ROMA (2 settembre) - Mentre continuano le proteste dei precari contro i tagli alla scuola, il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ha illustrato oggi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi le novità […]
ROMA (1 settembre) - «Si va verso una mobilitazione nazionale dei precari della scuola davanti al Ministero dell'istruzione». Lo dice Salvo Altadonna, insegnante di sostegno in sciopero della fame da 15 giorni, partito per Roma insieme a una delegazione di precari siciliani, per partecipare in piazza […]
ROMA (1° settembre) - Test universitari al via fra polemiche e minacce di ricorso. Da oggi partono le prove per le facoltà a numero chiuso. Si comincia con Medicina negli atenei privati, mentre domani gli aspiranti camici bianchi si cimenteranno con i quiz in quelli pubblici. Per quanto contestate e poco amate siano le prove un dato è certo: chi vuole fare l […]
ROMA (29 agosto) - Gli esami non finiscono mai. Se i ragazzi delle superiori che hanno riportato debiti, dopo aver frequentato corsi di recupero a scuola o preso lezioni private, sono alle prese in questi giorni con le verifiche sulla loro preparazione, i neodiplomati che proseguono […]
ROMA (27 agosto) - Sono poco più di un centinaio i precari della scuola che manifestano contro i tagli del governo davanti a Montecitorio provenienti in particolare dalle regioni del sud Italia. Tra loro Giacomo […]
ROMA (26 agosato) - Stretta sui crediti e sulle assenze. Con il nuovo anno alle superiori scatteranno altri provvedimenti per dare maggiore rigore al percorso scolastico. In particolare per i ragazzi delle classi terze e quarte sarà più difficile ottenere un numero […]
ROMA (25 agosto) - Prendiamo 100 bambini tra i 6 e gli 11 anni. Facciamo salire ognuno di loro sulla bilancia. Risultato: 12,3% sono obesi e 23,6% in sovrappeso. Come dire che un ragazzino su tre ha un'alimentazione sbagliata. […]
ROMA (19 agosto) - Secondo le stime di Federconsumatori e Adusbef, la riapertura dell'anno scolastico comporterà per gli studenti italiani un rincaro delle spese legate all'acquisto di diari, quaderni, zaini e libri: […]
ROMA (18 agosto) - Avviso ai genitori: in vista della ripresa della scuola dovranno armarsi di calcolatrice, santa pazienza e un pizzico di rassegnazione. Il caro-libri, infatti, quest'anno sarà pressoché inevitabile, in particolar modo per chi ha un figlio iscritto in prima superiore […]
Dopo la manifestazione di ieri a Palermo: il funerale della scuola contro i tagli della riforma Gelmini, la protesta dei precari siciliani della scuola si sposta a Roma, dove assieme ai colleghi del Lazio, chiederanno un dibattito pubblico con il ministro dell'Istruzione. Sit-in a MontecitorioLa giornata nella capitale è cominciata con un sit-in davanti […]
(ASCA) - Roma, 26 ago - Il ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca Mariastella Gelmini, tramite il sottosegretario Giuseppe Pizza ''sta seguendo con grande attenzione la situazione dei ... […]
Stop a raccomandati e rettori a vita: parte la “rinascita morale” degli atenei
Gelmini: «Massimo due mandati e liste nazionali per reclutare i docenti»
Lauro: «Chi assume incapaci ne pagherà le conseguenze»
Mai più concorsi locali, banditi dai singoli atenei, per posti destinati ai raccomandati di turno. Il sistema in vigore, che ha prodotto tanti guasti, sarà archiviato. E’ in arrivo il disegno di legge che riforma la governance degli atenei e il sistema di reclutamento dei ricercatori e dei docenti. Sarà anche rivista la normativa dell’autonomia universitaria perché «non risponda più a logiche corporative e autoreferenziali». Il ministro Mariastella Gelmini presenterà a Palazzo Chigi il testo prima di Pasqua. L’obiettivo è quello di superare i conflitti di interesse con una «netta attribuzione delle responsabilità» per garantire «trasparenza ed efficienza» degli atenei anche con un «sistema di incentivi e disincentivi».
1 Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale docente, educativoed A.T.A. per l’a.s. 2009/2010 , sottoscritto nell’anno 2009 il giorno 12 del mese di febbraio, in Roma, presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in sede di negoziazione integrativa a livello ministeriale
TRA la delegazione di parte pubblica costituita con D.M. n.112 del 18 dicembre 2007.
