplenti I presidi: “Scuole in bancarotta”
aiuto In principio era il sapone per il bagno, i fazzoletti di carta per il raffreddore, i bicchierini di plastica per bere, le risme di fogli (anche usati) per disegnare. Poi si è allargato il tiro alle fotocopie, si sono cercati «genitori volontari» per rimediare tovaglie nuove per la mensa, mamme di buoncuore per i lavaggi settimanali e mensili dell’arredo scolastico. Adesso alle famiglie tocca pagare pure i supplenti. Le scuole sono al collasso. Soldi in arrivo non se ne vedono e i dirigenti scolastici per pagare i precari sono costretti a utilizzare il fondo cassa del proprio istituto. Soldi destinati ad altre attività, come quelli per le gite, per bandi e progetti per migliorare la didattica, ma anche soldi raccolti attraverso lotterie scolastiche, mercatini di Natale, vendita di uova di Pasqua. Tutto per far fronte a quella voragine, creata dai crediti mai saldati dal ministero dal 2006 e che va sotto la voce di «supplenze», appunto. L’appello per le scuole in bancarotta è stato lanciato anche dalla Cisl lombardia che qualche giorno fa ha chiesto al direttore regionale Anna Maria Dominici un incontro per cercare una soluzione.
continua a leggere “Scuole in bancarotta” non ci sono nemmeno i soldi per gli insegnanti
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SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo e collaborazione
“Noi, liceali indignati nel vuoto del Senato”
Lettera di una classe a Napolitano dopo la visita-choc a Roma
QUINTA A LICEO SCIENTIFICO «XXV APRILE»
PONTEDERA
Egregio signor Presidente della Repubblica,
a scriverle sono venti ragazzi che quest’anno sosterranno l’esame di maturità, studenti e studentesse del liceo Scientifico «XXV Aprile» di Pontedera. Ci rivolgiamo a Lei per la prima volta, ma l’argomento di cui vorremmo renderla partecipe ci sembra alquanto importante. La questione riguarda una visita che la nostra classe, insieme a due insegnanti, ha effettuato il 2 dicembre al Senato della nostra amata Repubblica.
Avremmo tanto voluto dimostrarle il riconoscimento verso le Nostre istituzioni e la felicità per aver avuto la possibilità di partecipare a tale visita, ma purtroppo i sentimenti che ci spingono a scriverle sono decisamente altri.
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Grecia: ancora tensione, nella notte attaccate 5 banche ad Atene
Non ci sono state vittime, ma i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per estinguere le fiamme
galleria foto
ATENE (GRECIA) – Ancora tensione ad Atene, alla vigilia di un week-end in cui gli studenti che occupano il Politecnico hanno deciso di raccogliersi nel luogo dove, una settimana fa, è stato ucciso dalla polizia il quindicenne Alexis Grigoropoulos. Nella notte, sono stati attaccate 5 banche. Gli attacchi, con bombe Molotov, hanno anche colpito una sede locale del partito conservatore al governo in Grecia. Non ci sono state vittime, ma i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per estinguere le fiamme ed anche alcuni negozi hanno subito danni. Bruciate due auto nei quartieri di Guizi e Exarchia. Per oggi non sono previste manifestazioni, ma i giovani che occupano il Politecnico, a Exarchia, hanno annunciato che renderanno tributo nel weekend al giovane ucciso sabato, raccogliendosi nel luogo del drammatico evento.
