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	<title>FUTUROSCUOLA &#187; 12 dicembre</title>
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		<title>Finiti i soldi per le scuole, primi effetti dei &#8220;tagli Gelmini&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 08:39:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finiti i soldi per le scuole le supplenze sono a rischio 
ROMA &#8211; Tra poche settimane le scuole non potranno più pagare i supplenti. Il grido d&#8217;allarme arriva dai dirigenti scolastici della Lombardia e dell&#8217;Emilia Romagna e la questione arriva in Parlamento. Secondo la Cgil le scuole vantano un credito dal ministero dell&#8217;Istruzione di circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/gelmini-imgnews5c7425.jpg" rel="lightbox[1989]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1990" title="gelmini-imgnews5c7425" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2009/02/gelmini-imgnews5c7425-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a><span style="font-size: medium;"><strong>Finiti i soldi per le scuole </strong><strong>le supplenze sono a rischio </strong></span></p>
<p>ROMA &#8211; Tra poche settimane le scuole non potranno più pagare i supplenti. Il grido d&#8217;allarme arriva dai dirigenti scolastici della Lombardia e dell&#8217;Emilia Romagna e la questione arriva in Parlamento. Secondo la Cgil le scuole vantano un credito dal ministero dell&#8217;Istruzione di circa 250 milioni di euro. Il sottosegretario Pizza riconosce lo stato di sofferenza degli istituti italiani e chiama in causa il ministero dell&#8217;Economia.</p>
<p>Le prospettive per il 2009 non sono rosee: le scuole hanno i bilanci in sospeso, le visite fiscali stanno prosciugando le casse e gli organici verranno tagliati. È stato Fausto Gheller, dirigente dell&#8217;Ufficio scolastico provinciale di Lecco, il primo a denunciare la crisi finanziaria delle scuole. A fine dicembre ha inviato una lettera al ministero in cui segnalava la &#8220;difficile situazione degli istituti lecchesi&#8221; e un credito di oltre 3 milioni di euro. E pochissimi giorni fa, sono stati i dirigenti scolastici di Bologna e di Modena a puntare il dito contro il ministero: &#8220;mancano i fondi e a marzo non sarà possibile nominare i supplenti&#8221;.</p>
<p><span id="more-1989"></span></p>
<p>Nella scuola il meccanismo delle supplenze è piuttosto complicato: i più fortunati acciuffano una supplenza fino alla fine dell&#8217;anno e vengono pagati direttamente dal ministero dell&#8217;Economia; i meno fortunati devono accontentarsi delle supplenze di pochi giorni retribuite dalle scuole. Sono proprio queste ultime nell&#8217;occhio del ciclone.</p>
<p>Dal 2004 al 2008 il budget per le cosiddette supplenze brevi si è assottigliato, passando da 899 a 323 milioni di euro. Per attenuare la crisi economica delle scuole l&#8217;ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, sgravò a partire dal 2008 gli istituti dal pagamento delle supplenze per maternità e della tassa sui rifiuti. Contestualmente, il budget per le supplenze venne calcolato in base al numero dei docenti in servizio, incrementato al massimo del 50 per cento.</p>
<p>Ma la situazione è rimasta critica e per fare fronte alle esigenze le scuole hanno dovuto attingere ad altri capitoli di spesa cumulando un credito enorme. &#8220;Il problema delle supplenze c&#8217;è &#8211; dichiara Massimo Di Menna della Uil scuola &#8211; ma non solo: dallo scorso anno le scuole devono pagare le visite fiscali e non si sa ancora di quanto saranno decurtati i bilanci&#8221;. Per Francesco Scrima, leader della Cisl scuola, &#8220;le scuole già a febbraio incontreranno difficoltà a pagare i supplenti&#8221;. &#8220;La settimana prossima &#8211; continua- rappresenteremo il problema al ministro Gelmini&#8221;.</p>
<p>A viale Trastevere sono consapevoli del problema ma hanno le mani legate. Lo scorso 12 dicembre il deputato del Pd Lucia Codurelli aveva presentato un&#8217;interrogazione in commissione Cultura. La risposta del ministero è arrivata quattro giorni fa. &#8220;Con riferimento al 2008 &#8211; risponde il sottosegretario, Giuseppe Pizza &#8211; il ministero ha effettuato un monitoraggio delle spese imputabili al fondo per il funzionamento delle scuole ritenute assolutamente incomprimibili&#8221;, tra le quali proprio quelle relative alle supplenze brevi. &#8220;Tale accertamento &#8211; prosegue il sottosegretario &#8211; ha evidenziato, in effetti, un&#8217;insufficienza degli stanziamenti di bilancio&#8221; segnalata &#8220;tempestivamente al ministero dell&#8217;Economia&#8221;.</p>
