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	<title>FUTUROSCUOLA &#187; 17/10/2008</title>
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		<title>Napolitano: «Non si può dire soltanto no», La Rete degli Studenti: «Il presidente ci aiuti a poter dire i nostri sì»</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 19:09:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scuola, corteo contro la riforma Gelmini a Roma
Napolitano: «Non si può dire soltanto no»
La Rete degli Studenti: «Il presidente ci aiuti a poter dire i nostri sì»
Manifestazioni in tutta Italia, proteste davanti al ministero dell&#8217;Istruzione
 
ROMA (17 ottobre) &#8211; Ancora una giornata di manifestazioni e proteste in tutta Italia. A Roma gli studenti si sono uniti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/gelmini-burattino-taglia-taglia.jpg" rel="lightbox[801]"><img class="alignleft size-medium wp-image-802" title="gelmini-burattino-taglia-taglia" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/gelmini-burattino-taglia-taglia-156x300.jpg" alt="" width="115" height="220" /></a>Scuola, corteo contro la riforma Gelmini a Roma<br />
<strong>Napolitano: «Non si può dire soltanto no»</strong></p>
<p><strong>La Rete degli Studenti: «Il presidente ci aiuti a poter dire i nostri sì»<br />
</strong>Manifestazioni in tutta Italia, proteste davanti al ministero dell&#8217;Istruzione</p>
<p> <br />
ROMA (17 ottobre) &#8211; <strong>Ancora una giornata di manifestazioni e proteste in tutta Italia.</strong> A Roma gli studenti si sono uniti al corteo organizzato dai sindacati di base per dire no alla distruzione di lavoro, salari, scuola, servizi pubblici e diritti. Studenti universitari e delle scuole superiori hanno ribadito, ancora una volta, il loro no alla riforma Gelmini. Cortei di protesta in tutta Italia.</p>
<p><strong>Napolitano</strong>: non dire soltanto no. Il presidente della Repubblica è intervenuto per chiedere che sulle proposte di cambiamento del sistema scolastico si discuta evitando di dire sempre e soltanto dei no: «Io non sono il ministro della Pubblica istruzione &#8211; premette il Capo dello Stato &#8211; posso avere un mio pensiero fino a un certo punto, perché guardo a quello che fanno il governo e il Parlamento. So che si discute, che ci sono proposte e scelte del governo che saranno discusse in Parlamento e anche con i rappresentanti delle scuole e con i sindacati». Napolitano sollecita a «essere un po&#8217; attenti a non farsi prendere da nessuna esagerazione e da nessun allarme. Certamente. Bisogna cambiare parecchie cose nella scuola, perché è una scuola che non dà tutto quello che dovrebbe dare ai ragazzi; non dà tutto ciò che sul piano della formazione e sul piano della preparazione al lavoro e alla vita la scuola dovrebbe dare. Quindi bisogna discutere sui cambiamenti da fare. Si può essere d&#8217;accordo su certe proposte e su altre non esserlo, ma non bisogna dire soltanto dei &#8220;no&#8221; né farsi prendere dalla paura».</p>
<p><strong>«Noi non diciamo solo no».</strong> Così l<strong>a Rete degli studenti ha risposto al messaggio del presidente della Repubblica</strong>. «Lanciamo un appello al capo dello Stato &#8211; scrive la Rete &#8211; perché ci aiuti a poter dire i nostri sì». L&#8217;associazione, che precisa di non essere scesa in piazza oggi, dice sì a «più investimenti per la scuola pubblica, a una riforma di scuola e università che sappia darci un futuro come cittadini e nel mondo del lavoro, a edifici scolastici sicuri e funzionali, a più collegialità nelle decisioni e a un aumento della responsabilità degli studenti all&#8217;interno della comunità scolastica».</p>
<p><strong>Il corteo a Roma</strong>. Tensione e traffico nel caos a pomeriggio quando all&#8217;altezza della Bocca della Verità il corteo di studenti universitari e delle scuole superiori, in piazza ancora una volta per dire no alla riforma</p>
<p><span id="more-801"></span></p>