PALERMO: OCCUPATA FACOLTA’ PER SOLIDARIETA’ – Intanto a Palermo gli studenti di Lettere e
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Scuola cattolica, la Chiesa attacca il governo annulla subito i tagli
Il sottosegretario Vegas: “I fondi verranno ripristinati con un emendamento”
Ma a decidere come destinare i soldi dovrà essere il ministero dell’Istruzione
Il ministro Giulio Tremonti
CITTA’ DEL VATICANO – Non sono servite manifestazioni, sit-in, o lezioni all’aperto. E’ bastata la minaccia della mobilitazione delle scuole cattoliche per far cambiare idea al governo nel giro di qualche ora. I fondi per le scuole paritarie “vengono ripristinati”, ha assicurato il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla finanziaria. “C’è un emendamento del relatore che ripristina – dice Vegas – il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini”. Nonostante le rassicurazioni, anche il Papa ha fatto sentire la propria voce: “Gli aiuti per l’educazione religiosa dei figli – ha detto Benedetto XVI – sono un diritto inalienabile”.
continua a leggere Il GOVERNO S’INGINOCCHIA AL POTERE SPIRITUALE
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Scuola, Gelmini: sempre meno proteste
L’Onda replica: migliaia nelle strade
Sacconi: «Bamboccioni? No, ma giovani vecchi»
ROMA (30 novembre) – Secondo il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini la riforma della scuola e dell’università vede opporsi un numero di persone sempre minore: «A me pare che le frange siano in diminuzione – ha detto il ministro a un incontro con i giovani di Forza Italia a Milano – Cresce sempre di più il numero dei ragazzi preoccupati del futuro dell’università e che vogliono potere studiare. Io rispetto tutte le manifestazioni di dissenso. Invito solo questi ragazzi a leggere questo decreto attentamente. Credo che troverebbero molte risposte alle loro domande, alla preoccupazione per il loro futuro». Gelmini si è dettapoi pronta a ricevere nuovamente gli studenti.
L’Onda replica: siamo migliaia. La risposta degli studenti alle affermazioni del ministro non si è fatta attendere: «L’Onda continuerà ad invadere le città – promettono – Gelmini non è stata informata dei tre cortei di ieri, in cui trentamila persone hanno invaso la città. Noi migliaia nelle strade, loro poche decine nelle sale. Sappiamo bene che l’Onda continuerà ad invadere le città, e dunque Gelmini potrà organizzare ancora conferenze a Milano, sempre nel massimo segreto, ma soltanto il 25 dicembre a mezzanotte, oppure il 1 gennaio entro le 12.00. Sono lontani i tempi in cui disse, non ho bisogno della polizia per andare nelle scuole».
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Firenze, 17/11/2008
Documento conclusivo dell’incontro nazionale delle scuole di Incontro nazionale delle scuole
Incontro nazionale delle scuole Firenze 15 novembre 2008
Il 15 novembre si è svolto a Firenze un incontro cui hanno partecipato genitori e insegnanti di coordinamenti, assemblee e scuole di Firenze, Sesto Fiorentino, Valdera, Versilia, Lucca, Pistoia, Pisa, Arezzo, Cavriglia, Perugia, Roma, Napoli, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Venezia.
Alla fine della discussione l’Incontro nazionale delle scuole dichiara:
di opporsi al disegno di distruzione del sistema scolastico italiano e difende l’attuale modello di scuola elementare (il tempo pieno e i moduli) e dell’infanzia che negli anni ha prodotto risultati eccellenti, oltre a sostenere UNA SCUOLA A MISURA DI BAMBINO.
Inoltre, l’Incontro nazionale delle scuole ritiene fondamentale battersi affinché:
la scuola sia di tutti e sia laica;
sia la scuola della collegialità;
sia rafforzata e sviluppata la democrazia degli Organi Collegiali;
persegue i seguenti obiettivi:
ritiro degli articoli 16, 64 e 66 della Legge 133/2008 e della Legge 169/2008 ( ex D.L. 137);
ritiro del disegno di Legge Aprea e DL/leggi collegate;
difesa e applicazione coerente degli articoli 3, 9, 33 e 34 della Costituzione;
difesa della Scuola della Repubblica e della sua laicità;
si oppone:
alla privatizzazione della Scuola e della Università e alla trasformazione di esse in fondazioni, oltre che a
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Università, Gelmini: «No all’egualitarismo del 18 politico, l’opposizione collabori»
ROMA (15 novembre) – All’indomani dello sciopero contro la riforma dell’Università, che ha visto scendere in piazza a Roma migliaia di studenti da tutta Italia in tre distinti cortei, Cgil e Uil in un altro, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ribadisce la propria convinzione sulla necessità e l’opportunità delle misure adottate. Si dice «orgogliosa» del decreto e dichiara guerra all’ideologia dell’egualitarismo «del 18 o del 6 politico a tutti». «Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, mettendo da parte la paura – dice ai giovani dei Circoli del buongoverno a Montecatini Terme (Pistoia) – Chi sta con i giovani non può che percorrere strade nuove».
