Gelmini: pochi in piazza, il mio modello è Obama
Scuola: corteo a Roma, occupazioni a Milano
Studenti di destra e sinistra divisi, ma il sit-in al Senato è bipartisan
Controprotesta a Firenze e Milano: «Basta, vogliamo studiare»
ROMA (27 ottobre) – Quella appena iniziata è un’altra settimana di mobilitazioni in tutta Italia contro il decreto legge Gelmini sulla scuola, la cui approvazione al Senato è in calendario per mercoledì. Nelle scuole e nelle università un programma ancora denso di occupazioni, sit-in, agitazioni, lezioni in piazza.
Proteste in tutta Italia. Lezioni all’aperto organizzate dagli studenti universitari si sono svolte questa mattina in alcune piazze di Roma. Ma anche a Napoli, dove hanno preso il via le trasmissioni della web-tv degli studenti dell’Università orientale occupata. Sul web la maratona di 24 ore di lezioni organizzata a Firenze dagli studenti del polo di Scienze, trasmesse in diretta dal dipartimento di matematica Ulisse Dini. Maratona simile anche alla facoltà di Sociologia di Trento e lezioni all’aperto pure a Bari, nella centrale piazza Umberto. Se a Milano hanno preso il via stamani le occupazioni degli istituti secondari, in molte altre città si sono svolti cortei di studenti medi. A Roma uno dei cortei è partito dalla centralissima piazza della Repubblica senza simboli di partito ma con striscioni contro il ministro Gelmini, mentre all’Eur è in corso un sit-in. Analoghe iniziative a Palermo, dove la protesta si svolge davanti alla sede Rai. Cortei anche a Potenza.
Corteo a Roma, studenti divisi. Nella capitale migliaia di studenti hanno manifestato in un corteo organizzato dalle scuole superiori del IV municipio della città contro la politica del governo in materia di istruzione. Al corteo, partito intorno alle ore 10 da piazza della Repubblica e arrivato in piazza Venezia, hanno partecipato anche studenti di altri licei della capitale e universitari. Durante il percorso c’è stata una spaccatura fra testa e coda. Davanti il “Blocco Studentesco” di estrema destra, secondo quanto racconta l’Uds, ha intonato il coro «Duce, Duce». Iniziativa che ha provocato la spaccatura del corteo. Gli studenti antifascisti in coda, giunti in via Cavour all’altezza di via dei Serpenti, avevano deciso di modificare il percorso della manifestazione per dirigersi verso il ministero dell’Istruzione. Una volta giunti in via dei Fori Imperiali gli studenti di sinistra sono stati convinti però dalle forze dell’ordine, che hanno sbarrato con un cordone l’accesso verso il Colosseo, a proseguire con il percorso concordato.
Sit-in bipartisan al Senato. Gli studenti di destra e di sinistra si sono ricompattati poi sotto il Senato, dove si sono riuniti per un sit-in: «La riforma non la vogliamo». È lo slogan lanciato dai manifestanti. «Con questa riforma a scuola non si torna» hanno cantato gli studenti mentre uno degli organizzatori annunciava, accolto da grande entusiasmo, «è arrivata la notizia che è stato chiesto un tavolo per aprire delle trattative».
Manifestazione davanti al ministero dell’Istruzione. Sempre a Roma studenti medi e universitari
hanno organizzato questa mattina una mobilitazione intorno alla sede del ministero della pubblica istruzione. Dalle 10 alle 12, in piazza Bernardino da Feltre si è svolta la lezione degli studenti e dei docenti di medicina. Poi anche molti degli studenti che avevano partecipato al corteo organizzato dalle scuole del IV municipio partito alle 9 da piazza della Repubblica hanno raggiunto il ministero.
In 2mila all’Eur. Nella capitale gli studenti del liceo classico Francesco Vivona insieme agli studenti di altre scuole superiori del XII Municipio, il Cannizzaro e l’Aristotele, hanno deciso di non entrare a scuola. La protesta è iniziata con un sit-in davanti ai locali della scuola, poi, sollecitati dalle forze dell’ordine, gli studenti si sono poi trasferiti al Parco del Laghetto dell’Eur, dove hanno tenuto un’assemblea. Gli studenti sono poi andati a Viale Trastevere, partecipando al sit-in davanti al Ministero. «Sono circa 2000 studenti – ha osservato Domenico Durastarte, consigleire del municpio XII – e credo che vadano sostenuti perché di fronte ad una riforma imposta dall’alto è naturale che la gente ha voglia di protestare».
