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Le norme che mancano, considerazioni dopo i fatti della “Longhena” di Bologna
Una norma per creare obblighi di fare o non fare dev’essere vigente, l’avvocato Mariastella Gelmini del Foro di Brescia, quale operatore del diritto ce lo insegna. In merito alla valutazione in decimi, che si vorrebbe considerare già pienamente reintrodotta nella scuole primarie e secondarie di primo grado, va ricordato la norma che dovrebbe disciplinare la fattispecie al momento manca, essa non è stata inserita nell’ordinamento: si tratta del regolamento attuativo previsto dall’articolo 3 comma 5 della legge 30 ottobre 2008 n.169, la cosiddetta “Riforma Tremonti – Gelmini”. Allo stato attuale il regolamento è ancora al vaglio degli organi competenti, esso sarà vigente solo se e quando saranno concluse le fasi di controllo previste ed una volta promulgato con Decreto del Presidente della Repubblica. Ovviamente i funzionari del Ministero della Pubblica Istruzione, di fronte alla mancanza di norme, non hanno mai emesso atti autoritativi in merito alla reintroduzione della valutazione numerica, esistono solo due circolari, entrambi firmate dal direttore generale dell’ufficio VI “per gli ordinamenti del sistema nazionale di istruzione e per l’autonomia scolastica” dottor Mario Giacomo Dutto, la Circolare n.100 dell’11 dicembre 2008, e la circolare n.10 del 23 gennaio 2009. Trattandosi di circolari si tratta di atti meramente esplicativi che non creano obblighi nei confronti dei destinatari, a maggior ragione ciò non sussiste se esse sono relative a norme non ancora vigenti. La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che le circolari non sono atti normativi, ciò anche in un recente pronunciamento, nella sentenza n. 237 del 2009 si legge che “le circolari non vincolano gli uffici continua a leggere La valutazione in decimi non è legge e quindi non è obbligatoria
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Scuola, maestro unico “facoltativo”
Accordo governo-sindacati: un insegnante unico, solo se a richiesta, e un’opzione a 24 ore del tempo scuola
ROMA - Il tanto contestato “maestro unico” alle elementari previsto dalla riforma Gelmini sarà attivato su richiesta delle famiglie. È confermato nel verbale conclusivo dell’incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola e il governo. L’esecutivo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio dei ministri la prossima settimana, accogliendo i pareri espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato. Il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell’ orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. Quella del tempo scuola a 24 ore, rappresenta in sostanza un’opzione più ampia che il ministero intende offrire alla famiglie, che ne faranno richiesta, prevedendo che in molti opteranno per l’orario antimeridiano più ridotto. Nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati in ogni caso due docenti per classe. Tra le novità principali contenute nell’accordo di Palazzo Chigi, oltre all’introduzione del maestro unico a richiesta delle famiglie, c’è il rinvio della riforma delle superiori al 2010/2011 e il congelamento del numero di studenti per classe.
L’ACCORDO – Di seguito i principali contenuti del pacchetto scuola fissati dal verbale dell’incontro di Palazzo Chigi:
1) Scuola d’infanzia a 40 ore: l’orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell’infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l’assegnazione di due insegnanti per sezione e prevederà soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie. Scongiurata quindi l’ipotesi di un asilo solo mattutino.
2) Maestro unico su richiesta delle famiglie: il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell’ orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l’orario a 24 (solo prime classi per il 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richieste delle famiglie.
3) Due maestri per il tempo pieno: nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti per classe.
4) Orario delle medie: nella scuola secondaria di primo grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell’offerta formativa delle scuole autonome.
5) Tempo prolungato alle medie: nella scuola secondaria di primo grado le classi con il tempo
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Scuola, slitta al 2010 riforma superiori
Maestro unico solo a richiesta
I sindacati: la protesta ha prodotto i suoi frutti
Veltroni: dietrofront governo, avevamo ragione noi
ROMA (11 dicembre) – Slitta la riforma della scuola superiore: inizialmente prevista dal governo per il 2009, la nuova organizzazione del secondo ciclo scolastico partirà dall’anno scolastico successivo, cioè nel 2010. È quanto rende noto il ministero dell’Istruzione, spiegando che è stata presentata oggi ai sindacati la riformadel sistema dell’istruzione e degli ordinamenti scolastici. Il provvedimento, che sarà portato in Consiglio dei ministri il 18 dicembre, che prevede anche l’avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo scolastico.