<p>Per il solo 2008 le scuole sono in attesa di 137 milioni che potrebbero arrivare a breve. E per il 2009? &#8220;La situazione è drammatica&#8221;, spiega Mimmo Pantaleo della Flc Cgil. &#8220;Le scuole &#8211; spiega &#8211; non possono fare i bilanci perché non conoscono l&#8217;entità dei finanziamenti statali, verranno liquidati migliaia di precari e l&#8217;introduzione del &#8220;maestro di riferimento&#8221; alla primaria determinerà un vistoso calo della qualità&#8221;.<br />
(24 gennaio 2009)</p>
<p>di SALVO INTRAVAIA</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-9/finiti-soldi/finiti-soldi.html" target="_blank">repubblica</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
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		<title>La scuola finisce in una &#8220;partita di giro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 14:09:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E Silvio fa i conti «La Lega mi ha stufato»
«L&#8217;addio alle Province è nei patti, quei soldi servono»
Lo scontro sulla giustizia è servito a Berlusconi per regolare i conti nella maggioranza, ristabilire i rapporti di forza e porre un paletto alla tattica movimentista della Lega, che stava stringendo accordi con il Pd sul federalismo. Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/berlusconi-lapresse-0kbq2e3l-140x180.jpg" rel="lightbox[1875]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1876" title="berlusconi" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/berlusconi-lapresse-0kbq2e3l-140x180-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>E Silvio fa i conti «La Lega mi ha stufato»<br />
«L&#8217;addio alle Province è nei patti, quei soldi servono»</p>
<p><strong>Lo scontro sulla giustizia è servito a Berlusconi per regolare i conti nella maggioranza</strong>, ristabilire i rapporti di forza e porre un paletto alla tattica movimentista della Lega, che stava stringendo accordi con il Pd sul federalismo. Ecco il motivo per cui Berlusconi ha brandito il tema della magistratura come un&#8217;arma.</p>
<p>E non c&#8217;è dubbio che intenda riformarla, ma non è questa oggi la priorità: in cima ai suoi pensieri c&#8217;era e c&#8217;è la crisi. La giustizia è stata usata come un diversivo. Perché il Cavaliere è consapevole che la partita della legislatura si gioca sull&#8217;economia, ruota attorno a quella che Confalonieri ha definito la «sana dialettica» con Tremonti, e riguarda la linea da adottare per affrontare l&#8217;emergenza. Sostenendo che «non si può dialogare con l&#8217;opposizione», il premier ha voluto spostare l&#8217;attenzione dei media dalla crisi, e soprattutto mettere sull&#8217;avviso Bossi. Quando l&#8217;ha fatto, nel pomeriggio di mercoledì, si era già assicurato tre obiettivi: aveva appena sbloccato — dopo un braccio di ferro durato oltre un mese — i primi 16 miliardi da investire nelle infrastrutture; aveva ottenuto l&#8217;aumento «fino a un miliardo almeno» dei fondi per i lavoratori che dovranno ricorrere alla cassa integrazione; e — <strong>cosa importante — aveva garantito alla Gelmini il via libera per chiudere l&#8217;intesa con i sindacati sulla scuola, alla vigilia dello sciopero generale della Cgil.</strong></p>
<p>Non è la giustizia, è la crisi economica che lo assilla, con i danni che rischia di produrre al Paese e in prospettiva anche alla stabilità del governo. Una stabilità che Berlusconi misura quotidianamente attraverso il termometro del consenso. E non è un caso se due giorni fa — annunciando una ripresa negli indici di gradimento — <strong>aveva spiegato il precedente calo nei sondaggi: «Colpa delle polemiche sull&#8217;Iva a Sky, e delle vicende legate alla scuola».</strong> <strong>La scuola prometteva di rimanere una minaccia, perciò ha impegnato Gianni Letta per arrivare al patto con i sindacati, mettendo nel conto che l&#8217;opposizione l&#8217;avrebbe criticato e si sarebbe attribuita il successo della vertenza. Ma il sentiero andava bonificato da quella mina. E l&#8217;intesa porta la sua firma. Come raccontava ieri il leader della Cisl Bonanni, «fino all&#8217;ultimo il Tesoro ha resistito, prima che Berlusconi si imponesse». Si era imposto la mattina precedente, durante un incontro a tratti molto teso con Tremonti e il titolare dell&#8217;Istruzione. A quell&#8217;incontro era seguito un vertice che il premier ha </strong></p>
<p><strong><span id="more-1875"></span>rivelato durante la presentazione del libro di Vespa: «Ci siamo appena visti con Tremonti, Scajola e Fitto&#8230;». Non ha detto in pubblico quel che ha spiegato ai suoi collaboratori, e cioè che «la riunione è stata accesa ma indispensabile».</strong></p>