Occupazioni a Milano. Da questa mattina negli istituti secondari milanesi sono iniziate le annunciate prime occupazioni per protestare contro il decreto. Al liceo artistico Boccioni, in piazzale Arduino (zona Fiera), alle 8.30 è stata approvata «a stragrande maggioranza», spiegano gli studenti, l’occupazione dell’ istituto che dovrebbe andare avanti fino a mercoledì. «Quello che ci siamo presi è solo una piccola parte di ciò che ci spetta», recita uno striscione apposto all’ingresso della scuola.
Nella capitale continuano le occupazioni. Gli studenti del liceo Giulio Cesare hanno occupato l’istituto e annunciano che la protesta fino al 30 ottobre «data in cui lasceremo spontaneamente l’istituto – scrivono in una nota – per aderire al corteo promosso dalle sigle sindacali della scuola». Dopo Giulio Cesare, Tasso (dove due studenti hanno segnalato un’aggressione da parte di studenti di destra) e Virgilio, occupato stamani anche l’istituto tecnico nautico Marcantonio Colonna, in via Pincherle, nel quartiere Marconi, e l’istituto superiore Gaio Lucilio, in Via dei Sabelli, del complesso scolastico Niccolò Machiavelli. Nel pomeriggio sono state occupati anche le medie superiori Pasteur nel quartiere Montemario, Manara a Monteverde, Talete a Prati, Cavour nel quartiere Monti, Socrate alla Garbatella, Keplero nel quartiere Marconi, Righi a piazza Fiume.
Roma Tre. Anche gli studenti dell’Università Roma Tre sono scesi in strada: a Viale Marconi con camici bianchi gli studenti di Biologia sono scesi in strada invadendo le corsie allo scattare del semaforo rosso, e lavando i vetri delle macchine, per protestare contro la legge 133. Azione universitaria ha invece contestato il Rettore: «Dopo finte occupazioni e disagi alla maggioranza degli studenti è un grave errore oltre che atto di prevaricazione privare il Consiglio degli Studenti del diritto di riunirsi, eleggere un presidente e soprattutto svolgere la propria funzione di rappresentanza studentesca, ancor più in un periodo così delicato e critico come quello che sta attraversando l’Università italiana», dicono Stefano Pacetti e Marco Pingitore, senatore accademico e responsabile di Azione Universitaria nel terzo ateneo romano. Il rettore Fabiani ha annullato il consiglio degli studenti che si sarebbe dovuto tenere oggi.
Studenti nudi alla Sapienza. Protesta-spogliarello inscenata da una trentina di studenti e studentesse della facoltà di Psicologia della Sapienza di Roma davanti al rettorato dell’università, dopo essere arrivati in corteo assieme ad altri trecento manifestanti, tra cui anche ricercatori e docenti: gli studenti sono rimasti nudi, coperti solo da un boxer o da reggiseno e mutandine, per protestare contro chi «spoglia la ricerca». All’interno del corteo hanno anche sfilato persone vestite con un sacco di immondizia con la scritta «Io mi rifiuto», altri studenti e ricercatori si sono travestiti da badanti, baristi, cameriere o prostitute, inscenando ironicamente il loro futuro lavoro.
Raccolta della carta contro la legge Gelmini. Sempre alla Sapienza un’altra iniziativa degli studenti: «Raccogli la carta per finanziare la tua Università», lanciata all’università contro la legge Gelmini, organizzata dall’associazione studentesca “Sapienza in Movimento”. Centinaia di ragazzi hanno raccolto la carta presente nella città universitaria per poi avviarla al riciclaggio e al riutilizzo, in collaborazione con il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica (Comieco), che ha fornito i cartoni di carta riciclata che sono stati disseminati nell’ateneo.
Azione universitaria: aggrediti dai collettivi. Il dirigente provinciale di Azione Universitaria Cristian Alicata ha denunciato «le violenza dei collettivi nei nostri confronti e di tutti coloro non la pensano come loro» raccontando che stamani, durante un volantinaggio all’interno della città universitaria della Sapienza «gli estremisti di sinistra ci hanno pesantemente insultato e aggredito».
Napoli: trasmissioni web-tv degli studenti dell’Orientale. Corteo di protesta di studenti delle scuole medie a Napoli: partita da via Foria, la manifestazione ha bloccato il traffico in piazza Carlo III. La protesta degli studenti universitari napoletani viaggia invece in rete: hanno preso il via questa mattina le trasmissioni della web-tv degli studenti dell’Università Orientale occupata. Sul sito www.mogulus.com/stopgelmini scorrono in streaming le immagini della protesta raccolte dal gruppo media center dell’assemblea Stop Gelmini dell’ateneo partenopeo.