Novità anche per il «maestro unico»: alle elementari sarà attivato su richiesta delle famiglie. È quanto viene affermato nel verbale conclusivo dell’incontro svoltosi oggi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola (Cgil, Cisl e Uil, Gilda e Snals) il governo rappresentato dal sottosegretario Gianni Letta e dai ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi. All’incontro hanno partecipato anche i segretari generali di Uil, Luigi Angeletti e Cisl Raffaele Bonanni. Il governo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio
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Savona, cogestione contro Gelmini:
8 in condotta a studenti del liceo Grassi
ndr. Ecco cosa succede quando le cose s’inventano senza un programma dietro.
SAVONA (6 dicembre) – Otto in condotta agli studenti del liceo scientifico statale “Orazio Grassi” di Savona, che hanno promosso la cogestione dell’istituto per protestare contro la riforma Gelmini. Lo ha [...]
FACCIAMO IL PUNTO (N. 1)
Come gruppo di lavoro dell’Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia abbiamo predisposto questo per cercare di riflettere ed informare su cosa la nostra lotta abbia fino ad ora ottenuto, su come pensiamo debba proseguire, di quali strumenti si possa dotare (vedi materiali allegati).
DA DOVE SIAMO PARTITI (D.L. 137 e piano programmatico):
In agosto il governo, in nove minuti, approva la finanziaria Tremonti, decidendo (art.64 della Finanziaria) che alla scuola vengano sottratti 8 miliardi di euro e 130.000 tra insegnanti e bidelli. Gelmini ha il compito di individuare il modo di fare cassa.
Il primo settembre Gelmini ha svolto il suo compito e lo presenta al Governo che lo approva: grazie al decreto legge 137 la scuola elementare (tutte le classi) verrà portata a 24 ore e con un unico maestro.
Per “condire” ed “addolcire” il tutto inizia la campagna mediatica sulla positività di un’unica figura di riferimento, dei grembiulini e tutto il resto.
Questo decreto apre la strada ad ulteriori provvedimenti, contenuti in una bozza di piano
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Sulla scuola il Governo non dà risposte: la mobilitazione continua
La disponibilità a confrontarsi la deve dare il Governo, non il sindacato. E’ il Governo che fino ad oggi si è mosso con atteggiamenti di totale chiusura al dialogo, intervenendo sulla scuola a colpi di decreto e voti di fiducia.
Solo per l’Università si è colto qualche segnale [...]
Presidio anti-Tremonti alla Cattolica
Fo tra gli studenti: il governo scricchiola
MILANO (19 novembre) – Presidio anti-Tremonti oggi all’università Cattolica di Milano, organizzato dagli studenti in occasione della visita del ministro dell’Economia all’ateneo, per l’inaugurazione dell’anno accademico.
Un centinaio di manifestanti si è disposto dietro le transenne allestite dalla forze dell’ordine, all’angolo tra via Santa Valeria e via Necchi, al lato dell’ingresso principale dell’università. Dietro, uno striscione che recitava: «Tremonti, più che Robin Hood, principe Giovanni». I ragazzi hanno allestito poi un gazebo per la raccolta di firme contro la legge 133.
Tra loro anche Dario Fo, che ha parlato dei movimenti di protesta: «La possibilità che il governo ritorni sui suoi passi a proposito dei tagli alle Università dipende dalla quantità e dal peso della protesta», ha detto.
Il governo ha scricchiolato. «Già nelle ultime manifestazioni il governo ha un pò scricchiolato. Ha cercato di minimizzare e ha smesso di usare termini duri. Si sa però che useranno mezzi pesanti e qui si vedrà la tenuta del movimento».
