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Bankitalia: è una priorità incentivare gli insegnanti

Scuola, non si ferma la protesta degli studenti
Bankitalia: è una priorità incentivare gli insegnanti

Prosegue la mobilitazione: in tutta Italia occupazioni e cortei
Codacons: giovedì in piazza in difesa dell’Istruzione pubblica

 
ROMA (25 ottobre) – Un’altra giornata di proteste quella di sabato contro la riforma Gelmini. A Roma corteo spontaneo a Centocelle con 2.500 studenti in strada. A Napoli i cortei hanno creato molti problemi alla circolazione stradale. Nel Salernitano gli studenti del Liceo Classico e Scientifico di Agropoli si sono legati e imbavagliati ai cancelli della scuola. Migliaia gli studenti in piazza a Potenza. Intanto il capo della polizia, Antonio Manganelli, ribadisce: «Siamo chiamati a garantire i diritti di tutti, sia nell’esprimere il dissenso che il consenso». Ieri gli universitari della Sapienza hanno protestato al Festival del Cinema. Fallito l’incontro tra il ministro Gelmini e gli studenti. Il Ministro ha ribadito: il decreto non cambia.

Sabato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha accusato l’opposizione di utilizzare il tema della scuola strumentalizzandolo. Massimo D’Alema, dalla manifestazione del Pd, ha ribadito che i tagli previsti nella riforma Gelmini produrranno un collasso del sistema formativo. Sul tema della scuola è intervenuto anche il cardinale Renato Raffaele Martino, ministro vaticano per i migranti e gli itineranti parlando delle “classi ponte”: la creazione delle classi ponte, che forniscono gli strumenti base di conoscenza della lingua italiana, è una forma di integrazione, ha detto, considerando invece «più ghettizante per un bambino o un ragazzo trovarsi in una classe ed essere impossibilitato a comunicare con gli altri compagni e con l’insegnante».

Bankitalia: la scuola è una priorità, incentivare gli insegnanti. Sul tema della scuola è intervenuta anche Bankitalia, definendo il tema «una priorità per il nostro Paese: il miglioramento della qualità del capitale umano, richiede interventi importanti sulla scuola e sull’universita», fra i quali la revisione degli «incentivi che guidano l’apprendimento come l’attività di insegnamento». Lo ha detto il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco. Fra le possibili linee di intervento, ha spiegato Visco, «va apprezzato e compensato il merito là dove si manifesta, è necessaria una migliore e più continua valutazione dei

programmi, dei metodi e dei risultati, occorrono infrastrutture e ambienti scolastici adeguati e attraenti». Attualmente, ha spiegato Visco, si sta ingenerando una spirale negativa fra istruzione «inadeguata» e bassi salari. Il rischio, ha sottolineato Visco, è di «finire in un equilibrio di bassi salari, bassa accumulazione di capitale umano, possibile disoccupazione o sotto-occupazione di coloro che hanno livelli di istruzione più elevati». Secondo Via Nazionale «l’attenzione al capitale umano e ai processi della sua formazione è ancora più cruciale in un contesto di crescente immigrazione», come quello attuale. Nel lungo periodo infatti, il malfunzionamento della scuola potrebbe rappresentare un ostacolo al processo di integrazione.

Codacons: giovedì in piazza in difesa dell’Istruzione pubblica. Il Segretario Nazionale del Codacons, Francesco Tanasi promotore del Co.Vi.Ge, Comitato nazionale Insegnanti e Genitori Vittime della Gelmini, annuncia che i consumatori scenderanno in piazza il 30 ottobre in 100 città per difendere la scuola primaria pubblica, il futuro degli studenti e 130 mila posti di lavoro: «Sarà un altro sensibile segno di dissenso – afferma Tanasi – nei confronti della riforma, segnali che tutti insieme dovrebbero preoccupare il Governo e indurre il ministro Gelmini ad ascoltare la volontà degli elettori». Tanasi lancia un ultimo appello ai senatori, chiedendo «uno scatto d’orgoglio nazionale, a cui spetterà la parola finale che decreterà la salvezza o la morte della scuola pubblica italiana».

Berlusconi: all’ultimo si aggrappano alla scuola. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che «per manifestare contro il governo all’ultimo momento si sono aggrappati alla scuola. Ma a dimostrare che si tratta di opportunismo politico e di strumentalità c’è di fatto che la sinistra, con in testa l’Unita e Repubblica, fece una guerra al governo contro il passaggio agli insegnanti plurimi nelle classi, oggi fa la stessa cosa per il ritorno al maestro unico. Quanto all’università – continua Berlusconi – non si capisce come facciano a protestare se non abbiamo ancora detto ‘bah’. Le università sono piene, i professori tengono le lezioni e gli alunni le ascoltano mentre certe trasmissioni tv riprendono artatamente manifestazioni e fanno sembrare molti di più quelli che sono contro». Sulla scuola, conclude il premier, «hanno raccontato ad Annozero, menzogne incredibili, falsità ideologiche».