<p><strong>È stato dopo quel vertice che è andato allo scontro sulla giustizia con il Pd.</strong> Berlusconi ha parlato a Veltroni perché Bossi intendesse. Lo spiega senza mezzi termini il fedelissimo Valducci: «È tutta una partita interna. Sembrerà un paradosso ma c&#8217;è un motivo se Berlusconi cita i sondaggi, perché con quelli è costretto a governare. Nel senso che, appena ha avuto un momento di flessione, hanno cercato di metterlo in difficoltà. Sulla scuola è stata la Lega, sull&#8217;Iva per Sky è stata An. Così, appena si è rilanciato nel rapporto con l&#8217;opinione pubblica, ha voluto farsi sentire». A Bossi che ieri gli rammentava l&#8217;accordo sul federalismo, il premier ha ribattuto ricordandogli che «l&#8217;abolizione delle province è parte del mio programma». Da tempo preme perché si intraprenda il percorso, «con i soldi risparmiati potremmo fare molte cose, invece&#8230;». Invece la Lega ha sempre risposto picche, «e io mi sono stufato». Si è stufato di sentirsi dire che non ci sono fondi: ha dovuto ingoiare il rospo della mancata detassazione delle tredicesime e ha ottenuto in cambio solo la social card, che non lo entusiasma. È a caccia di soldi Berlusconi, in vista di un 2009 che si preannuncia economicamente duro e politicamente importante, perché incrocerà il test delle Amministrative e il voto per Strasburgo. Certo, l&#8217;economia italiana non è minacciata dai mutui che negli Usa hanno avuto l&#8217;effetto di un ordigno sul sistema, ma può esser minata dal credito al consumo, che agisce come un cecchino sui singoli cittadini e rischia di spezzare il meccanismo. Il vertice di mercoledì con Tremonti, Scajola e Fitto è servito al premier per vederci chiaro: sul piatto ci sono infatti 110 miliardi, tra fondi europei e fondi per le aree sottoutilizzate. Come verrà spesa questa montagna di soldi? Ecco la partita della legislatura, non la giustizia.</p>
<p>Francesco Verderami<br />
12 dicembre 2008<br />
Fonte: <a href="http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_12/silvio_conti_Lega_Verderami_b5dbc234-c816-11dd-a869-00144f02aabc.shtml" target="_blank">corriere</a>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gelmini: &#8220;Nessuna retromarcia&#8221;, ma i documenti la smentiscono</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 22:37:02 +0000</pubDate>
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Gelmini: &#8220;Nessuna retromarcia&#8221;
Ma i documenti la smentiscono
di SALVO INTRAVAIA
 
Manifestazione contro la riforma Gelimini
Ventiquattro ore dopo l&#8217;inattesa marcia indietro del governo sulla scuola restano diversi dubbi. Insegnanti e dirigenti scolastici si chiedono: ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-20081101_gelmini1.jpg" rel="lightbox[1846]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1849" title="gelmini-20081101_gelmini1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/gelmini-20081101_gelmini1-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Dopo l&#8217;intesa governo-sindacati il ministro parla di piccola correzione di rotta ma di fatto sul maestro unico a decidere saranno genitori e scuole <strong><span style="font-size: large;"><a href="http://www.futuroscuola.org/?file_id=37" target="_blank">VERBALE</a></span></strong><br />
Gelmini: &#8220;Nessuna retromarcia&#8221;<br />
Ma i documenti la smentiscono<br />
di SALVO INTRAVAIA</p>
<p> <br />
<strong>Manifestazione contro la riforma Gelimini</strong><br />
Ventiquattro ore dopo l&#8217;inattesa marcia indietro del governo sulla scuola restano diversi dubbi. Insegnanti e dirigenti scolastici si chiedono: ma il maestro unico c&#8217;è oppure no? Secondo il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, quella di ieri pomeriggio è stata soltanto una piccola correzione di rotta sul piano e &#8220;non c&#8217;è nessuna retromarcia&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;E&#8217; tutto confermato&#8221;,</strong> dichiara il giorno dopo la responsabile del dicastero di viale Trastevere che aggiunge: &#8220;Un unico maestro sarà il punto di riferimento educativo del bambino e viene abolito il modello a più maestri degli anni 90&#8243;. Per la Gelmini, quindi, per il cosiddetto &#8220;modulo&#8221; di tre insegnanti su due classi è tempo di andare in soffitta. <strong>&#8220;Chiunque affermi in queste ore che è cambiato qualcosa sta semplicemente dicendo una falsità &#8211; incalza &#8211; e cerca in maniera strumentale di mettere in discussione la linea del governo che non è mai cambiata e che non cambia&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Ma come stanno le cose?