Gelmini è stata accolta da cartelli che inneggiavano alla sua riforma «Gelmini caccia i baroni»; «Mariastella con i giovani», alcuni degli slogan esibiti all’arrivo del ministro. «Ci assumiamo tutte le nostre responsabilità per le iniziative – ha proseguito Gelmini – che abbiamo avviato e siamo aperti al confronto. Ma non chiedeteci di difendere lo status quo».
Cancellare l’egualitarismo del 18 politico. «Noi vogliamo cancellare dalla scuola e dall’università l’ideologia dell’egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti. Lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone e vogliamo premiare il merito». Poco prima di affrontare questo tema, il ministro aveva detto: «Bisogna evitare
continua a leggere Dopo l’arroganza, l’Onda costrige il ministro a chiedere aiuto all’opposizione
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Università, nuove regole per i concorsi
Gelmini: tagli restano, ma meno dolorosi
Premi agli atenei virtuosi. Il Pd: passo indietro del governo
Ancora proteste in tutta Italia, venerdì tre cortei a Roma
ROMA (6 novembre) – Via libera del governo alle linee guida di riforma dell’Università su autonomia, responsabilità e merito. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmni, ha poi assicurato che i concorsi già banditi si faranno. Stanziati 135 milioni di euro per borse di studio di ragazzi meritevoli e 65 milioni per residenze universitarie.
I tagli previsti per il 2010, nella manovra economica varata la scorsa estate, «rimangono» ma «abbiamo davanti un anno per cominciare un percorso di riforma che possa rendere quel taglio meno doloroso», ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che oggi ha varato le linee guida per l’università e ha approvato anche un decreto legge sul settore. Per il ministro, procedere alla «razionalizzazione dei corsi, all’eliminazione dei corsi con un solo studente, alla diminuzione delle sedi decentrate» farà «realizzare risparmi che renderanno quel taglio meno doloroso».
«Facciamo un appello a chi vuole dare un contributo, perché c’è tutto il tempo necessario per una riforma condivisa. Non vogliamo tornare alla concertazione, ma vogliamo un confronto che è assunzione di responsabilità», ha affermato ancora il ministro.
«Chi difende lo status quo può non condividere questo provvedimento che punta a introdurre la meritocrazia nella ricerca. Si tratta di provvedimenti francamente difficilmente criticabili», ha
continua a leggere Linee guida di riforma dell’Università
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Solidarietà internazionale alla nostra mobilitazione in difesa della Conoscenza 05-11-2008 | Europa – Mondo Molti sindacati europei hanno risposto al nostro appello (francese) (inglese) alla solidarietà mandato in Europa e si uniscono a noi per appoggiare la lotta di tutti coloro che intendono combattere contro i provvedimenti del Governo Berlusconi e il piano di smantellamento del sistema educativo italiano.
Anche L’Internazionale dell’Educazione e il Comitato Sindacale Europeo della Educazione esprimono, in una dichiarazione congiunta, il loro sostegno alla lotta del settore dell’Educazione in Italia e denunciano i provvedimenti presi dal Governo Berlusconi, chiedendo ai loro affiliati di esprimere solidarietà a tutti gli attori del mondo della Conoscenza che in questo momento stanno lottando per difendere il futuro del loro paese e che scenderanno in piazza il 30 ottobre e il 14 novembre 2008.