E i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali F.L.C.-C.G.I.L., C.I.S.L.-SCUOLA, U.I.L.-SCUOLA, S.N.A.L.S.- C.O.N.F.S.A.L. e GILDA-UNAMS firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro del Comparto Scuola
PREMESSO:
- che con il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sottoscritto il 29 novembre 2007 sono stati fissati i principi generali sulla mobilità territoriale e professionale (art:10);
- che il C.C.N.L. citato, all’art. 4, comma 2, prevede una cadenza di norma biennale della mobilità compartimentale da attuarsi in presenza di una corrispondente durata di definizione dell’organico;
- che è necessario assicurare con la massima tempestività l’avvio delle operazioni propedeutiche all’inizio dell’anno scolastico 2009/10, anche al fine di procedere tempestivamente alle eventuali assunzioni a tempo indeterminato previste dal piano triennale contenuto nella finanziaria 2007;
LE PARTI CONCORDANO
ü sulla necessità di orientare il presente contratto agli obiettivi, fissati nell’Intesa sulla conoscenza, sottoscritta il 27 giugno 2007, della stabilità dell’organizzazione scolastica e della continuità dell’azione educativa; obiettivi ribaditi dal CCNL, sottoscritto il 29 novembre 2007, che all’art. 4 comma 2 lett. A) richiama la garanzia della “stabilità pluriennale dell’organico al fine di assicurare la continuità didattica del personale docente”;
Sapienza, l’Onda ferma l’inaugurazione dell’anno accademico. Frati: «Fascisti»
Corteo per la sicurezza delle scuole nella capitale
Proteste “no Gelmini” a Torino, presidio rettorato a Napoli
ROMA (28 novembre) – Blitz degli studenti dell’Onda oggi alla Sapienza: circa 200 manifestanti hanno fatto irruzione questa mattina nell’Aula magna, dove era in corso la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. Il rettore Luigi Frati è stato costretto a lasciare l’aula mentre gli studenti urlavano slogan contro di lui: «Dimettiti, buffone». Interrotta anche la lectio magistralis della professoressa Irene Bossoni. «Gli studenti in aula i baroni sott’acqua», uno degli slogan scanditi dai manifestanti, che hanno anche srotolato degli striscioni: «L’onda sale, verso lo sciopero generale».
Gli studenti protestano perché «rispetto ai tagli effettuati dal governo e alla legge 133, il rettore già un mese fa si era posto contro il movimento, e aveva invitato a trattare con un governo che taglia al sistema universitario e scolastico. I risultati poi si vedono: la tragedia di Rivoli è una dimostrazione». Gli studenti avevano chiesto di entrare per poter fare una comunicazione. «Invece – spiega un rappresentante dell’Onda – ci hanno militarizzato la città universitaria per non farci entrare in Aula magna». Un gruppo di studenti riferisce di essere stato apostrofato con il termine «fascisti» dal rettore dell’università.
ROMA (27 novembre) – In materia di reclutamento di professori il decreto legge sull’Università, secondo la sintesi diffusa del ministero dell’Istruzione, indica che «le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a differenza di quanto accadeva fino ad ora, da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Si evita così il rischio di predeterminare l’esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare». Reclutamento Quanto al reclutamento ricercatori, «in attesa di un riordino organico del sistema di reclutamento dei ricercatori universitari le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso saranno composte da un professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale». In materia di buona gestione degli atenei, «le università con una spesa per il personale troppo elevata (più del 90% dello stanziamento statale) non potranno effettuare nuove assunzioni
La norma pone un freno alle gestioni finanziarie non adeguate di alcune università (soprattutto nel rapporto entrate-uscite). Da oggi le università che spendono più del 90% dei finanziamenti statali (Fondo di Finanziamento Ordinario) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo».
Turn over Ancora sul fronte dei ricercatori, «per favorire l’assunzione dei giovani ricercatori, il blocco del
Giovedì 27 novembre 2008 Decreto-legge 180 sulle università Con la relazione del sen. Valditara l’Aula stamattina ha avviato l’esame del ddl 1197, di conversione del decreto-legge n. 180, recante disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualita del sistema universitario e della ricerca.
Come si legge nell’introduzione delle schede di lettura del Servizio studi, «la relazione illustrativa al testo del decreto-legge specifica che le disposizioni introdotte sono volte a migliorare la qualità del sistema universitario e della ricerca attraverso meccanismi che, da una parte, rendono selettivi i finanziamenti destinati ai concorsi e, dall’altra, consentono di espletare i concorsi già banditi o da bandire entro il 30 novembre 2008, secondo nuovi criteri che affidano anche al sorteggio l’individuazione dei componenti delle commissioni per la valutazione comparativa dei candidati.