<p>Gelmini, ha variato il percorso stabilito con le forze dell&#8217;ordine deviando sul lungotevere per poi attraversare ponte Palatino, e dirigersi verso il ministero dell&#8217;Istruzione. Con questa deviazione i manifestanti hanno creando pesanti disagi alla circolazione automobilistica paralizzando il traffico su lungotevere in entrambi i sensi di marcia. Alcune migliaia di studenti hanno poi invaso viale Trastevere bloccando la circolazione delle auto e improvvisando un&#8217;assemblea fuori dalla sede ministeriale. Circa una trentina di agenti delle forze dell&#8217;ordine, in tenuta antisommossa, ha formato un cordone fuori l&#8217;ingresso del Ministero.Il presidio è terminato attorno alle 15.30.</p>
<p><strong>La manifestazione,</strong> organizzata dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl, era partita questa mattina poco dopo le 10.30 sotto una fitta pioggia. Ad aprire la marcia da piazza della Repubblica uno striscione con su scritto: «Tremonti e Gelmini distruttori della scuola» mentre su un altro striscione si leggeva «No alla distruzione di lavoro, salari, scuola, servizi pubblici e diritti». A seguire i cinque striscioni tematici dedicati alla scuola, ai licenziamenti, ai morti sul lavoro, al precariato e al welfare.</p>
<p><strong>Precari</strong>. Tra i manifestanti una folta rappresentanza di lavoratori precari, tra cui molti operatori sanitari che hanno attirato l&#8217;attenzione generale. Alcuni autisti di autoambulanza si sono presentati direttamente alla guida dei mezzi di soccorso, con sirene spiegate.</p>
<p><strong>Cobas</strong>: protesta riuscitissima, 300mila in piazza. Secondo gli organizzatori in trecentomila hanno partecipato oggi al corteo di Roma. Per Pietro Bernocchi, segretario nazionale Cobas, quello di oggi è stato «uno sciopero riuscitissimo: più della metà delle scuole sono chiuse contro la politica Tremonti-Gelmini, contro una filosofia della scuola che appartiene all&#8217;800, contro provvedimenti razzisti di separazione tra italiani e stranieri, contro un&#8217;idea di distruzione di un&#8217;istituzione fondante del paese», ha detto.</p>
<p><strong>Bologna</strong>: in 300 fanno 10 km a piedi. Un gruppo di 300 ragazzi di alcuni istituti superiori di Casalecchio di Reno, il grosso comune alle porte della città, ha percorso questa mattina una decina di chilometri a piedi per poi unirsi al corteo in piazza Nettuno a Bologna. In piazza Maggiore si sono tenute lezioni di greco a cielo aperto, per gli studenti del liceo classico Minghetti. Il tutto prima di un sit-in di protesta promosso da studenti universitari e delle scuole superiori con la partecipazione di ragazzi delle medie e di alcune scuole elementari.</p>
<p>&#8220;No Gelmini day&#8221; <strong>a Milano</strong>. A Milano insegnanti e genitori della Rete Scuole si sono uniti al &#8220;No Gelmini day&#8221; degli studenti. Un grosso petardo e alcune uova sono state lanciate contro una sede distaccata del Provveditorato agli studi.</p>
<p><strong>Genova</strong>. Striscioni, fumogeni, scritte spray hanno caratterizzato un corteo di alcune migliaia di persone a Genova contro la riforma Gelmini e l&#8217;ex decreto Brunetta, con in testa bambini delle elementari e delle materne, seguiti da studenti, docenti e precari delle scuole e dell&#8217;università. Slogan sono stati gridati contro il taglio di 100 mila posti di lavoro, contro il maestro unico e contro i provvedimenti che vanificano le speranze per 500 precari dell&#8217;Ateneo genovese.</p>
<p><strong>A Palermo</strong> traffico in tilt. Il corteo di protesta a Palermo ha mandato il traffico in tilt. Alla manifestazione hanno partecipato alcune centinaia di persone per protestare contro «la riduzione del tempo pieno alle scuole elementari e prolungato alle medie, contro l&#8217;accorpamento delle classi di concorso e contro il ricorso al maestro unico».</p>