I ragazzi non sono caduti nella trappola. «Questi ragazzi hanno dimostrato un’intelligenza straordinaria perché non sono caduti nella trappola. A Roma, ad esempio, dove i fascisti con l’appoggio della polizia
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incontro e lettera dell’UDS alla Gelmini
Di Esecutivo nazionale [Uds Nazionale]
24-10-2008, 14:39
Questa mattina il ministro Gelmini ha iniziato le consultazioni delle associazioni studentesche sui decreti 133 e 137. La delegazione dell’Unione degli Studenti è appena uscita dalla consultazione con il Ministro Mariastella Gelmini. All’appuntamento era presente anche Valentina Aprea. Durante l’incontro gli studenti dell’UDS hanno consegnato la lettera rifiutando di sedersi al tavolo e hanno discusso con il Ministro la possibilità che i decreti vengano ritirati. Il ministro ha temporeggiato e invitato nuovamente gli studenti a leggere i suoi decreti, dando ancora una volta prova di sottovalutare l’analisi del movimento studentesco e la serietà delle associazioni con le quali ha appena cominciato la consultazione. Mariastella Gelmini non
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Lettera di un Dirigente Scolastico ai propri insegnanti tutti in sciopero il 30 ottobre 04-11-2008 | Scuola Volentieri pubblichiamo la lettera che un Dirigente Scolastico ha voluto scrivere ai propri insegnanti all’indomani dello sciopero del 30 ottobre che ha fatto registrare in alcune scuole, come quella dei maestri a cui è indirizzata la lettera, un’adesione totale.
Il messaggio, che noi condividiamo, è: il maestro unico è ritorno al passato; l’attuale modello di modulo è costato fatica ed entusiasmo e ha mobilitato, all’atto della sua introduzione, le migliori energie e la migliore pedagogia democratica che se ne è fatta portatrice; non perdiamo la speranza perché l’adesione totale allo sciopero prova che tutti dissentono dal Governo su questo punto, perché la scuola non è merce, è democrazia e crescita civile.
Care Maestre,
con la trasformazione in Legge del decreto Gelmini, si potrebbe chiudere nel giro di qualche anno quella fase stimolante della nostra vita professionale che, sotto la spinta dei Programmi dell’ 85, ci ha visti tutti insieme protagonisti nella costruzione di una scuola ricca ed eccellente sotto l’aspetto pedagogico, didattico e organizzativo. Molte di voi ricordano ancora gli accesi dibattiti sul grande passo che allora si stava compiendo col superamento del maestro unico. Erano gli anni in cui approfondivamo la pedagogia degli obiettivi e le teorie del curricolo, approdavamo alla dimensione formativa della valutazione e ricercavamo percorsi e strategie per rendere unitario l’insegnamento delle diverse discipline assunte come strumenti di formazione del pensiero.
Quel passo fu fatto con convinta decisione perché la società richiedeva alla scuola compiti più impegnativi che il maestro unico non poteva sostenere e, in particolare, una formazione di base che consentisse ai nostri ragazzi di affrontare la complessità di un mondo e di un sapere in continua evoluzione.
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verso lo sciopero del 14 novembre 03-11-2008 | Università La crescita della mobilitazione negli Atenei contro la L. 133, in primo luogo nella componente studentesca, va di pari passo con l’enorme manifestazione della Scuola del 30 ottobre e con il successo dello sciopero.
Un primo segnale della preoccupazione che tali iniziative stanno producendo nella coalizione di Governo è rappresentato dalla decisione di “rallentare” ulteriori iniziative legislative già annunciate, evitando di presentare il “piano” per l’Università, e di passare dall’arma impropria della decretazione fin qui usata alla presentazione di un disegno di legge, senza bypassare il confronto parlamentare come avvenuto fino ad oggi. E’ evidente che alcune forze politiche di maggioranza stanno guardando alla mobilitazione in atto con occhio niente affatto sereno; e le reazioni nervose, che preannunciano denunce e interventi delle forze dell’ordine, è una spia di tale preoccupazione, specie se paragonate alla maturità e consapevolezza che gli studenti stanno dimostrando.
E’ necessario dire però che la decisione di non aggravare la situazione con ulteriori forzature non sposta di un millimetro la priorità di cancellare le norme della L. 133: se il Governo pensa a diluire i tempi per consentire il raffreddamento del clima di mobilitazione, e riprendere il cammino più agevolmente, è invece nostra ferma determinazione costruire percorsi di contrasto di lunga durata, che consentano in primo luogo l’abrogazione delle norme, e successivamente l’apertura di un vero confronto di merito sugli interventi legislativi. E’ appena il caso di ricordare che, per la prima volta nella storia repubblicana, le forze sociali non hanno mai incontrato il Ministro Gelmini dal suo insediamento; e tutti i provvedimenti sono stati assunti al di fuori di qualsiasi relazione, anche solo informativa.
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Solidarietà internazionale alla nostra mobilitazione in difesa della Conoscenza 05-11-2008 | Europa – Mondo Molti sindacati europei hanno risposto al nostro appello (francese) (inglese) alla solidarietà mandato in Europa e si uniscono a noi per appoggiare la lotta di tutti coloro che intendono combattere contro i provvedimenti del Governo Berlusconi e il piano di smantellamento del sistema educativo italiano.
