Scuola, corteo contro la riforma Gelmini a Roma
Napolitano: «Non si può dire soltanto no»
La Rete degli Studenti: «Il presidente ci aiuti a poter dire i nostri sì»
Manifestazioni in tutta Italia, proteste davanti al ministero dell’Istruzione
ROMA (17 ottobre) – Ancora una giornata di manifestazioni e proteste in tutta Italia. A Roma gli studenti si sono uniti al corteo organizzato dai sindacati di base per dire no alla distruzione di lavoro, salari, scuola, servizi pubblici e diritti. Studenti universitari e delle scuole superiori hanno ribadito, ancora una volta, il loro no alla riforma Gelmini. Cortei di protesta in tutta Italia.
Napolitano: non dire soltanto no. Il presidente della Repubblica è intervenuto per chiedere che sulle proposte di cambiamento del sistema scolastico si discuta evitando di dire sempre e soltanto dei no: «Io non sono il ministro della Pubblica istruzione – premette il Capo dello Stato – posso avere un mio pensiero fino a un certo punto, perché guardo a quello che fanno il governo e il Parlamento. So che si discute, che ci sono proposte e scelte del governo che saranno discusse in Parlamento e anche con i rappresentanti delle scuole e con i sindacati». Napolitano sollecita a «essere un po’ attenti a non farsi prendere da nessuna esagerazione e da nessun allarme. Certamente. Bisogna cambiare parecchie cose nella scuola, perché è una scuola che non dà tutto quello che dovrebbe dare ai ragazzi; non dà tutto ciò che sul piano della formazione e sul piano della preparazione al lavoro e alla vita la scuola dovrebbe dare. Quindi bisogna discutere sui cambiamenti da fare. Si può essere d’accordo su certe proposte e su altre non esserlo, ma non bisogna dire soltanto dei “no” né farsi prendere dalla paura».
«Noi non diciamo solo no». Così la Rete degli studenti ha risposto al messaggio del presidente della Repubblica. «Lanciamo un appello al capo dello Stato – scrive la Rete – perché ci aiuti a poter dire i nostri sì». L’associazione, che precisa di non essere scesa in piazza oggi, dice sì a «più investimenti per la scuola pubblica, a una riforma di scuola e università che sappia darci un futuro come cittadini e nel mondo del lavoro, a edifici scolastici sicuri e funzionali, a più collegialità nelle decisioni e a un aumento della responsabilità degli studenti all’interno della comunità scolastica».
Il corteo a Roma. Tensione e traffico nel caos a pomeriggio quando all’altezza della Bocca della Verità il corteo di studenti universitari e delle scuole superiori, in piazza ancora una volta per dire no alla riforma
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