<p><strong>Venezia</strong>. Un piccolo corteo di studenti delle medie ha protestato oggi anche a Venezia. Il corteo è partito da Piazzale Roma ed è arrivato davanti alla sede della Rai, in Campo San Geremia, portando due striscioni con le scritte «Difendiamo la scuola dalla Gelmini, collettivo studenti Venezia Mestre» e «Non pagheremo noi la vostra crisi». Tornando verso Piazzale Roma, un centinaio di manifestanti si è fermato davanti alla questura di Venezia, rallentando il traffico per protestare contro l&#8217;obbligo di preavviso delle manifestazioni previsto dalla legge.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32987&amp;sez=HOME_SCUOLA" target="_blank">ilmessaggero </a></p>
<p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32987&amp;sez=HOME_SCUOLA"></a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Dal maestro unico ai precari le leggi al centro della protesta</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 18:39:12 +0000</pubDate>
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le leggi al centro della protesta
di SALVO INTRAVAIA
 Dal maestro unico ai precari degli enti di ricerca: ecco tutti i motivi di una protesta che da settimane porta in piazza insegnanti, alunni e genitori, tutti contro il ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini.
Il maestro unico. Il ripristino del maestro unico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/sciopero-17-10-08-omni_14157367_03090.jpg" rel="lightbox[792]"><img class="alignleft size-medium wp-image-793" title="sciopero-17-10-08-omni_14157367_03090" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/sciopero-17-10-08-omni_14157367_03090.jpg" alt="" width="175" height="119" /></a>Dal maestro unico ai precari<br />
le leggi al centro della protesta</strong><br />
di SALVO INTRAVAIA</p>
<p> Dal maestro unico ai precari degli enti di ricerca: ecco tutti i motivi di una protesta che da settimane porta in piazza insegnanti, alunni e genitori, tutti contro il ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini.</p>
<p><strong>Il maestro unico</strong>. Il ripristino del maestro unico nella scuola primaria sin dal prossimo anno scolastico è uno dei temi che mette d&#8217;accordo insegnanti, genitori e buona parte dei pedagogisti. Il team (tre insegnanti che operano su due classi) ha portato la scuola elementare italiana ai primi posti nelle classifiche internazionali. Il nostalgico ritorno al maestro unico, spiegano i sindacati, è dettato soltanto da &#8220;necessità di cassa&#8221; e accorcerà il tempo scuola a 24 ore settimanali: 4 ore e mezzo al giorno (il testo della legge)</p>
<p><strong>I tagli agli organici della scuola</strong>. I pessimisti parlano di smantellamento della scuola pubblica italiana, il governo parla di tagli per eliminare gli sprechi. Sta di fatto che la Finanziaria estiva prevede una autentica cura da cavallo per il personale della scuola. Una serie di &#8220;operazioni&#8221;, come quella del maestro unico o la riduzione delle ore di lezione alla media e al superiore, consentiranno all&#8217;esecutivo di tagliare 87 mila e 400 cattedre e 44 mila e 500 posti di personale Ata: amministrativo, tecnico e ausiliario. Saranno i 240 mila docenti precari delle graduatorie provinciali a pagare il salatissimo prezzo della &#8220;razionalizzazione&#8221; delle risorse e gli 80 mila Ata che ogni anno consentono alle scuole di funzionare (il testo della legge)</p>
<p><strong>Le classi per gli alunni stranieri</strong>. La creazione di classi differenziate per gli alunni stranieri, &#8220;rei&#8221; di rallentare i processi di apprendimento degli alunni nostrani, non era messa in conto. Ma da quando la Lega ha preteso e ottenuto l&#8217;approvazione di una mozione che istituisce di fatto le classi &#8220;per soli stranieri&#8221; la</p>
<p><span id="more-792"></span></p>
<p>questione si aggiunge al lungo elenco di motivazioni che portano il mondo della scuola a protestare (il testo della mozione)</p>