Essi ricordano che, nel rapporto “Sguardi sull’Educazione 2008”, pubblicato recentemente dall’OCDE, l’Italia si colloca all’ultimo posto dietro alla Repubblica Ceca per le risorse dedicate all’Istruzione pubblica: meno del 10% del totale della spesa pubblica nel 2006.
Ricordano ugualmente che l’Italia risulta 23a, dietro alla Slovenia, per i livelli dei salari dei docenti: un docente guadagna in media 21.257 euro l’anno.
Essi denunciano inoltre il taglio del personale, la riduzione del servizio alle famiglie, la riduzione d’orario e il ritorno ad un sistema scolastico vecchio di trent’anni.
Essi denunciano anche i provvedimenti che colpiscono l’università e la ricerca ed esprimono forte preoccupazione per il progetto di questo governo che riguarda la trasformazione in fondazioni del sistema della Conoscenza.
Un’università ed una ricerca pienamente indipendenti, con risorse sufficienti, sono alla base della competitività economica e dell’infrastruttura educativa di un paese e sono un pre-requisito imprescindibile nell’Europa di oggi.
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Lo sciopero generale ferma il 90% delle scuole. Manifestazioni in ogni città
Centinaia di migliaia in piazza oltre al milione che ha invaso Roma
Studenti, prof e genitori in corteo
Tutti in piazza da Bolzano a Lipari
di GIOVANNI GAGLIARDI
ROMA – Una gigantesca protesta contro la riforma Gelmini ha invaso le strade di tutta Italia. Roma è stata epicentro della “più grande manifestazione mai fatta sulla scuola”, ha detto il segretario della Cgil Epifani, con un corteo da un milione di persone troppo grande che ha finito per dividersi in tre e dilagare per tutto il centro della città.
Iniziative, manifestazioni, proteste e lezioni in piazza in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. E persino nelle isole: centinaia a Ischia, Capri e Aosta. Genitori, studenti, professori e personale della scuola, hanno portato in processione la ‘Beata ignoranza’, con tanto di foto del ministro in veste di santa che, ironizza qualcuno, è anche riuscita in un miracolo: “Ha unito qui, oggi, le cinque sigle sindacali della scuola”.
Il giorno dopo l’approvazione definitiva del decreto Gelmini il mondo della scuola si è fermato. Lo sciopero generale indetto da Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda ha portato in piazza a Roma un numero di docenti, insegnanti e studenti mai visto.
Secondo i sindacati, allo sciopero generale ha aderito l’80 per cento dei lavoratori, bloccando il 90 per cento delle scuole di tutta Italia: in alcune, come quella dove insegna la sorella del ministro Gelmini, assente per “motivi di famiglia”, si è aperto solo per garantire “il servizio di custodia e sorveglianza”.
“Il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni
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Aiutateci a difendere la nostra scuola
Siamo alcuni dei tanti studenti che in questi giorni hanno manifestato in piazza. Siamo disperati: non sappiamo più come farci vedere, come far sentire la nostra voce: se occupiamo le scuole l’on. Gelmini si chiede perchè lo facciamo, se scendiamo nelle piazze il nostro presidente Napolitano ci risponde “ma [...]
Scuola, non si ferma la protesta degli studenti
Bankitalia: è una priorità incentivare gli insegnanti
Prosegue la mobilitazione: in tutta Italia occupazioni e cortei
Codacons: giovedì in piazza in difesa dell’Istruzione pubblica
ROMA (25 ottobre) – Un’altra giornata di proteste quella di sabato contro la riforma Gelmini. A Roma corteo spontaneo a Centocelle con 2.500 studenti in strada. A Napoli i cortei hanno creato molti problemi alla circolazione stradale. Nel Salernitano gli studenti del Liceo Classico e Scientifico di Agropoli si sono legati e imbavagliati ai cancelli della scuola. Migliaia gli studenti in piazza a Potenza. Intanto il capo della polizia, Antonio Manganelli, ribadisce: «Siamo chiamati a garantire i diritti di tutti, sia nell’esprimere il dissenso che il consenso». Ieri gli universitari della Sapienza hanno protestato al Festival del Cinema. Fallito l’incontro tra il ministro Gelmini e gli studenti. Il Ministro ha ribadito: il decreto non cambia.