Veltroni: protesta giusta e consapevole. Il leader del Pd Walter Veltroni, parlando dalla manifestazione del Pd al Circo Massimo ha criticato fortemente la riforma della scuola: «Stupisce lo stupore per una protesta giusta perché consapevole, responsabile e non violenta come sempre dovrà essere respingendo il tentativo di radicalizzare lo scontro portato avanti dal governo. Avete cammuffato i tagli sotto le mentite spoglie di una “riformetta”  – ha detto Veltroni -  che ha mortificato la dignità culturale e professionale dei docenti, la partecipazione di genitori e studenti, la natura di comunità educante della scuola». «Noi vi facciamo una proposta – ha aggiunto il leader del Pd – il governo ritiri o sospenda il decreto in discussione in Parlamento, modifichi con la finanziaria le scelte di bilancio fatte col decreto e avii subito un confronto con tutti i soggetti interessati. Fissando un tempo al termine del quale è ragionevole che le decisioni siano prese».

Bersani: sui cambiamenti discutiamo, sui tagli no. Il ministro ombra dell’Economia ed esponente del Pd, Pierluigi Bersani, ha detto che «sui cambiamenti per la scuola siamo pronti a discutere, ma suoi tagli no». Bersani definisce la protesta degli studenti apartitica e aggiunge: «Non si possono affrontare con odio e manganellate le richieste di studenti e famiglie».

D’Alema: i tagli produrranno un collasso del sistema formativo. «I tagli indiscriminati a scuola, università e ricerca rischiano di produrre un collasso del sistema formativo italiano – ha detto Massimo D’Alema – Dietro questo movimento di protesta contro i tagli alla scuola ci sono le famiglie, gli studenti preoccupati per il loro futuro: altro che facinorosi. Quelli che abbiamo davanti sono semplici e puri tagli, e non è una riforma».

Manganelli. «Siamo chiamati a garantire i diritti di tutti, sia nell’esprimere il dissenso che il consenso» ha detto Manganelli che oggi ha ricevuto il Premio Borsellino. Il capo della polizia ha chiarito che «non sono giustificabili né i blocchi stradali o ferroviari, né, tantomeno, forme di violenza. Il nostro dovere – ha aggiunto – è quello di tutelare la legalità, così come chiarito dal presidente del Consiglio, Silvio Berluconi». Parlando del problema sicurezza Manganelli ha sottolineato la necessità di «soluzioni sociali prosciugando il degrado morale e culturale, ma anche aumentando la legalità con risposte forti della Magistratura e delle forze dell’ordine».

Ecco la cronaca delle manifestazioni di sabato in numerose scuole e università italiane contro la riforma Gelmini.

Roma. Al corteo di Centocelle hanno partecipato gli istituti superiori Kant, De Chirico, Benedetto da Norcia, Levi Civita, Amaldi. Tra i numerosi striscioni, in evidenza quello del Kant, in un inglese maccheronico, che recitava: «Stend ap for ior rait. Gelmini docet».

Liceo Orazio: non strumentalizzare la manifestazione del 27. «La manifestazione che avrà luogo lunedì 27 da piazza della Repubblica a piazza Venezia è stata richiesta dagli studenti rappresentanti d’istituto del Liceo Scientifico Nomentano e vi prenderanno parte numerose altre scuole. Per le manifestazioni che avranno luogo martedì 28 e mercoledì 29 la richiesta è stata fatta dagli studenti del Liceo Classico Orazio. I cortei di martedì 21 e mercoledì 22 nel quarto municipio sono stati organizzati dagli studenti dei Licei Orazio, Nomentano e Giordano Bruno, che si sono ispirati ai valori condivisi della democrazia. Rifiutiamo qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica della nostra manifestazione da parte delle sigle di estrema destra». Così in un comunicato gli studenti del liceo “Orazio” autogestito di Roma.

Calabria. Oltre alle città capoluogo che hanno ospitato cortei e assemblee la protesta si estende anche nelle province. Nel cosentino, ad Amantea, autogestione al liceo scientifico, all’istituto professionale, al commerciale e all’industriale. Lunedì le scuole superiori hanno programmato un corteo con dibattito in piazza. In provincia di Catanzaro assemblee si svolgono al liceo Campanella di Lamezia Terme con gli studenti che hanno realizzato striscioni contro la riforma e discusso dei suoi aspetti. Proteste anche al liceo scientifico di Sersale.

