• Roma, precari in sciopero della fame Tagli alla scuola: «Una truffa per tutti» 27 agosto 2010
    Dopo la manifestazione di ieri a Palermo: il funerale della scuola contro i tagli della riforma Gelmini, la protesta dei precari siciliani della scuola si sposta a Roma, dove assieme ai colleghi del Lazio, chiederanno un dibattito pubblico con il ministro dell'Istruzione. Sit-in a MontecitorioLa giornata nella capitale è cominciata con un sit-in davanti […]
  • Scuola: Miur Segue Situazione Precari Palermo, Si Studiano Soluzioni 26 agosto 2010
    (ASCA) - Roma, 26 ago - Il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca Mariastella Gelmini, tramite il sottosegretario Giuseppe Pizza ''sta seguendo con grande attenzione la situazione dei ... […]

Riforma dei tecnici, orari, materie – 3

gelmini-forbiceRiforma dei tecnici, orari, materie – 3
di Claudio Cereda
Dopo averne discusso un po’ in generale proviamo ora ad entrare nel merito concreto della applicazione, parliamo cioè di ore e di materie.
Le cose di cui si sa, ma …resta da chiarire
Il regolamento, come già fu per la riforma Moratti si concreta in tre allegati che si conoscono solo in parte.

L’allegato A corrisponde al Profilo Educativo Culturale e Professionale (PECUP). Si tratta di cose importanti per costruire l’identità della scuola ma che corrispondono bene o male a principi su cui c’è poco da discutere e si tratta di appropriarsene sul piano culturale.
Segnalo in particolare il paragrafo dedicato agli strumenti organizzativi e metodologici: in una cartella vengono condensati principi, metodi ed obiettivi.

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Stop a raccomandati e rettori a vita

giudiceef6Stop a raccomandati e rettori a vita: parte la “rinascita morale” degli atenei

Gelmini: «Massimo due mandati e liste nazionali per reclutare i docenti»
Lauro: «Chi assume incapaci ne pagherà le conseguenze»

Mai più concorsi locali, banditi dai singoli atenei, per posti destinati ai raccomandati di turno. Il sistema in vigore, che ha prodotto tanti guasti, sarà archiviato. E’ in arrivo il disegno di legge che riforma la governance degli atenei e il sistema di reclutamento dei ricercatori e dei docenti. Sarà  anche rivista la normativa dell’autonomia universitaria perché «non risponda più a logiche corporative e autoreferenziali». Il ministro Mariastella Gelmini presenterà a Palazzo Chigi il testo prima di Pasqua. L’obiettivo è quello di superare i conflitti di interesse con una «netta attribuzione delle responsabilità» per garantire «trasparenza ed efficienza» degli atenei anche con un «sistema di incentivi e disincentivi».

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Esami venduti all’università di Catanzaro

universita-cz-20090331_magna_graeciaEsami venduti all’università di Catanzaro
Il prorettore: non ci infangheranno
L’ateneo istituisce una commissione disciplinare per valutare le misure contro studenti e laureati coinvolti.

Si era presentata all’università per il suo momento di gloria, vestita di tutto punto e con un fitto stuolo di parenti e amici al seguito. Ma uno dei professori in commissione, mentre la studentessa esponeva la sua tesi di laurea in Economia aziendale, aveva avuto un improvviso flash: la giovane aveva sostenuto con lui un esame e aveva rifiutato un 18. Da allora non l’aveva più vista, e si domandava come potesse aver superato in altri modi l’esame, arrivando al giorno della laurea.

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Definitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti

y1pkijrw4ke54nd9jejkjdosxdqx-uw-_jazeftfaz7cw-8ocz2ldqhdqy-hyfbl3rk1wtjcat3flwDefinitivi i Regolamenti Gelmini. Devastanti gli effetti

Con la firma del Presidente della Repubblica si conclude l’iter procedurale dei primi due Regolamenti attuativi dell’art. 64 della legge 133 che diventano pertanto definitivi. Com’è noto i Regolamenti approvati riguardano la riorganizzazione della rete scolastica, l’utilizzo delle risorse umane, la revisione dell’assetto ordinamentale della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione. Con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i due Regolamenti potranno entrare immediatamente in vigore e, tra l’altro, consentire il varo del decreto interministeriale sugli organici atteso, con la relativa circolare, nei prossimi giorni. Vediamo, a questo punto, di riepilogare in sintesi quali sono gli effetti sulla scuola pubblica.