</strong> <strong>Per stabilirlo basta rileggere le carte</strong>. La versione del Piano-Gelmini passata dalle commissioni di Camera e Senato (atto numero 36) in proposito dice che &#8220;nella scuola primaria va privilegiata l&#8217;attivazione di classi affidate ad un unico docente e funzionanti per un orario di 24 ore settimanali&#8221;. Per il governo &#8220;tale modello didattico e organizzativo, infatti, appare più funzionale all&#8217;innalzamento degli obiettivi di apprendimento, (&#8230;) favorisce l&#8217;unitarietà dell&#8217;insegnamento soprattutto nelle classi iniziali, rappresenta un elemento di rinforzo del rapporto educativo tra docente e alunno, semplifica e valorizza la relazione tra scuola e famiglia&#8221;.</p>
<p><strong>Ma, chiamata a esprimere un parere, la commissione Cultura della Camera ha condizionato l&#8217;approvazione del Piano precisando che (punto d)</strong> &#8220;in relazione alla scuola primaria sia previsto che</p>
<p><span id="more-1846"></span>l&#8217;attivazione di classi affidate ad unico docente, funzionanti per un orario di 24 ore settimanali, sia effettuata sulla base di specifiche richieste delle famiglie e siano garantiti gli insegnamenti specialistici di religione e di inglese&#8221;. E che (punto e) &#8220;sia stabilito il tempo scuola in funzione non soltanto delle esigenze di riorganizzazione didattica, ma soprattutto in ragione della domanda delle famiglie e pertanto siano garantiti differenti articolazioni dell&#8217;orario scolastico a 24, 27, 30 e 40 ore, mantenendo la figura dell&#8217;insegnante prevalente&#8221; secondo quanto previsto dal decreto Moratti.</p>
<p><strong>E il testo dell&#8217;accordo tra governo e sindacati firmato ieri sembra proprio pendere verso questa strada</strong>. &#8220;In particolare, per l&#8217;orario a 24 (solo prime classi per l&#8217;anno scolastico 2009/2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richiesta delle famiglie&#8221;, specifica il punto b del verbale. Non sembrano esserci dubbi. Saranno le famiglie e le scuole nell&#8217;ambito della loro autonomia, e non più il ministero attraverso la leva degli organici, a determinare quanti insegnanti entreranno in classe. A questo punto occorrerà aspettare le scelte delle famiglie. Quanti saranno i genitori disposti ad accompagnare i bambini alle 8 e riprenderli alle 12.30?</p>
<p><strong>&#8220;Riteniamo più che positivo il ruolo attivo dato alle famiglie e ai genitori nel settore scuola grazie alla possibilità di scelta tra diversi modelli di orario e di conseguenza tra diversi modelli formativi&#8221;, dichiara il movimento dei genitori (Moige</strong>) attraverso il suo responsabile. &#8220;Questo nuovo elemento lascia un margine decisionale importante ai genitori &#8211; continua Bruno Iadaresta &#8211; che potranno, quindi, decidere insieme alle autorità scolastiche il metodo educativo migliore per i propri figli&#8221;.</p>
<p><strong>Le altre novità, marcia indietro o no, riguardano le lezioni pomeridiane nel primo ciclo (scuola dell&#8217;infanzia, scuola primaria e media) che continueranno ad essere garantite</strong>. La scuola materna ed elementare a 40 ore, che continueranno a funzionare con due insegnanti per classe. La scuola media che, anziché 29 ore di orario obbligatorio, ne avrà 30. Il congelamento &#8220;in connessione con l&#8217;attivazione dei piani di riqualificazione dell&#8217;edilizia scolastica&#8221; dell&#8217;innalzamento del numero massimo di alunni per classe. Sarà, inoltre, &#8220;tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili&#8221; mentre la riforma della scuola superiore partirà dal 2010/2011.</p>
<p><strong>Il governo si è anche impegnato &#8220;a costituire un tavolo permanente di confronto</strong> per ricercare le possibili soluzioni a tutela del personale precario attualmente con nomina annuale o fino al termine delle attività didattiche, per favorire continuità delle attività di insegnamento e di funzionamento&#8221; e &#8220;a prevedere, qualora le risorse di bilancio lo consentano, l&#8217;estensione degli sgravi fiscali previsti in materia di salario accessorio&#8221; anche per il personale della scuola.</p>
<p><strong>La riforma del secondo ciclo</strong> (licei, istituti tecnici e istituti professionali), inizialmente prevista per il primi settembre 2009, partirà dal 2010/2011. L&#8217;informazione per famiglie e ragazzi sul &#8220;nuovo corso&#8221; inizierà dal primo gennaio 2009.</p>