Sabato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha accusato l’opposizione di utilizzare il tema della scuola strumentalizzandolo. Massimo D’Alema, dalla manifestazione del Pd, ha ribadito che i tagli previsti nella riforma Gelmini produrranno un collasso del sistema formativo. Sul tema della scuola è intervenuto anche il cardinale Renato Raffaele Martino, ministro vaticano per i migranti e gli itineranti parlando delle “classi ponte”: la creazione delle classi ponte, che forniscono gli strumenti base di conoscenza della lingua italiana, è una forma di integrazione, ha detto, considerando invece «più ghettizante per un bambino o un ragazzo trovarsi in una classe ed essere impossibilitato a comunicare con gli altri compagni e con l’insegnante».
Bankitalia: la scuola è una priorità, incentivare gli insegnanti. Sul tema della scuola è intervenuta anche Bankitalia, definendo il tema «una priorità per il nostro Paese: il miglioramento della qualità del capitale umano, richiede interventi importanti sulla scuola e sull’universita», fra i quali la revisione degli «incentivi che guidano l’apprendimento come l’attività di insegnamento». Lo ha detto il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco. Fra le possibili linee di intervento, ha spiegato Visco, «va apprezzato e compensato il merito là dove si manifesta, è necessaria una migliore e più continua valutazione dei
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19:29 Nuoro, giornata di mobilitazione il 30 ottobre
Dopo lo sciopero generale del 17, Nuoro si prepara alla mobilitazione del 30 ottobre prossimo: si fermerà tutto il mondo della scuola per la giornata di protesta indetta dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil. Le segreterie di categoria hanno convocato per lunedì pomeriggio alle 18 insegnanti, studenti, genitori, personale tecnico in un’assemblea che si svolgerà nell’Istituto tecnico “Francesco Ciusa”.
19:29 D’Alema: “I ragazzi hanno ragione, consiglio di ascoltarli”
Gli studenti che protestano hanno ragione e vanno ascoltati. Lo ha detto Massimo ED’Alema ai microfoni del Tg3. “Credo che abbiano ragione a protestare contro quella che viene enfaticamente chiamata riforma Gelmini ma in realtà sono dei provvedimenti che tagliano i fondi per la scuola, la ricerca e l’università. Consiglierei di ascoltarli”.
19:27 Umberto Eco: “I tagli sono una tragedia”
“Ho iniziato con il ’68 ho fatto il ’77 e la Pantera, ora sono in pensione…” scherza Umberto Eco con chi gli chiede se condivida le ragioni della protesta. Poi, serio, il professore emerito e presidente della Scuola superiore di studi umanistici dell’università di Bologna aggiunge: “I tagli, ovviamente, sono una tragedia”.
19:24 Roma, identificati studenti Auditorium
La polizia avrebbe preso le generalità di alcuni degli studenti che manifestano all’Auditorium di Roma. Si tratterebbe di un gruppo di studenti di Scienze politiche
19:19 Auditorium Roma, presidio degli studenti
Si è allentata la tensione fra manifestanti e forze dell’ordine all’Auditorium di Roma dove è in corso un presidio studentesco. Al loro arrivo, gli studenti si sono scontrati con la polizia che ha cercato, con alcuni colpi di manganello, di fermare i manifestanti che arrivavano correndo.
19:05 Seicento studenti in corteo a Senigallia
Un corteo studentesco di circa 600 persone ha attraversato oggi il centro storico di Senigallia. Un gruppo di manifestanti è riuscito ad entrare nel cortile del liceo scientifico Medi, dove ha tenuto un’assemblea ed effettuato un volantinaggio. Secondo i dimostranti, il preside ha impedito agli studenti dell’istituto di uscire e partecipare all’assemblea.