La riduzione del tempo scuola e dell’offerta formativa
Innanzi tutto con i nuovi regolamenti per la prima volta nella scuola dell’obbligo il tempo scuola arretra e si riduce anche l’offerta formativa rivolta agli adulti . Già dal prossimo anno scolastico la riduzione degli organici e delle compresenze impedirà a molte classi della scuola primaria di mantenere l’offerta formativa di trenta ore settimanali e/o di confermare i rientri pomeridiani perché non ci saranno le disponibilità di personale docente e ausiliario per coprire la mensa scolastica.
Anche nella scuola secondaria di primo grado il tempo scuola arretra, tutti i modelli di tempo normale con orari superiori alle 30 ore settimanali non

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Brunetta e la polemica sull’università: mai parlato di studenti-guerriglieri

Brunetta e la polemica sull’università: mai parlato di studenti-guerriglieri
Il ministro: mi riferivo a ragazzotti dei centri sociali che non hanno nulla a che fare con gli studenti

Basta mistificazioni, no all’equazione studenti-guerriglieri. Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, torna sull’argomento che ha tenuto banco in questi giorni, per puntualizzare di «non aver mai parlato degli studenti, [...]

Valanghe di ricorsi al TAR contro la riforma Gelmini

Visto l’atteggiamento dittatoriale del ministro Gelmini che, per capriccio e/o incompetenza, continua diritta per la sua strada, senza ascoltare le richieste degli italiani (genitori, insegnanti, alunni, CNPI, regioni…), in molti hanno deciso di adire per vie legali.

clicca su link per conoscerne alcune: RICORSI GELMINI

giustizia_e_questione_moraleTRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

DEL LAZIO

RICORSO

omissis -dati sensibili-

tutti rappresentati e difesi sia congiuntamente che disgiuntamente dagli Avv.ti Avv. Corrado Mauceri, Avv. Sofia Cavini, Avv. Marianna Gorpia, Avv. Luca Marchi, Avv. Francesca Scatolini, Avv. Angela Nozzi, Avv. Chiara Lombardo, Avv. Paolo Solimeno, Avv. Flora Di Giorgio, Avv. Roberto Passini, Avv. Andrea Frosali, Avv. Patrizia Dal Monte, Avv. Lucio Seconnino, Avv. Gabriella Zampieri, Avv. Domenico Fata, Avv. Gabriele Dalle Luche, Avv. Daniele Giannini, Avv. I. Tiribilli, Avv. A. Corallo, Avv. G. Raffaelli, Avv. C. Bolelli, Avv. Fausto Buccellato ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest’ultimo in Roma, V.le Angelico n. 45, come da mandato in calce al presente atto propongono ricorso

Contro

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA (da ora MIUR), nella persona del Ministro pro-tempore in carica;

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, nella persona del Ministro pro-tempore in carica;

CONSIGLIO DEI MINISTRI, nella persona del Presidente pro-tempore in carica

per l’annullamento

previa sospensione

della CM n. 4 MIUR prot. n. 381/R.U.U 04 del 15 gennaio 2009 non pubblicata formalmente avente ad oggetto “Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni

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Brunetta minaccia: gli studenti dell’Onda “sono guerriglieri, li tratteremo come tali”

20090319_sapienzaBrunetta minaccia: gli studenti dell’Onda “sono guerriglieri, li tratteremo come tali”
Bersani: parole incommentabili. Donadi: frasi da piccolo duce
Gli studenti: «Non ci fa paura. Noi pacifici, polizia e Stato no»

ROMA (19 marzo) - Gli studenti dell’Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.
«Non vedo molta protesta». A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia. L’Onda non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».
«Sono quattro ragazzotti». Poi, in una successiva intervista, Brunetta ha rincarato la dose: «Anzi, questi non hanno la dignità dei guerriglieri che sono una cosa seria, sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente».