<p><strong>Dal 2009 partiranno i regolamenti riguardanti il Dimensionamento della rete scolastica</strong>, quello relativo all&#8217;intero primo ciclo e il regolamento sull&#8217;utilizzo delle risorse della scuola (del personale). I tagli, insomma, sono confermati ma con le modifiche apportate oggi potrebbero non raggiungere le 132 mila unità in tre anni previste dal Piano.<br />
(12 dicembre 2008)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/maestro-12dic/maestro-12dic.html" target="_blank">repubblica</a>
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		<title>Gelmini e Berlusconi: «Non è cambiato nulla. C&#8217;è troppa disinformazione»</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 22:11:07 +0000</pubDate>
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 ROMA (12 dicembre) &#8211; «Non c&#8217;è nessuna retromarcia. È tutto confermato». Così il ministro dell&#8217;Istruzione Maria Stella Gelmini è tornata sullo slittamento della riforma per le scuole superiori e le novità per il maestro unico annunciate ieri. Gelmini ha spiegato che «un unico maestro sarà il [...]]]></description>
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Il premier: «C&#8217;è troppa disinformazione»<br />
 <br />
   <br />
 ROMA (12 dicembre) &#8211; <strong>«Non c&#8217;è nessuna retromarcia. È tutto confermato». Così il ministro dell&#8217;Istruzione Maria Stella Gelmini </strong>è tornata sullo slittamento della riforma per le scuole superiori e le novità per il maestro unico annunciate ieri. Gelmini ha spiegato che «un unico maestro sarà il punto di riferimento educativo del bambino e viene abolito il modello a più maestri degli anni 90. <strong>Chiunque affermi in queste ore che è cambiato qualcosa &#8211; ha detto &#8211; sta semplicemente dicendo una falsità e cerca in maniera strumentale di mettere in discussione la linea del governo che non è mai cambiata e che non cambia».</strong> Il ministro si è poi detta pronta a collaborare con sindacati e opposizioni, purché si ponga fine alle falsità.</p>
<p><strong>Berlusconi</strong>: «Si può sempre migliorare in corso d&#8217;opera». Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha voluto ribadire che «non è cambiato nulla. Ma c&#8217;è troppa disinformazione. Avevamo sempre fatto riferimento al cosiddetto maestro prevalente e non al maestro unico &#8211; ha ribadito &#8211; se una classe richiede che ci sia un doposcuola dopo l&#8217;orario normale, allora ci saranno i due maestri, uno la mattina e uno il pomeriggio. Se i genitori, per esempio, non riterranno opportuni ulteriori prolungamenti di orario, allora non ci sarà il doposcuola. Ma questo non vuol dire assolutamente che il secondo maestro sarà licenziato».</p>
<p><span id="more-1842"></span></p>
<p><strong>Veltroni</strong>: il governo ha fatto marcia indietro. Per Veltroni, invece, il governo ha fatto marcia indietro: «Per mesi ha cercato di spiegare la sua riforma della scuola e di dire che tutti, insegnanti, genitori, studenti, opposizione, avevano torto e che erano su posizioni conservatrici &#8211; ha detto il leader del Pd &#8211; Poi, alla fine, il governo ha praticamente ritirato il provvedimento. Aveva ragione il governo che proponeva sostanzialmente esclusivamente un taglio alla scuola pubblica, soprattutto alla scuola elementare, o l&#8217;opposizione e il mondo della scuola che chiedono una scuola nuova ma una scuola sulla quale il paese investa?».</p>
<p><strong>Franceschini</strong>: i tagli restano. «Le proteste degli studenti e la minaccia di referendum del Pd hanno fatto fare marcia indietro al governo &#8211; dice Dario Franceschini, vicesegretario del Pd &#8211; è altrettanto vero che restano i tagli della Finanziaria. Noi continueremo a vigilare, e resta in campo il referendum, che incombe sempre»</p>
<p><strong>Idv: Pd e Udc</strong> cantano vittoria che non c&#8217;è. Il senatore dell&#8217;Italia dei Valori, Stefano Pedica, ha espresso meraviglia per la scelta di Pd e UDc di cantare vittoria sulla legge Gelmini «quando uno sciopero, quello di oggi, protesta contro l&#8217;approvazione da parte di un governo scellerato dei tagli alla scuola e la mancanza assoluta della tutela dei precari. Che Pd e Udc &#8211; ironizza Pedica &#8211; siano cantanti ci fa piacere, ma basta leggere le carte per capire che il canto della vittoria lo hanno intonato solo loro e ha ragione di cosa non si capisce»</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=38026&amp;sez=HOME_SCUOLA&amp;ssez=SCUOLA" target="_blank">ilmessaggero</a>
