• Mai più contro Newton 19 luglio 2010
    Colpito dai rimbrotti di Stefano Bonetti e Andrea Parlangeli, prometto di non contestare più la teoria della gravità, alla quale peraltro non ho mai disubbidito in vita mia. A mia parziale attenuante, ripubblico qui la versione originale dell’articolo su Erik Verlinde e Isaac Newton. Da me stesso malauguratamente tagliuzzata nell’edizione che apparve sull’ed […]
  • Teach for America, i superlaureati insegnano nei ghetti Usa 13 luglio 2010
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Scuola, proteste e cortei in tutta Italia Assedio al Senato, gli studenti: siamo 10mila

Scuola, proteste e cortei in tutta Italia
Assedio al Senato, gli studenti: siamo 10mila

Manifestante fermato e identificato davanti a palazzo Madama
Università in rivolta, Unicobas: «Sciopero per tutti gli atenei italiani»

 
ROMA (28 ottobre) – Un’altra giornata di proteste contro il decreto Gelmini, in vista dell’approvazione domani al Senato. A Roma sette cortei hanno attraversato la città, mentre si allunga la lista degli istituti occupati. Davanti al Senato, presidiato dalle forze dell’ordine, si protesta a suon di musica: alle note di Battiato centinaia di studenti alternano slogan contro la riforma della scuola o all’indirizzo del ministro Gelmini. Secondo l’Unione degli studenti sono 10mila i manifestanti che assediano palazzo Madama. Al grido «la riforma non la vogliamo» i ragazzi annunciano un presidio “quasi permanente”: «Finché non ci daranno risposte noi da qui non ci muoviamo» ha gridato uno studente al megafono.

Qualche momento di tensione questa mattina quando un ragazzo ha cercato di scavalcare le transenne che impediscono l’accesso dei ragazzi a Corso Rinascimento. Immediatamente bloccato dalle forze dell’ordine è stato fatto allontanare mentre gli altri manifestanti hanno riportato la calma indietreggiando. Il giovane è stato poi rilasciato dagli agenti di polizia dopo essere stato identificato.

Presidio sotto il ministero. Altri studenti si sono raggruppati invece sotto al ministero dell’Istruzione, a viale Trastevere. Prosegue intanto la protesta negli istituti romani: occupato da ieri il liceo Gaetano De Santis, proclamata la co-gestione al liceo Farnesina.

Tre genitori-Re Magi arriveranno sotto al Ministero della Pubblica Istruzione per consegnare al ministro Gelmini pacchi dono con dentro le firme raccolte per al petizione in difesa del tempo pieno nella

scuola primaria. Questa l’iniziativa di stamani del Coordinamento genitori-insegnanti “Non rubateci il futuro” della scuola elementare di Roma Iqbal Masih, una delle prime a guidare la rivolta con la riforma Gelmini.

A Cagliari è cominciata poco prima delle 9 la protesta dei 1.400 studenti del Liceo Classico Siotto, che hanno occupato la strada antistante l’istituto, dove si trova anche la sede della Regione Sardegna, sedendosi per terra e bloccando il traffico. In una ideale staffetta, più o meno alla stessa ora, almeno 1.500 studenti hanno concluso la maratona di protesta – 24 ore di lezioni no stop – organizzata alla facoltà di matematica di Firenze. A Torino protesta di segno diverso: una quarantina di studenti di Azione Universitaria (vicini ad An) hanno occupato stamani il Rettorato: «Abbiamo preparato un dossier sugli sprechi dell’ateneo e terremo qui una lezione di storia medievale, dal momento che le aule sono occupate». Gli studenti dell’Assemblea “No Gelmini” hanno programmato invece per il pomeriggio un corteo itinerante tra le facoltà occupate: meta l’Unione Industriale, dove il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, avrebbe dovuto partecipare a un incontro (ha rinunciato). Banchetti e lavagne in strada a Napoli dove sono in corso cortei spontanei e manifestazioni degli studenti. A Viareggio un gruppo di studenti ha occupato per alcuni minuti, questa mattina, i binari della stazione ferroviaria. A Bari corteo spontaneo di studenti: in testa anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. A lezione, ma indossando una fascia al braccio con la scritta «Studio, ma protesto» i liceali dello scientifico «Gatto» di Agropoli (Salerno). A Perugia in migliaia sono scesi in piazza, universitari e studenti delle superiori e a Bologna bimbi travestiti da fantasmini in piazza Maggiore «difenderanno» nel pomeriggio la scuola pubblica. Circa un migliaio di zaini sono stati lasciati stamani appesi alle ringhiere del cortile esterno del liceo scientifico «Galileo Galilei» di Potenza, «simbolo della nostra protesta e del nostro strumento quotidiano di apprendimento, lasciato fuori dalla scuola», dicono gli studenti. La mobilitazione studentesca contro il decreto Gelmini prosegue a Milano anche nelle scuole superiori. Al liceo artistico Boccioni in zona Fiera, in occupazione da ieri, oggi si sono aggiunti, secondo quanto riferiscono dal Coordinamento dei collettivi studenteschi, altri due istituti superiori: il liceo classico Manzoni e il magistrale Agnesi.  Per circa trenta minuti gli studenti delle scuole superiori di Saronno hanno occupato in mattinata i binari della stazione delle Ferrovie nord, senza tuttavia provocare l’interruzione della circolazione dei treni, deviati sugli altri binari. Centinaia di studenti universitari e delle scuole medie e superiori hanno bloccato il traffico a Palermo. 

