Inviato da admin il 18 Novembre 2008 - 23:54
Stipendi pubblici, maglia nera alla scuola
Gelmini: «Troppi insegnanti e mal pagati»

di Anna Maria Sersale
ROMA (18 novembre) - Un professore guadagna meno di un vigile del fuoco e meno di un impiegato ministeriale. Ma anche meno di un poliziotto, di un militare e di un dipendente del servizio sanitario nazionale. Lo rileva la Ragioneria generale dello Stato nell’ultimo rapporto che mette a confronto gli stipendi. Ma come mai nella scala delle retribuzioni pubbliche gli insegnanti sono gli ultimi? Come mai le carriere promesse da un decennio restano un miraggio? «Sugli insegnanti non si investe, c’è un grande equivoco, si dà poco alla scuola perché le si chiede poco, salvo rinfacciarle di non essere all’altezza di formare giovani competitivi», con amarezza Gigliola Corduas, presidente della Federazione nazionale degli insegnanti, spiega l’umiliazione di chi ogni giorno sale in cattedra con «stipendi da fame».
«Con una retribuzione annua di 26.525 euro il personale scolastico nell’anno 2007 ha la media più bassa del comparto pubblico, inferiore anche alla media degli impiegati ministeriali, che hanno 27.997 euro l’anno, e inferiore alla media dei vigili del fuoco, 28.035. All’estremo opposto rispetto ai docenti ci sono i magistrati, che guidano la classifica con 119.879 euro lordi l’anno». Ma ecco un altro dato che evidenzia quanto gli insegnanti siano i più penalizzati: la media degli stipendi pubblici, che è di 31.694, è di 5.169 euro l’anno maggiore rispetto alla loro. Le cifre, quanto mai eloquenti, sono della Ragioneria generale dello Stato e sono contenute nell’ultimo conto annuale che mette a confronto le retribuzioni della pubblica amministrazione nel triennio 2005-2007.
Gli insegnanti italiani, dunque, non solo guadagnano meno dei colleghi stranieri, 26.525 euro
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Inviato da admin il 18 Novembre 2008 - 23:53
Importante delibera del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione 18-11-2008 | Scuola Il CNPI, il massimo organo collegiale nazionale, riunito in seduta plenaria, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, proposto dal consigliere FLC Cgil Mario Battistini, che nei fatti sconfessa tutto l’operato del Governo sulla cosiddetta riforma della scuola.
Il giudizio negativo è a 360 gradi, infatti il CNPI esprime dissenso per l’entità e le modalità della manovra finanziaria che riduce quantità e qualità dell’offerta formativa, giudica pregiudiziale a qualunque cambiamento il confronto democratico con la scuola, chiede la revisione della norma sul maestro unico e rivendica il diritto dovere ad un suo coinvolgimento in tutti i processi decisionali.
Una delibera con cui il Ministro della pubblica istruzione dovrà confrontarsi, un atto di pesante condanna politica che non può rimanere lettera morta e che conferma in pieno le ragioni della grande mobilitazione sindacale.
Roma, 18 novembre
___________________
Ordine del giorno CNPI
Seduta del 17 novembre 2008
Il CNPI esprime fermo dissenso e viva preoccupazione sulle scelte operate sul sistema di istruzione che, se confermate, comportano per entità e modalità degli interventi finanziari e di natura normativa, una destrutturazione del sistema scolastico pubblico ed una netta riduzione quantitativa e qualitativa dell’offerta formativa.
Il CNPI, richiamando gli orientamenti espressi dallo stesso ministro presidente nella seduta del 9 Luglio
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Inviato da admin il 18 Novembre 2008 - 22:36
Università, Gelmini: «Sì a confronto con la sinistra, no alle menzogne»
BRESCIA (16 novembre) - «Sono state raccontate agli italiani molte bugie». Il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, a un convegno a Rezzato, nel bresciano, torna a difendere le sue scelte. «La volontà del governo d’eliminare il tempo pieno, o peggio ancora di farlo pagare alle famiglie, la volontà di chiudere le scuole di montagna e delle piccole isole, la volontà d’impoverire l’insegnamento della lingua straniera», spiega, sono «tutte bugie».