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PENSIONI 2009

logofuturoscuola-l7PENSIONI 2009

Temine per la presentazione delle domande: 26 gennaio

Fissato dal DM 2/2009 al 26 gennaio il termine ultimo per la presentazione o la revoca delle domande di:

-       dimissioni volontarie

-       collocamento a riposo per compimento del 40° anno di servizio utile a pensione

-       trattenimento in servizio oltre il 65°  anno di età finalizzata alla maturazione dell’anzianità minima o massima per il conseguimento della pensione

-       trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con contestuale riconoscimento del trattamento pensionistico.

E’ stata inoltre pubblicata anche la circolare (CM n. 3/2009) contenente le relative indicazioni operative.

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“Scuole in bancarotta” non ci sono nemmeno i soldi per gli insegnanti

logofuturoscuola-l3Riffe per lo stipendio ai supplenti I presidi: “Scuole in bancarotta”

aiuto In principio era il sapone per il bagno, i fazzoletti di carta per il raffreddore, i bicchierini di plastica per bere, le risme di fogli (anche usati) per disegnare. Poi si è allargato il tiro alle fotocopie, si sono cercati «genitori volontari» per rimediare tovaglie nuove per la mensa, mamme di buoncuore per i lavaggi settimanali e mensili dell’arredo scolastico. Adesso alle famiglie tocca pagare pure i supplenti. Le scuole sono al collasso. Soldi in arrivo non se ne vedono e i dirigenti scolastici per pagare i precari sono costretti a utilizzare il fondo cassa del proprio istituto. Soldi destinati ad altre attività, come quelli per le gite, per bandi e progetti per migliorare la didattica, ma anche soldi raccolti attraverso lotterie scolastiche, mercatini di Natale, vendita di uova di Pasqua. Tutto per far fronte a quella voragine, creata dai crediti mai saldati dal ministero dal 2006 e che va sotto la voce di «supplenze», appunto. L’appello per le scuole in bancarotta è stato lanciato anche dalla Cisl lombardia che qualche giorno fa ha chiesto al direttore regionale Anna Maria Dominici un incontro per cercare una soluzione.

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Italia agli ultimi posti in Europa per spesa relativa all’Istruzione

gelmini-scuolaIl resoconto sull’amministrazione pubblica: si spende il 4,7% del Pil Come nove anni fa. Ma ora si aggiungono i tagli decisi dal governo
Scuola povera, l’Istat conferma “Italia cenerentola d’Europa”

Italia agli ultimi posti in Europa per spesa relativa all’Istruzione. Il dato è stato pubblicato due giorni fa dell’Istat nell’annuale resoconto sulle “Spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche italiane per funzione”. Solo in Germania e Grecia la spesa per l’istruzione è percentualmente più bassa rispetto all’Italia, tutti gli altri paesi dell’Ue a 15 stati spendono di più. Il dato è del 2007 e non tiene conto della manovra del governo Berlusconi che taglia impietosamente su scuola e università. Ma è sufficiente a spiegare che dal 2000 ad oggi la spesa per la scuola pubblica è in calo.

In Italia, oltre due terzi della spesa complessiva è assorbita da Sanità, Protezione sociale e Servizi generali. Quest’ultima è la spesa più consistente in assoluto: oltre 135 miliardi (il 19,4 per cento della spesa totale) di euro nel 2007 per, tra le tantissime attività remunerate, il supporto ad organismi esecutivi e legislativi e “la formulazione, il coordinamento e il monitoraggio di programmi di sviluppo economici e sociali globali”.