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		<title>Sciopero 12/12/08, Cgil: 1,5 milioni in piazza (a Bologna 200.000!!!)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 22:02:32 +0000</pubDate>
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Berlusconi: è il contrario di ciò che serve                                                                 
 
ROMA (12 dicembre) &#8211; Cortei della Cgil in tutta Italia. «Quasi un milione e mezzo di persone», secondo la Cgil sono scese oggi in piazza in occasione dello sciopero generale in strada sotto la pioggia nel giorno dello sciopero generale indetto dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/scipero-12_12.jpg" rel="lightbox[1839]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1853" title="MILANO - MANIFESTAZIONE PER LO SCIOPERO GENERALE" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/scipero-12_12-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" /></a>Sciopero, Cgil: 1,5 milioni in piazza                                            <strong><span style="font-size: small;"><a href="http://www.corriere.it/gallery/Cronache/vuoto.shtml?2008/12_Dicembre/sciopero/1&amp;1" target="_blank">galleria foto</a><a href="http://www.corriere.it/gallery/Cronache/vuoto.shtml?2008/12_Dicembre/sciopero/1&amp;1" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1857" title="rullino_verticalesm" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/rullino_verticalesm-100x100.png" alt="" width="63" height="70" /></a></span></strong><br />
Berlusconi: è il contrario di ciò che serve                                                                 <br />
 <br />
ROMA (12 dicembre) &#8211; <strong>Cortei della Cgil in tutta Italia. «Quasi un milione e mezzo di persone»,</strong> secondo la Cgil sono scese oggi in piazza in occasione dello sciopero generale in strada sotto la pioggia nel giorno dello sciopero generale indetto dal sindacato di Guglielmo Epifani contro le politiche economiche del governo. Il risultato, afferma l&#8217;organizzazione, è stato raggiunto sommando il dato di partecipazione di tutte le 108 piazze d&#8217;Italia dove si sono svolte le manifestazioni della Cgil.</p>
<p>Nelle regioni maggiormente interessate dal maltempo lo sciopero è stato sospeso nel settore dei trasporti. Alla protesta non hanno aderito gli altri sindacati confederali.</p>
<p>Migliaia di lavoratori in molti casi hanno sfidato il maltempo che imperversa, per assicurare la loro presenza e testimoniare con la loro partecipazione l&#8217;adesione alla protesta contro l&#8217;«insufficiente» manovra anticrisi del governo e per chiedere «più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti», come recita lo slogan della mobilitazione.</p>
<p><span id="more-1839"></span></p>
<p>In giro per i cortei, che si sono snodati nelle oltre 100 piazze italiane, bandiere listate a lutto per non dimenticare i compagni che hanno perso la vita sul lavoro, un minuto di silenzio in loro ricordo e lunghi applausi.</p>
<p>Le adesioni. Partecipazione «altissima» alle manifestazioni e adesione allo sciopero generale ben oltre la metà del numero degli iscritti alla Cgil, con punte di circa il triplo. Lo dice dipartimento organizzativo della Cgil Nazionale che sta organizzando i dati che affluiscono dalle varie regioni.</p>
<p>ll Dipartimento della Funzione Pubblica comunica che alle ore 16 le adesioni nel settore del pubblico impiego allo sciopero indetto dalla Cgil sono pari al 9,09%. Nel settore della scuola, afferma il Ministero, il tasso di adesione è dell&#8217;8,69%, mentre per i Ministeri è dell&#8217;8,33%. </p>
<p>Alla Fiat Mirafiori sarebbe stata, secondo la Cgil, intorno al 50% ma per l&#8217;azienda il dato medio di partecipazione è del 16% tra operai e impiegati di tutti gli stabilimenti italiani. Questo dato «dimostra quale forza, dignità e unità abbiano quei lavoratori nell&#8217;affrontare la crisi» commenta Epifani che ha ricordato i 400.000 lavoratori in cassa integrazione e, a Bologna, ha salutato anche i 112 lavoratori della Maserati presenti in piazza, ai quali non sarà rinnovato il contratto di lavoro. Ma, ha avvertito il segretario della Cgil parlando dal<br />
palco in piazza Maggiore a Bologna, «il peggio deve ancora arrivare».</p>
<p>Epifani. «Lo sciopero serve &#8211; ha detto il segretario generale della Cgil &#8211; e io sono anche convinto che la durezza della crisi costringerà il Governo a fare sul serio e dovrà tenere conto delle proposte della Cgil che sono serie». «Lo sciopero è sempre un mezzo per avere degli obiettivi, mai un fine. Io credo che gli obiettivi dello sciopero sono giusti», aveva già detto intervenendo a Panorama del giorno su Canale 5. Serve, aveva aggiunto, «per chiedere al governo di affrontare la crisi, che come si vede giorno dopo giorno sta avendo effetti molto pesanti sull&#8217;occupazione, sui giovani precari, sulla vita delle imprese, sui redditi dei dipendenti e dei pensionati».</p>
