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Lo sciopero generale ferma il 90% delle scuole

Lo sciopero generale ferma il 90% delle scuole. Manifestazioni in ogni città
Centinaia di migliaia in piazza oltre al milione che ha invaso Roma
Studenti, prof e genitori in corteo
Tutti in piazza da Bolzano a Lipari
di GIOVANNI GAGLIARDI

 ROMA – Una gigantesca protesta contro la riforma Gelmini ha invaso le strade di tutta Italia. Roma è stata epicentro della “più grande manifestazione mai fatta sulla scuola”, ha detto il segretario della Cgil Epifani, con un corteo da un milione di persone troppo grande che ha finito per dividersi in tre e dilagare per tutto il centro della città.

Iniziative, manifestazioni, proteste e lezioni in piazza in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. E persino nelle isole: centinaia a Ischia, Capri e Aosta. Genitori, studenti, professori e personale della scuola, hanno portato in processione la ‘Beata ignoranza’, con tanto di foto del ministro in veste di santa che, ironizza qualcuno, è anche riuscita in un miracolo: “Ha unito qui, oggi, le cinque sigle sindacali della scuola”.

Il giorno dopo l’approvazione definitiva del decreto Gelmini il mondo della scuola si è fermato. Lo sciopero generale indetto da Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda ha portato in piazza a Roma un numero di docenti, insegnanti e studenti mai visto.

Secondo i sindacati, allo sciopero generale ha aderito l’80 per cento dei lavoratori, bloccando il 90 per cento delle scuole di tutta Italia: in alcune, come quella dove insegna la sorella del ministro Gelmini, assente per “motivi di famiglia”, si è aperto solo per garantire “il servizio di custodia e sorveglianza”.

“Il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni

giorno”, ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni, in piazza assieme ai big del partito e al leader dell’Idv Antonio Di Pietro, del Pdci Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione. “Per me è naturale stare qui – ha detto Veltroni -. E’ importante che ci sia tanta gente, tante persone, anche di orientamenti politici così differenti, anche lo Snals”, ha sottolineato. “Spero che le tante persone che si raccoglieranno per firmare il referendum – ha aggiunto – spingeranno il governo a ritirare queste misure”.

Non si contano le proteste nel resto del Paese. A Bolzano sono scesi in piazza insieme ragazzi di lingua italiana e tedesca. Presìdi e cortei anche a Trento. A Venezia gli studenti hanno sfilato sul Ponte della Libertà, con i macchinisti dei treni che li salutavano azionando la sirena. Lezioni in stazione a Trieste. Molti ragazzi si sono detti “pronti a sottoscrivere un referendum abrogativo dei decreti”. A Torino l’orchestra del Teatro Regio ha suonato arie di Verdi, dall’Aida, al Nabucco, con l’apprezzatissimo Va pensiero, e di Rossini, l’Ouverure, per le centomila persone in piazza. A Genova, Torino e Firenze sono state occupate le stazioni ferroviarie.

A Milano concentramento e corteo organizzato per lo sciopero generale della scuola. Al termine della manifestazione uno spezzone del corteo, dopo una sosta in Piazza Affari davanti alla sede della Borsa, si è ulteriormente frantumato e un gruppo dei centri sociali ha ripreso la marcia nella centralissima zona di via Torino. Nel frattempo gli studenti di Brera sono rientrati in accademia dove è programmata la ‘Notte bianca’.

A Bologna alla protesta ha partecipato anche Beppe Grillo, che in un primo momento era stato fischiato e allontanato dalla manifestazione. Poi qualche tafferuglio tra la polizia che cercava di bloccare i manifestanti diretti verso la sede della Confindustria. Sei i feriti, tra i quali una giornalista colpita da una bottiglia alla testa.

Cortei di studenti a Napoli, dove nel pomeriggio si è tenuta una assemblea con i docenti nel cortile di Palazzo Giusso, sede dell’università Orientale di Napoli occupata. Poi, domani, veglia di preghiera nel Duomo, promossa dalla Confederazione degli studenti, “affinché il governo decida di ritornare sui suoi passi”. Proteste e corteo di studenti anche a Ischia e a Capri.

Genitori e bambini hanno sfilato a Bari. Al termine gli studenti si sono radunati in piazza Libertà, davanti al palazzo della prefettura, dove hanno spiegato i motivi della loro protesta.

In Calabria sono stati segnalati cortei in tutte le città, con il blocco dell’accesso a Catanzaro. Cortei e manifestazioni anche in tutta la Sicilia dove i sindacati parlano di 200mila persone in piazza tra Palermo, Catania e le altre città: in corteo 350 persone anche nell’isola di Lipari

Ventimila persone anche a Cagliari. Sono giunti nel capoluogo sardo pullman di manifestanti da Oristano, Medio Campidano, Sulcis, dal nuorese e dal nord dell’isola. Il corteo è stato aperto dai genitori e dai bambini della scuola elementare ‘Corte Piscedda’ di Capoterra che ha subito la disastrosa alluvione del 22 ottobre scorso.

A Matera, in mattinata, è stato organizzato un presidio in piazza Mulino, mentre le manifestazioni, a Potenza, ha raccolto circa cinquemila studenti. In piazza Mario Pagano, tra cori, striscioni ed esibizioni di balli hip-hop, hanno preso la parola anche il rettore dell’Università degli studi della Basilicata, Antonio Mario Tamburro, “uno che il 1968 l’ha vissuto”, per una lezione all’aperto. Il rettore ha rivolto un appello agli studenti, pregandoli “di non perdere questa battaglia come invece hanno fatto quelli di allora”, perché “il prezzo da pagare – ha ammonito – sarà quello di raccontare una sconfitta, fra 40 anni, ai vostri figli”.
(30 ottobre 2008)

Fonte: repubblica


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