Il provvedimento reca norme volte a sostenere l’incremento qualitativo delle attività delle università statali, privilegiando nelle assegnazioni delle risorse i risultati dei processi formativi e della ricerca scientifica, la razionalizzazione dei corsi, delle strutture e delle sedi didattiche.
Ulteriori disposizioni riguardano gli studenti capaci e meritevoli, a favore dei quali si incrementano le risorse per la concessione di borse di studio e la realizzazione di alloggi universitari.
Il provvedimento reca, altresì, norme volte a limitare gli effetti di riduzione delle dotazioni organiche degli enti di ricerca.
L’Analisi tecnico-normativa reca tra le ragioni di necessità e urgenza l’esigenza di dettare norme che
di Claudio Marincola
ROMA (24 novembre) – «Sono entrata nella scuola di Rivoli, ho visitato l’Istituto, l’aula di Vito, ho incontrato i suoi familiari e parlato con gli studenti. Ho trovato dolore, amarezza e anche tanta rabbia. Queste cose, lo ripeto, non devono più succedere».
Ministro Gelmini altri ministri hanno pronunciato prima di lei la stessa frase, “queste cose non devono più succedere”. Ma intanto 2 edifici su 3 nel nostro Paese sono ancora insicuri; 4 su 10 sono privi di palestra, il 50% ha un impianto elettrico che risale agli anni ’40. E i soffitti continuano a venire giù.
«Guardi, posso dirle che fin dal mio insediamento, dalla prima audizione, circa sei mesi fa, ho posto subito il tema della sicurezza e dell’edilizia scolastica tra le priorità. Ora a Rivoli è presto, non sappiamo cos’è successo di preciso, quali sono state le cause della tragedia.Le dinamiche non sono chiare. Ci sono autorità, c’è la magistratura che sta indagando. Dobbiamo aspettare le conclusioni».
Ha pensato che avrebbero potuto accoglierla con i fischi?
«In quella scuola c’era dolore, un dolore composto. Ma anche tanto rispetto. E io sono andata lì per capire e per portare la presenza delle Istituzioni. E’ evidente che Rivoli e San Giuliano mettono in evidenza un problema, quella che, senza farci prendere dal panico, chiamerei una vera emergenza nazionale. Noi stiamo cercando di ridurre il numero delle scuole anche per questo, per un discorso di sicurezza e razionalizzazione».
Gelmini: “Capisco i giovani ma solo cambiando c’è futuro”
di LUIGI CONTU e MARIO REGGIO
Il ministro Mariastella Gelmini
ROMA – Ministro Gelmini, il mondo dell’Università torna in piazza. Il nostro giornale pubblica un sondaggio in cui il governo cala nei consensi e anche lei, dopo essere arrivata a quota 42 nel gradimento, perde cinque punti. Non crede che sia giunto il momento di avviare una riflessione autocritica sulle decisioni fin qui adottate? “Quando si fanno riforme profonde si paga sempre un prezzo in termini di critiche e di resistenza al cambiamento. Resto convinta che il paese abbia diritto ad un sistema della formazione moderno e competitivo e che sia mio preciso dovere lavorare in questa direzione. Accanto a chi mi contesta le assicuro che sono molte di più le persone che incontro per strada e che mi incoraggiano a non mollare”.
Presidio anti-Tremonti alla Cattolica
Fo tra gli studenti: il governo scricchiola
MILANO (19 novembre) – Presidio anti-Tremonti oggi all’università Cattolica di Milano, organizzato dagli studenti in occasione della visita del ministro dell’Economia all’ateneo, per l’inaugurazione dell’anno accademico.
Un centinaio di manifestanti si è disposto dietro le transenne allestite dalla forze dell’ordine, all’angolo tra via Santa Valeria e via Necchi, al lato dell’ingresso principale dell’università. Dietro, uno striscione che recitava: «Tremonti, più che Robin Hood, principe Giovanni». I ragazzi hanno allestito poi un gazebo per la raccolta di firme contro la legge 133.
Tra loro anche Dario Fo, che ha parlato dei movimenti di protesta: «La possibilità che il governo ritorni sui suoi passi a proposito dei tagli alle Università dipende dalla quantità e dal peso della protesta», ha detto.