E la scuola? Tutte le spese sostenute dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali per l’Istruzione ammontano a più di 71 miliardi. Una cifra che potrebbe sembrare enorme ma così non è. Per la Sanità si spendono 105 miliardi (il 13,6 per cento della spesa complessiva), per la protezione sociale (pensioni di invalidità, assistenza

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Chiarimenti Trattenimento in servizio oltre i 65 anni.

logofuturoscuola-lTrattenimento in servizio oltre i 65 anni. Chiarimenti.

Il Miur con nota prot. 2316/bis del 20 febbraio 2009  ha fornito alle direzioni regionali chiarimenti in ordine all’applicazione prevista nella direttiva 13 del 2 febbraio u.s. dei cc. 2 e 3 dell’art. 509 del D.lvo 297/94.

L’amministrazione ha precisato che la richiesta di permanenza in servizio oltre i 65 anni di età, ma non oltre i 70, per raggiungere il minimo pensionabile, può essere accolta solo nel caso che, effettivamente, nel corso del periodo di proroga concesso il personale interessato raggiunga l’anzianità minima prevista dalla normativa (15 anni se era in servizio nel ’92, 19 anni 11 mesi e 16 giorni negli altri casi).


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Contratto Collettivo Nazionale Integrativo mobilità personale docente, educativo ed A.T.A. 2009/2010

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1 Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale docente, educativoed A.T.A. per l’a.s. 2009/2010 , sottoscritto nell’anno 2009 il giorno 12 del mese di febbraio, in Roma, presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in sede di negoziazione integrativa a livello ministeriale

TRA la delegazione di parte pubblica costituita con D.M. n.112 del 18 dicembre 2007.

E i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali F.L.C.-C.G.I.L., C.I.S.L.-SCUOLA, U.I.L.-SCUOLA, S.N.A.L.S.- C.O.N.F.S.A.L. e GILDA-UNAMS firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro del Comparto Scuola

PREMESSO:

- che con il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sottoscritto il 29 novembre 2007 sono stati fissati i principi generali sulla mobilità territoriale e professionale (art:10);

- che il C.C.N.L. citato, all’art. 4, comma 2, prevede una cadenza di norma biennale della mobilità compartimentale da attuarsi in presenza di una corrispondente durata di definizione dell’organico;

- che è necessario assicurare con la massima tempestività l’avvio delle operazioni propedeutiche all’inizio dell’anno scolastico 2009/10, anche al fine di procedere tempestivamente alle eventuali assunzioni a tempo indeterminato previste dal piano triennale contenuto nella finanziaria 2007;

LE PARTI CONCORDANO

ü sulla necessità di orientare il presente contratto agli obiettivi, fissati nell’Intesa sulla conoscenza, sottoscritta il 27 giugno 2007, della stabilità dell’organizzazione scolastica e della continuità dell’azione educativa; obiettivi ribaditi dal CCNL, sottoscritto il 29 novembre 2007, che all’art. 4 comma 2 lett. A) richiama la garanzia della “stabilità pluriennale dell’organico al fine di assicurare la continuità didattica del personale docente”;

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“Caso Longhena” Comunicato stampa CGIL

La FLC CGIL di Bologna sul caso Longhena

Nell’inaudito polverone che si è sollevato sul “caso Longhena” ed in attesa che l’ispezione ministeriale attualmente in corso sappia ricondurre ad una serena valutazione di merito gli atti e le scelte operate dalle insegnanti nell’esercizio delle loro funzioni, la FLC CGIL di Bologna considera molto grave che in questo clima di “riconduzione all’ordine e all’obbedienza” della scuola ben pochi dei dichiaranti alla stampa si pronuncino sulla sostanza del fatto.

