Berlusconi: Finanziamenti alla scuola privata – Roma: Cinque in condotta per chi occupa

“Finanziamenti alla scuola privata”. Berlusconi ha concluso con una precisazione sui finanziamenti alla scuola privata: “Non mi ero accorto che nella Finanziaria sono stati tolti 134 milioni alla scuola privata cattolica. Ammetto una mia colpa: cercheremo di non togliere i finanziamenti alla scuola cattolica: è una libertà per tutti”.

Continuano le proteste. Le manifestazioni di protesta contro il decreto Gelmini non si fermano. Un migliaio di studenti sono scesi in strada stamani a Palermo. Apriva il corteo lo striscione con la scritta: “Un urlo alla Gelmini, no alla repressione, più fondi all’istruzione”. Corteo di protesta anche a Catanzaro, dove più di 500 studenti delle medie superiori hanno percorso le vie del centro scandendo slogan contro il ministro dell’Istruzione. Anche gli studenti del nautico di Bagnoli bocciano il provvedimento Gelmini: questa mattina hanno occupato per un’ora un binario della stazione di Napoli Campi Flegrei.

“Cinque in condotta per chi occupa”. A Roma, la preside del liceo classico Albertelli annuncia che

domani si riunirà il consiglio d’istituto per decidere le punizioni da assegnare agli studenti che hanno occupato l’istituto. Se la scelta ricadrà sul 5 in condotta, sarà bocciatura certa per gli studenti: così vuola la neolegge Gelmini.
(5 novembre 2008)

 

Fonte: repubblica


IMPORTANTE

SITO TEMPORANEAMENTE SOSPESO, per mancanza di tempo e collaborazione

2 comments to Berlusconi: Finanziamenti alla scuola privata – Roma: Cinque in condotta per chi occupa

  • [...] pagare una scuola privata, poiché la politica tende alla privatizzazione del servizio  pubblico. Berlusconi: Finanziamenti alla scuola privata – Roma: Cinque in … [...]

  • dalla rete importante considerazione sul voto in condotta

    Sul voto di condotta:

    Legge 169/08

    Articolo 2.

    (Valutazione del comportamento degli studenti).

    1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive
    modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare
    degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in
    sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento
    di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede
    scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed
    agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche
    anche fuori della propria sede.
    […]
    2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del
    comportamento è effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico
    espresso in decimi.

    3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita
    collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione
    complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la
    non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del
    ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio
    dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro
    dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i
    criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del
    comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità
    applicative del presente articolo.

    In assenza del decreto è improprio utilizzare il voto in condotta e a
    maggior ragione scriverlo in pagella.

    In assenza del decreto le modalità per valutare il comportamento degli
    studenti sono quelle definite dalla normativa vigente, con particolare
    riferimento allo statuto delle studentesse e degli studenti (quelle in
    vigore anche l’anno scorso per intenderci)

    Quando uscirà il decreto, uniremo alla discussione sull’idiozia e la
    violenza del ripristino della valutazione in decimi dei comportamenti,
    spesso usata come arma di ricatto nei confronti di ragazzini anche della
    scuola dell’obbligo, quella che riguarderà i contenuti del doc.

    Fino ad allora diffondiamo l’idea che è improprio e arbitrario usare il voto
    in condotta su documenti ufficiali e che chi lo fa, può andare incontro a
    denunce e ricorsi da parte delle famiglie degli alunni.

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