Sì al confronto, no alle menzogne. «Io sono ferma - aggiunge - nella volontà di confrontarmi con la sinistra ma respingo il tentativo di buttare delle menzogne sulla riforma, di creare un clima d’allarmismo, come se non bastassero i tanti problemi che le famiglie italiane gia affrontano sulla riforma». «Credo che ci siano le condizioni per spiegare il provvedimento che abbiamo approvato in Consiglio dei ministri», dice ancora il ministro dell’Istruzione. «Mi riferisco sia alle linee guida sull’Università che a un decreto che verrà poi discusso in Parlamento e che contiene pochi provvedimenti ma molto significativi. Penso a 130 milioni di euro in borse di studio per premiare gli studenti meritevoli e capaci, anche privi di mezzi, come recita la nostra Costituzione, 70 milioni di euro per residenze universitari e poi tagli selettivi per premiare le Università migliori, penalizzando chi spreca denaro pubblico».
Questo è un governo per certi versi di sinistra. «Non cediamo agli spettri del pessimismo, non enfatizziamo i problemi del paese, non giochiamo con le paure legittime dei giovani. Paure che io comprendo e condivido, perché ho 35 anni. Ho molti amici che per la prima volta dopo decenni hanno meno opportunità dei loro
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Inviato da admin il 18 Novembre 2008 - 22:30
Università, Gelmini: «No all’egualitarismo del 18 politico, l’opposizione collabori»
ROMA (15 novembre) - All’indomani dello sciopero contro la riforma dell’Università, che ha visto scendere in piazza a Roma migliaia di studenti da tutta Italia in tre distinti cortei, Cgil e Uil in un altro, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ribadisce la propria convinzione sulla necessità e l’opportunità delle misure adottate. Si dice «orgogliosa» del decreto e dichiara guerra all’ideologia dell’egualitarismo «del 18 o del 6 politico a tutti». «Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, mettendo da parte la paura - dice ai giovani dei Circoli del buongoverno a Montecatini Terme (Pistoia) - Chi sta con i giovani non può che percorrere strade nuove».
Gelmini è stata accolta da cartelli che inneggiavano alla sua riforma «Gelmini caccia i baroni»; «Mariastella con i giovani», alcuni degli slogan esibiti all’arrivo del ministro. «Ci assumiamo tutte le nostre responsabilità per le iniziative - ha proseguito Gelmini - che abbiamo avviato e siamo aperti al confronto. Ma non chiedeteci di difendere lo status quo».
Cancellare l’egualitarismo del 18 politico. «Noi vogliamo cancellare dalla scuola e dall’università l’ideologia dell’egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti. Lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone e vogliamo premiare il merito». Poco prima di affrontare questo tema, il ministro aveva detto: «Bisogna evitare
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Inviato da admin il 18 Novembre 2008 - 22:11
Scuola, le proteste non si fermano: via alla settimana di mobilitazione
ROMA (17 novembre) - E’ iniziata la settimana di mobilitazione studentesca, che quest’anno si inserisce nell’ambito del movimento contro la riforma Gelmini. Fino a sabato previsti appuntamenti e iniziative, lezioni all’aperto, fiaccolate, assemblee pubbliche.
Secondo l’associazione Rete degli studenti, in numerose scuole e assemblee cittadine partiranno percorsi autogestiti per elaborare proposte su come si vuole far proseguire la protesta. Otre una ventina le città coinvolte nelle iniziative tra cui Palermo, Catania, Lecce, Genova, Perugia, Sassari, Padova, Venezia. Anche l’Unione degli studenti ha messo in campo una serie di iniziative, nell’arco di tutta la settimana, «per costruire dal basso una scuola e una società diverse, con lo slogan “Io voglio sapere”».