Tale sostanza è la seguente: con la reintroduzione dei voti negli ambiti disciplinari nella scuola primaria se ne distruttura profondamente l’impianto pedagogico e didattico e per una pura operazione d’immagine – questa sì solo politica – si buttano al macero 40 anni di pensiero scientifico e di altissima esperienza nel campo dell’educazione. Su questo punto – al di là delle scelte e delle azioni dei singoli di cui i singoli, appunto, rispondono – non è in discussione “la solidarietà” alle maestre delle Longhena. Ciò che le muove, infatti, è  il pensiero di tutto il mondo pedagogico e di tutto il mondo della scuola primaria e che questo sia oggi costretto a ragionare su come contenere il danno che apporta ai ragazzi un’iniqua norma di legge da rispettare e come la stessa dirigenza scolastica e l’Amministrazione siano oggi costrette a muoversi in autotutela più che a salvaguardia della qualità formativa la dice lunga sull’irragionevolezza e sullo stile autoritario di chi oggi governa la scuola.

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Brunetta: «I giovani a volte sono pecoroni. Come categoria non esistono»

Brunetta: «I giovani a volte sono pecoroni. Come categoria non esistono»
No allo slogan degli studenti “questa crisi non la paghiamo”

ROMA (4 dicembre) – Un’altra uscita destinata a scatenare un putiferio di reazioni. Durante una lectio tenuta oggi all’Università Luiss, il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha detto «Non mi piace lo slogan “questa crisi non [...]

Slittano le iscrizioni per la scuola un mese in più, il 28 febbraio 2009

Slittano le iscrizioni per la scuola un mese in più, il 28 febbraio 2009
Sindacati perplessi: così a rischio l’avvio dell’anno scolastico
 
SLITTANO di un mese le iscrizioni per l’anno scolastico 2009/2010. Lo ha reso noto il ministero dell’Istruzione con una circolare che riporta la data di ieri. Mamme e papà che vorranno iscrivere per la prima volta i loro bambini nella scuola dell’infanzia, in prima elementare, in prima media o al primo anno della scuola superiore dovranno formalizzare l’iscrizione entro il 28 febbraio 2009. Le iscrizioni alle classi intermedie vengono predisposte dalle segreterie scolastiche stesse. In generale le iscrizioni vengono chiuse entro fine gennaio ma il prossimo anno sarà pieno di novità ed i regolamenti attuativi relativi al riordino degli ordinamenti scolastici non sono ancora pronti.

Perché rinviare di un mese le iscrizioni? “Le innovazioni didattiche che verranno introdotte nel sistema scolastico con i regolamenti in corso di definizione – spiegano da viale Trastevere – richiedono una conoscenza approfondita delle nuove opportunità educative e formative che verranno offerte all’intero mondo della scuola, e in particolare alle famiglie e agli studenti”. Per questa ragione, prosegue la circolare, “l’amministrazione scolastica promuoverà strumenti di informazione e accompagnamento dei processi di innovazione per le scuole, chiamate a comunicare alle famiglie e agli studenti la nuova organizzazione dei percorsi di studio”.

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Gelmini: tre canali per la scuola superiore, indiscrezioni

Gelmini: tre canali per la scuola superiore.

La consultazione di una bozza clandestina del regolamento sul riordino dei licei rende chiare le linee di intervento Tremonti Gelmini sulle  scuole superiori.
L’impostazione di fondo è quella della L. 53/05 della Moratti, mai abrogata dal Ministro Fioroni, con le correzioni introdotte dal Decreto n. 7/07 del Ministro Bersani, che rilanciava la centralità dell’istruzione tecnica contro la licealizzazione morattiana ed eliminava i licei economico e tecnologico, seguendo l’impostazione industrialista della Confindustria.
Con la bozza Gelmini viene sancita la definitiva separazione fra licei e Istituti tecnico professionali per i quali sono previsti regolamenti differenziati non solo nei contenuti ma nello stesso linguaggio.
L’istruzione liceale è vista come propedeutica per l’accesso agli studi universitari o tecnici superiori, quella tecnico professionale è essenzialmente rivolta a finalizzare gli indirizzi ad uno stretto collegamento con le richieste territoriali delle aziende. Solo per i licei si ventila la riduzione degli studi a 4 anni.
Si ripropone nei fatti il doppio, anzi triplo canale, di memoria morattiana. Triplo perchè la previsione di un assolvimento dell’obbligo a 16 anni nella formazione professionale regionale, che viene strettamente collegata con l’indirizzo professionale, ne fa un canale autonomo.
Si ripropone nei fatti la canalizzazione precoce: la mancata previsione di un biennio unitario costringerà gli studenti alla scelta superiore a 13 anni fra indirizzi molto diversi fra loro.  
Comune a tutti gli indirizzi liceali e tecnico professionali è l’ulteriore riduzione di orario (circa 2 ore per i licei, almeno 4 per i tecnici e professionali).