<p>«Non ho niente da dire, mi rammarico che non siamo insieme perché le ragioni di questo sciopero sono sacrosante», ha poi aggiunto Epifani, appena arrivato a Bologna per patecipare al corteo organizzato in occcasione dello sciopero generale indetto dal solo sindacato da lui guidato, invia ai colleghi di Cisl e Uil che hanno scelto di non scendere in piazza.</p>
<p><strong>L&#8217;attacco di Berlusconi.</strong> Silvio Berlusconi da Bruxelles ha ribadito che lo sciopero della Cgil è «il contrario di quello che si doveva fare». Il Pd invece, diviso tra chi ha partecipato ai cortei e chi no, invita le tre sigle sindacali a riprendere il cammino verso l&#8217;unità. Apprezzamenti allo sciopero invece sono arrivati dalla Sinistra antagonista, che ha letto nella manifestazione l&#8217;inizio di una stagione di lotte sociali in grado di cambiare anche il quadro politico.  </p>
<p><strong>Bonanni: la Cgil sbaglia</strong>. La Cgil ha scelto di proclamare «uno sciopero generale che non aiuta i lavoratori, non serve ad impostare una seria politica contro la crisi economica, accentua le divisioni anziché favorire la convergenza di tutto il sindacalismo confederale attorno ad una politica riformista e di sviluppo». Lo afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, in un intervento pubblicato da ilsussidiario.net. Per Bonanni «la risposta alla recessione è la concertazione, con interventi mirati a proteggere il sistema produttivo e l&#8217;occupazione nelle grandi, medie e piccole aziende».</p>
<p>L&#8217;epicentro della protesta, ricorda la Cgil, è stato <strong>Bologna</strong> dove ad ascoltare il comizio del segretario<br />
generale della Cgil, Guglielmo Epifani, <strong>in Piazza Maggiore erano in 200 mila</strong>, mentre</p>
<p><strong>a Milano</strong> con la segretaria confederale Morena Piccinini erano in <strong>80 mila</strong>.</p>
<p><strong>A Venezia</strong>, la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato davanti a <strong>50 mila</strong> persone mentre</p>
<p><strong>a Torino</strong>, con il segretario confederale Enrico Panini, erano in <strong>50 mila</strong>.</p>
<p><strong>A Firenze</strong> &#8211; comunica ancora il sindacato &#8211; il dato di partecipazione alle manifestazione è di <strong>40 mila</strong> persone.</p>
<p><strong>A Genova</strong>, con la segretaria nazionale Nicoletta Rocchi, erano in <strong>25 mila</strong>.</p>
<p><strong>A Roma</strong> sono scesi in piazza con la segretaria generale dello Spi Cgil, Carla Cantone, <strong>40 mila</strong> manifestanti mentre</p>
<p><strong>ad Ancona</strong>, una delle cinque manifestazioni regionali, erano in <strong>25mila</strong> con il segretario confederale Fabrizio Solari. In Sardegna, alla manifestazione regionale di</p>
<p><strong>Cagliari</strong>, al comizio del segretario confederale Agostino Megale si sono contati <strong>40 mila</strong> manifestanti. Ancora,</p>
<p><strong>a Napoli</strong> erano in <strong>40mila</strong> <strong>così come in Puglia</strong>, alla manifestazione regionale di <strong>Bari</strong>, conclusa dal segretario confederale Fulvio Fammoni. Infine,</p>
<p>in Sicilia si sono contate <strong>15 mila presenze a Catania</strong>, dove il comizio è stato tenuto dalla segretaria confederale, Paola Agnello Modica, e</p>
<p><strong>30mila a Palermo</strong> con la segretaria nazionale Vera Lamonica. A queste 13 piazze, spiega la Cgil, vanno sommati i dati delle restanti 95 piazze italiane dove, secondo quanto risulta al dipartimento organizzazione, la partecipazione alle manifestazioni èandata «ben oltre le previsioni».<br />
 <br />
Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=38027&amp;sez=HOME_ECONOMIA" target="_blank">ilmessaggero</a>
<p align="center"><B><br />
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		<title>ORGANIZZAZIONE SCIOPERO NAZIONALE DEL 12/12/08</title>
		<link>http://www.futuroscuola.org/organizzazione-sciopero-nazionale-del-121208/</link>
		<comments>http://www.futuroscuola.org/organizzazione-sciopero-nazionale-del-121208/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 19:28:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ORGANIZZAZIONE DELLO SCIOPERO NAZIONALE DEL 
12/12/08
 
QUESTA PAGINA POTRA&#8217; ESSERE AGGIORNATA OGNI QUALVOLTA CI SARANNO DEGLI AGGIORNAMENTI
Manifestazione Regionale a BOLOGNA  in piazza Maggiore.