Anche L’Internazionale dell’Educazione e il Comitato Sindacale Europeo della Educazione esprimono, in una dichiarazione congiunta, il loro sostegno alla lotta del settore dell’Educazione in Italia e denunciano i provvedimenti presi dal Governo Berlusconi, chiedendo ai loro affiliati di esprimere solidarietà a tutti gli attori del mondo della Conoscenza che in questo momento stanno lottando per difendere il futuro del loro paese e che scenderanno in piazza il 30 ottobre e il 14 novembre 2008.
Essi ricordano che, nel rapporto “Sguardi sull’Educazione 2008”, pubblicato recentemente dall’OCDE, l’Italia si colloca all’ultimo posto dietro alla Repubblica Ceca per le risorse dedicate all’Istruzione pubblica: meno del 10% del totale della spesa pubblica nel 2006.
Ricordano ugualmente che l’Italia risulta 23a, dietro alla Slovenia, per i livelli dei salari dei docenti: un docente guadagna in media 21.257 euro l’anno.
Essi denunciano inoltre il taglio del personale, la riduzione del servizio alle famiglie, la riduzione d’orario e il ritorno ad un sistema scolastico vecchio di trent’anni.
Essi denunciano anche i provvedimenti che colpiscono l’università e la ricerca ed esprimono forte preoccupazione per il progetto di questo governo che riguarda la trasformazione in fondazioni del sistema della Conoscenza.
Un’università ed una ricerca pienamente indipendenti, con risorse sufficienti, sono alla base della competitività economica e dell’infrastruttura educativa di un paese e sono un pre-requisito imprescindibile nell’Europa di oggi.
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La protesta del 30 ottobre si estende oltre confine 04-11-2008 | Europa – Mondo Il 30 ottobre mentre alunni e studenti di tutte le età, insegnanti e genitori riempivano le strade di Roma e di altre grandi città italiane per mandare un messaggio forte al governo sul decreto legge appena approvato in materia di istruzione, anche [...]
Lo sciopero generale ferma il 90% delle scuole. Manifestazioni in ogni città
Centinaia di migliaia in piazza oltre al milione che ha invaso Roma
Studenti, prof e genitori in corteo
Tutti in piazza da Bolzano a Lipari
di GIOVANNI GAGLIARDI
ROMA – Una gigantesca protesta contro la riforma Gelmini ha invaso le strade di tutta Italia. Roma è stata epicentro della “più grande manifestazione mai fatta sulla scuola”, ha detto il segretario della Cgil Epifani, con un corteo da un milione di persone troppo grande che ha finito per dividersi in tre e dilagare per tutto il centro della città.
Iniziative, manifestazioni, proteste e lezioni in piazza in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. E persino nelle isole: centinaia a Ischia, Capri e Aosta. Genitori, studenti, professori e personale della scuola, hanno portato in processione la ‘Beata ignoranza’, con tanto di foto del ministro in veste di santa che, ironizza qualcuno, è anche riuscita in un miracolo: “Ha unito qui, oggi, le cinque sigle sindacali della scuola”.
Il giorno dopo l’approvazione definitiva del decreto Gelmini il mondo della scuola si è fermato. Lo sciopero generale indetto da Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda ha portato in piazza a Roma un numero di docenti, insegnanti e studenti mai visto.
Secondo i sindacati, allo sciopero generale ha aderito l’80 per cento dei lavoratori, bloccando il 90 per cento delle scuole di tutta Italia: in alcune, come quella dove insegna la sorella del ministro Gelmini, assente per “motivi di famiglia”, si è aperto solo per garantire “il servizio di custodia e sorveglianza”.
“Il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni
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Sciopero del 30 ottobre: nove treni
speciali e quasi mille pullman
ROMA (28 ottobre) – Nove treni speciali e quasi 1.000 pullman si muoveranno per lo sciopero generale della scuola di dopodomani: «Quella del 30 ottobre – afferma il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo [...]