Cortei a Verona e Treviso. Alcune centinaia di studenti hanno partecipato a Verona ad un “corteo funebre” con fiaccolata “per la morte della scuola pubblica”. Gli studenti sono partiti dalla biblioteca universitaria per arrivare poi a depositare simbolicamente una bara alle Arche scaligere. Sempre a Verona sono inoltre cominciate all’istituto Galilei due settimane di pomeriggi autogestiti per parlare di istruzione e riforma. Per «difendere il diritto allo studio e per l’abrogazione della legge Gelmini» circa 400 studenti e insegnanti sono sfilati anche a Treviso.
A Padova, all’Istituto artistico Selvatico, c’è stato invece un pomeriggio di incontri, assemblee, laboratori.
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Inviato da admin il 18 Novembre 2008 - 22:02
Incontro Gelmini-Consiglio Universitario: «Corsi inutili, riduzione del 20%»
ROMA (18 novembre) - Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini oggi ha incontrato il Consiglio Universitario Nazionale (Cun). Il Cun sta lavorando a una razionalizzazione dei corsi che potrebbe portare a una riduzione di circa il 20% degli stessi. Intanto alla Sapienza serata-concerto organizzato dagli Studenti in Movimento. Ma le manifestazioni contro la riforma dell’università non si placano. A Padova blitz di una cinquantina di studenti del collettivo di Scienze politiche dell’Università di Padova, vicino ai Disobbedienti, durante la riunione del gruppo “Studenti per le libertà”, legata a Forza Italia.
Incontro Gelmini-Cun. Il Consiglio Universitario Nazionale (Cun) ha presentato alla Gelmini il progetto di razionalizione dei corsi che porterà a una riduzione del 20% dei corsi di laurea, pari a circa mille corsi in meno. Il Presidente del Consiglio Universitario Nazionale Andrea Lenzi ha sottolineato che «in Italia esistono più di 5000 corsi di laurea quasi il doppio rispetto al 1999, anno in cui siamo passati da un sistema universitario monociclo a un sistema a ciclo spezzato (il 3+2 con 3 anni di base e 2 di specializzazione). Proprio questa scelta ha portato ad un fisiologico raddoppio dei corsi di laurea». Secondo Lenzi alcuni corsi sono strategici, «ma molti vanno rimodulati o addirittura cancellati». Oltre a corsi molto piccoli per numero di studenti, «necessari perché molto specifici» altri risultano «inutili» perché hanno un «obiettivo formativo e uno sbocco professionale incerto». Su questi ultimi si sta concentrando il lavoro del Cun. «Abbiamo calcolato - concldue Lenzi - che, grazie a questa razionalizzazione, il numero dei corsi subirà una riduzione di circa il 20%».
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Inviato da admin il 18 Novembre 2008 - 22:00
ROMA (16 novembre) - E’ stata approvata per acclamazione l’autoriforma degli studenti redatta a Roma, nel giorno conclusivo del week-end di assemblea nazionale degli universitari, a cui hanno partecipato, ospitati in alcuni edifici occupati dell’ateneo La Sapienza, più di un migliaio di giovani di circa venti atenei diversi, provenienti da tutta Italia. Tra le linee programmatiche della “riforma dal basso”, così come è stata definita dai suoi redattori, ci sono l’abolizione del numero chiuso e delle diverse classi di docenza, il superamento del “sistema 3+2″, l’eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria e l’accesso gratuito per gli universitari a diversi servizi.
Dopo i workshop di ieri, con circa 200 interventi, nel secondo giorno di assemblea sono state presentate idee e proposte che hanno riscontrato ampio consenso tra gli studenti, come il riconoscimento di «corsi di autoformazione» attraverso seminari autogestiti, l’abolizione dei contratti dei precari con nuove assunzioni e l’abbassamento delle tasse universitarie (eliminate per gli iscritti appartenenti a fasce deboli).