Partenza da Modena Ritrovo alle 7.45 PIAZZALE PRIMO MAGGIO (di fronte autostazione corriere)
Vi sono, al momento,  due treni speciali da 650 posti cadauno che partiranno da Piacenza e fermeranno anche a Modena riservandoci 500 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/oggi-sciopero1.gif" rel="lightbox[1775]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1774" title="oggi-sciopero1" src="http://www.futuroscuola.org/wp-content/uploads/2008/12/oggi-sciopero1-100x100.gif" alt="" width="100" height="100" /></a><strong><span style="font-size: medium;">ORGANIZZAZIONE DELLO SCIOPERO NAZIONALE DEL </span></strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><strong><span style="font-size: medium;">12/12/08</span></strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><strong></strong> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><strong>QUESTA PAGINA POTRA&#8217; ESSERE AGGIORNATA OGNI QUALVOLTA CI SARANNO DEGLI AGGIORNAMENTI</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><strong>Manifestazione Regionale a BOLOGNA  in piazza Maggiore</strong>.<br />
<strong>Partenza da Modena Ritrovo alle 7.45 PIAZZALE PRIMO MAGGIO</strong> (di fronte autostazione corriere)<br />
Vi sono, al momento,  due treni speciali da 650 posti cadauno che partiranno da Piacenza e fermeranno anche a Modena riservandoci 500 posti. Primo treno: &#8211; Modena ore 9.38 Secondo treno: Partenza da Reggio Emilia ore 8.58 &#8211; Modena ore 9.25 (avendo capienza 500 posti è riservato solo a Modena). Si invitano tutti gli studenti interessati a partecipare a venire a Bologna in treno. I concentramenti anche saranno tre.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><strong>Regionali</strong> :</p>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><strong>ROMA</strong> P.della Repubblica ore 10  <strong>MILANO</strong> P. Cairoli ore 9.30  <strong>TORINO</strong> P. Vittorio ore 9.00  <strong>GENOVA</strong> P.de Ferrari ore 9.30  <strong>VENEZIA-MESTRE</strong> P.le Staz. Ferroviaria Mestre ore 9.00  <strong>FIRENZE</strong> P.S.Marco ore 9.30  <strong>NAPOLI</strong> P.Mancini ore 9.30  <strong>PALERMO</strong> P.Croci ore 9.30  <strong>CAGLIARI</strong> P. Garibaldi ore 10 </p>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><strong>Provinciali </strong>: </p>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><strong>BRESCIA</strong> P.Garibaldi ore 9.00  <strong>LIVORNO</strong> P.Cavour ore 9  <strong>PISA</strong> P.S.Antonio ore 9  <strong>POTENZA</strong> Largo Pignatari ore 9.30  <strong>BARI</strong> Sede Confindustria V.Amendola ore 9  <strong>BRINDISI</strong> P.Mercato della Commenda ore 9</p>
<p style="text-align: center;">   <span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.futuroscuola.org/sciopero-1212-organizzazione/" target="_blank">leggi tutto</a></strong></span></p>
<p align="center"><B><br />
<span style="color: red; font-size: 10pt; font-family: verdana">IMPORTANTE</span></B></p>
<p align="center"><B><span style="color: red; font-size: 7pt; font-family: verdana">Non inserire richieste di chiarimenti e domande tecniche in questa sezione, spostati in “<a href="http://www.futuroscuola.org/forum/"><strong>FORUM</strong></a>”</span>.
<p align="center"><B></p>
]]></content:encoded>
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