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Scontri all’università di Pisa, a Palermo studenti occupano la mensa

Scontri all’università di Pisa, 5 contusi
A Palermo studenti occupano la mensa
 
 PISA (25 novembre) – Tensione, botte, vetri rotti, cinque contusi e traffico paralizzato per almeno cinque ore. È quanto avvenuto oggi a Pisa, intorno alla sede del rettorato, dove studenti e precari hanno manifestato  in occasione della riunione del Consiglio di amministrazione dell’ ateneo chiamato a discutere il bilancio di previsione 2009.

I disordini. Fin dalle prime ore di questa mattina l’università era presidiata dalle forze dell’ordine: nei giorni precedenti era circolata la voce che gli studenti avrebbero cercato di fare irruzione per bloccare il Cda. Alle 9, gli universitari, circa 50, dell’Onda pisana appartenenti al movimento Università 2.0, e i precari, hanno cominciato a radunarsi davanti al Palazzo alla Giornata, sede del rettorato. Nonostante il presidio della polizia, cinque studenti hanno tentato di fare irruzione nel Palazzo da un ingresso laterale per bloccare la riunione del Cda. L’ingresso laterale era presidiato da poliziotti e personale dell’ateneo.

Cinque contusi. Ne è venuto fuori un parapiglia in cui due agenti sono rimasti contusi, così come due custodi. Per tutti cinque giorni di prognosi. Nella ressa sono stati rotti anche i vetri di una finestra. C’è stato un contuso anche tra gli studenti, per lui il referto del pronto soccorso parla di ecchimosi guaribili in otto giorni: dovrà portare il collare. Lo studente ha raccontato di essere stato colpito dai poliziotti lungo il corridoio mentre cercava di raggiungere l’ aula dove era riunito il Cda.

L’università ha condannato gli episodi di violenza compiuti dagli studenti, «la mancanza di senso democratico e lo scarso rispetto per le istituzioni dimostrati dal rappresentante dei Collettivi nel Cda, che ha interrotto la riunione e impedito la sua prosecuzione, costringendo i consiglieri a continuare il dibattito in un’altra stanza».

Blocco del traffico sul Lungarno. Nel pomeriggio studenti e precari dell’università di Pisa sono scesi in strada bloccando il traffico in Lungarno Pacinotti dove ha sede il rettorato. La via è rimasta bloccata per diverse ore.

A Palermo occupata la mensa. Giornata di proteste anche a Palermo, dove la mensa dell’Università è continua a leggere Scontri all’università di Pisa, a Palermo studenti occupano la mensa


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Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti della P.A . Legge 6 agosto 2008, n. 133

Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti  della P.A .  Legge 6 agosto 2008, n. 133, di conversione del decreto-legge 25 giugno2008, n. 112 che RIGUARDA IL PERSONALE SCOLASTICO .
A cura dell’Ufficio Studi della Uil Scuola (tratto da irpinianelmondo)

Comma 1:
- In caso di assenza per malattia, di qualunque durata, anche nei primi dieci giorni non è effettuata alcuna riduzione del trattamento economico fondamentale…
(per l’Art. 77 del CCNL il trattamento fondamentale è composta da:
a) stipendio tabellare per posizioni stipendiali;
b) posizioni economiche orizzontali;
c) eventuali assegni “ad personam”)
La riduzione, che si riferisce ai primi 10 giorni assenza (anche per assenze superiori ai 10 giorni), riguarda esclusivamente “ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio”.
( per l’Art. 77 del CCNL il trattamento accessorio è composto da:
a) retribuzione professionale docenti;

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Come sono organizzate le scuole in Europa ?