<p><strong>La chiusura delle scuole</strong>. Per rastrellare alcune centinaia di posti di dirigente scolastico e, bidello e personale di segreteria il ministro Gelmini ha imposto alle regioni, che si sono ribellate, di mettere mano ai Piani di dimensionamento delle rete scolastica. Secondo i calcoli effettuati dai tecnici di viale Trastevere, una consistente fetta delle 10.766 istituzioni scolastiche articolate in quasi 42 mila plessi scolastici va tagliata. Così circa 2.600 istituzioni scolastiche autonome rischiano di essere smembrate e accorpate ad altri istituti. Ma quello che preoccupa maggiormente gli amministratori locali è che il ministero vorrebbe cancellare dalla mappa scolastica del Paese circa 4.200 plessi con meno di 50 alunni.</p>
<p><strong>Il contratto dei prof</strong>. Non è uno dei punti più indagati dai media ma i sindacati ricordano al governo che maestri e prof hanno il contratto scaduto da 10 mesi. E in tempi di tempeste finanziarie e inflazione galoppante la questione appare di un certo rilievo.</p>
<p><strong>Il provvedimento &#8220;ammazza precari&#8221; degli enti di ricerca</strong>. Il tourbillon tocca anche le università e gli enti di ricerca dove la protesta ha già dato luogo ad occupazioni e manifestazioni che vedono gomito a gomito studenti e professori, a partire dalla legge 133 sui precari (il testo).<br />
In base a un disegno di legge, già approvato dalla Camera, che contiene una norma sulla stabilizzazione dei precari, 60 mila cervelli nostrani che fino ad oggi hanno lavorato presso università ed enti di ricerca rischiano di vedere andare in fumo i loro sogni. Se gli enti da cui dipendono non riusciranno a stabilizzarli entro il 30 giugno 2009 dovranno trovarsi un&#8217;altra sistemazione: magari all&#8217;estero (il testo del provvedimento)</p>
<p><strong>La privatizzazione delle università</strong>. La coppia Tremonti-Gelmini, secondo studenti e mondo accademico, ha messo al collo degli atenei un autentico nodo scorsoio che li metterà nelle mani dei privati. Il decreto-legge 112 prevede la riduzione annuale, fino al 2013, del Fondo di finanziamento ordinario e un taglio del 46 per cento sulle spese di funzionamento. Un combinato che farà mancare l&#8217;ossigeno agli atenei e li costringerà, anche attraverso la trasformazione in Fondazioni, a cercare capitali privati.</p>
<p><strong>Il turn over &#8220;col contagocce&#8221;.</strong> Ogni cinque professori universitari che andranno nei prossimi anni in pensione gli atenei potranno assumere un solo ricercatore. Quella di entrare stabilmente nel mondo universitario, per migliaia di precari già in forze presso gli atenei, diventa un autentico miraggio. Per questo gli studenti dell&#8217;Unione degli universitari hanno coniato lo slogan &#8220;sorridi &#8230; se ci riesci&#8221;.<br />
(17 ottobre 2008)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-1/scheda-leggi/scheda-leggi" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>Organizzazione dello sciopero del 17/10/2008 dove trovarci</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 12:21:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Organizzazione dello sciopero del 17/10/2008
Venerdì 17 ottobre manifestazioni a
Milano: largo Cairoli (MM1) ore 10.00
Roma: Piazza Esedra ore 10.00


IMPORTANTE
Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “FORUM”.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: large;">Organizzazione dello sciopero del 17/10/2008</span></strong></p>
<p style="text-align: center;">Venerdì 17 ottobre manifestazioni a</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><strong>Milano:</strong></span> <span style="font-size: medium;">largo Cairoli (MM1) ore 10.00</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;"><strong>Roma: </strong></span><span style="font-size: medium;">Piazza Esedra ore 10.00</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/100_5350.jpg" rel="lightbox[675]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-676" title="100_5350" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/10/100_5350-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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