18:43 Roma, la polizia interviene all’Auditorium
Tensione fra forze dell’ordine e manifestanti all’Auditorium di Roma, dove è in corso il Festival del cinema e dove si è diretto un gruppo di studenti in corteo. Il pubblico è stato chiuso nelle sale della struttura, i manifestanti circondati dalla polizia in tenuta antisommossa. Si sentono grida di persone che dicono “Non li picchiate”.
continua a leggere Cronogiornata del 24/10/2008
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Scuola, corteo contro la riforma Gelmini a Roma
Napolitano: «Non si può dire soltanto no»
La Rete degli Studenti: «Il presidente ci aiuti a poter dire i nostri sì»
Manifestazioni in tutta Italia, proteste davanti al ministero dell’Istruzione
ROMA (17 ottobre) – Ancora una giornata di manifestazioni e proteste in tutta Italia. A Roma gli studenti si sono uniti al corteo organizzato dai sindacati di base per dire no alla distruzione di lavoro, salari, scuola, servizi pubblici e diritti. Studenti universitari e delle scuole superiori hanno ribadito, ancora una volta, il loro no alla riforma Gelmini. Cortei di protesta in tutta Italia.
Napolitano: non dire soltanto no. Il presidente della Repubblica è intervenuto per chiedere che sulle proposte di cambiamento del sistema scolastico si discuta evitando di dire sempre e soltanto dei no: «Io non sono il ministro della Pubblica istruzione – premette il Capo dello Stato – posso avere un mio pensiero fino a un certo punto, perché guardo a quello che fanno il governo e il Parlamento. So che si discute, che ci sono proposte e scelte del governo che saranno discusse in Parlamento e anche con i rappresentanti delle scuole e con i sindacati». Napolitano sollecita a «essere un po’ attenti a non farsi prendere da nessuna esagerazione e da nessun allarme. Certamente. Bisogna cambiare parecchie cose nella scuola, perché è una scuola che non dà tutto quello che dovrebbe dare ai ragazzi; non dà tutto ciò che sul piano della formazione e sul piano della preparazione al lavoro e alla vita la scuola dovrebbe dare. Quindi bisogna discutere sui cambiamenti da fare. Si può essere d’accordo su certe proposte e su altre non esserlo, ma non bisogna dire soltanto dei “no” né farsi prendere dalla paura».
«Noi non diciamo solo no». Così la Rete degli studenti ha risposto al messaggio del presidente della Repubblica. «Lanciamo un appello al capo dello Stato – scrive la Rete – perché ci aiuti a poter dire i nostri sì». L’associazione, che precisa di non essere scesa in piazza oggi, dice sì a «più investimenti per la scuola pubblica, a una riforma di scuola e università che sappia darci un futuro come cittadini e nel mondo del lavoro, a edifici scolastici sicuri e funzionali, a più collegialità nelle decisioni e a un aumento della responsabilità degli studenti all’interno della comunità scolastica».
Il corteo a Roma. Tensione e traffico nel caos a pomeriggio quando all’altezza della Bocca della Verità il corteo di studenti universitari e delle scuole superiori, in piazza ancora una volta per dire no alla riforma
continua a leggere Napolitano: «Non si può dire soltanto no», La Rete degli Studenti: «Il presidente ci aiuti a poter dire i nostri sì»
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Assemblee in molte università: prof e studenti chiedono il blocco della didattica
Proteste nelle scuole, in molte città notte bianca contro la legge Gelmini
Scuola, notte bianca anti-Gelmini
e negli atenei dilaga la protesta
ROMA – Tutto pronto per la notte bianca contro il dl Gelmini. L’iniziativa, organizzata da genitori e insegnanti “perché la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma”, coinvolgerà stasera diverse scuole di tutta Italia. Alla Sapienza di Roma mattinata di protesta. Nel pomeriggio, dopo un’assemblea gli studenti hanno sfilato in corteo uscendo dalla città universitaria bloccando il traffico.