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Inviato da admin il 17 Novembre 2008 - 02:11
L’Onda arriva anche in Europa
La protesta da Bruxelles a Siviglia
Lo striscione degli studenti italiani a Barcellona
ROMA - “L’Onda anomala travolge Parigi”: con questo slogan studenti e ricercatori italiani si sono uniti dalla capitale francese alle proteste dei loro colleghi in Italia. E non solo: manifestazioni analoghe si sono tenute in tutta Europa, da Bruxelles a Copenaghen a Barcellona, Sivilia e Madrid. In piazza, in genere davanti alle ambasciate e ai consolati italiani, soprattutto gli studenti all’estero per via del programma Erasmus.
“Anche noi studenti all’estero - si legge nel documento pubblicato dalla rete degli studenti italiani a Siviglia - vogliamo far sentire la nostra voce e il nostro appoggio agli amici studenti che si stanno mobilitando in questi giorni in Italia, come sta avvenendo in tutta Europa”.
STOCCARDA. In mattinata circa 50 tra studenti Erasmus, ricercatori e dottorandi attualmente impegnati per motivi di studio nelle università tedesche di Tubinga, Heidelberg e Stoccarda, hanno manifestato davanti al Consolato generale d’Italia a Stoccarda. Al console è stato consegnato un documento che esponeva le ragioni della protesta.
AARHUS. Gli studenti Erasmus italiani ad Aarhus, organizzati nel collettivo “Erasmus in movimento”, hanno
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Inviato da admin il 16 Novembre 2008 - 22:00
Tutto il teorema dell’articolo di Libero del 15 novembre “Affari rossi. Cgil maestra a far soldi, scrive i libri di scuola e il prof ce li fa comprare” firmato da Gennaro Sangiuliano è pura e semplice diffusione di notizie false.
Obiettivo la FLC Cgil, insieme alle Edizioni Conoscenza e a Proteo Fare Sapere.
Il marchio editoriale “Edizioni Conoscenza” della Cooperativa Valore Scuola, come risulta dal suo sito, ha un ricco catalogo di libri, dalla pedagogia e didattica, alla normativa e alla narrativa.
Libri, come testimonia il giornalista, di qualità (anche se detto da lui non ci pare un complimento).
Questi però non sono libri di testo utilizzati nelle scuole e non sono diretti agli alunni. Se il sedicente giornalista facesse il suo mestiere scoprirebbe che nemmeno uno dei titoli del catalogo è finalizzato allo studio di una disciplina da parte degli alunni, dunque nessun docente può adottarli. Nemmeno se iscritto alla Cgil. Sono libri per gli insegnanti, e non solo per loro, che chiunque è libero di comprare se gli pare.
Quanto ai bilanci a sei zeri il sedicente giornalista dovrebbe prendersi la briga di andarseli a leggere, visto che sono pubblici, e, se proprio ci tiene, pubblicare le cifre vere.
Dispiace dire di un giornalista che non capisce quello che legge e che quindi diffonde notizie false.
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Inviato da admin il 16 Novembre 2008 - 21:22
ASSEMBLEA DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA MERCOLEDI’ 19 NOVEMBRE ore 17
alle Scuole Guido Reni, in vicolo Bolognetti, 10 come sempre L’argomento centrale sarà l’organizzazione dell’iniziativa LA SCUOLA SI FA … STRADA del 22 NOVEMBRE 08
La vivacità e l’inventiva non mancano!
Ho già ricevuto molte adesioni, anche non ancora dettagliate (vedi allegato): già l’elenco è ricco, e sorprendono, anche questa volta, soprattutto i paesi della provincia che si uniscono all’iniziativa.
Sappiamo già anche di molte altre scuole di Bologna, che stanno preparandosi.
Aspetto comunicazioni.