Il governo ha scricchiolato. «Già nelle ultime manifestazioni il governo ha un pò scricchiolato. Ha cercato di minimizzare e ha smesso di usare termini duri. Si sa però che useranno mezzi pesanti e qui si vedrà la tenuta del movimento».
I ragazzi non sono caduti nella trappola. «Questi ragazzi hanno dimostrato un’intelligenza straordinaria perché non sono caduti nella trappola. A Roma, ad esempio, dove i fascisti con l’appoggio della polizia
Incontro Gelmini-Consiglio Universitario: «Corsi inutili, riduzione del 20%»
ROMA (18 novembre) – Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini oggi ha incontrato il Consiglio Universitario Nazionale (Cun). Il Cun sta lavorando a una razionalizzazione dei corsi che potrebbe portare a una riduzione di circa il 20% degli stessi. Intanto alla Sapienza serata-concerto organizzato dagli Studenti in Movimento. Ma le manifestazioni contro la riforma dell’università non si placano. A Padova blitz di una cinquantina di studenti del collettivo di Scienze politiche dell’Università di Padova, vicino ai Disobbedienti, durante la riunione del gruppo “Studenti per le libertà”, legata a Forza Italia.
Incontro Gelmini-Cun. Il Consiglio Universitario Nazionale (Cun) ha presentato alla Gelmini il progetto di razionalizione dei corsi che porterà a una riduzione del 20% dei corsi di laurea, pari a circa mille corsi in meno. Il Presidente del Consiglio Universitario Nazionale Andrea Lenzi ha sottolineato che «in Italia esistono più di 5000 corsi di laurea quasi il doppio rispetto al 1999, anno in cui siamo passati da un sistema universitario monociclo a un sistema a ciclo spezzato (il 3+2 con 3 anni di base e 2 di specializzazione). Proprio questa scelta ha portato ad un fisiologico raddoppio dei corsi di laurea». Secondo Lenzi alcuni corsi sono strategici, «ma molti vanno rimodulati o addirittura cancellati». Oltre a corsi molto piccoli per numero di studenti, «necessari perché molto specifici» altri risultano «inutili» perché hanno un «obiettivo formativo e uno sbocco professionale incerto». Su questi ultimi si sta concentrando il lavoro del Cun. «Abbiamo calcolato – concldue Lenzi – che, grazie a questa razionalizzazione, il numero dei corsi subirà una riduzione di circa il 20%».
di Anna Maria Sersale
ROMA (11 novembre) – La corsa alla moltiplicazione delle cattedre ha prodotto enormi distorsioni. L’università degli sprechi è ingolfata da una selva di corsi di laurea, di cui molti con pochi immatricolati e pochi iscritti. Non sempre necessità formative giustificano il mantenimento di corsi con un gruppetto esiguo di frequentanti. Certo, ci sono settori specialistici che vanno comunque salvati. Nè si può ragionare solo in termini numerici.
Tuttavia i dati statistici del ministero dell’Università sono allarmanti: abbiamo 40 corsi con un solo immatricolato, 767 con dieci o meno immatricolati e 1.260 con 15 o meno immatricolati. Inoltre abbiamo 235 corsi con un solo iscritto, 1.109 con 10 o meno iscritti e 1.469 con 15 o meno iscritti. La gran parte sono di area sanitaria. Riguardano professioni che vanno dall’ostetricia alla dietistica, all’ortottica, alla radiologia medica, all’igiene dentale, alle tecniche di neurofisiopatologia, alle tecniche diagnostiche o audiometriche.
Ma il problema dei corsi di laurea con pochissimi immatricolati riguarda anche altri settori. Spesso le università si sono fatte concorrenza a suon di sigle e hanno cercato di attrarre iscritti con titoli che promettevano specializzazioni da utilizzare con facilità sul mercato del lavoro.
Ma se le università si sono gonfiate di corsi sanitari semideserti lo devono a una legge del 1999 che prevede un accordo Stato-Regioni secondo cui gli atenei sono obbligati a garantire le specializzazioni sanitarie. «Sì, la programmazione di quei corsi non è nostra – spiega Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario continua a leggere Università, la giungla dei corsi fantasma: 1.469 hanno meno di 15 iscritti
IMPORTANTE
SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo e collaborazione
Scuola, i faticosi giorni della Gelmini: ministro non incontra la stampa, polemica
ROMA (8 novembre) – E’ polemica per il presunto allontamento dei giornalisti da un seminario della Confindustria sulla scuola Sanremo a cui ha partecipato il ministro della Publica istruzione Mariastella Gelmini.