Gelmini: pochi in piazza, il mio modello è Obama
Scuola: corteo a Roma, occupazioni a Milano
Studenti di destra e sinistra divisi, ma il sit-in al Senato è bipartisan
Controprotesta a Firenze e Milano: «Basta, vogliamo studiare»
ROMA (27 ottobre) – Quella appena iniziata è un’altra settimana di mobilitazioni in tutta Italia contro il decreto legge Gelmini sulla scuola, la cui approvazione al Senato è in calendario per mercoledì. Nelle scuole e nelle università un programma ancora denso di occupazioni, sit-in, agitazioni, lezioni in piazza.
Proteste in tutta Italia. Lezioni all’aperto organizzate dagli studenti universitari si sono svolte questa mattina in alcune piazze di Roma. Ma anche a Napoli, dove hanno preso il via le trasmissioni della web-tv degli studenti dell’Università orientale occupata. Sul web la maratona di 24 ore di lezioni organizzata a Firenze dagli studenti del polo di Scienze, trasmesse in diretta dal dipartimento di matematica Ulisse Dini. Maratona simile anche alla facoltà di Sociologia di Trento e lezioni all’aperto pure a Bari, nella centrale piazza Umberto. Se a Milano hanno preso il via stamani le occupazioni degli istituti secondari, in molte altre città si sono svolti cortei di studenti medi. A Roma uno dei cortei è partito dalla centralissima piazza della Repubblica senza simboli di partito ma con striscioni contro il ministro Gelmini, mentre all’Eur è in corso un sit-in. Analoghe iniziative a Palermo, dove la protesta si svolge davanti alla sede Rai. Cortei anche a Potenza.
Corteo a Roma, studenti divisi. Nella capitale migliaia di studenti hanno manifestato in un corteo organizzato dalle scuole superiori del IV municipio della città contro la politica del governo in materia di istruzione. Al corteo, partito intorno alle ore 10 da piazza della Repubblica e arrivato in piazza Venezia, hanno partecipato anche studenti di altri licei della capitale e universitari. Durante il percorso c’è stata una spaccatura fra testa e coda. Davanti il “Blocco Studentesco” di estrema destra, secondo quanto racconta l’Uds, ha intonato il coro «Duce, Duce». Iniziativa che ha provocato la spaccatura del corteo. Gli studenti antifascisti in coda, giunti in via Cavour all’altezza di via dei Serpenti, avevano deciso di modificare il percorso della manifestazione per dirigersi verso il ministero dell’Istruzione. Una volta giunti in via dei Fori Imperiali gli studenti di sinistra sono stati convinti però dalle forze dell’ordine, che hanno sbarrato con un cordone l’accesso verso il Colosseo, a proseguire con il percorso concordato.
Sit-in bipartisan al Senato. Gli studenti di destra e di sinistra si sono ricompattati poi sotto il Senato, dove si sono riuniti per un sit-in: «La riforma non la vogliamo». È lo slogan lanciato dai manifestanti. «Con questa riforma a scuola non si torna» hanno cantato gli studenti mentre uno degli organizzatori annunciava, accolto da grande entusiasmo, «è arrivata la notizia che è stato chiesto un tavolo per aprire delle trattative».
Manifestazione davanti al ministero dell’Istruzione. Sempre a Roma studenti medi e universitari
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Scuola, non si ferma la protesta degli studenti
Bankitalia: è una priorità incentivare gli insegnanti
Prosegue la mobilitazione: in tutta Italia occupazioni e cortei
Codacons: giovedì in piazza in difesa dell’Istruzione pubblica
ROMA (25 ottobre) – Un’altra giornata di proteste quella di sabato contro la riforma Gelmini. A Roma corteo spontaneo a Centocelle con 2.500 studenti in strada. A Napoli i cortei hanno creato molti problemi alla circolazione stradale. Nel Salernitano gli studenti del Liceo Classico e Scientifico di Agropoli si sono legati e imbavagliati ai cancelli della scuola. Migliaia gli studenti in piazza a Potenza. Intanto il capo della polizia, Antonio Manganelli, ribadisce: «Siamo chiamati a garantire i diritti di tutti, sia nell’esprimere il dissenso che il consenso». Ieri gli universitari della Sapienza hanno protestato al Festival del Cinema. Fallito l’incontro tra il ministro Gelmini e gli studenti. Il Ministro ha ribadito: il decreto non cambia.
