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Modifiche introdotte al decreto Tremonti–Gelmini

Sintesi delle modifiche introdotte al decreto Tremonti–Gelmini

All’art. 1: come voluto dalla Lega si prevede che, insieme all’insegnamento della Costituzione si attivino iniziative di studio degli statuti regionali.
All’art. 2: e’ stato introdotto un art. 2bis che proroga la possibilità di utilizzare residui di bilancio per interventi di edilizia scolastica e per la messa in sicurezza di edifici scolastici e impianti sportivi in essi contenuti
All’art. 3: si conferma l’attribuzione dei voti in decimi e solo per la scuola primaria si prevede che la bocciatura degli alunni può avvenire solo se la decisione è assunta all’unanimità dai docenti. Inoltre, si precisa che all’esito degli esami finali del primo ciclo (voto in decimi) si accompagna una valutazione circa le competenze e il grado di maturazione raggiunte dagli alunni.
All’art. 4: dopo il rilievo della Commissione bilancio

che chiedeva con quali risorse si sarebbero pagate le due ore in più che ogni maestro unico dovrà svolgere per raggiungere le 24 ore di lezione (ora le ore sono 22 di lezione + 2 di programmazione collegiale) – il governo ha deciso di retribuire i docenti con le risorse del Fondo d’Istituto, a partire dal 2009, sottraendo quindi ulteriori risorse alle scuole e promettendone la restituzione con i risparmi (leggi tagli) che produrrà questa controriforma fra due anni (e i soldi sottratti dal 1 settembre 2009 chi li ridarà alle scuole??).
All’art. 5: con l’introduzione dell’articolo 5-bis si è data una risposta molto parziale alle varie problematiche relative alle graduatorie ad esaurimento dei docenti: si è sanata la situazione degli iscritti ai percorsi formativi nel 2007/08, prevedendone l’inserimento “a pettine”, lasciando nel totale silenzio le procedure per il cambio di provincia, la situazione di chi aveva congelato i corsi o non aveva presentato la domanda nel 2007 e di coloro che inizieranno i corsi nel 2008/09.
Nel maxi emendamento presentato dal Governo è infatti “sparito” un comma che la VII Commissione aveva unanimemente previsto per evitare disparità di trattamento tra i diversi aspiranti. In sede di approvazione non è stato neanche accolto un ordine del giorno dell’opposizione che intendeva impegnare il Ministro in tal senso.
Con questa formulazione si determina una inaccettabile discriminazione tra gli aspiranti e, ancora una volta, un esteso contenzioso che impedirà una corretta gestione delle graduatorie con gravi conseguenze sulle scuole e sui precari. Vanno modificate tutte le norme dell’articolo affinché si affermi il medesimo trattamento per tutti gli aspiranti.
All’art. 7: previsto un art. 7bis che detta le condizioni per attuare i provvedimenti per la messa in sicurezza delle scuole.

Fonte: CGIL


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