Continua la mobilitazione anche nelle università: ad Ancona assemblea di docenti, personale tecnico-amministrativo con la partecipazione degli studenti. A Cagliari l’autogestione della facoltà di Lettere. A Brindisi un corteo di auto in piazza Santa Teresa dove si terrà un sit-in di protesta assieme agli studenti delle scuole medie superiori. A Cosenza assemblea all’ateneo del «Comitato Unical». A Perugia corteo ed assemblea all’Università. Assemblea a Pavia. «Chi non salta Gelmini è», «I soldi non toglieteli a noi ma ai parlamentari»: sono alcuni gli slogan scanditi dagli studenti dell’Università della Tuscia e del liceo classico Mariano Buratti di Viterbo che, dalle 9,30 di questa mattina, si sono radunati a piazza del Plebiscito, sotto il palazzo comunale.

Lezioni al Colosseo. Sotto una pioggia battente oltre cinquecento studenti della facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma hanno partecipato ad una lezione all’aperto davanti al Colosseo. Dopo un’introduzione del preside della Facoltà Fabrizio Vestroni, la lezione è stata tenuta dai docenti di scienze della costruzione, Walter La Carbonara e di ingegneria elettrica Luca Podestà.

Il rettore Profumo: ci dimetteremo in massa. «Sono pronto a dimettermi». Così il Rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, commenta, in un’intervista a La Stampa le scelte fatte in Finanziaria dal governo che hanno prodotto manifestazioni e proteste in tanti atenei del paese: «Se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma dell’Università, non potrò che dimettermi, insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato – dice Profumo- siamo tutti d’accordo».

Unicobas: sciopero per tutti gli atenei. «Anche l’Università passa dalle parole ai fatti: dall’agitazione e dalle occupazioni allo sciopero». È quanto avverte l’Unicobas, proclamando ufficialmente lo sciopero per tutti gli atenei italiani. «Si configura così una grande giornata unitaria del mondo dell’istruzione contro il ministro Gelmini – afferma Stefano d’Errico, segretario nazionale di Unicobas – L’obiettivo è smontare sia il piano di distruzione della scuola pubblica, che quello relativo alla privatizzazione dell’Università».

Bindi a La Russa: ritirare il decreto. E mentre continuano le proteste, non si placa la polemica politica. Botta e risposta tra la parlamentare del Pd e vicepresidente della Camera Rosy Bindi e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Ritirate i provvedimenti sulla scuola, non lo sottovalutate». «Non lo faremo. Discuteremo ma non lo faremo». «Non lo farete? Allora non ci troverete davanti soltanto quella piazza», ha aggiunto la Bindi, facendo riferimento alla manifestazione di sabato. La Gelmini sta facendo la migliore riforma possibile», ha replicato il ministro. «Ti consiglierei di ascoltare un sì forte alle regole democratiche, che state puntualmente calpestando. Imparate ad ascoltarle queste cose, per il bene del Paese», ha insistito Bindi. E La Russa: «Guarda che il decreto lo vota il Parlamento, mica la piazza».

Brunetta: aboliremo il valore legale del titolo di studio. «Presenterò una proposta per l’abolizione del valore legale del titolo di studio». L’annuncio è del ministro della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione, Renato Brunetta che nel corso di Porta a porta ha posto l’accento sulla necessità di intervenire sul problema delle proliferazioni delle cattedre nelle università e sulla gestione delle risorse. Secondo Brunetta l’abolizione del valore legale del titolo di studio comporterebbe, di fatto, una “virtuosa” concorrenza tra i vari atenei. Su questo punto si è detto d’accordo anche Linda Lanzillotta, ministro ombra del Pd, che ha sfidato più volte Brunetta sull’abolizione legale del titolo di studio. «L’ho proposto e lo farò – ha esclamato il ministro – anzi, firmiamolo assieme».

Fonte: ilmessaggero


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