A Bologna, capofila dell’operazione “Notte bianca“, la kermesse anti-Gelmini comincerà già nel pomeriggio e saranno coinvolte decine di scuole. Annunciata anche l’occupazione della facoltà di Lettere da parte dell’assemblea dei ricercatori e precari. A Milano, secondo quanto riferisce il sito ‘Rete scuole’, continua a leggere Occupazioni universtà nelle varie città
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15 OTTOBRE, BOLOGNA. ECCOLE!!!
La grande forza della scuola pubblica
Alla vigilia del “La notte per la scuola pubblica” continuano ad arrivare adesioni da ogni parte della provincia, da singole scuole elementari o da interi circoli e istituti comprensivi.
Ma l’appello dell’Assemblea delle scuole di Bologna è stato accolto da molte città italiane, grandi e piccole: 25 scuole torinesi, molte decine di scuole romane, quelle di Napoli e Perugia, di Venezia, Milano, Parma, Brescia, Genova, Firenze e tante di tanti piccoli comuni.
A Bologna nuove scuole si aggiungono all’elenco di quelle già mobilitate. Alle iniziative di strada delle scuole di San Donato (la parata dalle Romagnoli a tutte le scuole del quartiere) e del quartiere Lame, (con le scuole Bottego e Silvani ci saranno anche i ricercatori dell’università,) si aggiungono quelle delle scuole Zamboni e Guido Reni, che organizzano una no-stop dalle 17 in poi: il cortile di vicolo Bolognetti sarà occupato fino a mezzanotte da laboratori artistici, clown e trampolieri, musicisti e danzatori.
Giovanissimi fantasmini delle scuole elementari e medie, insieme con i genitori “armati” di torce, fischietti e coperchi di pentole usciranno dalle scuole Lipparini, Mazzini e Volta e si uniranno alle scuole del I. C. 2 nei locali del centro civico di via Emilio Lepido 25, dove ad accoglierli ci saranno, con il Preside della facoltà di Scienza della Formazione Guerra, ricercatori universitari ed artisti.
Dalla parte opposta della città genitori, bambini e insegnanti delle Costa raggiungeranno in corteo, guidati da un gruppo di percussionisti, le scuole Piaget per una serata di giochi, musica e informazione.
Letture, dibattiti, giochi, balli e tutto ciò che potrà servire a tener viva una notte per la scuola pubblica animeranno la serata alle scuole Besta, organizzata da genitori, insegnanti e “dade” dell’ I.C. X.
Ai piedi dei colli, dopo la partita di basket genitori contro insegnanti ed alunni alle Cremonini Ongaro, tutti a raggiungere le Fortuzzi, in tempo per la lunga maratona che comprende concerti con strumenti di ogni continua a leggere pubblicato elenco UNA NOTTE PER LA SCUOLA 15/10/08
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UNA NOTTE PER LA SCUOLA PUBBLICA
bologna, 15 ottobre 08
Sintesi dell’ Assemblea delle scuole del 10 ottobre.
L’Assemblea ha visto una fortissima partecipazione, con rappresentanti di sempre più scuole ed anche delegazioni di studenti medi ed universitari, a dimostrazione che il diffondersi dell’informazione sul decreto Gelmini suscita sempre più determinazione a difendere la scuola pubblica.Si è discusso in particolare delle iniziative da intraprendere per l’organizzazione della giornata del 15, che sta assumendo una rilevanza nazionale. Si stanno aggiungendo infatti numerosissime adesioni (anche in queste ore) da tutte le parti d’Italia: Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova, Venezia, Brescia, Perugia, Parma, Viareggio, Napoli, Castrovillari….
Sul piano locale le scuole che hanno aderito e che terranno assemblee permanenti, dibattiti, animazioni per i bambini (nonché parate nei quartieri e nei Comuni, iniziative presso sale di quartiere, ecc.) sono al di là di ogni previsione.
La protesta sarà forte e visibile sia in città che in provincia, dalla montagna (ha aderito ufficialmente anche il Comune di Monzuno) alla campagna.