Tafferugli al Federico II Scontri tra studenti di destra e di sinistra nell’aula di Giurisprudenza all’università Federico II dove faceva lezione il professor Massimo Villone, ex senatore del Ds. Una cinquantina di studenti dei collettivi di Lettere rinforzati da altri dell’Orientale, che è occupata da alcuni giorni, si è presentato nell’ aula 27 di Giurisprudenza, in via Porta di Massa, dove alcune centinaia di studenti erano a lezione di diritto costituzionale ed ha chiesto lo svolgimento di un’assemblea. Il professor Villone ha dato il proprio consenso, sospendendo la la lezione. Alla richiesta si sono opposti alcune decine di studenti di «Azione universitaria» e «Forza Nuova» che hanno chiesto la parola per chiarire le proprie posizioni. Dopo momenti di tensione i collettivi di sinistra hanno concesso di parlare per 3 minuti ad un solo studente di destra. A questo punto gruppi di studenti sono venuti alle mani. Almeno tre studenti, non identificati, sono rimasti feriti. La polizia non è intervenuta nelle aule, ma ha presidiato l’esterno dell’ edificio per evitare altri incidenti.
La controprotesta. Non tutti gli studenti condividono però la mobilitazione di questi giorni. Gli aderenti a Forza Italia giovani hanno stampato diecimila cartoline indirizzate al rettore Augusto Marinelli con su scritto «Anch’io non voglio le occupazioni, voglio studiare!» per distribuirli nelle facoltà dell’università. Un’altra iniziativa contro le proteste quella messa in atto a Milano: una raccolta di firme, promossa dalle liste studentesche Obiettivo Studenti e Unicentro è partita nella sede di via Conservatorio della facoltà di Scienze Politiche dell’università Statale «per protestare contro qualunque blocco della didattica», spiega Matteo Forte, rappresentante di Obiettivo Studenti. C’è anche chi «controprotesta» usando internet: sulle pagine di Facebook sono comparsi gruppi che si chiamano «Io voglio studiare» o «Occupate a casa vostra».
Le altre proteste. Gli studenti hanno manifestato anche a Pistoia, con lezioni in strada davanti alle scuole e lettura di Gomorra di Saviano, in piazza del Duomo. Il collegio dei docenti dell’istituto comprensivo “Curzio Malaparte” di Prato ha deliberato a larghissima maggioranza (su 101 presenti 6 contrari e 1 astenuto) di bloccare tutte le gite scolastiche “che non rientrino nell’orario giornaliero” come forma di protesta contro il decreto Gelmini. A Pisa la Scuola Normale è scesa palesemente in campo a fianco di chi protesta. Per la prima volta un grande striscione è stato appeso alla facciata: “Un paese vale quanto ciò che ricerca. No alla 133. Studenti della Normale”. Anche la scuola e l’università sarda si mobiliteranno il 30 ottobre per protestare contro la legge 133. Professori, genitori, studenti ed universitari, assieme a Cgil, Cisl e Uil, scenderanno in piazza in contemporanea con la manifestazione nazionale di Roma per un corteo che attraverserà le vie di Cagliari da piazza Garibaldi a piazza del Carmine. Il raduno è previsto per le 9:30 davanti alla scuola “Riva”. A Catania il liceo Classico “Mario Cutelli” è in autogestione da sabato 25 ottobre fino al 29 ottobre. L’autogestione sfocerà nel corteo del 30 ottobre, alla quale parteciperanno docenti ed alunni. Lezioni in piazza anche a Parma. Quasi cinquecento studenti in rappresentanza delle scuole superiori di Arezzo, San Giovanni e Castiglion Fiorentino e della Facoltà di Lettere e Filosofia, si sono ritrovati questa mattina in piazza San Francesco ad Arezzo per protestare contro il decreto Gelmini. A Torino l’elenco dei licei e degli istituti bloccati («ma non si tratta di occupazione» precisano gli studenti) è lungo. Ogni scuola ha scelto vari modi di contestazione. A Parma non si ferma la protesta anti-Gelmini. Lezioni in piazza, corsi sospesi, volantinaggio, autogestioni. «Fermatevi». Le scuole di Bologna lo scriveranno con candele e torce sul crescentone, martedì alle 18.30, ed invitano tutte le piazze italiane a fare lo stesso, per lanciare un messaggio luminoso alla vigilia del voto sulla riforma Gelmini al Senato. Non più una semplice fiaccolata, dunque, ma una veglia notturna di protesta in preparazione dell’ultima spiaggia. Ancora una iniziativa di protesta contro il decreto Gelmini, questa mattina, da parte degli studenti dell’istituto tecnico per geometri “Eugenio Masi” di Foggia. Gli studenti hanno manifestato gridando slogan e chiedendo il ritiro del decreto. Cortei, sit-in e iniziative di protesta contro la legge 133 a Palermo. Davanti la sede della Rai, in viale Strasburgo, un gruppo di studenti di scuole medie superiori si è riunito oggi per un sit-in, mentre altri studenti dopo un presidio in piazza Politeama, davanti al teatro, hanno sfilato in corteo per via Libertà, creando problemi alla circolazione. Circa duemila studenti delle scuole medie superiori di Potenza hanno partecipato stamani ad un corteo che ha percorso alcune delle strade principali della città, bloccando il traffico. Ha preso il via questa mattina alla facoltà di Sociologia a Trento una maratona didattica no stop di protesta contro la legge 133. Un’iniziativa promossa dal “Comitato No Gelmini” in preparazione della manifestazione di domani mattina che prevede un corteo fino alla sede del Rettorato.
