Riforma Gelmini, il governo pone la fiducia !!!

Riforma Gelmini, il governo pone la fiducia
Insorge l’opposizione: uno schiaffo alla democrazia

Il ministro dell’Istruzione: «Fiducia necessaria, c’è ostruzionismo»
Ancora proteste: venerdì 70 cortei. Sindacati pronti allo sciopero

 
ROMA (6 ottobre) – Il governo ha posto la fiducia sul maxi emendamento al decreto legge Gelmini sulla scuola. 

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha annunciato che il voto di fiducia inizierà alla Camera martedì alle 19: alle 18 sono previste le dichiarazioni di voto. Mercoledì mattina ci sarà poi l’illustrazione degli ordini del giorno. Giovedì alle 18 le dichiarazioni di voto e il voto finale. Venerdì mattina l’aula si riunirà poi per esaminare delle mozioni.

Il maxiemendamento è stato varato in mattinata dal Comitato dei Nove della commissione Cultura ma è approdato in aula solo alle sette di sera, perché sprovvisto della relazione tecnica che affronta la copertura economica.

Vito: fiducia necessaria per tempi certi. La necessità del voto di fiducia è emersa «con maggior forza di fronte all’impossibilità di avere una data certa per l’approvazione dei disegni di legge in questo ramo del parlamento – ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito – Il governo sarebbe interessato ad un confronto parlamentare pieno, ma l’impossibilità di tempi certi lo preclude». Il ministro per i rapporti con il Parlamento si è poi rivolto all’opposizione per raccomandare la richiesta di fiducia come «un’occasione per una riflessione seria sul ruolo della Camera»: «Mi piacerebbe – ha concluso – che questa richiesta di riflessione fosse accolta da tutti e non come una lesione delle prerogative della minoranza».

Gelmini: c’è ostruzionismo. «I tempi sono stretti perché la riforma deve entrare in vigore entro l’anno scolastico – ha detto il ministro dell’Istruzione lasciando l’aula di Montecitorio – E poi non è così vero che non c’è ostruzionismo, perché il numero di emendamenti è ampiamente aumentato». Inoltre, ha sottolineato la Gelmini «è urgente rispondere al bullismo, è urgente introdurre il voto in condotta, è urgente semplificare il sistema con i voti ed è urgente il ritorno dell’educazione civica». Insomma, ha concluso, «mi pare che i presupposti di urgenza ci siano tutti».

Soro: istituzioni espropriate. «Non si può espropriare il Parlamento dalla sua funzione che è quella di proporre e discutere modifiche ai testi proposti dal governo», afferma il capogruppo del Pd Antonello Soro, sottolineando che le opposizioni non hanno fatto ostruzionismo sul decreto legge Gelmini sulla scuola. «È l’ennesimo decreto legge – ha aggiunto – sul quale il governo ha posto la fiducia per impedire il confronto in Parlamento. Chiedo ai colleghi della maggioranza qual è la loro prospettiva nei prossimi 5 anni e se intendono restare uomini liberi». Soro si è detto quindi «indignato per il comportamento del governo. Gli sfascisti – ha concluso – non siamo certo noi».

Garavaglia: governo arrogante. «La fiducia al maxiemendamento sul dl Gelmini chiesta dal governo è la lampante dimostrazione dell’arroganza con cui il centrodestra si muove su un tema così importante per il Paese e per il futuro quale è la scuola», ha detto Mariapia Garavaglia, ministro dell’Istruzione del governo ombra del Pd.

Sereni: fiducia per tagliare 8 miliardi. «Il governo non prova un pò di vergogna o almeno un pò di imbarazzo nel chiedere il voto di fiducia su un provvedimento il cui unico fine certo è quello di tagliare otto miliardi di euro alla scuola italiana? – chiede Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd – Parlano di opposizione sfascista e, mentre affollano i talk show,  sfuggono il dibattito in Parlamento. Dietro la scelta della fiducia non c’è soltanto il disprezzo per le regole, ma anche una sostanziale diffidenza del governo nella propria maggioranza che, pur protetta dalla forza dei numeri, ha paura di non reggere il confronto parlamentare e andare sotto nel voto sui nostri emendamenti».