Sono stati 20 giorni faticosi per la Gelmini per le proteste e le forti polemiche sulle sue riforme di scuola e università. Ma anche con una legge portata a casa nonostante tutto, e un nuovo corso per ridare efficienza agli atenei, grazie a un decreto tecnico per le urgenze a ad un ddl da portare avanti con il dialogo. E se le piazze sono ancora «calde» della protesta di ieri degli studenti, prova generale dello sciopero generale dei sindacati di università e ricerca del 14 novembre, oggi il ministro è stata al centro di una nuova polemica, per un incontro di Confindustria a Sanremo. Riunione già prevista a porte chiuse, hanno spiegato gli organizzatori, ma con i giornalisti, speranzosi di un suo intervento pubblico fuori Roma dopo giorni di assenza, che sono stati «allontanati» dalle forze dell’ordine.
Università, nuove regole per i concorsi
Gelmini: tagli restano, ma meno dolorosi
Premi agli atenei virtuosi. Il Pd: passo indietro del governo
Ancora proteste in tutta Italia, venerdì tre cortei a Roma
ROMA (6 novembre) – Via libera del governo alle linee guida di riforma dell’Università su autonomia, responsabilità e merito. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmni, ha poi assicurato che i concorsi già banditi si faranno. Stanziati 135 milioni di euro per borse di studio di ragazzi meritevoli e 65 milioni per residenze universitarie.
I tagli previsti per il 2010, nella manovra economica varata la scorsa estate, «rimangono» ma «abbiamo davanti un anno per cominciare un percorso di riforma che possa rendere quel taglio meno doloroso», ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che oggi ha varato le linee guida per l’università e ha approvato anche un decreto legge sul settore. Per il ministro, procedere alla «razionalizzazione dei corsi, all’eliminazione dei corsi con un solo studente, alla diminuzione delle sedi decentrate» farà «realizzare risparmi che renderanno quel taglio meno doloroso».
«Facciamo un appello a chi vuole dare un contributo, perché c’è tutto il tempo necessario per una riforma condivisa. Non vogliamo tornare alla concertazione, ma vogliamo un confronto che è assunzione di responsabilità», ha affermato ancora il ministro.
«Chi difende lo status quo può non condividere questo provvedimento che punta a introdurre la meritocrazia nella ricerca. Si tratta di provvedimenti francamente difficilmente criticabili», ha
Atenei e scuole, l’Onda non si ferma
Pdl e Lega: “Accordo sulla riforma”
Da Nord al Sud prosegue la contestazione. A Genova in scena il “minuto di terrore”
Il rettore della Statale di Milano: “Con i soldi degli atenei si paga l’abolizione dell’Ici”
ROMA – “C’è un perfetto accordo nella maggioranza per migliorare l’università tagliando i numerosi sprechi che ci sono”. Lo ha detto il presidente dei deputati della Lega Roberto Cota, dopo il vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli, con il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. “La riforma – aggiunge Gasparri – è una questione a tappe: ci sarà un disegno di legge complessivo, alcune linee guida e decreti per questioni urgenti”.
Un commento positivo sulla strada scelta dal governo arriva dalla presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro: “Si sta facendo strada un po’ di realismo. Verrebbe quasi da dire che avevamo ragione noi”. Per Anna Finocchiaro, comunque ”hanno avuto ragione studenti e docenti e rettori che hanno manifestato contro l’arroganza del governo”.
Intanto l’Onda non si ferma. Da Nord al Sud, in decine di licei e università prosegue la contestazione, mentre il rettore dell’università Statale di Milano, Enrico Decleva, ha spiegato che “il taglio più drastico è quello di 470 milioni tolti all’università per coprire l’abolizione dell’Ici. E questo – ha aggiunto – è assolutamente intollerabile”.
LA MOBILITAZIONE CITTA’ PER CITTA’
Contro il decreto Gelmini, a Roma centinaia di studenti manifestano sotto le finestre del ministero dell’Istruzione. Questo pomeriggio a Giurisprudenza tre costituzionalisti spiegheranno i riflessi legali della riforma. Il liceo Tacito è occupato, l’Orazio è in assemblea straordinaria, il nautico Colonna ha dato vita ad un corteo spontaneo che ha attraversato il quartiere San Paolo per concludersi al ministero dell’Istruzione.
