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l’Onda non si ferma, Da Nord al Sud prosegue la contestazione

Atenei e scuole, l’Onda non si ferma
Pdl e Lega: “Accordo sulla riforma”
Da Nord al Sud prosegue la contestazione. A Genova in scena il “minuto di terrore”
Il rettore della Statale di Milano: “Con i soldi degli atenei si paga l’abolizione dell’Ici”

 ROMA – “C’è un perfetto accordo nella maggioranza per migliorare l’università tagliando i numerosi sprechi che ci sono”. Lo ha detto il presidente dei deputati della Lega Roberto Cota, dopo il vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli, con il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. “La riforma – aggiunge Gasparri – è una questione a tappe: ci sarà un disegno di legge complessivo, alcune linee guida e decreti per questioni urgenti”.

Un commento positivo sulla strada scelta dal governo arriva dalla presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro: “Si sta facendo strada un po’ di realismo. Verrebbe quasi da dire che avevamo ragione noi”. Per Anna Finocchiaro, comunque ”hanno avuto ragione studenti e docenti e rettori che hanno manifestato contro l’arroganza del governo”.

Intanto l’Onda non si ferma. Da Nord al Sud, in decine di licei e università prosegue la contestazione, mentre il rettore dell’università Statale di Milano, Enrico Decleva, ha spiegato che “il taglio più drastico è quello di 470 milioni tolti all’università per coprire l’abolizione dell’Ici. E questo – ha aggiunto – è assolutamente intollerabile”.

LA MOBILITAZIONE CITTA’ PER CITTA’

Contro il decreto Gelmini, a Roma centinaia di studenti manifestano sotto le finestre del ministero dell’Istruzione. Questo pomeriggio a Giurisprudenza tre costituzionalisti spiegheranno i riflessi legali della riforma. Il liceo Tacito è occupato, l’Orazio è in assemblea straordinaria, il nautico Colonna ha dato vita ad un corteo spontaneo che ha attraversato il quartiere San Paolo per concludersi al ministero dell’Istruzione.

A Pisa, i precari della ricerca di Scienze politiche, si sono astenuti ieri dagli esami, mentre i colleghi fiorentini si sono trasformati in lavavetri per protesta. A Siena occhi puntati sulle decisioni di cda e senato accademico, che ieri hanno proposto tagli e sacrifici per rimettere in equilibrio in quattro anni un bilancio oggi in rosso di 54 milioni di euro. Già l’anno prossimo previste misure per risparmiare 17 milioni di euro.

Occupazioni “bianche” a Palermo. Concluse quelle dell’Umberto e del Garibaldi, parte quella del

Cannizzaro. Gli studenti del liceo scientifico di via Arimondi hanno votato l’occupazione bianca, scegliendo lezioni quasi regolari di mattina e di occupare l’istituto nel pomeriggio e durante la notte. Il liceo socio-psico-pedagogico Regina Margherita è entrato in autogestione.

A Napoli assemblee tra studenti, docenti, ricercatori e dottorandi. Si è discusso per ore, sul futuro dell’università e della protesta. Ieri in molte scuole è ripresa la normale attività didattica, ma sono numerosi, ancora, gli istituti in autogestione o in assemblea permanente.

A Bari l’onda del movimento studentesco è rientrata nelle aule, in vista della manifestazione regionale del prossimo 7 novembre. Sul fronte dell’università da ieri è ripartito il calendario delle lezioni in piazza, che dopo l’avvio nel centro della città adesso si concentreranno nella zona del Politecnico e nelle periferie.

A Milano all’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico, il rettore Ballio ha lanciato il suo attacco ai governo: “Ridurre il finanziamento pubblico alle Università significa far morire i nostri atenei. Il nostro rischia la chiusura”. Bacchettate per l’esecutivo anche dal governatore Formigoni. Denunciati dai carabinieri quattro studenti dell’istituto magistrale Agnesi che avevano organizzato un picchetto davanti a scuola.

A Torino, dopo Palazzo Nuovo, sede di Fisica e Agraria, occupata anche la Palazzina Einaudi che ospita Scienze politiche e Giurisprudenza. Anche le scuole superiori non mollano e fissano un fitto calendario di appuntamenti della protesta. Mercoledì pomeriggio faranno un presidio davanti a Palazzo Lascaris in occasione dell’Assemblea plenaria della Consulta regionale dei giovani “Casa ai giovani, tra proprietà e precarietà” a cui interviene il ministro Meloni.

E a Treviso, venti avvocati si sono detti disposti a difendere gli studenti coinvolti nell’inchiesta sulla manifestazione spontanea nel giorno dello sciopero generale della scuola.

A Genova per denunciare lo stato di panico in cui “si trovano l´Università e la scuola pubblica in Italia, con le leggi 133 e Gelmini”, gli universitari si sono inventati il “minuto di terrore”. Un esempio?: alle 11.30 di ieri mattina, in piazza Matteotti, l’urlo di una sirena della seconda guerra mondiale ha squarciato l’aria. I ragazzi sono scappati urlando sulle scalinate di Palazzo Ducale, attraversando la piazza terrorizzati e facendo preoccupare i passanti.

Intanto domani partirà l’occupazione a Lettere, ma senza blocco della didattica. Gli studenti di Scienze della formazione da mercoledì scorso sono in assemblea 24 ore su 24, e dormono in Facoltà. Questa sera, alla fine del Festival della cultura, assemblea plenaria di tutte le Facoltà a Scienze della Formazione.

A Parma, lezione-show di anatomia degli studenti di Medicina e intervento speciale di un avvocato di Giurisprudenza sui margini di miglioramento della legge 133. Sono questi gli appuntamenti speciali del calendario di lezioni in piazza per i prossimi giorni.

Infine,
(4 novembre 2008)

Fonte: repubblica


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