SE GLI INSEGNANTI VI SEMBRAN TROPPI…

Alcuni giorni fa è venuta trovarmi a Roma la mia amica Mariangela che da molti anni insegna nelle scuole italiane all’estero, ha passato cinque anni in Inghilterra e da due lavora a Manchester a stretto contatto con le scuole inglesi. È stata un’occasione per ricordare i vecchi tempi del lavoro sindacale fatto insieme a Milano. Ma tra ricordi, nostalgie e polemiche (che tra due buoni amici non mancano mai!) c’è stato anche il tempo per parlare di scuola inglese.

Doppio organico all’inglese

A questo proposito mi ha colpito il fatto che nelle scuole elementari di Manchester l’insegnante, che lì è unico, lavori dalle 9 alle 15 con un orario che prevede un quarto d’ora d’interruzione corrispondente alla ricreazione dei bimbi e un’ora di intervallo mensa in cui l’insegnante non segue gli alunni ma si fa gli affari suoi. Nell’insieme 4 ore e tre quarti di insegnamento frontale per cinque giorni alla settimana, poco più delle 4 ore e 24 minuti medie di un maestro nostrano impegnato su un orario di 5 giorni alla settimana. Ho chiesto allora chi vigilasse sui ragazzi durante la mensa e la ricreazione. Mi sono sentito rispondere che esistono tre o quattro persone fornite dal comune che svolgono questo compito. E che esiste anche per ogni classe un assistente, una specie di factotum, sempre pagato dal comune e prevalentemente non qualificato dal punto di vista pedagogico, che passa tutta la mattina con l’insegnante e gli alunni svolgendo compiti di sorveglianza, di approntamento dei sussidi didattici, delle fotocopie o quant’altro, di cura dei ragazzi svantaggiati e, in caso di necessità, anche di vigilanza sulla classe in assenza del docente.

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Stipendi pubblici, maglia nera alla scuola

Stipendi pubblici, maglia nera alla scuola

Gelmini: «Troppi insegnanti e mal pagati»
 
di Anna Maria Sersale
ROMA (18 novembre) – Un professore guadagna meno di un vigile del fuoco e meno di un impiegato ministeriale. Ma anche meno di un poliziotto, di un militare e di un dipendente del servizio sanitario nazionale. Lo rileva la Ragioneria generale dello Stato nell’ultimo rapporto che mette a confronto gli stipendi. Ma come mai nella scala delle retribuzioni pubbliche gli insegnanti sono gli ultimi? Come mai le carriere promesse da un decennio restano un miraggio? «Sugli insegnanti non si investe, c’è un grande equivoco, si dà poco alla scuola perché le si chiede poco, salvo rinfacciarle di non essere all’altezza di formare giovani competitivi», con amarezza Gigliola Corduas, presidente della Federazione nazionale degli insegnanti, spiega l’umiliazione di chi ogni giorno sale in cattedra con «stipendi da fame».

«Con una retribuzione annua di 26.525 euro il personale scolastico nell’anno 2007 ha la media più bassa del comparto pubblico, inferiore anche alla media degli impiegati ministeriali, che hanno 27.997 euro l’anno, e inferiore alla media dei vigili del fuoco, 28.035. All’estremo opposto rispetto ai docenti ci sono i magistrati, che guidano la classifica con 119.879 euro lordi l’anno». Ma ecco un altro dato che evidenzia quanto gli insegnanti siano i più penalizzati: la media degli stipendi pubblici, che è di 31.694, è di 5.169 euro l’anno maggiore rispetto alla loro. Le cifre, quanto mai eloquenti, sono della Ragioneria generale dello Stato e sono contenute nell’ultimo conto annuale che mette a confronto le retribuzioni della pubblica amministrazione nel triennio 2005-2007.

Gli insegnanti italiani, dunque, non solo guadagnano meno dei colleghi stranieri, 26.525 euro

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