A Pisa, i precari della ricerca di Scienze politiche, si sono astenuti ieri dagli esami, mentre i colleghi fiorentini si sono trasformati in lavavetri per protesta. A Siena occhi puntati sulle decisioni di cda e senato accademico, che ieri hanno proposto tagli e sacrifici per rimettere in equilibrio in quattro anni un bilancio oggi in rosso di 54 milioni di euro. Già l’anno prossimo previste misure per risparmiare 17 milioni di euro.
Occupazioni “bianche” a Palermo. Concluse quelle dell’Umberto e del Garibaldi, parte quella del
Formigoni. Dubbi comunque ci sono anche nel Pdl. «Il mio è un invito al ripensamento. Bisogna razionalizzare le spese in un momento di crisi come questo ed è ovvio che tutti abbiano questo dovere ma la razionalizzazione deve venire puntando sulla qualità», ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che oggi ha partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di Milano. «Un messaggio forte che oggi qui mi sembra venire da tutte le voci che hanno preso la parola stamane». Secondo Formigoni: «Non sono accettabili tagli indifferenziati: non si può tagliare nello
Università, il governo apre «Siamo pronti al confronto»
Entro 10-12 giorni saranno pronti i due provvedimenti della Gelmini. Ronchi: «Niente decreti»
ROMA — L’onda non si ferma. Contro i provvedimenti su scuola e università non c’è solo la fiaccolata di ieri sera a Roma: i collettivi universitari hanno annunciato altre due giornate di mobilitazione, per il 7 e per il 14 novembre. E il governo va avanti, pur cercando di evitare il muro contro muro. «Il presidente Berlusconi — dice il portavoce Paolo Bonaiuti — è convinto che l’università abbia bisogno di una seria e profonda riforma. Ad essa sta lavorando il governo, primo tra tutti il ministro Gelmini, in continuo contatto con il presidente del Consiglio». Insomma, la titolare dell’Istruzione, che venerdì scorso è stata applaudita da tutti i colleghi durante il consiglio dei ministri, dovrebbe portare i suoi testi in Cdm al massimo entro la settimana prossima.
Le novità più importanti riguarderanno il sistema di reclutamento dei professori, con l’ipotesi di tornare al vecchio concorsone nazionale al posto di quelli banditi dalle singole università, spesso poco trasparenti. Ma si interverrà anche sull’assetto organizzativo degli atenei, bilanciando la possibilità di aprire alle fondazioni private con qualche correzione che consenta di salvare il carattere pubblico delle facoltà. Queste misure troveranno posto nel primo dei due provvedimenti che il governo dovrebbe presentare nel giro di 10-12 giorni. Una riforma di legislatura, in continuità con i progetti illustrati dal ministro in
Dati sulle università italiane. Nel World University Rankings 2008 che valutala qualità degli atenei di 20 Paesi del mondo, nessuna università italiana è rappresentata tra le prime 100. Per trovare un ateneo italiano bisogna scendere al 205° posto dove si classifica «La Sapienza» di Roma, scesa di ben 22 postazioni rispetto all’anno scorso, quando si era classificata al 183° posto nella valutazione del 2007. Al 291° posto il Politecnico di Milano (nel 2007 al 343°), al 333° l’Università di Pisa, quindi l’Università di Firenze (349), la Federico II di Napoli (398) e l’Università di Trieste (tra 401 e 500) a parità con l’Università di Pavia e l’Università Commerciale Luigi Bocconi. A dominarela classifica gli Stati Uniti con 42 università: Harvard e Yale si confermano, rispettivamente, al primo ed al secondo posto. L’Europa conta 36 atenei, di cui le britanniche Oxford e Cambridge al terzo e quarto posto, e l’Asia 22. Secondo Franco Pavoncello, il presidente della John Cabot University, l’ateneo americano nel cuore di Trastevere a Roma il merito delle università Usa è il mettere «al centro della mission degli atenei statunitensi lo studente e la sua sua formazione». Meriti anche per il rigoroso sistema di valutazione gestito da sei organismi regionali e basato su regole stabilite, votate democraticamente e condivise da tutti gli atenei.
Investimenti. Ultimi posti tra i Paesi del G8 per l’Italia anche negli investimenti. Secondo i dati 2007 dell’Ocse pubblicati dall’Academic Sourcebook, la spesa prevista per la formazione universitaria dall’Italia è di 8,8 dollari a studente. posto. La Germania ed il Giappone spendono 11,600 dollari a ragazzo, la Francia 10,70, il Regno Unito 11,90 mentre gli Stati Uniti investono per l’Higer Education 24,10 dollari a studente.