La Spezia. Dopo il liceo scientifico Pacinotti, occupato da tre giorni, alla Spezia gli studenti hanno occupato anche il liceo sociopedagogico Mazzini. E questa mattina si vota al liceo classico Costa che ha già attivato da ieri una forma di sospensione didattica con le aule aperte anche al pomeriggio, l’interruzione dei saggi e delle interrogazioni. Si allarga così anche nello spezzino la protesta contro i decreti del ministro Gelmini, al centro di una giornata di cortei, ieri, in cui complessivamente sono scesi nelle strade oltre tremila studenti: accanto agli istituti scolastici superiori, anche la delegazione dei giovani universitari del Polo Marconi, che denunciano «i tagli alle risorse» e paventano «una svendita dell’università pubblica a vantaggio dei privati».

Milano. Gli studenti delle scuole superiori milanesi hanno annunciato da giorni l’avvio per lunedì prossimo delle occupazioni e delle autogestioni, la forma “storica” delle mobilitazioni contro le riforme scolastiche che si sono succedute negli anni. Al momento è stato occupato il liceo classico Omero (da martedì scorso). La lista degli istituti milanesi dove gli studenti si dicono pronti a “prendere possesso” delle loro scuole a partire dall’inizio di settimana prossima è lunga. Tra gli altri ci sono il classico Manzoni, gli artistici Boccioni e Caravaggio, gli istituti tecnici Besta, Itsos Steiner e Conti, il liceo di scienze sociali Kandinsky e lo scientifico Vittorio Veneto. Un’ondata di occupazioni analoga è prevista anche in provincia, mentre per il 29 ottobre, il giorno prima della grande manifestazione del mondo della scuola, il Collettivo fa sapere che ci saranno numerose iniziative spontanee in città.

Napoli. Traffico in tilt a Napoli per i due cortei degli studenti che hanno percorso via Medina, all’altezza della Questura, e quello che si è spostato tra via Duomo, corso Umberto e via Mezzocannone. A partecipare alcune centinaia di persone, tra i quali studenti dei licei Sbordone, Alberti e Villari. I manifestanti dopo aver bloccato una corsia di via Marina sedendosi a terra per un’assemblea pubblica, hanno ripreso il loro percorso. Pranzo sociale all’università nella sede di Architettura a Napoli e organizzazione di forme creative di protesta.

Perugia. Lezione universitaria in piazza, per protesta, stamani a Perugia, tra centinaia di visitatori giunti nel capoluogo umbro per Eurochocolate. Il docente, Andrea Capotorti, del dipartimento di matematica, ha tenuto la sua lezione («ufficiale», ha specificato) cercando di superare i megafoni degli animatori di Eurochocolate, tra bambini che giocavano nei vari stand e turisti che si fermavano incuriositi ad ascoltare.

Potenza. Migliaia di studenti delle scuole medie superiori (circa cinquemila secondo fonti della Questura, molti di più secondo gli organizzatori) hanno percorso in corteo, stamani, alcune fra le principali strade della città per protestare contro la riforma della scuola. A Matera gli studenti universitari sono riuniti in assemblea permanente nell’aula «Sasso» dell’Ateneo: fuori dall’edificio sono esposti striscioni di critica al decreto 133. Assemblee si sono svolte anche in alcuni istituti superiori.

Salerno. Dopo tre giorni di corteo sabato mattina gli studenti del Liceo Classico e Scientifico di Agropoli (Salerno) si sono legati ai cancelli del Liceo Classico «contro chi vuole frapporre una barriera sempre più alta tra noi e la scuola – spiega Michele Rizzo, rappresentante d’Istituto degli studenti – il bavaglio è per chi vuole ridurci al silenzio. Pure imbavagliati, noi continueremo a difendere le nostre ragioni».

Trieste. Circa un migliaio di persone – studenti dalle elementari all’università, insegnanti e genitori – ha partecipato a Trieste alla manifestazione contro la riforma del ministro Gelmini. In testa al corteo, che ha percorso le vie del centro a partire da piazza Goldoni per concludersi in piazza Unità, di fronte la Prefettura, i ragazzi del liceo scientifico Guglielmo Oberdan, che hanno voluto anche ricordare il loro compagno di scuola, Gabriele Manfioletti, morto la notte scorsa in un incidente della strada.

Fonte: ilmessaggero


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