Donadi: uno schiaffo alla democrazia. «Questa fiducia è un altro schiaffo alla democrazia parlamentare da parte di un governo che rifiuta il confronto anche su materie delicatissime che riguardano il futuro del Paese e dei nostri giovani – afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi -  Un fatto gravissimo che dimostra ancora una volta la mancanza di rispetto per le istituzioni e la deriva autoritaria del governo Berlusconi».

Uil scuola: mobilitazione nazionale. Sulla riforma Gelmini grava una minaccia di sciopero generale a fine ottobre da parte dei sindacati. «Parte un percorso di mobilitazione nazionale che si concluderà, in assenza di risposte, con lo sciopero generale della scuola». Lo ha annunciato il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna: «Siamo di fronte a tagli per 8 miliardi di euro in due anni scolastici – ha detto – e nella prospettiva di una applicazione che appare peggiore, se possibile, a quella definita nel decreto: come ad esempio l’eliminazione di una giornata di tempo prolungato nella scuola media e l’aumento del tetto massimo di alunni per classe portato a oltre 30. Non si sta seguendo la lotta agli sprechi ma quella dei tagli indiscriminati, talvolta privi di senso».

Ancora manifestazioni contro Gelmini. Intanto oggi è stata un’altra giornata di proteste, che ha visto protagonisti insegnanti e genitori di alunni delle scuole elementari: santini in onore della «Beata ignoranza», con un’immagine della Madonna con il volto del ministro e una preghiera, sul retro: «Maria, Stella d’Ignoranza, il governo è con te. Tu sei benedetta da Tremonti…» sono stati distribuiti a piazza Montecitorio. I manifestanti, circa 200, hanno chiesto in particolare la marcia indietro del governo sul maestro unico e sul taglio dei finanziamenti per la scuola pubblica.

Unione degli studenti: venerdì 70 cortei di protesta. L’Unione degli studenti annuncia per venerdì prossimo «più di 70 cortei in tutta Italia per protestare contro la Gelmini». L’Uds ha aderito oggi al presidio del comitato “Non rubateci il futuro”, mentre alla Camera si discute il decreto del ministro dell’Istruzione: «Tra pochi giorni – afferma l’Uds – migliaia di studenti riempiranno le piazze del Paese, contro gli ultimi provvedimenti del governo e per rivendicare una scuola pubblica di qualità, laica e democratica, che sia realmente volano di emancipazione sociale». L’associazione studentesca ha stilato, per le proprie iniziative di protesta, un programma di dieci punti. Tra questi – oltre al rifiuto dei tagli alla scuola previsti in Finanziaria, del maestro unico e del voto in condotta – la reintroduzione dell’obbligo scolastico a 16 anni, un piano per l’edilizia scolastica e una «legge nazionale sul diritto allo studio, che abbatta la dispersione scolastica e renda possibile accedere ai saperi su tutto il territorio nazionale».

Contratti, Gilda: separare i docenti dagli statali. Continua intanto tra gli insegnanti il dibattito sul tema in materia di contratti: per non trasformare i professori in impiegati serve «un’area contrattuale separata» che li sottragga «al calderone del pubblico impiego». Lo sostiene la Gilda degli insegnanti che, in una “Carta dei principi etici” proposta oggi durante un convegno del sindacato a Milano, pone come obiettivi primari per la categoria quelli di «tutelare l’alta funzione, la credibilità e il prestigio e rivendicare la specificità della professione docente». Tutti i relatori al convegno, rileva una nota del sindacato, hanno denunciato «il rischio, al quale i docenti sono sempre più esposti, di una “deriva impiegatizia”», e hanno sottolineato la necessità di creare un organo di autogoverno della categoria e un nuovo stato giuridico della docenza.

Fonte: ilmessaggero


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