POLITECNICO, GELMINI NON PARTECIPA INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO
Il Politecnico comunica che il Presidente del Senato, Roberto Schifani, il Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, e il Sindaco Moratti non parteciperanno all’Inaugurazione del 146esimo anno accademico previsto per lunedì prossimo.
(31 ottobre 2008 ore 13:39)
Fonte: repubblica
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SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo [...]
Scuola: corteo a Roma, occupazioni a Milano Studenti di destra e sinistra divisi, ma il sit-in al Senato è bipartisan Controprotesta a Firenze e Milano: «Basta, vogliamo studiare»
ROMA (27 ottobre) – Quella appena iniziata è un’altra settimana di mobilitazioni in tutta Italia contro il decreto legge Gelmini sulla scuola, la cui approvazione al Senato è in calendario per mercoledì. Nelle scuole e nelle università un programma ancora denso di occupazioni, sit-in, agitazioni, lezioni in piazza.
Proteste in tutta Italia. Lezioni all’aperto organizzate dagli studenti universitari si sono svolte questa mattina in alcune piazze di Roma. Ma anche a Napoli, dove hanno preso il via le trasmissioni della web-tv degli studenti dell’Università orientale occupata. Sul web la maratona di 24 ore di lezioni organizzata a Firenze dagli studenti del polo di Scienze, trasmesse in diretta dal dipartimento di matematica Ulisse Dini. Maratona simile anche alla facoltà di Sociologia di Trento e lezioni all’aperto pure a Bari, nella centrale piazza Umberto. Se a Milano hanno preso il via stamani le occupazioni degli istituti secondari, in molte altre città si sono svolti cortei di studenti medi. A Roma uno dei cortei è partito dalla centralissima piazza della Repubblica senza simboli di partito ma con striscioni contro il ministro Gelmini, mentre all’Eur è in corso un sit-in. Analoghe iniziative a Palermo, dove la protesta si svolge davanti alla sede Rai. Cortei anche a Potenza.
Corteo a Roma, studenti divisi. Nella capitale migliaia di studenti hanno manifestato in un corteo organizzato dalle scuole superiori del IV municipio della città contro la politica del governo in materia di istruzione. Al corteo, partito intorno alle ore 10 da piazza della Repubblica e arrivato in piazza Venezia, hanno partecipato anche studenti di altri licei della capitale e universitari. Durante il percorso c’è stata una spaccatura fra testa e coda. Davanti il “Blocco Studentesco” di estrema destra, secondo quanto racconta l’Uds, ha intonato il coro «Duce, Duce». Iniziativa che ha provocato la spaccatura del corteo. Gli studenti antifascisti in coda, giunti in via Cavour all’altezza di via dei Serpenti, avevano deciso di modificare il percorso della manifestazione per dirigersi verso il ministero dell’Istruzione. Una volta giunti in via dei Fori Imperiali gli studenti di sinistra sono stati convinti però dalle forze dell’ordine, che hanno sbarrato con un cordone l’accesso verso il Colosseo, a proseguire con il percorso concordato.
Sit-in bipartisan al Senato. Gli studenti di destra e di sinistra si sono ricompattati poi sotto il Senato, dove si sono riuniti per un sit-in: «La riforma non la vogliamo». È lo slogan lanciato dai manifestanti. «Con questa riforma a scuola non si torna» hanno cantato gli studenti mentre uno degli organizzatori annunciava, accolto da grande entusiasmo, «è arrivata la notizia che è stato chiesto un tavolo per aprire delle trattative».
Manifestazione davanti al ministero dell’Istruzione. Sempre a Roma studenti medi e universitari
Scuola, un’altra giornata di proteste in tutta Italia
Università e licei occupati, sit-in davanti al Senato
Mobilitazione negli atenei, gli studenti: «Non siamo intimoriti»
ROMA (23 ottobre) – Non si fermano le proteste nel mondo della scuola: a caratterizzare l’ennesima giornata di mobilitazione contro la riforma dell’Istruzione, sono oggi soprattutto le occupazioni in numerose scuole superiori e università di tutta Italia, nonché il sit-in degli studenti universitari e medi davanti al Senato.
Studenti davanti al Senato. La protesta degli studenti universitari e medi della capitale si concentra davanti al Senato. A Palazzo Madama si discute infatti il decreto Gelmini. «Studente non strumentalizzato» è il cartello che gli universitari tengono appeso, chi sullo zaino chi sulle spalle. «Siamo 20mila» annunciano gli organizzatori al megafono. Agli studenti delle diverse facoltà della Sapienza si sono uniti quelli di Architettura e dell’università Roma Tre. Molti i ricercatori precari.