Gelmini: «Pochi in piazza, il mio modello è Obama». Secondo il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini gli studenti che scendono in piazza a protestare sono pochi: «alcune migliaia» mentre «gli studenti in Italia sono 9 milioni» e «le facoltà occupate sono pochissime». In un’intervista al Corriere della Sera Gelmini spiega che il suo modello è Barack Obama: «Sta proponendo per la scuola americana provvedimenti simili ai nostri, penso soprattutto agli incentivi al merito per gli insegnanti». Secondo Gelmini, Obama è «un vero, coraggioso riformatore: non certo il leader del Pd», su cui afferma: «Speravo che Veltroni si ispirasse a Tony Blair ma parla come un Cobas». La titolare dell’Istruzione attacca inoltre la sinistra: «Ha perso totalmente il rapporto con chi lavora e ora lo sta perdendo anche con gli studenti. Sono cinque mesi che si parla di scuola e il Pd non ha fatto una proposta che fosse una». Sulle classi ponte, Gelmini precisa che saranno fatte classi separate ma solo corsi di italiano per chi non lo parla. Infine non preoccupa il ministro lo sciopero del 30: «Il solito vecchio rito di chi difende l’indifendibile».
Gasparri: «Il dl sarà regolarmente approvato». Il decreto Gelmini sarà regolarmente approvato mercoledì dal Senato. Lo afferma in una nota Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl rilevando come sia «inutile che sedicenti gruppi studenteschi ed altre realtà della sinistra si illudano su una mancata approvazione del provvedimento. Così sarà ed anche le minacce che si rivolgono nei confronti del Parlamento si riveleranno vane come la fallita manifestazione di sabato del Pd. A volte l’insuccesso dà alla testa».
«A Roma vergognosi episodi di intolleranza». Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri definisce «vergognoso» quanto sta accadendo a Roma e in tante altre città d’Italia perché «la sinistra studentesca scende pretestuosamente in piazza, inscena sedicenti lezioni allo scopo di indottrinamento politico, blocca tutta l’attività didattica occupando gli atenei, rivendica il diritto di manifestare ma poi impedisce anche fisicamente a chi non la pensi come lei di parlare o di fare regolarmente lezione». Gasparri denuncia poi un episodio accaduto all’Università Roma Tre durante un’assemblea nella Facoltà di Giurisprudenza dove, secondo il presidente dei senatori del Pdl, a un professore è stato «fisicamente impedito di esprimere la propria opinione sol perché contraria al blocco della didattica, è un episodio increscioso, che denunciamo con forza».
Pd e Idv con i manifestanti. Durante il sit-in degli studenti oggi davanti al senato, i senatori Vincenzo Vita (Pd) e Stefano Pedica (Idv) sono scesi per incontrare i ragazzi: «Bisogna ampliare questa iniziativa e fare in modo che non rimanga isolata alla scuola – ha detto Vita ai ragazzi – bisogna far ritirare questo decreto e aprire un tavolo. È un decreto discutibile e si deve discutere non è una riforma è un taglio. Noi facciamo fino in fondo la nostra battaglia». Mentre gli studenti parlavano alcuni esponenti della Lista Di Pietro si sono affacciati dal balcone del senato e hanno esposto le bandiere del partito e un piccolo striscione «Siamo con voi».
D’Alema: senza il ritiro del decreto confronto impossibile. Massimo D’Alema ha ribadito oggi che senza un ritiro del decreto da parte del governo il confronto è impossibile: «Sarebbe un atto saggio se si volesse ritirare il decreto sulla scuola per discutere con studenti e insegnanti e per avere un confronto vero – ha detto – Ma sulla base del fatto che il governo non modificherà nulla non è possibile confrontarsi».
Cobas, manifestazione domani a piazza Navona. Per contrastare l’approvazione a Palazzo Madama i Cobas hanno organizzato una manifestazione nella vicina piazza Navona a partire dalle 17 di martedì per andare avanti, senza sosta, fino al mattino successivo quando è prevista la votazione del decreto 137.
Fonte: ilmessaggero
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