Ricordo alle scuole che si possono aggiungere anche organizzando iniziative semplici, per dare una visibilità alla scuola.
Altre scuole possono aggregarsi a quelle che già stanno organizzandosi, per collaborare ed ingrossare la partecipazione (chiedete a me eventualmente i contatti).
Ricordo che, PER LE SCUOLE DI BOLOGNA CITTA’, è necessario entro domani comunicare a me, o direttamente a Marzia ( marziamasca@hotmail.com ) la Via, la Piazza che si intendono utilizzare, e un numero di cellulare come riferimento, perchè Marzia martedì mattina farà la comunicazione collettiva alla Questura. Leggi tutto »
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Inviato da admin il 16 Novembre 2008 - 21:16
BOLOGNA: SCUOLA APERTA
Lunedí 17 novembre 2008 dalle 16 alle 19 e oltre… in Piazza Maggiore
discussioni, banchetti informativi, laboratorio di pittura, rinfresco, e tanto altro…
Le scuole superiori di Bologna scendono in piazza per mostrare alla cittá la scuola che vorremmo
come struttura aperta allo scambio e alla condivisione delle idee volta a formare cittadini liberi e consapevoli - vogliamo una scuola pubblica all’altezza delle nostre esigenze che le politiche scolastiche dell’attuale governo renderanno impossibile prevedendo tagli di 8 miliardi di euro all’istruzione nella prossima finanziaria che porteranno a conseguenze disastrose sul livello dell’istruzione pubblica in questo paese
Tutta Bologna é invitata a questo pomeriggio all’insegna della protesta e della proposta positiva, SPARGETE LA VOCE..!
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Inviato da admin il 15 Novembre 2008 - 14:13
ASSEMBLEA SCUOLE BOLOGNA
LA SCUOLA SI FA STRADA, BOLOGNA, SABATO 22 nov 08.
Per organizzare l’iniziativa delle lezioni in piazza di sabato 22 novembre, trovate allegato un fantasmino in word che può essere utilizzato per costruire i volantini, e qui sotto indicato il titolo ufficialmente concordato dal gruppo di lavoro:
BOLOGNA, SABATO 22 NOVEMBRE. LA SCUOLA SI FA STRADA lezioni di scuola pubblica in tutti i luoghi di Bologna e provincia
IMPORTANTI QUESTIONI ORGANIZZATIVE.
- le scuole dovrebbero comunicare in rete (a 62elena@alice.it ) entro lunedi 17 la piazza scelta per le lezioni, l’ora dell’iniziativa e il nominativo e numero cell del responsabile, per inviare una comunicazione collettiva alla questura
- in ogni scuola è bene organizzare l’iniziativa che ritiene più consona e che riesce a mettere in campo, anche iniziative che sembrano “piccole” - oppure aggregarsi ad altre scuole che si stanno già organizzando
- nel caso in cui alcune scuole non siano in grado di organizzare l’iniziativa per mancanza di tempo o risorse, entro martedi prossimo saranno elencate in rete (e giovedi sui giornali, si spera) le piazze di Bologna e comuni della provincia dove verranno svolte le lezioni di strada alle quali si potranno aggregare tutte le scuole “orfane”.