La giornata del 15 ha raccolto l’adesione non solo di scuole elementari, ma di interi Istituti Comnprensivi e Circoli, ed anche di Scuole Superiori, degli studenti medi, dell’assemblea dei ricercatori e precari dell’Università (sarà occupata la Facoltà di Lettere), del Cnr-Isac (che occuperà con lo slogan “Calpestano la ricerca” e le stampe dei loro volti sparse a terra).
Il numero di scuole che rimarranno aperte dopo la fine delle lezioni è ancora provvisorio, ma sicuramente sarà di parecchie decine.
Tra queste una serie di scuole promuovono o partecipano anche a iniziative di quartiere, di strada, di paese. Le scuole del quartiere San Donato usciranno in parata già dal pomeriggio.
Nelle strade del quartiere Lame si uniranno alle scuole Bottego e Silvani anche i ricercatori precari. Al Quartiere Reno (sala civica v.M.Emilio Lepido 25/2) serata con
continua a leggere Verbale assemblea “UNA NOTTE PER LA SCUOLA PUBBLICA” del 15/10/08
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Pisa, Firenze, Roma, Siena. E ora blocchi e iniziative si moltiplicano
Da giorni lezioni su Ponte Vecchio. Il rettore Settis: “Rischio tagli alla cieca”
Dalle lezioni in strada al web
studenti e prof protestano insieme
di VALENTINA CONTE
E’ iniziata nei giorni scorsi ed è destinata ad aumentare. Nelle piazze la protesta degli atenei per difendere l’università, la ricerca e contro il lavoro precario. E continuerà fino all’inaugurazione dell’anno accademico che anche i docenti vogliono bloccare. E oltre.
A Pisa l’epicentro delle scosse. Da due notti il Polo Carmignani dell’università è occupato dagli studenti. Per poche ore lo è stato anche il rettorato. Dopo assemblee partecipatissime (dicono anche tremila ragazzi) che hanno costretto chi le organizzava a uscire fuori. Ieri una folla enorme (6-7 mila persone) ha atteso per ore il ministro Gelmini con slogan e striscioni “contro”. Una presenza prevista e poi smentita alla Normale per la consegna dei diplomi. Durante la cerimonia il rettore Salvatore Settis è intervenuto sui tagli all’università: “Nessuna scure che si abbatta alla cieca ha mai generato nuove forme di virtù”. Gli studenti ne parlano ai “tavoli sui saperi e il reddito” sotto l’occhio della webcam che rilancia alla rete. È l’occupazione ai tempi di Internet.
Poco lontano, a Firenze, è andato in scena il nuovo appuntamento sul Ponte Vecchio. A lezione in duecento con il prof, anzi col ricercatore precario (ma ci sono anche gli ordinari), “nell’unico luogo in cui si troverà l’università fra poco: in mezzo ad una strada”. Lavagne e portatili tra le botteghe degli orefici a parlare di chimica delle sostanze naturali. In piazza Pitti a illustrare i sensori. A Palazzo Vecchio per un’introduzione ai nanosistemi. “Una lezione per tutti contro un’università per pochi”, dicono. Una provocazione arrivata dopo l’occupazione nei giorni scorsi del Polo scientifico di Sesto fiorentino e della facoltà di Agraria alle Cascine. E dopo gli striscioni penzolanti dai ponti Santa Trinità e alla Carraia sull’Arno. Ogni giorno assemblee di fuoco in tutta la città per decidere blocchi, cortei, manifestazioni. Intanto il consiglio di facoltà di Scienze matematiche ieri in tarda serata ha approvato un documento di invito ai docenti a bloccare la didattica fino al 31 ottobre.
Alla Sapienza di Roma dopo l’assemblea di Fisica e Lettere (nei prossimi giorni Psicologia, Scienze Politiche, Giurisprudenza), gli universitari hanno “preso” simbolicamente il rettorato e si preparano ad occupare. Ieri nell’androne di Lettere Piero Bevilacqua, continua a leggere 2008 fa rima con 68? Le piazze scoppiano e il governo non se ne accorge?
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