Sabato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha accusato l’opposizione di utilizzare il tema della scuola strumentalizzandolo. Massimo D’Alema, dalla manifestazione del Pd, ha ribadito che i tagli previsti nella riforma Gelmini produrranno un collasso del sistema formativo. Sul tema della scuola è intervenuto anche il cardinale Renato Raffaele Martino, ministro vaticano per i migranti e gli itineranti parlando delle “classi ponte”: la creazione delle classi ponte, che forniscono gli strumenti base di conoscenza della lingua italiana, è una forma di integrazione, ha detto, considerando invece «più ghettizante per un bambino o un ragazzo trovarsi in una classe ed essere impossibilitato a comunicare con gli altri compagni e con l’insegnante».
Bankitalia: la scuola è una priorità, incentivare gli insegnanti. Sul tema della scuola è intervenuta anche Bankitalia, definendo il tema «una priorità per il nostro Paese: il miglioramento della qualità del capitale umano, richiede interventi importanti sulla scuola e sull’universita», fra i quali la revisione degli «incentivi che guidano l’apprendimento come l’attività di insegnamento». Lo ha detto il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco. Fra le possibili linee di intervento, ha spiegato Visco, «va apprezzato e compensato il merito là dove si manifesta, è necessaria una migliore e più continua valutazione dei
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Organizzazione sciopero del 30/10/08
mezzi di trasporto dalla Lombardia per Roma
30 OTTOBRE ’08: SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA. MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA. TUTTE LE SCUOLE CHIUDONO.
Pullman e treni verso Roma per difendere la scuola pubblica.
Ci giungono da tutte le province significative e importanti informazioni per una grande partecipazione alla manifestazione nazionale in difesa della [...]
FIACCOLTATA a BOLOGNA,
martedì 28 ottobre
CONTRO I TAGLI e CONTRO IL DECRETO 137
alla viglia della votazione definitiva in Senato
FERMATEVI! NON APPROVATELO!
Venerdì 24, ieri, s’è svolta ancora un’assemblea delle scuole di Bologna e provincia.
Come anticipato nelle mail precedenti, s’è deciso di organizzare la FIACCOLATA martedì 28 ottobre, poichè il 29 il decreto 137 potrebbe essere approvato in Senato.
Considerando che in alcune scuole ci sono quel giorno le elezioni dei rappresentanti, l’orario che indichiamo è A PARTIRE DALLE ore 18,30, in modo che si cominci a riempire la Piazza in attesa che altri arrivino: NON TEMETE DI FARE TARDI, SAREMO IN PIAZZA A LUNGO, anche perchè arriveranno più tardi anche gli studenti.
In piazza costruiremo una scritta luminosa sul selciato con i lumini tondi (ciascuno ne porti uno o due – altri ne compreremo con i soldi che abbiamo raccolto nell’assemblea precedente – segue rendiconto).
Portiamo torce, pile, … fonti di luce di ogni tipo per “fare luce sulla scuola”.
Eventualmente portare chitarre o altro per animare la veglia. continua a leggere Proposta manifestazione nazionale 28/10/2008
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19:29 Nuoro, giornata di mobilitazione il 30 ottobre
Dopo lo sciopero generale del 17, Nuoro si prepara alla mobilitazione del 30 ottobre prossimo: si fermerà tutto il mondo della scuola per la giornata di protesta indetta dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil. Le segreterie di categoria hanno convocato per lunedì pomeriggio alle 18 insegnanti, studenti, genitori, personale tecnico in un’assemblea che si svolgerà nell’Istituto tecnico “Francesco Ciusa”.
19:29 D’Alema: “I ragazzi hanno ragione, consiglio di ascoltarli”
Gli studenti che protestano hanno ragione e vanno ascoltati. Lo ha detto Massimo ED’Alema ai microfoni del Tg3. “Credo che abbiano ragione a protestare contro quella che viene enfaticamente chiamata riforma Gelmini ma in realtà sono dei provvedimenti che tagliano i fondi per la scuola, la ricerca e l’università. Consiglierei di ascoltarli”.
19:27 Umberto Eco: “I tagli sono una tragedia”
“Ho iniziato con il ’68 ho fatto il ’77 e la Pantera, ora sono in pensione…” scherza Umberto Eco con chi gli chiede se condivida le ragioni della protesta. Poi, serio, il professore emerito e presidente della Scuola superiore di studi umanistici dell’università di Bologna aggiunge: “I tagli, ovviamente, sono una tragedia”.