Stanno arrivando le prime idee dalle scuole. leggi tutto
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Inviato da admin il 15 Novembre 2008 - 12:55
TUTTI I DATI PER UN CONFRONTO CORRETTO “LA VERITA’ SUI NUMERI DELLA SCUOLA”
Dossier di Tuttoscuola Fonte: cvdsp
Il 22 ottobre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini hanno presentato un dossier intitolato “Tutte le bugie della sinistra”, con lo specifico intento di “rispondere con dati e cifre al mare di falsità della sinistra”. Poche ore dopo il Partito democratico ha replicato con un controdossier, punto su punto, intitolato “Tutte le bugie del premier sulla scuola”. Ciò che colpisce è che entrambi i dossier contengono imprecisioni, forzature e anche veri e propri errori. Il “dossier verità” di Tuttoscuola evidenzia incongruenze e approssimazioni e riporta tutti i dati per un confronto corretto. D’altro canto il dibattito in corso sulla scuola, fortemente condizionato dalle esigenze di semplificazione della comunicazione mediatica, fa sempre più un uso disinvolto dei dati, spesso piegati a sostenere i ragionamenti della parte politica che li espone, e la cui precisione è subordinata all’efficacia dell’argomentazione. Capita così di sentire scambiare miliardi con milioni (di euro), e di ascoltare discorsi sul “passaggio da tre maestri a uno” come se l’introduzione del cosiddetto maestro unico (altra semplificazione) comportasse il risparmio di due maestri per classe, e non di mezzo maestro, come in realtà avverrà (il modulo funziona con 3 maestri su 2 classi, cioè in termini di carichi orari con 1,5 maestri per classe). Leggi tutto
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Inviato da admin il 13 Novembre 2008 - 22:58
le uscite nel 2008 sono salite di 13 milioni. Colpa dei nuovi vitalizi
I costi della politica: più 100 milioni
I Palazzi del potere hanno aumentato le spese Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi
Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore.
Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell’Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle
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Inviato da admin il 13 Novembre 2008 - 20:49
Università, la giungla dei corsi fantasma: 1.469 hanno meno di 15 iscritti
Guarda l’elenco
di Anna Maria Sersale
ROMA (11 novembre) - La corsa alla moltiplicazione delle cattedre ha prodotto enormi distorsioni. L’università degli sprechi è ingolfata da una selva di corsi di laurea, di cui molti con pochi immatricolati e pochi iscritti. Non sempre necessità formative giustificano il mantenimento di corsi con un gruppetto esiguo di frequentanti. Certo, ci sono settori specialistici che vanno comunque salvati. Nè si può ragionare solo in termini numerici.
Tuttavia i dati statistici del ministero dell’Università sono allarmanti: abbiamo 40 corsi con un solo immatricolato, 767 con dieci o meno immatricolati e 1.260 con 15 o meno immatricolati. Inoltre abbiamo 235 corsi con un solo iscritto, 1.109 con 10 o meno iscritti e 1.469 con 15 o meno iscritti. La gran parte sono di area sanitaria. Riguardano professioni che vanno dall’ostetricia alla dietistica, all’ortottica, alla radiologia medica, all’igiene dentale, alle tecniche di neurofisiopatologia, alle tecniche diagnostiche o audiometriche.
Ma il problema dei corsi di laurea con pochissimi immatricolati riguarda anche altri settori. Spesso le università si sono fatte concorrenza a suon di sigle e hanno cercato di attrarre iscritti con titoli che promettevano specializzazioni da utilizzare con facilità sul mercato del lavoro.
Ma se le università si sono gonfiate di corsi sanitari semideserti lo devono a una legge del 1999 che prevede un accordo Stato-Regioni secondo cui gli atenei sono obbligati a garantire le specializzazioni sanitarie. «Sì, la programmazione di quei corsi non è nostra - spiega Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario Leggi tutto »
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Inviato da admin il 13 Novembre 2008 - 20:07
Economist sostiene Gelmini: riforma necessaria
ROMA (13 novembre) - «L’università italiana ha disperatamente bisogno di una riforma, tuttavia resiste al cambiamento». Con questo titolo il settimanale Usa The Economist sarà domani in edicola con un articolo fortemente critico nei confronti del sistema universitario del Belpaese e di sostegno a quanto sta tentando di fare il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.