Fischi al Pd Davanti alle transenne sono arrivati alcuni senatori del Pd, fischiati dai manifestanti. Tra i cori gridati dalle migliaia di manifestanti davanti al Senato: «vi aspettiamo tutti qua fuori, sospendete tutti i lavori» e «giù le mani dalla ricerca». Al corteo, assieme agli studenti, hanno partecipato anche numerosi docenti e genitori delle scuole superiori che hanno invaso Piazza Navona assieme agli universitari. Senatori del Pd in staffetta si sono avvicinati ai ragazzi per spiegare loro come sta procedendo in Aula l’esame del provvedimento.
Momenti di tensione al corteo, bloccato a piazza S. Andrea della Valle da poliziotti in assetto anti-sommossa. I ragazzi con le mani alzate hanno gridato “Roma libera, questa è l’onda che vi travolge”. Molti cercano un varco per raggiungere il Senato. Dopo la «corsa» degli studenti attraverso piazza Navona il corteo partito dalla Sapienza si è unito al presidio già su corsia Agonale, di fronte a palazzo Madama. L’arrivo degli studenti ha scatenato applausi, cori e slogan indirizzati alle finestre del Senato da dove è stato visto affacciarsi qualcuno che è stato subissato dai fischi. Non sono mancati i cori «mafisosi», «vergogna» e insulti a Berlusconi. Il palazzo del Senato è presidiato da un nutrito schieramento di carabinieri in assetto antisommossa.
Corteo verso Botteghe oscure Dal presidio sotto palazzo Madama si è mosso pochi minuti fa un corteo spontaneo formato da una parte dei manifestanti che nel pomeriggio hanno attraversato Roma. Al momento stanno passando per via delle Botteghe Oscure.
Ballantini scambiato per Maroni. Curioso malinteso durante il presidio dei liceali nel primo pomeriggio davanti al Senato: la presenza dell’inviato di Striscia La Notizia Dario Ballantini, truccato come il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha scatenato un coro di insulti nei suoi confronti e l’attore, scambiato per il titolare del Viminale, è stato salutato da una raffica di cori: «Buffone, buffone».
Licei occupati a Roma. A Roma sono stati occupati oggi numerosi licei, come lo storico classico Tasso, lo scientifico Malpighi, il liceo classico Virgilio. Hanno scelto invece lo «sciopero creativo» gli studenti del
Berlusconi: «Stop occupazioni, agenti negli atenei» Veltroni: «Il premier soffia sul fuoco»
Napolitano: stop alle contrapposizioni, serve il dialogo
Maroni a palazzo Grazioli per fare il punto sulla scuola
ROMA (22 ottobre) – Prima l’attacco all’opposizione, accusata di diffondere falsità, poi alle mobilitazioni in atto in tutta Italia contro il decreto Gelmini, con l’avviso agli studenti di porre fine alle occupazioni nelle scuole e negli atenei, dove interverranno le forze dell’ordine. «È una violenza, ho convocato Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell’ordine», ha detto il premier, ricordando poi di essere sempre stato “uno studente modello, diligentissimo”: «Non ho mai manifestato e ho avuto sempre degli insegnanti esemplari».
Botta e risposta Berlusconi-Veltroni. Silvio Berlusconi avverte che sul decreto il governo non ha intenzione di arretrare di un passo, rispondendo così al leader del Pd Walter Veltroni che questa mattina aveva invitato l’Esecutivo a ritirarlo. Secca la replica di Veltroni: le parole di Berlusconi sulla scuola «sono molto gravi e cariche di conseguenze» mentre un presidente del Consiglio anziché «soffiare sul fuoco» dovrebbe «sforzarsi di garantire l’unità del Paese». Veltroni sottolinea poi che in democrazia si dissente senza l’intervento della polizia, e accusa il premier di raccontare bugie sui tagli. Berlusconi dice «bugie» quando nega, come ha fatto oggi nella conferenza stampa col ministro Gelmini, che nella scuola il governo non abbia effettuato tagli. Nel corso della sua conferenza stampa Veltroni ha letto l’articolo 6 del decreto 112, varato ai primi di agosto dal Parlamento, in cui sono enumerati tutti i tagli alla scuola nei prossimi tre anni, per un totale di otto miliardi: «Come fa il presidente del Consiglio – ha commentato Veltroni – ad andare davanti all’opinione pubblica per dire queste bugie? Senza contare che c’erano anche altri tagli».
Napolitano: stop contrapposizioni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera di
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