19:24 Roma, identificati studenti Auditorium
La polizia avrebbe preso le generalità di alcuni degli studenti che manifestano all’Auditorium di Roma. Si tratterebbe di un gruppo di studenti di Scienze politiche
19:19 Auditorium Roma, presidio degli studenti
Si è allentata la tensione fra manifestanti e forze dell’ordine all’Auditorium di Roma dove è in corso un presidio studentesco. Al loro arrivo, gli studenti si sono scontrati con la polizia che ha cercato, con alcuni colpi di manganello, di fermare i manifestanti che arrivavano correndo.
19:05 Seicento studenti in corteo a Senigallia
Un corteo studentesco di circa 600 persone ha attraversato oggi il centro storico di Senigallia. Un gruppo di manifestanti è riuscito ad entrare nel cortile del liceo scientifico Medi, dove ha tenuto un’assemblea ed effettuato un volantinaggio. Secondo i dimostranti, il preside ha impedito agli studenti dell’istituto di uscire e partecipare all’assemblea.
18:43 Roma, la polizia interviene all’Auditorium
Tensione fra forze dell’ordine e manifestanti all’Auditorium di Roma, dove è in corso il Festival del cinema e dove si è diretto un gruppo di studenti in corteo. Il pubblico è stato chiuso nelle sale della struttura, i manifestanti circondati dalla polizia in tenuta antisommossa. Si sentono grida di persone che dicono “Non li picchiate”.
continua a leggere Cronogiornata del 24/10/2008
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Scuola, gli studenti incontrano Gelmini
Il ministro: «Bisogna cambiare, il decreto resta»
In tutta Italia cortei, occupazioni e lezioni in piazza
I manifestanti: le nostre richieste non accolte, la mobilitazione continua
ROMA (24 ottobre) – «Bisogna cambiare, la verità è che in Italia non si spende poco, ma si spende male». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ai ragazzi delle associazioni studentesche convocati per un confronto sul decreto. «Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l’università così come sono li soddisfino – ha dichiarato il ministro – Un’università e una scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia si spenda poco per l’istruzione, anzi siamo tra i primi d’Europa. Il problema è che si spende male».
I dati. Il ministro ha quindi ricordato alcuni numeri già snocciolati martedì scorso a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa tenuta assieme al premier: «È inaccettabile che l’università italiana produca meno laureati del Cile – ha detto – abbiamo 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati; ci siano 37 corsi di laurea con 1 solo studente; 327 facoltà non superino i 15 iscritti; negli ultimi 7 anni siano stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi siano stati 26.000 (nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro); ci siano 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni; si siano moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze didattiche dei ragazzi, aumentando la spesa per l’università in maniera inaccettabile; non ci sia un’università italiana che figuri tra le migliori 150 del mondo; ci siano 5500 corsi di laurea, mentre in Europa ne troviamo la metà; siano insegnate 170.000 materie rispetto alle 90.000 della media europea; nel 2001 i corsi di laurea fossero 2444, oggi 5500; i ragazzi siano sottoposti a un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre».
Ma la mobilitazione contro la riforma non si ferma. Nella capitale gli studenti di numerose scuole si sono ritrovati questa mattina al Circo Massimo, per poi muoversi in corteo verso il Senato. A Milano lezioni in piazza Duomo e poi un corteo non autorizzato, poco dopo le 15, dalla piazza all’Accademia delle Belle Arti di Brera. Proseguono occupazioni, autogestioni e cortei in numerose città italiane. Assemblea cittadina degli studenti e delle studentesse in mobilitazione oggi pomeriggio al liceo Tasso di Roma, al terzo giorno di occupazione, «per decidere tutti assieme come continuare la lotta». Sempre a Roma, continuano le occupazioni di Azzarita, Genovesi e Nomentano in vista del corteo di lunedì mattina. Autogestione all’Orazio.
Corteo a Roma. I manifestanti (15 mila per l’Unione degli studenti) arrivati da diversi licei (Augusto, Russel, Pitagora, Marco Polo, Colonna, Socrate, Plauto, Vallauri, Margherita di Savoia Gullace, Newton, Carlo Levi, Platone, De Pineto, Primo Levi, De Chirico, Albertelli, Ruiz, Orazio) si sono ritrovati al Circo Massimo, per poi dar vita a un corteo diretto verso il Senato e il ministero dell’Istruzione. Altre scuole invece hanno deciso di effettuare piccoli cortei in altri quartieri, come Casilino e Montesacro. Traffico difficile in quasi tutto il centro di Roma, dove al passaggio dei cortei sono state chiuse man mano le strade.
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