«Uno dei settori peggio gestiti, peggio performanti e più corrotti d’Italia», caratterizzato da una «mediocrità uniforme». Questi alcuni dei pesanti giudizi sull’università italiana del giornale americano, che critica il sistema dei «baroni» e il nepotismo imperante negli atenei. Il settimanale sottolinea poi come il ministro stia cercando di modificare alcuni aspetti, come quello della selezione per l’accesso alla docenza, «per prevenire gli abusi», ma nonostante ciò stia incontrando l’ostilità di studenti e docenti, che con i sindacati hanno organizzato la manifestazione nazionale di venerdì.
Fonte: ilmessaggero
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Inviato da admin il 13 Novembre 2008 - 19:42
Una diretta di tre ore, di 20 radio universitarie a reti unificate, seguirà il corteo nazionale. L’iniziativa è promossa da «Raduni», associazione degli operatori radiofonici e televisivi universitari di tutta Italia. Durante la diretta, che dalle 9.30 si protrarrà sino alle 12.30, sarà lanciato il concorso «Un Assegno per la ricerca», che premierà con 500 euro il miglior video dedicato allo stato attuale della ricerca negli atenei italiani, tema caldissimo. Discuteranno dell’evoluzione della protesta e dei provvedimenti governativi Daniele Luttazzi, Paola Cortellesi, Marco Travaglio, Massimo Gramellini, Alessandro Bergonzoni, Margherita Oggero, Davide Ferrario. Per ascoltare la diretta basterà collegarsi al blog www.raduni.wordpress.com, in alternativa ai siti www.fuoriaulanetwork.it o www.110.unito.it
Anche repubblica.it trasmetterà in diretta “L’UNIVERSITA’ IN PIAZZA A ROMA“, venerdì 14 novembre, dalle 10.00 puntata speciale di RepubblicaTv: in diretta video dal corteo e dalla piazza, la manifestazione nazionale di studenti e sindacati contro la riforma Gelmini dell’Università. E anche tu puoi essere reporter di RepubblicaTv: INVIA I TUOI VIDEO DALLA MANIFESTAZIONE
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Inviato da admin il 13 Novembre 2008 - 17:51
Università, i sindacati si spaccano
la Cisl revoca lo sciopero di venerdì
Gli studenti intanto si organizzano: tre i cortei previsti a Roma Studenti in assemblea all’università di Firenze
ROMA - I sindacati si spaccano sulla riforma dell’università. La Cgil, dopo l’incontro di ieri con Maria Stella Gelmini, boccia come “del tutto insufficienti” le proposte del ministro, la Cisl revoca lo sciopero di venerdì dopo aver firmato insieme alla Uil (che invece conferma l’agitazione) un documento con le richieste per il settore, che la Gelmini si è impegnata a sottoporre al vaglio di Tremonti e Brunetta. Una frattura aggravata anche dall’esclusione della Cgil, da parte del governo, a un incontro fra Berlusconi, Sacconi, Confindustria, Bonanni e Angeletti. E che ha fatto infuriare Guglielmo Epifani, che proprio mentre la Cisl si sfilava dalla mobilitazione del 14 ha fissato lo sciopero generale per il 12 dicembre. Sciopero revocato anche da parte dell’Ugl. Nel frattempo, negli atenei, gli studenti si preparano a partire per Roma, dove venerdì sono previsti tre cortei.
Sciopero revocato. Cisl-università e Cisl-ricerca hanno deciso di revocare lo sciopero. Il sindacato non sarà alla manifestazione di Roma. “Vogliamo proseguire il confronto aperto ieri con Gelmini per arrivare a una riforma condivisa - spiega Antonio Marsilia, segretario generale del settore - il ministro si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della manovra e a dare risposte concrete alle richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero”.
La Uil conferma l’agitazione. “Prendo atto dello sforzo fatto da Gelmini - spiega Alberto Civica, segretario generale di Uil università - ma purtroppo non è stata in grado di darci sufficienti garanzie. Lo sciopero non si fa per motivi ideologici, si fa sul merito e alla luce dei fatti. Al momento non ci sono ragioni per revocarlo”.
I punti del documento. I punti che più stanno a cuore ai sindacati, inseriti nel documento siglato durante l’incontro con la Gelmini, riguardano la stabilizzazione del precariato del personale tecnico-amministrativo, dei ricercatori e dei docenti dell’Afam (Alta formazione artistica e musicale), l’alleggerimento dei tagli al turn-over e alle risorse finanziarie, l’apertura di un tavolo di confronto per concordare le linee del ddl di riforma dell’università e migliorare il decreto pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale.
Sciopero confermato. La Cgil, comunque, conferma sciopero, manifestazione e le richieste avanzate
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Inviato da admin il 13 Novembre 2008 - 17:30

| Sapienza è alle 9.30 in piazzale Aldo Moro - piazza Venezia unione al corteo della Cgil - poi a piazza Navona |
| Roma Tre alla Piramide - piazza Venezia unione al corteo della Cgil - poi a piazza Navona |
| studenti medi piazza della Repubblica - piazza Venezia unione al corteo della Cgil - poi a piazza Navona |
| Cgil parte alle 9.30 da piazza della Bocca della Verità |
Assemblee, cortei, richieste a Trenitalia. Si è conclusa nel primo pomeriggio davanti alla stazione Porta Garibaldi la manifestazione dei circa duecento studenti che in mattinata erano partiti in corteo dalla Stazione Centrale di Milano, a ritmo di slogan contro la legge 133, accolti da un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. A Torino un corteo si è mosso nel pomeriggio da Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, verso la stazione Porta Nuova. La scelta delle stazioni, sia a Milano che a Torino, è dovuta al fatto che gli studenti chiedono a Trenitalia un biglietto ferroviario dal costo “equo” che permetta loro di raggiungere Roma per la manifestazione di venerdì. Stessa situazione a Bologna e anche a Napoli, dove Trenitalia ha reso disponibili tre treni con il 30% di sconto sul biglietto “ma ciò non soddisfa le nostre esigenze”, dicono i rappresentanti degli studenti (ne dovrebbero partire per Roma circa 4000) riuniti presso la Stazione centrale del capoluogo campano.
Tensione alla stazione di Milano. A Milano imponente schieramento di forze dell’ordine per il concentramento dei Collettivi studenteschi in partenza per Roma. Transennato l’accesso al piano dei binari, al quale si può accedere solo mostrando il biglietto. Le Fs ribadiscono: al prezzo “politico” di 20 euro andata e ritorno, per la capitale, non ci sono treni disponibili, mentre sarà possibile usufruire di treni speciali in partenza dopo le 18, costo del biglietto 44 euro. Le stime parlano di 2-3mila studenti in
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Inviato da admin il 13 Novembre 2008 - 16:54
Governo e Berlusconi, in calo la fiducia
In crisi i ministri: Gelmini perde il 5%
Il premier continua ad avere un buon gradimento personale
Fra i ministri, Sacconi (Welfare) balza in testa, giù Brunetta
di ALESSANDRA VITALI
Silvio Berlusconi
ROMA - La vicenda Alitalia che sembrava risolta e invece è caos, una riforma della scuola che continua a incassare proteste e malcontento, la crisi finanziaria, l’assenza di interventi ad ampio spettro per sostenere imprese e famiglie, le gaffe sul piano internazionale. Un inverno freddo per Silvio Berlusconi e il suo governo.
Il sondaggio realizzato dall’istituto Ipr Marketing per Repubblica.it rivela un significativo calo di fiducia nei confronti del premier e del suo esecutivo. Che diventa vistoso nel caso di alcuni ministri. Come quel 5% in meno per Maria Stella Gelmini. Diminuisce la fiducia anche nel Popolo delle libertà, il Partito democratico cerca di rimontare dopo i momenti difficili dei mesi scorsi. Notevole successo per Sacconi (Welfare), impegnato nella vertenza Alitalia, che arriva in testa.
I RISULTATI DEL SONDAGGIO IPR
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